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	<title>chiesa Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>chiesa Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Fine vita e Dj Fabo: la Chiesa perde il pelo ma non il vizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Adile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 19:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 Settembre 2019, la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’aiuto al suicidio, ritenendo, in attesa di un indispensabile intervento del legislatore &#8220;non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile”. La [&#8230;]</p>
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<p>Il 25 Settembre 2019, la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’aiuto al suicidio, ritenendo, in attesa di un indispensabile intervento del legislatore &#8220;non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile”.</p>

<span id="more-1951"></span>


<p>La decisione riguarda la vicenda di Fabiano Antoniani, conosciuto come Dj Fabo, accompagnato da Marco Cappato, esponente radicale nonché membro dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, in una clinica in Svizzera il 28 Febbraio 2017, dove il Dj decise di morire mediante suicidio assistito.</p>



<p>Il giorno dopo, lo stesso Cappato venne indagato per aiuto al suicidio, reato previsto dall’articolo 580 del codice penale, in seguito all’autodenuncia ai carabinieri.</p>



<p>La sentenza della Consulta ha creato uno storico precedente, mettendo ancora una volta pressione sul Parlamento affinché legiferi in materia di eutanasia e suicidio assistito. </p>



<p>Prevedibile quanto oscena la reazione del mondo cattolico. Monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha blaterato di “cultura della morte”, invitando i medici all’obiezione di coscienza poiché “il medico esiste per curare le vite, non per interromperle”. Immediata la risposta dei medici obiettori. L’Amci, l’associazione medici cattolici italiani, ha reso noto che ci sono “almeno 4mila medici cattolici pronti a fare obiezione di coscienza” nel caso il Parlamento “legiferasse a favore del suicidio medicalmente assistito”.</p>



<p>Luciano Cadelano, chirurgo del policlinico Umberto I di Roma, sostiene che “tra il 75 e l&#8217;80 per cento dei colleghi diranno no per questioni morali, ideologiche e religiose ma soprattutto perché non vorranno essere additati come i dottor Morte”, confermando, difatti, le minacce avanzate dall’Amci.</p>



<p>In effetti, il nostro Paese è da tempo abituato alle reazioni scomposte e anti-democratiche della Chiesa cattolica di fronte a ogni tentativo di apertura a tematiche etico-sociali di vario genere. </p>



<p>Si pensi, rimanendo in tema eutanasia, a Piergiorgio Welby, giornalista e attivista italiano, affetto da distrofia muscolare dall’età di 16 anni e dal 1997 attaccato a un respiratore automatico, morto il 20 Dicembre 2006 tramite interruzione della respirazione assistita e previa somministrazione di sedativi. In quel caso, il Vicariato di Roma negò a Welby i funerali mediante rito religioso, richiesti dalla moglie cattolica Mina Welby, poiché morto suicida. La stessa Chiesa che non batté ciglio quando si trattò di celebrare le esequie di Vittorio Casamonica, il boss “Re di Roma”, la cui salma fu accompagnata da cavalli, Rolls-Royce, elicottero e musica del padrino.</p>



<p>Se, da un lato, a mafiosi e dittatori viene riconosciuto il diritto di riposare in pace e di morire nel proprio letto (si ricordi il “Grande” Giovanni Paolo II il quale, nel 1999, quando Pinochet venne arrestato in Gran Bretagna per essere estradato in Spagna, scrisse una lettera di solidarietà volta a esercitare pressioni sulle autorità inglesi al fine di bloccare l’estradizione), dall’altro, chi è costretto a “vivere” una vita confinato in un letto d’ospedale attaccato a una macchina, chi decide di mettere fine alle proprie sofferenze poichè impossibilitato a camminare, sorridere, muovere le mani o parlare, è destinato, secondo l’umanissima Chiesa cattolica, alla dannazione eterna, generando forti dubbi circa gli strani meccanismi che regolano questa singolare giustizia divina.</p>



<p>E la politica? Già, la politica. Il Primo Ministro Conte, l’elegante e raffinato centrista con il fazzoletto da taschino a tre punte, burattino diventato uomo, come Pinocchio, dubita che esista un diritto alla morte, intervenendo “da giurista e da cattolico”. Vabbè, potremmo dire, il premier Conte non è né di destra né di sinistra, pertanto cerca di accontentare tutti, cattolici inclusi.</p>



<p>E la sinistra? Già, la sinistra. Il Partito Democratico, sedicente soggetto politico di centro-sinistra, dunque difensore (almeno sulla carta) del laicismo e del principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione italiana, ha di recente accolto a braccia aperte Beatrice Lorenzin, politica contraria ai matrimoni omosessuali, alle adozioni gay, alla fecondazione assistita, all’utero in affitto e alla pillola abortiva presso i consultori. Inoltre, da Ministro della Salute, la Lorenzin permise ai medici di applicare l’obiezione di coscienza sul testamento biologico. Alla luce di tutto questo, cosa ci fa Beatrice Lorenzin in un partito di centro-sinistra?</p>



<p>Ancora più imbarazzante è stato il post su Facebook dello stesso Partito Democratico all’indomani della presentazione di benvenuto della Lorenzin, il quale ha fatto riferimento a un non meglio precisato “cattolicesimo democratico” su cui “costruire un partito aperto, plurale”.</p>



<p>In ogni caso, è quantomeno lecito ritenere che, se a un certo punto della storia politica italiana, Beatrice Lorenzin e Laura Boldrini, la prima agnello di Dio partorito dal conservatorismo di destra, la seconda pasdaran femminista nonché fiore all’occhiello di certi socialisti democratici, si ritrovano all’interno dello stesso partito, probabilmente quel partito non ha più senso di esistere.</p>



<p>Il caso Dj Fabo ha permesso di ricordarci, ancora una volta, il vero volto della Chiesa cattolica: conservatore, oscurantista, moralista e profondamente autoritario. </p>



<p>Decenni di secolarismo, iniziato oltre duecento anni fa con la rivoluzione illuminista, hanno permesso di circoscrivere e marginalizzare il potere Vaticano ma, evidentemente, non è bastato: la Chiesa perde il pelo ma non il vizio. E no, non esiste nessun “cattolicesimo democratico”.</p>


<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Francesco Adile" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/02/francesco-adile-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/francesco-adile/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco Adile</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/fine-vita-e-dj-fabo-la-chiesa-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio/">Fine vita e Dj Fabo: la Chiesa perde il pelo ma non il vizio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>L’avanzata dei cristiani radicalisti in politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Adile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 20:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’onda nera della destra reazionaria e conservatrice ha investito intere sacche geografiche del globo, dall’Est Europa fino al Brasile, passando per il Belpaese. Orde di nazionalisti hanno invaso strade e parlamenti, avanzando imperterriti al grido di “Dio, Patria, Famiglia”. Nell’epoca del grande sonno socialdemocratico, di una sinistra che si guarda l’ombelico e di un Liberalismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’onda nera</strong> della destra reazionaria e conservatrice ha investito intere sacche geografiche del globo, dall’Est Europa fino al Brasile, passando per il Belpaese. Orde di nazionalisti hanno invaso strade e parlamenti, avanzando imperterriti al grido di “<strong>Dio, Patria, Famiglia</strong>”.</p>
<p>Nell’epoca del grande sonno socialdemocratico, di una sinistra che si guarda l’ombelico e di un Liberalismo che esiste e resiste ma non si sente troppo bene, un elemento salta prepotentemente agli occhi degli osservatori politici: il <strong>ritorno in auge del radicalismo cristiano.</strong></p>
<p>Che siano cattolici, ortodossi o protestanti, i Timorati di Dio sono tornati protagonisti della scena politica internazionale, dopo decenni di Secolarismo e Laicità dello Stato che sembravano aver ammansito certe spinte integraliste.</p>
<p><span id="more-1899"></span></p>
<p>Qui di seguito, in particolare, racconteremo le gesta benedette dei “Big Four” di Nostro Signore che hanno dichiarato guerra all’Ordine Liberale, sfidando laici e laicisti di destra e sinistra.</p>
<p><strong>UNITI PER DIO, CHI VINCER CI PUO’? </strong>Iniziamo in casa nostra, terra vaticana e democristiana, oramai feudo indiscusso del popolarissimo (quasi ex) ministro a petto nudo Matteo Salvini, campione nei sondaggi elettorali e nelle spiagge nazional-popolari delle coste italiche. Nel giorno del voto alla Camera sul Decreto Sicurezza bis, provvedimento di dubbia costituzionalità che criminalizza il salvataggio in mare di migranti (persone), il <strong>Capitano ha parlato di “bel regalo nel giorno del compleanno della Vergine Maria</strong>”. Lo stesso Salvini che, durante la conferenza stampa post-elezioni europee, ha <strong>sbaciucchiato un crocifisso</strong> affidando al Cuore Immacolato di Maria “il futuro e il destino di un Paese e di un continente”.</p>
<p>Lo stesso Salvini che, nel Febbraio del 2018, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 Marzo, durante un comizio in Piazza Duomo a Milano, “giurò” sulla Costituzione e <strong>sul Vangelo</strong> mentre brandiva un rosario.<br />
Per ultimo, la sera del 5 Agosto, il numero uno leghista ha celebrato il compleanno di “Maria Santissima” postando sul suo profilo Twitter un’immagine della Madonna, augurando così una “serena notte” ai suoi follower. Nessuno mai si era spinto così lontano, nemmeno ai tempi dei baciapile genuflessi che costellavano l’universo eterogeneo della Balena bianca.</p>
<p>Il Leader della Lega sta chiaramente e spudoratamente <strong>ammiccando all’area più estrema e reazionaria della Chiesa</strong>, rivolgendosi a coloro che mischiano Fascismo e Cristianesimo, Sovranismo e Oscurantismo religioso, ultrà della cristianità che non risparmiano nemmeno Sua Santità Pop Papa Bergoglio, descritto dai pasdaran in odor d’incenso come una specie di comunista alla Santa Sede. E fa nulla che il Ministro dell’Interno abbia subito l’onta della scomunica da nientepopòdimenoche Famiglia Cristiana, il celebre settimanale di ispirazione cattolica, la quale ha dedicato al Capitano la copertina del 26 Luglio 2018 con un eloquente (quanto deliziosamente ironico) “Vade Retro Salvini”, al fine di condannare le parole d’odio e disprezzo nei confronti dei migranti che spesso hanno caratterizzato (e continuano a caratterizzare) la dialettica politica del capo del Viminale.</p>
<p>I cattolici moderati appaiono oramai, almeno agli occhi di Salvini, una minoranza che in cabina elettorale, semplicemente, non paga, o al limite, per i meno pessimisti, una maggioranza silenziosa.</p>
<p><strong>SUL BEL DANUBIO BLU</strong>. Approdiamo in Ungheria, alla corte di <strong>Viktor Orban</strong>, compagno di merende di Matteo Salvini e principale teorico della “democrazia illiberale”. Orban è il padre della nuova Costituzione ungherese, approvata dal parlamento di Budapest nel Marzo del 2013, che ha ufficializzato la centralità della religione cattolica nel paese dei magiari.</p>
<p>Oltre a limitazioni dei poteri della Corte Costituzionale, della libertà di espressione e di opinione, oltre al divieto di dibattiti elettorali su radio e tv private e alla criminalizzazione dei senzatetto che dormono in strada, la riforma costituzionale prevede la protezione della vita del feto fin dal concepimento, l’impossibilità per le coppie non sposate, senza figli o omosessuali di avere la definizione di famiglia (godendo, pertanto, di meno diritti e agevolazioni rispetto alle coppie eterosessuali con figli), nonché un riferimento iniziale a Dio e alle radici cristiane del Vecchio Continente. Una vera e propria rivoluzione bianca in un paese in cui, probabilmente a causa di vecchi strascichi del periodo comunista, il 15% circa della popolazione si dichiara laica o atea.</p>
<p>Per ultimo, nel Febbraio 2019, il Premier ungherese ha varato un pacchetto di provvedimenti consistenti in sgravi fiscali e sussidi a vantaggio delle giovani coppie al fine di combattere “l’invasione musulmana” favorendo la nascita di “più bambini ungheresi e in generale più bambini europei cristiani”. Solo così, secondo Orban, si potrà garantire “la sopravvivenza dell’Occidente”.</p>
<p><strong>L’ORSO INDOMITO. Vladimir Putin</strong> è sicuramente il maggior esponente di questo Nuovo Ordine Illiberale, Leader Maximo dell’Internazionale Sovranista (sempre che ne esista una), il Lenin del nazionalismo destroide, tanto per citare un altro Vladimir che calpestò le terre di Russia circa cento anni fa.</p>
<p>Nel Gennaio del 2018, lo Zar si fece riprendere mentre si immergeva nelle gelide acque del lago Seliger, durante le celebrazioni della festa ortodossa dell’Epifania al monastero di Nilov a Ostashkov, a circa 370 chilometri a nord di Mosca, una pratica che ricorda il battesimo di Gesù Cristo da parte di San Giovanni Battista nel fiume Giordano.</p>
<p>Ancor più interessanti sono le dichiarazioni di Luglio 2018 dell’ex agente del KGB, durante l’anniversario dei 1130 anni dal battesimo del principe Vladimir il Grande nelle acque del fiume Dnepr. Di fronte a pezzi grossi della Chiesa ortodossa, il sovrano di Russia ha sottolineato con forza le <strong>radici cristiane dell’identità russa</strong>, descrivendo la conversione al cristianesimo come la vera “nascita spirituale” che ha guidato la Russia nella sua “missione nel mondo”.</p>
<p>E che dire del commovente aneddoto del <strong>battesimo di Putin</strong>, avvenuto di nascosto nel 1952 nella cattedrale di San Pietroburgo per volere della madre, moglie di un rigido e ateo funzionario del Partito Comunista, contrario per ovvi motivi al battesimo del piccolo Vladimir. Aneddoto ricordato dallo stesso Putin, ai microfoni di una calca di cronisti, durante la <strong>messa di mezzanotte del Natale ortodosso</strong>, nel Dicembre del 2011, proprio nella cattedrale di San Pietroburgo. Un uomo di Dio al comando di una super-potenza.</p>
<p><strong>IL DEMONE VERDEORO</strong>. Concludiamo il nostro giro panoramico cristiano-sovranista nel Brasile di <strong>Jair Bolsonaro</strong>, eletto presidente nell’Ottobre del 2018 con il 55,13% dei voti. A nove mesi dalla sua elezione, il paese della Samba e del carnevale è colpito dalla crescita della disoccupazione, dai tagli a istruzione e sanità pubbliche e dal disboscamento della foresta amazzonica, quest’ultima utile a sottolineare quanto le politiche anti-ambiente dell’ex militare rappresentino un vero e proprio cancro ai polmoni del pianeta Terra. Un “flagello di Dio”, come definito da Daniele Mastrogiacomo in un lucidissimo articolo pubblicato da L’Espresso del 21 Luglio 2019.</p>
<p>Ma come descrivere il rapporto tra Bolsonaro e religione? “Idilliaco” sarebbe il termine giusto, come chiaramente confermato dallo slogan che ha accompagnato l’ascesa politica dell’ex capitano dell’esercito, ovvero “Il brasile al di sopra di tutto, Dio al di sopra di tutti”.</p>
<p>Anti-abortista, anti-gay e contrario all’ideologia del gender, Bolsonaro si definì “una minaccia per chi vuole distruggere i valori della famiglia” (qualunque essi siano). Grazie alle sue spinte fondamentaliste, il “Trump brasiliano” ha ricevuto l’appoggio delle chiese evangeliche del Paese, le quali rappresentano il 29% della popolazione. Un’alleanza strategica che ha contribuito alla vittoria politica di Bolsonaro, che ha potuto così conquistare il Palazzo del Planalto.</p>
<p><strong>I crociati del terzo millennio</strong> stanno conducendo una guerra santa, senza esclusione di colpi, contro i “traditori della patria e della fede”, i senza-Dio del Progressismo, mentre esponenti politici liberali e moderati, democratici e riformisti, rimangono semplicemente a guardare, come l’asino dell’orwelliana fattoria degli animali, metafora degli intellettuali pessimisti russi, inermi di fronte alle degenerazioni dello Stalinismo. <strong>Che Dio ci assista</strong>.</p>
<p>Articolo pubblicato anche sul quotidiano online di Messina &#8220;Tempostretto&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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