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	<title>recensione Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>recensione Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Don’t look up</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 10:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho visto alla tv il film Don’t look up. Il tema era lo scontro tra chi voleva deviare una cometa in corsa verso la terra e quindi in grado di annientare l’umanità e chi voleva invece frantumarla in prossimità dell’impatto, così da poterne recuperare il contenuto che sarebbe caduto a pezzi sul nostro pianeta. L’argomento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Ho visto alla tv il film Don’t look up. Il tema era lo scontro tra chi voleva deviare una cometa in corsa verso la terra e quindi in grado di annientare l’umanità e chi voleva invece frantumarla in prossimità dell’impatto, così da poterne recuperare il contenuto che sarebbe caduto a pezzi sul nostro pianeta. L’argomento dei secondi era che la cometa risultava costituita da materiali utili per i cellulari, le batterie e i sistemi informatici in quantità tale da risolvere il problema dell’approvvigionamento di tali materiali, al momento quasi esauriti, e da consentire l’eliminazione della povertà nel mondo.</div>
<div>Mi sembra che sia vicino a questo il tema posto quotidianamente dagli economisti: c’è una ricchezza concentrata e dobbiamo togliere questa concentrazione di ricchezza dalle mani di Bill Gates e compagni e consentire così il miglioramento egalitario delle condizioni di tutti gli abitanti nel pianeta. Nessuno però dice che la ricchezza di Bill Gates e compagni è costituita da asset finanziari che sono la attualizzazione dei profitti futuri generati dalla tecnologia e dai brevetti in loro possesso, tutte cose che non si mangiano e non si abitano.</div>
<div>Se, per semplificare, consideriamo la ricchezza del mondo come costituita da quattro componenti: case, animali commestibili, vegetali commestibili e telefonini, per risolvere il problema della fame è necessario produrre case e prodotti da mangiare, non distribuire proprietà di telefoni cellulari. Un po’ meno falsa è la soluzione prospettata dai cattivi del film: con maggiori disponibilità di litio e altri minerali sofisticati si possono alimentare le batterie e, anche se indirettamente, cambiare le sorti dei poveri rendendo più agevole la produzione dei beni necessari alla sopravvivenza.</div>
<div>Se la ricchezza complessiva è una torta con le quattro componenti citate, non è indifferente quale delle componenti cresce; certo che se crescono i telefonini il benessere dell’Africa e del Bangladesh non cambia molto. Il problema è semmai un altro: come aumentare le diverse componenti del prodotto (o della ricchezza) senza causare un aumento dell’inquinamento. Gli animali domestici e l’energia per gestirci e costruire inquinano, quindi occorrono scelte e sacrifici. Non ultime quelle sul numero degli abitanti: un conto è l’inquinamento prodotto dai consumi di un miliardo di esseri umani un secolo fa, un conto è quello di 8 miliardi di esseri di oggi. Ne dovremmo concludere che, da un lato, non possiamo ostacolare troppo la denatalità, dall’altro, che dobbiamo fare in modo di creare una produzione di beni che migliorino in modo diffuso le condizioni di vita con tecnologie non inquinanti, rispolverando ove possibile il nucleare e rinunciando alla pretesa di salvaguardare ad ogni costo bellezze ambientali (queste in certi casi dovranno subire ad esempio la presenza delle pale eoliche). In tale prospettiva, anche i cattivi del film potevano trarre qualche giustificazione alla loro posizione, purché questa si traducesse in beni utili e non nei risultati fittizi che l’oro delle colonie portò secoli addietro alla Spagna, facendo credere che fosse ricchezza quella che alla fine era inflazione o consumo transitorio.</div>
<div></div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
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		<title>&#8220;L’eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite&#8221; di Giuseppe Benedetto (ed. Rubbettino)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Consonni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 20:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<i>La riforma dell&#8217;art. 68 ha reso i deputati e i senatori succubi della connivenza tra Procure e macchina dei media: il noto circuito mediatico giudiziario. Da un lato, non vi è più alcuna cintura protettiva che garantisca l&#8217;esercizio della funzione più importante per la vita della cittadinanza e, dall&#8217;altro, continua a primeggiare l&#8217;idea di una fiducia cieca nella neutralità del magistrato. L&#8217;errore commesso è figlio della deriva culturale di cui si è più volte fatta menzione: per punire una classe dirigente rea di condotte inadeguate si è in realtà umiliato il ruolo stesso del rappresentante politico, i cui giudizi di valore sono spesso rimessi al giudice. I partiti, formazioni sociali centrali secondo l&#8217;architettura costituzionale, sono divenuti per l&#8217;opinione pubblica centri di potere autoreferenziali, dannosi per gli interessi dei cittadini. Mortati, Calamandrei, Einaudi e gli altri Padri della Repubblica vollero attribuire all&#8217;elettore la valutazione insindacabile dell&#8217;operato del politico. È, purtroppo, evidente la discrasia tra ciò che doveva essere e ciò che è stato.</i>” (pp. 96-97)</p>
<p>Ne ho scritto spesso di come vissi con profonda insofferenza l&#8217;epoca di Mani Pulite. Avevo solo 13-14-15 anni ma non gradivo quello che stava accadendo nel Paese. Non mi piacevano i lanci di monetine, i cappi sventolati in Parlamento, il clima giacobino e forcaiolo, le manette, le incarcerazioni, i servizi scandalistici, le dirette fuori dai tribunali. Piansi per i suicidi. Piansi nel vedere mio nonno, piccolo albergatore, partigiano, sentirsi dare del ladro solo perché non gradiva quel clima (è un ricordo molto intimo che mi spezza il cuore). Certo che allora erano necessari dei cambiamenti, erano crollati il Muro e il blocco sovietico, ma non certo con quelle forme e coi suoi disgustosi risultati. Da allora sono passati quasi trent&#8217;anni ma l&#8217;insofferenza per quei giorni, quei ghigni non mi ha mai lasciato e fra i lasciti peggiori di quella stagione infame c&#8217;é per me, ma so che in tantissimi l&#8217;approvano pure oggi e anzi si augurano misure ancora peggiori, rivoluzionarie, al servizio del “popolo”, l&#8217;abolizione dell&#8217;autorizzazione a procedere per i membri del Parlamento, all&#8217;interno della riforma costituzionale dell&#8217;articolo 68 della Costituzione.</p>
<p>So bene di far parte di una ristretta minoranza che spesso viene sbeffeggiata e considerata elitaria, snob, amica dei ladri, dei mafiosi, di quelli che vivono nei Palazzi ma non smetto giorno di ritrovarmi nelle visioni politiche di Marco Pannella e in queste sue parole: “<i>Il nostro compito, per non essere antipopolari, è di essere semmai impopolari in alcuni momenti. Viva la Costituzione repubblicana! Viva l&#8217;articolo 68! Viva il Parlamento che sarà difenderlo!</i>”</p>
<p>In questi giorni ho letto e riletto in alcuni punti il bellissimo saggi di <a href="https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/leutanasia-della-democrazia/">Giuseppe Benedetto, avvocato e presidente della Fondazione Luigi Einaudi, “L&#8217;eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite” (Rubbettino, prefazione di Sabino Cassese)</a> che ripercorre con grande chiarezza e senza mai annoiare tutte le tappe, i dibatti, gli scontri che portarono alla nascita dell&#8217;articolo 68 della Costituzione e alla sua successiva modifica, avvenuta nel 1993 sotto la spinta delle piazze forcaiole e grazie anche alla debolezza/complicità della classe politica, che ha comportato gravissime frattute all&#8217;interno dell&#8217;ordine democratico i cui effetti sono visibili fin da oggi, quando anche solo una notifica di reato, un&#8217;inchiesta giornalistica, una prima pagina diventano già una richiesta di dimissioni.</p>
<p>Il saggio di Giuseppe Benedetto è un&#8217;opera molto interessante e soprattutto utile nell&#8217;offrire spunti di riflessione e confronto perché amplia lo spettro di indagine al resto delle Costituzioni dei Paesi occidentali (personalmente sogno di avere un ordinamento di stampo anglosassone), al funzionamento delle guarentigie parlamentari ma anche sugli equilibri fra i poteri legislativi, esecutivo e giudiziario. Certo che non si potrà tornare al passato, come fa bene notare Sabino Cassese, ma il ritorno a forme di garanzie per i parlamentari e il ripristino di un equilibrio fra i poteri (come non pensare alla tanto osteggiata riforma della Giustizia con la separazione dei poteri&#8230; sto male se penso solo a quanto accadde al tentativo di riforma del ministro Biondi) è qualcosa di assolutamente necessario per uscire da una situazione, evidente ormai, di ricatto, stallo e veti continui da una parte della magistratura e di gran parte dell&#8217;informazione.</p>
<p>Un saggio questo che è un atto d&#8217;accusa sferzante a quanto accaduto in questi ultimi trent&#8217;anni, compreso lo scellerato taglio dei parlamentari, all&#8217;incapacità cronica italiana di attuare riforme costituzionali (e non) che siano strutturali, armoniche e con una visione del futuro e che non rispondano ai veti di corporazioni intoccabili, all&#8217;urla di movimenti politici che vivono di click o di ridicoli slogan come “uno vale uno” o della caciara di talk show televisivi e giornali che sono diventati ormai aule di tribunale e casse di risonanza dei peggiori istinti popolari.</p>
<p>“L&#8217;eutanasia della democrazia” è un atto d&#8217;amore fuori dagli schemi e non allineato alla vulgata attuale, che sarà probabilmente poco ascoltato e magari anche sbeffeggiato ma che faccio completamente mio, rivolto alla Costituzione, al Parlamento, al ruolo tanto vituperato dei Parlamentari e a quella parola, sventolata da una parte e dall&#8217;altra spesso solo per meri ritorni personali, chiamata Garantismo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Andrea Consonni" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/andrea-consonni/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Andrea Consonni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/leutanasia-della-democrazia-il-colpo-di-mani-pulite-di-giuseppe-benedetto-ed-rubbettino/">&#8220;L’eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite&#8221; di Giuseppe Benedetto (ed. Rubbettino)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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