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	Commenti a: E se abolissimo il sostituto d&#8217;imposta?	</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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		Di: Luca Benegiamo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Benegiamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 06:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Totalmente d&#039;accordo: chiaramente in Italia si è creato e pasciuto per decenni un, dominante, Partito della Spesa Pubblica, sostenuto, più o meno consapevolmente, dalla maggiorazione dei cittadini; ai quali sono mostrati i, presunti, benefici della spesa stessa, e della abnorme intermediazione pubblica del PIL, senza avere una reale percezione dei suoi costi.
Infatti: 
1] le aziende e gli imprenditori assumono in base al costo lordo del lavoro e non quello netto, a fronte di un costo del lavoro pari a circa il 200% del reddito intascato effettivamente dal dipendente, la &quot;domanda di lavoro&quot; sarà inferiore a quello che sarebbe se tale costo fosse il 150 o 175%; Domanda e Offerta, abbastanza ovvio;
2] i lavoratori dipendenti non sono del tutto consapevoli del fatto che il motivo di redditi disponibili più bassi nelle proprie tasche è il finanziamento di quella Spesa Pubblica: che nel caso Italiano è abnorme;
3] per incrementare il Reddito Disponibile e/o l&#039;Occupazione ed il Tasso di Attività complessivi dell&#039;economia, sarebbe necessaria da subito una progressiva o repentina riduzione della Spesa Pubblicaubblica: la quale potrebbe dar luogo ad una riduzione dell&#039;imposizione complessiva, a redditi più elevati, a minore intermediazione statale del Reddito Nazionale, riportando le decisioni di spesa, investimento e risparmio dall&#039;ambito pubblico in quello privato.
Il Sostituto d&#039;Imposta è una efficacissima Arma di Distrazione di Massa: in quanto disallinea gli incentivi dei dipendenti da quelli dell&#039;imprenditore, nel cercare la massimizzazione del Reddito Disponibile, creando una endemica incomunicabilità, se non una autentica scissione logica, tra pretese del dipendente, la produttività del suo lavoro, il costo effettivo per unità di prodotto pagato dal datore di lavoro e la capacità dell&#039;imprenditore di effettivamente corrispondere quel o qualunque reddito.
L&#039;inconsapevolezza di queste variabili si traduce immancabilmente in un clima politico che è più accomodante verso la spesa pubblica che nel caso in cui tutti gli individui fossero in grado di capire che &quot;non esistono soldi pubblici&quot;, ma soldi che il pubblico intermedia prelevandoli, direttamente ed indirettamente, dalle tasche di tutti. E che più ne intermedia, meno opportunità di lavoro, meno reddito, meno occupazione e meno benessere complessivo si crea nell&#039;economia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Totalmente d&#8217;accordo: chiaramente in Italia si è creato e pasciuto per decenni un, dominante, Partito della Spesa Pubblica, sostenuto, più o meno consapevolmente, dalla maggiorazione dei cittadini; ai quali sono mostrati i, presunti, benefici della spesa stessa, e della abnorme intermediazione pubblica del PIL, senza avere una reale percezione dei suoi costi.<br />
Infatti:<br />
1] le aziende e gli imprenditori assumono in base al costo lordo del lavoro e non quello netto, a fronte di un costo del lavoro pari a circa il 200% del reddito intascato effettivamente dal dipendente, la &#8220;domanda di lavoro&#8221; sarà inferiore a quello che sarebbe se tale costo fosse il 150 o 175%; Domanda e Offerta, abbastanza ovvio;<br />
2] i lavoratori dipendenti non sono del tutto consapevoli del fatto che il motivo di redditi disponibili più bassi nelle proprie tasche è il finanziamento di quella Spesa Pubblica: che nel caso Italiano è abnorme;<br />
3] per incrementare il Reddito Disponibile e/o l&#8217;Occupazione ed il Tasso di Attività complessivi dell&#8217;economia, sarebbe necessaria da subito una progressiva o repentina riduzione della Spesa Pubblicaubblica: la quale potrebbe dar luogo ad una riduzione dell&#8217;imposizione complessiva, a redditi più elevati, a minore intermediazione statale del Reddito Nazionale, riportando le decisioni di spesa, investimento e risparmio dall&#8217;ambito pubblico in quello privato.<br />
Il Sostituto d&#8217;Imposta è una efficacissima Arma di Distrazione di Massa: in quanto disallinea gli incentivi dei dipendenti da quelli dell&#8217;imprenditore, nel cercare la massimizzazione del Reddito Disponibile, creando una endemica incomunicabilità, se non una autentica scissione logica, tra pretese del dipendente, la produttività del suo lavoro, il costo effettivo per unità di prodotto pagato dal datore di lavoro e la capacità dell&#8217;imprenditore di effettivamente corrispondere quel o qualunque reddito.<br />
L&#8217;inconsapevolezza di queste variabili si traduce immancabilmente in un clima politico che è più accomodante verso la spesa pubblica che nel caso in cui tutti gli individui fossero in grado di capire che &#8220;non esistono soldi pubblici&#8221;, ma soldi che il pubblico intermedia prelevandoli, direttamente ed indirettamente, dalle tasche di tutti. E che più ne intermedia, meno opportunità di lavoro, meno reddito, meno occupazione e meno benessere complessivo si crea nell&#8217;economia.</p>
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