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	<title>Politica estera Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>Politica estera Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Elezioni Americane 2020, si parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Iametti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 22:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giacomo IamettiAvvocato, nato nel 1985 a Busto Arsizio. Laureato in Giurisprudenza a Como nel 2009, diplomato presso la Scuola di Specializzazione alle Professioni Legali dell&#8217;Università degli Studi di Milano nel 2011. Nel 2009 è vincitore della borsa di studio della Scuola di Liberalismo di Milano, istituita dalla Fondazione Luigi Einaudi. E’ coautore dei &#8220;Chaiers Adriana [&#8230;]</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giacomo Iametti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/giacomo-iametti-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giacomo-iametti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giacomo Iametti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, nato nel 1985 a Busto Arsizio. Laureato in Giurisprudenza a Como nel 2009, diplomato presso la Scuola di Specializzazione alle Professioni Legali dell&#8217;Università degli Studi di Milano nel 2011. Nel 2009 è vincitore della borsa di studio della Scuola di Liberalismo di Milano, istituita dalla Fondazione Luigi Einaudi. E’ coautore dei &#8220;Chaiers Adriana Petracchi&#8221; (2010- EPAP), inoltre è autore de &#8220;Il Primo Presidente della Repubblica&#8221; (2011), “Un uomo Giusto&#8221; (2016) e “Ovvietà Liberali” (2019). Nel 2016 consegue il Master in Retorica delle Imprese, Professioni e Politica presso l’Università San Raffaele con una tesi sulle comunicazione politica nelle Elezioni Presidenziali Americane del 2016. Collabora con il quotidiano on-line Malpensa 24 curando la rubrica Elezioni Americane 2020. Rivendica il suo credo Liberale definendosi, altresì, come uno storico prestato al diritto.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Instagram" target="_self" href="https://instagram.com/elezioniamericane2020?igshid=4my1b0ff6v0u" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/elezioniamericane2020-si-parte/">Elezioni Americane 2020, si parte</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La militarizzazione del Sahel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 06:12:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I recenti assalti letali a cristiani in Niger e Burkina Faso hanno riportato agli onori della cronaca la ferocia del terrorismo islamico consumata nel Sahel, già oggetto di attenzione per i crocevia migratori che si dipanano in questa lunga striscia di terra, dall’oceano Atlantico a ovest al Mar Rosso a est. Minor rilievo ha assunto la stroncatura dell’ipotesi di una missione militare italiana sul confine nigerino-libico da parte della Francia, preoccupata da ingerenze terze, in una zona strategica per il reperimento di materie prime per il nucleare, e il veloce ripiego, sotto l’ala protettrice degli Stati Uniti, delle ambizioni delle holding italiane per una cooperazione con il Niger nel ramo dei prodotti e dei servizi della difesa, in collisione frontale con la normativa sul commercio delle armi. L’area ha assunto, infatti, una centralità geopolitica, in un contesto di concorrenza per l&#8217;accaparramento di risorse e mercati, in cui si misurano, tra gli altri, Cina, Stati Uniti, Francia, Italia, Arabia Saudita e Turchia.</p>
<p><span id="more-1794"></span><br />
Le fragili statualità del Sahel sono alle prese con composite dinamiche domestiche, intersecate da guerre trasversali e competizione delittuosa sulle rotte di traffici illeciti di persone e cose, acuite sia dagli atteggiamenti predatori e la mancanza di credibilità della classe dirigente africana, sia dalle reazioni militarizzate di un’Europa allarmata per la propria sicurezza, ma forse ancora più concentrata sui propri utili. La caduta di Muammar al-Qaddafi nel 2011, il quale aveva assicurato la tenuta degli equilibri regionali attraverso uno schema capillare di investimenti, e la quantità di armamenti confluita dalla Libia, hanno complicato il quadro. L’incremento dell’instabilità ha aperto strada ai jihadisti che hanno dimostrato prontezza nell’inserirsi in conflitti esistenti, usando l’islam per incanalare rivendicazioni e risentimenti di svariato tipo, e alimentandosi di legami etnici transnazionali. Il colpo sferzato al Mali nel 2012, quando l’esercito regolare venne espulso dal nord e le città furono tenute sotto il giogo dell’Isis per un anno, ne è un esempio lampante. Il negoziato di pace non ha mai trovato spazio di attuazione e la crisi si è estesa al centro del paese e zone limitrofe del Niger e del Burkina Faso.<br />
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Focolai insurrezionali oggi pullulano da ogni lato: al-Qaeda, in Mauritania, Mali, Burkina Faso e Sudan; Boko Haram, in Niger, Nigeria e Ciad; al-Shabaab, in Eritrea ed Etiopia; oltre a una pletora di sigle del franchising del terrore. Secondo l’Africa Center for Strategic Studies di Washington, negli ultimi otto anni gli attacchi dell’estremismo africano sono aumentati del 310 per cento e il numero di stati caratterizzati da una sostenuta attività di gruppi radicali islamici è passato da cinque a dodici in un biennio, elementi che segnalano l’entità del fenomeno e i pericoli ad esso associati. Basti pensare che il Sudan non solo è il maggiore esportatore di jihadismo, ma ha offerto asilo a Osama bin Laden e preso in carico terapeutico riabilitativo i veterani dell’Isis. Tuttavia, la forza patrocinata dalla Francia, G5 Sahel, costituita nel 2017 e composta da soldati di Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso, e Mauritania, così come le truppe speciali degli Stati Uniti, i peacekeepers dell’Onu, e le operazioni di intelligence di mezzo mondo, si sovrappongono in un teatro dove si agisce sugli effetti, piuttosto che sulle cause, finendo per ingigantire entrambi. Il nemico, in realtà, non è circoscritto ad al-Qaeda, Boko Haram e al-Shabaab, ma è incarnato da quei regimi prevaricatori resi più forti dagli aiuti per il contrasto all’influenza della jihad, gli accordi per il contenimento dell’immigrazione, e altri giri di affari non incidentali.<br />
La relazione del Sahel con l’Ue è dettata dal pragmatismo cinico dell’esternalizzazione del controllo delle frontiere di un’Europa priva di intelligenza politica estera, che in un’ottica neocoloniale dà vita a ingerenze in paesi considerati subalterni. Molti di questi sopravvivono grazie agli apporti internazionali e accettano priorità altrui anche se spesso le promesse non vengono mantenute &#8211; il Trust Fund, presentato al Forum della Valletta nel 2015, come il piano Marshall per lo sviluppo dell’Africa, di cui Niger e Burkina Faso sono i principali beneficiari della tranche corrente, è dedicato al finanziamento del blocco dei flussi verso il Mediterraneo centrale, e non certo a correggere le asimmetrie di lavoro e capitali che hanno impoverito il continente. In aggiunta, l’estirpazione del terrorismo si avvale della collaborazione di milizie tribali ritenute compartecipi della criminalità organizzata che attanaglia il Sahel; e le misure repressive indiscriminate sulla popolazione locale, coinvolta in occupazioni informali, non delinquenziali, legate alla migrazione, suscitano un senso di abbandono e frustrazione, che aggrava precisamente l’insorgenza jihadista.<br />
Un rapporto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, basato su testimonianze di giovani di diversa provenienza, che hanno militato in Boko Haram e al-Shabaab, rivela che il 71 per cento degli intervistati si è arruolato in reazione ad abusi di potere di matrice istituzionale, motivazione che supera quella della povertà e il sottosviluppo. Un altro dato saliente è quello per il quale, nonostante la metà dichiari di essere stato spinto da presupposti confessionali, il 57 per cento ha una conoscenza scarsa o nulla dei testi coranici e relative interpretazioni. Sebbene non ci sia un percorso univoco che conduca a questa opzione, un volume oggettivo di ricerche ha permesso di delineare una complessità non prevista, che include, tra i fattori di rischio, una vasta gamma di condizioni ascrivibili al campo politico: limitazione delle libertà individuali, brogli elettorali, soppressione del dissenso, arresti arbitrari e torture di consanguinei o amici, malgoverno, esclusione dalla vita civica, emarginazione e iniquità. Più che l’ideologia religiosa, l’adesione a gruppi estremisti sarebbe dettata dalla segregazione, dall’insofferenza per le manifestazioni dell’autoritarismo e dall’assenza di uno stato di diritto.<br />
Per tutto contrario, la politica spicciola promuove l’erronea semplificazione espressa dal nesso sviluppo-sicurezza, che sorvola i nodi irrisolti della governance delle risorse, in cui sono implicati i giganti occidentali, la corruzione, e la dilagante impunità. In special modo, vengono trascurate le conseguenze della disaffezione politica, innescata dalla devastazione sociale di interi settori demografici, opportunamente vampirizzati dai jihadisti. Non si spiegherebbe, altrimenti, la persistenza di Boko Haram nella prospera, fraudolenta e diseguale Nigeria. Si finge, inoltre, di ignorare che la pressione sul territorio di imprese estrattive e colture intensive, e le oscillazioni climatiche, origine del degrado dei suoli e del patrimonio zootecnico, le carestie e la mobilità umana, sono in primis il frutto del colonialismo europeo, della speculazione energetica, dell’obbligato adattamento al mercato globale, e del surriscaldamento ambientale, di cui sono responsabili i paesi industrializzati.<br />
Forme valide di resilienza al fondamentalismo, e prevenzione del disperato sradicamento di massa a cui stiamo assistendo, vanno cercate in una visione per democratizzare il Sahel e creare organismi di garanzia per la trasparenza politica e il rispetto dei diritti umani, nonché in una ristrutturazione del paradigma economico complessivo. Malgrado una precarietà già drammatica, la regione sembra, invece, condannata a una spirale di militarizzazione, che esaspera le fratture e retroalimenta una deriva violenta.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-militarizzazione-del-sahel/">La militarizzazione del Sahel</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Stati Uniti, Russia, Cina e l’effetto domino della corsa al nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 20:10:21 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stati-uniti-russia-cina-e-leffetto-domino-della-corsa-al-nucleare/">Stati Uniti, Russia, Cina e l’effetto domino della corsa al nucleare</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono avvenimenti che segnano il passo della geopolitica mondiale. Il ritiro degli Stati Uniti, e poi della Russia, dal trattato firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev (Nfl per la sigla inglese), che proibisce i missili nucleari a raggio intermedio, è uno di questi. L’accordo mise fine alla vicenda degli Ss-20 sovietici, che intimidivano l’Europa, e gli Irbm Pershing-2 e i Bgm-109 Tomahawk statunitensi, puntati sull’Unione Sovietica dalla Germania ovest, grazie allo smaltimento di circa 2.700 unità con una gittata fra le 300 e le 3.400 miglia, che condusse a una maggiore stabilità nel vecchio continente. Nonostante il suo valore per la conclusione della guerra fredda, e la protezione degli amici degli americani in Europa negli anni posteriori, il Nfl non assicura il controllo universale dei missili messi al bando, soprattutto considerata l’ascesa di nuove superpotenze e potenze regionali.<br />
Secondo dati presentati al congresso degli Stati Uniti nel 2017, il 95 per cento della forza missilistica della. Cina violerebbe il trattato, se questo paese ne facesse parte. Al di là delle accuse rivolte a Mosca in merito all’equipaggiamento di battaglioni con gli Ssc-8 e la sperimentazione del sistema 9M729, controbilanciate da quelle indirizzate a Washington per l’esteso programma di droni &#8211; tutti nella stessa categoria del Nfl, quel che è certo è che l’arsenale cinese rende inattuabile alle navi da guerra americane l’avvicinamento alla costa, mettendo gli Stati Uniti in una condizione di svantaggio nel Pacifico, a meno di piazzare missili terrestri a medio raggio in Giappone e nelle Filippine. Non a caso Tokyo si è opposta di immediato alla posizione americana. La rottura del Nfl sancisce in via definitiva il riconoscimento di una partita a tre.<br />
Stati Uniti, Russia, e Cina, possono colpire con un missile qualsiasi luogo della terra. Regno Unito e Francia sono grandi eminenze nucleari che siedono al consiglio di sicurezza. La Corea del Nord ha aumentato la gittata missilistica e test dimostrano che potrebbero ledere gli Stati Uniti e circa metà del pianeta. Altri stati hanno lavorato con alacrità per migliorare la precisione e la portata dei propri missili: Israele, India, Arabia Saudita, Iran, Pakistan, Corea del Sud, e Taiwan. L’investimento è spesso dettato dal tentativo di mettere in guardia gli avversari limitrofi, sebbene gli effetti siano globali e il rischio che gli armamenti cadano in mano a gruppi terroristici è reale. Il Pakistan è attrezzato per attaccare abbondantemente l’India; quest’ultima, dal canto suo, è in grado non solo di penetrare ovunque in Pakistan, ma anche in quasi tutta la Cina; Arabia Saudita e Israele, invece, è dal 1990 che sono preparati a bombardare l’intero territorio dell’Iran, ma questo potrebbe fare altrettanto con entrambi.<br />
Nonostante gli sforzi per prevenire la proliferazione dei mezzi di distruzione di massa, nella pratica non è fattibile arrestare il commercio di piccoli componenti e la mobilità degli esperti. L’acquisizione di un unico pezzo fisico, o quella di disegni, comporta avanzamenti di enorme rilevanza nella produzione di varianti o famiglie che vengono poi vendute ad altre nazioni, le quali a loro volta generano ulteriori versioni. In questo modo, la Corea del Nord è arrivata alla produzione di missili intercontinentali, e un aumento di capacità da 745 a 8 mila miglia, in soli venti anni, dalla prima modifica di uno Scud, creato nel 1950 nell’Unione Sovietica. Inoltre, si è sempre collaborato nel trasferimento di informazioni strategiche: l’India con la Russia, il Pakistan con la Cina, la Corea del Nord con l’Iran, seguendo la linea di storiche intese geopolitiche.<br />
La Russia ha sviluppato missili ipersonici, che saranno in dotazione nel 2022, dai quali al momento gli Stati Uniti non si possono difendere. Sono dispositivi che viaggiano a velocità sostenuta otto-dieci volte quella del suono, trasportano testate convenzionali e nucleari e sono atti a centrare sia bersagli navali sia di terra. La loro andatura riduce i tempi di reazione e l’efficacia degli apparati di difesa e l’altitudine ne limita le probabilità di abbattimento, in aggiunta, la traiettoria non è prevedile e hanno un’alta manovrabilità, combinando caratteristiche dei missili balistici e dei missili Cruise. La Cina è in possesso della stessa tecnologia e in alcune aree, incluso lo spazio cibernetico, ha già ottenuto la leadership. Pechino, che sarà pronta nel 2025, ha dichiarato di volerne fare uso nel caso di una dichiarazione di indipendenza da parte di Taiwan, o di un intervento esterno a tale scopo, alludendo agli Stati Uniti. E il transito da Russia o Cina all’Iran è a un passo.<br />
L’effetto domino è stato innescato. Gli Stati Uniti in risposta hanno firmato due contratti da 928 e 480 milioni di dollari con la società Lockheed Martin &#8211; azienda del settore dell&#8217;ingegneria aerospaziale e della difesa e maggior contraente militare degli Stati Uniti, per la costruzione di prototipi di sensori spaziali per individuare i missili a lunga gittata, e laser e droni per la loro distruzione poco dopo il lancio, nello scenario della guerra lampo. Rimane da vedere quella che sarà nel medio e lungo termine la visione dell’Unione Europea riguardo alla propria difesa. Gli alleati hanno tentato di far desistere Trump, ma la sua decisione ha demolito quello che era considerato il pilastro dell’architettura della sicurezza europea, e giunge in una congiuntura in cui le tensioni fra Russia e Nato vanno ampliandosi e la Russia ha istallato missili Iskander, armabili con testate nucleari, nel suo exclave di Kaliningrad, a tiro di Polonia, Lituania, Latvia, Estonia e Svezia.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stati-uniti-russia-cina-e-leffetto-domino-della-corsa-al-nucleare/">Stati Uniti, Russia, Cina e l’effetto domino della corsa al nucleare</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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