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	<title>crisi Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>crisi Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<item>
		<title>Se le imprese chiudono, chiude l’Italia. Coraggio per garantire libertà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 17:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul fronte tributario, specie nelle dinamiche esattoriali, il Paese è in totale confusione. Sul fronte lavoro, specie per le piccole e medio imprese, il Paese è quasi sottosoglia minima di dignitosa sopravvivenza. Sul fronte pandemico, come si suol dire nel gergo forense, ci si riporta ai fatti noti. Lo Stato italiano, dati della Cgia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fronte tributario, specie nelle dinamiche esattoriali, il Paese è in totale confusione.</p>
<p>Sul fronte lavoro, specie per le piccole e medio imprese, il Paese è quasi sottosoglia minima di dignitosa sopravvivenza.</p>
<p>Sul fronte pandemico, come si suol dire nel gergo forense, ci si riporta ai fatti noti.</p>
<p>Lo Stato italiano, dati della Cgia di Mestre, in vent’anni ha aumentato il gettito fiscale del 40%.</p>
<p>Sempre lo Stato italiano nel 2021 ha incassato 513,5 miliardi di euro. Differenziale, quest’ultimo, che rispetto al 2019 si colloca a meno 3 miliardi e mezzo circa perché nell’anno pre-pandemia l’incasso fiscale è stato di 517 miliardi circa<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>Nonostante questi dati, tutto sommato incoraggianti sul piano del netto non incassato (che poteva esser ben peggiore), è fatto noto che nella legislatura vigente più e più volte si è registrata l’indizione di bandi di concorso pubblici per nuovo personale.</p>
<p>Ragioniamo un attimo. Entro il 2030 andranno in pensione circa 1 milione di dipendenti pubblici (fonte Sole 24 ore<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>).</p>
<p>La logica vorrebbe che dinanzi a questi tre fattori (pensionamenti, meno incassi fiscali, pandemia con eventuale PNRR virtuoso) ci si indirizzasse verso altri tre fattori di condizionamento ripresa economica: meno fisco, più competenze per le assunzioni pubbliche, lotta contro il virus accompagnata da “misure di esistenza”, breve-medio tempore, per le sopraggiunte condizioni di impoverimento complessivo.</p>
<p>La ragione è semplice, ma non scontata: garantire livelli essenziali di libertà concretamente percepibile nel tessuto sociale.</p>
<p>Non c’entrano, in quest’analisi, green pass e vaccini. Si vuole dire che la libertà, come diceva l’illustre Luigi Einaudi, passa dalla responsabilità. Il ché non è solo un rapporto unilaterale dei cittadini verso lo Stato, ma anche il contrario.</p>
<p>Allora bisogna essere trasparenti. Perché questa è la radice dell’una e dell’altra cosa.</p>
<p>E la trasparenza implica coraggio.</p>
<p>Coraggio<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>, etimologicamente parlando, rappresenta la forza d’animo, dall’antico <em>coratium</em> per significare “dal cuore”.</p>
<p>Su cosa si vuole ragionare, quindi, concretamente?</p>
<p>Negli ultimi dieci anni (soprattutto i 5/6 che ci lasciamo alle spalle nel 2022 e sempre leggendo i dati pubblicati dal Sole 24 ore a febbraio del 2021) ci sono state assunzioni pubbliche in servizi non essenziali.</p>
<p>È vero che, oggettivamente, i dati sul turnover (cioè rapporto tra pensionati e assunti) dicono ben altro e cioè che dal 2009 al 2018 il personale a tempo indeterminato nel settore pubblico è diminuito di almeno 140 mila unità passando da 3,11 a 2,97 milioni.</p>
<p>Ma questo calo, stando a quanto invece comunicato da Inps, è stato parzialmente compensato dall’aumento dei contratti a tempo determinato sin dal 2015.</p>
<p>Considerando che l’età media dei dipendenti pubblici (15% degli occupati) è oltre i 50 anni (di cui la metà è introno alla media 55) ci si deve fare qualche domanda sul punto.</p>
<p>Ci sono troppi soldi da spendere nelle casse erariali? E se si perché non si abbassa, seriamente, la pressione fiscale? Questo il primo problema.</p>
<p>Secondo problema. Al netto del blocco del turnover nel mondo dell’impiego pubblico (si ribadisce rapporto tra pensionati e assunti), ci sono troppi cittadini che non provano a concorrere perché non hanno le competenze necessarie o ne hanno troppe per essere ingranati nella macchina della burocrazia?</p>
<p>Quest’ultima domanda ci apre le porte per affacciarci su una voragine concettuale: se la politica vuole più competenza nel mondo pubblico (data la velocità del progresso e la mole di produzione normativa, alquanto, inarrestabile) non è detto che la stessa burocrazia, vista come aggregazione e collettivamente intesa (anche da un punto sindacale), voglia più competenza strutturata perché ciò significherebbe maggior competizione interna in termini di <em>performance</em>; se invece è la burocrazia a chiedere alla politica di creare presupposti per l’aumento delle competenze strutturali, non è detto che la politica stessa abbia voglia e capacità di indirizzare il piano d’opera perché questo implicherebbe una maggior qualità della classe dirigente del Paese per interagire proprio con una miglior burocrazia predetta.</p>
<p>In questo gioco c’è un periodo di “attesa”, di rischio fatale (perché si può distruggere la vita realmente) in cui chi ha studiato per esser competente ha un bivio davanti a sé: tuffarsi nel mondo del rischio privato o andare via dall’Italia.</p>
<p>Nella seconda ipotesi è risaputo che si tratti di fuga di cervelli.</p>
<p>Nella prima ipotesi, al pari di tanti medio-piccoli imprenditori, si deve fare i conti con almeno tre cose (al netto delle agevolazioni esistenti): il credito bancario, le chance concrete di interazione sociale, il rischio di cui parlavamo e la capacità effettiva di spesa pro capite dell’italiano medio (cioè quanto si può comprare con un dato reddito).</p>
<p>Mentre, come si è fatto notare, ciò che chiede il pubblico è certo, ma non il corrispettivo incasso, nel privato è certo che occorre darsi da fare al contrario. Rincorrere la certezza d’incasso per alzare i livelli di serenità, investimento ulteriore ed essere virtuosi contribuenti.</p>
<p>Allora, non ci si limiti a dire che lo Stato impiegando meno ha risparmiato di più. Da un lato sono aumentate le assunzioni collaterali: a tempo determinato o per consulenza esterna o di altro genere per tappare i buchi creati dai pensionamenti in blocco turnover (cioè aumentato dalla perdita di esperienza ma non nuove competenze poiché non acquisibili per formazione, aggiornamento, ecc.).</p>
<p>Lo Stato, così facendo, ha risparmiato sul dato contabile (forse), ma ha fallito e sta fallendo sul tratto corrispettivo che si stadia tra contribuente e fisco.</p>
<p>Che significa? Che il mondo privato si demoralizza e sfiducia rispetto all’interazione con il mondo pubblico perché non trova quel “necessariamente funzionale” a garantire il passo da far aumentare per l’impresa o la professione.</p>
<p>Subentra, per l’effetto, un atto di concorrenza sleale indiretto che non proviene da una concorrente estero, ma proviene proprio da chi dovrebbe garantirti il virtuosismo perché, come vollero i Costituenti, <em>“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.</em></p>
<p>Ora, lungi da forme di eventuale retorica, c’è che è lo Stato che rilascia le licenze ai privati per operare. E che significa licenza<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>? Sempre l’etimologia ci aiuta: esser permesso!</p>
<p>Il ché, paradossalmente, si lega al suo contrario: licenziare nel mondo del lavoro.</p>
<p>E giunge ad un punto di non ritorno la presente analisi.</p>
<p>Se tu Stato mi dai licenza per fare impresa, devi responsabilmente costruirmi un <em>habitat</em> per cui l’unica concorrenza a cui far fronte è quella del mercato. Il motivo è semplice: è quest’ultimo (sempre il mercato) che consente di creare il miglior prezzo per il cittadino-consumatore salvo i casi di stortura sistemica in cui è giusto che ci sia intervento calmiere del pubblico.</p>
<p>Questo cosa significa? Che lo Stato non deve diventare sconveniente ed insostenibile dai privati ai quali non si garantisca la dignità dell’utile: sia per il reinvestimento, sia per aumentare le paghe ai dipendenti od assumere più forza lavoro, ecc.</p>
<p>Dinanzi al quadro pandemico e ai dati in premessa riportati, ci ritroviamo a fare i conti con quel che rappresentata perfettamente le cose su cui non si può più cincischiare politicamente: le imprese medio-piccole sono al collasso fiscale (oltreché bancario).</p>
<p>Il sistema fiscale a sua volta, mantiene in essere sanzioni che vanno dal 30 al 100 financo al 200 % (davvero escluso che si possa percepire come una sorta di tortura o schiavitù sanzionabile secondo l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo?).</p>
<p>C’è una strada, senza presunzione di affidabilità, per rimettere in piedi il Paese. A questa strada si connettono, ovviamente, più vie:</p>
<ul>
<li>spendere bene i soldi del PNRR per garantire una nuova classe di burocrati che possano operare in snellezza e fluidità (perché si immagini che anche il funzionario pubblico ha problemi decisionali se deve fare i conti con la pletorica normazione fuori dal perimetro utile al tempo in cui si opera);</li>
<li>aprire il fisco a rottamazione e saldo e stralcio condizionati ma sistemici per recuperare imprese e forza lavoro cadute in difficoltà affiancando, improcrastinabilmente, la riforma seria del mondo tributario e della giustizia;</li>
<li>reinventare la politica d’importazione energetica tanto quanto quella di importazione in base alla diversificazione merceologica (basti leggere i dati OEC al 2019<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a> per cui il valore delle esportazioni è quasi pari a quello delle importazioni);</li>
<li>fare norme semplici, chiare, senza infiniti rimandi e che abbiano forme di tecnicismo limitate al necessario (spunto che rimanda alla cit. del Prof. Sabino Cassese del 28 dicembre 2021).</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune delle vie da percorrere per reindirizzarci sulla strada della ripresa del Paese.</p>
<p>Ma, alla radice, serve che il popolo sia consapevole delle proprie scelte.</p>
<p>Perché è quando sceglie che apre alla propria condanna o al progresso.</p>
<p>E nel primo caso, di tutta evidenza, ne diventa anche il mandante.</p>
<p>Ci vuole coraggio per la vera libertà anche se questa si vive tra continue insidie (cit. Aldo Moro).</p>
<p>Non possiamo diventare tutti dipendenti od assistiti di Stato (anche se una certa politica ancora viva nel Paese lo vorrebbe): occorre intervenire sulle ferite del Paese perché il peso del carico sulla macchina è diventato insopportabile dall’albero motore e dai pneumatici.</p>
<p>Se le imprese chiudono, chiude l’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/nel-2021-record-tasse-conto-513-miliardi-1998050.html">https://www.ilgiornale.it/news/politica/nel-2021-record-tasse-conto-513-miliardi-1998050.html</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/02/22/dipendenti-pubblici-statali-concorso/">https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/02/22/dipendenti-pubblici-statali-concorso/</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.etimo.it/?term=coraggio">https://www.etimo.it/?term=coraggio</a></p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://www.etimo.it/?term=licenza">https://www.etimo.it/?term=licenza</a></p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> <a href="https://oec.world/en/profile/country/ita">https://oec.world/en/profile/country/ita</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/se-le-imprese-chiudono-chiude-litalia-coraggio-per-garantire-liberta/">Se le imprese chiudono, chiude l’Italia. Coraggio per garantire libertà.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Proposte economiche per affrontare la crisi</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/proposte-economiche-per-affrontare-la-crisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Adile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 10:23:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[proposte]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni tanto anomali quanto travagliati, in cui metà della popolazione mondiale è rinchiusa all’interno della propria abitazione, barcamenandosi tra variegate soluzioni per accelerare il lento scorrere tra le mura domestiche, che sia rispolverare vecchi strumenti musicali o riprendere quell’attività fisica messa da parte dalla frenetica mondanità metropolitana, la seconda principale preoccupazione di governi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni tanto anomali quanto travagliati, in cui metà della popolazione mondiale è rinchiusa all’interno della propria abitazione, barcamenandosi tra variegate soluzioni per accelerare il lento scorrere tra le mura domestiche, che sia rispolverare vecchi strumenti musicali o riprendere quell’attività fisica messa da parte dalla frenetica mondanità metropolitana, la seconda principale preoccupazione di governi e cittadini (dopo la prioritaria salute) è legata all’impatto potenzialmente devastante che il Covid-19 avrà sull’economia e i conti pubblici. <span id="more-2149"></span></p>
<p>In effetti, i dati parlano chiaro: il Fondo Monetario Internazionale prevede per il 2020 una contrazione dell’economia dell’Unione Europea pari al 6,5%, mentre le misure di sostegno adottate dai governi porteranno a un aumento del 6% dei deficit pubblici. La Confcommercio ha registrato un calo dei consumi del 31,7% a marzo (rispetto a un anno prima) e ha calcolato una contrazione del Pil del 13% nel mese di Aprile.<br />
Carlo Bonomi, Presidente di Confindustra, ha dichiarato che occorre “riaprire le produzioni ma evitare seconda ondata contagio. La voragine del PIL è tremenda e far indebitare imprese non è la strada giusta, l’accesso alla liquidità non è immediato”.<br />
Purtroppo per Bonomi e per le imprese italiane, le uniche soluzione finora al vaglio del Governo Conte II e dell’Unione Europea prevedono tutte un’ulteriore aumento del debito pubblico, tra MES (con o senza condizioni) coronabond e Decreto Liquidità.<br />
Ma siamo sicuri che l’ennesimo ricorso al debito, che ha già raggiunto la cifra monstre di 2.447 miliardi di euro (dati Banca d’Italia Febbraio 2020), sia la sola strada percorribile dai nostri governanti? La risposta è no.<br />
Qui di seguito troverete un “mini-manifesto” di provvedimenti economici che potrebbero essere messi in atto per fronteggiare la più grave crisi economica del dopoguerra senza contrarre un solo euro di debito.</p>
<p><strong>Imposta patrimoniale</strong></p>
<p>Applicazione di un’imposta proporzionale (aliquota costante indipendentemente dal valore assunto dalla base imponibile) e straordinaria (applicata una sola volta e senza periodicità) sul patrimonio mobile, ovvero biglietti, monete e depositi sui conti correnti, attraverso l’applicazione di un’aliquota del 2%.<br />
La ricchezza finanziaria degli italiani ammonta a 4.218 miliardi di euro (dati Banca d’Italia 2018). Di questi, 1.390 miliardi di euro sono costituiti da biglietti, monete e depositi sui conti correnti.<br />
Un’imposta sul patrimonio mobile degli italiani, pari a 1.390 miliardi di euro, permetterà di raccogliere, attraverso l’applicazione di un’aliquota proporzionale pari al 2%, un tesoro di circa 27.8 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Finanziamenti alle imprese</strong></p>
<p>I 27.8 miliardi di euro verranno utilizzati per erogare contributi a fondo perduto utili a finanziare microimprese, piccole e medie imprese, grandi imprese e progetti imprenditoriali per avviare nuove imprese. Per contributi a fondo perduto si intendono prestiti di denaro senza obbligo di restituzione, senza applicazione dei tassi di interesse né disponibilità di garanzia o di un garante.<br />
Sarà possibile ottenere i finanziamenti a fondo perduto attraverso la partecipazione a bandi erogati da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l&#8217;attrazione degli investimenti e lo sviluppo d&#8217;impresa, la quale procederà con la valutazione dei business plan e l’erogazione dei contributi fino all’esaurimento delle risorse finanziarie.<br />
Quali progetti imprenditoriali verranno finanziati?<br />
Nell’erogazione dei contributi a fondo perduto, verranno presi in considerazione sia elementi economici che elementi non economici, quali il carattere ambientale, sociale ed etico del progetto imprenditoriale presentato, secondo la politica del credito adottata da Banca Etica, istituto di credito che finanzia idee imprenditoriali nei seguenti settori d’impiego:<br />
•	sistema di welfare: servizi sociosanitari, housing sociale, microcredito assistenziale;<br />
•	efficienza Energetica ed Energie Rinnovabili: coibentazione immobili, cogenerazione, solare termico, solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico;<br />
•	ambiente: gestione dei rifiuti, riciclaggio delle materie prime, produzioni eco-compatibili;<br />
•	biologico: produzione e commercializzazione di prodotti biologici;<br />
•	cooperazione internazionale: cooperazione allo sviluppo riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e/o da Istituzioni Sovranazionali, microfinanza, finanza etica e solidale;<br />
•	animazione socio-culturale: educazione, cultura, sport per tutti, centri giovanili, ecc.;<br />
•	commercio equo e solidale<br />
•	realtà economiche con forte connotazione sociale come le organizzazioni che gestiscono beni confiscati alla mafia;<br />
•	impresa sociale e responsabile: attività imprenditoriali che, facendo riferimento ai principi dell’ ‘economia civile’, contemplino anche l’inserimento di criteri sociali, solidali e ambientali (c.d. Di Responsabilità Sociale d’Impresa &#8211; RSI), superando la dicotomia “profit/non profit” e privilegiando, invece, il concetto di “beneficio sociale per la comunità locale”;<br />
•	credito alla persona: fabbisogni finanziari primari (prima casa, mezzi di trasporto, ecc.).<br />
A questi, verranno aggiunti i progetti imprenditoriali orientati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things, nonché alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata, come già previsto da Invitalia nel progetto “Smart &#038; Start” per il finanziamento alle startup.<br />
Analisti di Banca Etica verranno affiancati ai funzionari Invitalia nella valutazione del merito creditizio dei progetti presentati per la costituzione di nuove imprese.<br />
Cosa finanzierà il fondo per le imprese?<br />
Verranno finanziate le attività già previste da Invitalia nel progetto “Smart &#038; Start” per il finanziamento alle startup, ovvero:<br />
•	Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica<br />
•	Componenti hardware e software<br />
•	Brevetti, marchi e licenze<br />
•	Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa<br />
•	Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale<br />
•	Licenze relative all’utilizzo di software<br />
•	Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi<br />
•	Consulenze specialistiche tecnologiche<br />
•	Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori<br />
•	Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa<br />
•	Investimenti in marketing e web marketing</p>
<p>La politica di finanziamenti a fondo perduto si ispira all’iniziativa economia di ultima istanza definita “Helicopter Money”, termine coniato dall’economista Milton Friedman nel 1969 il quale, utilizzando l’analogia di un elicottero che lancia banconote dal cielo per indicare un aumento di liquidità da parte della banca centrale di un paese, che dovrebbe stampare carta moneta e distribuirla direttamente ai cittadini. Ma, mentre Friedman faceva riferimento, per l’appunto, a un aumento della massa monetaria in circolazione attraverso una politica espansiva, in questo caso l’Helicopter Money indicherebbe investimenti a fondo perduto indirizzati a PMI e imprese di nuova costituzione, dunque denaro distribuito a piccoli, medi e nuovi imprenditori.</p>
<p>L’imposta sul patrimonio mobile degli italiani avrà una duplice funzione:<br />
•	rappresentare un’alternativa all’emissione di titoli di debito e altre iniziative economiche a carattere di “prestito” le quali, a causa di un ulteriore aumento del debito pubblico, costringerebbero il governo ad adottare manovre “lacrime e sangue” per ripagare il debito e i relativi interessi, ovvero una politica fiscale restrittiva che scoraggerebbe la domanda interna;<br />
•	garantire l’accesso al credito, attraverso la costituzione del fondo alle imprese che verrebbe costituito attraverso il gettito dell’aliquota patrimoniale, a quelle fasce della popolazione che rinunciano a realizzare progetti imprenditoriali per mancanza di disponibilità di garanzia o di un garante.</p>
<p>L’imposta patrimoniale verrà introdotta al termine ufficiale, posto dal governo, dell’emergenza sanitaria.</p>
<p>Tassi di interesse negativi sui conti correnti</p>
<p>Introduzione di tassi di interesse negativi ai conti correnti da parte degli istituti di credito al fine di scoraggiare il risparmio e incentivare gli investimenti e i consumi. </p>
<p>Nello specifico:<br />
•	applicazione di un tasso d’interesse del &#8211; 0,5% sui depositi superiori a 100.000 euro;<br />
•	applicazione di un tasso d’interesse del – 1% sui depositi superiori a un milione di euro;</p>
<p>L’applicazione di tassi di interesse negativi è un’arma a doppio taglio, in quanto può generare uno dei seguenti effetti:<br />
•	effetto sostituzione: i risparmiatori sarebbero stimolati a consumare di più a causa della perdita di valore del contante;<br />
•	effetto reddito: l’erosione dei risparmi potrebbe indurre i consumatori a spendere meno.</p>
<p>L’applicazione di tassi negativi esclusivamente sui conti correnti dei risparmiatori facoltosi, pertanto dotati di un più elevato potere d’acquisto, li spingerebbe a compensare la perdita di valore del contante con una maggiore propensione al consumo e all’investimento, producendo, dunque, un effetto sostituzione.</p>
<p>Sarà compito degli istituti di credito proporre ai risparmiatori alternative d’investimento secondo un’accurata valutazione di appropriatezza (analisi delle conoscenze ed esperienze finanziarie del cliente rispetto al prodotto finanziario richiesto o proposto) e di adeguatezza (analisi degli obiettivi d’investimento, capacità finanziaria, preferenza per il rischio e profilo di rischio del cliente).</p>
<p>L’aumento della propensione media al consumo a seguito di una riduzione della propensione media al risparmio dovrebbe avere l’ulteriore effetto di incoraggiare l’iniziativa imprenditoriale.<br />
Infatti, sosteneva l’economista John Maynard Keynes, gli imprenditori impostano i propri piani di produzione sulla base delle previsioni della domanda. Pertanto, a fronte di una crescita della domanda (a seguito dell’aumento della propensione media al consumo), gli imprenditori investiranno, produrranno e assumeranno lavoratori.</p>
<p>Inoltre, tale proposta prende ispirazione dall’analisi degli effetti negativi dell’Abenomics, il pacchetto di misure economiche adottato dal governo giapponese di Shinzo Abe.<br />
L’iniziativa prevede il deprezzamento dello yen con lo scopo di incentivare l’export giapponese continuamente minacciato da quello cinese, l’introduzione di tassi di interesse negativi, da parte della banca centrale, su parte delle riserve in eccesso delle istituzioni finanziarie, al fine di incentivare l’erogazione del credito, e una politica monetaria espansiva per aumentare l’inflazione.<br />
Se da un lato, nell’immediato termine, l’Abenomics ha prodotto un aumento del tasso di crescita annuale nonché una crescita del mercato della borsa valori e dell’avanzo commerciale, dall’altro lato, i risparmiatori giapponesi, impoveriti da un debole tasso di cambio causato dal deprezzamento dello yen, hanno continuato a tenere nel loro portafoglio troppa liquidità che non rende nulla.</p>
<p>Pertanto, l’introduzione di tassi di interesse negativi sui conti bancari ha l’obiettivo di far scoppiare la “bolla del cash” che caratterizza il risparmio italiano, ovvero la detenzione di una ricchezza immobile e improduttiva.</p>
<p>L’applicazione di un’imposta patrimoniale sul patrimonio mobile degli italiani e l’introduzione di tassi di interesse negativi sono iniziative che dovranno essere intraprese a distanza di almeno sei mesi l’una dall’altra, al fine di evitare che l’adozione di due misure troppo vicine tra loro che colpiscono i risparmi  possa generare una riduzione della propensione media al consumo.</p>
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