<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>green pass Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/green-pass/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/green-pass/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Aug 2021 14:44:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>green pass Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/green-pass/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Cappuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 14:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[elio cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[foucalt]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[panopticon]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2925</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un bambino, il cui cervello in formazione, come ci dice il neuroscienziato Lamberto Maffei, possiede il doppio di sinapsi rispetto a quello del suo pediatra, non gradirà sentirsi dire che gli fa male mangiare tutta la nutella che vorrebbe, né comprenderà perché dovrà evitare di fare pipì quando e dove vuole, come gli dicono a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/">Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bambino, il cui cervello in formazione, come ci dice il neuroscienziato Lamberto Maffei, possiede il doppio di sinapsi rispetto a quello del suo pediatra, non gradirà sentirsi dire che gli fa male mangiare tutta la nutella che vorrebbe, né comprenderà perché dovrà evitare di fare pipì quando e dove vuole, come gli dicono a casa e gli ripeteranno all’asilo. Non bisogna scomodare il dottor Freud per prendere atto che la civiltà si fonda su un sistema di regole. Produrranno anche un certo disagio, ma rendono possibile a persone diverse di stare insieme senza necessariamente amarsi o aggredirsi. Possono anche divenire oppressive, alimentando un Super-Io tirannico che ci rende più o meno nevrotici, ma ci permettono di costruire le nostre relazioni col mondo circostante. Proseguendo ironicamente su questa linea, potremmo considerare una grande espressione di libertà acquistare, magari senza porto d’armi, delle pistole per giocare a guardia e ladri, con una carica adrenalinica che certamente non conoscevamo da bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal XVIII secolo ad oggi i vaccini hanno consentito di sconfiggere il vaiolo, la tubercolosi, la poliomielite e le politiche sanitarie dei diversi paesi, attraverso gli obblighi vaccinali, piuttosto che limitare la libertà, hanno tutelato la salute di milioni di persone. Le proteste di quanti si oppongono a questa pratica, in nome della tutela della libertà personale, si stanno esprimendo oggi tanto in piazza, quanto nel dibattito intellettuale. Vladimiro Zagrebelsky ha scritto di recente, ironizzando, che, come il Don Ferrante manzoniano, intossicato dal suo Aristotele, cercava maldestramente di applicare i sillogismi per capire qualcosa della peste di Milano del 1630, oggi si ricorre “ad altre sostanze filosofiche postmoderne” per orientarsi nel terreno incerto della pandemia. Bisognerebbe sempre aver presente, nelle polemiche di questi giorni, che le verità assolute non rientrano nell’orizzonte della ricerca scientifica, segnato, come sostiene Popper, da “congetture e confutazioni” e che gli schemi ideologici, come i toni oracolari, vanno tenuti a distanza dallo stile critico della filosofia. Dinnanzi al dilagare dell’infezione bisogna scegliere tra l’impegno degli scienziati che si stanno adoperando per trovare un antidoto al virus, con tutte le difficoltà e le contraddizioni che la ricerca incontra sul suo cammino, e le “verità” di negazionisti e teorici postmoderni del complotto biopolitico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Seguendo la chiave di lettura che colloca la situazione presente nel quadro di una egemonia biopolitica, scopriamo di essere immersi in un grande <em>Panopticon</em>, quella prigione ideata da Jeremy Bentham in cui, da una torre centrale, un secondino può osservare i detenuti senza che essi se ne rendano conto. Non avvertono infatti il fiato al collo delle guardie, che esercitano però una vigilanza assoluta e, allo stesso tempo, impercepibile. Michel Foucault ricorre a questo esempio in <em>Sorvegliare e punire</em>, per descrivere una società che tende a un controllo totale non solo nella prigione, ma, in modalità differenti, anche nella fabbrica, nella scuola, nello spazio urbano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ “efficacia” della strategia adottata dal governo cinese per contenere la pandemia attraverso un tracciamento capillare, da <em>Panopticon</em>, ha comportato gravi limitazioni della libertà, anche se non v’è dubbio che proprio queste norme restrittive hanno consentito di contenere il virus. Tali scelte sono coerenti con una concezione autoritaria, se non totalitaria, dello Stato, concezione che, se ha impedito che il contagio si allargasse, ha, nello stesso tempo, reso possibile che si producesse. E’ noto infatti che i medici cinesi sono stati “dissuasi” dal diffondere i dati riguardo ai primi casi e, che, quando è emersa la gravità della situazione, l’epidemia era già fuori controllo. Chi invoca una severità cinese nell’affrontare la situazione attuale, dimentica che, entro un quadro di istituzioni democratiche, quel focolaio iniziale non sarebbe stato tenuto nascosto e la diffusione sarebbe stata bloccata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le decisioni assunte in Italia dal potere politico, ben lontane dal modello cinese, sono sempre state concordate con la comunità scientifica. Se la ricerca si caratterizza però per essere aperta e fallibile, la politica deve dare risposte certe e, al contempo, limitare il disagio che soluzioni impopolari potrebbero provocare. I provvedimenti governativi, per il loro carattere di emergenza, hanno suscitato legittime riserve sul piano del metodo e delle procedure, ma non possono in alcun modo essere assimilati a  progetti autoritari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le epidemie hanno da sempre costituito un banco di prova per gli Stati. Foucault ha messo in luce, in <em>Nascita della clinica</em>, come la medicalizzazione di vari aspetti dell’esistenza si sia gradualmente estesa nel corso della modernità. La peste, che rappresentava il simbolo del disordine, ha avuto come corrispettivo medico e politico la disciplina, e la difesa dal contagio ha poi fornito un modello  per la prevenzione\repressione del conflitto sociale.   La città appestata prefigurò così “l’utopia della città perfettamente governata”, indicando i criteri per la progettazione di ospedali psichiatrici e prigioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto tra medicina e politica si ripropone oggi in un clima del tutto diverso rispetto al mondo descritto da Foucault, e nella collaborazione degli scienziati con i governi non si ravvisa l’affermazione di un potere biopolitico, ma un interesse per la salute pubblica. Quando questa è in gioco, una strategia coerente con le valutazioni della comunità scientifica non può che risultare efficace.</p>
<p>Le polemiche, talora pretestuose, non hanno prodotto, peraltro, anche da parte dei critici più tenaci, credibili proposte alternative rispetto alle misure adottate dal governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella recente levata di scudi contro il Green pass, i difensori di una discutibile libertà individuale si sono contrapposti a una presunta volontà politica di trasformare lo stato di emergenza in stato d’eccezione permanente.  Il Green pass costituisce in realtà una scelta pragmatica, finalizzata a estendere le vaccinazioni in vista di una disponibilità di dosi che consenta di immunizzare la quasi totalità della popolazione. L’obbligo vaccinale potrebbe essere sancito solo da una legge che, nell’attuale fase politica, sarebbe impossibile approvare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci si può chiedere, a questo punto, se la libertà individuale sia tutelata da quanti si oppongono, in modi diversi, al Green pass e all’obbligo vaccinale o da chi ritiene, invece, che una vaccinazione più diffusa e una adeguata regolamentazione della vita sociale sia la strada più breve per riacquisire la nostra autonomia. Si fa fatica a pensare che siamo vittime di un progetto di controllo biopolitico da parte di uno Stato orwelliano, come alcuni pensano, ricorrendo all’ampio repertorio della letteratura distopica. In una <em>Società chiusa</em> lo stato d’emergenza, che tende a trasformarsi in stato d’eccezione permanente, può anche evocare la città “perfettamente governata” di <em>Sorvegliare e punire</em>, ma nelle società liberali il ricorso al tracciamento tramite <em>big data</em> anima un confronto fra cittadini e forze politiche, consapevoli del rischio che l’uso incontrollato dei dati personali può rappresentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risulta singolare che le spinte libertarie provengano spesso da ambienti che, a destra come a sinistra, non sono poi stati così critici verso modelli politici illiberali, passati o presenti. Nella tradizione del costituzionalismo la difesa dell’individuo non si è mai esaurita in un ambito monadico, ma si è coniugata con gli interessi più ampi della società. All’articolo 4 della Dichiarazione dei diritti universali del 1789 si legge che “La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri”. Un individualismo che si esaurisca in forme narcisistiche o solipsistiche si colloca al di fuori della <em>Polis</em>.</p>
<p>La “libertà” di non vaccinarsi o di non accettare il Green pass si traduce in grave danno per gli altri, nel momento in cui, provocando un aumento di ricoveri nei reparti di terapia intensiva, priva di cure essenziali persone gravemente ammalate. Sottopone inoltre a seri rischi gli immunodepressi, proprio in quanto favorisce il diffondersi dell’infezione e delle varianti. Prendere atto di tutto questo e cercare di porvi ragionevolmente rimedio, non significa essere complici del potere biopolitico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I recenti provvedimenti non contraddicono dunque i principi costituzionali. L’articolo 2 della nostra Costituzione pone accanto alla difesa dei “diritti inviolabili dell’uomo”, i “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. La tutela della salute, come recita l’articolo 34, è, allo stesso tempo, “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Sabino Cassese ha rilevato che dal 1939 al 2017 sono stati disposti ben cinque obblighi vaccinali e la Corte Costituzionale si è espressa positivamente nel merito nel 2018, con una sentenza dell’attuale ministra della giustizia Marta Cartabia.</p>
<p>È evidente che nelle motivazioni dei movimenti ostili al Green pass (per non parlare di negazionisti e No-vax) è fortemente sottovalutato il nesso tra le manifestazioni della libertà individuale e le conseguenze che possono derivarne nell’ambito della convivenza sociale. In questo clima non si può non avvertire l’esigenza di richiamare il pensiero e la saggia azione politica di Luigi Einaudi, che, considerando “L’impero della legge come condizione per l’anarchia degli spiriti”, espresse nella maniera più chiara, il rapporto tra legge, libertà e responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elio Cappuccio" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/10/elio-cappuccio.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elio-cappuccio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elio Cappuccio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È presidente del Collegio Siciliano di Filosofia. Insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vice direttore della Rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il Blog della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/">Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dubbi e perplessità sul Green Pass</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Marri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 18:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[federico marri]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2895</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici. A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/">Dubbi e perplessità sul Green Pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici.</p>
<p>A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e dai contenuti che sarebbe auspicabile veder germogliare all’interno delle democrazie liberali.</p>
<p>Più che scrivere contro il GreenPass, infatti, mi limiterò a sottolineare le criticità delle argomentazioni più ricorrenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) “Dobbiamo introdurre il Green Pass per evitare che si sviluppino varianti”. </strong></p>
<p>In un mondo estremamente connesso e globalizzato, composto da 8 miliardi di persone, con alcuni Paesi che faticano tutt’ora ad avere accesso ai vaccini, è ingenuo ritenere che la vaccinazione di qualche milione di italiano in più possa impedire la nascita o l’arrivo di future varianti.</p>
<p>Le varianti ci sono e sono più contagiose; se ne arriveranno di nuove, lo faranno a prescindere dalle scelte dei politici italiani.</p>
<p>Certo, non è che se in alcuni Paesi i vaccini scarseggiano allora non ci vacciniamo nemmeno in Italia. Ma se si vogliono eliminare diritti e libertà per un obiettivo che si ritiene più importante (e già qui bisognerebbe stare in guardia) l’obiettivo deve essere quanto meno realizzabile. Non è questo il caso: l’arrivo di nuove varianti dipende in misura quasi completa da cosa accade nel resto del mondo, e non mi sembra opportuno introdurre divieti per traguardi che sfuggono quasi completamente al nostro controllo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2)“Chi non si vaccina è un rischio per gli altri, quindi deve pagare un prezzo per questa sua scelta” </strong>(perdere il diritto di andare in determinati luoghi o fare molto più spesso il tampone).</p>
<p>Partiamo da un assunto semplice quanto fondamentale: prima di privare gli uomini di libertà e diritti, è necessario addurre giustificazioni abbondanti, esplicite, ragionate, schiaccianti, quasi incontrovertibili; è inoltre necessario utilizzare il principio di proporzionalità e necessarietà, il rischio sopportato deve essere abbastanza elevato da giustificare le limitazioni.</p>
<p>Se si crede nello stato di diritto, non basta dire che qualcuno è un rischio. Bisogna quantificare. Perché? Perché anche andare in giro senza vaccino per l’influenza è un rischio. Persino accendere il fornello per farci il caffè è un rischio per il nostro vicino, che potrebbe rischiare di vedersi la casa incendiata.</p>
<p>Praticamente tutto ciò che facciamo è un rischio per gli altri: è proprio per questo che <strong>le risposte alle delicate domande sulle limitazioni di libertà e diritti risiedono nella quantificazione del rischio, nella probabilità e nella gravità del danno a cui esponiamo gli altri, e non possono sottostare a una vaga retorica di bene comune, interesse collettivo o rischio generale</strong> (pena il sorgere di misure colme di isterie e controsensi).</p>
<p>In questi giorni sono fioccati i parallelismi: vi è chi ha fatto notare che, così come è richiesta una patente per guidare, così dovrebbe essere richiesta una patente per poter entrare in un ristorante. In molti hanno sostenuto che volere la libertà di non vaccinarsi equivalga a volere la libertà di passare con il semaforo rosso.</p>
<p>La tiritera comune di questi giorni sbandiera a tutte vele lo slogan liberale del “la mia libertà finisce dove inizia la tua”. E ci mancherebbe, è uno dei capisaldi di ogni democrazia liberale da quando John Stuart Mill lo introdusse.</p>
<p>Ciò che tuttavia è sistematicamente omesso, per ingenuità o per malafede, è la definizione di cosa costituisca un’aggressione alla libertà altrui. Lo ripeto: se bastasse parlare di libertà che iniziano e finiscono, si potrebbe tranquillamente dire che non vaccinarsi all’influenza è un’aggressione alla libertà altrui così grave da giustificare misure restrittive per i non vaccinati. Perché ciò non avviene? Perché il rischio di contrarre l’influenza da un non vaccinato è ritenuto minore rispetto al costo delle restrizioni.</p>
<p>I professori Perotti e Boeri, in un articolo molto meno delirante, hanno paragonato i danni che un non-vaccinato provoca alla comunità a quelli che i fumatori arrecano ai cosiddetti fumatori passivi, e per i quali devono pagare un prezzo (le imposte sulle sigarette).</p>
<p>Ma tutti questi paragoni ignorano un punto fondamentale: a differenza di automobilisti e fumatori passivi, i cittadini, vaccinandosi, sono in grado di proteggersi in modo estremamente efficace dal comportamento dei non vaccinati (sembrerebbe che i vaccini riducano con efficacia che oscilla tra il 93% e il 98% ospedalizzazioni e morti).</p>
<p>E’ lecito chiedere che un guidatore abbia la patente perché è impossibile tutelarsi da un tamponamento mortale, e per gli stessi motivi si chiede che il guidatore non sia ubriaco o non passi agli incroci con il semaforo rosso. Infatti, non esiste un vaccino né per gli incidenti stradali né per gli effetti nocivi della nicotina.</p>
<p><strong>Ma esiste un vaccino per il COVID19, e funziona. </strong></p>
<p>Quanto rischia quindi un vaccinato?</p>
<p>Un vaccinato rischia molto poco in presenza di un non vaccinato, e rischia molto molto poco in presenza di un vaccinato. Abbastanza da impedire l’accesso in determinati luoghi? Io non penso.</p>
<p>Si dirà: “però vanno tutelate quelle persone che non hanno la possibilità di vaccinarsi per motivi di salute”. Senz’altro, ma fatico ancora una volta a trovare adeguata proporzionalità e quantificazione. Quante sono queste persone? Quanto rischiano se inserite in un contesto in cui sono rispettati il distanziamento e le misure di protezione? Rischiano così tanto da imporre a tutti i non vaccinati non solo le adeguate misure di protezione, ma addirittura l’impossibilità di accesso ad alcuni luoghi?</p>
<p>Ricordiamo inoltre che il vaccino non impedisce il contagio. Riduce le probabilità, ma una percentuale di rischio permane sempre.</p>
<p>Mi chiedo, quindi: non sarebbe stato sufficiente proseguire con misure di protezione e distanziamento, senza andarsi ad impelagare in questo pantano che sta provocando parecchia rabbia ed intolleranza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) “Bisogna evitare che il sistema sanitario collassi”. </strong></p>
<p>Questa è l’unica argomentazione veramente solida: se il sistema sanitario dovesse implodere, il governo Italiano rimetterebbe tutti quanti in lockdown, e non sarebbe giusto far pagare a tutti il costo delle scelte di pochi.</p>
<p>Condivisibile: futuri lockdowns devono essere scongiurati.</p>
<p>Ma che il GreenPass eviti futuri lockdowns è un’ illusione, così come lo furono le sparate del tipo “ultimo lockdown di 2 settimane per salvare il Natale”, e poi l’Estate, e poi la Pasqua, e poi chissà che altro in un susseguirsi infinito.</p>
<p>La dicotomia presentata in conferenza stampa dal Presidente Draghi “o GreenPass o Lockdown”, è semplicemente falsa.</p>
<p><strong>Il GreenPass non garantisce che non vi saranno ulteriori lockdowns. </strong>I parametri sono lì, in bella mostra: se le terapie intensive supereranno il 20%, sarà zona arancione. Tutto ciò che il GreenPass fa è limitarsi a funzionare da incentivo alla vaccinazione (da questo punto di vista i dati ne confermano il successo).</p>
<p>Se quindi pare legittimo intraprendere misure per tutelare il sistema sanitario, prima di procedere con obblighi e restrizioni bisognerebbe chiedersi: “qual è il rischio che gli ospedali collassino?”; “Quanto viene ridotto questo rischio con il GreenPass?”.</p>
<p>Senza queste doverose domande (del tutto assenti dal dibattito pubblico), sorge spontaneamente il dubbio che questo GreenPass rappresenti, più che la volontà di tutelare libertà e salute, una sorta di crociata punitiva verso i novax, una vendetta morale verso i colpevoli di “analfabetismo funzionale”.</p>
<p>E per quanto sia una sofferenza dover ancora sentire complottismi su 5G, piani di sterminio di massa, scie chimiche &amp;co., bisogna mantenersi saldi nella consapevolezza che nello stato di diritto la libertà non è condizionata né alla profondità di pensiero né al grado di cultura. <strong>L’uomo nasce libero, e la libertà deve essergli garantita per il solo fatto di essere umano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è poi un’ultima ragione, di natura pragmatica, per coltivare remore verso questa misura: ogni volta che uno strumento politico diviene d’uso comune e accettato in larga parte dalla popolazione, diventa estremamente difficile rimuoverlo.</p>
<p>Nessuno si è chiesto quanto durerà questo GreenPass, e vi è la concreta possibilità che per i prossimi 3-5 anni saremo costretti ogni 8 mesi a vaccinarci per godere di alcune libertà fondamentali, a prescindere da quanto il COVID rappresenterà un pericolo.</p>
<p>Forse stiamo disegnando una società che pretenderà in modo sempre più asfissiante prove e dimostrazioni non per imporre divieti, quanto piuttosto per concedere libertà e diritti. Così la dottrina del diritto naturale sembra traballare pericolosamente.</p>
<p>Aggiungo, tralasciando la filosofia e continuando con il pragmatismo, che esiste pure il concreto rischio che le limitazioni diventino via via più gravose (solo qualche settimana fa, prima dell’idea di Macron, era certo che il GreenPass fosse solo uno strumento per regolare i viaggi intraUE).</p>
<p>Tra i due approcci agli estremi, non fare nulla nella speranza che le vaccinazioni spontanee possano essere sufficienti a evitare nuove crisi sanitarie, o imporre l’obbligo vaccinale alle fasce d’età concretamente a rischio ospedalizzazione, si è scelta una via di mezzo che crea incertezza, danneggia l’economia e spezza in due la società, senza nemmeno riuscire a garantire l’assenza di futuri lockdowns.</p>
<p>Ma, come accennavo all’inizio, più inquietante ancora è la direzione su cui si sta incanalando il dibattito pubblico: da un lato solito complottismo mischiato a rabbia montante, dall’altro scarsa attitudine nel ponderare le proprie ragioni prima di privare di diritti e libertà gli altri.</p>
<p>Non ci attendono tempi prosperi.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Federico Marri" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/federico-marri-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/federico-marri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Federico Marri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato il 28/04/1999, laureando in Economia e Finanza, prossimamente Laurea Magistrale in Economia e Scienze Sociali.<br />
Ho frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, in Illinois.<br />
Sono attivo politicamente e, seguendo l&#8217;approccio di Hannah Arendt, credo che la politica debba occuparsi di allargare lo spazio di libertá degli individui.<br />
La mia frase preferita è di Benedetto Croce: &#8220;per l’autoritarismo al quale è costretto ad appigliarsi[…], per l’inevitabile inclinazione a soffocare la varietà delle tendenze, gli spontanei svolgimenti e la formazione della personalità, il socialismo incontra l’ostilità della concezione liberale.&#8221;<br />
Amo Edmund Burke.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/federico_marri?s=08" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
  <path d="M 9.398 6.639 L 16.922 17.361 L 14.922 17.361 L 7.412 6.639 L 9.398 6.639 Z M 24.026 24.026 L -0.026 24.026 L -0.026 -0.026 L 24.026 -0.026 L 24.026 24.026 Z M 19.4 18.681 L 13.807 10.677 L 18.379 5.319 L 16.627 5.319 L 13.014 9.541 L 10.065 5.319 L 4.921 5.319 L 10.187 12.846 L 5.193 18.681 L 6.975 18.681 L 10.985 13.983 L 14.269 18.681 L 19.4 18.681 Z" />
</svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/">Dubbi e perplessità sul Green Pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
