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	<title>investimenti Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>investimenti Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>È ora forse di rispolverare una politica di investimenti pubblici?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 21:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati economici a disposizione sull’Eurozona (consumo, investimenti, produzione e risparmi) ci forniscono un quadro poco rassicurante della situazione attuale dell’economia del vecchio continente e devono portare gli economisti ad una riflessione critica sulle politiche economiche attuate finora dai paesi membri e dalle istituzioni dell’U.E. Come era facile presagire già prima dell’estate, la politica monetaria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/e-ora-forse-di-rispolverare-una-politica-di-investimenti-pubblici/">È ora forse di rispolverare una politica di investimenti pubblici?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati economici a disposizione sull’Eurozona (consumo, investimenti, produzione e risparmi) ci forniscono un quadro poco rassicurante della situazione attuale dell’economia del vecchio continente e devono portare gli economisti ad una riflessione critica sulle politiche economiche attuate finora dai paesi membri e dalle istituzioni dell’U.E.</p>
<p>Come era facile presagire già prima dell’estate, la politica monetaria restrittiva seguita dalla Banca Centrale Europea (BCE) ed il protrarsi della stagnazione economica in Germania sta avendo un impatto diretto sulle prospettive di crescita economica, non solo dei paesi dell’Unione Europea, ma anche del nostro Paese. In effetti l&#8217;Italia è tra i paesi che stanno affrontando una situazione ancora più critica, con una contrazione del PIL dello 0,4% ed è, in tale contesto, solo dietro ad Austria (-0,7%), Svezia (-0,8%) e Polonia (-2,2%).</p>
<p>Come abbiamo già modo di rilevare, in alcuni articoli precedenti, uno dei principali fattori che ha colpito il nostro Paese è la stagnazione economica della Germania, che riveste da sempre il ruolo di principale <em>partner</em> commerciale, soprattutto nel manifatturiero, settore che rappresenta da solo oltre la metà del valore totale degli scambi tra i due Paesi. Peraltro, ad essere colpite sono soprattutto le piccole e medie imprese, legate alla strutturalmente da sempre alla produzione tedesca.</p>
<p>Cosa poter fare per sostenere l’economia italiana?</p>
<p>Certo, la vocazione mercantilista del nostro Paese suggerirebbe, per sostenere la domanda, una maggiore apertura al commercio internazionale spingendo sulle esportazioni. Ma il quadro che si presenta è di una netta chiusura dei mercati, e questo almeno per ancora qualche trimestre, atteso quello che sta succedendo nell’area dei BRICS. E allora occorre pensare a qualche altra cosa.</p>
<p>Il nostro Governo sembra concentrato sulla riforma fiscale che dovrebbe liberare risorse per il rilancio dei consumi e degli investimenti. Tuttavia, come noto il moltiplicatore degli investimenti è più robusto rispetto ad una politica di riduzione delle tasse e, inoltre, esistono risorse accantonate da poter utilizzare, senza difficoltà apparente.</p>
<p>Bene stando a recenti statistiche, ottenute incrociando differenti dati, in Italia i depositi bancari contengono circa 15.000€ in media. Una cifra apparentemente alta, ma che è parcheggiata soprattutto a fini precauzionali, in quanto a ben vedere solo una fascia ristretta della popolazione, pari a circa il 7%, può invece fare affidamento su risparmi superiori a 50 mila euro e fino anche a 250 mila euro.</p>
<p>Tuttavia, il dato sui depositi degli italiani evidenzia come solo nel 2022, sono stati versati ben 64 miliardi di euro in più sui conti, rispetto al 2021. La persistenza di denaro inoccupato dimostra due cose; in primo luogo, quanto sia ancora forte la tendenza al risparmio degli italiani ed al contrario la sfiducia del paese verso gli investimenti, atteso che ogni manuale di economia (oltre che il buon senso) evidenzia che, in linea di massima, ogni individuo dovrebbe, per la sicurezza, avere sul conto solo una cifra in grado di coprire almeno sei mesi di spese, appunto per sostenere le emergenze o gli eventi imprevedibili. Peraltro la scelta è, in periodi di alta inflazione (come quella corrente) quantomeno suicida, in quanto le somme in deposito non producono altro che un rendimento minimo, falcidiato peraltro dall’inflazione oltre che dai costi di tenuta del conto.</p>
<p>Per coloro che, invece, rientrano nel 7% della popolazione, stante la sfiducia persistente nella ripresa economica, si potrebbe varare un piano di investimenti pubblici che, attraverso una gabina di regia, dirotti le eccedenze monetarie verso investimenti infrastrutturali, che garantiscano eventualmente il prestito a tassi di mercato, con la conversione del debito in azionariato della società. Peraltro, modelli di investimenti pubblici l’Italia ne ha sperimentati davvero molti, a cominciare da quello di cui alla famosa legge del 28 febbraio 1949 nr. 43, con cui il Parlamento italiano approvò il progetto di legge <em>Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori</em>, con il quale si sarebbe dato avvio a un piano per la realizzazione di alloggi economici, noto come <em>piano INA-Casa</em> ed è, peraltro certo, che il maggior sviluppo dei mercati finanziari, oggi, permetterebbe di recuperare fondi a favore della crescita più e meglio di quanto pur fatto eccellentemente nel passato.</p>
<p>Di certo un piano ambizioso, ma la situazione economica nell&#8217;Eurozona è critica e, tuttavia, mi sembra difficile (spero però di sbagliarmi) che si determini un’inversione di tendenza nelle aspettative e, in particolare, che il peggiorato quadro macroeconomico influenzi le decisioni della BCE nelle prossime settimane consigliandole una politica monetaria più accomodante.</p>
<p>In effetti, l’obiettivo di un’inflazione al 2%, obiettivo della Banca Centrale, è ancora lontano. L&#8217;Eurostat, poche settimane fa ha diffuso il dato preliminare sull&#8217;andamento dei prezzi al consumo in area euro a luglio 2023 e l&#8217;inflazione nell&#8217;area euro ha registrato un incremento annuale del 5,3%, rispetto al +5,5% di giugno e al +8,9% dello stesso mese del 2022. Inoltre, i dati pubblicati di recente sull’inflazione annuale USA ha mostrato una variazione del 3,7% rispetto alla precedente di 3,2% e a previsioni di 3,6%, segno che anche la Fed non potrà allentare di troppo la stretta monetaria.</p>
<p>Dunque, ritornando al nostro continente, il rientro vendo livelli più accettabili di incremento nei prezzi c’è ma, di tutta evidenza, siamo sopra ancora di oltre tre punti percentuali sopra il <em>target</em> del 2% e, come se non bastasse, il mese d’agosto ha visto un rialzo della componente energetica ed alimentare che non depone bene! Quindi, pur facendo tutti gli scongiuri possibili, sarà difficile pensare ad un deciso cambio di rotta nella politica monetaria della BCE e ad un ribasso dei tassi d’interesse che dia ossigeno alle tante imprese in difficoltà finanziaria.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/e-ora-forse-di-rispolverare-una-politica-di-investimenti-pubblici/">È ora forse di rispolverare una politica di investimenti pubblici?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Cosa sta facendo l’UE per l’Italia?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/cosa-sta-facendo-lue-per-litalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 20:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sente raccontare molto a proposito del ruolo che l’Europa sta svolgendo (o meno) in aiuto all’emergenza sanitaria Covid19 che ha sconvolto l’Italia e che probabilmente lascerà una pesante eredità in termini di danni all’economia conseguenti ad insensate decisione prese. Proprio per questo è il momento per valutare con esattezza cosa sia stato messo in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/cosa-sta-facendo-lue-per-litalia/">Cosa sta facendo l’UE per l’Italia?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente raccontare molto a proposito del ruolo che l’Europa sta svolgendo (o meno) in aiuto all’emergenza sanitaria <strong>Covid19</strong> che ha sconvolto l’Italia e che probabilmente lascerà una pesante eredità in termini di danni all’economia conseguenti ad insensate decisione prese. Proprio per questo è il momento per valutare con esattezza cosa sia stato messo in piedi dall’U.E. a favore dell’Italia e, naturalmente, vigilare affinché i fondi stanziati siano effettivamente erogati per interventi mirati allo sviluppo ed al contenimento della crisi finanziaria e non si perdano nella burocrazia e nella inettitudine.<span id="more-2137"></span></p>
<p>In generale possiamo sostenere che una serie ampia di interventi U.E. sono intesi ad allargare la possibilità delle banche di erogare più credito e sospendere i mutui più facilmente. Altri, invece, sono diretti al sostegno per la risposta immediata alla crisi del coronavirus e per il sostegno all’economia. </p>
<p>Ma andiamo con ordine. La <strong>BCE</strong>, nelle ultime settimane, infatti, ha deciso un nuovo programma da 750 miliardi che si aggiunge al Quantitative Easing già in corso di 240 miliardi e a quello deciso il 12 marzo di 120 miliardi aggiuntivi. </p>
<p>Il nuovo programma, diversamente da quelli precedenti, non è più necessariamente legato ad acquisti pro-quota, per cui la BCE può comprare in proporzione più titoli italiani (e ci si auguri che questo effettivamente accada). E’ importante rilevare che nel mese di marzo la BCE ha comprato già12 miliardi di titoli italiani contro 2 miliardi di titoli tedeschi non applicando la regola del “capital key”, (acquisti pro quota, proporzionati al capitale di ciascuno Stato UE nella Banca). </p>
<p>In aggiunta la BCE si è impegnata ad acquistare fino a 220 miliardi di titoli italiani da qui alla fine dell’anno per acquisto di titoli di Stato, di crediti di imprese e liquidità alle banche.  Ricordiamo che la liquidità data dalla BCE alle banche avviene con tassi negativi dello 0.5%, ovvero, le banche vengono pagate per prestare il denaro alle imprese.</p>
<p>Sappiamo che la sorveglianza bancaria europea attuata dalla BCE prevede che per poter operare ed erogare prestiti le banche debbano rispettare una ratio di capitale minimo prevista da Basilea III e che non possono detenere quote eccessive di crediti deteriorati (crediti che non vengono rimborsati). Tuttavia, questi criteri sono stati resi più flessibili dalla sorveglianza bancaria riguardo al capitale minimo necessario per erogare prestiti alle PMI, alla qualità dei crediti detenuti dalle banche e all’analisi che le banche devono fare sul rating delle imprese. Ad esempio, la BCE ha previsto che, in caso sospensione dei mutui non ci sarà una classificazione negativa dell’impresa. L’<strong>Autorità Bancaria Europea (EBA)</strong> ha, inoltre, confermato che la banca potrà valutare la situazione del cliente nel lungo periodo.</p>
<p>Il messaggio per l’economia reale è palese: lo Stato può ulteriormente indebitarsi di più con <strong>tassi d’interesse bassi</strong>; le banche possono dare più liquidità alle imprese e sospendere i mutui; i creditori possono andare in banca e scontare le fatture non pagate. E’ evidente, tuttavia, che “il cavallo deve voler bere…”</p>
<p>Un’ulteriore linea d’intervento prevede più prestiti con garanzie pubbliche europee. La <strong> Europea d’Investimenti</strong> ha proposto una nuova linea di credito di 200 miliardi approvata dall’Eurogruppo possibile grazie a garanzie sui bilanci nazionali dei Paesi Ue.<br />
E’ una forma di mutualizzazione dei debiti e solidarietà europea, evidentemente mirati a fornire garanzie pubbliche per prestiti ponte alle imprese a lunga scadenza in sinergia con la Cassa Depositi e Prestiti. La Commissione, inoltre, metterà a disposizione, attraverso i programmi COSME e Innovfin, 1 miliardo dal bilancio dell&#8217;UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti in modo da facilitare la liquidità per PMI e imprese a media capitalizzazione, con conseguenti mobilitazione di 8 miliardi di finanziamento del capitale d&#8217;esercizio a sostegno di almeno 100.000 imprese. </p>
<p>Anche qui è necessario, tuttavia, che ripartano le grandi opere pubbliche, condizione effettiva, di rilancio dell’economia.</p>
<p>Un’altra serie di decisioni riguardano più propriamente la politica di bilancio della U.E. </p>
<p>Il Governo ha già stanziato finora 50 miliardi. L’emissione di nuovo debito da parte dell’Italia può essere fatta a interessi tenuti sotto controllo dai massicci acquisti di titoli italiani garantiti dalla BCE.  Peraltro, l&#8217;articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE prevede che in situazioni economiche particolarmente gravi, le norme dell&#8217;UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri di concedere sostegno per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. Su questa base, la Commissione è pronta a collaborare con l&#8217;Italia sulle ulteriori misure che potrebbero rendersi necessarie.</p>
<p>Con il Corona virus response investment initiative (CRII), l’Ue ha deciso di mobilitare le risorse ancora disponibili nel bilancio europeo per dare agli Stati membri il sostegno di cui necessitano per la risposta immediata alla crisi del coronavirus e per il rilancio dell’economia. L’iniziativa europea include l&#8217;anticipazione dei pagamenti e il riorientamento dei fondi di coesione e l&#8217;assistenza agli Stati membri nel convogliare i fondi dove sono più necessari il più rapidamente possibile. In particolare, la Commissione propone di mobilitare le riserve di liquidità provenienti dai Fondi strutturali. </p>
<p>Questo consentirebbe di dare liquidità immediata ai bilanci degli Stati membri. Per l’Italia 37 miliardi ancora disponibili nell’attuale bilancio 2014/2020 sul Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE), che le regioni e alcuni ministeri dovranno spendere entro il 2023. Sono i finanziamenti del Programmi operativi regionali (Por) e nazionali (Pon). Grazie alla regola conosciuta come N+3, che consente di utilizzare i fondi entro tre anni dall’impegno a bilancio, le spese potranno essere certificate alla Commissione europea entro la fine del 2023. </p>
<p>La Commissione già ha precisato che consentirà l&#8217;ammissibilità di tutte le spese connesse alla crisi, applicando la massima flessibilità sulle norme. Questo significa che tutte le risorse potranno essere riassegnate per: sanità, sostegno alle PMI e mercato del lavoro, senza bisogno di cofinanziamento nazionale e in qualsiasi parte del territorio italiano. In particolare, è acclarato che la Commissione non chiederà all’Italia di rimborsare gli 8 miliardi di prefinanziamenti non spesi nell&#8217;ambito dei Fondi strutturali europei per il 2019, che combinati con il cofinanziamento di 29 miliardi a carico del bilancio dell&#8217;UE, di mobilitare complessivamente un sostegno di bilancio dell&#8217;UE pari a 37 miliardi. Teoricamente quindi, ad esempio l’Italia può già adesso usare il FESR e FES e ricorrere al FESR. La proposta della Commissione è stata resa possibile da una modifica legislativa già approvata dall’ultima sessione straordinaria del Parlamento europeo che si è tenuta il 26 marzo. Grazie a questo riorientamento di fondi è stato possibile, ad esempio, stanziare 50 milioni per aziende italiane che dovevano riconvertire la loro produzione. </p>
<p>In concreto la Commissione propone di rendere più flessibile l&#8217;utilizzo dei fondi per la Politica Agricola Comune (PAC), per esempio concedendo più tempo per presentare le domande di accesso ai fondi e per consentire alle amministrazioni di elaborarle, aumentando gli anticipi per i pagamenti diretti e per i pagamenti dei fondi per lo sviluppo rurale, assicurando la semplificazione dei controlli e la riduzione del fardello amministrativo.</p>
<p>Secondo dati della Commissione europea, il 93% dei 100 miliardi del fondo europeo per lo sviluppo rurale 2014-20 sono già impegnati (83% a livello dei beneficiari), i restanti 7 miliardi possono essere usati per nuove misure. Per l&#8217;Italia i fondi Ue non impegnati dovrebbero attestarsi tra 1 e 1,5 miliardi, cui vanno aggiunti i contributi nazionali e regionali. Il Fondo europeo per gli affari marittimi (PESC), consentirà all’Italia – se sarà in grado di farlo &#8211; di fornire supporto alla filiera.</p>
<p>Infine, lo scorso 2 aprile, poi, la Commissione europea ha lanciato il programma SURE, un fondo europeo da 100 miliardi contro la disoccupazione (acronimo di Support to mitigate unemployment risks in emergency). Il Fondo, attraverso 25 miliardi di garanzie volontarie degli Stati membri, proporzionate al loro PIL, permetterà di finanziare le &#8220;casse integrazioni&#8221; nazionali o schemi simili di protezione dei posti di lavoro. Raccoglierà risorse sui mercati emettendo bond con tripla A, quindi a tassi bassissimi, che darà poi ai Paesi che ne hanno bisogno prestiti con scadenze a lungo termine. </p>
<p>Ciò potrebbe tradursi in un grande vantaggio per l’Italia che potrà indebitarsi a tassi molto più bassi per aiutare i lavoratori e riceverà prestiti in proporzione molto più importanti rispetto alla garanzia fornita sul suo bilancio nazionale. </p>
<p>La durata delle obbligazioni dovrà essere decisa singolarmente per ogni Paese dal Consiglio, ma nel regolamento è già previsto che ogni anno non potrà essere rimborsato più del 10% del debito. Oltre a SURE si potrà utilizzare, naturalmente, il FES per il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori dipendenti che perderanno il posto, e autonomi, anche in modo diretto.</p>
<p>Insomma soldi ci sono. Ma ci sarà  anche la competenza o vincerà come al solito l’inettitudine e, anche questa volta si dovrà assistere al triste spettacolo di denaro stanziato ma non erogato…</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
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