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	<title>m5s Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>m5s Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Del Reddito di Cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Donini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2021 12:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[claudio donini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge attuale, è una offesa alla nostra Costituzione e deve essere migliorato perché violenta il giusto rapporto fra diritti e doveri. Per la mia generazione il principio che &#8220;nessun pasto è gratis&#8221; è una convinzione granitica al limite del sacro. E lo è stato ancor più per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><em>Il reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge attuale, è una offesa alla nostra Costituzione e deve essere migliorato perché violenta il giusto rapporto fra diritti e doveri.</em></div>
<div></div>
<div>Per la mia generazione il principio che &#8220;<strong>nessun pasto è gratis</strong>&#8221; è una convinzione granitica al limite del sacro. E lo è stato ancor più per la generazione che ci ha preceduto cioè quelle donne e uomini che usciti dalla guerra hanno gettato nuove basi per la resurrezione sociale ed economica del paese. Per loro, autodiretti allo stato puro, il lavoro era un dovere molto prima di un diritto e ne erano così convinti che lo hanno riportato nero su bianco fra i principi fondanti della Costituzione insieme alle parole &#8220;Democrazia&#8221; e &#8220;Repubblica”. Dell&#8217;ozio invece non c&#8217;è traccia, tanto meno pagato poiché con questa combinazione si sconfina nel parassitismo e anzi, per dirimere ogni dubbio, hanno voluto dirci a chiare lettere che <strong>ogni cittadino ha il dovere, se abile, di svolgere una attività per contribuire attivamente nella società</strong>. In altre parole se esiste il diritto di ricevere uno stipendio adeguato esiste pure il dovere di lavorare per riceverlo. Il ruolo dello Stato inteso come un badante universale o come allevamento intensivo di corpi non è previsto.</div>
<div></div>
<div><strong>Per questo il reddito di cittadinanza</strong> <strong>è un ossimoro</strong>, una deviazione etica e sociologica della peggior specie. E dico questo non da realista del capitale ma perché sdoganare il concetto che, sfruttando gli altri, tutto si può avere senza fatica, equivale a minare le basi della convivenza civile, significa accettare la <strong>aberrante ed illusoria conclusione che i diritti senza doveri hanno tutto il diritto di esistere</strong>. Una pacchia per quelle generazioni di eterodiretti che non esitano certo ad adattarsi al nuovo ordine, avvezzi come sono a sguazzare nella brodaglia fatta di spettacolo, narcisismo, edonismo ed individualismo selvaggi cucinati per la loro macchina desiderante dalla cinica società dei consumi. E in questo territorio sociale alquanto “liquido”, il famigerato parassitismo è di casa. Per un paese come il nostro, che già detiene il record di persone che non lavorano in percentuale sulla popolazione, non mi sembra certo una soluzione intelligente.</div>
<div></div>
<div>Ma la cosa è ancor più sconcertante se si pensa che con poche modifiche si potrebbe invece creare una opportunità anche per gli stessi percettori del sussidio. <strong>Basterebbe infatti legare quel reddito ad un lavoro, magari fornito temporaneamente dalle istituzioni.</strong> Sto pensando alla assistenza ospedaliera o degli anziani, alle scuole, oppure nell&#8217;infinito campo della ecologia, alla cura e conservazione del territorio e dell&#8217;immenso patrimonio artistico ed archeologico del paese. <strong>Un lavoro di cittadinanza insomma, un lavoro vero per uno stipendio vero</strong>. In attesa che le famigerate politiche attive del lavoro portino i sospirati frutti.</div>
<div></div>
<div>Senza contare che si eliminerebbe, almeno in parte, la piaga sanguinante e vergognosa del caporalato come anche del lavoro nero e si avvantaggerebbero le persone che veramente premono per contribuire alla società e non i nullafacenti da playstation. Perché nasconderci dietro lo slogan che “il nostro paese ha la costituzione più bella del mondo” per poi offenderla, disattenderla o addirittura ridurla ad un fossile tardo illuminista è un odioso tradimento che io, come cittadino, non voglio in alcun modo avallare.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Claudio Donini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/09/claudio-donini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/claudio-donini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Claudio Donini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Da oltre trent’anni si occupa di direzione aziendale soprattutto nell’ambito Operations per multinazionali del settore beni durevoli e automotive. Ha acquisito significativa esperienza nel turnaround aziendale da procedure fallimentari, in joint venture internazionali nonché reengineering di processi organizzativi volti all’eccellenza. Laurea in Ingegneria e MBA scrive articoli di lavoro, industria, strategia, società e libri per Franco Angeli.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/del-reddito-di-cittadinanza/">Del Reddito di Cittadinanza</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Una poltrona per Beppe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 13:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete presente la scena di “Una poltrona per due”, mitico film del 1983, sempre presente nel palinsesto natalizio, in cui i due fratelli ultramiliardari, Mortimer e Randolph Duke, scommettono un dollaro, su due teorie sociologiche circa l’essere un delinquente. Da un lato, uno dei due fratelli sostiene che il delinquere è frutto di una predisposizione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente la scena di “Una poltrona per due”, mitico film del 1983, sempre presente nel palinsesto natalizio, in cui i due fratelli ultramiliardari, <strong>Mortimer e Randolph Duke</strong>, scommettono un dollaro, su due teorie sociologiche circa l’essere un delinquente.</p>
<p>Da un lato, uno dei due fratelli sostiene che il delinquere è frutto di una predisposizione genetica mentre l’altro sostiene che è determinato dall’ambiente sociale in cui si cresce.</p>
<p>Il loro esperimento sociale porterà il ricco <strong>Louis Winthorpe III </strong>( Dan Aykroyd) a divenire un malfattore ed il piccolo delinquente<strong> Billie Ray Valentine</strong> ( Eddie Murphy) un piccolo lord.</p>
<p>Come finisce la storia, credo sia impossibile non la conosciate, se così fosse, non sarò certo io a rovinarvi la visione del film.</p>
<p>Bene io credo che <strong>Beppe Grillo</strong> abbia fatto lo stesso esperimento sociale, scommettendo con il gruppo dei suoi fidati amici genovesi.</p>
<p>Dopo essersi fatto offrire il caffè, è notorio infatti che il personaggio non tiri fuori mai il portafoglio, con la scusa di averlo lasciato a casa, avrà detto: «<em>Scommettiamo che riesco a creare un movimento di “<strong>abbelinati</strong>” (così si dice a Genova di persone non molto sveglie) e li trasformo in deputati e senatori della Repubblica?</em>»</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2729 alignnone" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/Beppe-Grillo-300x199.png" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/Beppe-Grillo-300x199.png 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/Beppe-Grillo.png 564w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Sicuramente gli amici li avranno avanzato mille obiezioni e l’impossibilità del progetto.</p>
<p>«<em>Scommettiamo un euro!</em>» avrà sicuramente azzardato il Beppe.</p>
<p>Naturalmente gli amici, con un sorriso malizioso, avranno accettato la scommessa.</p>
<p>Effettivamente il paese è pieno di “abbelinati”, in cerca di un “<strong>posto al sole</strong>” e così, in men che non si dica, Beppe Grillo ha vinto la scommessa, che ancora oggi si mangia le mani sull’importo della scommessa, maledicendo la sua taccagneria.</p>
<p>Il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> è in effetti frutto di un esperimento sociale, si prende gente dal valore pari a zero, (per fare solo alcuni esempi: <strong>Laura Castelli</strong>, viceministro dell’Economia, gestiva un Caf; <strong>Sergio Battelli</strong>, presidente commissione Affari europei, terza media e dieci anni commesso in un negozio per animali; <strong>Paola Taverna</strong>, vicepresidente del Senato, tredici anni in un laboratorio di analisi cliniche; etc. etc.) li si motiva con una prospettiva di <strong>giacobinismo</strong> alla buona, li si fa lavorare come schiavi a far proseliti e quindi li si apre una nuova vita ed un nuovo tenore economico, con l’arrivo in Parlamento o al Senato.</p>
<p>Giunti al loro “posto al sole” hanno fatto prestissimo, come il &#8220;Billie Ray Valentine&#8221; del film, ad abituarsi al potere ed al nuovo ruolo sociale, trasformandosi da giacobini ai più realisti del re.</p>
<p>Per preservare il potere hanno fatto di tutto e di più, alleandosi e ri-alleandosi con i nemici storici, a destra e a sinistra.</p>
<p>Hanno smantellato il loro programma un pezzo alla volta, rinnegandolo e buttandolo alle ortiche.</p>
<p>E Beppe Grillo, da buon padrone della baracca, glielo ricorda bene, quando dice, rivolto alla platea degli eletti: «<em>Siete dei miracolati! E so quello che dico</em>».</p>
<p>Il problema è che, se agli amici di Beppe Grillo la scommessa è costata pochissimo, a noi italiani è costata davvero tantissimo e continua a costarci troppo.</p>
<p>Ora, a questo mostro senza capo ne coda, incapace di ribellarsi al proprio padre padrone, dimostrando così l’esattezza dell’affermazione di Grillo, si mette alla guida l’ex primo ministro <strong>Giuseppe Conte.</strong></p>
<p>Anche lui, altra scommessa da un euro, si prende un avvocatucolo di provincia, sconosciuto a tutti, e lo si fa diventare uno statista, cosa che non è riuscita e ci ha fatto perdere soldi e vite umane.</p>
<p>Da tutto questo si capisce, fin da adesso, che quello che rimarrà del M5S sarà solo quella banda di “miracolati” che, incapaci di trovare un’alternativa, offrirà i propri servigi al dittatore e scienziato sociale, Beppe Grillo.</p>
<p>Da qui al 2023 ne vedremo ancora delle “belle”, mi auguro solo che gli italiani che ancora in troppi credono in questa colossale bufala, si sveglino e facciano come gli eroi del film, mandando a casa, definitivamente, questo vecchio comico che non fa più ridere ed il suo tristissimo circo di fenomeni da baraccone.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2734" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due-300x150.jpg 300w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due-1024x512.jpg 1024w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due-768x384.jpg 768w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due-600x300.jpg 600w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/una-poltrona-per-due.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/una-poltrona-per-beppe/">Una poltrona per Beppe</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Loro sono nello spazio mentre l’Italia  affonda&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 11:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il M5S ed il PD continuano il loro viaggio interstellare, non si sa in quale galassia siano arrivati, ma di certo lontani dal nostro pianeta Terra, l’Italia affonda. Il M5S. Il M5S è impegnato a cercare di tenere incollati i resti di quel movimento giacobino, trasformatosi nei realisti più realisti del sovrano. Sarà comunque [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il M5S ed il PD continuano il loro viaggio interstellare, non si sa in quale galassia siano arrivati, ma di certo lontani dal nostro pianeta Terra, l’Italia affonda.</p>
<p><strong>Il M5S.</strong></p>
<p>Il M5S è impegnato a cercare di tenere incollati i resti di quel movimento giacobino, trasformatosi nei realisti più realisti del sovrano.</p>
<p>Sarà comunque difficile per Giuseppe Conte riuscire a rimettere in piedi quel movimento gravato oltre che dalla perdita di credibilità nazionale, dalla diaspora dei parlamentari e dalle norme interne auto-castranti anche dalle beghe economiche, legate alla piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio.<br />
Tutto questo chiaramente è divenuto più importante che risolvere i problemi del paese e lo dimostra plasticamente Beppe Grillo che ora gira con la tuta da astronauta .</p>
<p><strong>Il PD di Letta.</strong></p>
<p>Lo stesso problema è presente anche nel PD che punta, con il nuovo segretario Letta tutto sui nuovi terreni vergini, dove raccogliere nuovi proseliti. Per Letta la soluzione ai problemi dell’Italia è dare il voto ai giovani dai 16 anni in su e ai migranti, con la riforma costituzionale sullo jus soli.</p>
<p>Incapaci di ricreare un dialogo, perché oramai non più riconosciuti dal vecchio elettorato, non si preoccupano di scendere sul territorio, per parlare ai disoccupati o a chi sta seriamente rischiando di perdere il posto.</p>
<p>Troppo impegnati a cercare di salvare l’insegna PD, volano nella loro navicella ad altezze siderali, troppo lontani per calarsi nel fango della vita quotidiana.</p>
<p><strong>L’Italia affonda.</strong></p>
<p>Ed il fango c’è e tanto, lo rivela il <strong>Rapporto Ipsos-Flair 2021</strong>, presentato mercoledì 17 marzo 2021 al <strong>Cnel</strong> dal presidente Tiziano Treu, Nando Pagnoncelli ed Enzo Risso, presidente e direttore scientifico <strong>Ipsos</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa indagine su un campione di 1000 persone, rappresentativo della popolazione italiana, afferma in estrema sintesi:</p>
<ol>
<li>Il ceto medio che si attestava intorno al 40% prima della pandemia è crollato al 27% di fine 2020</li>
<li>Aumento della tensione sociale che è salita al 73% e potrebbe esplodere da un momento all’altro</li>
<li>Paura e attesa sono i due sentimenti dominanti nell’opinione pubblica seguiti da delusione e tristezza, solo un 15% del campione ha espresso sentimenti positivi</li>
<li>“<em>Un paese in afasia di fiducia verso le élite. Gli italiani non hanno fiducia nelle proprie élite. Né in quelle politiche, né in quelle economiche ed imprenditoriali. Sono tutte avvertite come lontane, impermeabili agli interessi della gente e autistiche verso il bene comune.</em>”</li>
</ol>
<p>L’indagine molto interessante è scaricabile gratuitamente sul sito della società di ricerca <strong>Ipsos.</strong></p>
<p><strong>I Liberali.</strong></p>
<p>Il movimento liberale è un movimento che ha da sempre il suo punto di riferimento nella borghesia, nel ceto medio.</p>
<p>Dobbiamo quindi prenderci carico di questa realtà disastrosa in cui la pandemia ha portato il nostro paese che era già in affanno.</p>
<p>Non di certo, con i sussidi “prendi-voti” del M5S ed appoggiati dalla Lega, il famigerato <strong>reddito di cittadinanza</strong>, che non ha creato lavoro, semmai lo ha solo distrutto.</p>
<p>Occorre incentivare le aziende a produrre innovazione, occorre agevolare la creazione di produzione snellendo la burocrazia, abbattendo la fiscalità.</p>
<p>Occorre promuovere il territorio e le proprie ricchezze enogastronomiche, attraverso lo studio di forme di solidarismo tra imprenditori per permettere di vendere ancora di più e meglio all’estero, il nostro “<strong>made in Italy</strong>”.</p>
<p>Occorre diventare un territorio, all’interno della UE, attrattivo per le aziende straniere, per attirarne gli investimenti, garantendo sicurezza, legalità, economicità.</p>
<p>I liberali devono prendere a cuore quel ceto medio che si è perso, in questo periodo di pandemia, chiedendo a gran forza che si dia forte sostegno al lavoro, in tutte le sue forme, migliorando la libertà di impresa.</p>
<p>Abbiamo davanti come liberali un grande ed importantissimo lavoro da fare, buttiamoci nel fango e lasciamo che la nuova sinistra continui a vagare nello spazio, gli italiani sapranno dimostrare chi merita la loro fiducia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/loro-sono-nello-spazio-mentre-litalia-affonda/">Loro sono nello spazio mentre l’Italia  affonda&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Le dittatura informatica e illiberale del governo M5s</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giancristiano Desiderio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 15:18:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra incredibile, ma siamo giunti a toccare gli zoccoli duri della storia e della umana condizione. In tanti hanno invocato la ribellione dell’uomo-massa affinché, destatosi dal suo naturale torpore mentale, prendesse il sopravvento e così alla fine l’uomo-massa li ha accontentati: vestito come un democristiano della domenica è arrivato con la sua mezza cultura con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sembra incredibile</strong>, ma siamo giunti a toccare gli zoccoli duri della storia e della umana condizione. In tanti hanno invocato la ribellione dell’uomo-massa affinché, destatosi dal suo naturale torpore mentale, prendesse il sopravvento e così <strong>alla fine l’uomo-massa li ha accontentati</strong>: vestito come un democristiano della domenica è arrivato con la sua mezza cultura con la quale tratta le cose delicate e sacre della nostra esistenza con la faciloneria della sua incompetente competenza.</p>
<p><strong>Il governo del M5S</strong> – perché di questo si tratta, la Lega è una minoranza non solo numerica ma anche ideale – ancora non è nato ma ha già assunto una serie di posizioni anticostituzionali che mirano con protervia e saccenteria a svalutare la democrazia rappresentativa a vantaggio di una democrazia popolare che di fatto è una tirannia.</p>
<p><strong>Le idee e le posizioni illiberali</strong> sono davvero tante per ritenere che si tratti solo di casualità: il contratto, il vincolo di mandato, il comitato di conciliazione, la consultazione con l’applicazione Rousseau, il governo del popolo, il premier-esecutore. Sono tutte pratiche anticostituzionali che svuotano le istituzioni e assoggettano il Parlamento ad una <strong>dittatura informatica</strong> le cui fila sono tenute dalla Casaleggio.</p>
<p><strong>Come siamo arrivati fin qui?</strong> La via è lunga e tortuosa ma anche abbastanza nota. Le responsabilità sono diffuse e trasversali e tra queste vi sono anche quelle degli intellettuali e delle anime belle che hanno trasformato <strong>la Costituzione</strong> – “la più bella del mondo”, secondo una retorica bolsa e nauseante – in totem, tabù e dogma invece di nutrire una <em>cultura costituzionale</em> che è sempre la sana e necessaria premessa pre-politica posta a difesa delle libere scelte delle parti, degli interessi e dei singoli.</p>
<p><strong>Gli intellettuali e i politici</strong>, che hanno nodi adolescenziali irrisolti, hanno il vizio antico di filosofare sul non-filosofabile e invece di rendersi conto che la democrazia rappresentativa è il frutto istituzionale della filosofia che ha salvaguardato le nostre scelte e le nostre fallibilità, giocano sempre a fare i rivoluzionari da salotto immaginando mondi migliori con un’etica compassionevole, piuttosto che officiare i doveri della vita operosa o meno che sia.</p>
<p><strong>Alla fine accade che qualcuno raccatti davvero</strong> per strada la rivoluzione e siccome, come diceva Longanesi, la rivoluzione è un’idea che non ha trovato posto a tavola, ecco che l’uomo-massa ha la possibilità di elevare il suo stomaco a criterio di giudizio nientemeno che della mitologica giustizia sociale.</p>
<p><strong>Io sono soltanto un sopravvissuto</strong>. Mentre altri giocavano a fare i rivoluzionari con la tastiera del computer, io per quel che potevo scrivevo che l’obiettivo del M5S era colpire al cuore la democrazia rappresentativa e gli stessi parlamentari superstiti – già nel 2013 – erano destinati a scomparire e si agitavano e si muovevano come quel personaggio dell’Ariosto che lottava e non sapeva di esser morto.</p>
<p><strong>Ma ora siamo alla fine della farsa e sta per iniziare il dramma</strong>. Sì, perché di questo si tratta, anche se sotto le immancabili vesti dell’eterna commedia all’italiana in cui la rivoluzione prende posto a tavola con Garinei e Giovannini.</p>
<p><strong>Quando guardo Luigi Di Maio</strong> non mi viene in mente niente, per parafrasare il celebre <em>incipit</em> di Karl Kraus. Tuttavia, le idee del cittadino Di Maio – nessuno ha più idee dell’uomo di mezza cultura – non vanno prese sottogamba perché è proprio lì che si consuma il dramma. <strong>Il “contratto di governo”</strong> non è solo una trovata propagandistica ma un modo per sterilizzare la libertà politica e la stessa azione di governo e legarle ad un’applicazione informatica che ha il compito di formare e diffondere il consenso.</p>
<p><strong>La politica</strong> – nelle sue varie e graduali forme: lo Stato, le istituzioni, l’amministrazione – è un’attività umana e in quanto tale non è sopprimibile ma la cultura di massa del M5S, forte della sua componente internettiana e algoritmica del nostro tempo, mira proprio a questo: <strong>a rimpiazzarla con un’App</strong>. Non a caso il premier è concepito come un esecutore o un applicatore o uno sviluppatore che altro non dovrebbe fare che sviluppare processi di calcolo. In questo caso il governo sarebbe un non-governo perché la materia prima che giustifica la sua esistenza – la realtà dei fatti, sempre dura a morire – non rientrerebbe nei suoi “programmi”. Il capo del governo dovrebbe così avere una facoltà divina: la capacità di sospendere la realtà.</p>
<p>Naturalmente, la realtà non si può sospendere ma si può ignorare perché si può sospendere la facoltà di giudizio. Il vincolo di mandato, che giustamente <strong>Luigi Einaudi</strong>, chiamava mandato imperativo, mira esattamente a questo. Un Parlamento in cui i deputati sono sottoposti al<strong> vincolo di mandato</strong> non è un Parlamento perché i deputati non sarebbero più deputati ma ambasciatori o emissari o soldati di una forza o più forze politiche che in quanto tali non potrebbero neanche più essere considerate repubblicane o nazionali perché sarebbero straniere benché autoctone. Per poter essere nazionali, infatti, hanno bisogno di poggiare sulla comune libera patria ossia su quella libertà lottante e liberatrice che unicamente ci accomuna.</p>
<p><strong>La rozzezza ruttante dell’uomo-massa</strong>, che per giunta offende il ragionier <strong>Ugo Fantozzi</strong> con la sua birra, sostiene che il vincolo di mandato evita il trasformismo, i tradimenti, la pratica del voltagabbana ma è evidente che si tratta del solito imbecille al quale non puoi indicare la luna perché guarderebbe il dito. <strong>Il trasformismo</strong> – che pure ha le sue ragioni che le ragioni del fanatismo illiberale non conosce – non si evita con la tirannide ma con la politica che per i mezzi uomini e i compassionevoli sarà sempre un affare sporco dal quale, però, dipende la loro stessa possibilità di essere mezzi uomini dai buonissimi sentimenti e dalle mani pulite.</p>
<p>I parlamentari del M5S il vincolo di mandato già lo hanno adottato e se lo sono auto-imposto e domani e domenica saranno nelle piazze per illustrare il Contratto e per avere il nostro consenso alla cancellazione del loro dissenso. <strong>Una cretinata tale</strong> è stata fatta passare per una geniale rivoluzione. Vanno perdonati cristianamente perché non sanno ciò che fanno? Non tutti.</p>
<p><strong>Il M5S della Casaleggio si nutre di “utili idioti”</strong> e ne ha bisogno per fare l’ultimo passo che ha in “programma” nel suo esperimento di ingegneria sociale: il governo del popolo. Il concetto di “governo del popolo” è uno di quei concetti che si dice ma non si pensa perché <strong>il “governo del popolo” non esiste</strong> in nessun luogo della terra e del cielo se non nella mente cretina dell’uomo-massa che lavora alacremente per la sua sottomissione. Non c’è mai – <em>mai</em> – alcun governo che possa essere espressione o manifestazione della volontà popolare o elettorale.</p>
<p>Il “governo del popolo” è solo una tirannia, la peggiore. Attenzione.</p>
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