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	<title>brigate rosse Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>brigate rosse Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Aldo Moro e il dolore del Paese dopo 44 anni. “La politica dell’attenzione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 12:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro: fu Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Rapito e assassinato dalle Brigate Rosse, appunto, prima del suo ritrovamento in Via Caetani a Roma. Nato nel 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Padre costituente, docente universitario e fondatore del partito della Democrazia cristiana di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro: fu Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Rapito e assassinato dalle Brigate Rosse, appunto, prima del suo ritrovamento in Via Caetani a Roma.<br />
Nato nel 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Padre costituente, docente universitario e fondatore del partito della Democrazia cristiana di cui è stato anche presidente.<br />
A 44 anni dalla scomparsa dell’illustre Moro ci si deve domandare se il nostro Paese oltre ad esser rimasto orfano di un padre della Repubblica (in senso costituzionale), sia rimasto altresì orfano di un padre politico a prescindere dal connotato partitico espresso in vita.<br />
La domanda, in buona sostanza, si indirizza su un piano di trasversalità nel senso più orizzontale della dignità dei c.d. partiti e della coscienza politica (a prescindere se maturata o meno) di ognuno di noi.<br />
Non a caso si usa il termine trasversalità per tradurre meglio il concetto per cui Aldo Moro è di tutti, di tutto il Paese, di tutte le culture politiche (socialisti, liberali, ecc.).<br />
Tra le tante massime, discorsi, ragionamenti e scelte di Moro ci sono tre aneddoti che ricordare oggi, con dovuto rispetto, sarebbero la rappresentazione pratica di come esista un seme della “riqualificazione” politica, laddove, con quest’ultima parola si vuole ispirare al tema della partecipazione al processo democratico con l’attenzione dell’appassionato e, al contempo, del caritatevole.<br />
Riqualificare, invece del “rinnovare” (termine abusato nel tempo per suscitare clamore elettorale), è in sé un vero e proprio principio-fine di quell’aspetto continuamente e ciclicamente programmatico a cui deve attendere la politica se davvero si tiene conto del ruolo costituzionale dei partiti.<br />
L’insegnamento profondo, umano e di filosofia politica, che Moro ci ha donato con la sua testimonianza porta, quindi, un frutto che ritroviamo nell’art. 49 della Costituzione. “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”; questo recita l’articolo della nostra Carta fondamentale in questione.<br />
Attore principale: il cittadino, la persona. Ha diritto di associarsi liberamente. In cosa? In partiti. Elemento strutturale ed imprescindibile della partecipazione. Perché? Perché seppure il partito è “una parte” deve tendere all’universale e cioè a quanto più largamente condivisibile con le altre parti. Con che metodo?<br />
Concorrendo in maniera democratica. È qualcosa di incredibile questo principio perché implica che la politica debba essere vigile, sensibile, attenta al popolo e a come si esprime verso quest’ultimo.<br />
L’idea di Moro, solcando il terreno dell’articolo 49 su riportato, era proprio su quel binario dell’attenzione.<br />
Egli non si preoccupava, però, di fare attenzione a sé stesso. D’altronde il rapimento ad opera delle Brigate Rosse avvenne per l’eccessivo senso di normalità di Moro. Un senso profondo di parità con il prossimo che lo portò a sognare un Paese quanto più orientato ai Governi strutturali (cioè quelli che, pur nelle diversità e nelle differenze, rasserenano il Paese).<br />
È così che in un celebre discorso durante il primo congresso della Democrazia cristiana pugliese, il 15 giugno 1969 a Bari, illustrò quale fosse l’idea della riqualificazione politica, costante e ciclica, mediante la strategia dell’attenzione: opera dell’Uomo politico che include ascolto e soprattutto silenzio. Riflessione.<br />
Cos’è, allora, la strategia dell’attenzione?</p>
<p>È “ispirazione” che, stando alle parole del discorso nel sessantanove, tende ad inventare un nuovo rapporto con la società. Il seme moroteo, d’altronde, fu questo: “dobbiamo inventare un nuovo collegamento umano, dobbiamo trovare delle soluzioni tecniche ai grandi problemi di giustizia per il Mezzogiorno, di giustizia per le categorie sociali che sono ai margini ancora; dobbiamo trovare soluzioni, ma dobbiamo trovare soprattutto un modo di collegamento umano, creare una fiducia per stabilire con un equilibrio nuovo tra sociale e politico, un nuovo equilibrio politico, un novo assetto della società italiana”.<br />
Come far crescere la pianta dell’attenzione?<br />
Tre momenti di innaffiamento: consapevolezza difronte alla realtà sociale e politica nel suo complesso; rinuncia ad una posizione passiva e cioè alla difesa pure e semplice del potere; prontezza a cogliere i segni dei tempi.<br />
Ecco perché, per Moro, la “vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie”; una libertà che per validarsi dinanzi alla vita reale ha bisogno di rifarsi alla partecipazione.<br />
Quella che solo la dignità di partiti in costante ricerca di riqualificazione può concorrere a costruire allontanando i populismi e rinfrescando l’essenza popolare.<br />
La democrazia non è sinonimo di debolezza benché, spesso, si voglia indebolirla come accaduto, ad esempio, con l’uccisione del grande Aldo Moro.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/aldo-moro-e-il-dolore-del-paese-dopo-44-anni-la-politica-dellattenzione/">Aldo Moro e il dolore del Paese dopo 44 anni. “La politica dell’attenzione”</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Ci hanno negato la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 20:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[brigate rosse]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sono stati arrestati in Francia 7 terroristi italiani dell’area della sinistra, colpevoli di fatti di sangue compiuti in Italia, nei tragici “anni di piombo”. Scappati in Francia, sul finire degli anni ottanta, quando i vari movimenti terroristici italiani erano stati sgominati dalle massicce retate delle forze dell’ordine. In Francia avevano trovato l’accoglienza del presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono stati arrestati in Francia 7 terroristi italiani dell’area della sinistra, colpevoli di fatti di sangue compiuti in Italia, nei tragici “anni di piombo”.</p>
<p>Scappati in Francia, sul finire degli anni ottanta, quando i vari movimenti terroristici italiani erano stati sgominati dalle massicce retate delle forze dell’ordine.</p>
<p>In Francia avevano trovato l’accoglienza del presidente Mitterand che ha permesso consciamente a persone, colpevoli di efferati omicidi, di continuare a vivere liberamente la loro gioventù, dimentico del sangue che avevano fatto scorrere.</p>
<p>Sono passati più di trentanni da quel momento storico così tragico e difficile per il nostro paese, ed in tutto questo tempo non si è riuscito nell’intento di compiere l’opera di giustizia nei confronti delle vittime e dei loro parenti.</p>
<p>Si è negata alla giustizia italiana di portare nelle patrie galere dei criminali, condannati in contumacia, a pene pesantissime tra cui anche l’ergastolo.</p>
<p>Ed allora mi domando:</p>
<p>possibile che in tutti questi anni non siamo riusciti a far valere il diritto, negando alla giustizia di punire i colpevoli?</p>
<p>La Francia non è certamente il paese europeo rifugio dei criminali, anche lì sono in vigore i trattati internazionali di estradizione, ed allora perché hanno atteso fino ad oggi, per dare corso alla giustizia?</p>
<p>Mi viene il sospetto che allora probabilmente “qualcuno” nel nostro paese non ha fatto il proprio dovere fino in fondo per reclamare il diritto alla giustizia.</p>
<p>I modi ed i tempi si sarebbero sicuramente trovati per piegare la Francia a compiere il suo dovere legale.</p>
<p>Il terrorismo aveva, prima di aver alzato troppo il tiro, con il rapimento Moro, connivenze e coperture forti nel mondo del PCI e soprattutto nei partitini dell’estrema sinistra.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che la tecnica dello stragismo, del colpire a casaccio uomini di poco conto nel regime fascista, fu utilizzata quasi esclusivamente dal PCI, durante la Resistenza, per fiaccare il morale della Repubblica Sociale Italiana.<br />
Molti comunisti rimasero sicuramente delusi, alla fine della guerra, dopo che Palmiro Togliatti, con la svolta di Salerno del 1944, ripudiò la via della rivoluzione proletaria, entrando nel governo di unità nazionale.<br />
La rivoluzione proletaria per cui molti comunisti avevano guerreggiato nelle brigate garibaldine o come gap era per loro rimasto solo un sogno.</p>
<p>Quel folle sogno rivoluzionario che dal 1969 al 1988 ha insanguinato le nostre strade ed ha fatto perdere la vita a 370 persone, nella maggior parte dei casi uomini delle forze dell’ordine, ha molto di simile con il gappismo resistenziale.</p>
<p>Si è parlato tanto in quegli anni di “cattivi maestri” ed oggi sono più che mai convinto che andavano cercati tra i delusi della mancata rivoluzione proletaria del 1945.</p>
<p>Un organizzazione militare come quella delle “Brigate Rosse” o di “Prima Linea” aveva bisogno di ingenti risorse economiche per sostenersi.<br />
Sono sicuro che le rapine non potessero permettere tale finanziamento, oltre all’enorme rischio, in termini di vite umane che comportavano.<br />
Per cui è facilmente intuibile che ingenti fondi monetari provenissero da chi appoggiava la lotta armata, permettendone il mantenimento logistico.</p>
<p>Lo stesso dicasi per la latitanza di circa duecento terroristi fuoriusciti in Francia che forse ad un certo punto e per un periodo piuttosto lungo era meglio non far più rientrare in Italia, per le troppe verità scomode che si portavano dietro.</p>
<p>La domanda però che rimane forte è: perché adesso, perché in questo momento?</p>
<p>Che cosa è cambiato in Francia ed in Italia che ha permesso lo sblocco di questa situazione di giustizia negata?</p>
<p>Forse tra qualche decennio gli storici potranno dare una risposta a questa domanda.</p>
<p>Nel frattempo rimane una profonda amarezza per questi arresti di vecchi terroristi che non soddisfa nessuno.<br />
Come dice bene il figlio del commissario Calabresi, Mario Calabresi: «Come mia madre e i miei fratelli, non riesco a provare alcuna soddisfazione. L’idea che un uomo anziano e molto malato vada in galera non è di alcun risarcimento per noi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/ci-hanno-negato-la-giustizia/">Ci hanno negato la giustizia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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