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	<title>borsa Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>borsa Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>La borsa finanzia l&#8217;economia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 22:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[adm smith]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il FTSE MIB ha chiuso il 2025 con un rialzo di circa +31,5%, una delle migliori performance in Europa per l’anno, attestandosi su livelli prossimi ai massimi dal 2001. Ampliando l’analisi agli ultimi 10 anni abbiamo una media (naturalmente geometrica) di una crescita del FTSE MIB di circa +7,5/8% all’anno. Nonostante questo, tuttavia, non mancano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il FTSE MIB ha chiuso il 2025 con un rialzo di circa +31,5%, una delle migliori performance in Europa per l’anno, attestandosi su livelli prossimi ai massimi dal 2001. Ampliando l’analisi agli ultimi 10 anni abbiamo una media (naturalmente geometrica) di una crescita del FTSE MIB di circa +7,5/8% all’anno. Nonostante questo, tuttavia, non mancano voci che sostengono come il mercato azionario sia prevalentemente un luogo di speculazione, più che un vero motore per l’economia reale. L’idea secondo cui l’investimento in borsa costituirebbe un gioco a somma zero, nel quale il guadagno di un soggetto implicherebbe necessariamente la perdita di un altro, è una semplificazione concettuale che nasce dall’estensione indebita di una categoria analitica valida per sistemi chiusi a un ambito che, per sua natura, è aperto, dinamico e storicamente determinato. Il concetto di somma zero, infatti, formalizzato nella teoria dei giochi da John von Neumann e Oskar Morgenstern, presuppone un insieme di risorse invarianti e una struttura tale per cui le strategie degli agenti non possono modificare la quantità complessiva di valore disponibile, ma solo la sua distribuzione.</p>
<p>Ora, applicare questo schema alla borsa significa implicitamente assumere che il mercato finanziario operi in assenza di produzione, innovazione e accumulazione di capitale reale, riducendolo a un mero spazio di scambio simbolico, simile a un tavolo da gioco. Classico è l’esempio del telefono: quattro persone possiedono inizialmente 3.000 euro complessivi e un telefono, il telefono viene venduto, rivenduto e infine si rompe, e alla fine la somma di denaro totale torna esattamente a 3.000 euro. Nessuna nuova ricchezza è stata creata, il telefono non ha prodotto nulla, non ha generato reddito, non ha aumentato il benessere economico complessivo del sistema, ma è stato solo scambiato e poi distrutto.</p>
<p>Tuttavia, questa assunzione è ontologicamente falsa, poiché il mercato azionario non è un sistema autoreferenziale ma un dispositivo istituzionale che connette il risparmio privato con l’attività produttiva, trasformando aspettative, capitale e rischio in processi economici concreti. Di conseguenza, alche l’esempio del telefonino fatto è fuorviante.</p>
<p>La confusione nasce dal fatto che l’osservatore tende a identificare il mercato con il prezzo e il prezzo con lo scambio, ignorando che, in un’economia capitalistica, il prezzo di un’azione non è un semplice segnale di scarsità ma una capitalizzazione di flussi di reddito futuri attesi, i quali dipendono dalla capacità dell’impresa di creare valore nel tempo. In questo senso, la borsa non redistribuisce semplicemente ricchezza esistente, ma anticipa e incorpora valutazioni sulla produzione futura, rendendo possibile l’espansione del sistema economico oltre i limiti della dotazione iniziale.</p>
<p>Già Adam Smith aveva chiarito che la ricchezza di una nazione non consiste nella quantità di moneta in circolazione, ma nella capacità produttiva del lavoro organizzato, e questa intuizione rende incompatibile una visione a somma zero dell’economia di mercato, poiché la produttività è per definizione una variabile espansiva. David Ricardo, pur analizzando i conflitti distributivi tra salari, profitti e rendite, non ha mai sostenuto che l’accumulazione capitalistica fosse un gioco a somma zero, ma piuttosto che la crescita potesse modificare i rapporti relativi tra le classi senza annullare l’aumento della ricchezza complessiva. Con Marx la questione si fa ancora più esplicita: la teoria del valore-lavoro e dell’estrazione del plusvalore presuppone l’esistenza di un surplus, cioè di una quantità di valore che eccede la riproduzione semplice del sistema, e anche nella sua critica radicale al capitalismo non compare mai l’idea che il processo di accumulazione sia a somma zero, bensì che il conflitto riguardi la distribuzione del surplus creato. Nel Novecento, Schumpeter ha definitivamente spezzato ogni residuo legame tra capitalismo e somma zero introducendo il concetto di distruzione creatrice, secondo cui lo sviluppo economico non è un processo di equilibrio ma di discontinuità, nel quale nuove combinazioni produttive generano valore che prima non esisteva, rendendo obsoleti asset, imprese e interi settori.</p>
<p>In questo quadro, la borsa svolge una funzione essenziale di selezione e riallocazione del capitale, premiando le imprese capaci di innovare e penalizzando quelle incapaci di adattarsi, ma questa dinamica non equivale a una redistribuzione meccanica di una torta fissa, bensì a una trasformazione strutturale della torta stessa. L’apparenza di somma zero emerge solo se si isola arbitrariamente il momento dello scambio dal processo temporale più ampio entro cui esso si colloca, adottando una prospettiva statica anziché dinamica.</p>
<p>Keynes, pur denunciando i rischi di una finanza dominata dalla speculazione e dal comportamento mimetico, distingueva nettamente tra l’investimento come atto di previsione razionale sul rendimento futuro del capitale e la speculazione come tentativo di anticipare le opinioni altrui; solo quest’ultima, nella sua forma estrema, può assumere tratti assimilabili a un gioco a somma zero, e persino in quel caso il sistema complessivo resta inserito in un contesto produttivo che ne trascende la logica. L’errore più comune consiste nel confondere il livello microeconomico delle transazioni individuali con il livello macroeconomico della creazione di valore, come se l’insieme delle operazioni di mercato fosse semplicemente la somma aritmetica degli scambi, anziché il risultato emergente di un processo complesso di accumulazione, innovazione e crescita. Dal punto di vista macroeconomico, la borsa non è un’arena di vincitori e vinti, ma un meccanismo di coordinamento intertemporale che consente di trasformare il risparmio presente in produzione futura, ampliando il vincolo delle risorse disponibili.</p>
<p>Anche la finanza moderna, da Modigliani e Miller fino alla teoria dell’efficienza dei mercati di Fama, pur con impostazioni differenti, riconosce che il valore di un’impresa è legato alla sua capacità di generare flussi di cassa nel tempo e non a un gioco redistributivo tra investitori.</p>
<p>Per altro, a ben vedere, se la borsa fosse realmente un gioco a somma zero, la crescita di lungo periodo degli indici azionari sarebbe logicamente impossibile, poiché ogni aumento permanente dei valori di mercato richiederebbe una perdita equivalente e sistematica da parte di altri soggetti, il che contraddice l’evidenza storica di un’espansione sostenuta della ricchezza reale nelle economie capitalistiche. Tale fatto è logicamente incompatibile con un sistema a somma zero, in cui l’indice potrebbe solo oscillare ma non avere un trend crescente. La crescita storica degli indici dimostra quindi che il mercato azionario riflette creazione di valore reale, non un semplice gioco redistributivo.</p>
<p>In definitiva, la rappresentazione della borsa come gioco a somma zero non è solo economicamente errata, ma concettualmente impoverente, perché riduce un fenomeno storico e istituzionale complesso a una metafora ludica inadatta a coglierne la natura. La borsa non è il luogo in cui la ricchezza viene semplicemente scambiata, ma uno spazio in cui la ricchezza viene anticipata, valutata, allocata e, nel tempo, creata, e proprio questa dimensione temporale e produttiva rende radicalmente incompatibile il mercato azionario con la logica della somma zero.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
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		<title>Stop the Game</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Camillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 16:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio camillo]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>04/01/2021 Game Stop è quotata in borsa al valore di 17,25 dollari per azione. La società, nata nel 1984 a Dallas, attraversa una fase calante del proprio business model, già fortemente compromesso prima della crisi pandemica. E’ il naturale percorso di declino per le compagnie che non hanno adattato le proprie fondamenta di business ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>04/01/2021 Game Stop è quotata in borsa al valore di 17,25 dollari per azione. La società, nata nel 1984 a Dallas, attraversa una fase calante del proprio business model, già fortemente compromesso prima della crisi pandemica. E’ il naturale percorso di declino per le compagnie che non hanno adattato le proprie fondamenta di business ai fattori esogeni del mercato che muta sistematicamente.</p>
<p>Declini simili nel corso dei decenni sono stati molteplici: Blockbuster, Nokia, BlackBerry solo per citare alcune società, tutte accomunate dallo stesso modello di business statico, che, in un settore come quello tecnologico, statico non può essere per antonomasia.</p>
<p>29/01/2021 Game Stop è quotata a 287,00 dollari per azione, dopo aver sfiorato quota 500 dollari nei giorni precedenti. Un aumento da capogiro rispetto ad inizio anno, con percentuali assurde per i mercati tradizionali.</p>
<p>Analizzando oggettivamente i due valori, la naturale deduzione di tale aumento è basata sull’ipotesi che GME abbia adeguato il proprio business model alle nuove esigenze di mercato o che abbia sviluppato nuovi prodotti/servizi, scatenando cosi la fiducia degli investitori. Nulla di tutto ciò.</p>
<p>Game Stop non ha introdotto nessun cambiamento di output, non è stata oggetto di operazioni di M&amp;A, non ha stravolto i propri assets.</p>
<p>L’aumento illogico del valore delle azioni di GME è da identificarsi in una vera e propria battaglia ideologica portata avanti da una community di traders retail, gente comune. La portata simbolica di questa operazione non ha precedenti nella storia dei mercati tradizionali.</p>
<p>Nel dettaglio, un gruppo di utenti Reddit, coordinandosi nella sezione WallStreetBets e in gruppi Telegram e Discord, ha iniziato una dettagliata analisi di mercato, andando ad intercettare tutte le aziende con un elevato short interest, ovvero con un’elevata percentuale di azioni short sul mercato. Alla base di tale propensione c’è l’evidente carenza di fondamentali positivi per i titoli identificati. Le posizioni short sono tutte degli hedge funds, capaci di muovere somme enormi all’interno del mercato.</p>
<p>Dopo aver individuato una serie di titoli, tra cui GME, la community ha iniziato ad acquistare contemporaneamente sia azioni che call option a breve scadenza, strumento che permette di avere gain solo se il prezzo del titolo aumenta. L’operazione, nata come una pura scommessa, ha coinvolto sempre più traders retail andando ad innescare un meccanismo dirompente. Ad essere interessate da questi movimenti sono state anche AMC, BBBY.</p>
<p>Le controparti all’interno del mercato, i market maker, una volta che tale meccanismo si è strutturato, hanno necessariamente dovuto acquistare i sottostanti dei titoli di riferimento per non avere un’esposizione troppo elevata e per garantire liquidità all’interno del mercato, considerato il crescente acquisto di posizioni call.</p>
<p>Il terzo fenomeno scaturito da queste folli operazioni di mercato è stato l’acquisto massivo dei titoli interessati da parte degli hedge funds che stavano shortando gli stessi, questo per avere una copertura e per poter ricalibrare la loro posizione all’intero del mercato cercando di limitare le perdite.</p>
<p>Questo loop, acquisto del titolo da parte degli utenti Reddit e contestuale acquisto dello stesso sia da parte dei market maker sia dagli hedge funds al fine di limitare le esposizioni, ha portato alla crescita irrazionale del titolo di GME, arrecando perdite per miliardi di dollari per i fondi interessati, primo fra tutti Melvin Capital.</p>
<p>Il mercato finanziario è sempre stato mosso dai grandi capitali dei fondi strutturati, mai era successo che dei traders retail potessero influenzare così marcatamente dei titoli, creando quello che in gergo tecnico viene chiamato “<em>gamma squeeze</em>”.</p>
<p>La notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo ed è intervenuta indirettamente anche la SEC per porre fine a tali operazioni. Dal 28 di gennaio non è infatti più possibile effettuare operazioni di acquisto su alcune delle piattaforme di trading più popolari negli Stati Uniti, prima fra tutte Robinhood, dalla quale sono partiti circa la metà degli ordini di acquisto dei titoli interessati dall’operazione. Il blocco delle contrattazioni sul titolo è stato annunciato dal CEO della piattaforma, Baiju Bhatt, come ”<em>un’operazione necessaria per la tutela degli investitori</em>”. Nelle ultime ore sono stati bloccati anche i gruppi Facebook di WallStreetBets, rese private alcune chat Reddit e bloccati i server Discord. Il prezzo del titolo GME è inevitabilmente sceso, consentendo ai fondi speculativi di riprendere posizione.</p>
<p>La narrativa finanziaria delle ultime settimane pone una domanda lampante: il mercato è davvero libero?</p>
<p>La risposta è certamente negativa, i fatti lo stanno dimostrando. La “<em>rivincita del parco buoi</em>”, la sovversione delle regole prestabilite, ha obbligato immediatamente i regolatori ad intervenire cercando di limitare questo “flash mob” finanziario. All’interno delle dinamiche tradizionali dei mercati finanziari quasi sicuramente questa operazione non avrà delle conseguenze concrete, ciò che però creerà un interessante precedente sarà la portata ideologica di quanto accaduto: un manipolo coordinato di traders, anche dilettanti, è riuscito a soggiogare alcuni tra i più importanti fondi speculativi al mondo, ottenendo profitti milionari e del tutto irrazionali. Questa è libertà. Libertà di agire e di trarre condizioni vantaggiose personali da dinamiche esterne.</p>
<p>Libertà frenata bruscamente dal controllore.</p>
<p>Come in tutti gli aspetti della vita civile, non esiste una verità univoca: all’interno dell’ecosistema finanziario i buoni e i cattivi sono solo etichette. Sono necessari entrambi al sistema, sia gli short seller che i piccoli traders.</p>
<p>L’aspetto però che reputo interessante da questa vicenda è il sentimento sempre più comune, soprattutto tra le nuove generazioni, della necessità di decentralizzare. L’esigenza di decentralizzare gli aspetti politici, quelli sociali e soprattutto quelli finanziari. Il settore crypto ne è un evidente dimostrazione e la teoria della denazionalizzazione della moneta di Hayek, sempre più attuale.</p>
<p>La consapevolezza di poter “cambiare” la propria vita, agendo, evitando l’immobilismo e rincorrendo un dinamismo conoscitivo, è un processo che sta subendo accelerazioni notevoli.</p>
<p>I cicli, soprattutto quelli economici, hanno un inizio ed una fine e, anch’essi, si ripetono in un loop infinito. I fattori geopolitici oltre che quelli finanziari fanno ben intendere che, probabilmente, ci troviamo nella fine di uno di questi.</p>
<p>Sarà interessante analizzare, in un futuro non troppo prossimo, la valenza ideologica di ciò che è avvenuto sui mercati in questi primi 30 giorni di questo nuovo decennio.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Camillo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/antonio-camillo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-camillo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Camillo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottore Commercialista, nato in Campania nel 1992.<br />
Cresciuto didatticamente tra le Universtià di Salerno e Siena, specializzato nella disciplina delle start up innovative.<br />
Alla continua ricerca del dinamismo economico e di nuove opportunità per le imprese.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="http://www.facebook.com/studiocamillocommercialisti" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Linkedin" target="_self" href="http://www.linkedin.com/in/antonio-camillo-a922b3109" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-linkedin" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".3" y=".6" width="500" height="500" fill="#0077b5" /><polygon class="st1" points="500.3 374.1 500.3 500.6 278.2 500.6 141.1 363.6 176.3 220.6 144.3 183 182.4 144.4 250.3 212.7 262.2 212.7 271.7 222 342.2 218.1" /><path class="st2" d="m187.9 363.6h-46.9v-150.9h46.9v150.9zm-23.4-171.5c-15 0-27.1-12.4-27.1-27.4s12.2-27.1 27.1-27.1c15 0 27.1 12.2 27.1 27.1 0 15-12.1 27.4-27.1 27.4zm198.8 171.5h-46.8v-73.4c0-17.5-0.4-39.9-24.4-39.9-24.4 0-28.1 19-28.1 38.7v74.7h-46.8v-151h44.9v20.6h0.7c6.3-11.9 21.5-24.4 44.3-24.4 47.4 0 56.1 31.2 56.1 71.8l0.1 82.9z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stop-the-game/">Stop the Game</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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