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	<title>banche Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>banche Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>L’Europa è un percorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Ricciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 21:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni volta che c’è una crisi, l’Unione Europea “guarda nell’abisso”, secondo le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Durante la crisi finanziaria del 2008 sono emersi alcuni problemi di incompletezza della costruzione dell&#8217;Unione monetaria europea. In particolare, mancava un comune strumento fiscale, che è stato costituito nel 2010 con il Fondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che c’è una crisi, l’Unione Europea “guarda nell’abisso”, secondo le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.<br />
Durante la crisi finanziaria del 2008 sono emersi alcuni problemi di incompletezza della costruzione dell&#8217;Unione monetaria europea. In particolare, mancava un comune strumento fiscale, che è stato costituito nel 2010 con il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria, trasformato poi in Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) nel 2012. <span id="more-2166"></span></p>
<p>Queste istituzioni sono state costituite con l’obiettivo di fornire prestiti, subordinati al soddisfacimento di alcune condizioni, ai membri dell’eurozona che si trovino in difficoltà finanziaria. Fino ad oggi lo strumento è stato usato da Cipro, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ed ha permesso, non senza difficoltà, a questi paesi di ristrutturare i propri debiti pubblici, aumentare la competitività internazionale e superare le crisi bancarie in alcuni paesi si erano determinate a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari. Tuttavia, il MES ha una capacità finanziaria limitata e può fare prestiti e non trasferimenti dal fondo comune ai singoli paesi.<br />
Il MES non è stata l’unica istituzione fondata dopo la Grande Recessione, un secondo intervento è stata l&#8217;Unione bancaria che, tra le altre cose, ha messo in capo alla Banca Centrale Europea la vigilanza sulle principali banche del continente, ed ha imposto di aumentare la dotazione di capitale delle stesse. Oggi le banche sono più solide di dieci anni fa, e mentre allora sono state l’epicentro della crisi, ora potranno subire l&#8217;effetto della recessione in maniera relativamente sicura. Tuttavia, l&#8217;Unione bancaria manca di uno strumento che può rafforzare ulteriormente il sistema: un’assicurazione europea dei depositi, istituto che oggi esiste a livello nazionale per proteggere i depositi bancari fino a € 100.000. Un’assicurazione europea permetterebbe di assorbire shock molto grandi in maniera migliore di quanto possa fare un fondo nazionale.<br />
Negli anni scorsi si era discusso dell&#8217;istituzione di un sussidio di disoccupazione europeo, senza giungere ad un accordo sulla sua creazione. A seguito della pandemia è stato istituito il SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), un meccanismo temporaneo finanziato dagli Stati membri dell&#8217;Unione europea attraverso garanzie, che permette di raccogliere capitali per sostenere i paesi che hanno subito i maggiori aumenti del tasso di disoccupazione a causa del Covid-19. Non è propriamente un sussidio di disoccupazione finanziato dall&#8217;Unione, è piuttosto un meccanismo di riassicurazione rispetto a quanto gli stati danno ai disoccupati, però rappresenta una risposta ad un problema sociale di enorme importanza, che poi potrà evolvere verso uno strumento più stabile e strutturato.<br />
In definitiva, il problema risiede nel bilancio dell’Unione europea: finché sarà limitato all’1% del Pil europeo e non ci saranno significative entrate autonome, la capacità di fornire politiche economiche anche sostituendosi agli stati nazionali sarà molto ridotta. Ma centralizzare parte della politica fiscale a Bruxelles rappresenta una significativa riduzione della sovranità nazionale che non è chiaro quanti leader siano in grado di prospettare questo cambiamento alle rispettive opinioni pubbliche. E’ questo il dibattito che serve, e gli eurobond potranno venire dopo, e non prima, aver creato una capacità fiscale europea. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Roberto Ricciuti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/roberto-ricciuti-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/roberto-ricciuti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Roberto Ricciuti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Professore associato di Politica economica all’Università di Verona. Si occupa di diversi aspetti di political economy (principalmente istituzioni, democrazia, conflitto). E’ Coordinatore del Dottorato di ricerca in Economia e Management, fellow del CESifo e Visiting Professorial Fellow al Global Development Institute (University of Manchester). Ha ottenuto il Dottorato in Economia Politica all’Università di Siena ed un MSc in Economics all’University of Exeter. Ha insegnato a Royal Holloway University of London e all’Università di Firenze, è stato Jean Monner Fellow all’Istituto Universitario Europeo e Visiting Fellow a Clare Hall College (University of Cambridge) e Jemolo Fellow a Nuffield College (University of Oxford). Ha ottenuto la NEPS Medal per il miglior paper di peace economics pubblicato nel 2017. È componente del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
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		<title>Cosa sta facendo l’UE per l’Italia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 20:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sente raccontare molto a proposito del ruolo che l’Europa sta svolgendo (o meno) in aiuto all’emergenza sanitaria Covid19 che ha sconvolto l’Italia e che probabilmente lascerà una pesante eredità in termini di danni all’economia conseguenti ad insensate decisione prese. Proprio per questo è il momento per valutare con esattezza cosa sia stato messo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente raccontare molto a proposito del ruolo che l’Europa sta svolgendo (o meno) in aiuto all’emergenza sanitaria <strong>Covid19</strong> che ha sconvolto l’Italia e che probabilmente lascerà una pesante eredità in termini di danni all’economia conseguenti ad insensate decisione prese. Proprio per questo è il momento per valutare con esattezza cosa sia stato messo in piedi dall’U.E. a favore dell’Italia e, naturalmente, vigilare affinché i fondi stanziati siano effettivamente erogati per interventi mirati allo sviluppo ed al contenimento della crisi finanziaria e non si perdano nella burocrazia e nella inettitudine.<span id="more-2137"></span></p>
<p>In generale possiamo sostenere che una serie ampia di interventi U.E. sono intesi ad allargare la possibilità delle banche di erogare più credito e sospendere i mutui più facilmente. Altri, invece, sono diretti al sostegno per la risposta immediata alla crisi del coronavirus e per il sostegno all’economia. </p>
<p>Ma andiamo con ordine. La <strong>BCE</strong>, nelle ultime settimane, infatti, ha deciso un nuovo programma da 750 miliardi che si aggiunge al Quantitative Easing già in corso di 240 miliardi e a quello deciso il 12 marzo di 120 miliardi aggiuntivi. </p>
<p>Il nuovo programma, diversamente da quelli precedenti, non è più necessariamente legato ad acquisti pro-quota, per cui la BCE può comprare in proporzione più titoli italiani (e ci si auguri che questo effettivamente accada). E’ importante rilevare che nel mese di marzo la BCE ha comprato già12 miliardi di titoli italiani contro 2 miliardi di titoli tedeschi non applicando la regola del “capital key”, (acquisti pro quota, proporzionati al capitale di ciascuno Stato UE nella Banca). </p>
<p>In aggiunta la BCE si è impegnata ad acquistare fino a 220 miliardi di titoli italiani da qui alla fine dell’anno per acquisto di titoli di Stato, di crediti di imprese e liquidità alle banche.  Ricordiamo che la liquidità data dalla BCE alle banche avviene con tassi negativi dello 0.5%, ovvero, le banche vengono pagate per prestare il denaro alle imprese.</p>
<p>Sappiamo che la sorveglianza bancaria europea attuata dalla BCE prevede che per poter operare ed erogare prestiti le banche debbano rispettare una ratio di capitale minimo prevista da Basilea III e che non possono detenere quote eccessive di crediti deteriorati (crediti che non vengono rimborsati). Tuttavia, questi criteri sono stati resi più flessibili dalla sorveglianza bancaria riguardo al capitale minimo necessario per erogare prestiti alle PMI, alla qualità dei crediti detenuti dalle banche e all’analisi che le banche devono fare sul rating delle imprese. Ad esempio, la BCE ha previsto che, in caso sospensione dei mutui non ci sarà una classificazione negativa dell’impresa. L’<strong>Autorità Bancaria Europea (EBA)</strong> ha, inoltre, confermato che la banca potrà valutare la situazione del cliente nel lungo periodo.</p>
<p>Il messaggio per l’economia reale è palese: lo Stato può ulteriormente indebitarsi di più con <strong>tassi d’interesse bassi</strong>; le banche possono dare più liquidità alle imprese e sospendere i mutui; i creditori possono andare in banca e scontare le fatture non pagate. E’ evidente, tuttavia, che “il cavallo deve voler bere…”</p>
<p>Un’ulteriore linea d’intervento prevede più prestiti con garanzie pubbliche europee. La <strong> Europea d’Investimenti</strong> ha proposto una nuova linea di credito di 200 miliardi approvata dall’Eurogruppo possibile grazie a garanzie sui bilanci nazionali dei Paesi Ue.<br />
E’ una forma di mutualizzazione dei debiti e solidarietà europea, evidentemente mirati a fornire garanzie pubbliche per prestiti ponte alle imprese a lunga scadenza in sinergia con la Cassa Depositi e Prestiti. La Commissione, inoltre, metterà a disposizione, attraverso i programmi COSME e Innovfin, 1 miliardo dal bilancio dell&#8217;UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti in modo da facilitare la liquidità per PMI e imprese a media capitalizzazione, con conseguenti mobilitazione di 8 miliardi di finanziamento del capitale d&#8217;esercizio a sostegno di almeno 100.000 imprese. </p>
<p>Anche qui è necessario, tuttavia, che ripartano le grandi opere pubbliche, condizione effettiva, di rilancio dell’economia.</p>
<p>Un’altra serie di decisioni riguardano più propriamente la politica di bilancio della U.E. </p>
<p>Il Governo ha già stanziato finora 50 miliardi. L’emissione di nuovo debito da parte dell’Italia può essere fatta a interessi tenuti sotto controllo dai massicci acquisti di titoli italiani garantiti dalla BCE.  Peraltro, l&#8217;articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE prevede che in situazioni economiche particolarmente gravi, le norme dell&#8217;UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri di concedere sostegno per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. Su questa base, la Commissione è pronta a collaborare con l&#8217;Italia sulle ulteriori misure che potrebbero rendersi necessarie.</p>
<p>Con il Corona virus response investment initiative (CRII), l’Ue ha deciso di mobilitare le risorse ancora disponibili nel bilancio europeo per dare agli Stati membri il sostegno di cui necessitano per la risposta immediata alla crisi del coronavirus e per il rilancio dell’economia. L’iniziativa europea include l&#8217;anticipazione dei pagamenti e il riorientamento dei fondi di coesione e l&#8217;assistenza agli Stati membri nel convogliare i fondi dove sono più necessari il più rapidamente possibile. In particolare, la Commissione propone di mobilitare le riserve di liquidità provenienti dai Fondi strutturali. </p>
<p>Questo consentirebbe di dare liquidità immediata ai bilanci degli Stati membri. Per l’Italia 37 miliardi ancora disponibili nell’attuale bilancio 2014/2020 sul Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE), che le regioni e alcuni ministeri dovranno spendere entro il 2023. Sono i finanziamenti del Programmi operativi regionali (Por) e nazionali (Pon). Grazie alla regola conosciuta come N+3, che consente di utilizzare i fondi entro tre anni dall’impegno a bilancio, le spese potranno essere certificate alla Commissione europea entro la fine del 2023. </p>
<p>La Commissione già ha precisato che consentirà l&#8217;ammissibilità di tutte le spese connesse alla crisi, applicando la massima flessibilità sulle norme. Questo significa che tutte le risorse potranno essere riassegnate per: sanità, sostegno alle PMI e mercato del lavoro, senza bisogno di cofinanziamento nazionale e in qualsiasi parte del territorio italiano. In particolare, è acclarato che la Commissione non chiederà all’Italia di rimborsare gli 8 miliardi di prefinanziamenti non spesi nell&#8217;ambito dei Fondi strutturali europei per il 2019, che combinati con il cofinanziamento di 29 miliardi a carico del bilancio dell&#8217;UE, di mobilitare complessivamente un sostegno di bilancio dell&#8217;UE pari a 37 miliardi. Teoricamente quindi, ad esempio l’Italia può già adesso usare il FESR e FES e ricorrere al FESR. La proposta della Commissione è stata resa possibile da una modifica legislativa già approvata dall’ultima sessione straordinaria del Parlamento europeo che si è tenuta il 26 marzo. Grazie a questo riorientamento di fondi è stato possibile, ad esempio, stanziare 50 milioni per aziende italiane che dovevano riconvertire la loro produzione. </p>
<p>In concreto la Commissione propone di rendere più flessibile l&#8217;utilizzo dei fondi per la Politica Agricola Comune (PAC), per esempio concedendo più tempo per presentare le domande di accesso ai fondi e per consentire alle amministrazioni di elaborarle, aumentando gli anticipi per i pagamenti diretti e per i pagamenti dei fondi per lo sviluppo rurale, assicurando la semplificazione dei controlli e la riduzione del fardello amministrativo.</p>
<p>Secondo dati della Commissione europea, il 93% dei 100 miliardi del fondo europeo per lo sviluppo rurale 2014-20 sono già impegnati (83% a livello dei beneficiari), i restanti 7 miliardi possono essere usati per nuove misure. Per l&#8217;Italia i fondi Ue non impegnati dovrebbero attestarsi tra 1 e 1,5 miliardi, cui vanno aggiunti i contributi nazionali e regionali. Il Fondo europeo per gli affari marittimi (PESC), consentirà all’Italia – se sarà in grado di farlo &#8211; di fornire supporto alla filiera.</p>
<p>Infine, lo scorso 2 aprile, poi, la Commissione europea ha lanciato il programma SURE, un fondo europeo da 100 miliardi contro la disoccupazione (acronimo di Support to mitigate unemployment risks in emergency). Il Fondo, attraverso 25 miliardi di garanzie volontarie degli Stati membri, proporzionate al loro PIL, permetterà di finanziare le &#8220;casse integrazioni&#8221; nazionali o schemi simili di protezione dei posti di lavoro. Raccoglierà risorse sui mercati emettendo bond con tripla A, quindi a tassi bassissimi, che darà poi ai Paesi che ne hanno bisogno prestiti con scadenze a lungo termine. </p>
<p>Ciò potrebbe tradursi in un grande vantaggio per l’Italia che potrà indebitarsi a tassi molto più bassi per aiutare i lavoratori e riceverà prestiti in proporzione molto più importanti rispetto alla garanzia fornita sul suo bilancio nazionale. </p>
<p>La durata delle obbligazioni dovrà essere decisa singolarmente per ogni Paese dal Consiglio, ma nel regolamento è già previsto che ogni anno non potrà essere rimborsato più del 10% del debito. Oltre a SURE si potrà utilizzare, naturalmente, il FES per il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori dipendenti che perderanno il posto, e autonomi, anche in modo diretto.</p>
<p>Insomma soldi ci sono. Ma ci sarà  anche la competenza o vincerà come al solito l’inettitudine e, anche questa volta si dovrà assistere al triste spettacolo di denaro stanziato ma non erogato…</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/cosa-sta-facendo-lue-per-litalia/">Cosa sta facendo l’UE per l’Italia?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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