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	<title>antonio vox Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>antonio vox Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>La tragedia italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vox]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 19:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eravamo un popolo “di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori…”. Questa, virgolettata, è la famosissima frase che Benito Mussolini pronunciò in un suo discorso del 1935. E, infatti, essa descrive l’Italia, e gli italiani, come ricchissimo giacimento, riconosciuto universalmente, di fantasia e di creatività, di cultura e di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo un popolo “di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori…”.</p>
<p>Questa, virgolettata, è la famosissima frase che Benito Mussolini pronunciò in un suo discorso del 1935.<br />
E, infatti, essa descrive l’Italia, e gli italiani, come ricchissimo giacimento, riconosciuto universalmente, di fantasia e di creatività, di cultura e di opere d’arte, di monumenti e di storia, di identità.</p>
<p>Il fatto che il tessuto produttivo del nostro Paese sia costituito, per oltre il 90%, da Piccole e Medie imprese, statisticamente non più grandi dei 15 dipendenti, non è altro che la plastica traduzione delle citate caratteristiche della italica gente: insofferente alle regole, attaccata alla libertà della vita e del pensiero, intraprendente e costruttrice, poco incline alla sudditanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure, dalla fine degli anni ’70 ad oggi, in mezzo secolo, c’è stato un sorprendente cambiamento.</p>
<p>Siamo diventati un popolo con la “norma” incorporata nel DNA.</p>
<p>Non sappiamo più vivere senza la “norma”. Abbiamo bisogno, addirittura, di modelli preconfezionati per scrivere una domanda o una istanza.  Consideriamo la “norma” essenziale e indiscutibile. Abbiamo perso il senso dell’obiettivo per abbandonarci alle convenzioni delle procedure e dei processi, benché demenziali. Siamo talmente insicuri e frustrati che non riusciamo a fare a meno dell’esperto e del professionista, in tutti i campi, perché la sovrastruttura normativa è talmente asfissiante che non riusciamo a vivere senza la “coperta di Linus” dell’amico esperto.</p>
<p>Il risultato è che, in Italia, è tutto difficile: non si riesce a concludere nulla; in sostanza siamo un popolo immobile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È chiaro che questo scenario possa sembrare irreale ai ben pensanti che non possono fare a meno, credo, d’obiettare: “Ma come, la norma non serve”? “Per piacere, non siamo superficiali; facciamo le cose per bene!”. E così via.</p>
<p>Ma, intanto, il disagio ci pervade proprio perché viviamo una vita non nostra.</p>
<p>Sintetizzando, siamo in un sistema sociale “controllato” e non “governato”.</p>
<p>Per non essere tacciati come gente “antisistema” e piagnona, visto che siamo invece consapevoli che la società civile è un “sistema complesso” e come tale va “governato”, vogliamo fare alcune concretissime e verificabili considerazioni, ponendo attenzione ad alcune spie, oramai sempre accese, ma che vengono sistematicamente ignorate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spia N1: INCAPACITA’ di GOVERNO.</p>
<p>Tutti siamo consapevoli che bisogna “fare le riforme” per rilanciare il Paese, ma la politica non sa cosa e come fare, in questo ambiente farraginoso. Così ci si riduce a qualche aggiustamento gattopardesco sempre orientato a ispessire lo strato normativo. Per esempio, tutti asseriscono che il PNRR sia una opportunità di crescita economica e sviluppo sociale; ma dei cosiddetti progetti “d’investimento buono”, fra l’altro affidati alla vorace Pubblica Amministrazione, non se ne vedono.</p>
<p>Cingolani e Colao, i Ministri della “transizione”, ambientale, energetica e digitale &#8211; temi molto cari al Presidente del Consiglio e al Parlamento &#8211; hanno prodotto solo la puzza del famoso topolino partorito dalla montagna; una montagna, costosissima.</p>
<p>Forse perché tutti e tre sono tecnici e non politici?</p>
<p>Come sappiamo, l’Italia gestirà un ammontare di <strong>223,91 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Nel complesso, il <strong>27 % delle risorse è dedicato alla digitalizzazione</strong>, il 40 % per il contrasto al cambiamento climatico e più del 10% alla coesione sociale.</p>
<p>Qualcuno sa individuare gli “investimenti buoni”?  Il 27% è fatto da server, reti, “apps” che sono parenti del “monitoraggio e controllo”; il 40% sono soldi che si spendono (a carico dei contribuenti) per “apparare” danni ambientali prodotti da una politica prospettica storicamente inesistente; il 10% ricorda i bonus per tenere buona la gente mentre sovrasta la onerosa cappa dei guai delle mancate riforme, della pandemia e della guerra che l’italiano non vuole.</p>
<p>Questa storia qualcuno la legge in maniera diversa?</p>
<p>Spia N2: esorbitante numero di togati.</p>
<p>Il Rapporto Censis del marzo 2021, redatto insieme Cassa Forense (ente previdenziale di categoria) e altri siti ufficiali quali quello dell’OUA (Organismo Unitario Avvocatura), dichiarano che in Italia c’è un esercito in toga: 245.000 mentre, nel 1985, non arrivavano a 49.000. Un boom incredibile in un trentennio! Addirittura, in Lazio e Campania, ce ne sono 66.000, più che in tutta la Francia che ne conta 60.000.</p>
<p>Al 1° gennaio 2021, il numero degli avvocati erano 245.000 in Italia, 166.000 in Germania, 60.000 in Francia.</p>
<p>Non vi sembra che si debba concludere che qualcosa non va nell’equilibrio generale del nostro Paese? Come mai la società italiana ha preso questo orientamento? Tanti avvocati significano tantissimi conflitti. Siamo proprio sicuri che il numero dei conflitti reali siano sufficienti ad alimentare la potenza di fuoco dell’esercito degli avvocati? Forse tanti di loro sono disoccupati e vanno ad ingrossare, per vivere, le fila di chi ha bisogno di sbarcare il lunario, con ogni mezzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spia N3: Il numero esorbitante delle “norme”.</p>
<p>Quante sono le norme in Italia? Il Poligrafico di Stato dichiara che gli atti normativi in vigore sono circa 111mila. Però si limita al numero di quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, a sola valenza nazionale. Poi c’è tutta la Pubblica Amministrazione Locale.</p>
<p>Meno male che l’ex ministro per la Semplificazione Normativa, Calderoli, ha dichiarato di essere riuscito a tagliare la bellezza di 375mila leggi inutili: una enormità!</p>
<p>Il Presidente della Repubblica, con i suoi DPR, è l’Organo costituzionale più prolifico: la metà delle norme totali e il quadruplo delle leggi parlamentari.</p>
<p>Ci sarebbe da chiedersi quale sia, nella Repubblica parlamentare italiana, l’Organo Costituzionale Legislativo. Il 18 aprile 2020, Paolo Zabeo, dell’Ufficio studi della CGIA, scrive: “In Italia si stima vi siano 160.000 norme, di cui 71.000 promulgate a livello centrale e le rimanenti a livello regionale e locale.</p>
<p>In Francia, invece, sono 7.000, in Germania 5.500 e nel Regno Unito 3.000”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spia N4: L’insostenibile costo della Burocrazia per la Economia Reale.</p>
<p>Il centro studi della Cgia di Mestre stima in € 100 mld il costo, per le Piccole e Medie Imprese, nell’applicazione delle complesse procedure e disposizioni burocratiche.  La stima è relativa al solo mondo delle PMI, ma c’è tutta la Società cCvile che sopporta costi assurdi quando viene a contatto con la Pubblica Amministrazione. Ciò induce la necessità di usare professionisti esperti che sappiano navigare nel labirinto delle norme, delle procedure e dei processi. La burocrazia non è al servizio del cittadino ma è un gravissimo ostacolo alla qualità della vita.</p>
<p>Paolo Zabeo dichiara, per le PMI:<br />
“La stima del costo che incombe sul nostro sistema produttivo per la gestione dei rapporti con la PA ammonta a 57,2 miliardi di euro; se a questi aggiungiamo anche i mancati pagamenti da parte dello Stato centrale e delle Autonomie locali nei confronti dei propri fornitori … il cattivo funzionamento del nostro settore pubblico grava sul sistema produttivo italiano per quasi € 100 mld all’anno”.</p>
<p>Qualcuno potrebbe obiettare, da incompetente, che la digitalizzazione risolverebbe tutti i problemi. È bene che lo si tranquillizzi: se la progettualità applicativa non è basata sulla flessibilità e sulla adattabilità alla evoluzione, la digitalizzazione diverrà essa stessa una armatura di ferro perché “congela e potenzia”, irrimediabilmente, gli strati normativi. Su questo versante il PNRR non affronta il reale problema.</p>
<p>In conclusione, l’Economia Reale e la Società Civile oberate dal cancro burocratico, arranca, anche affannata, fra pandemia e guerra; inoltre siamo in uno scenario sociopolitico “controllato” e non “governato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con tutti questi dati a disposizione, se voi foste al governo, da dove comincereste?</p>
<p>Badate che facendo finta di nulla e lasciar fare non è una soluzione.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Vox" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/04/antonio-vox.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-vox/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Vox</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Laura in Fisica con pubblicazione della tesi, sperimentale</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo IRI/Finsiel/Italsiel (Sistemi Informativi Elettronici)</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo Finmeccanica/Alenia/Quadrics (Supercomputer), in Bristol (UK)</p>
<p>Costituzione di uffici territoriali internazionali per supercomputers nella Silicon Valley, Pechino, Singapore.</p>
<p>Membro di Consigli di Amministrazione, Comitati Tecnico-Scientifici, Task Force for large&amp;complex projects</p>
<p>Presidente di aziende specializzate e monotematiche (formazione, organizzazione, sviluppo impresa)</p>
<p>Titolare di Master in HRM (Human Resources Management)</p>
<p>Alcune relazioni progettuali/commerciali (PAC, PAL, Banche, PMI, MIT, CalTech, Accademia delle Scienze di Pechino e Singapore, Nato, …).</p>
<p>Commissario del PLI &#8211; Partito Liberale Italiano &#8211; per la regione Puglia e Presidente del Consiglio Nazionale.</p>
<p>Presidente di “Sistema Paese – Economia Reale &amp; Società Civile –</p>
<p>Vicesegretario della formazione politica “La Casa dei Liberali”.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-tragedia-italiana/">La tragedia italiana</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Kramer contro Kramer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vox]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 21:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio vox]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci si va convincendo che il reale problema che abbiamo, come Umanità, come Europei, come Italiani, è la parola. Per due motivi: il primo è che si è perduta l’ampiezza del vocabolario e la conoscenza del reale significato delle parole, deformato, contorto, interpretato, abusato, stiracchiato. Uno che parla è sicuro di quello che vuol dire, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si va convincendo che il reale problema che abbiamo, come Umanità, come Europei, come Italiani, è la parola.</p>
<p>Per due motivi: il primo è che si è perduta l’ampiezza del vocabolario e la conoscenza del reale significato delle parole, deformato, contorto, interpretato, abusato, stiracchiato. Uno che parla è sicuro di quello che vuol dire, ma non c’è certezza di cosa e quanto l’interlocutore capisca.</p>
<p>Il secondo è che si è abituati a classificare l’interlocutore nella modalità On/OFF, Bianco o Nero, con me o contro di me. La condivisione, o meno, della opinione o pensiero dell’interlocutore fa di quella persona, in automatico, un amico o un nemico: qualunque siano le sue argomentazioni.</p>
<p>Tutto questo si traduce in disprezzo delle identità, in costrizione delle libertà, in mortificazione delle dignità, esercitati proprio da chi, a parole, strenuamente ma ipocritamente, sostiene questi valori.</p>
<p>Vi pare poco?</p>
<p>Non è a dire che questa fenomenologia umana non fosse presente nel passato, di qualunque era; c’era, eccome!</p>
<p>Ma nei tempi odierni di evanescenza dei confini, altrimenti detta di globalizzazione, per merci, capitali e uomini; di scienza della comunicazione, sempre più sofisticata nell’assolvimento del proprio ruolo di convincimento e plagio, fino a creare vere e proprie irreali e virtuali costruzioni; di sbrigativa interazione che elude ogni approfondimento e promuove la superficiale “sloganizzazione” della cultura; rendono il fenomeno addirittura dominante facendo emergere prepotente il lato negativo dell’uomo.</p>
<p>È del tutto evidente come agevolmente si diffonda il “dialogo da bar”, senza costrutto né obiettivo, pari all’inconsistente moto browniano.</p>
<p>Bianco o Nero? Si dimentica che la vita umana è fatta da “50 sfumature di grigio”.</p>
<p>Ciò accade, ad esempio, per quanto riguarda la Guerra che attanaglia, oggi, addirittura il mondo intero: quella Russo/Ucraina.</p>
<p>Pro-Russia o pro-Ucraina è la scelta. E se per caso la tua posizione è in una area di analisi “grigia”, allora i rischi, di essere tacciato come persona equivoca, inaffidabile, ambigua e sospetta, sono molto alti.</p>
<p>Non ci si ferma, nemmeno per un istante, a considerare che le guerre, tutte le guerre, non le fanno le genti: queste sono quelle che le subiscono e ne pagano, in toto, le conseguenze.</p>
<p>Non ci si ferma, nemmeno per un istante a considerare che le guerre, tutte le guerre, vanno condannate perché le vogliono i potenti per perseguire i loro inconfessabili obiettivi, le protraggono fin quando vogliono loro e siglano accordi di pace quando decidono loro.</p>
<p>Le combattono, invece, le genti con il sangue, le fatiche, la distruzione, le devastazioni, l&#8217;odio dilagante, lo scempio del sociale e della economia.</p>
<p>La storia è raccontata attraverso le guerre che vogliono i potenti: è il loro gioco del Monopoli. Loro si divertono così, dimentichi delle genti, plagiando le loro menti, usandole come pedoni la cui esistenza è irrilevante, e, infine, premiandole con futili lodi all’eroismo e con medaglie al valore.</p>
<p>E, quelle stesse genti, dopo aver messo in gioco la propria vita, i propri beni, la propria casa, subito emigrazione ed essersi indebitate, debbono anche ricostruire.</p>
<p>È innegabile che questa guerra maledetta, stranamente la più documentata a dimostrazione di grandi interessi in gioco, è combattuta fuori dall’Ucraina.</p>
<p>Da un lato Biden, con il suo incedere incerto, sempre in procinto di salire su di un elicottero o su di un aereo; Johnson, con il suo incedere curvo e scapigliato, sempre ripreso, frettoloso, mentre attraversa Downing street con la borsa sotto il braccio; Draghi, compassato e plumbeo, sempre alla scrivania o al tavolo delle conferenze, da impiegato modello; Zelenskyj, sempre in tenuta semplicemente militare, mentre impersona la parte di eroico condottiero resistente; dall’altro Putin, sempre in perfetta tenuta aplomb, parsimonioso e composto nel parlare, impegnato nella parte di statista. Quest’ultimo sembra solitario ma, sullo sfondo, si nota Xi Jinping, nella parte di osservatore attento e riflessivo, a guisa di felino appostato, che ha già ammonito due volte l’Occidente; come due volte sono state gli ammonimenti russi all’Italia che appare, stranamente, in “prima linea” nel conflitto, pur disastrata nella economia reale.</p>
<p>Questa guerra è tanto importante che anche le Chiese si sono schierate: quella cattolica romana di Francesco; quella ortodossa russa di Kirill.</p>
<p>Il processo dell’escalation si è ripetuto immutabile attraverso la comunicazione: differenziazione, discriminazione, colpevolizzazione, criminalizzazione.</p>
<p>Un processo ben sperimentato, tanto che due popoli quasi apparentati, ora si odiano. Un processo comunicativo mondiale: tutti sono chiamati a concorrere; in un mondo pieno di conflitt eternamente irrisolti, svetta la guerra ucraina.</p>
<p>Ma che c’entrano le genti, in queste assurde diatribe di guerra?</p>
<p>Il sangue versato è loro, le case sventate sono loro, i supplizi sofferti sono loro, i danni subiti sono loro; i profughi sono loro, loro sono le fatiche per la ricostruzione.</p>
<p>Ci si combatte in nome di ideali costruiti ad arte mentre i reali motivi dei conflitti sono altri, economici e di potere.</p>
<p>I veri giocatori della partita, quelli che distruggono le identità delle genti, quelli che annichiliscono i diritti delle libertà naturali, quelli che sviliscono le dignità dei popoli, sono altrove, al sicuro.</p>
<p>Il nostro è un mondo di guerre, un mondo la cui storia si narra proprio attraverso le guerre; mentre, intorno a quei veri giocatori che pescano nel torbido dell’animo umano, si affolla uno stuolo di giannizzeri vocianti che, cinici e arroganti, favoriscono le strategie degli interessi.</p>
<p>A mala pena le umili genti si sono liberate del medioevale “ius primae noctis”, per ricadere nelle reti di degenerazioni più sofisticate.</p>
<p>In una società sempre più globalizzata, anche i conflitti diventano globali.</p>
<p>Non è forse il caso che le genti comincino a gridare “Basta!” a questi potenti? Non è forse il caso di abbattere il muro fra potenti e umili? Non è forse il caso di valorizzare le proprie identità, a fatica costruite nel tempo, affermando la inutilità delle guerre? Non è forse il caso di reclamare le proprie libertà naturali? Non è forse il tempo di acquisire consapevolezza dei plagi e delle fake news cui le genti sono soggette? Non è forse il caso di sedersi, invece di combattere, ad un tavolo conviviale ricacciando i prepotenti e potenti che, chiaramente complici nei loro giochi, tali sono perché ci sono le umili genti?</p>
<p>Queste, le umili genti, sono la reale Umanità: è tempo, tuttavia, che si svegli.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Vox" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/04/antonio-vox.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-vox/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Vox</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Laura in Fisica con pubblicazione della tesi, sperimentale</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo IRI/Finsiel/Italsiel (Sistemi Informativi Elettronici)</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo Finmeccanica/Alenia/Quadrics (Supercomputer), in Bristol (UK)</p>
<p>Costituzione di uffici territoriali internazionali per supercomputers nella Silicon Valley, Pechino, Singapore.</p>
<p>Membro di Consigli di Amministrazione, Comitati Tecnico-Scientifici, Task Force for large&amp;complex projects</p>
<p>Presidente di aziende specializzate e monotematiche (formazione, organizzazione, sviluppo impresa)</p>
<p>Titolare di Master in HRM (Human Resources Management)</p>
<p>Alcune relazioni progettuali/commerciali (PAC, PAL, Banche, PMI, MIT, CalTech, Accademia delle Scienze di Pechino e Singapore, Nato, …).</p>
<p>Commissario del PLI &#8211; Partito Liberale Italiano &#8211; per la regione Puglia e Presidente del Consiglio Nazionale.</p>
<p>Presidente di “Sistema Paese – Economia Reale &amp; Società Civile –</p>
<p>Vicesegretario della formazione politica “La Casa dei Liberali”.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/kramer-contro-kramer/">Kramer contro Kramer</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Lo STATO e le BANCHE: l’attacco all’Economia Reale e alla Società Civile</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/lo-stato-e-le-banche-lattacco-alleconomia-reale-e-alla-societa-civile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vox]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 14:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio vox]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[idpay]]></category>
		<category><![CDATA[transizione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il mainstream distrae il popolo con la guerra che vogliono solo i potenti ma non le genti, dietro le quinte, con un annuncio stringato, sull’Ansa del 2 marzo 2022, che sfugge a tutti i cittadini, lo Stato annuncia, tramite il suo ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, una iniziativa, chiamata IDPay, ben [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il mainstream distrae il popolo con la guerra che vogliono solo i potenti ma non le genti, dietro le quinte, con un annuncio stringato, sull’Ansa del 2 marzo 2022, che sfugge a tutti i cittadini, lo Stato annuncia, tramite il suo ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, una iniziativa, chiamata IDPay, ben più famigerata del famosissimo green pass.</p>
<p>Il ministro asserisce, in maniera apodittica che non ammette replica: <em>&#8220;non c&#8217;è un vantaggio per il Paese dall&#8217;utilizzo del contate, ma c&#8217;è uno svantaggio&#8221;.</em></p>
<p>Davvero? Perché uno svantaggio? Per chi? Di quale Paese parla Colao?</p>
<p>E, poi, aggiunge: <em>&#8220;La battaglia per avere meno contanti e più cashless è una battaglia per digitalizzare il paese e aumentare la produttività e la competitività delle piccole imprese&#8221;.</em></p>
<p>È andato in guerra anche il ministro! Tanto lui non ci perde nulla!</p>
<p>Ma che ne sa Vittorio Colao di economia?</p>
<p>Digitalizzare il Paese, secondo il ministro, significherebbe aumentare la produttività e competitività delle piccole imprese?</p>
<p>La sua tesi è una grandissima bufala da propinare solo ad un gregge indifferente.</p>
<p>La produttività e competitività delle Partite Iva si ottiene liberando l&#8217;economia reale dalle demenzialità restrittive e costrittive della burocrazia amministrativa, della burocrazia fiscale, della burocrazia bancaria, della burocrazia giudiziaria.</p>
<p>Basti leggere che l&#8217;Ufficio Studi della CGIA, Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre (con dati 2017 di fonte <em>The European House </em>Ambrosetti e Istat, prima della pandemia) stima il costo annuo della burocrazia per le PMI e per gli autonomi pari a € 57,2 mld, ben più di una manovra finanziaria.</p>
<p>In Italia si stimano 160.000 norme, di cui 71.000 a livello centrale.</p>
<p>Un inferno; mentre in Francia le norme sono 7.000, in Germania 5.500 e nel Regno Unito 3.000.</p>
<p>La Assolombarda, dal canto suo, dichiara che “Il peso della burocrazia sul fatturato tocca il 4% per le piccole imprese” che viene drenato e succhiato dallo Stato; tutto a valere sul margine a discapito della produttività e competitività.</p>
<p>Allora? Di che blatera il ministro Colao?</p>
<p>Di tutto questo, e cioè del vero e concreto problema della economia reale d’Italia non se ne parla; nemmeno nel PNRR che, in verità, affosserà l’Italia con uno tsunami di debiti che il popolo dovrà restituire impoverendosi irrimediabilmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma Colao non si ferma qui. Aggredisce il cittadino comune e dice, serafico e tranquillizzante: <em>&#8220;Stiamo pensando ad una piattaforma per l&#8217;erogazione di tutti i benefici sociali, …, tutto direttamente in digitale, addirittura in pagamento anticipato, senza bisogno di dover anticipare i soldi, venire riconosciuti nel punto vendita e ricevere l&#8217;ammontare di bonus di voucher grazie alla piattaforma … Contanti addio, il futuro digitale dei pagamenti”.</em></p>
<p>Che cosa voglia dire tutto questo, lo sa solo lui: parole al vento.</p>
<p>Infatti, nessuno deve ben comprendere cosa ci aspetta.</p>
<p>Ma l’annuncio è fatto, nessuno reagisce, lui ha fatto il suo dovere.</p>
<p>Noi capiamo, invece, che la economia reale e la società civile saranno irretite definitivamente.</p>
<p>Se la innovazione tecnologica e la digitalizzazione servissero per una riforma radicale e complessiva del sistema paese, nel rispetto delle identità e delle libertà e della dignità dell’individuo, sarebbe la ben venuta; ma la digitalizzazione di Colao non è altro che una gabbia mortale che impedisce ogni esercizio di libertà, promuove un controllo spietato e puntuale, riduce alla totale mercè di interventi coercitivi, priva di ogni angolo di privacy, sottintende il rischio di blocco delle proprietà di ciascuno.</p>
<p>Una vita da ergastolani dove il sistema bancario, incapace di vivere con i tassi dei mutui e dei prestiti, cambia la propria funzione originaria in quella di centrale di assiduo e puntuale controllo della persona.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Vox" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/04/antonio-vox.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-vox/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Vox</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Laura in Fisica con pubblicazione della tesi, sperimentale</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo IRI/Finsiel/Italsiel (Sistemi Informativi Elettronici)</p>
<p>Dirigente apicale nel Gruppo Finmeccanica/Alenia/Quadrics (Supercomputer), in Bristol (UK)</p>
<p>Costituzione di uffici territoriali internazionali per supercomputers nella Silicon Valley, Pechino, Singapore.</p>
<p>Membro di Consigli di Amministrazione, Comitati Tecnico-Scientifici, Task Force for large&amp;complex projects</p>
<p>Presidente di aziende specializzate e monotematiche (formazione, organizzazione, sviluppo impresa)</p>
<p>Titolare di Master in HRM (Human Resources Management)</p>
<p>Alcune relazioni progettuali/commerciali (PAC, PAL, Banche, PMI, MIT, CalTech, Accademia delle Scienze di Pechino e Singapore, Nato, …).</p>
<p>Commissario del PLI &#8211; Partito Liberale Italiano &#8211; per la regione Puglia e Presidente del Consiglio Nazionale.</p>
<p>Presidente di “Sistema Paese – Economia Reale &amp; Società Civile –</p>
<p>Vicesegretario della formazione politica “La Casa dei Liberali”.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lo-stato-e-le-banche-lattacco-alleconomia-reale-e-alla-societa-civile/">Lo STATO e le BANCHE: l’attacco all’Economia Reale e alla Società Civile</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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