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	<title>umanità Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>umanità Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Kramer contro Kramer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vox]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 21:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci si va convincendo che il reale problema che abbiamo, come Umanità, come Europei, come Italiani, è la parola. Per due motivi: il primo è che si è perduta l’ampiezza del vocabolario e la conoscenza del reale significato delle parole, deformato, contorto, interpretato, abusato, stiracchiato. Uno che parla è sicuro di quello che vuol dire, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si va convincendo che il reale problema che abbiamo, come Umanità, come Europei, come Italiani, è la parola.</p>
<p>Per due motivi: il primo è che si è perduta l’ampiezza del vocabolario e la conoscenza del reale significato delle parole, deformato, contorto, interpretato, abusato, stiracchiato. Uno che parla è sicuro di quello che vuol dire, ma non c’è certezza di cosa e quanto l’interlocutore capisca.</p>
<p>Il secondo è che si è abituati a classificare l’interlocutore nella modalità On/OFF, Bianco o Nero, con me o contro di me. La condivisione, o meno, della opinione o pensiero dell’interlocutore fa di quella persona, in automatico, un amico o un nemico: qualunque siano le sue argomentazioni.</p>
<p>Tutto questo si traduce in disprezzo delle identità, in costrizione delle libertà, in mortificazione delle dignità, esercitati proprio da chi, a parole, strenuamente ma ipocritamente, sostiene questi valori.</p>
<p>Vi pare poco?</p>
<p>Non è a dire che questa fenomenologia umana non fosse presente nel passato, di qualunque era; c’era, eccome!</p>
<p>Ma nei tempi odierni di evanescenza dei confini, altrimenti detta di globalizzazione, per merci, capitali e uomini; di scienza della comunicazione, sempre più sofisticata nell’assolvimento del proprio ruolo di convincimento e plagio, fino a creare vere e proprie irreali e virtuali costruzioni; di sbrigativa interazione che elude ogni approfondimento e promuove la superficiale “sloganizzazione” della cultura; rendono il fenomeno addirittura dominante facendo emergere prepotente il lato negativo dell’uomo.</p>
<p>È del tutto evidente come agevolmente si diffonda il “dialogo da bar”, senza costrutto né obiettivo, pari all’inconsistente moto browniano.</p>
<p>Bianco o Nero? Si dimentica che la vita umana è fatta da “50 sfumature di grigio”.</p>
<p>Ciò accade, ad esempio, per quanto riguarda la Guerra che attanaglia, oggi, addirittura il mondo intero: quella Russo/Ucraina.</p>
<p>Pro-Russia o pro-Ucraina è la scelta. E se per caso la tua posizione è in una area di analisi “grigia”, allora i rischi, di essere tacciato come persona equivoca, inaffidabile, ambigua e sospetta, sono molto alti.</p>
<p>Non ci si ferma, nemmeno per un istante, a considerare che le guerre, tutte le guerre, non le fanno le genti: queste sono quelle che le subiscono e ne pagano, in toto, le conseguenze.</p>
<p>Non ci si ferma, nemmeno per un istante a considerare che le guerre, tutte le guerre, vanno condannate perché le vogliono i potenti per perseguire i loro inconfessabili obiettivi, le protraggono fin quando vogliono loro e siglano accordi di pace quando decidono loro.</p>
<p>Le combattono, invece, le genti con il sangue, le fatiche, la distruzione, le devastazioni, l&#8217;odio dilagante, lo scempio del sociale e della economia.</p>
<p>La storia è raccontata attraverso le guerre che vogliono i potenti: è il loro gioco del Monopoli. Loro si divertono così, dimentichi delle genti, plagiando le loro menti, usandole come pedoni la cui esistenza è irrilevante, e, infine, premiandole con futili lodi all’eroismo e con medaglie al valore.</p>
<p>E, quelle stesse genti, dopo aver messo in gioco la propria vita, i propri beni, la propria casa, subito emigrazione ed essersi indebitate, debbono anche ricostruire.</p>
<p>È innegabile che questa guerra maledetta, stranamente la più documentata a dimostrazione di grandi interessi in gioco, è combattuta fuori dall’Ucraina.</p>
<p>Da un lato Biden, con il suo incedere incerto, sempre in procinto di salire su di un elicottero o su di un aereo; Johnson, con il suo incedere curvo e scapigliato, sempre ripreso, frettoloso, mentre attraversa Downing street con la borsa sotto il braccio; Draghi, compassato e plumbeo, sempre alla scrivania o al tavolo delle conferenze, da impiegato modello; Zelenskyj, sempre in tenuta semplicemente militare, mentre impersona la parte di eroico condottiero resistente; dall’altro Putin, sempre in perfetta tenuta aplomb, parsimonioso e composto nel parlare, impegnato nella parte di statista. Quest’ultimo sembra solitario ma, sullo sfondo, si nota Xi Jinping, nella parte di osservatore attento e riflessivo, a guisa di felino appostato, che ha già ammonito due volte l’Occidente; come due volte sono state gli ammonimenti russi all’Italia che appare, stranamente, in “prima linea” nel conflitto, pur disastrata nella economia reale.</p>
<p>Questa guerra è tanto importante che anche le Chiese si sono schierate: quella cattolica romana di Francesco; quella ortodossa russa di Kirill.</p>
<p>Il processo dell’escalation si è ripetuto immutabile attraverso la comunicazione: differenziazione, discriminazione, colpevolizzazione, criminalizzazione.</p>
<p>Un processo ben sperimentato, tanto che due popoli quasi apparentati, ora si odiano. Un processo comunicativo mondiale: tutti sono chiamati a concorrere; in un mondo pieno di conflitt eternamente irrisolti, svetta la guerra ucraina.</p>
<p>Ma che c’entrano le genti, in queste assurde diatribe di guerra?</p>
<p>Il sangue versato è loro, le case sventate sono loro, i supplizi sofferti sono loro, i danni subiti sono loro; i profughi sono loro, loro sono le fatiche per la ricostruzione.</p>
<p>Ci si combatte in nome di ideali costruiti ad arte mentre i reali motivi dei conflitti sono altri, economici e di potere.</p>
<p>I veri giocatori della partita, quelli che distruggono le identità delle genti, quelli che annichiliscono i diritti delle libertà naturali, quelli che sviliscono le dignità dei popoli, sono altrove, al sicuro.</p>
<p>Il nostro è un mondo di guerre, un mondo la cui storia si narra proprio attraverso le guerre; mentre, intorno a quei veri giocatori che pescano nel torbido dell’animo umano, si affolla uno stuolo di giannizzeri vocianti che, cinici e arroganti, favoriscono le strategie degli interessi.</p>
<p>A mala pena le umili genti si sono liberate del medioevale “ius primae noctis”, per ricadere nelle reti di degenerazioni più sofisticate.</p>
<p>In una società sempre più globalizzata, anche i conflitti diventano globali.</p>
<p>Non è forse il caso che le genti comincino a gridare “Basta!” a questi potenti? Non è forse il caso di abbattere il muro fra potenti e umili? Non è forse il caso di valorizzare le proprie identità, a fatica costruite nel tempo, affermando la inutilità delle guerre? Non è forse il caso di reclamare le proprie libertà naturali? Non è forse il tempo di acquisire consapevolezza dei plagi e delle fake news cui le genti sono soggette? Non è forse il caso di sedersi, invece di combattere, ad un tavolo conviviale ricacciando i prepotenti e potenti che, chiaramente complici nei loro giochi, tali sono perché ci sono le umili genti?</p>
<p>Queste, le umili genti, sono la reale Umanità: è tempo, tuttavia, che si svegli.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Vox" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/04/antonio-vox.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-vox/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Vox</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Laura in Fisica con pubblicazione della tesi, sperimentale</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo IRI/Finsiel/Italsiel (Sistemi Informativi Elettronici)</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo Finmeccanica/Alenia/Quadrics (Supercomputer), in Bristol (UK)</p>
<p>Costituzione di uffici territoriali internazionali per supercomputers nella Silicon Valley, Pechino, Singapore.</p>
<p>Membro di Consigli di Amministrazione, Comitati Tecnico-Scientifici, Task Force for large&amp;complex projects</p>
<p>Presidente di aziende specializzate e monotematiche (formazione, organizzazione, sviluppo impresa)</p>
<p>Titolare di Master in HRM (Human Resources Management)</p>
<p>Alcune relazioni progettuali/commerciali (PAC, PAL, Banche, PMI, MIT, CalTech, Accademia delle Scienze di Pechino e Singapore, Nato, …).</p>
<p>Commissario del PLI &#8211; Partito Liberale Italiano &#8211; per la regione Puglia e Presidente del Consiglio Nazionale.</p>
<p>Presidente di “Sistema Paese – Economia Reale &amp; Società Civile –</p>
<p>Vicesegretario della formazione politica “La Casa dei Liberali”.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/kramer-contro-kramer/">Kramer contro Kramer</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La persona umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 20:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[caterina calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#60;&#60;Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure lo hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato&#62;&#62;. (salmo 8). L’uomo, inteso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;&lt;Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure lo hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato&gt;&gt;. (salmo 8). L’uomo, inteso come genere umano, è dunque vertice della creazione (cfr. Gen 1,28), posto in cima alle creature e secondo solo a Dio. Ciò sottolinea che la persona umana ha una dignità inalienabile, come si legge in <em>Gaudium et Spes</em> al cap.1. Inoltre, la legge morale che è in noi, riconosce e spinge verso il rispetto reciproco tra le persone. Con queste attuali, minuziose differenziazioni sembra che torni in auge la filosofia del “<em>homo</em> <em>somaticus</em>” che riguarda cioè la dimensione corporea dell’uomo. Ma la dignità dell’uomo deve necessariamente comprendere anche tutte le altre dimensioni contemplando anche ”<em>homo sapiens</em>” “<em>homo vivens</em>” “<em>homo religiosus</em>”. Quasi tutti i grandi filosofi hanno fatto delle riflessioni sul corpo ma esclusivamente in rapporto con l’anima. Ci piace qui ricordare come Platone abbia addirittura tripartito l’anima connettendola al <em>soma </em>così da avere una anima razionale (cervello) che attiene al pensiero, una irascibile (cuore) che attiene ai sentimenti, e una concupiscible (visceri) che attiene ai bisogni del corpo. Ora la frantumazione dei generi porta a formulare leggi sempre più specifiche che circoscrivono e sottolineano la diversità. Dette leggi, ancora in itinere, tentano di difendere piccole porzioni di diritto estrapolando il particolare dall’universale col rischio di prevaricare e annichilire il diritto universale. Anzi, universalizzando il particolare si prevarica tutto ciò che esula dal particolare stesso. Il rimedio quindi risulterebbe peggiore del male. Il rispetto dovuto alla persona umana nella sua totalità deve contemplare tutti gli ambiti del “gioiello della creazione”: l’uomo. Se si tenesse presente questo semplice principio non ci sarebbero prevaricazioni contro cui combattere. Perché non è meno grave una violenza verbale e fisica nei confronti del genere femminile, come gli orrendi e inarginabili “femminicidi” o nei confronti della vita nascente, ma anche nei riguardi dei bambini già nati ma abusati e finanche uccisi. Oppure il disonorevole, squallido commercio delle persone umane, ridotte a “cose”, dove la dignità sembra perduta per sempre.  Se per ogni tipologia di sopruso, purtroppo esistente, è necessaria una nuova legge che differenzia anche le pene, istituendole ad hoc, allora la persona umana nella sua specifica totalità ha conosciuto i suoi giorni ed ora non gli si accorda più il rispetto dovuto. Al di sopra delle norme, occorre promuove il rispetto profondo per la persona umana, altrimenti imbocchiamo la strada del labirinto delle Leggi ed è fatale incontrare il minotauro ivi racchiuso… .</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Caterina Calabrese" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/04/caterina-calabrese-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/caterina-calabrese/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Caterina Calabrese</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Laureata in Tecnologia alimentare e in scienze religiose. Giornalista freelance dal 1990, scrive per diverse testate nazionali. Con il marito, ha scritto <em>La dieta dei vostri bambini </em>(Piemme, 1991), <em>La dieta in gravidanza</em> (Sperling &amp; Kupfer, 1997), <em>Bambini, a tavola!</em> (Piemme, 2000), <em>La dieta del Terzo Millennio</em> (La Stampa, 2001),<em> Cibo etico – Cibo dietetico</em> (Piemme, 2007).</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-persona-umana/">La persona umana</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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