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	<title>coraggio Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>coraggio Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Se le imprese chiudono, chiude l’Italia. Coraggio per garantire libertà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 17:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul fronte tributario, specie nelle dinamiche esattoriali, il Paese è in totale confusione. Sul fronte lavoro, specie per le piccole e medio imprese, il Paese è quasi sottosoglia minima di dignitosa sopravvivenza. Sul fronte pandemico, come si suol dire nel gergo forense, ci si riporta ai fatti noti. Lo Stato italiano, dati della Cgia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/se-le-imprese-chiudono-chiude-litalia-coraggio-per-garantire-liberta/">Se le imprese chiudono, chiude l’Italia. Coraggio per garantire libertà.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fronte tributario, specie nelle dinamiche esattoriali, il Paese è in totale confusione.</p>
<p>Sul fronte lavoro, specie per le piccole e medio imprese, il Paese è quasi sottosoglia minima di dignitosa sopravvivenza.</p>
<p>Sul fronte pandemico, come si suol dire nel gergo forense, ci si riporta ai fatti noti.</p>
<p>Lo Stato italiano, dati della Cgia di Mestre, in vent’anni ha aumentato il gettito fiscale del 40%.</p>
<p>Sempre lo Stato italiano nel 2021 ha incassato 513,5 miliardi di euro. Differenziale, quest’ultimo, che rispetto al 2019 si colloca a meno 3 miliardi e mezzo circa perché nell’anno pre-pandemia l’incasso fiscale è stato di 517 miliardi circa<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>Nonostante questi dati, tutto sommato incoraggianti sul piano del netto non incassato (che poteva esser ben peggiore), è fatto noto che nella legislatura vigente più e più volte si è registrata l’indizione di bandi di concorso pubblici per nuovo personale.</p>
<p>Ragioniamo un attimo. Entro il 2030 andranno in pensione circa 1 milione di dipendenti pubblici (fonte Sole 24 ore<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>).</p>
<p>La logica vorrebbe che dinanzi a questi tre fattori (pensionamenti, meno incassi fiscali, pandemia con eventuale PNRR virtuoso) ci si indirizzasse verso altri tre fattori di condizionamento ripresa economica: meno fisco, più competenze per le assunzioni pubbliche, lotta contro il virus accompagnata da “misure di esistenza”, breve-medio tempore, per le sopraggiunte condizioni di impoverimento complessivo.</p>
<p>La ragione è semplice, ma non scontata: garantire livelli essenziali di libertà concretamente percepibile nel tessuto sociale.</p>
<p>Non c’entrano, in quest’analisi, green pass e vaccini. Si vuole dire che la libertà, come diceva l’illustre Luigi Einaudi, passa dalla responsabilità. Il ché non è solo un rapporto unilaterale dei cittadini verso lo Stato, ma anche il contrario.</p>
<p>Allora bisogna essere trasparenti. Perché questa è la radice dell’una e dell’altra cosa.</p>
<p>E la trasparenza implica coraggio.</p>
<p>Coraggio<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>, etimologicamente parlando, rappresenta la forza d’animo, dall’antico <em>coratium</em> per significare “dal cuore”.</p>
<p>Su cosa si vuole ragionare, quindi, concretamente?</p>
<p>Negli ultimi dieci anni (soprattutto i 5/6 che ci lasciamo alle spalle nel 2022 e sempre leggendo i dati pubblicati dal Sole 24 ore a febbraio del 2021) ci sono state assunzioni pubbliche in servizi non essenziali.</p>
<p>È vero che, oggettivamente, i dati sul turnover (cioè rapporto tra pensionati e assunti) dicono ben altro e cioè che dal 2009 al 2018 il personale a tempo indeterminato nel settore pubblico è diminuito di almeno 140 mila unità passando da 3,11 a 2,97 milioni.</p>
<p>Ma questo calo, stando a quanto invece comunicato da Inps, è stato parzialmente compensato dall’aumento dei contratti a tempo determinato sin dal 2015.</p>
<p>Considerando che l’età media dei dipendenti pubblici (15% degli occupati) è oltre i 50 anni (di cui la metà è introno alla media 55) ci si deve fare qualche domanda sul punto.</p>
<p>Ci sono troppi soldi da spendere nelle casse erariali? E se si perché non si abbassa, seriamente, la pressione fiscale? Questo il primo problema.</p>
<p>Secondo problema. Al netto del blocco del turnover nel mondo dell’impiego pubblico (si ribadisce rapporto tra pensionati e assunti), ci sono troppi cittadini che non provano a concorrere perché non hanno le competenze necessarie o ne hanno troppe per essere ingranati nella macchina della burocrazia?</p>
<p>Quest’ultima domanda ci apre le porte per affacciarci su una voragine concettuale: se la politica vuole più competenza nel mondo pubblico (data la velocità del progresso e la mole di produzione normativa, alquanto, inarrestabile) non è detto che la stessa burocrazia, vista come aggregazione e collettivamente intesa (anche da un punto sindacale), voglia più competenza strutturata perché ciò significherebbe maggior competizione interna in termini di <em>performance</em>; se invece è la burocrazia a chiedere alla politica di creare presupposti per l’aumento delle competenze strutturali, non è detto che la politica stessa abbia voglia e capacità di indirizzare il piano d’opera perché questo implicherebbe una maggior qualità della classe dirigente del Paese per interagire proprio con una miglior burocrazia predetta.</p>
<p>In questo gioco c’è un periodo di “attesa”, di rischio fatale (perché si può distruggere la vita realmente) in cui chi ha studiato per esser competente ha un bivio davanti a sé: tuffarsi nel mondo del rischio privato o andare via dall’Italia.</p>
<p>Nella seconda ipotesi è risaputo che si tratti di fuga di cervelli.</p>
<p>Nella prima ipotesi, al pari di tanti medio-piccoli imprenditori, si deve fare i conti con almeno tre cose (al netto delle agevolazioni esistenti): il credito bancario, le chance concrete di interazione sociale, il rischio di cui parlavamo e la capacità effettiva di spesa pro capite dell’italiano medio (cioè quanto si può comprare con un dato reddito).</p>
<p>Mentre, come si è fatto notare, ciò che chiede il pubblico è certo, ma non il corrispettivo incasso, nel privato è certo che occorre darsi da fare al contrario. Rincorrere la certezza d’incasso per alzare i livelli di serenità, investimento ulteriore ed essere virtuosi contribuenti.</p>
<p>Allora, non ci si limiti a dire che lo Stato impiegando meno ha risparmiato di più. Da un lato sono aumentate le assunzioni collaterali: a tempo determinato o per consulenza esterna o di altro genere per tappare i buchi creati dai pensionamenti in blocco turnover (cioè aumentato dalla perdita di esperienza ma non nuove competenze poiché non acquisibili per formazione, aggiornamento, ecc.).</p>
<p>Lo Stato, così facendo, ha risparmiato sul dato contabile (forse), ma ha fallito e sta fallendo sul tratto corrispettivo che si stadia tra contribuente e fisco.</p>
<p>Che significa? Che il mondo privato si demoralizza e sfiducia rispetto all’interazione con il mondo pubblico perché non trova quel “necessariamente funzionale” a garantire il passo da far aumentare per l’impresa o la professione.</p>
<p>Subentra, per l’effetto, un atto di concorrenza sleale indiretto che non proviene da una concorrente estero, ma proviene proprio da chi dovrebbe garantirti il virtuosismo perché, come vollero i Costituenti, <em>“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.</em></p>
<p>Ora, lungi da forme di eventuale retorica, c’è che è lo Stato che rilascia le licenze ai privati per operare. E che significa licenza<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>? Sempre l’etimologia ci aiuta: esser permesso!</p>
<p>Il ché, paradossalmente, si lega al suo contrario: licenziare nel mondo del lavoro.</p>
<p>E giunge ad un punto di non ritorno la presente analisi.</p>
<p>Se tu Stato mi dai licenza per fare impresa, devi responsabilmente costruirmi un <em>habitat</em> per cui l’unica concorrenza a cui far fronte è quella del mercato. Il motivo è semplice: è quest’ultimo (sempre il mercato) che consente di creare il miglior prezzo per il cittadino-consumatore salvo i casi di stortura sistemica in cui è giusto che ci sia intervento calmiere del pubblico.</p>
<p>Questo cosa significa? Che lo Stato non deve diventare sconveniente ed insostenibile dai privati ai quali non si garantisca la dignità dell’utile: sia per il reinvestimento, sia per aumentare le paghe ai dipendenti od assumere più forza lavoro, ecc.</p>
<p>Dinanzi al quadro pandemico e ai dati in premessa riportati, ci ritroviamo a fare i conti con quel che rappresentata perfettamente le cose su cui non si può più cincischiare politicamente: le imprese medio-piccole sono al collasso fiscale (oltreché bancario).</p>
<p>Il sistema fiscale a sua volta, mantiene in essere sanzioni che vanno dal 30 al 100 financo al 200 % (davvero escluso che si possa percepire come una sorta di tortura o schiavitù sanzionabile secondo l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo?).</p>
<p>C’è una strada, senza presunzione di affidabilità, per rimettere in piedi il Paese. A questa strada si connettono, ovviamente, più vie:</p>
<ul>
<li>spendere bene i soldi del PNRR per garantire una nuova classe di burocrati che possano operare in snellezza e fluidità (perché si immagini che anche il funzionario pubblico ha problemi decisionali se deve fare i conti con la pletorica normazione fuori dal perimetro utile al tempo in cui si opera);</li>
<li>aprire il fisco a rottamazione e saldo e stralcio condizionati ma sistemici per recuperare imprese e forza lavoro cadute in difficoltà affiancando, improcrastinabilmente, la riforma seria del mondo tributario e della giustizia;</li>
<li>reinventare la politica d’importazione energetica tanto quanto quella di importazione in base alla diversificazione merceologica (basti leggere i dati OEC al 2019<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a> per cui il valore delle esportazioni è quasi pari a quello delle importazioni);</li>
<li>fare norme semplici, chiare, senza infiniti rimandi e che abbiano forme di tecnicismo limitate al necessario (spunto che rimanda alla cit. del Prof. Sabino Cassese del 28 dicembre 2021).</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune delle vie da percorrere per reindirizzarci sulla strada della ripresa del Paese.</p>
<p>Ma, alla radice, serve che il popolo sia consapevole delle proprie scelte.</p>
<p>Perché è quando sceglie che apre alla propria condanna o al progresso.</p>
<p>E nel primo caso, di tutta evidenza, ne diventa anche il mandante.</p>
<p>Ci vuole coraggio per la vera libertà anche se questa si vive tra continue insidie (cit. Aldo Moro).</p>
<p>Non possiamo diventare tutti dipendenti od assistiti di Stato (anche se una certa politica ancora viva nel Paese lo vorrebbe): occorre intervenire sulle ferite del Paese perché il peso del carico sulla macchina è diventato insopportabile dall’albero motore e dai pneumatici.</p>
<p>Se le imprese chiudono, chiude l’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/nel-2021-record-tasse-conto-513-miliardi-1998050.html">https://www.ilgiornale.it/news/politica/nel-2021-record-tasse-conto-513-miliardi-1998050.html</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/02/22/dipendenti-pubblici-statali-concorso/">https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/02/22/dipendenti-pubblici-statali-concorso/</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.etimo.it/?term=coraggio">https://www.etimo.it/?term=coraggio</a></p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://www.etimo.it/?term=licenza">https://www.etimo.it/?term=licenza</a></p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> <a href="https://oec.world/en/profile/country/ita">https://oec.world/en/profile/country/ita</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/se-le-imprese-chiudono-chiude-litalia-coraggio-per-garantire-liberta/">Se le imprese chiudono, chiude l’Italia. Coraggio per garantire libertà.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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