<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>javier milei Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/javier-milei/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/javier-milei/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Oct 2025 21:53:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>javier milei Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/javier-milei/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’esperimento di Javier Milei ad un bivio. Un futuro pieno di incognite</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/lesperimento-di-javier-milei-ad-un-bivio-un-futuro-pieno-di-incognite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 04:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[javier milei]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti economici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3732</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’esperimento di Javier Milei, il presidente ultraliberista dell’Argentina eletto alla fine del 2023, sta affrontando la sua prima vera crisi, che non è solo economica ma anche politica e istituzionale. Le promesse iniziali di “shock terapeutico” per risanare un’economia storicamente instabile si stanno scontrando con la realtà di una società che si è ritrovata impoverita, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lesperimento-di-javier-milei-ad-un-bivio-un-futuro-pieno-di-incognite/">L’esperimento di Javier Milei ad un bivio. Un futuro pieno di incognite</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperimento di Javier Milei, il presidente ultraliberista dell’Argentina eletto alla fine del 2023, sta affrontando la sua prima vera crisi, che non è solo economica ma anche politica e istituzionale. Le promesse iniziali di “shock terapeutico” per risanare un’economia storicamente instabile si stanno scontrando con la realtà di una società che si è ritrovata impoverita, di un sistema politico frammentato e soprattutto con i mercati che iniziano a dubitare seriamente della sostenibilità del progetto.</p>
<p>Dopo quasi due anni di governo, e un’iniziale luna di miele con gli investitori internazionali, il clima sembra cambiare. La situazione si è aggravata notevolmente dopo la sconfitta elettorale subita dal partito di Milei nelle elezioni provinciali nella Provincia di Buenos Aires, dove il candidato del peronismo ha vinto con ampio margine (47,3% contro circa il 33% di La Libertad Avanza). Questa provincia rappresenta quasi il 40% dell’elettorato nazionale ed è considerata un termometro della politica argentina: una perdita in questa regione viene letta come una bocciatura della linea economica del governo da parte della popolazione.</p>
<p>La reazione dei mercati è stata immediata: il peso ha perso oltre il 5% in un solo giorno, l’indice Merval, l&#8217;indice principale della borsa argentina, ha subito un crollo superiore al 13% e i titoli di stato denominati in dollari hanno registrato perdite significative, con i rendimenti in forte aumento. Gli investitori hanno iniziato a disinvestire in massa dai titoli argentini, mentre la domanda di dollari è aumentata drasticamente, costringendo la Banca centrale argentina (BCRA) a intervenire. Solo nella giornata del 19 settembre, l’istituto ha bruciato svariati milioni di dollari (si ritiene circa 379, ma alcuni si spingono fino ad oltre 600) delle sue riserve per difendere il peso: si tratta del livello più alto di intervento in un solo giorno dal 2019. Le riserve lorde si aggirano intorno ai 39 miliardi di dollari, ma le riserve nette — cioè, quelle effettivamente disponibili per sostenere la valuta — sono molto più basse: secondo diversi analisti, attualmente sarebbero addirittura in territorio negativo. L’Argentina si troverebbe quindi a corto di munizioni per difendere la propria moneta.</p>
<p>Questa emergenza ha spinto il governo a rivolgersi agli Stati Uniti per un sostegno straordinario. Secondo fonti autorevoli tra cui <em>Reuters</em>, <em>Financial Times</em> e <em>Bloomberg</em>, il Tesoro americano starebbe negoziando con l’Argentina un pacchetto di assistenza finanziaria da circa 20 miliardi di dollari, utilizzando lo strumento dell’Exchange Stabilization Fund. Questo fondo, gestito dal Tesoro USA, serve per interventi straordinari di stabilizzazione valutaria e potrebbe essere usato per fornire liquidità diretta al BCRA, acquistare titoli argentini denominati in dollari e fornire una linea di swap temporanea in dollari per aiutare il paese a gestire l’attuale crisi di liquidità. Tuttavia, si tratta di una misura temporanea e altamente condizionata: Washington, infatti, pone requisiti stringenti in termini di trasparenza, coerenza del programma macroeconomico e continuità delle riforme.</p>
<p>Il pacchetto USA si andrebbe ad aggiungere al già esistente programma con il Fondo Monetario Internazionale, che prevede un totale di 20 miliardi di dollari fino al 2026. Il FMI ha da poco rivisto al ribasso gli obiettivi di riserve nette richiesti all’Argentina, ammettendo implicitamente che il paese non è in grado di rispettare i parametri originari. Anche questo rappresenta un segnale preoccupante per gli investitori. La Banca Mondiale, la Banca Interamericana di Sviluppo e la CAF (Corporación Andina de Fomento) stanno anch’esse valutando prestiti e linee di credito straordinarie, ma i tempi sono lunghi e la pressione dei mercati è immediata.</p>
<p>Per cercare di ottenere afflussi rapidi di valuta estera, il governo ha anche temporaneamente sospeso le tasse sulle esportazioni di prodotti agricoli strategici, come grano, soia e carne bovina, nella speranza di ottenere circa sette miliardi di dollari in entrate fresche da parte degli esportatori. Tuttavia, la misura ha avuto effetti limitati, è durata pochi giorni e c’è chi sostiene che sta mettendo in dubbio il consenso nel settore rurale, che potrebbe sentirsi tradito quando per l’annuncio della reintroduzione dei dazi.</p>
<p>Politicamente, la sconfitta elettorale nella Provincia di Buenos Aires è un colpo durissimo: Milei non dispone di una maggioranza solida al Congresso e fatica a ottenere il sostegno dei governatori provinciali, molti dei quali sono contrari al suo piano di smantellamento dello stato e dei sussidi. I principali pacchetti legislativi, come quello sulla riforma del lavoro, la deregolamentazione del mercato interno e la liberalizzazione del sistema sanitario e scolastico, sono bloccati o fortemente ridimensionati. Inoltre, crescono le proteste sociali: i tagli alla spesa pubblica hanno colpito trasporti, energia, pensioni, università e sanità.</p>
<p>L’inflazione, pur in leggera discesa rispetto ai picchi del 2023, resta superiore al 120% su base annua e i salari reali continuano a perdere potere d’acquisto. La disoccupazione è in aumento e una percentuale ancora molto consistente della popolazione continua a vivere sotto la soglia di povertà. Milei sostene che il suo piano economico sta funzionando e che è necessario “resistere ancora pochi mesi” per vedere i risultati strutturali. Ma molti economisti avvertono che, senza un’iniezione rapida di fiducia e liquidità, l’intero impianto può crollare. La possibilità di un default tecnico non è esclusa: il debito estero argentino, già ristrutturato più volte negli ultimi vent’anni, oggi è considerato ad alto rischio e i rendimenti dei bond a 10 anni mantengono rendimenti a due cifre segnale che i mercati stanno  temendo un eventuale fallimento.</p>
<p>A peggiorare le cose, si aggiunge una crescente polarizzazione politica: mentre una parte della popolazione sostiene Milei come unico leader in grado di rompere con il passato fallimentare del peronismo, un’altra parte lo accusa di affamare il popolo e svendere il paese agli interessi stranieri. La tenuta sociale è fragile, e le tensioni potrebbero esplodere già questo autunno, quando entreranno in vigore nuovi aumenti delle tariffe energetiche e si concluderà la moratoria sui mutui indicizzati.</p>
<p>L’esperimento “Milei” sembra essere dunque ad un bivio critico: senza l’immediato sostegno degli Stati Uniti e degli organismi internazionali, l’Argentina rischia una crisi valutaria e finanziaria simile a quella del 2001. Le riserve sono insufficienti, la fiducia degli investitori è ai minimi, le tensioni politiche crescono e la popolazione è stremata da anni di recessione e inflazione. L’unica ancora di salvezza potrebbe essere una linea di credito esterna rapida e robusta, ma gli analisti concordano che anche questa, da sola, non sarà sufficiente se il paese non riuscirà a stabilizzare il quadro politico e ristabilire un minimo di consenso sociale. Milei, nel suo discorso più recente, ha affermato che “chi abbandona adesso l’aggiustamento è un codardo”, ma il rischio concreto è che, prima ancora di completare il suo piano, sia costretto ad un compromesso o, peggio, a un passo indietro.</p>
<p>Il futuro dell’Argentina resta dunque incerto, sospeso tra una terapia d’urto che sembra lenta a dare i risultati sperati e una società sempre più inquieta e sottoposta alle pressioni dell’opposizione.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lesperimento-di-javier-milei-ad-un-bivio-un-futuro-pieno-di-incognite/">L’esperimento di Javier Milei ad un bivio. Un futuro pieno di incognite</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La presidenza Milei sogna una Argentina sul modello cileno?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-presidenza-milei-sogna-una-argentina-sul-modello-cileno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 10:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[javier milei]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3556</guid>

					<description><![CDATA[<p>A sorpresa Milei, è il nuovo presidente argentino. L’ultraliberista ha tra le proposte più eclatanti la sostituzione del peso argentino con il dollaro USA. L’idea, tuttavia, non è nuova e se ne è già ampiamente discusso negli anni Novanta. In quel periodo, sotto la guida del ministro dell&#8217;economia Domingo Cavallo, il Paese ingaggiò una lotta all&#8217;inflazione che ebbe un rapido [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-presidenza-milei-sogna-una-argentina-sul-modello-cileno/">La presidenza Milei sogna una Argentina sul modello cileno?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A sorpresa Milei, è il nuovo presidente argentino. L’ultraliberista ha tra le proposte più eclatanti la sostituzione del peso argentino con il dollaro USA<strong>. </strong>L’idea, tuttavia, non è nuova e se ne è già ampiamente discusso negli anni Novanta. In quel periodo, sotto la guida del ministro dell&#8217;economia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Domingo_Cavallo">Domingo Cavallo</a>, il Paese ingaggiò una lotta all&#8217;inflazione che ebbe un rapido ed inaspettato successo, portando l’Argentina, dopo un decennio, sul sentiero della ripresa economica.</p>
<p>La chiave della ripartenza fu il cambio a 10 000 austral (la moneta argentina del tempo) per 1 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dollaro_statunitense">dollaro</a>, valore al quale ognuno poteva convertire i propri austral in dollari. Per assicurare la convertibilità, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banco_Central_de_la_Rep%C3%BAblica_Argentina">banca centrale argentina</a> dovette mantenere riserve in dollari in quantità pari alla moneta in circolazione. Lo scopo iniziale di queste misure era di assicurare l&#8217;accettazione della moneta nazionale, che durante i periodi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iperinflazione">iperinflazione</a> era rifiutata da molti, che preferivano usare il dollaro.</p>
<p>Questo principio diventò poi legge che ripristinò il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peso_(moneta)">peso</a> come moneta argentina, con un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_di_cambio">tasso di cambio</a> fisso verso il dollaro. I risultati della legge furono una riduzione drastica dell&#8217;inflazione, la stabilità dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prezzo">prezzi</a> ed una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valuta">valuta</a> stabile. Ciò ebbe effetti positivi sulla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Qualit%C3%A0_di_vita">qualità della vita</a> per molti cittadini che poterono di nuovo viaggiare all&#8217;estero, acquistare beni d&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Importazione">importazione</a> e chiedere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Credito">crediti</a> in dollari a tassi di interesse bassi.</p>
<p>Dunque, la scelta del nuovo presidente non è affatto nuova e mira a risolvere uno dei principali problemi che affligge il Paese, ovvero, l’inflazione che è attualmente pari al 12, 7% al mese, ma anche a scongiurare la perdita di fiducia nella moneta nazionale e la fuga di capitali. La logica dietro la dollarizzazione, dunque, è chiara: eliminare il rischio di svalutazione improvvisa, aumentare la fiducia degli investitori esteri, ridurre il servizio del debito e stimolare la crescita economica.</p>
<p>Per inciso, l’Argentina, non è l’unico Paese “dollarizzato“: attualmente si contano 11 Stati che hanno soppiantato la propria moneta con il dollaro statunitense. In America Latina ci sono già Ecuador e Salvador, in Africa lo Zimbabwe. Ma l’Argentina sarebbe quello in realtà il più esteso e più popolato a adottare il sistema.</p>
<p>Di certo, una manna per gli USA, che vedrebbero accrescere la domanda della loro moneta e, per tale via, scontare una riduzione dell’enorme debito pubblico.</p>
<p>A ben vedere, infatti, l’evento è in netta controtendenza con il processo di de-dollarizzazione che vede molti paesi al mondo ridurre la dipendenza dal dollaro americano (USD) nelle transazioni commerciali internazionali e nelle riserve di valuta estera. Si osserva che questo può avvenire attraverso una serie di misure, tra cui l&#8217;utilizzo di altre valute come l&#8217;euro o lo yuan cinese, lo scambio di beni e servizi senza l&#8217;uso del dollaro o l&#8217;accumulo di riserve in valuta estera in altre valute.</p>
<p>La questione della de-dollarizzazione è diventata un tema di discussione importante negli ultimi anni, in parte a causa delle tensioni commerciali e politiche tra gli Stati Uniti ed altri paesi come, in particolare, la Cina, la Russia e l&#8217;Iran. Il protrarsi del conflitto in Ucraina e l’esplosione del conflitto in Medio Oriente non fanno altro che accelerarne il processo.</p>
<p>Dal 2014, quando gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni economiche alla Russia e creato ostacoli al suo commercio in dollari, i Paesi hanno iniziato a pensare ad alternative per evitare l&#8217;uso del dollaro. Anche l&#8217;introduzione dell&#8217;euro ha aiutato i Paesi a rompere il monopolio del dollaro USA. Negli ultimi otto anni, sempre più Paesi hanno stipulato accordi bilaterali per evitare una situazione simile a quella della Russia.</p>
<p>Inoltre, la crisi pandemica di COVID-19 ha portato ad un aumento del debito negli Stati Uniti ed un allentamento della politica monetaria.  La Cina, inoltre, ha aumentato l&#8217;uso dello yuan nelle transazioni commerciali internazionali, e la Russia che ha ridotto significativamente la sua esposizione al dollaro. Altri paesi come l&#8217;India ed il Giappone hanno anche iniziato ad esplorare alternative alla valuta americana.</p>
<p>Di conseguenza, non solo la circolazione totale del dollaro USA nel mondo è diminuita significativamente, ma anche le scorte. Secondo una stima, il commercio globale del dollaro USA è diminuito di oltre il 20% solo negli ultimi 4 anni e, si prevede che l&#8217;uso globale del dollaro come valuta, possa scendere ulteriormente al 40-45% nei prossimi 2-3 anni.</p>
<p>È evidente che l’elezione di Milei, allontana l’Argentina dall’area dei BRIC, dove sembrava dover presto confluire, e lo riavvicina agli USA e, in definitiva al blocco occidentale.</p>
<p>Ma attenzione, l’inflazione Argentina trova la sua ragione principalmente nella monetizzazione del debito pubblico: a seguito del <em>default</em> del 2020, il paese non ha più potuto finanziarsi sui mercati internazionali e la Banca centrale argentina ha dovuto stampare pesos per coprire la spesa statale.</p>
<p>Gli argentini, dunque, nel caso di una forzata dollarizzazione, si troverebbero privi dell’utilizzo della politica monetaria e, quindi, della possibilità di mantenere il sistema di sovvenzioni pubbliche, che ha permesso in questi anni di mantenere una certa stabilità sociale.</p>
<p>È probabile che nei prossimi mesi, se il programma di Milei sarà effettivamente messo in atto, avremo una Argentina molto più instabile, con un probabile rialzo degli indici sulla povertà che già ora ha raggiunto la soglia del 38,9% della popolazione<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, il che vuol dire, in definitiva, che attualmente ci sono circa 12,5 milioni di argentini che vivono in povertà.</p>
<p>Insomma, ora se dobbiamo aspettarci una cura da cavallo sul modello cileno, è preoccupazione di tanti capire come reagiranno le masse popolari, che probabilmente subiranno il colpo maggiore.</p>
<p>Come sappiamo il Cile è stato il primo vero laboratorio delle teorie neo-liberiste a cui sembra ispirarsi Milei; quelle della Scuola di Chicago, dove Milton Friedman ha coltivato quei giovani economisti cileni che hanno dato vita ad una delle crescite del Pil più elevate del tempo.</p>
<p>Nel Cile, oggi, tutto è privatizzato, dalla scuola alla sanità, dalla previdenza al <em>welfare</em>, ai beni comuni (acqua, energia, trasporti) e, tanto nei settori industriali (rame, legname, energia, salmone) quanto nella distribuzione e nel commercio, dominano le multinazionali.</p>
<p>L’assenza di politiche distributive ha determinato, nonostante la crescita miracolosa ed incessante del PIL, un popolo povero, che sembra affogare nel debito privato che è stato contratto per l’istruzione, la salute e la previdenza.</p>
<p>Sarà così anche per l’Argentina?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Rapporto dell&#8217;Osservatorio sul debito sociale dell&#8217;Università Cattolica Argentina,  settembre 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-presidenza-milei-sogna-una-argentina-sul-modello-cileno/">La presidenza Milei sogna una Argentina sul modello cileno?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
