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	<title>giorgia meloni Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>giorgia meloni Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Quale libertà a rischio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Marini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 22:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[paolo marini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l&#8217;estrema destra è al governo&#8221;; più che sconcerto, l&#8217;affermazione di Elly Schlein al congresso eurosocialista di Amsterdam suscita ironia. Siccome è evidente il riferimento all&#8217;Italia, ci si domanda dove mai abbia visto una “estrema destra” al governo o, perlomeno, dove si debba [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l&#8217;estrema destra è al governo&#8221;; più che sconcerto, l&#8217;affermazione di Elly Schlein al congresso eurosocialista di Amsterdam suscita ironia. Siccome è evidente il riferimento all&#8217;Italia, ci si domanda dove mai abbia visto una “estrema destra” al governo o, perlomeno, dove si debba cercare: sotto il letto, dentro la credenza, in cantina?</p>
<p>Il governo Meloni da molti osservatori è accreditato piuttosto su una linea di continuità &#8216;draghiana&#8217;, tanto da far ritenere di avere scontentato diversi suoi elettori. Anche se, malgrado ciò, il consenso sulla premier, sul governo, sui partiti di maggioranza è incredibilmente saldo.</p>
<p>Allora, c&#8217;è un problema di libertà e di democrazia nel nostro Paese? Sì e, tuttavia, non da oggi, né da tre anni e neppure da uno o due decenni. Fu Marco Pannella, un&#8217;era geologica fa, ad imbastire una campagna contro la partitocrazia, cioè la presa dei partiti sulle istituzioni, la loro occupazione sistematica della amministrazione pubblica e, attraverso di quella, il tentativo di condizionare le dinamiche sociali per finalità di accrescimento del consenso e del potere. Quei partiti che qualche Capo dello Stato, mi pare di ricordare, ha definito “sale della democrazia”, lo sono stati e lo sono, sì, ma nel senso dell&#8217;effetto che fa il sale &#8211; come, secondo una espressione popolare, fece Attila &#8211; sull&#8217;erba verde dei prati.</p>
<p>E di più: la questione della libertà in un modello statuale come quello contemporaneo, drammaticamente interventista, è semmai nell&#8217;agenda dei liberali (quelli classici, quasi esauriti, introvabili) e dei libertari, pochi sparuti individui del tutto marginali; non risulta, purtroppo, tra le preoccupazioni della classe dirigente politica contemporanea &#8211; di destra o di sinistra che sia &#8211; che si pone, quando va bene, problemi di efficienza della macchina statuale, giammai di drastica diminuzione del suo perimetro.</p>
<p>Se poi si deve estrarre dal &#8216;paniere delle libertà&#8217; la libertà di pensiero o di espressione del pensiero, allora la contestazione di Schlein è proprio una fucilata a vuoto, contraddetta dagli eventi anche recentissimi: sono settimane e settimane che si fanno scioperi, manifestazioni e cortei, anche purtroppo con code di occupazioni e di violenza, violenza che le forze dell&#8217;ordine hanno mostrato e mostrano di gestire con pazienza e moderazione. Da chi è (stata) limitata o repressa, la libertà di parola? Beh, per l&#8217;appunto da frange effettivamente minoritarie di intolleranti, per lo più riconducibili ad ambienti di estrema sinistra. Alla fine è accaduto persino al mite Emanuele Fiano di subire questa odiosa riduzione al silenzio, colpevole di essere un “sionista”.</p>
<p>Eppure, eppure, il problema non risiede, in primis, in quei manipoli di facinorosi. Insiste bensì in quella maggioranza silenziosa e, in particolare, nei vertici di quelle istituzioni che dovrebbero garantire l&#8217;esercizio delle libertà negli ambienti di cui sono responsabili; nei tanti, troppi che restano inerti o che si eclissano del tutto di fronte alla protervia, alle prevaricazioni di pochi. In ciò manifestano tutti costoro il morbo strisciante, la piaga ininterrotta, quell&#8217;infestante malefico che prospera da tempo immemore, paralizza le energie e addormenta l&#8217;Italia e gli italiani, già stigmatizzato efficacemente da Piero Gobetti: il conformismo. Impastato &#8211; come fu e come è &#8211; di inconfessabili paure e di opportunistiche rinunce. Perciò conviene chiudere questa nota senza indugi, con le parole di un intellettuale del Novecento non casualmente negletto, uno piccolo di statura ma con un cervello agile e salace, quel Leo Longanesi che ebbe a dire che (in Italia) “non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi.”</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Paolo Marini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/paolo-marini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/paolo-marini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Paolo Marini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate. Avvocato civilista e consulente di imprese, ha inoltre al suo attivo pubblicazioni e contributi in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.</p>
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		<title>I liberali verificheranno solo i fatti</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/i-liberali-verificheranno-solo-i-fatti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 08:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo nato dal 25 settembre introduce in Italia due novità che sconvolgono il conformismo della prassi conservatrice di larga parte del mondo cattolico e di quello della sinistra: il capo è una donna e il governo è di destra vera. Finora la reazione di questo mondo è stata l’imbarazzata incredulità di ritrovarsi privato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo nato dal 25 settembre introduce in Italia due novità che sconvolgono il conformismo della prassi conservatrice di larga parte del mondo cattolico e di quello della sinistra: il capo è una donna e il governo è di destra vera. Finora la reazione di questo mondo è stata l’imbarazzata incredulità di ritrovarsi privato di privilegi radicati, che hanno cristallizzato lo Stato in una dimensione distante dai cittadini. Dal punto di vista liberale, sarebbe opportuno che tale reazione durasse il meno possibile, dato che non serve agli italiani e neppure ai diretti interessati. In verità, le due novità, sconvolgenti per i conformisti non liberali, sono dei passi fisiologici per i liberali, i quali sono sempre fautori della diversità individuale e del cambiamento nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diversità individuale significa  che il motore della vita sta in essa, non nella vagheggiata unità nata in un passato, che aveva una conoscenza più limitata, che riteneva l’unica risorsa fosse la forza fisica dei maschi e che perseguiva il mito dell’applicare lo scritto di un libro sacro. Per i liberali, Presidente del Consiglio uomo o donna fa lo stesso, conta la capacità di compiere le scelte giuste al momento opportuno. Per i liberali, Governo di destra o di sinistra fa lo stesso,  conta la capacità di affrontare e di risolvere i problemi concreti della convivenza. Pertanto, dal punto di vista liberale, è indispensabile verificare nei fatti le scelte politiche che il Governo di Giorgia Meloni farà davvero. Ovviamente, per i liberali, usando il metro dei provvedimenti in grado di garantire al meglio la libertà di ogni cittadino di avere i mezzi per vivere e per esprimersi. Vale a dire la libertà che valorizza in concreto la diversità dei conviventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima verifica sarà sul consolidamento dei diritti civili, che sono un cardine della libertà individuale nella convivenza tra diversi. Naturalmente intesi nel quadro del fisiologico conflitto per attuarli tra portatori di valori differenti, mai quale unica dottrina livellatrice imposta tramite i mass media e i social.</p>
<p>La seconda verifica sarà sul modo in cui l’Italia farà parte e sosterrà l’Occidente. Siccome Occidente significa praticare ovunque e sempre la libertà individuale imperniata sugli scambi, l’Italia dovrà impegnarsi per debellare la malattia di un Occidente incline a pensare la libertà come imperiale, il che è un errore in contrasto con l’impegno a battersi contro le autocrazie. La libertà imperiale non tollera diversità di  Stati e di culture, congela il fecondo espandersi della libertà individuale, blocca gli scambi ed ha uno spirito prodromico alla terza guerra mondiale contro le autocrazie. La libertà vive nel quotidiano, non sul bellicismo. Si costruisce con istituzioni scelte e manutenute dai cittadini con il pacifico conflitto democratico.</p>
<p>La terza verifica è l’UE. I liberali chiedono che si riprenda il cammino rispetto  del progetto originario di istituzioni legate al primato dei cittadini degli stati membri e non dello statalismo o del privilegiare l’elite dei funzionari. Urge la necessità di un immediato impegno condiviso dei 27 membri sui temi energetici ed economici , e in prospettiva lo sforzo per superare l’ arretratezza UE sulla mancanza di una forza militare e sul non coordinamento fiscale pur richiesto dall’euro. Temi sui quali occorre far maturare la disponibilità nei cittadini e modificare i Trattati, senza pretendere di essere uno stato unico sovranazionale.</p>
<p>La quarta verifica  è riprendere la crescita in Italia. Partendo da tre  cose. Impegnarsi a fondo in una politica energetica corrispondente alle esigenze civili del tutto trascurate finora; sfrondare la Pubblica Amministrazione  inefficiente e cristallizzata nei privilegi, riattivando il mercato nonché aiutando i bisogni dei ceti medi; deregolamentare e riformare il fisco,   al fine di incentivare la produttività del cittadino. Inoltre, nei prossimi mesi, vanno rimosse le riserve di caccia attribuite da moltissimi anni alle medesime persone dell’Alta dirigenza, inamovibili e dunque fonte di staticità operativa.</p>
<p>Per parte loro, i liberali dovranno costituire il cuore dinamico di queste quattro verifiche, senza pregiudizi e con rigore, facendo così la loro parte nel rilancio dell’Italia.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
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		<title>La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 15:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[antonio gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[palmiro togliatti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordiamo tutti quel che nel nostro Paese si è verificato mesi fa? Un fatto alquanto deplorevole: il libro autobiografico di Giorgia Meloni, edito Rizzoli, esposto con l’immagine di copertina a testa in giù. Fatto accaduto, stando a quanto riportato dalle più importanti testate nazionali italiane, in una libreria della rinomata “La Feltrinelli”. Quanto accaduto ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/">La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo tutti quel che nel nostro Paese si è verificato mesi fa?</p>
<p>Un fatto alquanto deplorevole: il libro autobiografico di Giorgia Meloni, edito Rizzoli, esposto con l’immagine di copertina a testa in giù.</p>
<p>Fatto accaduto, stando a quanto riportato dalle più importanti testate nazionali italiane, in una libreria della rinomata “La Feltrinelli”.</p>
<p>Quanto accaduto ci porta a riflettere, necessariamente, almeno su due fronti: il primo Costituzionale, il secondo socio-educativo.</p>
<p>Ora, preliminarmente, va chiarita una cosa: gli esseri umani sono tutti liberi così com’è il pensiero di ognuno.</p>
<p>Posto per assodato questo elemento inviolabile ricavabile non solo dalla nostra Costituzione (art. 21), ma anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (artt.18 e 19) nonché della Convezione europea dei diritti dell’Uomo (artt. 9 e 10), quale messaggio sociale si genera silenziando o restando indifferenti rispetto ad un gesto del genere (come riportato dal Corriere della Sera il 28 maggio scorso) senza che vi sia alcuna scusa, sanzione o quantomeno, minimamente, condanna morale?</p>
<p>Devastante!</p>
<p>Soprattutto perché si amplia la fetta di un totale disorientamento concettuale e culturale molto pericoloso: Giorgia Meloni è leader di una forza politica sì di destra, ma non fascista.</p>
<p>Diversamente sarebbe un partito da assoggettarsi alla normativa vigente come si dovrebbe per tutte quelle realtà politiche non ispirate alle dinamiche democratiche: cosa su cui, oggettivamente, c’è ancora un grande lavoro da fare attese le lacune di sistema.</p>
<p>Comunismo e fascismo hanno entrambi (la storia ce lo racconta) segnato l’umanità nel profondo: mai dovremmo dimenticare quanto, ancora oggi, gridano le anime nel ricordo di tutti i morti nei<em> gulag</em> sovietici e nei campi di concentramento hitleriani.</p>
<p>Proprio per costruire una nuova società i padri e le madri della Costituente vollero lasciare l’impronta indelebile della libertà sulle generazioni future. Come?</p>
<p>Anzitutto enunciandola nell’art. 21 della Cost. tra i c.d. “DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI” con ciò implicando un rapporto in radice bilaterale per l’individuo: il diritto di esprimersi, non per forza verbalmente ma anche in gesti, non deve ledere la sfera di libertà altrui ovvero mortificarla e, quindi, violarla.</p>
<p>È il senso comune al dovere di reciprocità alla base di quel che fu il patto sociale posto nell’intimo profondo della nostra Costituzione: dove da sinistra a destra si volle fortemente stare insieme rifiutando gli schemi dell’esperienza fascista.</p>
<p>Un dato storico importante ed imprescindibile è, anche simbolicamente parlando, l’atto di riconciliazione più significativo: proprio Togliatti, storico dirigente del Partito Comunista italiano, si prodigò a dare effettività al c.d. “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari” (entrato poi in vigore il 22 giugno 1946).</p>
<p>La morale di tutto ciò cosa ci può ancora insegnare nel 2022?</p>
<p>Che sia le parole sia i gesti hanno, sempre, un significato ed un riflesso decisivo sulla crescita o meno di una nazione sotto il profilo socio-culturale.</p>
<p>Quel che è accaduto con l’esposizione a testa in giù del libro di Giorgia Meloni non è che qualcosa, in buona sostanza, riferibile alla non conoscenza: il superamento storico delle nefandezze comuniste e fasciste, in quanto portatrici ideologiche della loro stessa degenerazione, è rappresentato proprio dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Non attualizzare, anche con i gesti umani quotidiani, il rispetto dell’altrui pensiero (come diritto-dovere) significa non riconoscersi nella pienezza del dettato Costituzionale.</p>
<p>Il ché è di per sé indice di gravità poiché è in quell’apparente gesto di ludica estemporaneità che si palesa il “mal di testa” del presunto responsabile del fatto accaduto nella libreria Feltrinelli.</p>
<p>Rovesciare a testa in giù l’immagine di copertina di libro per protesta civile è un conto, idealizzare una fantomatica resistenza nel 2021, con ormai il 2022 iniziato, è indice di superficialità: motore nell’indifferenza e dell’indifferenza.</p>
<p>A prescindere dal libro di Giorgia Meloni in questione, che si tratti di autori di sinistra (che non significa per forza comunisti che si riconoscono nelle nefandezze degenerative) o di destra (che non significa per forza di cose che si riconoscono nelle scelleratezze causate dal fascismo) non è dirimente.</p>
<p>Quando il gesto di un intellettuale (ammesso che chi abbia commesso il fatto sia effettivamente tal responsabile) si decontestualizza rispetto alla maturità temporale ed alle conquiste civili della società in cui vive ci si trova davanti a dover definire quale incidenza abbia nel processo educativo nazionale che, si ricordi, passa anche attraverso i gesti e la testimonianza sul campo.</p>
<p>Non si può sfruttare, seppure inconsciamente od indirettamente, la democrazia a danno della classe non intellettuale la quale va garantita e tutelata nella sua legittima aspirazione ad avere, nell’ambito nazionale, una sacrosanta offerta pluralistica di pensiero.</p>
<p>Lo affermava Gramsci, un grande ed illustre comunista, il quale già teorizzava ad inizio secolo scorso la c.d. <em>“progressiva estinzione del pensiero, politico e non”</em> proprio perché legata al rischio degenerativo a cui la classe degli intellettuali può portare senza rendersene conto fino ad auto-condursi all’estraneità rispetto ai tempi che corrono.</p>
<p>Antonio Gramsci, il quale morì per la libertà di pensiero, disse appunto in merito (sempre tenuto conto del momento storico di vita) che <em>“Tutta la classe colta, con la sua attività intellettuale, è staccata dal popolo nazione, non perché il popolo nazione non abbia dimostrato e non dimostri di interessarsi a questa attività…</em> <em>ma perché l’elemento intellettuale indigeno è più straniero degli stranieri di fronte al popolo nazione”.</em></p>
<p>Penserebbe Gramsci, allora, che nel 2022 ci vorrebbe un minimo di pensiero contestualizzato prima di porre in essere un gesto che ha comunque una portata sociale, soprattutto, sul piano culturale ed educativo?</p>
<p>L’intellettualismo disorientato è pericoloso perché può insinuare che il pensiero non sia uguale e non abbia la stessa dignità d’esistenza.</p>
<p>Invece, cari italiani, siamo tutti uguali. A testa alta.</p>
<p>Ricordiamocelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/">La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Meloni, Abascal e la teologia delle piazze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elio Cappuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2021 15:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alexis de tocqueville]]></category>
		<category><![CDATA[elio cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrebbero fatto bene Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e Santiago Abascal, leader di Vox, a leggere alcune pagine del cattolico liberale Tocqueville sulla capacità dei cattolici di separare le loro convinzioni religiose dall’agire politico nell’America dell’Ottocento, in un ambiente prevalentemente puritano. L’America, scriveva Tocqueville, è stata popolata da uomini che rifiutavano ogni supremazia religiosa, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/meloni-abascal-e-la-teologia-delle-piazze/">Meloni, Abascal e la teologia delle piazze</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbero fatto bene Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e Santiago Abascal, leader di Vox, a leggere alcune pagine del cattolico liberale Tocqueville sulla capacità dei cattolici di separare le loro convinzioni religiose dall’agire politico nell’America dell’Ottocento, in un ambiente prevalentemente puritano.</p>
<p>L’America, scriveva Tocqueville, è stata popolata da uomini che rifiutavano ogni supremazia religiosa, portando, nel Nuovo Mondo, un cristianesimo democratico e repubblicano. Politica e religione si trovarono subito d’accordo, e l’accordo non riguardò solo i puritani, ma anche i cattolici, che, pur mostrando un grande zelo per la loro fede, formarono “la classe più repubblicana e più democratica” che vi fosse negli Stati Uniti.</p>
<p>Tutto ciò non fu una sorpresa per Tocqueville, perché, a suo avviso, fra le varie confessioni cristiane, il cattolicesimo è una delle più favorevoli all’uguaglianza, dal momento che, sul piano dogmatico, tutte le classi sono poste “ai piedi di un medesimo altare”. I sacerdoti cattolici, prosegue Tocqueville, hanno diviso il mondo intellettuale in due parti: “nell’una hanno lasciato i dogmi rivelati, e ad essi si sottomettono senza discuterli; nell’altra hanno posto la libertà politica, e sono convinti che Dio l’ha lasciata alla libera ricerca degli uomini”. I cattolici sono allora i fedeli più sottomessi e i cittadini più indipendenti. In Europa, scriveva Tocqueville, per vicende storiche segnate dalla contrapposizione fra Chiesa e potere politico, questa separazione fra i due mondi faceva fatica ad affermarsi.</p>
<p>Meloni e Abascal non sono propensi ad accettare del tutto questa separazione tra religione e politica, che nel corso del tempo si è realizzata anche da noi. A Madrid, infatti, hanno denunciato la crisi in cui verserebbero le basi cristiane dell’Europa, messe continuamente in discussione, a loro avviso, dal laicismo e dall’ateismo diffuso.</p>
<p>Le critiche al pluralismo e ai principi stessi dello stato liberaldemocratico hanno assunto, nel mondo conservatore, una dimensione rilevante dopo il 1989, in seguito alla fine del comunismo. L’idea che il liberalismo non avesse più avversari, e che nessuna ideologia alternativa potesse contenderne il primato, ha ridato vigore, in svariati ambienti, all’ostilità contro lo stato laico.</p>
<p>In molti hanno ripreso, in tale direzione, l’enciclica <em>Veritatis splendor</em>, del 1993. In questo documento, Giovanni Paolo II scriveva che, dopo la crisi delle ideologie, e del marxismo in particolare, si profilava il rischio che venissero collocati in secondo piano i diritti fondamentali della persona e le esigenze spirituali legate all’esperienza religiosa. L’alleanza “fra democrazia e relativismo etico” avrebbe inoltre posto in ombra ogni valore morale, impedendo agli uomini il “riconoscimento della verità”. Nel 2004, l’allora Cardinale Ratzinger dichiarava che il principio maggioritario, alla base delle liberaldemocrazie, riduce a un criterio meramente quantitativo le questioni etiche, che vanno sottratte a ogni calcolo politico.</p>
<p>Ben lontani dalla dottrina teologica dei due Papi, e con finalità ben diverse, i due leader della destra europea, Meloni e Abascal, si scagliano contro il “relativismo assoluto” e “l’ateismo aggressivo” dei nostri giorni, ponendosi a difesa dei sacri valori di un’identità europea che sarebbe corrosa dal laicismo agnostico. Farebbero bene, quanti si richiamano a un integralismo cattolico ostile al liberalismo, a riflettere su un agile saggio del filosofo cattolico Dario Antiseri. Antiseri, che ha curato un’ampia raccolta delle opere di Giovanni Paolo II, è vicino al pensiero di Karl Popper, il filosofo della <em>Società aperta </em>e del fallibilismo e si dichiara relativista e cristiano allo stesso tempo. Bisogna prendere atto, egli sostiene, che le concezioni etiche sono molteplici e non abbiamo a disposizione criteri razionali che ci consentano di dimostrare in modo incontrovertibile quale sia l’etica assolutamente giusta. Nella scelta è allora essenziale il nostro senso di responsabilità, più che il sapere scientifico. Se è falso sostenere che tutte le concezioni morali si equivalgono, bisogna anche ammettere che i valori ritenuti fondamentali non possono essere il frutto di una dimostrazione logica.  Se, dunque, per relativismo intendiamo la non dimostrabilità scientifica dei sistemi morali, si chiede Antiseri, possiamo negare che, in una società aperta, ci troviamo dinnanzi a una pluralità di valori e che l’assolutismo negherebbe ogni confronto?</p>
<p>Per un cristiano, sostiene Antiseri, solo Dio è assoluto, dal momento che tutto ciò che riguarda la condizione umana si colloca nella contingenza. Cadrebbe dunque nell’idolatria il cristiano che assolutizzasse un’ideologia. Il suo intenso saggio, <em>Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano. Per un razionalismo della contingenza</em>, del 2003, non dovrebbe mancare nelle biblioteche di quanti si affannano nelle piazze ad arringare le folle, evocando i massimi sistemi. Riuscirebbe forse a   insinuare qualche dubbio e a far vacillare qualche infondata certezza.</p>
<p>Risulta evidente che il relativismo politico, posto alla base della democrazia, non può essere confuso, come spesso accade, con il nichilismo descritto da Dostoevskij nei <em>Fratelli Karamazov</em>, in cui, per l’uomo che si crede Dio, “Tutto è permesso”. Su questo tema Antiseri scrive che, se il nichilismo può dar luogo a conseguenze terribili, non si può negare che, sotto altri aspetti, può anche rendere gli uomini consapevoli dell’impossibilità di dare un valore assoluto a un’idea. Il nichilismo diviene allora, scrive, “una concezione razionalmente sostenibile e umanamente ricca: sorgente di tolleranza e insieme riconquista dello spazio del sacro”. Non bisogna dimenticare che, sovente, chi si scaglia contro il relativismo e il nichilismo combatte la sua battaglia in nome di principi che escludono ogni forma di tolleranza. Le concezioni che, nel nazifascismo, stavano alla base delle teorie razziste condannavano infatti, in modo radicale, la tolleranza liberale, considerata responsabile del tramonto dei valori tradizionali. I processi staliniani, per altro verso, difendevano, con metodi da Controriforma, le supreme verità del materialismo dialettico, contrapponendosi alle procedure garantiste della “giustizia borghese”.</p>
<p>Le posizioni di Antiseri hanno spesso suscitato malumori negli ambienti integralisti, ma sarebbero state condivise da Tocqueville e sono vicine al pensiero di Popper e alla concezione che della democrazia aveva Kelsen, secondo il quale possiamo opporci all’assolutismo politico solo accogliendo una forma costruttiva di relativismo. Il suo saggio rappresenta quindi un antidoto rispetto alla teologia per le folle che da Roma a Madrid, da Budapest a Varsavia, viene, quasi quotidianamente gridata nelle piazze e nei social media.</p>
<p>L’<em>ethos</em> della democrazia si costruisce sul pluralismo piuttosto che sul monismo della verità e i suoi valori non sono meno sacri, potremmo dire pensando a Isaiah Berlin, solo perché non si collocano nel pantheon immutabile della teologia politica.</p>
<p>I rosari di Salvini, come i proclami madrileni di Meloni e di Abascal sono immensamente lontani da un Cristianesimo adulto, che si astiene dalla pretesa di legittimare teologicamente la politica. Della infondatezza di questa pretesa era consapevole il teologo Dietrich Bonhoeffer, che del totalitarismo nazista fu vittima, nel campo di concentramento di Flossenbürg. Per Bonhoeffer il cristiano doveva accettare di vivere nel mondo “<em>etsi Deus non daretur</em>” (Come se dio non ci fosse). L’ “al di là” di Dio non era, per lui, l’al di là della speculazione teoretica, ma prendeva corpo nelle avventure dell’esistenza e nell’ “<em>esserci per gli altri</em>”.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elio Cappuccio" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/10/elio-cappuccio.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elio-cappuccio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elio Cappuccio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È presidente del Collegio Siciliano di Filosofia. Insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vice direttore della Rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il Blog della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/meloni-abascal-e-la-teologia-delle-piazze/">Meloni, Abascal e la teologia delle piazze</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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