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	<title>gabriele iuvinale Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>gabriele iuvinale Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Maggiori servizi e minori spese: la fusione dei Comuni è l&#8217;arma vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2021 21:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fenomeno delle fusioni dei comuni è in costante crescita negli ultimi anni, soprattutto nell’Italia settentrionale. Le ragioni di ciò sono state ben documentate in un recente studio pubblicato dal Ministero dell&#8217;Interno. Il processo di aggregazione genera una significativa flessione della spesa corrente (quindi, una maggiore capacità di spesa da destinare ai servizi per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/maggiori-servizi-e-minori-spese-la-fusione-dei-comuni-e-larma-vincente/">Maggiori servizi e minori spese: la fusione dei Comuni è l&#8217;arma vincente</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno delle fusioni dei comuni è in costante crescita negli ultimi anni, soprattutto nell’Italia settentrionale. Le ragioni di ciò sono state ben documentate in un recente <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/studio-le-fusioni-dei-comuni.pdf"><em>studio</em></a> pubblicato dal Ministero dell&#8217;Interno. <strong>Il processo di aggregazione genera una significativa flessione della spesa corrente (quindi, una maggiore capacità di spesa da destinare ai servizi per la cittadinanza) ed una sostanziale riduzione del carico fiscale complessivo, </strong>sostiene il Ministero.</p>
<p><a href="https://www.einaudiblog.it/maggiori-servizi-e-minori-spese-la-fusione-dei-comuni-e-larma-vincente/whatsapp-image-2021-08-03-at-21-25-20/" rel="attachment wp-att-2899"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-2899 aligncenter" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/08/WhatsApp-Image-2021-08-03-at-21.25.20-298x300.jpeg" alt="" width="360" height="362" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/08/WhatsApp-Image-2021-08-03-at-21.25.20-298x300.jpeg 298w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/08/WhatsApp-Image-2021-08-03-at-21.25.20-150x150.jpeg 150w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/08/WhatsApp-Image-2021-08-03-at-21.25.20-600x603.jpeg 600w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/08/WhatsApp-Image-2021-08-03-at-21.25.20.jpeg 757w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>Il tema, dunque, è attualissimo e merita importanza, alla luce sia dei minori trasferimenti statali oramai divenuti &#8220;strutturali&#8221;, sia dell&#8217;impatto negativo che la crisi pandemica produrrà, drammaticamente, sui conti degli Enti pubblici e delle loro partecipate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qualche dato</strong></p>
<p>Al 2020 le fusioni sono complessivamente 141. La maggiore concentrazione, circa l’82%, si rinviene nel settentrione (115 su 141), in contrapposizione con la scarsa rilevanza nel meridione d&#8217;Italia (4 su 141). Il fenomeno ha interessato, con maggior frequenza, gli enti con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Delle 141 fusioni, 17 sono costituite da fusioni per incorporazione, mentre il numero dei Comuni cessati ammonta a 329. Ma l&#8217;aspetto maggiormente rilevante è il seguente: <strong>successivamente ai processi di fusione si genera una riduzione della spesa corrente rispettivamente del 7,51% e del 11,15%</strong>.</p>
<p>In sintesi, &#8220;<em><strong>per gli enti sorti da fusione emerge una maggiore capacità di spesa da destinare ai servizi per la cittadinanza, anche in conseguenza dei contributi erariali e regionali finalizzati, tenendo conto del blocco della leva fiscale nel periodo considerato&#8221;</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal lato dell’entrata, inoltre, si riscontra, relativamente alla voce <em><strong>Imposte, tasse e proventi assimilati, </strong></em><strong>una flessione</strong>, successivamente ai processi di fusione, <strong>del 1,40%, a fronte di una sostanziale staticità in ambito nazionale</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gli incentivi e gli interventi normativi</strong></p>
<p>L&#8217;aggregazione dei Comuni è stata favorita negli ultimi anni, principalmente, da due fattori:</p>
<ul>
<li>dall&#8217;incremento delle risorse finanziare messe a disposizione</li>
<li>dall&#8217;adozione, in particolare dal 2012, di un mix misure di carattere ordinamentale</li>
</ul>
<p>Nel box che segue sono elencati i contributi erariali attualmente erogati a favore delle fusioni di comuni</p>
<p>(inserire foto 1)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre per il 2021 i<a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/i-contributi-straordinari-2021-fusioni-oltre-76-milioni-101-enti-beneficiari"><em> contributi straordinari per le fusioni</em></a> ammontano ad oltre 76 milioni per 101 enti beneficiari.</p>
<p>Sul piano normativo, un primo pacchetto di misure <em><strong>pro fusione</strong></em> è contenuto nella legge n. 56 del 2014. Tra le misure introdotte figurano, tra l’altro:</p>
<ul>
<li>la previsione, all’art. 1, c. 118, che al comune istituito a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno meno di 5.000 abitanti si applicano, in quanto compatibili, le norme di maggior favore, incentivazione e semplificazione previste per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e per le unioni di comuni;</li>
<li>la possibilità sancita all’art. 1, c. 119, per i comuni istituiti a seguito di fusione, di poter utilizzare i margini di indebitamento consentiti dalle norme vincolistiche in materia a uno o più comuni originari e nei limiti degli stessi, anche nel caso in cui dall’unificazione dei bilanci non risultino ulteriori possibili spazi di indebitamento per il nuovo ente;</li>
<li>la previsione per la quale l&#8217;istituzione del nuovo comune non priva, tra l’altro i territori dei comuni estinti dei benefìci che a essi si riferiscono, stabiliti in loro favore dall&#8217;Unione europea e dalle leggi statali. Il trasferimento della proprietà dei beni mobili e immobili dai comuni estinti al nuovo comune è esente da oneri fiscali (art. 1, c. 128);</li>
<li>la possibilità, per le regioni, nella definizione del patto di stabilità verticale, di poter individuare idonee misure volte ad incentivare le unioni e le fusioni di comuni, fermo restando l’obiettivo di finanza pubblica attribuito alla medesima regione (art. 1, c. 131);</li>
<li>la possibilità, per i comuni risultanti da una fusione, di mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione non oltre il quinto esercizio finanziario del nuovo comune (art. 1, c. 132).</li>
</ul>
<p>La fusione tra Comuni, dunque, è una possibile <em><strong>&#8220;soluzione alle diseconomie di scala ed alla rigidità di bilancio che caratterizzano gli enti di minore dimensione demografica, consentendo di liberare risorse a vantaggio delle collettività locali attraverso le quali realizzare, unitamente alle maggiori risorse messe a disposizione dal sistema in virtù dei contributi finalizzati, un efficientamento dei servizi&#8221;.</strong></em></p>
<p>Per questo, lo scorso 20 febbraio è partita la proposta avanzata dalla<a href="http://www.fccn.it/#4"><em> Fccn (Fusione Comuni Coordinamento Nazionale) </em></a>nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi. L’oggetto della richiesta si aggancia all&#8217;obiettivo che il Premier ha presentato, ossia la “semplificazione” per il rilancio e la modernizzazione del Paese, come nei processi decisionali, così nelle procedure operative.</p>
<p>Le proposte avanzate suggeriscono di <strong>cancellare o aumentare sensibilmente il tetto di due milioni di euro</strong> per ogni fusione, <strong>aumentare i contributi a sostegno della fusione</strong>, <strong>introdurre premialità</strong> per i comuni fusi nella valutazione di bandi statali ed europei ed infine, <strong>prevedere l’anticipo di una parte delle risorse</strong> destinate al nuovo comune, al fine di finanziare prematuramente l’operatività delle fusioni, così che abbiano competenze tecniche e professionali e che garantiscano, senza discontinuità, servizi quotidiani e prestazioni professionali ai cittadini.</p>
<p>Ristrutturare “il sistema Paese” e renderlo più moderno. A questo, dunque, può contribuire in modo significativo lo strumento aggregativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Gabriele Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/gabriele-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/gabriele-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Gabriele Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/maggiori-servizi-e-minori-spese-la-fusione-dei-comuni-e-larma-vincente/">Maggiori servizi e minori spese: la fusione dei Comuni è l&#8217;arma vincente</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>USA-UE vs Cina: la guerra fredda è già iniziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 13:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[honk kong]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica popolare cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle recenti sanzioni adottate dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea, la Repubblica Popolare Cinese reagisce con contromisure. Le nuove disposizioni &#8220;ritorsive&#8221; sono entrate in vigore il 10 giugno, giorno antecedente l&#8217;inizio del G7 &#160; Non tarda ad arrivare la risposta della Repubblica Popolare Cinese alle recenti sanzioni applicate da Stati Uniti ed Unione Europea. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alle recenti sanzioni adottate dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea, la Repubblica Popolare Cinese reagisce con contromisure. Le nuove disposizioni &#8220;ritorsive&#8221; sono entrate in vigore il 10 giugno, giorno antecedente l&#8217;inizio del G7</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non tarda ad arrivare la risposta della Repubblica Popolare Cinese alle recenti sanzioni applicate da Stati Uniti ed Unione Europea.</p>
<p>Il 10 giugno scorso, infatti, <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>alla 29a riunione del Comitato permanente del XIII Congresso nazionale del popolo</strong></a> (Assemblea nazionale del popolo &#8211; Anp) è stata adottata una legge (composta da 16 articoli), immediatamente esecutiva, quale reazione ai provvedimenti statunitensi ed europei in materia di commercio, tecnologia, Hong Kong e Xinjiang.</p>
<p>In particolare, la legge prevede:</p>
<ul>
<li>che lo Stato cinese può decidere di includere in una <em>&#8220;black list&#8221;</em> persone ed organizzazioni che, direttamente o indirettamente, partecipano alla formulazione, decisione, attuazione di misure discriminatorie che interferiscono nei suoi affari interni (Articolo 4);</li>
<li>che oltre alle persone ed organizzazioni direttamente inserite nella &#8220;<em>black list&#8221;,</em> le misure potranno essere adottate anche nei confronti di (Articolo 5):</li>
</ul>
<ol>
<li>coniugi e parenti stretti delle persone elencate nella &#8220;<em>black list&#8221;;</em></li>
<li>dirigenti o titolari effettivi di organizzazioni incluse nella &#8220;<em>black list&#8221;</em></li>
<li>organizzazioni in cui le persone incluse nell&#8217;elenco della &#8220;<em>black list&#8221;</em> fungono da alti dirigenti;</li>
<li>organizzazioni che sono effettivamente controllate o hanno partecipato alla costituzione e al funzionamento delle associazioni inserite nella &#8220;<em>black list&#8221;.</em></li>
</ol>
<ul>
<li>la possibilità di adottare, nei confronti di persone e organizzazioni citate, le seguenti misure:</li>
</ul>
<ol>
<li>rifiutare visti di ingresso, annullare visti già rilasciati o provvedimenti di espulsione;</li>
<li>sequestrare e/o congelare beni mobili, beni immobili e altri vari tipi di beni all&#8217;interno del territorio cinese, riconducibili ai soggetti di cui sopra;</li>
<li>proibire o limitare transazioni, la cooperazione e altre attività ritenute rilevanti con organizzazioni e/o persone all&#8217;interno del territorio dello Stato cinese;</li>
<li>altre misure necessarie (non specificate e quindi liberamente valutabili casi per caso).</li>
</ol>
<ul>
<li>che laddove organizzazioni e individui violino le disposizioni della presente legge o le misure adottate nei loro confronti e ledano i diritti e gli interessi legittimi di cittadini e organizzazioni cinesi, questi ultimi possono intentare azioni legali presso il Tribunale del popolo, chiedendo loro di fermare la violazione e richiedere un risarcimento danni (Articolo 12);</li>
<li>che oltre a quanto previsto dal presente provvedimento, leggi pertinenti, regolamenti amministrativi e regolamenti dipartimentali, si possono prevedere l&#8217;adozione di altre contromisure necessarie per atti che mettono in pericolo la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina (Articolo 13);</li>
<li>che chi non esegue e/o non supporta l&#8217;attuazione delle contromisure, deve essere indagato per responsabilità legale (Articolo 14).</li>
</ul>
<p>Pechino estenderà la legge ad Hong Kong?</p>
<p>In un <a href="https://asiatimes.com/2021/06/chinas-anti-sanctions-law-puts-hong-kong-on-edge/"><strong>articolo di Asia Times</strong></a><u>,</u> Feilong, professore associato presso la Law School dell&#8217;Università di Beihang a Pechino e direttore dell&#8217;Associazione cinese degli studi di Hong Kong e Macau, ha detto a NowTV che Hong Kong dovrebbe impegnarsi ad attuare la <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>legge</strong></a> inserendola nell&#8217;allegato III della Legge fondamentale o istituendo una legge pertinente a livello nazionale.</p>
<p>Il commentatore politico Shi Shan ha affermato che Hong Kong perderebbe il suo valore come centro finanziario per la Cina se le banche fossero costrette a scegliere tra lasciare la città o tagliare le loro attività legate al dollaro USA.</p>
<p>Una nuova guerra fredda, quindi, è iniziata. E la tensione tra il blocco atlantico e &#8220;l&#8217;Impero cinese&#8221; sta, giorno dopo giorno, salendo velocemente. All&#8217;orizzonte, il prossimo G20 di luglio nel quale i rappresentanti delle superpotenze potranno guardarsi, fisicamente, negli occhi. Ed in quella sede, tra l&#8217;altro, si dovrà anche tentare di convincere la Cina a dire sì alla tassa minima globale del 15% proposta da Biden. Raggiungere il consenso di Paesi che rappresentano l&#8217;80% del PIL mondiale. E per i &#8220;piccoli&#8221; come Olanda, Ungheria ed Irlanda non resterà altra strada che accettare. Alla fine della giostra, sarà una grande manovra di propaganda politica. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>La legge cinese è consultabile <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>qui.</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Gabriele Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/gabriele-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/gabriele-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Gabriele Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/">USA-UE vs Cina: la guerra fredda è già iniziata</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Res publica res populi, forse&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 14:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[partecipate]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato ieri dalla Corte dei conti il Rapporto sulla gestione delle partecipazioni societarie del Comune di Roma. Emerge una situazione disastrosa. La dimensione considerevole dello strumento societario nel settore pubblico e gli squilibri di bilancio derivanti da gestioni societarie in perdita, le cause principali &#160; Scriveva Cicerone in De Republica: Est igitur, inquit Africanus, res [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/res-publica-res-populi-forse/">Res publica res populi, forse&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato ieri dalla Corte dei conti il Rapporto sulla gestione delle partecipazioni societarie del Comune di Roma. Emerge una situazione disastrosa. La dimensione considerevole dello strumento societario nel settore pubblico e gli squilibri di bilancio derivanti da gestioni societarie in perdita, le cause principali</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scriveva Cicerone in De Republica: <em>Est igitur, inquit Africanus, res publica res populi, populus autem non omnis hominunm coetus quoquo modo congregatus, set coetus multitudinis iuris consensu et utilitatis communione siciatus </em></p>
<p>Tradotto:</p>
<p><em>“disse Scipione, dunque la <strong>repubblica è la cosa del popolo, </strong>ed il popolo poi non è ogni agglomerato di uomini a qualunque titolo riunito, ma</em> <strong><em>quell&#8217;unione di una moltitudine associata per accordo nell&#8217;osservare la giustizia (iuris consensu) e per comunanza di interessi”.</em></strong></p>
<p>I romani, quindi, conoscevano bene il concetto di <em>res publica. </em>E&#8217; <em>la cosa di tutti</em>, dicevano, e, al tempo stesso, <em>tutti le appartengono</em>, aggiungevano.</p>
<p>Da allora sono trascorsi oltre duemila anni, ma l&#8217;insegnamento dell&#8217;avvocato ed oratore dell&#8217;eterna città, evidentemente, è rimasto lettera morta.</p>
<p>Ieri, la Sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei conti ha pubblicato il <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=c06231d9-a421-404a-824e-0bda6d1e214e">Rapporto sulla gestione delle partecipazioni societarie del Comune di Roma</a>. Ed è emersa una situazione preoccupante.</p>
<p>Ecco i passaggi significativi.</p>
<ul>
<li>La magistratura contabile ha accertato <strong>diffuse carenze nel controllo analogo sugli enti <em>in house</em></strong> <strong>e gravi ritardi nell’approvazione dei bilanci di taluni Enti</strong>, nonostante un rinnovato impulso impresso dal socio pubblico dal 2020, evidenziando l’esigenza di riorganizzare tale controllo in una prospettiva di maggiore efficienza dello stesso.</li>
<li>Le attività di ricognizione e razionalizzazione delle partecipazioni possedute, effettuate dal Comune ai sensi degli art. 20 e 24 del TUSP, <strong>sono risultate incomplete</strong> con conseguente necessità di integrare il piano di razionalizzazione, con particolare riferimento al settore del trasporto pubblico locale e a quello della gestione dei beni di proprietà comunale, per i quali la Sezione ha accertato la sussistenza di diversi obblighi di razionalizzazione e <strong>l’esigenza di realizzare una significativa riduzione del numero di partecipazioni detenute</strong>.</li>
<li>È stata inoltre accertata la violazione del limite di spesa previsto dall’art. 11, commi 6 e 7, del TUSP, per l’organo amministrativo di due società a controllo comunale (Zetema S.r.l. e Roma Servizi per la Mobilità s.r.l.) con conseguente necessità di recupero delle maggiori somme erogate.</li>
<li>La Gestione di “Roma Metropolitane S.r.l. in liquidazione” ha inoltre evidenziato un’impropria commistione nei rapporti finanziari e contabili con il socio pubblico, con sistematico “soccorso finanziario” di quest’ultimo in violazione dell’art. 14 del TUSP e conseguente inattendibilità dei bilanci di esercizio 2016, 2017 e 2018, approvati solo nel 2021.</li>
<li>La gestione di “ATAC S.p.a.”, esaminata per il ciclo contabile 2017 – 2019, con aggiornamenti all’attualità, ha evidenziato <strong>diffuse criticità nell’esercizio dei poteri di controllo analogo da parte del socio pubblico oltre che nel conferimento e nell’esecuzione di incarichi professionali e appalti di servizi</strong>.</li>
<li>La spesa per “manutenzioni” è risultata particolarmente elevata, oltre che in continua crescita, anche in ragione della eccezionale vetustà delle reti metropolitane, tramviarie, filoviare e ferroviarie “ex concesse”, gestite da ATAC S.p.a. e che, per la gran parte della loro estensione, hanno superato il “ciclo vita”, in alcuni casi anche da diversi anni.</li>
<li>Analoga obsolescenza è stata accertata per il parco mezzi di ATAC (autobus, tram, filobus e altro materiale rotabile) con conseguenti maggiori costi di manutenzione, inefficienza del servizio e necessità di rinnovo, così come evidenziato per le infrastrutture a rete. A fine 2020, la metà del parco autobus utilizzato da ATAC presenta un’età maggiore di 15 anni, a fronte di “ciclo vita” di 10 – 12 anni.</li>
<li>Il recupero degli equilibri di bilancio di ATAC S.p.a., infine, risulta incerto in ragione di un concorso di fattori causali per la cui gestione è necessaria <strong>la massima vigilanza da parte del socio pubblico</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>La situazione di Roma Capitale</strong></p>
<p>Se questa è la situazione delle partecipate, va ricordato, però, che l&#8217;agenzia <strong>Standard &amp; Poor&#8217;s</strong>, nel suo ultimo <a href="https://disclosure.spglobal.com/ratings/en/regulatory/article/-/view/type/HTML/id/2639515">rapporto di aprile</a>, ha rivisto in <strong>positivo</strong> il rating della Città di Roma, passandolo da <em>negativo</em> a <em>stabile</em>.</p>
<p>A pesare, in termini positivi, sono stati soprattutto il continuo sostegno del Governo centrale, la ripresa della crescita economica italiana, che appare ormai certa, e la <em>pulizia</em> nei rapporti finanziari con le maggiori società partecipate. <em>Il peso economico e politico di Roma porta ad un forte sostegno del Governo</em>, scrive S&amp;P.</p>
<p>E nonostante il PIL pro capite regionale sia superiore al PIL pro capite nazionale, <strong><em>il Governo centrale concede a Roma un livello di sostegno diverso da quello che concede ad altre città,</em></strong> aggiunge l&#8217;Agenzia. Esiste una <strong>situazione unica nel contesto italiano:</strong> è stato creato un veicolo specifico, Gestione Commissariale, per gestire il debito storico di Roma.</p>
<p><strong><em>&#8220;Nessun&#8217;altra città è stata autorizzata a trasferire tutte le sue vecchie attività e passività a un&#8217;entità separata, o ha ricevuto un sostegno così esplicito e diretto dal Governo&#8221;.</em></strong></p>
<p>Il debito di Gestione Commissariale non viene pagato solo da Roma, <strong>ma anche dal Governo nazionale, </strong>quindi. La città contribuisce con 200 milioni di euro all&#8217;anno, mentre lo Stato con 300 milioni. I debiti della Gestione Commissariale sono stati anche cartolarizzati per circa 2,5 miliardi di euro tra il 2011-2015. <strong>A gennaio 2020, lo Stato ha riacquistato dagli obbligazionisti il prestito obbligazionario da € 1,4 miliardi, sostituendo Roma come debitore finale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Res publica res populi. </em>Essa si esprimeva con le assemblee e si appoggiava sugli auspici del Senato &#8211; <em>auspicia et senatus.</em></p>
<p>Roma passata, nell&#8217;epoca della Repubblica, ci offre, dunque, un insegnamento: <strong>quell&#8217;istituzione pubblica dimostra l&#8217;esistenza di un atteggiamento che non indulge agli eccessi e agli scandali.</strong></p>
<p>Roma passata, appunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Gabriele Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/gabriele-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/gabriele-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Gabriele Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/res-publica-res-populi-forse/">Res publica res populi, forse&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Amazon vs Commissione EU: 1 a 0 e palla al centro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 17:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vinta la causa dinanzi il Tribunale dell&#8217;Unione europea. Non c&#8217; è stato nessun aiuto di stato illegittimo in favore della filiale lussemburghese del gruppo statunitense per 250 milioni di euro Amazon esce totalmente vittoriosa nei giudizi contro la Commissione Europea. Per il momento, non dovrà versare i 250 milioni di tasse al Lussemburgo. Sono state, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/amazon-vs-commissione-eu-1-a-0-e-palla-al-centro/">Amazon vs Commissione EU: 1 a 0 e palla al centro</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vinta la causa dinanzi il Tribunale dell&#8217;Unione europea. Non c&#8217; è stato nessun aiuto di stato illegittimo in favore della filiale lussemburghese del gruppo statunitense per 250 milioni di euro</em></p>
<p>Amazon esce totalmente vittoriosa nei giudizi contro la Commissione Europea. Per il momento, non dovrà versare i 250 milioni di tasse al Lussemburgo. Sono state, infatti, annullate <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_17_3701">entrambe le decisioni della Commissione EU</a> del 2007 secondo cui l&#8217;accordo fiscale tra il Gruppo USA ed il Granducato, intercorso nel 2003 e prorogato nel 2011, ritenuto contrario alle norme comunitarie antitrust, avrebbe consentito ad Amazon di pagare, illegittimamente, tasse sostanzialmente inferiori rispetto ad altre aziende.<br />
Secondo il Tribunale ( cause <a href="https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-318/18">T-816/17</a> e <a href="https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=T-318/18">T-318/18</a> ), dunque, la Commissione non ha dimostrato, in modo giuridicamente adeguato, che vi sia stata un’indebita riduzione dell’onere fiscale.</p>
<p><strong>Il fatto</strong><br />
A partire dal 2006, il gruppo Amazon ha proseguito le sue attività commerciali in Europa attraverso due società con sede in Lussemburgo, segnatamente la LuxSCS e la LuxOpCo, quest&#8217;ultima interamente controllata dalla prima.<br />
Tra il 2006 e il 2014, LuxSCS era la società che deteneva i beni immateriali necessari per le attività del gruppo Amazon in Europa. A tal fine, aveva stipulato vari accordi con talune entità americane del gruppo Amazon, in particolare accordi di licenza e di cessione di diritti di proprietà intellettuale preesistenti con Amazon Technologies, Inc. (ATI), nonché un accordo di ripartizione dei costi relativo al programma di sviluppo di tali beni immateriali con ATI e con una seconda entità, A.9.com, Inc.<br />
Attraverso questi accordi, LuxSCS aveva ottenuto il diritto di sfruttare alcuni diritti di proprietà intellettuale relativi, sostanzialmente, alla tecnologia, ai dati dei clienti e ai marchi, nonché di concedere in sub-licenza i beni immateriali in questione. A questo proposito, LuxSCS ha stipulato, in particolare, un accordo di licenza con LuxOpCo, in qualità di principale operatore delle attività commerciali del gruppo Amazon in Europa. In forza di tale accordo, LuxOpCo si è impegnata a pagare una royalty a LuxSCS quale contropartita per l&#8217;utilizzo dei beni immateriali.<br />
Il 6 novembre 2003, le autorità fiscali lussemburghesi hanno concesso al gruppo Amazon, in seguito a una richiesta di quest&#8217;ultimo, un ruling fiscale anticipato (tax ruling). Questa richiesta mirava ad ottenere la conferma del trattamento riservato a LuxOpCo e LuxSCS ai fini dell&#8217;imposta lussemburghese sul reddito delle società. Riguardo, più in particolare, alla determinazione del reddito imponibile annuale di LuxOpCo, il gruppo Amazon aveva proposto di effettuare il calcolo dell&#8217;importo cosiddetto di «libera concorrenza» della royalty dovuta da LuxOpCo a LuxSCS secondo il metodo del margine netto della transazione adottando LuxOpCo come «parte sottoposta a test»(tested party).<br />
l ruling fiscale confermava, da un lato, che LuxSCS non era soggetta all&#8217;imposta lussemburghese sul reddito delle società a causa della sua forma societaria e avallava, dall&#8217;altro, il metodo di calcolo dell&#8217;importo della royalty annuale dovuta da LuxOpCo a LuxSCS a titolo del suddetto accordo di licenza.<br />
Nel 2017, la Commissione europea ha dichiarato che, nella misura in cui aveva avallato il carattere di «libera concorrenza» del metodo di calcolo dell’importo della royalty dovuta da LuxOpCo a LuxSCS, il ruling fiscale, nonché l’attuazione annuale dello stesso dal 2006 al 2014, costituivano un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE e, precisamente, un aiuto incompatibile con il mercato interno.</p>
<p><strong>Il giudizio del Tribunale</strong><br />
Il Tribunale ricorda, innanzitutto, la giurisprudenza costante secondo la quale, ai fini dell’esame delle misure fiscali alla luce delle norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato, l’esistenza stessa di un vantaggio può essere accertata soltanto rispetto a un livello di tassazione definito «normale».<br />
Per accertare se sussista un vantaggio fiscale, occorre quindi confrontare la situazione del beneficiario derivante dall’applicazione della misura in questione con quella dello stesso che si avrebbe in assenza della misura stessa ed in applicazione delle regole normali d’imposizione fiscale.<br />
A questo proposito, il Tribunale osserva che, quando una società fa parte di un gruppo, i prezzi delle operazioni infragruppo non sono stabiliti a condizioni di mercato. Tuttavia, quando le società integrate e le società autonome sono soggette all&#8217;imposta sulle società alle stesse condizioni in base al diritto nazionale, si può ritenere che tale diritto intenda tassare l’utile realizzato da tale società integrata come se esso derivasse da operazioni effettuate a prezzi di mercato.<br />
Inoltre, il Tribunale sottolinea che, nell&#8217;esaminare il metodo di calcolo dell&#8217;utile imponibile realizzato da una società integrata avallato da un ruling fiscale, la Commissione può dichiarare l&#8217;esistenza di un vantaggio solo se è in grado di dimostrare che eventuali errori metodologici, i quali, a suo parere, incidono sul calcolo dei prezzi di trasferimento, non hanno permesso di<br />
pervenire ad un&#8217;approssimazione affidabile di un risultato di libera concorrenza, ma, al contrario, ad una riduzione dell&#8217;utile imponibile della società interessata rispetto all&#8217;onere fiscale risultante da regole normali d’imposizione.<br />
Proprio alla luce di questi principi, il Tribunale arriva a censurare integralmente la validità dell&#8217;analisi compiuta dalla Commissione, concludendo che gli elementi di prova presentati dalla Commissione a titolo principale non consentivano di dichiarare che l&#8217;onere fiscale di LuxOpCo era stato artificiosamente ridotto a causa di una sovrastima della royalty.</p>
<p><strong>La reazione della Commissione Europea</strong><br />
La decisione del Tribunale non è stata presa favorevolmente dalla Commissione UE che, prontamente, ha affidato alla vicepresidente, Margrethe Vestager, una risposta ufficiale.<br />
“Tutte le aziende dovrebbero pagare la loro giusta quota di tasse. I vantaggi fiscali concessi solo a società multinazionali selezionate danneggiano la concorrenza leale nell&#8217;UE. Privano anche le casse pubbliche dei cittadini europei di fondi per investimenti tanto necessari per riprendersi dalla crisi del coronavirus e cogliere le doppie transizioni&#8221;<br />
<em>Come finirà la vicenda giudiziaria?</em><br />
Oggi è il primo tempo di una lunga partita. Se ci dovesse essere l&#8217;appello, si dovrà attendere il successivo vaglio della Corte di Giustizia Europa per chiudere definitivamente il match.<br />
Per il momento, però, 1 a 0 e palla al centro.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Gabriele Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/gabriele-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/gabriele-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Gabriele Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/amazon-vs-commissione-eu-1-a-0-e-palla-al-centro/">Amazon vs Commissione EU: 1 a 0 e palla al centro</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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