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	<title>Giuseppe Bozzi, Autore presso Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>Giuseppe Bozzi, Autore presso Einaudi Blog</title>
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		<title>Nazionalizzazione a prescindere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 20:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sembri azzardato, di fronte alla genericità’ delle informazioni contenute nel comunicato del Governo, un prudente commento sull’operazione Governo-maggioranza e Benetton deliberata dal Consiglio dei Ministri nelle incerte luci dell’alba. Essa ,apparentemente tramontata la revoca della concessione lapidariamente annunciata dall’avvocato del popolo soltanto ventiquattro ore prima a mercati aperti, prevede l’entrata della Cassa Depositi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sembri azzardato, di fronte alla genericità’ delle informazioni contenute nel comunicato del Governo, un prudente commento sull’operazione Governo-maggioranza e Benetton deliberata dal Consiglio dei Ministri nelle incerte luci dell’alba.<br />
Essa ,apparentemente tramontata la revoca della concessione lapidariamente annunciata dall’avvocato del popolo soltanto ventiquattro ore prima a mercati aperti, prevede l’entrata della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Aspi(51%) nonché l’entrata in Aspi di una cordata di investitori non individuati se non dal requisito di essere graditi alla Cassa, e la progressiva uscita dei Benetton.<br />
L’orario antelucano non ha probabilmente favorito la comprensione piena da parte dei deliberanti degli esatti termini in cui la nazionalizzazione di Aspi dovrebbe realizzare l’interesse pubblico tanto conclamato, ma, allo stato delle cose, non ancora dimostrato.<br />
Il dubbio non appare peregrino se il Ministro degli Esteri e leader della maggioranza parlamentare che, come è noto, è prodigo di esternazioni, dopo aver dichiarato di aver posto fine alla povertà e di aver avuto una buona impressione di Draghi(bontà sua)dopo il recente colloquio, ha ritenuto di dovere rendere noto che l’ipotesi della revoca della concessione non è del tutto tramontata.<br />
Per ora, ad onta dei proclami trionfalistici ,sappiamo soltanto che la definizione economico-finanziaria dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Aspi, tramite aumento di capitale, e l’ingresso di altri investitori tramite l’acquisto di azioni Aspi detenute da Atlantia (alias Benetton) richiede una pluralità di tortuosi passaggi e la predisposizione da parte di Aspi di un Documento Aggiuntivo che definirà anche il nuovo sistema tariffario, senza il quale non è dato attribuire un valore ad Aspi e quindi il prezzo che Cassa Depositi dovrà corrispondere, mentre è ignoto il prezzo della vendita delle azioni Aspi detenute da Atlantia.<br />
Ci chiediamo quali basi e criteri di mercato è stato raggiunto l’accordo; come può affermarsi che è stato realizzato l’interesse dei contribuenti, i veri azionisti di maggioranza, se i numeri sono i grandi assenti e se non è dato conoscere quali siano gli obiettivi di economicità di gestione e se la presenza dominante della Cassa Depositi, che non fa parte della P.A, ponga i programmi e i risultati gestionali al di fuori del controllo e della verifica del Parlamento.<br />
Per il capitalismo populista la nazionalizzazione di un’impresa può ben essere une boite à surprise: essa si fa a prescindere perché è uno scalpo da esibire al popolo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Bozzi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/giuseppe-bozzi-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-bozzi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Bozzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore ordinario, della cattedra di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università per gli studi sociali Guido Carli – LUISS – di Roma. Componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/nazionalizzazione-a-prescindere/">Nazionalizzazione a prescindere</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta il Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 18:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono bastati i tanti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emessi anche in tema di libertà costituzionali in barba alla riserva di legge garantita dalla Costituzione, né le questioni di fiducia poste a ripetizione dal Presidente del Consiglio a nome del Governo, previo &#8220;assenso esplicito&#8221; del Consiglio dei Ministri, per fare pressione, umiliandolo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono bastati i tanti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emessi anche in tema di libertà costituzionali in barba alla riserva di legge garantita dalla Costituzione, né le questioni di fiducia poste a ripetizione dal Presidente del Consiglio a nome del Governo, previo &#8220;assenso esplicito&#8221; del Consiglio dei Ministri, per fare pressione, umiliandolo, sul Parlamento.La deriva illiberale e la cupidigia di potere del Governo dell&#8217;avvocato del popolo si sono nutrite di un altro boccone.<span id="more-2396"></span></p>
<p>In nome della &#8220;flessibilità&#8221;e dell&#8217;urgenza di decidere, nel cosiddetto decreto rilancio è stato incluso l&#8217;art.265 che fa strage del principio cardine delle democrazie liberali secondo cui sono le Camere a deliberare sul bilancio predisposto dal Governo (art.81 della Costituzione).Ora, invece, il Governo (il Ministro dell&#8217;Economia) può con propri decreti sostituirsi al Parlamento.<br />
Il Ministro &#8220;al fine di ottimizzare l&#8217;allocazione delle risorse disponibili&#8221;,può, con provvedimento discrezionale, rimodellare le risorse apportando le occorrenti &#8220;variazioni di bilancio&#8221; senza  darne conto al Parlamento il quale, deliberando sulle risorse spendibili, ha anche deciso quale quota di ciascuna vada destinata a determinati programmi e scopi.<br />
Si è disinvoltamente dimenticato che le scelte del Governo in materia di priorità e di livelli di spesa sono atti di indirizzo politico soggetti come tali storicamente all&#8217;approvazione del Parlamento poiché &#8220;<em>the nation granted the tax,the King enacted the law</em>&#8221; e che il Governo non può individuare e realizzare finalità e misure diverse senza il consenso delle Camere.<br />
Si va sempre più constatando che il Governo e chi lo presiede si considerino il monarca dei nostri tempi in nome di una democrazia &#8220;immediata&#8221;in cui il confronto dialettico delle opinioni e la sintesi politica sono considerati un fastidioso intralcio.<br />
Racconteremo ai nostri nipoti la triste favola che un tempo l&#8217;Italia era una repubblica parlamentare?</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Bozzi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/giuseppe-bozzi-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-bozzi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Bozzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore ordinario, della cattedra di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università per gli studi sociali Guido Carli – LUISS – di Roma. Componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/cera-una-volta-il-parlamento/">C&#8217;era una volta il Parlamento</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La Costituzione non è un optional</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 19:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo con una sorta di “dispotismo paternalistico” ha decretato, ignorando prevalentemente il Parlamento, una sostanziale “dittatura dell’emergenza sanitaria” mediante una concitata e pletorica regolamentazione precettistica, inflessibile, minuziosa nel dispensare proibizioni e divieti, e duramente punitiva perché nutrita della sfiducia verso i cittadini. Di questo armamentario normativo che mira a modellare giuridicamente, con paternalistica determinazione, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo con una sorta di <strong>“dispotismo paternalistico”</strong> ha decretato, ignorando prevalentemente il Parlamento, una sostanziale “dittatura dell’emergenza sanitaria” mediante una concitata e pletorica regolamentazione precettistica, inflessibile, minuziosa nel dispensare proibizioni e divieti, e duramente punitiva perché nutrita della sfiducia verso i cittadini.<br />
Di questo armamentario normativo che mira a modellare giuridicamente, con paternalistica determinazione, i cittadini come se fossero figli minori incapaci di pensare e di determinarsi autonomamente, sulla cui sorte deve vegliare il Governo, l’aspetto più criticabile risiede nella declinazione delle misure che incidono sui diritti di libertà dei cittadini “che non si ammalano né si sospendono”.<span id="more-2296"></span></p>
<p>In uno dei passaggi più difficili, se non drammatici, della storia della nostra Repubblica che avrebbe richiesto come non mai la piena osservanza della Costituzione quale fondamento del nostro sistema di democrazia liberale, stiamo invece assistendo ad una forma di sacralizzazione del potere dell’Esecutivo, alla marginalizzazione del Parlamento, al declino del primato della legge.<br />
Una rilevante compressione e limitazione di fondamentali <strong>diritti di libertà</strong> dei cittadini è stata decisa da una pioggia di decreti emanati con solitaria sollecitudine dal Presidente del Consiglio dei Ministri.<br />
Non si è voluto riconoscere che secondo la Costituzione le libertà fondamentali possono essere incise e limitate soltanto dalla legge, la c.d. ”riserva di legge” formale deliberata dalle Camere, che esclude qualsiasi intervento di fonti non primarie dalla regolamentazione della materia. I costituenti hanno voluto che soltanto la legge fosse lo strumento per vincolare l’azione del potere esecutivo nei confronti delle libertà costituzionali.<br />
Nessuno può negare, quindi, se ci si prende la briga di leggere la Costituzione, l’inidoneità dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri ad intervenire, limitandole, sulle libertà gelosamente tutelate dalla Costituzione poiché i decreti, quali atti sostanzialmente amministrativi, costituiscono una fonte, sicuramente non primaria, e comunque anomala, non contemplata dalla Costituzione, e sono sottratti al vaglio delle Camere e all’esame del Presidente della Repubblica.<br />
Si è ritenuto tuttavia che un’adeguata “copertura legislativa” dei decreti presidenziali potesse essere assicurata dal decreto legge n.6 del 2020, successivamente convertito in legge n.13 del 2020, con il quale il Governo ha “delegato” il presidente del Consiglio ad adottare le misure di contenimento e di contrasto dell’emergenza sanitaria con appositi decreti da esso emessi.<br />
Questa tesi incontra un duplice, concorrente e, a nostro avviso, non superabile né emendabile inciampo: la Costituzione prevede che soltanto il Parlamento possa con una propria legge conferire al Governo la potestà di legiferare “con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato”; la delega al Governo non può essere conferita con atto adottato dal Governo stesso, come dispone anche la legge sull’ordinamento della Presidenza del Consiglio.<br />
Ed invece proprio questo è accaduto: il Governo ha delegato sé stesso a trasformare, in virtu’ di un’insospettabile capacità taumaturgica, atti amministrativi in atti di legislazione primaria con i quali il Presidente del Consiglio ha ritenuto di poter intervenire per tutelare la salute anche sui diritti di libertà e, contemporaneamente, il Governo ha approvato con un suo atto il suo stesso operato.<br />
Questo tortuoso <strong>“modus procedendi”</strong>, che sembra assomigliare meno ad un procedimento legislativo che ad un giuoco di scatole cinesi in cui il grande assente è stato il Parlamento, ha alterato il quadro istituzionale delle fonti normative di rango primario come disegnato dagli artt.70,76 e 77 della Costituzione e la natura stessa della delega legislativa prevista dalla Costituzione che presuppone il “dualismo” tra il Parlamento delegante e il Governo delegato ed ha vanificato lo scudo della riserva di legge che garantisce le libertà costituzionali.<br />
Evidentemente non si pone in dubbio né l’eccezionalità della situazione sanitaria determinata dalla pandemia né il primato della cura della salute, quale diritto del singolo e bene della collettività, per preservare la vita senza la quale nessun diritto è esercitabile, né è in discussione l’urgenza di provvedere con tempestività per adeguare la normativa all’evoluzione della pandemia.<br />
Tuttavia che, come è stato sostenuto, l’emergenza sia essa stessa la fonte del diritto del Governo di autoattribuirsi poteri, non previsti dalla Costituzione, di limitare le libertà fondamentali con atti amministrativi è tesi, prima ancora che opinabile giuridicamente, pericolosa perché l’elasticità del concetto di emergenza ne può favorire abusi da parte di chi intenda recidere le linfe della libertà.<br />
Non è dato sacrificare in nome delle esigenze sanitarie i diritti di libertà senza un ponderato bilanciamento fra diritti egualmente fondamentali che sono in rapporto di reciproca integrazione, bilanciamento che non può che essere compiuto dalle Camere nel rispetto della struttura normativa articolata e gerarchica dettata dalla Costituzione.<br />
Anche in un frangente di eccezionale gravità che impone rapidità ed urgenza di decisioni, come è lo stato di guerra, la Costituzione ha previsto un regime garantista che eviti qualsiasi arbitrio dell’Esecutivo affidandone la deliberazione e la fissazione dei poteri necessari nonché il controllo politico alle assemblee parlamentari.<br />
E’ significativo che le forze politiche di maggioranza con un tardivo sussulto, che non pare azzardato definire freudiano, hanno tentato una parlamentarizzazione dei decreti senza tuttavia superare la delegittimazione del Parlamento e senza sanare il vizio di origine dei decreti che ne inficia la legittimità costituzionale.<br />
Le Camere, in virtù di un emendamento al decreto legge n.19 del 2020, potranno infatti unicamente ascoltare dal Presidente del Consiglio o da un Ministro delegato l’illustrazione del contenuto dei decreti formulando vaghi indirizzi e nemmeno questi quando il Presidente, per ragioni d’urgenza, si presenterà alle Camere a cose fatte dopo l’emanazione e, si suppone, l’esecuzione dei decreti.<br />
È in giuoco la qualità della democrazia se il Governo si libera dei limiti costituzionali perché solo lo stato di diritto e un assetto costituzionale del potere garantiscono le libertà civili del cittadino che non esprimono un individualismo asociale ma, al contrario, sono il presupposto per la dotazione di pari libertà per tutta la collettività.<br />
L’ossequio alla Costituzione, alla centralità del Parlamento, che è il cuore della democrazia rappresentativa, alle leggi che esprimono gli orientamenti e la volontà del corpo elettorale, non sono lo svago innocente di anacronistiche vestali della Carta come affermano spensieratamente coloro che ritengono che la rappresentanza politica sia niente altro che un fastidioso intralcio ai processi decisionali del Governo. La tentazione di fuoriuscire dalla tradizione del costituzionalismo liberale in nome di una privatizzazione della sovranità non è una novità: già circa due secoli e mezzo or sono i costituenti di Filadelfia avevano ammonito che se la Costituzione è soltanto nominale vi è il rischio di scivolare in un “dispotismo elettivo” che soffoca le coscienze e il pensiero.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Bozzi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/giuseppe-bozzi-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-bozzi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Bozzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore ordinario, della cattedra di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università per gli studi sociali Guido Carli – LUISS – di Roma. Componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-costituzione-non-e-un-optional/">La Costituzione non è un optional</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>In nome della “salus populi” si sospendono le garanzie costituzionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 17:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La c.d .”Fase Due” per il contenimento del covid-19 decisa dal Governo segue l’impostazione della Fase precedente. Siamo ancora, con deprecabile continuità, di fronte ad una sorta di “dispotismo amministrativo” che “consente” e “permette” ai cittadini l’esercizio di fondamentali diritti di libertà garantiti dalla Costituzione disegnandone i confini e le modalità di attuazione. E ’stata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La c.d .”Fase Due” per il contenimento del covid-19 decisa dal Governo segue l’impostazione della Fase precedente.<br />
Siamo ancora, con deprecabile continuità, di fronte ad una sorta di “dispotismo amministrativo” che “consente” e “permette” ai cittadini l’esercizio di fondamentali diritti di libertà garantiti dalla Costituzione disegnandone i confini e le modalità di attuazione.<span id="more-2199"></span></p>
<p>E ’stata introdotta   una fitta rete di regole, minuziose, metodiche, intrusive, spesso oscure e contraddittorie, frammentate in una minuziosa casistica, generate da provvedimenti amministrativi che spaziano dagli innumerevoli decreti del Presidente del Consiglio alle non meno numerose ordinanze delle Regioni e dei Comuni, dalle ordinanze commissariali della Protezione Civile, alle circolari esplicative dei Ministeri attraverso le quali è arduo per il cittadino orientarsi anche perché Regioni e Comuni con i propri provvedimenti amministrativi, che hanno il medesimo rango nella gerarchia delle fonti dei decreti  governativi, regolano diversamente le attività, i limiti e i comportamenti imposti dal Governo.<br />
Questo fitto reticolo normativo spazia dall’uso delle mascherine all’intrusione nella sfera personale, pretendendo di regolare le occasioni di socialità, i funerali, le cerimonie religiose, la frequentazione dei parchi pubblici, le ragioni e le necessità degli spostamenti e financo gli incontri con soggetti quali i congiunti che, sfuggendo ad una precisa definizione giuridica, sono individuati in base ad un’eteronoma quanto arbitraria gradazione della stabilità del   legame affettivo.<br />
Quello assunto dal Governo è un “modus operandi” illiberale, con intento pedagogico, paterno e tutelare, ma né mite né benevolo perché, intriso della sfiducia nel civismo dei cittadini, della loro capacità di una partecipazione responsabile e di una consapevole autodeterminazione, è caratterizzato da una bulimia di controllo colpevolizzante, da prescrizioni e sanzioni.<br />
Questo armamentario normativo è l’espressione di un Governo paternalistico, di un virus che può essere letale per la democrazia liberale, che modellando giuridicamente i cittadini, ha lo scopo, paventato già da de Tocqueville, di togliere ai cittadini “anche la fatica di vivere e di pensare”, limitandone l’impiego del libero arbitrio e della volontà.<br />
La coscienza liberale rifiuta che in nome della “salus populi” si sospendano le garanzie costituzionali. La Carta repubblicana non conosce lo stato di emergenza che possa marginalizzare il Parlamento il quale in una democrazia liberale è “lo specchio del popolo”, e “non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali”, come ha avvertito la presidente della Corte Costituzionale.<br />
Invece, ignorando la riserva rinforzata di legge prevista dalla Costituzione, è stata incisa la libertà di circolazione e di soggiorno limitandola selettivamente per categorie di persone e non “in via generale” come prevede la Costituzione ed eguale trattamento è stato riservato alla libertà di riunione, affidando, a nostro avviso indebitamente mediante una delega “extra ordinem&#8221; ad atti amministrativi quali sono i decreti del Presidente del Consiglio non soggetti al vaglio parlamentare, compiti normativi di tipo primario.<br />
I liberali sono consapevoli che il contenuto dei diritti fondamentali come quelli di libertà non è illimitato e non può essere tutelato in termini assoluti potendo essere sottoposto a limiti e bilanciato con altri valori di pari rango. Tuttavia ciò deve avvenire attraverso la complessa struttura normativa articolata e gerarchica dettata dalla Costituzione.<br />
L’ossequio alla Costituzione non è un orpello formalistico ritardante l’adeguamento della disciplina normativa all’andamento della pandemia, come è presentato dalla conformistica “vulgata ” della stampa e degli “esperti” da talk show. La democrazia non può funzionare se non trova nel liberalismo un sistema di regole volte alla protezione costituzionale dei fondamentali diritti di libertà del singolo cittadino che non esprimono un individualismo asociale ma, al contrario, sono il presupposto per la dotazione di pari libertà per tutta la collettività.<br />
IL riemergente sovranismo sposato ad un populismo senza storia e memoria, con un’identità provvisoria e cedevole alle mutevoli suggestioni di immediati vantaggi elettorali, può favorire la degenerazione paternalistica dello Stato consegnando i cittadini, di fronte ad un legislatore onnipotente, ad una condizione di libertà “vigilata” che rischia di divenire la nuova normalità.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Bozzi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/giuseppe-bozzi-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-bozzi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Bozzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore ordinario, della cattedra di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università per gli studi sociali Guido Carli – LUISS – di Roma. Componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/in-nome-della-salus-populi-si-sospendono-le-garanzie-costituzionali/">In nome della “salus populi” si sospendono le garanzie costituzionali</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Un pasticcio poderoso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Bozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 12:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo ha annunciato lapidariamente di aver predisposto con l&#8217;ultima manovra una potenza di fuoco che immette nel sistema economico con la velocità di un colpo di bazooka 400 miliardi. A conferma che in Italia i fatti contano meno della loro rappresentazione, la notizia è stata diffusa dai mezzi di comunicazione di massa con sintesi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo ha annunciato lapidariamente di aver predisposto con l&#8217;ultima manovra una potenza di fuoco che immette nel sistema economico con la velocità di un colpo di bazooka 400 miliardi.<br />
A conferma che in Italia i fatti contano meno della loro rappresentazione, la notizia è stata diffusa dai mezzi di comunicazione di massa con sintesi equivoche e ingannevoli che hanno indotto i più a credere che lo Stato corrisponderà questa somma &#8220;poderosa&#8221;direttamente alle imprese.<span id="more-2129"></span></p>
<p>La verità è che lo Stato presta solo una garanzia alle banche affinché queste, tramite la Sace e con il controllo del Ministero dell&#8217;Economia, prestino i 400 miliardi alle imprese.<br />
E&#8217; un sistema di finanziamento che farà arrivare il pubblico danaro alle imprese non direttamente, ma a seguito dell&#8217;esaurimento di più&#8217; passaggi burocratici e di rigidi controlli che ne ritarderanno la realizzazione e ne diminuiranno la consistenza senza contare i rischi di clientelismo e di corruzione.<br />
Sparare denaro pubblico in questo modo non sembra utile a fare ripartire l&#8217;economia se finalizzato alla sola sopravvivenza delle imprese e non a sostenere piani industriali e progetti d&#8217;investimenti che assicurino alle imprese un flusso di ricavi in un dato periodo e un profitto quale compenso per l&#8217;attività imprenditoriale. Altrimenti il sistema imprenditoriale si caricherà soltanto di debiti che dovranno essere pagati in un tempo troppo breve e, se le banche sono sicure di rientrare dei prestiti grazie alla garanzia dello Stato, questo, chiamato a sborsare &#8220;a prima domanda&#8221;,potrà agire in regresso sulle imprese indebitate.<br />
Ci sembra che il Governo abbia combinato un pasticcio tra solidarismo catto-comunista e assistenzialismo pauperista grillino.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Bozzi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/giuseppe-bozzi-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-bozzi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Bozzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore ordinario, della cattedra di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università per gli studi sociali Guido Carli – LUISS – di Roma. Componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/un-pasticcio-poderoso/">Un pasticcio poderoso</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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