<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>future generazioni Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/future-generazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/future-generazioni/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Sun, 30 Jan 2022 21:48:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>future generazioni Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/future-generazioni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Future generazioni</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/future-generazioni/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/future-generazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 21:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[future generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[spesa pubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3115</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando leggo che a fronte di un debito dello Stato, per spese correnti o investimenti, si vanno a gravare le future generazioni, trovo difficoltà a comprendere. La spesa pubblica sottrae possibilità di consumo o investimento alla spesa privata con la quale entra in concorrenza. Lascio ai keynesiani più o meno ortodossi di sviscerare sulle diverse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/future-generazioni/">Future generazioni</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Quando leggo che a fronte di un debito dello Stato, per spese correnti o investimenti, si vanno a gravare le future generazioni, trovo difficoltà a comprendere.</div>
<div>La spesa pubblica sottrae possibilità di consumo o investimento alla spesa privata con la quale entra in concorrenza. Lascio ai keynesiani più o meno ortodossi di sviscerare sulle diverse conseguenze sul reddito della spesa corrente o dell’investimento. Resta il fatto che all’atto della spesa pubblica si sottraggono al privato possibilità di consumo o investimento. Ma si sottraggono al privato contemporaneo, non alle future generazioni, e il privato contemporaneo riceverà n contropartita dei titoli di credito.</div>
<div>Che cosa accadrà alle future generazioni? Queste erediteranno i titoli di credito, dai quali riceveranno interessi a meno che vogliano farsi rimborsare a scadenza. Lo stato pagherà con le tasse gli interessi o i rimborsi: vi sarà, a cura dello stato, un passaggio di ricchezza o di reddito dai contribuenti ai detentori dei titoli, in sostanza una redistribuzione, come di redistribuzione si è trattato al momento dell’accensione del debito. A parità di ricchezza e reddito generali non vi è stata nessuna spoliazione intergenerazionale; se poi, keynesianamente, il debito ha portato a una crescita del reddito, le future generazioni trarranno da tutto quanto descritto un notevole beneficio.</div>
<div>Il debito consente di destinare a esigenze pubbliche il prodotto contemporaneo, al quale rinunciano altri contemporanei. La rinuncia può avvenire attraverso l’imposta o, come detto, col debito. Se avviene col debito essa consente a eredi detentori del credito delle future generazioni di ottenere una redistribuzione a proprio vantaggio, che potrà essere a carico di loro contemporanei pagatori di imposte, in una condizione di reddito, si spera, cresciuto.</div>
<div>Sono comunque redistribuzioni infragenerazionali, non intergenerazionali.</div>
<div></div>
<div>
<div>Semmai vale la pena di approfondire l’aspetto della nazionalità di chi rinuncia a proprie scelte di consumo o investimento per sottoscrivere i titoli emessi all’accensione del debito. Se i titoli vengono collocati in parte all’estero, si ha la possibilità di trasferire all’emittente risorse estere per spese correnti o investimenti, ne’ più ne’ meno di quando una società emette azioni o obbligazioni collocate all’estero. Il risultato dipende da come vengono utilizzate queste risorse.</div>
<div>Per le generazioni future si porrà il problema degli interessi e dei rimborsi, da corrispondere nei confronti di creditori interni o esterni analogamente a quanto avviene per le società private con i detentori di azioni e obbligazioni. Si tratta, come già detto, di trasferimenti infragenerazionali, che vengono temuti se effettuati verso detentori esteri. Però, se le risorse a suo tempo ricevute sono state ben impiegate non c’è un particolare fardello, anzi i benefici degli investimenti fatti compenseranno ampiamente le risorse per interessi e rimborsi. Il debito di un paese che funziona è appetito da tutti: i cinesi si tengono il debito americano.</div>
<div>Per concludere, le generazioni future si possono lamentare solo se il debito è sprecato in consumi senza generare moltiplicatore del reddito e se il debito è stato finanziato da creditori esterni, sempre che l’inflazione non se lo sia mangiato.</div>
</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/future-generazioni/">Future generazioni</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/future-generazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
