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	<title>demografia Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>demografia Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Due soluzioni per il problema climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 08:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Draghi ha ricevuto e rassicurato Greta e Vanessa sull’impegno in tema di cambiamento climatico. Credo che qualcosa di più occorresse dire alle interessate. Ricordiamo che in Europa concorriamo all’inquinamento globale solo per l’8 per cento, mentre gran parte delle emissioni viene dai popolosissimi paesi asiatici oltre che dagli Stati Uniti. Se vogliamo incidere davvero sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Draghi ha ricevuto e rassicurato Greta e Vanessa sull’impegno in tema di cambiamento climatico. Credo che qualcosa di più occorresse dire alle interessate. Ricordiamo che in Europa concorriamo all’inquinamento globale solo per l’8 per cento, mentre gran parte delle emissioni viene dai popolosissimi paesi asiatici oltre che dagli Stati Uniti. Se vogliamo incidere davvero sul cambiamento, i nostri sforzi non basteranno, tanto più per il fatto che i paesi emergenti non saranno disposti a sacrifici gravi, che penalizzino le aspettative di crescita delle loro condizioni di vita volte ad adeguarle a quelle dei modelli occidentali.</div>
<div>Bisogna convincersi che la fonte principale di inquinamento è l’umanità stessa con le sue condizioni di vita evolute in materia di riscaldamento, mobilità, assistenza sanitaria, nutrizione: tutte condizioni che hanno portato alla crescita della speranza di vita alla nascita e in generale della vita media. Ne è scaturita un’impennata della popolazione mondiale che punta rapidamente ai 10 miliardi. In tale prospettiva è difficile immaginare che, nonostante gli impegni dei diversi governi, si possano conseguire i risultati sperati sul piano delle energie necessarie per un livello di vita equamente distribuito nel globo, a meno di trovare soluzioni tecnologiche oggi non immaginabili o di ricorrere all’energia nucleare. L’alternativa è quella di vincolare a uno stato di povertà, non si sa quanto dignitosa e quanto accettata, tutta la popolazione mondiale: venendo meno le attuali condizioni vita si ridurrebbero inoltre speranza di vita e vita media con calo della popolazione globale.</div>
<div>Se la crescita della popolazione è causa essa stessa della sua condanna a subire le vendette del clima o a ridurre le proprie fonti di sostentamento, sarebbe il caso inoltre di proporre misure per il contenimento demografico a livello globale in aggiunta allo sviluppo di tecnologie innovative (anche sul nucleare).</div>
<div>I giovani hanno quindi ragione nell’essere preoccupati per il futuro. Bisogna però dare loro risposte corrette: dire loro che non è possibile rinunciare in anticipo a tecnologie quali il nucleare e al controllo demografico. E forse sarebbe il caso di smetterla col pianto sulle culle vuote.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/due-soluzioni-per-il-problema-climatico/">Due soluzioni per il problema climatico</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Denatalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 17:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[demografia]]></category>
		<category><![CDATA[denatalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La popolazione mondiale raggiunge i 7,5 miliardi e si proietta rapidamente verso i 10 miliardi. Il consumo di risorse della terra per il suo mantenimento è elevato ancorché una parte significativa della popolazione viva ancora, nonostante i benefici effetti della globalizzazione, in condizioni di indigenza. È molto probabile che l’uso delle risorse per il fabbisogno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione mondiale raggiunge i 7,5 miliardi e si proietta rapidamente verso i 10 miliardi.<br />
Il consumo di risorse della terra per il suo mantenimento è elevato ancorché una parte significativa della popolazione viva ancora, nonostante i benefici effetti della globalizzazione, in condizioni di indigenza.<br />
È molto probabile che l’uso delle risorse per il fabbisogno energetico abbia concorso al cambiamento climatico che, se prosegue con le tendenze in corso, renderà non vivibile buona parte del pianeta. Si aggiunge alle difficoltà climatiche il dramma della pandemia.<span id="more-2375"></span></p>
<p>In questo contesto ambientale, l’umanità ha sviluppato conoscenze tecnologiche che possono agevolare il benessere collettivo. Una soluzione, quella dell’energia nucleare, è stata abbandonata perché inquinante. L’intelligenza artificiale e la robotizzazione invece paiono essere soluzioni efficaci anche se pongono il problema della sostituzione del prodotto artificiale all’uomo e conseguentemente possono abbassare i livelli di occupazione.<br />
Pur essendosi registrata una forte riduzione delle disuguaglianze di reddito nella popolazione mondiale, il benessere si manifesta in particolare in specifiche aree del pianeta. Verso queste aree è in corso una migrazione delle popolazioni delle regioni più povere, con flussi che crescono nel tempo.<br />
L’Italia è un paese di relativamente alto benessere, con tecnologia evoluta e verso il quale marciano significative migrazioni.<br />
Da noi negli anni più recenti si è verificato un calo della natalità, in funzione di più fattori. Il primo a mio avviso è una revisione delle prospettive sul futuro; la crescita del reddito e delle opportunità che caratterizzava l’ottimismo delle precedenti generazioni è venuta meno, alla luce delle mediocri performance del paese e di una filosofia egalitarista che stempera le iniziative. In secondo luogo la donna è sempre più insoddisfatta del ruolo escludente di madre e si cimenta in altre attività che riducono il tempo da dedicare alla procreazione. In terzo luogo la madre che lavora è sempre meno assistita da terze figure che le alleviavano il peso della gestione famigliare: i nonni non convivono più e gli asili nido sono pochi e costosi.<br />
Da molte parti si è sollevato il lamento sul calo demografico del paese e sulla necessità di interventi per la ripresa della natalità. Da alcuni si è posta quest’ultima come condizione necessaria per il rilancio post virus: qui credo che si esageri, credo che eventuali effetti si avrebbero tra oltre quindici anni.<br />
Ma torniamo al punto della ripresa della natalità: perché? Dal riepilogo fatto più sopra emerge che le risorse mondiali si consumano per l’eccesso di popolazione; il clima peggiora per consentire a un numero crescente di umani il benessere materiale e la natura li minaccia con pandemie. La tecnologia robotizzata riduce la necessità di lavoratori, i migranti cercano occupazione e i nostri governi non vorranno certo fermarli. Non ci sarebbero ragioni quindi per sostenere l’esigenza di una ripresa demografica in Italia.<br />
Se si esclude l’apporto dei migranti, forse l’unico problema potrebbe essere posto dalla necessità di avere un numero adeguato di contributori al nostro sistema pensionistico a ripartizione. Penso però che forse altre soluzioni potrebbero essere trovate, a partire da un rilancio della produttività che farebbe essa crescere il reddito più che il numero (di memoria prebellica) degli italiani.<br />
Se poi, in una prospettiva generale di welfare, si vogliono aiutare le famiglie e le madri, ben venga tutto ciò, ma senza drammatizzazioni demografiche.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/denatalita/">Denatalità</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Sostenibilità ambientale e demografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Tringali]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2019 13:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[demografia]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento ambientale impatta negativamente sulle possibilità di procreazione, contribuendo a rendere sempre più basso il numero dei nuovi nati che già risente di svariate concause sociali, non ultima la diminuzione della disponibilità economica, in mancanza di uno sviluppo significativo del sistema produttivo locale e nazionale. Nel recente convegno a Siracusa della Società Italiana della Riproduzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento ambientale impatta negativamente sulle possibilità di procreazione, contribuendo a rendere sempre più basso il numero dei nuovi nati che già risente di svariate concause sociali, non ultima la diminuzione della disponibilità economica, in mancanza di uno sviluppo significativo del sistema produttivo locale e nazionale. Nel recente convegno a Siracusa della Società Italiana della Riproduzione Umana (S.I.R.U.) è emersa una singolare correlazione tra la natalità e la salubrità dell’ambiente, non soltanto in relazione alla presenza di inquinanti più o meno conosciuti ma anche con riferimento alla qualità dell’alimentazione che, indirettamente, risente dell’utilizzo di pratiche agronomiche e dell’utilizzo di nuovi composti di sintesi che influenzano anche le caratteristiche organolettiche degli alimenti.</p>
<p><span id="more-1790"></span></p>
<p>Esistono vari casi che testimoniano come prodotti chimici utilizzati in vari settori industriali, come le Sostanze PerFluoro Alchiliche (PFAS), che si trovano negli imballaggi, nei rivestimenti antiaderenti degli utensili, nei tessuti per renderli idrorepellenti ed isolanti, possano interagire con l’ecosistema, causando conseguenze indesiderate sulla salute umana, anche con rifermento alla riproduzione.</p>
<p>In particolare, l’inquinamento delle falde e il contatto con cibo e capi di abbigliamento che ne sono contaminati, comporta un accumulo dei PFAS negli esseri viventi, dovuto alla loro notevole inerzia chimica alla degradazione. Il tempo di emivita nell’uomo di alcune di queste sostanze, vale a dire il tempo necessario perché i livelli nel sangue si riducano a metà (se non si è più esposti) è dell’ordine di qualche anno, paragonabile anche se inferiore a quello delle diossine.</p>
<p>Per affrontare problematiche ambientali complesse, che incidono profondamente sulla qualità dell’ecosistema, è necessario un approccio differente, e per certi versi rivoluzionario, rispetto a quello che ha caratterizzato le attività per la salvaguardia dell’ambiente negli ultimi decenni.</p>
<p>Non più “<em>ciò che è bene per l’uomo è bene per l’ambiente</em>” ma, viceversa, ciò che è bene per l’ambiente garantisce una maggiore tutela della salute umana. Un ecosistema salubre è la condizione necessaria per un miglioramento misurabile della qualità della vita degli individui. Occorre razionalizzare le normative ambientali, correggendo alcune  incongruenze che si sono stratificate nella legislazione del settore durante gli anni. Solo per fare un esempio, i valori di alcuni Standard di Qualità Ambientale (SQA) nei fiumi, nei laghi o nei mari, che indicano la concentrazione di un particolare inquinante che non deve essere superata, al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente, risultano essere notevolmente inferiori di quanto ammesso per sostanze analoghe presenti nelle acque reflue che recapitano negli stessi corpi idrici superficiali.</p>
<p>L&#8217;approccio multidisciplinare dei professionisti che a vario titolo sono coinvolti nelle tematiche ambientali, unito all&#8217;azione della politica che ha il compito di creare le condizioni per il progresso tecnologico ed economico del territorio, rappresenta la strada obbligata per contrastare efficacemente la prospettiva di una società in cui la presenza delle nuove generazioni è una percentuale in continua diminuzione. La diminuzione del numero di figli non riguarda soltanto le famiglie di origine italiana ma anche quelle provenienti da paesi extraeuropei, che si trovano nel nostro Paese da almeno una generazione.</p>
<p>Senza una visione che tenga conto della filiera produttiva nella sua interezza e dei suoi potenziali effetti sull’ambiente, si ottiene l’unico risultato di gestire le conseguenze dei problemi, senza provare ad eliminarli o, quanto meno, a minimizzarli.</p>
<p>Lo sviluppo dell’economia e quello tecnologico sono importanti strumenti, oltre quello normativo, per limitare l’impatto sull’ecosistema delle attività antropiche, favorendo la possibilità delle famiglie di contribuire allo sviluppo demografico del territorio, per garantire una prospettiva di maggiore benessere.</p>
<p>Le nuove generazioni provengono, per fortuna, da un retroterra culturale in cui la sensibilità ambientale è ormai un elemento abbastanza acquisito di educazione civica. Adesso è il tempo delle soluzioni, che non possono prescindere dal contributo di tutti coloro che sono in grado di garantire un valore aggiunto a misure efficienti ed efficaci, comprese le associazioni ecologiste. La sensibilizzazione deve diventare il mezzo, non il fine dell’impegno per un ambiente più pulito, per evitare nei cittadini l’effetto di rigetto tipico di quando alle buone intenzioni non seguono i risultati.</p>
<p>Lo sviluppo industriale deve tenere conto di due sostenibilità, mutuamente complementari: quella ambientale e quella economica. Non può, infatti, esistere uno sviluppo che non sia eco sostenibile e che, allo stesso tempo, non sia collegato alle reali esigenze e alle prospettive specifiche del territorio.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Tringali" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/giuseppe-tringali-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-tringali/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Tringali</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Chimico libero professionista, esperto di tematiche ambientali</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://www.facebook.com/giuseppe.tringali.37" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/sostenibilita-ambientale-e-demografia/">Sostenibilità ambientale e demografia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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