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	<title>nadef Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>nadef Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>L’ombra del dollaro sula crescita economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 09:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 settembre scorso è stata approvata dal Consiglio dei ministri la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2022, nella sola parte relativa all’analisi delle tendenze in corso ed alle previsioni per l’economia e la finanza pubblica italiane a legislazione vigente. Com’era, dal mio punto di vista, fin troppo facilmente prevedibile il documento evidenzia una crescita tendenziale prevista dello 0,6% rispetto al 2,4% programmatico del DEF di aprile 2023.</p>
<p>Il quadro negativo, invero, si innesta in un quadro di recessione che investe l’Europa che prevede un Pil in riduzione e pari allo -0,4% (uno scenario ancor più negativo, lo fissa al -0,5%).</p>
<p>A condizionare il quadro negativo per l’Europa (e per il nostro Paese) contribuisce pesantemente la situazione internazionale che vede sui mercati dei cambi un rafforzamento del dollaro rispetto all’euro e, per tale strada, un peggioramento del quadro inflazionistico. Ma fermiamoci al dollaro. È noto come la moneta americana abbia assunto, a partire dal dopo guerra, il ruolo di bene rifugio e che quindi le tensioni internazionali (in primo luogo le guerre) contribuiscano al suo apprezzamento sui mercati internazionali.</p>
<p>Ma la situazione attuale vede alcuni “fondamentali” muoversi favorendone l’apprezzamento. In estrema sintesi, possiamo affermare che la domanda ed offerta di dollari di un Paese è governata dalla bilancia dei pagamenti, e ciò in quando una gran parte dei beni in acquisto (in particolare le materie prime) sono pagati in dollari. Ora è facile cosa verificare come la bilancia dei pagamenti dei paesi della U.E. peggiora drasticamente per l’aumento del prezzo dell’energia; ciò significa che l’U.E. si presenta sul mercato delle valute e chiede dollari per acquistare energia; d’altro canto, la bilancia dei pagamenti degli U.S.A. non peggiora e questo perché tale paese ha un saldo netto positivo della spesa per “energia”. Il risultato complessivo è, dunque, una spinta al rialzo della valuta americana.</p>
<p>L’ulteriore ragione che spinge a rialzo il dollaro è nella politica monetaria degli U.S.A.</p>
<p>Da ultimo, il 26 agosto scorso, in un discorso sugli sviluppi della politica monetaria americana, il governatore della Federal Reserve, &#8220;JPow&#8221; Powell, ha chiarito che la Fed continuerà ad aumentare i tassi di interesse in America fino a quando non ci saranno chiari segni che l&#8217;inflazione negli Stati Uniti stia rallentando. Ora, per nostra memoria, già a luglio, la FED aveva chiarito che l&#8217;obiettivo era quello di aumentare i tassi fino al 3.4% entro la fine del 2022, per proseguire poi nel 2023, fino ad arrivare al 3.8%. Ma oltre l’intenzione di portare avanti la stretta monetaria &#8211; nonostante che il pericolo di recessione sia in quel Paese alle porte &#8211; va osservato come la politica monetaria U.S.A. è “girata” in senso restrittivo <em>molto velocemente</em> (certamente molto prima di quanto abbia fatto la B.C.E.) e ciò anche per il fatto che la spirale inflazionistica si è certamente affacciata prima sull’altra sponda dell’Oceano.</p>
<p>In effetti, già nella riunione del 14-15 dicembre 2021, il Governatore della FED diede un forte segnale di aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, fissandone l’inizio da marzo 2022 e, ancora prima, (nella riunione del 3 novembre 2021) si era annunciato che a partire dal mese di dicembre si sarebbero ridotti gradualmente gli acquisti di titoli sul mercato secondario in America e che gli acquisti di titoli sul mercato da parte della FED sarebbero terminati entro la metà del 2022.</p>
<p>Quindi, definitivamente, detenere dollari è più conveniente che detenere euro e questo a causa dei punti sopra esaminati che, come visto, muovono tutti a favore di un rialzo della moneta americana.</p>
<p>I mercati finanziari, viceversa, non se la vedono bene. La borsa di N.Y., che negli ultimi tempi (dall’aprile del 2020 e fino al novembre del 2021) ha macinato buone <em>performance</em>, va certamente male per una serie di motivi. Il primo è legato, naturalmente, al rialzo dei tassi d’interesse che, come noto, riduce il valore delle azioni. È noto che prestiti più costosi scoraggiano le imprese e gli individui dalla spesa e riducono la domanda; in effetti, se un aumento dei tassi d’interesse ha come effetto positivo il fatto che il rapporto tra domanda e offerta si inclina verso un’offerta eccessiva determinando prezzi locali in diminuzione ed un’inflazione sotto controllo, la contrazione della domanda ha, purtroppo, un immediato effetto negativo sulle imprese che vedono aumentare le loro scorte. Conseguentemente i valori in borsa delle società crollano.</p>
<p>Ma c’è anche un’ulteriore ragione nel crollo dei mercati azionari. Un processo di riorganizzazione territoriale sta investendo molte imprese U.S.A., che stanno spostano i loro stabilimenti da paesi ora in guerra (Russia, Ucraina, ma anche estremo oriente) verso paesi (magari limitrofi) a minor rischio e, quindi, più sicuri, ma certamente a maggior costo, in particolare del lavoro. Ciò pesa, naturalmente, sulla capacità reddituale futura delle aziende e, quindi, sui corsi dei loro titoli sulle borse valori.</p>
<p>Bene, ora di fronte a tale quadro (certamente non positivo anche per il nostro Paese) una prima questione è di cosa farà la FED. È possibile prevedere a breve un’inversione della politica monetaria, atteso anche che con tutta la liquidità sul mercato che sta affluendo verso il dollaro si sta affacciando il rischio di una “bolla” del dollaro?</p>
<p>A stare alle dichiarazioni della FED, la previsione è che ancora per diversi trimestri la politica monetaria sarà restrittiva (e di conseguenza non potremmo che attenderci una politica in linea della BCE).</p>
<p>Ma la “bolla” sul dollaro e lo spettro della crisi economica, in congiunzione con le vicine elezioni di “mezzo termine”, mettono in dubbio la determinazione della FED nel proseguire con una politica monetaria così dura. D’altro canto, per le ragioni citate, c’è da attendersi, in un tempo non attualmente definibile con certezza, un calo sensibile del dollaro.</p>
<p>Molto però dipenderà, a mio modo di vedere, dalle tensioni geopolitiche (certamente Ucraina, ma anche Cina per l’affaire Taiwan) che hanno visto il dollaro essere l’attore dei conflitti internazionali. Per quello che ci riguarda, infine non può sottolinearsi come la politica economica per il nuovo governo italiano, dovrà prestare moltissima attenzione al quadro internazionale instabile e, proprio per questo capace, di coinvolgere (o meglio svolgere) il nostro Paese.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lombra-del-dollaro-sula-crescita-economica/">L’ombra del dollaro sula crescita economica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Osservazioni sulla Nota di aggiornamento al DEF (NADEF)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 06:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire in materie prime può costituire una buona opportunità di diversificazione del portafoglio e di rendimento, come avvertono un pò tutti i consulenti finanziari anche di casa nostra, prendendo atto del movimento in crescita del prezzo dei metalli industriali e preziosi; di questi, in particolare, rame, nichel, stagno piombo hanno un ruolo sempre più importante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/osservazioni-sulla-nota-di-aggiornamento-al-def-nadef/">Osservazioni sulla Nota di aggiornamento al DEF (NADEF)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Investire in materie prime può costituire una buona opportunità di diversificazione del portafoglio e di rendimento, come avvertono un pò tutti i consulenti finanziari anche di casa nostra, prendendo atto del movimento in crescita del prezzo dei metalli industriali e preziosi; di questi, in particolare, rame, nichel, stagno piombo hanno un ruolo sempre più importante soprattutto per l’impulso dato nella transizione verso infrastrutture più <em>green </em>in tutto il mondo, mentre, tra i metalli preziosi, ricordiamo come argento, platino e palladio vengono abbondantemente impiegati nella produzione industriale, ad esempio di pannelli solari.</p>
<p>Peraltro, il recente accordo OPEC+ lascia i volumi di produzione per il periodo agosto-dicembre 2021 al di sopra del <em>consensus</em>, e ciò comporta una perdita nella produzione di circa 2,5 milioni di barili, ovvero, detto in altri termini, una pressione sui dei prezzi del greggio, che gli esperi del settore indicano in incremento dagli attuali 73 dollari a 75 (fino ad 80) al barile.</p>
<p>Dunque, l’infiammata dei prezzi che ultimamente ha caratterizzato il mercato delle materie prime non sembra destinata a spegnersi e ciò in quanto appare sempre più avere un carattere non temporaneo legata, come c’era d’aspettarsi, alla ripresa economica <em>post</em> Covid che spinge la domanda (non bilanciata da una analoga capacità dell’offerta di tornare in tempi brevi ai livelli post Covid), ma al contrario sembra avere caratteristiche più strutturali legata anche alla pressione sulla svolta ecologica impressa dagli USA e dall’Europa e dall’applicazione massiccia delle tecnologie digitali ai beni di largo consumo.</p>
<p>Se le cose stanno cosi, una più attenta riflessione andrebbe fatta anche sulle considerazioni che hanno accompagnato la discussione alla Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) che è stata nei giorni scorsi presentata alle Camere, per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del DEF in relazione alla maggiore disponibilità di dati ed informazioni sull&#8217;andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica.</p>
<p>Il documento, ha evidenziato tra l’altro un recupero del Prodotto Interno Lordo (PIL) nettamente superiore alle attese. Ad un lieve incremento nel primo trimestre (0,2 per cento sul periodo precedente) è, infatti, seguito un aumento del 2,7 per cento nel secondo. Si prevede che il terzo trimestre segnerà un ulteriore recupero del PIL, con un incremento sul periodo precedente pari al 2,2 per cento portando la previsione di crescita annuale del PIL al 6,0 per cento, dal 4,5 per cento del quadro programmatico del DEF 2021.</p>
<p>In definitiva, la nuova previsione tendenziale indica tassi di crescita del PIL reale pari al 4,2 per cento nel 2022, 2,6 per cento nel 2023 e 1,9 per cento nel 2024.</p>
<p>Ai fini delle nostre osservazioni, tuttavia, occorre considerare che, quanto al debito pubblico, la proiezione aggiornata di finanza pubblica comporta una discesa del rapporto tra debito lordo e PIL dal picco del 155,6 per cento raggiunto nel 2020 al 153,5 per cento quest’anno. Si tratta di un risultato, molto positivo in confronto al 159,8 per cento previsto nel DEF, che riflette sia la dinamica del PIL sia quella del fabbisogno di cassa delle Amministrazioni Pubbliche. Peraltro, è questo è il punto, il rapporto debito/PIL scenderebbe poi di circa dieci punti percentuali nel prossimo triennio, arrivando al 143,3 per cento del PIL nel 2024.</p>
<p>Dato che impone però, a bene vedere, una profonda riflessione di cui non mi è sembrato sentire eco nella discussione in aula, se non in alcuni interventi sporadici e, peraltro, molto frammentari.</p>
<p>Condizione essenziale per l’equilibrio previsto nel Documento in parola, peraltro, ribadita nella presentazione del documento al Parlamento sia da Draghi che dal Ministro del Tesoro, è che vi sia una crescita (peraltro sostenuta) dell’economia Italiana.</p>
<p>Bene, da quanto da me premesso in questa breve nota appare del tutto evidente che, se si dovesse consolidare la tendenziale esplosione dei prezzi delle materie prime, , e se quest’inflazione da costi dovesse davvero manifestarsi con l’intensità e la consistenza che supponiamo, la spirale di aumento dei costi-aumento dei prezzi-aumento dei costi (che ben conoscono tutti coloro che hanno vissuto gli anni 70) renderebbero il documento presentato già carta straccia dal prossimo anno. In effetti, com’è ben acquisito dalla scienza economica, dinnanzi ad un aumento del costo degli input le imprese tendono a traslare la maggiore spesa sul prezzo finale dei beni di vendita e dei servizi e ciò causa un innalzamento generale dei prezzi (inflazione) nel sistema economico. Ma i lavoratori, interessati al salario reale, richiedono dei salari in proporzione agli aumenti dei prezzi che si sono già verificati ed agli aumenti futuri e questo determina un processo di incremento costante dell’inflazione difficile da spezzare nel presente contesto economico, come pur in Italia fu fatto in passato con la riforma della scala mobile introdotta nel 46, meccanismo ricordiamolo che adeguava i salari periodicamente e automaticamente all’aumentato del costo della vita.</p>
<p>Su questo, sia bene inteso, stanno scommettendo i principali <em>player</em> presenti sui mercati finanziari internazionali che infatti suggeriscono un incremento del portafoglio in <em>commodities</em> su materie prime.</p>
<p>Naturalmente è augurio di tutti noi che ciò non accada, ma è comunque opportuno sottolineare (e porre all’attenzione) di come il quadro disegnato da Franco e Draghi sia profondamente condizionato dal quadro macroeconomico e, come il prestito acceso con allegria con l’Europa sarà, in un eventuale contesto di mancata crescita, una zavorra capace di stravolgere (in modo mai visto) l’attuale <em>governance</em> economica, e ciò certamente non andrà a favore degli italiani (imprese e cittadini).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
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