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	<title>salvini Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>salvini Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>5 stelle, 2 linee, 1 governo trasformista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 20:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[casaleggio]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciascun partito utilizza gli strumenti decisionali (parlare di “democrazia”, in certi casi, è decisamente esagerato) che preferisce. Se c’è chi crede che votare on line, utilizzando una piattaforma proprietà d’altri, abbia un senso è una trasparenza buon o mal per lui. Trattasi di atto di fede, come tale non sindacabile. Posto ciò, il responso 5 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciascun partito utilizza gli strumenti decisionali (parlare di “democrazia”, in certi casi, è decisamente esagerato) che preferisce. Se c’è chi crede che votare on line, utilizzando una piattaforma proprietà d’altri, abbia un senso è una trasparenza buon o mal per lui. Trattasi di atto di fede, come tale non sindacabile. Posto ciò, il responso 5 Stelle suggerisce due considerazioni.<br />
La prima è relativa alla correttezza istituzionale. Il punto non è che sia giusto o meno attendere l’esito dell’oracolo digitale, ma che se da quello deve dipendere la decisione di fare o meno un governo con il Pd la ragionevolezza, la buona creanza e l’onestà intellettuale impongono che la consultazione avvenga prima di andare a dare questa indicazione al presidente della Repubblica. Non dopo, alla vigilia della chiusura, avendo cincischiato su questioni a dir poco imbarazzanti.</p>
<p><span id="more-1927"></span><br />
La seconda considerazione è legata alla prima: avendo scelto questa tempistica il voto on line è diventato un regolamento di conti interno. Hanno votato su sé stessi, non sul governo per l’Italia. Quel che conta sono i vertici e l’erede Casaleggio s’è trovato a sostenere una tesi diversa da quella di Grillo, che del Movimento non è stato l’inventore, ma certamente il principale e decisivo interprete. Gli altri sono dei figuranti. Gli argomenti che hanno usato delle figuracce.<br />
L’esito è noto: ha vinto il governativismo. Surreale tentazione, per chi non sa governare. Con il 79%, nella migliore tradizione plebiscitaria. La gestione trasformista dell’intera vicenda, a cominciare dalla figura più direttamente politica del Movimento, ovvero il non politico prof. Conte, ha impedito di darle un qualche significato più ampio. Del tipo: siamo il partito di maggioranza relativa, senza di noi non si può governare, usiamo la nostra forza per piegare gli alleati, posto che non ne abbiamo di fissi e lo avevamo detto anche prima. Troppo impegnati nel duello interno per riuscire a vedere il terreno esterno.<br />
In quanto a noi tutti: se ne deve penare, gioire o spallucciare? Il punto è uno solo: Salvini aveva perso la testa, reclamava i pieni poteri, ha fatto cadere il governo e s’è subito messo a dire: a. che doveva rinascere; b. che si tratta di una manovra delle forze oscure della reazione internazionale in agguato. Ove fosse vera la seconda lui ne sarebbe l’agente, mentre la prima è il noto tentativo di rimettere il dentifricio nel tubetto. Da lui, due giorni dopo avere chiesto e ottenuto la fiducia, è partito tutto. È comprensibile che altre forze abbiano colto l’occasione per approfittarne. Ma non è che, il nuovo che riavanza, per tenere incollato il risultato possa tassare o scassare l’Italia, né è ammissibile che continui la condotta fin qui seguita, ovvero proclamare delle cose e fare l’esatto contrario. Sarebbe trasformismo senza trasformazione, una pagliacciata senza manco la risata.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Davide Giacalone" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/davide-giacalone-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/davide-giacalone/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Davide Giacalone</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e scrittore.<br />
Dal 1979 in poi, mentre continuava a crescere il numero dei tossicodipendenti, si è trovato al fianco di Vincenzo Muccioli, con il quale ha collaborato, nella battaglia contro la droga.<br />
Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana.<br />
Dal luglio1981 al novembre 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri.<br />
Dal 1987 all&#8217;aprile 1991 è stato consigliere del Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, che ha assistito nell&#8217;elaborazione dei disegni di legge per la regolamentazione del sistema radio-televisivo, per il riassetto delle telecomunicazioni e per la riforma del ministero delle Poste e Telecomunicazioni, oltre che nei rapporti internazionali e nel corso delle riunioni del Consiglio dei Ministri d’Europa.<br />
È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società Sip, Italcable e Telespazio.<br />
Dal 2003 al 2005 presidente del DiGi Club, associazione delle Radio digitali.<br />
Nel 2008 riceve, dal Congresso della Repubblica di San Marino, l’incarico quale consulente per il riassetto del settore telecomunicazioni e per predisporre le necessarie riforme in quel settore.<br />
Nel maggio del 2010 ha ricevuto l’incarico di presiedere l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione, dipendente dalla presidenza del Consiglio. Nel corso di tale attività ha avuto un grande successo “Italia degli Innovatori”, che ha permesso a molte imprese italiane di accedere al mercato cinese. Con le autorità di quel Paese, crea tre centri di scambio: tecnologia, design, e-government. Nel novembre del 2011 si è dimesso da tale incarico, suggerendo al governo di chiudere la parte improduttiva dell’Agenzia, anche eliminando le sovrapposizioni con altri enti e agenzie.<br />
Dal 2015 al 2016 è membro dell’Advisory Board di British Telecom Italia.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.davidegiacalone.it/" target="_self" >www.davidegiacalone.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://www.facebook.com/davidegiacaloneofficialpage" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/5-stelle-2-linee-1-governo-trasformista/">5 stelle, 2 linee, 1 governo trasformista</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>L’avanzata dei cristiani radicalisti in politica</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/lavanzata-dei-cristiani-radicalisti-in-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Adile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 20:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’onda nera della destra reazionaria e conservatrice ha investito intere sacche geografiche del globo, dall’Est Europa fino al Brasile, passando per il Belpaese. Orde di nazionalisti hanno invaso strade e parlamenti, avanzando imperterriti al grido di “Dio, Patria, Famiglia”. Nell’epoca del grande sonno socialdemocratico, di una sinistra che si guarda l’ombelico e di un Liberalismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’onda nera</strong> della destra reazionaria e conservatrice ha investito intere sacche geografiche del globo, dall’Est Europa fino al Brasile, passando per il Belpaese. Orde di nazionalisti hanno invaso strade e parlamenti, avanzando imperterriti al grido di “<strong>Dio, Patria, Famiglia</strong>”.</p>
<p>Nell’epoca del grande sonno socialdemocratico, di una sinistra che si guarda l’ombelico e di un Liberalismo che esiste e resiste ma non si sente troppo bene, un elemento salta prepotentemente agli occhi degli osservatori politici: il <strong>ritorno in auge del radicalismo cristiano.</strong></p>
<p>Che siano cattolici, ortodossi o protestanti, i Timorati di Dio sono tornati protagonisti della scena politica internazionale, dopo decenni di Secolarismo e Laicità dello Stato che sembravano aver ammansito certe spinte integraliste.</p>
<p><span id="more-1899"></span></p>
<p>Qui di seguito, in particolare, racconteremo le gesta benedette dei “Big Four” di Nostro Signore che hanno dichiarato guerra all’Ordine Liberale, sfidando laici e laicisti di destra e sinistra.</p>
<p><strong>UNITI PER DIO, CHI VINCER CI PUO’? </strong>Iniziamo in casa nostra, terra vaticana e democristiana, oramai feudo indiscusso del popolarissimo (quasi ex) ministro a petto nudo Matteo Salvini, campione nei sondaggi elettorali e nelle spiagge nazional-popolari delle coste italiche. Nel giorno del voto alla Camera sul Decreto Sicurezza bis, provvedimento di dubbia costituzionalità che criminalizza il salvataggio in mare di migranti (persone), il <strong>Capitano ha parlato di “bel regalo nel giorno del compleanno della Vergine Maria</strong>”. Lo stesso Salvini che, durante la conferenza stampa post-elezioni europee, ha <strong>sbaciucchiato un crocifisso</strong> affidando al Cuore Immacolato di Maria “il futuro e il destino di un Paese e di un continente”.</p>
<p>Lo stesso Salvini che, nel Febbraio del 2018, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 Marzo, durante un comizio in Piazza Duomo a Milano, “giurò” sulla Costituzione e <strong>sul Vangelo</strong> mentre brandiva un rosario.<br />
Per ultimo, la sera del 5 Agosto, il numero uno leghista ha celebrato il compleanno di “Maria Santissima” postando sul suo profilo Twitter un’immagine della Madonna, augurando così una “serena notte” ai suoi follower. Nessuno mai si era spinto così lontano, nemmeno ai tempi dei baciapile genuflessi che costellavano l’universo eterogeneo della Balena bianca.</p>
<p>Il Leader della Lega sta chiaramente e spudoratamente <strong>ammiccando all’area più estrema e reazionaria della Chiesa</strong>, rivolgendosi a coloro che mischiano Fascismo e Cristianesimo, Sovranismo e Oscurantismo religioso, ultrà della cristianità che non risparmiano nemmeno Sua Santità Pop Papa Bergoglio, descritto dai pasdaran in odor d’incenso come una specie di comunista alla Santa Sede. E fa nulla che il Ministro dell’Interno abbia subito l’onta della scomunica da nientepopòdimenoche Famiglia Cristiana, il celebre settimanale di ispirazione cattolica, la quale ha dedicato al Capitano la copertina del 26 Luglio 2018 con un eloquente (quanto deliziosamente ironico) “Vade Retro Salvini”, al fine di condannare le parole d’odio e disprezzo nei confronti dei migranti che spesso hanno caratterizzato (e continuano a caratterizzare) la dialettica politica del capo del Viminale.</p>
<p>I cattolici moderati appaiono oramai, almeno agli occhi di Salvini, una minoranza che in cabina elettorale, semplicemente, non paga, o al limite, per i meno pessimisti, una maggioranza silenziosa.</p>
<p><strong>SUL BEL DANUBIO BLU</strong>. Approdiamo in Ungheria, alla corte di <strong>Viktor Orban</strong>, compagno di merende di Matteo Salvini e principale teorico della “democrazia illiberale”. Orban è il padre della nuova Costituzione ungherese, approvata dal parlamento di Budapest nel Marzo del 2013, che ha ufficializzato la centralità della religione cattolica nel paese dei magiari.</p>
<p>Oltre a limitazioni dei poteri della Corte Costituzionale, della libertà di espressione e di opinione, oltre al divieto di dibattiti elettorali su radio e tv private e alla criminalizzazione dei senzatetto che dormono in strada, la riforma costituzionale prevede la protezione della vita del feto fin dal concepimento, l’impossibilità per le coppie non sposate, senza figli o omosessuali di avere la definizione di famiglia (godendo, pertanto, di meno diritti e agevolazioni rispetto alle coppie eterosessuali con figli), nonché un riferimento iniziale a Dio e alle radici cristiane del Vecchio Continente. Una vera e propria rivoluzione bianca in un paese in cui, probabilmente a causa di vecchi strascichi del periodo comunista, il 15% circa della popolazione si dichiara laica o atea.</p>
<p>Per ultimo, nel Febbraio 2019, il Premier ungherese ha varato un pacchetto di provvedimenti consistenti in sgravi fiscali e sussidi a vantaggio delle giovani coppie al fine di combattere “l’invasione musulmana” favorendo la nascita di “più bambini ungheresi e in generale più bambini europei cristiani”. Solo così, secondo Orban, si potrà garantire “la sopravvivenza dell’Occidente”.</p>
<p><strong>L’ORSO INDOMITO. Vladimir Putin</strong> è sicuramente il maggior esponente di questo Nuovo Ordine Illiberale, Leader Maximo dell’Internazionale Sovranista (sempre che ne esista una), il Lenin del nazionalismo destroide, tanto per citare un altro Vladimir che calpestò le terre di Russia circa cento anni fa.</p>
<p>Nel Gennaio del 2018, lo Zar si fece riprendere mentre si immergeva nelle gelide acque del lago Seliger, durante le celebrazioni della festa ortodossa dell’Epifania al monastero di Nilov a Ostashkov, a circa 370 chilometri a nord di Mosca, una pratica che ricorda il battesimo di Gesù Cristo da parte di San Giovanni Battista nel fiume Giordano.</p>
<p>Ancor più interessanti sono le dichiarazioni di Luglio 2018 dell’ex agente del KGB, durante l’anniversario dei 1130 anni dal battesimo del principe Vladimir il Grande nelle acque del fiume Dnepr. Di fronte a pezzi grossi della Chiesa ortodossa, il sovrano di Russia ha sottolineato con forza le <strong>radici cristiane dell’identità russa</strong>, descrivendo la conversione al cristianesimo come la vera “nascita spirituale” che ha guidato la Russia nella sua “missione nel mondo”.</p>
<p>E che dire del commovente aneddoto del <strong>battesimo di Putin</strong>, avvenuto di nascosto nel 1952 nella cattedrale di San Pietroburgo per volere della madre, moglie di un rigido e ateo funzionario del Partito Comunista, contrario per ovvi motivi al battesimo del piccolo Vladimir. Aneddoto ricordato dallo stesso Putin, ai microfoni di una calca di cronisti, durante la <strong>messa di mezzanotte del Natale ortodosso</strong>, nel Dicembre del 2011, proprio nella cattedrale di San Pietroburgo. Un uomo di Dio al comando di una super-potenza.</p>
<p><strong>IL DEMONE VERDEORO</strong>. Concludiamo il nostro giro panoramico cristiano-sovranista nel Brasile di <strong>Jair Bolsonaro</strong>, eletto presidente nell’Ottobre del 2018 con il 55,13% dei voti. A nove mesi dalla sua elezione, il paese della Samba e del carnevale è colpito dalla crescita della disoccupazione, dai tagli a istruzione e sanità pubbliche e dal disboscamento della foresta amazzonica, quest’ultima utile a sottolineare quanto le politiche anti-ambiente dell’ex militare rappresentino un vero e proprio cancro ai polmoni del pianeta Terra. Un “flagello di Dio”, come definito da Daniele Mastrogiacomo in un lucidissimo articolo pubblicato da L’Espresso del 21 Luglio 2019.</p>
<p>Ma come descrivere il rapporto tra Bolsonaro e religione? “Idilliaco” sarebbe il termine giusto, come chiaramente confermato dallo slogan che ha accompagnato l’ascesa politica dell’ex capitano dell’esercito, ovvero “Il brasile al di sopra di tutto, Dio al di sopra di tutti”.</p>
<p>Anti-abortista, anti-gay e contrario all’ideologia del gender, Bolsonaro si definì “una minaccia per chi vuole distruggere i valori della famiglia” (qualunque essi siano). Grazie alle sue spinte fondamentaliste, il “Trump brasiliano” ha ricevuto l’appoggio delle chiese evangeliche del Paese, le quali rappresentano il 29% della popolazione. Un’alleanza strategica che ha contribuito alla vittoria politica di Bolsonaro, che ha potuto così conquistare il Palazzo del Planalto.</p>
<p><strong>I crociati del terzo millennio</strong> stanno conducendo una guerra santa, senza esclusione di colpi, contro i “traditori della patria e della fede”, i senza-Dio del Progressismo, mentre esponenti politici liberali e moderati, democratici e riformisti, rimangono semplicemente a guardare, come l’asino dell’orwelliana fattoria degli animali, metafora degli intellettuali pessimisti russi, inermi di fronte alle degenerazioni dello Stalinismo. <strong>Che Dio ci assista</strong>.</p>
<p>Articolo pubblicato anche sul quotidiano online di Messina &#8220;Tempostretto&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Francesco Adile" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/02/francesco-adile-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/francesco-adile/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco Adile</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lavanzata-dei-cristiani-radicalisti-in-politica/">L’avanzata dei cristiani radicalisti in politica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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