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	<title>economia europea Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>economia europea Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Europa oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 13:29:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’allargamento a 27 l’Unione Europea si caratterizza per una aggregazione di stati molto eterogenei per lingua, storia, costumi, economia e obiettivi. Può essere considerata zona di libero scambio di merci, servizi, capitali e lavoro. Grazie alla BCE ha una moneta comune che costringe i 19 stati aderenti a una regola ortodossa di condotta monetaria. [&#8230;]</p>
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<div>Dopo l’allargamento a 27 l’Unione Europea si caratterizza per una aggregazione di stati molto eterogenei per lingua, storia, costumi, economia e obiettivi. Può essere considerata zona di libero scambio di merci, servizi, capitali e lavoro. Grazie alla BCE ha una moneta comune che costringe i 19 stati aderenti a una regola ortodossa di condotta monetaria. Non riesco a vedere negli ultimi anni nuovi elementi di integrazione.</div>
<div>Lo sforzo fatto, in occasione della pandemia, nella ricerca dei vaccini e nella messa a disposizione, a favore degli stati in difficoltà tra i quali il nostro, di fondi con prestiti europei sembra chiudersi nel più che commendevole solidarismo, ma non mi pare raggiunga un significato politico.</div>
<div>Gli obiettivi dei 27 sono molto diversi. A est gli stati cercano anzitutto una protezione, che in particolare richiedono agli Stati Uniti e alla Nato, contro lo storico nemico, temuto invasore, la Russia; l’Europa offre a questi stati la possibilità di ottenere contributi economici e uno sbocco per i propri lavoratori in cerca di occupazione. Usciti dalla gabbia dell’Unione Sovietica, i paesi dell’est non vogliono interferenze nelle loro decisioni sovrane e hanno per lo più rifiutato l’unione monetaria.</div>
<div>All’ovest abbiamo grosso modo due posizioni. Una è quella dei paesi del nord (germano/scandinavi), che si presentano con un welfare diffuso e obiettivi di conservazione delle condizioni di vita raggiunte, della stabilità monetaria. Si possono qualificare per un pacifico capitalismo a mezza strada tra tra liberalismo e socialdemocrazia.</div>
<div>La seconda è quella dei paesi mediterranei/latini. Pur non caratterizzandosi questi paesi per una elevata concentrazione di reddito e ricchezza, i loro obiettivi ideali sono quelli della redistribuzione, sia tra stati più ricchi (del nord) e stati più poveri (del sud) nonché all’interno degli stati. Meno bene è vista la redistribuzione che grazie alla globalizzazione andava a vantaggio degli stati extraeuropei. In questi paesi politica monetaria e politica fiscale vengono visti con la finalità di redistribuire reddito e ricchezza più che di creare occupazione. Quindi l’inflazione può essere auspicata anche a livelli significativi e il debito pubblico in crescita viene monetizzato dalla banca centrale.</div>
<div>In questo quadro di divaricanti obiettivi politici ed economici bene sopravvivono le classi partitiche dei diversi paesi, che dai contrasti tra stati e Unione trovano ragione di esistere e prosperare. È quindi difficile immaginare una classe politica che riesumi il pensiero di Adenauer, De Gasperi, Monnet per dare una costruzione politica al continente. A ciò non mi sembra possa indurre la creazione di particolari nemici esterni (Russia e Cina), che possono essere visti come rivali dagli Stati Uniti, ma che in Europa scuotono gli animi dei soli paesi dell’est. In questi termini si possono anche spiegare le esitazioni della Merkel, l’unica leader in grado di esprimere una spinta verso una unione politica, che è stata sicuramente intimorita dal rischio che nella stessa Unione il suo paese fosse indotto a una politica estera di ostilità nei confronti dei paesi euro/asiatici e ad una politica economica esposta alle brame di sussidi dei paesi del sud. Ha concluso che per i tedeschi era preferibile lasciare le cose come stanno. Peccato.</div>
</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
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		<title>La sveglia è squillata a Karlsruhe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 16:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[corte di giustizia europea]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[economia europea]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sentenza della Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe emessa il 5 maggio sugli acquisti di titoli di stato effettuati del 2015 dalla BCE (il famoso Quantitative Easing introdotto da Draghi anni fa), ha come ovvio un forte impatto in Germania. Ma soprattutto è una sveglia per i sogni di quegli europeisti di facciata che, da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza della <strong>Corte Costituzionale tedesca</strong> di Karlsruhe emessa il 5 maggio sugli acquisti di titoli di stato effettuati del 2015 dalla BCE (il famoso Quantitative Easing introdotto da Draghi anni fa), ha come ovvio un forte impatto in Germania. Ma soprattutto è una sveglia per i sogni di quegli europeisti di facciata che, da decenni, vanno illudendo gli europei col dire che l’UE avrebbe una struttura costituzionale ad oggi inesistente. <span id="more-2239"></span></p>
<p>Infatti, al di là delle considerazioni di stretto ambito economico, la Corte Costituzionale tedesca ha sancito che in Germania spetta al Governo e al Parlamento verificare (sotto il definitivo giudizio che essa ne darà) se la BCE ha ben calcolato le conseguenze sul sistema degli acquisti che decide. Lo ha sancito dando alla BCE tre mesi di tempo per esplicitare il tipo di calcolo fatto e renderlo valutabile.</p>
<p>La sentenza di Karlsruhe qualche giorno dopo ha trovato una chiara conferma in un Comunicato Stampa della <strong>Corte di Giustizia UE (CURIA)</strong> . Sentendosi chiamata in causa perché accusata di non avere adeguatamente valutato la medesima materia in un giudizio del 2018, la CURIA ha proclamato di essere l’unica competente a constatare se un atto di un’istituzione dell’Unione sia contrario al diritto dell’Unione. Trascurando, in apparenza, che la critica della Corte di Karlsruhe è dal punto di vista del diritto tedesco. </p>
<p>Posto che, per un organo di un tale livello, sarebbe gravissimo non essersene resa conto, ciò testimonia un altro genere di errore. Ai massimi gradi dell’<strong>UE</strong> ci si è davvero convinti   che gli Stati membri siano obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell’UE. Solo che questo obbligo non c’è nelle decisioni costitutive assunte in tanti anni dai membri della CEE e poi dell’UE. E principalmente non c’è perché, da Maastricht (1992) in poi, si è scelta la frenesia del compiere atti analoghi a quelli fatti dagli Stati di una volta. Ai tempi in cui o le Costituzioni non c’erano proprio oppure erano concesse dalla magnanimità del Capo. Il voto dei cittadini non era previsto. Come non è stato davvero previsto nella frenesia UE dei decenni del dopo Maastricht. La sentenza di Karlsruhe ha detto basta e messo all’angolo gli europeisti di facciata.</p>
<p>‪L&#8217;UE o riprende ad essere una costruzione modellata sulla maturazione culturale dei cittadini europei e sulle loro conseguenti decisioni oppure diviene la solita ripetizione degli Stati quali sono esistiti nei secoli, quando contavano solo la forza e il potere. Il diritto europeo sovranazionale oggi non esiste, è solo un&#8217;invenzione delle elites che governano con le scorciatoie, nascondendo la realtà ai cittadini. La sentenza di Karlsruhe può servire a mettere tutti i 27 di fronte alla scelta ineludibile di cessare di fare i sudditi dediti al sogno e all&#8217;ossequio a quello che vogliono tutte le varie istituzioni elitarie che nessuno davvero elegge. ‬‬</p>
<p>Ed oggi, dopo l&#8217;evento Covid19, va preteso di adottare un criterio per cui ognuno dovrà contribuire alla libertà degli altri, in quanto le libertà sono materialmente interdipendenti seppur nella rispettiva autonomia. Per ottenere ciò occorre il tempo per far maturare la consapevolezza civile ed il lavoro politico culturale per esprimere di continuo una paziente determinazione. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/">La sveglia è squillata a Karlsruhe</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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