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	<title>euro Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>euro Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Ci aspetta un autunno di recessione?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/ci-aspetta-un-autunno-di-recessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 09:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[zona euro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di crisi economica in questo periodo che ha visto i dati dell’economia italiana in crescita anche nel 2° trimestre 2023, anche se per il vero a ritmi più moderati, trainata dai servizi, ed un’industria che resiste accanto ad un settore alberghiero che sembra aver registrato un anno record, potrebbe apparire una follia. Ma già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di crisi economica in questo periodo che ha visto i dati dell’economia italiana in crescita anche nel 2° trimestre 2023, anche se per il vero a ritmi più moderati, trainata dai servizi, ed un’industria che resiste accanto ad un settore alberghiero che sembra aver registrato un anno <em>record,</em> potrebbe apparire una follia.</p>
<p>Ma già anni addietro mi sono preso la briga di andare oltre le apparenze e cercare di capire cosa ci aspetta il prossimo autunno/inverno. I dati, seppur frammentari, che troviamo sparsi nella poca (seria) stampa economica ci avvisano di un problema per la nostra economia. Già da tempo, infatti, il nostro maggior acquirente della produzione manifatturiera è in crisi e questo coinvolgerà ben presto le già arrancanti industrie del nord che si trovano a scontare ordini calanti.</p>
<p>Nell’aprile scorso, infatti, le richieste di beni industriali in Germania sono calati inaspettatamente dello 0,4%, mancando le stime di mercato che prevedevano, invece, un aumento del 3%; un calo importante che, peraltro, si aggiungeva alla flessione del mese precedente. Sul punto, per chiarire da subito la mia posizione, rileviamo come sia facile imputare il crollo tedesco al fallimento della politica energetica, che vedeva nell’acquisto di gas dalla Russia a basso prezzo (e nella forte politica dei redditi sopportata dai cittadini), la droga che permetteva alle industrie d’invadere i mercati internazionali.</p>
<p>Per tornare ad oggi, già a giugno, l’Eurostat ha affermato che produzione economica nei 20 Paesi dell&#8217;eurozona era scesa dello 0,1% sia negli ultimi tre mesi del 2022 che nei primi tre mesi del 2023 rispetto ai trimestri precedenti. Ma l’estate non ha portato significative prospettive di miglioramento e molte economie vicine a quella tedesca stanno accusando il colpo, per cui non è arte divinatoria prevedere che a breve (molto a breve) mezza Europa sarà in una vera e propria recessione.</p>
<p>Ma veniamo a noi e tentiamo una sintesi.</p>
<p>Quella che l’Europa ed il nostro Paese da qualche tempo sta attraversando è una crisi in un certo senso indotta, e sul punto occorre esser chiari, la crisi è imputabile alla politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea, che negli ultimi tempi ha risposto all’inflazione seguendo l’esempio della FED, con un forsennato rialzo dei tassi d’interesse.</p>
<p>Sul punto si evidenzia come la FED abbia aumentato di ben 7 volte i tassi d&#8217;interesse nel corso del 2022, di cui 4 volte di ben 75 punti base. La BCE, nello stesso periodo, ha invece aumentato i propri tassi 4 volte, di cui 2 volte di 75 punti base e le restanti di 50. Bene si dirà, la BCE si è dimostrata molto più prudente della FED. Ebbene no, le cose non stanno così.</p>
<p>In effetti le cause dell’inflazione americana e di quella europea sono ben diverse e il <em>modus operandi</em> della BCE, in realtà, può rilevarsi una cura dannosa per l’ammalato Europa. In effetti, l’Europa ed in particolare il nostro Paese sono afflitti da un tipo particolare di inflazione, quella che gli economisti chiamano inflazione da costi, che di fatto si ha quando i prezzi delle materie prime (es. costo del petrolio, come sta accadendo da tempo) e/o i salari aumentano. In particolare, l’aumento dei prezzi dell’energia causa l’aumento del costo di produzione e trasporto merci ed i maggiori costi di produzione determinano una diminuzione dell’offerta aggregata ed un aumento del livello generale dei prezzi.</p>
<p>Ricordiamo che ci sono molti modi per tenere l’inflazione sotto controllo: alcuni funzionano bene mentre altri possono avere effetti dannosi. Il più comune è l’uso di una <strong>politica monetaria restrittiva</strong> da parte delle autorità monetarie. Infatti, riducendo l’offerta di moneta all’interno di un’economia o aumentando i tassi di interesse, la spesa con tutta probabilità si riduce. Il meccanismo è sostanzialmente il seguente: la riduzione della quantità di moneta circolante, del reddito e l&#8217;incremento del tasso di interesse, deprimono la domanda dei beni e dei servizi e, a parità di offerta di beni/servizi, ciò si traduce in un rallentamento della crescita dei prezzi di mercato.</p>
<p>Ora se siamo tutti d’accordo che un incremento dei prezzi troppo pronunciato e duraturo comprime il potere d&#8217;acquisto delle famiglie e pesa sulle imprese, non si può non concordare che gli interventi di politica monetaria devono essere modulati in modo da non provocare un effetto troppo pronunciato sulla produzione di beni e servizi. In effetti, una stretta monetaria eccessiva, oltre a frenare l&#8217;inflazione, potrebbe penalizzare la crescita economica, innescando una spirale negativa.</p>
<p>Come deve muoversi allora l’autorità monetaria? Le linee guida universalmente condivise prevedono che il banchiere centrale debba procedere con estrema cautela nei rialzi dei tassi d’interesse, quando la causa della spirale inflazionistica sia attribuibile ad un incremento dei costi, in particolare, quando questi possano avere, come nel caso dei prodotti energetici, un effetto moltiplicatore sulle produzioni. E se la banca centrale europea negli ultimi anni si è trovata di fronte a una situazione in cui l’inflazione era bassa e ha quindi cercato di tenerla anche al di sopra del 2% in modo tale da sostenere la crescita, evitando così la stagnazione economica, adesso il repentino cambio di rotta evidenzia, accanto ad indubbi risultati sull’inflazione, tutto il suo perverso effetto sull’economia reale, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione, delle insolvenze e della mortalità delle imprese.</p>
<p>In definitiva, la politica economica della BCE appare troppo schiacciata su quella della FED e finisce per penalizzare la capacità concorrenziale delle nostre imprese e di quelle europee, proprio nel mentre, invece, si delinea un nuovo quadro geopolitico che richiederebbe &#8211; dal nostro punto di vista &#8211; una Europa forte proprio in campo economico per poter affrontare le nuove sfide poste dalla contrapposizione sempre più marcata tra quel che resta dell’Occidente ed i paesi del BRICS, che hanno tra gli obiettivi la de-dollarizzazione del mercato finanziario globale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
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		<title>Europa oggi</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/europa-oggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 13:29:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[economia europea]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’allargamento a 27 l’Unione Europea si caratterizza per una aggregazione di stati molto eterogenei per lingua, storia, costumi, economia e obiettivi. Può essere considerata zona di libero scambio di merci, servizi, capitali e lavoro. Grazie alla BCE ha una moneta comune che costringe i 19 stati aderenti a una regola ortodossa di condotta monetaria. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div>Dopo l’allargamento a 27 l’Unione Europea si caratterizza per una aggregazione di stati molto eterogenei per lingua, storia, costumi, economia e obiettivi. Può essere considerata zona di libero scambio di merci, servizi, capitali e lavoro. Grazie alla BCE ha una moneta comune che costringe i 19 stati aderenti a una regola ortodossa di condotta monetaria. Non riesco a vedere negli ultimi anni nuovi elementi di integrazione.</div>
<div>Lo sforzo fatto, in occasione della pandemia, nella ricerca dei vaccini e nella messa a disposizione, a favore degli stati in difficoltà tra i quali il nostro, di fondi con prestiti europei sembra chiudersi nel più che commendevole solidarismo, ma non mi pare raggiunga un significato politico.</div>
<div>Gli obiettivi dei 27 sono molto diversi. A est gli stati cercano anzitutto una protezione, che in particolare richiedono agli Stati Uniti e alla Nato, contro lo storico nemico, temuto invasore, la Russia; l’Europa offre a questi stati la possibilità di ottenere contributi economici e uno sbocco per i propri lavoratori in cerca di occupazione. Usciti dalla gabbia dell’Unione Sovietica, i paesi dell’est non vogliono interferenze nelle loro decisioni sovrane e hanno per lo più rifiutato l’unione monetaria.</div>
<div>All’ovest abbiamo grosso modo due posizioni. Una è quella dei paesi del nord (germano/scandinavi), che si presentano con un welfare diffuso e obiettivi di conservazione delle condizioni di vita raggiunte, della stabilità monetaria. Si possono qualificare per un pacifico capitalismo a mezza strada tra tra liberalismo e socialdemocrazia.</div>
<div>La seconda è quella dei paesi mediterranei/latini. Pur non caratterizzandosi questi paesi per una elevata concentrazione di reddito e ricchezza, i loro obiettivi ideali sono quelli della redistribuzione, sia tra stati più ricchi (del nord) e stati più poveri (del sud) nonché all’interno degli stati. Meno bene è vista la redistribuzione che grazie alla globalizzazione andava a vantaggio degli stati extraeuropei. In questi paesi politica monetaria e politica fiscale vengono visti con la finalità di redistribuire reddito e ricchezza più che di creare occupazione. Quindi l’inflazione può essere auspicata anche a livelli significativi e il debito pubblico in crescita viene monetizzato dalla banca centrale.</div>
<div>In questo quadro di divaricanti obiettivi politici ed economici bene sopravvivono le classi partitiche dei diversi paesi, che dai contrasti tra stati e Unione trovano ragione di esistere e prosperare. È quindi difficile immaginare una classe politica che riesumi il pensiero di Adenauer, De Gasperi, Monnet per dare una costruzione politica al continente. A ciò non mi sembra possa indurre la creazione di particolari nemici esterni (Russia e Cina), che possono essere visti come rivali dagli Stati Uniti, ma che in Europa scuotono gli animi dei soli paesi dell’est. In questi termini si possono anche spiegare le esitazioni della Merkel, l’unica leader in grado di esprimere una spinta verso una unione politica, che è stata sicuramente intimorita dal rischio che nella stessa Unione il suo paese fosse indotto a una politica estera di ostilità nei confronti dei paesi euro/asiatici e ad una politica economica esposta alle brame di sussidi dei paesi del sud. Ha concluso che per i tedeschi era preferibile lasciare le cose come stanno. Peccato.</div>
</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
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		<title>La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[moneta virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di creare un dollaro o euro digitale, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia &#160; Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di <a href="https://financialservices.house.gov/calendar/eventsingle.aspx?EventID=408111">creare un dollaro o euro digitale</a>, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente membro anziano aggiunto presso il Center for a New American Security e Chief Strategist di Cryptocurrency AML Strategies) e Emily Jin (assistente presso il Center for a New American Security &#8211; CNAS), ci racconta lo stato dell&#8217;arte e le prospettive future della moneta digitale di stato cinese.</p>
<p>Per diversi anni, la digitalizzazione dell&#8217;economia è stata solo un argomento di discussione del Partito Comunista Cinese (PCC); ora sta diventando una realtà.</p>
<p>A luglio, la banca centrale cinese, la <a href="https://www.boc.cn/en/"><strong>People&#8217;s Bank of China</strong></a> (PBOC) ha pubblicato un <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>paper</strong></a> che illustra i progressi nello sviluppo della sua valuta digitale, nota come &#8220;eCNY&#8221; o renminbi digitale.</p>
<p>Non solo.</p>
<p>Ci rivela, anche, come il PCC stia introducendo la nuova tecnologia finanziaria (<a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/sezione-fintech"><strong>fintech</strong></a>) in tutta l&#8217;enorme economia cinese.</p>
<p>Le società finanziarie e tecnologiche cinesi stanno innovando, costruendo nuove applicazioni sull&#8217;architettura eCNY del Governo per effettuare transazioni finanziarie più rapide e dinamiche.</p>
<p>Esaminando la<a href="https://www.chinabankingnews.com/2019/08/23/chinese-central-bank-releases-fintech-development-plan-for-2019-2021/"><strong> strategia fintech nazionale</strong></a> del PCC, dicono gli esperti, si nota di come il settore privato stia lavorando per rendere il denaro cinese<a href="https://www.uscc.gov/sites/default/files/2021-04/Yaya_Fanusie_Testimony.pdf"><strong> più intelligente</strong></a>.</p>
<p>Principalmente è una questione interna, ma è altamente probabile che tale politica si ripercuota anche in quella estera, dato che la Cina sta spingendo il resto del mondo a seguire il suo percorso tecnologico.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attenzione di Pechino per il fintech è una mossa geopolitica, in una gara mondiale nella quale vincerà la nazione che avrà i &#8220;big data&#8221; migliori. </em></strong></p>
<p>E se l&#8217;economia digitale globale dovesse evolversi, come inevitabile nel seguire l&#8217;innovazione tecnologica della Cina, ciò darà al PCC molto più potere contrattuale nel commercio internazionale.</p>
<p><strong><em>Per gli esperti è una questione di sicurezza nazionale degli Stati Uniti,</em></strong> perché i progressi della Cina nel renminbi digitale riguarderebbero più l&#8217;ambizione di Pechino nello sfruttare i dati, che il potenziamento della propria valuta.</p>
<p>Mentre le discussioni della politica degli Stati Uniti (e quella europea) sulla tecnologia e sui dati tendono a concentrarsi in modo mirato sulla questione <strong><em>della protezione della privacy</em></strong>, <strong><em>il PCC vede e sfrutta i dati come un vero e proprio pilastro dell&#8217;infrastruttura nazionale.</em></strong></p>
<p><strong><em>Il presidente Xi Jinping</em></strong> ha definito, nel 2017, i dati <em><strong>&#8220;un nuovo fattore di produzione, una risorsa fondamentale e strategica&#8230;necessaria per costruire un&#8217;economia digitale&#8221;</strong></em>.</p>
<p><strong><em>Per la Cina questi dati non sono il nuovo petrolio, ma la nuova elettricità. </em></strong></p>
<p><strong><em>Il PCC sta incanalando la politica interna attraverso il controllo dei dati.</em></strong></p>
<p>Il Governo cinese mira alle informazioni digitali per alimentare l&#8217;infrastruttura e le applicazioni che regolano la vita quotidiana, consentendo allo Stato anche il loro uso per fini politici ed economici.</p>
<p>Gli autori sostengono che, <em><strong>&#8220;sebbene alcuni politici statunitensi si rendano conto che l&#8217;innovazione dei dati della Cina potrebbe minacciare la competitività degli Stati Uniti, lo stato non ha articolato alcuna visione su come dovrebbe essere la competitività degli USA in un&#8217;economia basata sui dati digitali&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong><em>Lo stesso, potremmo aggiungere noi per l&#8217;UE.</em></strong></p>
<p>Nel frattempo, però, il progetto &#8220;renminbi digitale&#8221; è la strategia nazionale cinese per l&#8217;acquisizione dei dati.</p>
<p>Sebbene un renminbi digitale non possa, nel breve termine, competere direttamente con il dollaro USA stabile e più attraente a livello globale, la funzionalità di questo nuovo sistema di moneta digitale cinese potrebbe spingere l&#8217;innovazione, guidata da Pechino, <strong><em>all&#8217;interno del sistema finanziario globale.</em></strong></p>
<p>La strategia economica a lungo termine della Cina include la creazione <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>di un punto</strong></a> di riferimento nelle tecnologie emergenti che nessun Paese, nemmeno gli Stati Uniti, sta dominando.</p>
<p>Con la Cina che intensifica quotidianamente i suoi progetti fintech pilota, mentre sta contemporaneamente guadagnando sempre più influenza nel <a href="https://www.ccpwatch.org/single-post/2018/11/27/The-Right-to-Speak-Discourse-and-Chinese-Power"><strong>plasmare il discorso politico internazionale</strong></a>, Pechino potrebbe finire per decidere unilateralmente le regole delle nuove pratiche finanziarie globali e vedere, così, anche le proprie tecnologie adottate a livello internazionale.</p>
<p>Ciò renderebbe il &#8220;fintech&#8221; cinese più importante per il commercio globale e, quindi, darebbe al Governo di Pechino una maggiore leva internazionale.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attività fintech cinese si sta evolvendo, quindi, rapidamente. </em></strong></p>
<p>Sostiene il rapporto, che l&#8217;unico modo per il Governo degli Stati Uniti di contrastare questa minaccia a lungo termine è quella agire immediatamente per garantire che l&#8217;innovazione cinese non sia l&#8217;unica, mentre le aziende di tutto il mondo esplorano nuove capacità tecniche nel settore finanziario.</p>
<p><strong><em>Il mercato cinese ha avuto pagamenti digitali e mobili per anni, ma un renminbi digitale è uno sviluppo nettamente diverso. </em></strong></p>
<p>Consente agli utenti di detenere direttamente un asset digitale emesso dalla banca centrale e trasferibile tra diverse piattaforme bancarie e di pagamento.</p>
<p>Negli Stati Uniti, sarebbe, ad esempio, come usare un account Venmo per inviare dollari all&#8217;account CashApp o PayPal o Zelle di un&#8217;altra persona; cosa attualmente non possibile.</p>
<p>L&#8217;eCNY è ancora nella fase pilota, ma si è passati ad una strategia di progettazione e implementazione del prodotto per l&#8217;intero settore finanziario cinese.</p>
<p>Come avevamo riferito in un <a href="https://gabrieleiuvinale.wixsite.com/website/post/la-cina-e-la-futura-criptovaluta-nazionale-ovvero-il-cashback-italico-e-il-tozzo-di-pane"><strong>precedente articolo</strong></a>, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il PCC ha <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>offerto</strong></a> a cittadini selezionati casualmente piccole quantità di <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>eCNY gratuiti</strong></a> da spendere con i commercianti online o tramite portafogli di smartphone in esborsi pilota facilitati attraverso banche statali in alcune grandi città.</p>
<p>Ora, <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>dozzine</strong></a> di banche urbane e rurali più piccole, nonché società di pagamento, stanno avviando progetti <a href="https://www.chinabankingnews.com/2021/06/29/the-2-5-tiers-of-chinas-digital-renminbi-explained/"><strong>pilota</strong></a> per supportare l&#8217;utilizzo di eCNY. Queste istituzioni più piccole hanno <a href="https://www.ledgerinsights.com/china-bank-compensation-distributing-digital-yuan-cbdc/"><strong>meno capitale e infrastrutture tecniche</strong></a> per operare per conto della banca centrale, ma i loro clienti tendono ad essere le <a href="https://www.cebnet.com.cn/20210625/102757044.html"><strong>piccole e medie imprese</strong></a> e le persone comuni; cioè quelli che dovranno adottare la nuova valuta digitale.</p>
<p>Alla <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>fine di giugno</strong></a>, circa 21 milioni di persone e 4 milioni di aziende disponevano di portafogli eCNY e avevano effettuato circa 71 milioni di transazioni per un totale di 5,3 miliardi di dollari in renminbi digitale. I numeri sono ancora piccoli rispetto all&#8217;intera economia, ma offrono al Governo cinese dati &#8220;reali&#8221;, concreti.</p>
<p>Finora, la maggior parte dei Paesi che studiano modi per digitalizzare la propria valuta stanno, invece, producendo solo <a href="https://www.atlanticcouncil.org/cbdctracker/"><strong>documenti di ricerca </strong></a>e teorie, mentre la Cina ha già dati del mondo reale da studiare, forniti da milioni di aziende e consumatori.</p>
<p>Il progetto pilota eCNY si sta espandendo sempre più per supportare le esigenze pratiche dei pagamenti quotidiani. Ad esempio, più di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>100 stazioni</strong></a> di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>servizio</strong></a> a Shanghai ora accettano il renminbi digitale. Altri comuni offrono <a href="https://decrypt.co/45254/digital-yuan-rolls-out-for-use-in-shenzhen-gas-stations"><strong>servizi simili</strong></a>.</p>
<p>La più antica e grande compagnia di taxi di Shanghai ha installato il software eCNY <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/05173443.html"><strong>su 6.000</strong></a> auto alimentate a energia alternativa. La provincia del Sichuan sta sperimentando il pagamento di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/12104755.html"><strong>sussidi per la casa</strong></a> in renminbi digitale. Molte città stanno integrando il pagamento eCNY nei loro <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/10174211.html"><strong>sistemi di trasporto pubblico</strong></a>, consentendo ai passeggeri di acquistare biglietti per metropolitana e autobus tramite le app eCNY.</p>
<p>Il gigante tecnologico cinese Huawei ha recentemente ottenuto una <a href="https://www.pymnts.com/news/mobile-commerce/2021/chinese-conglomerate-huawei-gains-mobile-payments-license-by-buying-xunlian/"><strong>licenza per il servizio di pagamento</strong></a> e sta aggiungendo un <a href="https://www.shine.cn/news/in-focus/2104137356/"><strong>sistema di portafoglio digitale in renminbi</strong></a> in uno dei suoi modelli di telefoni cellulari. Una società cinese di software di pagamento sta realizzando interfacce digitali in renminbi per catene di supermercati e prevede di lanciare <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/09102717.html"><strong>un braccialetto indossabile</strong></a> per consentire transazioni eCNY. Una banca sta sviluppando una varietà di <a href="https://www.nfcw.com/whats-new-in-payments/chinese-banks-unveil-cbdc-hardware-prototypes-for-multiple-use-cases/"><strong>portafogli hardware in</strong></a> modo che le persone possano spendere i propri fondi digitali senza alcuna connessione a Internet.</p>
<p>Dal 2020 le aziende cinesi statali e private hanno depositato<a href="https://forkast.news/headlines/digital-yuan-patent-applications-rise/"><strong> 271 brevetti</strong></a> relativi al renminbi digitale.</p>
<p>Il PCC non sta solo distribuendo moneta elettronica ai cittadini; sta supervisionando un<a href="https://www.aspistrategist.org.au/chinas-digital-renminbi-initiative-is-a-network-not-a-currency/"><strong> ecosistema di renminbi digitale in crescita</strong></a>.</p>
<p>La programmabilità dell&#8217;eCNY sarà probabilmente la sua innovazione più importante. Supporterà transazioni business-to-business più intelligenti.</p>
<p>I resoconti della stampa cinese, però, sono vaghi sulla complessità delle operazioni che stanno dietro queste transazioni, ma ad ogni passaggio, il pagamento sarebbe verificato ai fini della tassazione.</p>
<p>Non è chiaro se il processo riporterebbe automaticamente i dati alle autorità fiscali, ma dato l&#8217;obiettivo del PCC di sviluppare un database governativo nazionale di <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>transazioni digitali</strong></a>, sembra probabile che queste informazioni andrebbero <strong><em>direttamente al Governo</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Questa innovazione, dunque, rafforzerà l&#8217;</em></strong><a href="https://www.cnas.org/publications/reports/chinas-digital-currency"><strong><em>autoritarismo digitale</em></strong></a> <strong><em>del PCC.</em></strong></p>
<p>Inoltre, alla fine del 2020, Baowu ha anche sviluppato una <a href="http://www.csteelnews.com/xwzx/jrrd/202108/t20210809_53332.html"><strong>piattaforma di finanza commerciale</strong></a> basata su blockchain che consente alle imprese di effettuare pagamenti transfrontalieri tramite lettere di credito.</p>
<p>Questi strumenti sono emessi e applicati dalle banche, ma una lettera di credito basata su eCNY in esecuzione su una piattaforma di finanziamento commerciale cinese complicherebbe, probabilmente, i processi bancari tradizionali.</p>
<p><strong><em>Non solo la piattaforma stessa sarebbe gestita in Cina, ma i dati relativi alle transazioni eCNY sarebbero messi a disposizione direttamente al Governo cinese. </em></strong></p>
<p>E questi accordi potrebbero anche eludere i controlli degli stati, basati, invero, su lettere di credito convenzionali attraverso gli attuali processi bancari.</p>
<p><strong><em>Il renminbi digitale è il gioco del PCC per raccogliere ogni bit di dati finanziari per aggregarli, analizzarli e sfruttarli per costruire un apparato economico e politico più forte. L&#8217;obiettivo è che il denaro sia più intelligente per creare uno Stato più &#8220;intelligente&#8221;, un PCC più potente. </em></strong></p>
<p>Man mano che l&#8217;economia mondiale diventa più digitalizzata, l&#8217;innovazione passerà attraverso l&#8217;interpretazione dei dati aggregati, così da ottenere anche un vantaggio nella competizione economica globale.</p>
<p><strong><em>Il PCC ha compreso l&#8217;importanza di questo calcolo economico.</em></strong></p>
<p><strong><em>È probabile che il Governo di Pechino trasferisca informazioni di dati esteri e nazionali alle aziende cinesi per offrire loro vantaggi competitivi. </em></strong></p>
<p>La maggior parte dei paesi che studiano modi per digitalizzare le proprie economie dovrebbero dettare le regole nello sviluppo di standard tecnologici e politici <strong><em>che rafforzano l&#8217;innovazione economica e la prosperità senza promuovere l&#8217;autoritarismo. </em></strong></p>
<p><strong><em>Altrimenti, il mondo potrebbe evolversi in un&#8217;economia digitale con le caratteristiche del Partito Comunista Cinese.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/">La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>L&#8217;impatto del capitale finanziario. L&#8217;ordine nel disordine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Gallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 06:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di questi tempi è risultato assai difficile tracciare un&#8217;analisi politica volta a circoscrivere chiaramente lo scenario italiano. Tutto risulta esser in costante movimento: molta tensione, tanta euforia, eccessiva irrazionalità, numerose contraddizioni, parecchie prese di posizione sbilenche. Ciò che si scrive oggi si potrebbe rivelare totalmente ribaltato, smentito, anacronistico ed inopportuno già domani. Non a caso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/limpatto-del-capitale-finanziario-lordine-nel-disordine/">L&#8217;impatto del capitale finanziario. L&#8217;ordine nel disordine</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi è risultato assai <strong>difficile tracciare un&#8217;analisi politica</strong> volta a circoscrivere chiaramente lo scenario italiano. Tutto risulta esser in costante movimento: molta tensione, tanta euforia, eccessiva irrazionalità, numerose contraddizioni, parecchie prese di posizione sbilenche.<br />
Ciò che si scrive oggi si potrebbe rivelare totalmente ribaltato, smentito, anacronistico ed inopportuno già domani. Non a caso, lo hanno chiamato <strong>&#8220;governo del cambiamento”</strong>, il repentino cambiamento di pensiero si è notato.</p>
<p>Gli unici a seguire un andamento apparentemente logico, invece, sono stati i <strong>mercati finanziari</strong>. Già, proprio così, il sistema finanziario internazionale si è rivelato esser più razionale rispetto ai protagonisti dello scenario politico italiano.</p>
<p>Anche sforzandoci, negli ultimi giorni, tracce di irrazionalità umana all’interno del comportamento dei mercati finanziari, non sembrano esser emerse. Solitamente quando sui listini si avverte l’avvento di una crisi sistemica, l’euforia irrazionale irrompe. Durante questi giorni, invece, tutto ha seguito una logica. La logica del principio economico.</p>
<p>Questa razionalità finanziaria che ha caratterizzato il prevedibile andamento dei mercati europei durante le ultime settimane ci fa capire che <strong>non ci troviamo di fronte ad uno scenario critico ed apocalittico</strong>.</p>
<p>L&#8217;instabilità politica non ha di certo generato l&#8217;instaurazione di una crisi di lungo periodo: si può dire che abbiamo attraversato<strong> un periodo di turbolenza</strong>, un vuoto d&#8217;aria. <strong>Presto riprenderemo quota.</strong></p>
<p>Sembra che con la mossa finale della coalizione giallo-verde, ovvero affidare la casella del Mef al <strong>Prof. Tria</strong> e spostare Savona alle Politiche Europee, <strong>il nodo-gordiano sia stato ufficialmente sciolto.</strong> Il governo politico può partire.<br />
<strong>Alt!</strong> Forse sarebbe meglio definirlo <strong>&#8220;governo tecno-populista&#8221;.</strong> Già, il ping-pong tra tecnocrazia e populismo risulta esser ad oggi l&#8217;unica cifra politica di uno Stato incapace di uscire da un intrigo malefico e corrosivo. Ma un governo composto in larga parte da professori e professionisti facenti parte delle élites rappresenta veramente il popolo? Staremo a vedere.</p>
<h2><strong>La politica si piega al capitale finanziario. Prendiamone atto</strong></h2>
<p>Dalla lunga crisi politica di questi giorni abbiamo capito che <strong>il nostro voto è rigidamente sottoposto al giudizio dei mercati</strong>, dei capitali finanziari, delle agenzie di rating, dall&#8217;UE e dalle banche internazionali.</p>
<p>Risulta evidente il motivo.<br />
<strong>a)</strong> Abbiamo un debito di 2200 miliardi di euro, che cresce in media del 2% annuo.<br />
<strong>b)</strong> La popolazione italiana sta invecchiando sempre più. Nel 2017 viene segnato il nuovo minimo storico sulle nascite. Le spese per far fronte all&#8217;invecchiamento demografico &#8211; pensioni e sanità &#8211; sono destinate ad un incremento progressivo.</p>
<p><strong>Il governo tecno-populista</strong> prende vita. Ma nasce zoppo. Il contratto che sancisce i macro-obiettivi dell&#8217;azione governativa non garantisce ciò che promette. Non serve di certo analizzare la reazione dei mercati per capire che il “contratto” è un tentativo forzato di dar vita ad un governo &#8220;politico&#8221;. <strong>Una serie di compromessi</strong> che si reggono su equilibri precari ed ipotesi in larga parte falsate. Un tentativo quasi menzognero di unire le due metà del Paese (Nord vs Sud), con la presunta volontà di voler accontentare tutti.</p>
<p>È cosa lecita, quindi, che lo scenario internazionale ci tenga sott’osservazione.</p>
<p><strong>La politica italiana è ormai piegata ai regimi finanziari</strong>. Accettare il ruolo dei mercati sarà fondamentale per procedere.</p>
<p>Un Paese che ha un debito pubblico esorbitante (130% del Pil) per finanziarlo deve ricorrere necessariamente ai mercati. <strong>I mercati non badano alla politica</strong>. Hanno un unico interesse: stabilire chi è in grado di remunerare il prestito.</p>
<p>Ecco, proprio questo fattore, la scorsa settimana, ha fatto crollare il castello di carte della politica italiana. Andando a preannunciare una politica economica aggressiva nei confronti dell&#8217;UE, che risulta esser appoggiata dalla maggioranza del Parlamento, i mercati vengono spaventati, irritati e stizziti.</p>
<p><a href="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/debito-pubblico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1260 size-full" src="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/debito-pubblico.jpg" alt="" width="828" height="315" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/debito-pubblico.jpg 828w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/debito-pubblico-300x114.jpg 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/debito-pubblico-768x292.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 828px) 100vw, 828px" /></a></p>
<h2><strong>Il debito pubblico. Una questione di fiducia</strong></h2>
<p>Ma ragioniamo con calma. Andiamo per step. Innanzitutto, analizziamo quali sono stati i reali meccanismi che hanno innestato la crisi degli indici finanziari durante queste ultime settimane. Successivamente, riflettiamo sulla crescita economica che il nostro Paese ha attraversato durante questi ultimi anni. Il debito deve esser rapportato alla potenzialità di crescita.</p>
<h3><strong>La vera natura della crisi politico-finanziaria</strong></h3>
<p>L&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ghiotto. Infatti, nei periodi di massima incertezza la speculazione irrompe. Pronta a spezzare ogni equilibrio. I vorticosi movimenti finanziari di questi giorni, che pare si stiano progressivamente calmando ora che il governo è formato, <strong>non sono dovuti </strong>ad un timore generalizzato per il debito o per lo sbilanciamento dei fondamentali economici italiani.</p>
<p>Più che altro, tali vortici derivano da <strong>operazioni puramente speculative</strong> messe in atto da grandi hedge funds per proteggere le proprie posizioni e beneficiare dalla volatilità. Si tratta, quindi, di vendite automatiche compiute da sistemi algoritmici.</p>
<p>Essendo i<strong> titoli di Stato italiani</strong> molto liquidi, Piazza Affari risulta esser perfetta per shortare. Gli algotrader sono estremamente razionali. Ricercano il profitto agendo autonomamente.</p>
<p>Le improvvise speculazioni hanno scosso l&#8217;economia italiana, lo spread si è impennato. Da 180 punti base è balzato a 300 nell&#8217;arco di tre giornate.</p>
<p>Dopo tre giornate tutto rientra, valori nella norma. <strong>Fondamentali economico-finanziari italiani dissaldati? No</strong>. I mercati impongono le loro regole. Vanno assecondati.</p>
<h3><strong>L’Italia è forte. Affronta il futuro a testa alta </strong></h3>
<p>L&#8217;investitore navigato (non l&#8217;intelligenza artificiale, ma la persona reale) sa bene che <strong>l&#8217;Italia sta attraversando un momento di decisa ripresa. </strong></p>
<p>Il risparmiatore non si può far influenzare dagli eventi di breve.</p>
<p>L&#8217;Italia è forte. L&#8217;Italia che produce, che esporta, che innova non ha mai perso un&#8217;occasione a livello internazionale. Fino a una settimana fa, i numeri dei listini erano largamente positivi. Ordini relativi al 2018 superiori a quello del più che positivo 2017.</p>
<p>Uno stallo politico non può di certo arginare questi elementi. <strong>Non facciamoci ingannare da segnali di debolezza temporanea.</strong> L&#8217;industria italiana è proiettata nel futuro.</p>
<p>I segnali relativi alla crescita economica italiana ci sono. La retorica del debito è fine a sé stessa. Ridurre l’incidenza del debito è un obiettivo irrinunciabile, approfittando di una fase espansiva e di una politica monetaria ancora accomodante. Ciò non toglie che rispetto al biennio 2011/2012 i dati svelano uno scenario in netta ripresa.</p>
<table width="84%">
<tbody>
<tr>
<td width="20%"></td>
<td width="19%"><strong>2011</strong></td>
<td width="19%"><strong>2012</strong></td>
<td width="19%">&#8211;</td>
<td width="20%"><strong>Oggi (ultimi 12 mesi)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">Debito Pubblico</td>
<td width="19%">1.897.946</td>
<td width="19%">2.014.870</td>
<td width="19%">—</td>
<td width="20%">2.256.270</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">Debito/Pil</td>
<td width="19%">116,5%</td>
<td width="19%">         123,4%</td>
<td width="19%">—</td>
<td width="20%">132%</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">Spread</td>
<td width="19%">&gt;500</td>
<td width="19%">575</td>
<td width="19%">—</td>
<td width="20%">120 <em>(1/05)</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">Crescita Pil</td>
<td width="19%">+0,4%</td>
<td width="19%">-2,4%</td>
<td width="19%">—</td>
<td width="20%">+1,4%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em> </em></p>
<p><em>Fonte Eurostat</em></p>
<p>Nel 2017 si è consolidato il recupero dell&#8217;economia italiana, che si accinge ad andare avanti dal 2013. La crescita è stata superiore rispetto alle previsioni di inizio anno ed ha riguardato tutte le macro-aree.</p>
<p>Una crescita sostenuta da ogni componente: i consumi delle famiglie, l&#8217;interscambio con l&#8217;estero, l&#8217;accumulazione in beni strumentali e in costruzioni.</p>
<p><a href="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/gallone.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1258 size-medium" src="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/gallone-300x286.png" alt="" width="300" height="286" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/gallone-300x286.png 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/gallone.png 302w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>Fonte Banca d’Italia</em></p>
<p>Le esportazioni hanno accelerato più delle importazioni, l&#8217;interscambio con l&#8217;estero ha così fornito un contributo positivo alla crescita del Pil per la prima volta dal 2013. L&#8217;avanzo delle partite correnti con l&#8217;estero ha raggiunto il valore più alto dalla metà degli anni &#8217;90.</p>
<p>Le <strong>condizioni finanziarie sono complessivamente migliorate</strong> sia per le famiglie sia per le imprese.</p>
<p>Cresce la ricchezza totale delle famiglie, aumenta il valore delle attività finanziarie e sale il peso del risparmio gestito.</p>
<p>Nel 2017 gli utili delle imprese crescono. E soprattutto, la leva finanziaria si riduce per l&#8217;incremento del patrimonio netto, si intensifica il ricorso al mercato dei capitali anche per le imprese di media dimensione.</p>
<p>I mercati sono razionali perché interpretano i segnali di una progressiva ripresa. Servono elementi di crescita positiva di questo calibro per rendere l&#8217;Italia un creditore affidabile. La dimensione del debito pubblico è una <strong>questione di fiducia</strong> verso il mercato. Questi segnali di crescita possono rappresentare la base di partenza per la costruzione di un <strong>Progetto-Paese</strong>, che rassicuri i mercati esteri e che sia volto a <strong>risanare progressivamente i nostri conti pubblici</strong> con chiarezza e puntualità.</p>
<p>La questione della riduzione del debito pubblico non può esser risolta attraverso l&#8217;adozione di misure straordinarie di gravoso impatto. Anzi, sono proprio queste &#8220;onerose&#8221; misure a spaventare i mercati.</p>
<p>L&#8217;unica strada da seguire è quella di una <strong>pianificazione a lungo termine</strong> <strong>credibile e realistica</strong>, orientata allo sviluppo.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/euro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1261 size-full" src="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2018/06/euro.jpg" alt="" width="828" height="315" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/euro.jpg 828w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/euro-300x114.jpg 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2018/06/euro-768x292.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 828px) 100vw, 828px" /></a></strong></p>
<h2><strong>Manovre anti-euro. Argomento tabù</strong></h2>
<p>La ripresa c&#8217;è, è un percorso in salita, le imprese ancora faticano a trovare personale tecnico specializzato da impiegare, ma la proposta dell’attuazione di piani anti-euro è il fattore che spaventa più di ogni altra cosa. Industriali dell’estremo Nord inclusi.</p>
<p>I trattati vanno rinegoziati. Ma la moneta unica non può esser abbandonata.</p>
<p>Riflettendo, il nostro Paese negli scambi con il resto del mondo ha registrato un surplus per 47 miliardi di euro, nei prodotti industriali e agricoli l&#8217;avanzo è stato di 56 miliardi. E ancora, l&#8217;export registra una crescita più rapida di quello tedesco, il made in Italy, nel 2017, ha venduto più del made in France.</p>
<p>Durante la stesura del contratto di governo, un fulmine a ciel sereno, qualcuno ha messo in discussione una garanzia fondamentale: il <em>&#8220;whatever it takes&#8221;</em> di Mario Draghi.</p>
<p>Chi governa il Paese deve dare fiducia ed avere tutte le intenzioni di<strong> onorare fino in fondo il debito contratto.</strong> Qualora, tale fiducia viene meno gli investitori si ritirano in massa.</p>
<p>L&#8217;Italia si ritroverebbe in un profondo isolamento finanziario.</p>
<p>Ricordiamoci sempre che c&#8217;è una <strong>differenza abissale</strong> tra la scelta di non aderire all&#8217;euro sin dall&#8217;inizio e lasciarlo una volta entrati. Le nostre strutture sono sin troppo deboli per sopportare anche una lontana ipotesi di ital-exit.</p>
<p><strong>Aggiustamenti sul sistema economico-finanziario</strong></p>
<p>Le grandi imprese italiane sono forti. <strong>Le banche ancora no</strong>. Questa sarà una grande sfida per il governo penta-leghista. <strong>Il sistema finanziario va consolidato</strong>. In Italia le banche medio-piccole hanno ancora più sportelli che ristoranti per abitante. Le sofferenze di tali istituti raggiungono i massimi livelli in Europa. L&#8217;andamento delle banche italiane sul mercato è spesso vacillante, il sistema di credito è ancora estremamente sensibile alla politica e alle singole esternazioni dell&#8217;UE.</p>
<p>Il contesto all&#8217;interno del quale vivono le PMI dovrà esser migliorato. Molte stentano a rimanere sul mercato. Si tratta di sopravvivenza, con scarse potenzialità di crescita. La maggior parte rileva le inefficienze e i ritardi della pubblica amministrazione e della giustizia, i limiti alla concorrenza e i vasti fenomeni di illegalità ed evasione. L&#8217;insufficienza degli investimenti in innovazione, nella ricerca e nel capitale, l&#8217;elevata tassazione dei fattori di produzione rappresentano un gap che dovrà esser colmato.</p>
<p><em>***</em></p>
<p>Non mi auspico che quello che si appena formato sia un &#8220;governo del cambiamento&#8221;, il cambiamento dipende da quale punto di vista viene vissuto. Per alcuni potrebbe esser un cambiamento positivo, per altri negativo, per altri ancora neutrale. Risulta esser uno slogan banale, a mio parere.</p>
<p>Mi auspico sia <strong>un governo che non dia un&#8217;illusione di crescita oggi</strong>, in cambio di una bomba ad orologeria pronta a esplodere alla prima crisi futura. <strong>Un governo che non utilizzi trucchi, ma che tocchi la realtà degli eventi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Matteo Gallone</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Matteo Gallone" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/matteo-gallone-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/matteo-gallone/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Matteo Gallone</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Specializzando in Intermediari, Finanza Internazionale e Risk Management presso La Sapienza &#8211; Università di Roma</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/MatteoGallone_" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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