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	<title>25 aprile Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>25 aprile Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Un auspicio sul 25 Aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 21:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giunti al 79° anniversario della Liberazione, sul tema antifascismo continua purtroppo ad essere ancora diffuso un grave errore concettuale. Larga parte del paese – più precisamente quella di sinistra, sia essa marxista, cattolica o laica – è convinta che il governo possa dirsi democratico solo se innanzitutto dichiara di essere antifascista. E’ una convinzione sbagliata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giunti al 79° anniversario della Liberazione, sul tema antifascismo continua purtroppo ad essere ancora diffuso un grave errore concettuale. Larga parte del paese – più precisamente quella di sinistra, sia essa marxista, cattolica o laica – è<br />
convinta che il governo possa dirsi democratico solo se innanzitutto dichiara di essere antifascista. E’ una convinzione sbagliata e perciò pericolosa.<br />
I liberali – che sono stati antifascisti fin da quando opposero al Manifesto del Fascismo (a firma di Gentile, Pirandello, D’Annunzio, Ungaretti, Malaparte e dal futurista Marinetti) il Manifesto degli antifascisti promosso da Croce (e poi sottoscritto tra gli altri da Einaudi, Amendola, Alvaro, Montale, Momigliano, Matilde Serao, Salvemini) – sono certi delle responsabilità del fascismo e della sua perenne inadeguatezza per governare la convivenza civile. Peraltro, in base all’esperienza storica, sono altrettanto sicuri che l’antifascismo è una condizione necessaria ma che non può mai essere sufficiente per garantire la libera convivenza dei cittadini.<br />
Per tale garanzia, ci vuole la pratica della libertà, del riconoscere la diversità di ciascun convivente, di accettare il continuo conflitto democratico tra le diverse proposte dei cittadini. Dunque occorrono l’autonomia della cultura dalla politica, l’abbandono del fideismo, il rifiuto di ogni concezione totalitaria. E’ distorcente focalizzare l’impegno solo sull’antifascismo e trascurare l’anticomunismo oppure l’avversare i movimenti politico culturali che danneggiano la libera convivenza civile.<br />
Invece atti di opposto indirizzo costellano l’attuale celebrazione del 25 aprile. A cominciare dal tentativo di strumentalizzare la celebrazione per opporsi al Governo in carica quale appartenente al filone della Repubblica Sociale. Od anche dal mettere in discussione, come sta avvenendo in varie parti d’Italia, il diritto di considerare parte integrante delle forze della Resistenza la Brigata Ebraica che ne fu sempre parte materiale (a differenza delle forze arabe palestinesi alleate dei nazisti).<br />
Od anche dall’indignarsi per le bombe su Gaza ed usare l’occasione del 25 aprile per chiedere di por fine agli accordi con le università israeliane fingendo che non esista il massacro del 7 ottobre perpetrato a freddo da Hamas.<br />
L’auspicio dei liberali sul 25 aprile è che finalmente si utilizzi questa ricorrenza non per celebrare l’antifascismo, non per attaccare il Governo, bensì per rafforzare la pratica dei principi di libertà evocati da tale data: E per togliere dal tavolo tutte le suggestioni di sogni impositivi che sono un pericolo quotidiano per il far vivere la<br />
libertà individuale del cittadino, che, attivando gli scambi tra diversi, agisce in aiuto dei più deboli ed è la premessa ineludibile della pace.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
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		<title>Per un 25 aprile colorato dal tricolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Chelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 17:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chelo]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricorrenza del 25 aprile si avvicina a grandi passi e mai come quest’anno sarà carica, o meglio caricata, di significati politici. Tutti sanno come andò la storia, ma giova ripercorre sinteticamente la genesi della ricorrenza. Il 25 aprile nasce come celebrazione della “liberazione del suolo italiano dall’occupazione nazista” del 1945. Già, perché l’otto settembre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricorrenza del 25 aprile si avvicina a grandi passi e mai come quest’anno sarà carica, o meglio caricata, di significati politici. Tutti sanno come andò la storia, ma giova ripercorre sinteticamente la genesi della ricorrenza.</p>
<p>Il 25 aprile nasce come celebrazione della “liberazione del suolo italiano dall’occupazione nazista” del 1945. Già, perché l’otto settembre del ‘43 le forze armate tedesche invasero l’Italia, paese considerato da quel momento un nemico a tutti gli effetti, al pari di Francia e Inghilterra, con l’aggravante del “tradimento”: il peggiore dei nemici. L’Armistizio di Cassibile di cinque giorni prima (3 settembre ‘43) ad opera del Governo Badoglio che destituì Mussolini, sancì infatti il disimpegno dell’Italia dall’alleanza con la Germania nazista e la resa incondizionata agli anglo-americani che furono considerati di fatto i nuovi alleati. Le forze armate tedesche, sciaguratamente sostenute da quella parte di fascisti che aderirono alla cosiddetta Repubblica Sociale, si distinsero per la particolare ferocia usata nei confronti dei nuovi nemici italiani. Ne sono testimonianza le tante rappresaglie che hanno insanguinato il Paese: ad ogni sconfitta militare sul campo, corrispondeva una “vendetta” nei confronti dei civili italiani, perlopiù rastrellati nelle carceri ad opera dell’alleato fascista repubblichino.</p>
<p>In questo quadro nasce la Resistenza, volta a liberare il suolo italiano dall’oppressore nazista. Una gran parte di giovani rifiutò la leva militare poiché li avrebbe costretti a combattere gli italiani al fianco dei nazisti ed anche diversi militari, per la stessa ragione, disertarono. Così nacquero le formazioni partigiane, i partiti c’entravano davvero poco.</p>
<p>Nell’aprile del 1945, i nazisti furono sconfitti e lasciarono il suolo italiano. L’Italia liberata volle ricordare quel momento, così De Gasperi propose la ricorrenza del 25 aprile come celebrazione della liberazione dell’Italia dall’occupante nazista, sostenuto dai fascisti della Repubblica Sociale. La ricorrenza prese il nome di “liberazione dal nazi-fascismo”.</p>
<p>Nel tempo, essa di trasformò di fatto in “giornata anti-fascista” e le bandiere rosse presero il sopravvento su quelle tricolori, così la celebrazione della liberazione del suolo italiano dall’occupante nazista, da ricorrenza nazionale, si é trasformata in ricorrenza politica, spesso divisiva, occasione di strumentalizzazioni politiche di vario genere.</p>
<p>Anche il prossimo 25 aprile sarà così? Sì, certo, anzi lo sarà anche più che in passato poiché, con ogni probabilità, i più trasformeranno la ricorrenza in pretesto anti-governativo. Le grandi manovre sono già iniziate e lo si capisce dalle polemiche seguite alla dichiarazione di Palazzo Chigi del 24 marzo scorso, in ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Ecco il testo della dichiarazione: <em>Oggi l</em><em>’</em><em>Italia onora le vittime dell</em><em>’</em><em>eccidio delle Fosse Ardeatine. Settantanove anni fa 335 italiani sono stati barbaramente trucidati dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia dell</em><em>’</em><em>attacco partigiano di via Rasella. Una strage che ha segnato una delle ferite più profonde e dolorose inferte alla nostra comunità nazionale: 335 italiani innocenti massacrati solo perché</em> <em>italiani. Spetta a tutti noi &#8211; Istituzioni, società civile, scuola e mondo dell</em><em>’</em><em>informazione &#8211; ricordare quei martiri e raccontare in particolare alle giovani generazioni cosa è successo in quel terribile 24 marzo 1944. La memoria non sia mai un puro esercizio di stile ma un dovere civico da esercitare ogni giorno.</em></p>
<p>La strage delle Fosse Ardeatine fu una rappresaglia nazista anti-italiana. La dichiarazione dice solo il vero. Ma dice tutto il vero? No, non proprio tutto, sarebbe bastato aggiungere poche parole e cioè che le “truppe di occupazione naziste” furono sostenute dalla Repubblica Sociale, per rendere perfetta quella dichiarazione. Ciò nondimeno non ci sono gli estremi per una polemica così irridente come quella che ne é derivata. Ancora una volta si ha la dimostrazione di come nella percezione collettiva il senso della ricorrenza sia stato stravolto: da celebrazione della liberazione del suolo italiano dall’occupante nazista a “giornata anti-fascista”.</p>
<p>Chi ha davvero a cuore l’emancipazione del nostro Paese non può non lavorare al superamento di questo bloccante equivoco storico e a un nuovo patto fondativo nazionale, grazie al quale questa ricorrenza possa nuovamente e orgogliosamente ritrovare il tricolore.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2023/03/alessandro-chelo.webp" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/alessandro-chelo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Alessandro Chelo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Sono nato a Genova nel 1958. A Genova ho maturato le mie prime esperienze professionali, lavorando nel mondo dell’information technology, prima in ambito commerciale, poi manageriale.</p>
<p>Con la mia prima moglie, nel 1991, ho adottato una bambina brasiliana, Vanessa, oggi trentenne. L’esperienza della paternità adottiva mi ha insegnato molto sul temi dell’identità. Mi sono convinto che si cresca maggiormente affermando la propria autentica essenza che non adottando modelli magari vincenti, ma non allineati con le proprie corde.</p>
<p>Dopo una ventennale parentesi milanese, a partire dal 2015, vivo nuovamente a Genova con la mia seconda moglie, Florence, keniana, e i nostri due bambini, Egle e Kadenge. L’incontro con Florence mi ha consentito di entrare in contatto con una cultura molto diversa, grazie alla quale ho interiorizzato tre valori che, credo, possano ispirarci nella vita di tutti i giorni: profondità, semplicità, autenticità.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di maturare un’importante esperienza nel mondo sportivo, al fianco di alcuni tra i più affermati allenatori di calcio e di pallavolo. Nel mondo dell’impresa, grazie ai miei percorsi di talent coaching, ho seguito centinaia di manager di aziende nazionali e multinazionali e, in qualità di speaker, ho condiviso i miei pensieri e le mie esperienze in occasione di decine di meeting e convention.</p>
<p>Grazie a queste esperienze, ho messo a fuoco la centralità del talento nello sviluppo personale e mi sono convinto che gli individui crescano più autenticamente investendo sul potenziamento dei propri fattori di successo che non sul miglioramento delle proprie carenze.</p>
<p>A partire da questi convincimenti, ho sviluppato un approccio al coaching fortemente umanistico e ho pubblicato <a href="https://www.alessandrochelo.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">varie opere</a> con Sperling &amp; Kupfer, Guerini e Feltrinelli, alcune delle quali tradotte in diverse lingue, tra cui il coreano e il giapponese.</p>
<p>Oggi, insieme a mia moglie, mi dedico a <a href="https://moggenova.it/le-cucine/chakula-chema-ristorante-keniota/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chakula Chema</a>, il laboratorio di gastronomia del Kenya che si trova al Mercato orientale di Genova. Presso questa struttura ospito gruppi per meeting e momenti formativi. Con Florence, abbiamo inoltre dato vita a <a href="https://www.tripadvisor.com/Hotel_Review-g661279-d3545313-Reviews-ShambaZuri-Watamu_Coast_Province.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ShambaZuri</a>, un agriturismo africano che si trova nella regione costiera del Kenya.</p>
<p>Questo blog rappresenta il mio desiderio di mettere al servizio della società nel suo complesso, l’esperienza che ho maturato in ambito aziendale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://alechelo.blog/" target="_self" >alechelo.blog/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/per-un-25-aprile-colorato-dal-tricolore/">Per un 25 aprile colorato dal tricolore</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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