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	<title>claudio donini Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>claudio donini Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>A lezione di Pandemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Donini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 20:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[claudio donini]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico. Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico.</div>
<div></div>
<div>Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e la esegesi del fenomeno, questo è: un evento che si può comprendere solo con gli occhiali della scienza e dove qualche base di statistica, di logica, di organizzazione fa la differenza fra essere in balia della propaganda e avere una minima autonomia di opinione cioè fra la critica e la polemica.</div>
<div></div>
<div>Se devo dire il vero mi ero intimamente convinto che l’innegabile aumento della cultura media compiuto dalla scuola negli ultimi decenni avesse contribuito ad allargare la capacità di giudizio dei singoli, rispetto almeno alle generazioni della guerra, predisponendo cioè la mente ad un utilizzo più ampio, razionale e logico dei fatti.  Mi sono invece sbagliato.</div>
<div></div>
<div>L’immagine che emerge dalla recente indagine del Censis, come anche dai social in generale e, soprattutto, dalla parentesi della pandemia, mi danno torto. Pregiudizio, chiusura mentale, negazione della realtà la fanno ancora da padrone in una parte significativa della popolazione, come nei periodi più bui della nostra storia.</div>
<div></div>
<div>Certo, rispetto a qualche decennio fa è cambiato radicalmente il contesto, sia in termini di complessità che di comunicazione. I media si sono trasformati in un gigantesco “Bar Sport” globale allargando cioè a dismisura il pubblico, con l’aggravante dell’anonimato che ha alimentato arroganza e aggressività.  Il regno incontrastato della propaganda professionale insomma, da cui è difficile difendersi e, declamare Dante in una società complessa e fortemente polarizzata non è sufficiente. Piuttosto è indispensabile capire che, se esiste una correlazione non significa che esista anche un nesso di causalità o che, singoli casi e piccoli campioni, spesso non rappresentano l’intera popolazione.</div>
<div></div>
<div>Queste sono le chiavi che ogni uomo della strada deve avere nella cassetta degli attrezzi per smontare le architetture del qualunquismo, per evitare le trappole per topi che i professionisti della propaganda disseminano volutamente nella comunicazione al fine di distorcere la realtà secondo i loro scopi personali, trappole che sono peraltro difficili da evitare senza un equipaggiamento adeguato ma che delimitano il confine fra un terrapiattista, magari laureato e un cittadino, fra una vittima e un uomo libero.</div>
<div></div>
<div>Lungi da me l’idea di denigrare o svalutare la cultura umanistica classica, ci mancherebbe, ma costruire il tetto di una casa senza avere buone fondamenta non funziona. E nelle organizzazioni complesse le fondamenta sono nella scienza.</div>
<div></div>
<div>E’ pur vero che un certo atteggiamento di sfiducia nella conoscenza non è una prerogativa solo del nostro paese ma di sicuro le materie scientifiche non sono il fiore all’occhiello dei nostri ragazzi, basti pensare che siamo agli ultimi posti in Europa per laureati in questo ambito nonostante in realtà sono proprio quelle specializzazioni ad offrire le migliori opportunità di carriera. Bene quindi l’aggiunta nel Piano nazionale resistenza e resilienza (Pnnr) di 3,5 Miliardi di euro per ricerca ed istruzione ma è altrettanto importante che la coscienza collettiva tutta si renda consapevole della importanza del tema poiché, come ebbe a dire A. Einstein, “<em>tutta la nostra scienza, commisurata alla realtà è primitiva ed infantile ma è la cosa più preziosa che abbiamo</em>”.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Claudio Donini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/09/claudio-donini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/claudio-donini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Claudio Donini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Da oltre trent’anni si occupa di direzione aziendale soprattutto nell’ambito Operations per multinazionali del settore beni durevoli e automotive. Ha acquisito significativa esperienza nel turnaround aziendale da procedure fallimentari, in joint venture internazionali nonché reengineering di processi organizzativi volti all’eccellenza. Laurea in Ingegneria e MBA scrive articoli di lavoro, industria, strategia, società e libri per Franco Angeli.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/">A lezione di Pandemia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Del Reddito di Cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Donini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2021 12:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[claudio donini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[reddito cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge attuale, è una offesa alla nostra Costituzione e deve essere migliorato perché violenta il giusto rapporto fra diritti e doveri. Per la mia generazione il principio che &#8220;nessun pasto è gratis&#8221; è una convinzione granitica al limite del sacro. E lo è stato ancor più per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><em>Il reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge attuale, è una offesa alla nostra Costituzione e deve essere migliorato perché violenta il giusto rapporto fra diritti e doveri.</em></div>
<div></div>
<div>Per la mia generazione il principio che &#8220;<strong>nessun pasto è gratis</strong>&#8221; è una convinzione granitica al limite del sacro. E lo è stato ancor più per la generazione che ci ha preceduto cioè quelle donne e uomini che usciti dalla guerra hanno gettato nuove basi per la resurrezione sociale ed economica del paese. Per loro, autodiretti allo stato puro, il lavoro era un dovere molto prima di un diritto e ne erano così convinti che lo hanno riportato nero su bianco fra i principi fondanti della Costituzione insieme alle parole &#8220;Democrazia&#8221; e &#8220;Repubblica”. Dell&#8217;ozio invece non c&#8217;è traccia, tanto meno pagato poiché con questa combinazione si sconfina nel parassitismo e anzi, per dirimere ogni dubbio, hanno voluto dirci a chiare lettere che <strong>ogni cittadino ha il dovere, se abile, di svolgere una attività per contribuire attivamente nella società</strong>. In altre parole se esiste il diritto di ricevere uno stipendio adeguato esiste pure il dovere di lavorare per riceverlo. Il ruolo dello Stato inteso come un badante universale o come allevamento intensivo di corpi non è previsto.</div>
<div></div>
<div><strong>Per questo il reddito di cittadinanza</strong> <strong>è un ossimoro</strong>, una deviazione etica e sociologica della peggior specie. E dico questo non da realista del capitale ma perché sdoganare il concetto che, sfruttando gli altri, tutto si può avere senza fatica, equivale a minare le basi della convivenza civile, significa accettare la <strong>aberrante ed illusoria conclusione che i diritti senza doveri hanno tutto il diritto di esistere</strong>. Una pacchia per quelle generazioni di eterodiretti che non esitano certo ad adattarsi al nuovo ordine, avvezzi come sono a sguazzare nella brodaglia fatta di spettacolo, narcisismo, edonismo ed individualismo selvaggi cucinati per la loro macchina desiderante dalla cinica società dei consumi. E in questo territorio sociale alquanto “liquido”, il famigerato parassitismo è di casa. Per un paese come il nostro, che già detiene il record di persone che non lavorano in percentuale sulla popolazione, non mi sembra certo una soluzione intelligente.</div>
<div></div>
<div>Ma la cosa è ancor più sconcertante se si pensa che con poche modifiche si potrebbe invece creare una opportunità anche per gli stessi percettori del sussidio. <strong>Basterebbe infatti legare quel reddito ad un lavoro, magari fornito temporaneamente dalle istituzioni.</strong> Sto pensando alla assistenza ospedaliera o degli anziani, alle scuole, oppure nell&#8217;infinito campo della ecologia, alla cura e conservazione del territorio e dell&#8217;immenso patrimonio artistico ed archeologico del paese. <strong>Un lavoro di cittadinanza insomma, un lavoro vero per uno stipendio vero</strong>. In attesa che le famigerate politiche attive del lavoro portino i sospirati frutti.</div>
<div></div>
<div>Senza contare che si eliminerebbe, almeno in parte, la piaga sanguinante e vergognosa del caporalato come anche del lavoro nero e si avvantaggerebbero le persone che veramente premono per contribuire alla società e non i nullafacenti da playstation. Perché nasconderci dietro lo slogan che “il nostro paese ha la costituzione più bella del mondo” per poi offenderla, disattenderla o addirittura ridurla ad un fossile tardo illuminista è un odioso tradimento che io, come cittadino, non voglio in alcun modo avallare.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Claudio Donini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/09/claudio-donini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/claudio-donini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Claudio Donini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Da oltre trent’anni si occupa di direzione aziendale soprattutto nell’ambito Operations per multinazionali del settore beni durevoli e automotive. Ha acquisito significativa esperienza nel turnaround aziendale da procedure fallimentari, in joint venture internazionali nonché reengineering di processi organizzativi volti all’eccellenza. Laurea in Ingegneria e MBA scrive articoli di lavoro, industria, strategia, società e libri per Franco Angeli.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/del-reddito-di-cittadinanza/">Del Reddito di Cittadinanza</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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