La tutela dell’ambiente. Una scelta poco tecnica e molto politica.

Quando si sente parlare delle autorizzazioni necessarie all’esercizio di impianti industriali che hanno un impatto sull’ambiente, siano esse Autorizzazioni Integrate Ambientali o le più semplici Autorizzazioni Uniche Ambientali, spesso si tende a considerare una sorta di subordinazione delle scelte amministrative rispetto a quelle squisitamente tecniche.

Se i tecnici hanno espresso parere positivo, la successiva autorizzazione ambientale diventerebbe un atto dovuto. Non è così.

La giurisprudenza ha chiarito in varie sentenze, non ultima quella del TAR Campania (NA) Sez. VII n. 3669 del 4 luglio 2019, che nel procedimento autorizzativo la pubblica amministrazione, a valle delle molteplici conferenze dei servizi, compie l’ultimo passaggio: il rilascio dell’autorizzazione tiene conto certamente dell’istruttoria di tipo tecnico, ma non ne prende soltanto atto.

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Aiutiamoli (davvero) a casa loro

“Aiutiamoli a casa loro”. Questa frase, semplice e di facile effetto, è nota per esser diventata il principale slogan delle destre sovraniste e populiste, una “soluzione” in pillole da somministrare agli odiatori seriali stile “non passa lo straniero” per dormire sonni tranquilli, barricati in casa a protezione dei confini, armati di pistole cariche di legittima difesa.

Uno slogan che riassume perfettamente la pretesa di una larga parte della politica contemporanea di affrontare problematiche complesse, come quelle legate alla gestione dei flussi migratori, attraverso mere banalizzazioni e semplificazioni, pensieri brevi, pasticche di verità, il tutto condito da rigurgiti di odio sociale, spesso concretizzato in una battaglia tra poveri. Un modus operandi oramai predominante, capace di sbancare le cabine elettorali dalle Alpi alle Madonie.

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Italiani, brava gente. Tra professione di fede e razzismo sfrenato. Sacrificio simbolico o fantasma sacrificale? Con Recalcati, alla ricerca di una chiave di lettura convincente.  

Il sacrificio è una trappola fantasmatica quando si impone come una camicia di forza che costringe la vita alla propria umiliazione. Per Freud, più precisamente, quando diviene una meta della pulsione. Si deve allora tornare a distinguere con precisione il sacrificio simbolico e il fantasma sacrificale in senso stretto.

 

Contro il sacrificio.

Al di là del fantasma sacrificale

Massimo Recalcati

Raffaello Cortina Editore, 2017

 

La lettura dello psicanalista e filosofo è di quelle che incanta. Per capire come Recalcati abbia tenuto incollate masse di spettatori nelle sue incursioni notturne su RAI 3, lo scorso inverno, basta davvero leggerlo. L’esercizio funziona e avvinghia al testo se poi si cerchi, in quelle pagine, un conforto rispetto all’affanno di una realtà che pare sempre più liquida e incomprensibile.

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Carcere, tornare alla Costituzione

24.07.2019. Roma. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Casa Circondariale Rebibbia “Raffaele Cinotti” ed ha cenato presso il ristorante realizzato all’interno dell’Istituto Penitenziario.

25.07.2019. Roma. L’Associazione Antigone ha presentato il proprio rapporto di metà anno sulle carceri italiane.

Due notizie importanti, seppure passate in sordina, che devono essere lette in correlazione.

Dal rapporto di Antigone emerge la condizione drammatica in cui versano le persone ristrette.

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Von Der Leyen

La presidenza della Commissione UE, Von Der Leyen, ha imbarazzato gran parte dei mezzi di comunicazione italiani. Non perché sia la prima donna, ma perché  eletta con una maggioranza ristretta, 9 voti, quindi con i 14 determinanti del M5S. La cosa  da una parte ha messo in luce l’errore della stampa italiana dell’aver sorvolato prima sulla non esistenza della maggioranza PPE PSE  e sulla necessità di accordarsi almeno con i liberali; dall’altra ha mostrato che la proposta dal Consiglio degli Stati ha raccolto molte defezioni, tante tra i socialisti, diverse tra i popolari e qualcuna tra i liberali. Dunque le certezze abituali sono sparite.  La vecchia maggioranza è sepolta, la nuova è una stranezza claudicante e la burocrazia UE ha preso un colpo.

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Concorrenza fa bene. Anche quella fiscale

La concorrenza fiscale di Olanda, Irlanda ed  altri paesi membri UE (ed anche OCSE) non è “sleale”, è semplice  concorrenza e come tale esprime la maggiore efficienza di quei sistemi,  virtuosi,  in grado di contenere la loro pretesa fiscale e al contempo garantire infrastrutture e servizi,  rispetto all’inefficienza italiana che, a dispetto della  pressione fiscale tra le più alte al mondo, è dotata di infrastrutture obsolete e fatiscenti e fornisce servizi inadeguati , se non addirittura inesistenti.

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Le alture del Golan, una scuola di geopolitica

Le alture del Golan sono un altopiano roccioso, a nord-est di Israele, fra i 1.000 e i 1.200 metri di altezza, con una superficie totale di circa 1.800 chilometri quadrati. Delimitate dal monte Hermon a nord, dal fiume Yarmuk a sud, da un suo ramo stagionale e colline degradanti a est, e dal fiume Giordano e dal mare di Galilea a ovest, sono di enorme calibro strategico-militare, in quanto forniscono un ampio dominio visivo su Israele, Siria, Giordania, e Libano. Appartengono de iure alla Siria e de facto a Israele. Leggi tutto

Una riflessione su libertà e democrazia nella moderna società dell’informazione

La società di oggi si presenta ai nostri occhi sempre più globalizzata, sempre più informata ed informatizzata. Alcuni, proprio per questo, hanno parlato di capitalismo cognitivo o di economia dell’informazione, per indicare l’importanza che l’informazione riveste nella società moderna.
Oggi l’informazione è denaro, l’informazione ha un prezzo, non solo puramente e strettamente economico, ma spesso anche morale ed emotivo.
Per questo mi chiedo e vi chiedo: l’informazione è sempre un valore? O, in determinati casi, e a certe condizioni può essere considerata un disvalore?
Perché, se pur vero che vi può essere un interesse pubblico alla conoscenza, dietro tale interesse è ben possibile che si celi l’interesse di un soggetto singolo, portatore di un interesse personale, e quindi del medesimo rango rispetto all’interesse pubblico alla conoscenza, e quindi ugualmente rilevante e meritevole di tutela.

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Per un nuovo CSM

Nel paese delle bugie la realtà è una malattia scriveva Gianni Rodari. E non conosceva le vicende nostrane del CSM, apoteosi dell’ipocrisia e della menzogna.

I membri del CSM, come tutti sanno, sono in parte magistrati e in parte politici, e sono sostanzialmente indicati dai capi delle correnti di magistrati e dai capi dei partiti. Quando ci sono nomine da fare questi si accordano. E sempre stato così, è ovvio, è funzionale, il sistema è costruito così. 

Tutti si incontrano, tutti trattano, tutti parlano, tutti sanno. Tutti attenti alle proprie carriere e a quelle dei sodali. Ma il popolo bue non lo deve sapere. Se si viene a sapere allora tutti si indignano. Ipocriti. E più si indignano e più sono ipocriti. 

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Milano chiama Italia. Riflessioni di un’elettrice liberale

La scorsa settimana sono stata invitata ad un incontro organizzato da Vivaio, una delle associazioni civiche più attive e produttive di Milano, madrina, tra le altre, di iniziative di successo come Copernico, EX pop, Scooter Sharing, Seeds and Chips, Awsome Foundation Milano, Smart Cities Against Pollution ecc ecc., per prospettare un eventuale lancio dello stesso format su base nazionale, ma con connotazioni più politiche.

Conoscendo uno dei fondatori e le sue capacità di trasformare visioni in progetti concreti, ho subito accettato con piacere e curiosità.

Presentando il loro lavoro degli ultimi 7 anni, raccontano che lo stesso è consistito in gran parte nella raccolta di idee, nella scelta di quelle migliori e più coraggiose e nel perseguimento senza limitazione alcuna degli obiettivi prefissati, con la partecipazione attiva di tutti i cittadini associati con competenze diverse.

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