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	<title>inps Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>inps Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Non ci pagheranno le pensioni, caro Boeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Vigliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 11:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è la busta paga di un lavoratore straniero con moglie priva di reddito e tre figli a carico. I contributi Inps che vengono versati all&#8217;Inps dall&#8217;azienda sono 479 euro (di cui 349 euro a carico dell&#8217;azienda) ma al contempo, l&#8217;Inps versa al lavoratore 317 euro per gli assegni familiari; inoltre il lavoratore ottiene dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questa è la busta paga di un lavoratore straniero</strong> con moglie priva di reddito e tre figli a carico.</p>
<p>I contributi Inps che vengono versati all&#8217;Inps dall&#8217;azienda sono <strong>479 euro</strong> (di cui 349 euro a carico dell&#8217;azienda)<br />
ma al contempo, l&#8217;Inps versa al lavoratore <strong>317 euro</strong> per gli assegni familiari; inoltre il lavoratore ottiene dal fisco uno sconto per detrazioni fiscali per <strong>260 euro</strong> quindi non versa un euro di tasse e in aggiunta riceve anche gli 80 euro.</p>
<p>Quindi sommando importi a debito e a credito questo lavoratore allo Stato non versa nulla ma, al contrario, prende.</p>
<p><strong>Infatti 479-317-260-80= +178</strong></p>
<p>Tanto è vero che la sua retribuzione netta è superiore a quella lorda.<br />
<strong>Ecco questa è una busta paga tipica</strong> di un lavoratore dipendente immigrato, uno di quelli che ci pagheranno le pensioni.</p>
<p>C&#8217;è poi da considerare un fatto: oltre a non versare ma a prendere, la sua retribuzione netta è addirittura superiore a quella lorda, i suoi tre figli e la moglie utilizzeranno il welfare (scuola, asili nido, sanità).</p>
<p>Tra l&#8217;altro molti riescono ad autocertificare familiari a carico che vivono però all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Le gestioni INPS ed Erario vengono gestite dallo Stato in modo separato</strong>. Ciò che conta è che se verso nel settore contributivo, ma prendo dal settore assistenza e fiscale per un importo superiore, il saldo per lo Stato è in rosso.</p>
<p><strong>Questo lavoratore non versa un euro allo Stato</strong> grava sul welfare con il suo nucleo familiare di 5 persone usufruendo dell&#8217;assistenza sanitaria gratuita, asili nido, abitazione del Comune, scuola pubblica.</p>
<p><strong>Ripeto non versando un euro allo Stato</strong>, ma a carico del contribuente italiano, figuriamoci se può pagarci la pensione.</p>
<h3>Rimesse all&#8217;estero</h3>
<p>Inoltre solo nel 2015 gli immigrati hanno inviato rimesse di denaro all’estero per 5,2 miliardi di euro. Dato un tasso di risparmio del 8,5% medio (dati Istat) abbiamo avuto <strong>un danno al PIL nazionale per ben 4,795 miliardi.</strong></p>
<p>Calcolata una pressione reale fiscale sul PIL del 50,2% (CGIAA di Mestre) abbiamo <strong>un calo di entrate fiscali pari a 2.379 milioni di euro</strong>, superiore al mancato introito per contributi previdenziali nel caso non vi fossero immigrati, per .1618 milioni.</p>
<p><strong>Un enorme flusso di denaro che andrà ad arricchire altre nazioni</strong>.</p>
<p>La Banca d’Italia indica inoltre che a queste cifre che transitano via intermediari ufficiali (money transfer, banche, poste) vadano <strong>aggiunti circa 700 milioni l’anno di rimesse</strong> che sarebbero inviate all’estero tramite canali “informali”, e che quindi non fruttano neanche nulla in termini di commissioni e tassazioni.</p>
<p><strong>Io non voglio pensare che i politici siano in malafede, </strong>ma voglio credere che non siano informati su queste &#8220;cose che hanno a che fare con i numeri&#8221; e che quindi siano convinti che facendo entrare immigrati che hanno redditi bassi e nuclei familiari numerosi che gravano sul welfare ritengano che ci pagheranno le pensioni.</p>
<p>Ma non è così.</p>
<p><strong>Ci potrebbero essere immigrati che pagano le pensioni</strong>: ad esempio se un ingegnere straniero arriva in Italia con moglie anche lei che lavora e tre figli a carico, se guadagna 60.000 euro lordi e la moglie 30.000 euro lordi non otterrà assegni familiari non avrà sconti fiscali e anche se utilizzerà servizi pubblici li pagherà attraverso i versamenti.</p>
<p><strong>Questo è il genere di immigrati</strong> che dovremmo incentivare una immigrazione qualificata che apporta valore aggiunto e know-how.</p>
<p><a href="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2017/07/blog-6.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-658 size-large" src="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2017/07/blog-6-1024x256.png" alt="" width="750" height="188" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/07/blog-6-1024x256.png 1024w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/07/blog-6-300x75.png 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/07/blog-6-768x192.png 768w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/07/blog-6.png 1200w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<h3>Venire per farsi assistere?</h3>
<p>È corretto che un cittadino straniero riceva un sostegno al reddito?</p>
<p>Attenzione non sto parlando di usufruire di un servizio come le strade, l&#8217;illuminazione pubblica, la raccolta rifiuti, la polizia o i vigili del fuoco. Sto parlando di sostegno al reddito, cioè integrare il reddito con denaro o godimento di beni quando una persona non è economicamente autosufficiente.</p>
<p><strong>La risposta è NO</strong>.</p>
<p>Gli immigrati dovrebbero venire in Italia in forza di un contratto di lavoro, per apportare capitali e investimenti o per studiare.</p>
<p><strong>Mai per farsi assistere</strong>. Questo è compito del loro paese di origine.</p>
<p>Se il lavoratore o l&#8217;investitore, una volta entrato in Italia, non è più in grado di mantenersi, producendo un reddito sufficiente per sé e la propria famiglia, entro un lasso di tempo ragionevole ad es. 6 mesi, perde il diritto di rimanere in Italia e deve essere rimpatriato nel suo paese d&#8217;origine.</p>
<p><strong>Ed il motivo è evidente</strong>: ciò è assolutamente necessario in quanto, in caso contrario, verrebbe a crearsi una immigrazione finalizzata allo sfruttamento dello Stato Sociale italiano da parte di soggetti che hanno necessità di essere assistiti in quanto non economicamente autosufficienti.</p>
<p><strong>La nostra Nazione senza questa clausola di salvaguardia</strong> si trasformerebbe in una sorta di bancomat al servizio delle popolazioni del globo, rendendo insostenibile la nostra spesa pubblica e l’equilibrio dei nostri conti pubblici.</p>
<h3>Povertà, alzare l&#8217;asticella</h3>
<p><strong>Per evitare di importare mangiatori di welfare</strong>, cioè di tasse, è assolutamente necessario alzare l’asticella del reddito che l’immigrato deve dimostrare di produrre o di detenere. Attualmente è sufficiente dimostrare un reddito di soli 5.818 euro annui cioè 484 euro mensili. Tale importo sulla base dei dati ISTAT è assolutamente inadeguato a garantire l’autosufficienza.</p>
<p><strong>Infatti il parametro di riferimento è la soglia di povertà assoluta</strong>, rappresentata dal valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza.</p>
<p><strong>Una famiglia è assolutamente povera</strong> se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a tale valore monetario. Per il singolo individuo è pari per il 2016 a circa 10.000 euro (9.829,56 euro mensili dati Istat) Evidentemente insufficiente.</p>
<p><strong>Come accade in altri paesi il reddito mensile richiesto</strong> per ottenere il permesso di soggiorno dovrebbe essere tale da garantire una piena autonomia: almeno 13.000 euro annui se single, 20.000 se in coppia, 24.000 se con moglie a carico e 2 figli.</p>
<p>Al di sotto di queste soglie non sarebbe garantita l’autosufficienza e quindi la piena integrazione.</p>
<p><strong>L’attuale governo britannico di Theresa May</strong> ha richiesto una entrata annua non inferiore a 35.000 sterline (40.000 euro annui 3300 euro al mese) per poter continuare a conservare il permesso di soggiorno. Persino in Thailandia, dove il costo della vita è ben più basso, è necessario produrre una certificazione di reddito dalla quale si evinca che l&#8217;entrata mensile non è inferiore a 65.000 Baht (1700 euro mensili, 20.400 euro annui a persona) per ottenere un permesso di soggiorno.</p>
<p><strong>Se confrontiamo questi parametri con i 5.800 euro annui </strong>sufficienti in Italia per ottenere un permesso di soggiorno. ci rendiamo conto di quanto le nostre normative siano inadeguate e creino i presupposti per forme di assistenzialismo, concorrenza sleale e comportamenti illeciti.</p>
<p><strong>Dobbiamo incentivare</strong> l’arrivo di immigrati, investitori, professionisti qualificati, portatori di patrimoni e di know-how e consumatori dei nostri beni e servizi, che avrebbero un effetto positivo sulla nostra economia, instaurerebbero una competizione positiva basata sulle competenze e sul merito e non sulla concorrenza sleale: questa è l&#8217;immigrazione che dobbiamo incoraggiare.</p>
<p><strong>L&#8217;immigrazione va gestita politicamente</strong>, cioè va governata e non subita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elena Vigliano" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/elena-vigliano-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elena-vigliano/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elena Vigliano</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottore in Economia, Consulente del Lavoro e Commercialista, Consulente Tecnico del Giudice Tribunale di Roma</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://www.facebook.com/elena.vigliano.5" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/non-ci-pagheranno-le-pensioni-caro-boeri/">Non ci pagheranno le pensioni, caro Boeri</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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