<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>bce Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/bce/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/bce/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Dec 2022 15:56:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>bce Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/bce/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Alcune osservazioni sulle scelte di politica economica</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/alcune-osservazioni-sulle-scelte-di-politica-economica/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/alcune-osservazioni-sulle-scelte-di-politica-economica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 15:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[tassi interesse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3397</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un ennesimo scivolone della Presidente della BCE, la Signora Christine Lagarde, lascia perplessi tutti coloro che sperano in una politica monetaria che sia d’aiuto all’economia reale. A chiusura dell’ultima riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, infatti, la Presidente della BCE, invece di chiarire le scelte di politica monetaria, è rimasta nell’ambiguità, lasciando solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/alcune-osservazioni-sulle-scelte-di-politica-economica/">Alcune osservazioni sulle scelte di politica economica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ennesimo scivolone della Presidente della BCE, la Signora Christine Lagarde, lascia perplessi tutti coloro che sperano in una politica monetaria che sia d’aiuto all’economia reale. A chiusura dell’ultima riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, infatti, la Presidente della BCE, invece di chiarire le scelte di politica monetaria, è rimasta nell’ambiguità, lasciando solo intendere un possibile ulteriore rialzo dei tassi a breve, ma non dicendo nulla di certo quanto all’importo ed alla durata di una eventuale ulteriore stretta monetaria.</p>
<p>Il risultato e che i mercati, in questi giorni, stanno scontando un rialzo dei tassi di 25 punti base, con una probabilità di circa il 90% di un rialzo di 50 punti base.</p>
<p>Per inciso, è un fatto acquisito dalla scienza economica che i mercati preferiscono una piena e corretta informazione e che un comportamento delle autorità monetarie ispirato a questi principi da un risultato migliore in quanto gli operatori si adeguano agli <em>input</em> della Banca Centrale, impostando di conseguenza le loro scelte d’investimento.</p>
<p>Bene, a parte le critiche sul modo di gestire la politica monetaria della Christine Lagarde, non si può non rilevare che, nonostante ci siano i segni di un allentamento della spirale inflazionistica, l’aumento dei prezzi è ancora troppo lontano dal <em>target</em> del 2% nel medio periodo, universalmente considerato l’obiettivo principe della BCE. Per altro verso, va osservato che i principali Paesi industrializzati (da ultimo anche il Giappone) hanno rialzato i tassi. L’euro, quindi, corre il rischio di perdere terreno, perché in tanti stanno scegliendo di investire sui <em>bond</em> “stranieri”, che pagano un maggiore tasso d’interesse.</p>
<p>Bene anche se l’inflazione dell’area euro è molto al di sopra dell’obiettivo della BCE e la “concorrenza internazionale” è forte, questo da solo non giustificherebbe una “drastica chiusura dei rubinetti” (come oggi invece i mercati si attendono). In effetti, il persistere della crisi economica e delle tensioni internazionali sui prezzi delle materie prime, connesse anche al proseguimento della guerra in Ucraina, suggerirebbero una maggiore prudenza e di non alzare i tassi d’interesse in maniera repentina.</p>
<p>Ciò premesso, tuttavia, è noto come l’inflazione sia un male che colpisce in primo luogo i risparmi ed i lavoratori dipendenti e favorisce le situazioni di monopolio (ovvero quelle imprese che possono scaricare i loro maggiori costi sui consumatori). Inoltre, la perdita del potere d’acquisto determina costi sociali, legati alle giuste pretese dei lavoratori di recuperare il loro potere d’acquisto bruciatosi con l’aumento dei prezzi. Essa, dunque, va fermata anche se ha un costo sociale non indifferente.</p>
<p>L’esperienza dimostra che la riduzione dell’offerta di moneta è efficace per stabilizzare l’inflazione e lo strumento più efficiente per contenere la liquidità è proprio il rialzo dei tassi d’interesse. Di tutta evidenza le conseguenze negative non mancano, anche se, a ben vedere, non sono così pesanti come si può in primo momento supporre ed i danni possono essere contenuti da una accorta politica fiscale.</p>
<p>Vediamo come. Dunque, riassumendo se ipotizziamo un’ulteriore contrazione dell’offerta monetaria da parte della BCE, abbiamo come immediata conseguenza una consecutiva riduzione della domanda di beni e servizi da parte delle famiglie e delle imprese dell’area euro; in effetti, le imprese vedranno aumentare il costo del denaro, che vuol dire un maggior costo nell’anticipazione dei mezzi finanziari e del costo del finanziamento per beni d’investimento (macchine ed attrezzature per la produzione). D’altra parte, anche le famiglie avranno un danno derivante dal maggior costo dei mutui contratti per l’acquisto di beni durevoli e sugli acquisti di beni e servizi fatti a credito. Di certo, come già anticipato,  abbiamo come conseguenza un’immediata riduzione della domanda di beni e servizi.</p>
<p>Ma l’effetto si ha anche sull’occupazione? Bene, anche se, come ha dimostrato l’economista Okun, la relazione tra occupazione e produzione è meno “forte” di quanto si possa pensare, pur tuttavia un effetto negativo sull’occupazione si registra e, quindi, il tasso di disoccupazione aumenterà; ciò però impatta sull’inflazione, riducendone l’incremento. Ora la riduzione dell’inflazione ha un effetto positivo sulla domanda di beni e servizi che, dunque, tutto considerato si ridurrà meno di quanto inizialmente ipotizzato. In definitiva, e fermandoci ad una analisi di breve periodo, la manovra in rialzo del tasso d’interesse a breve ha un effetto senz’altro positivo sulla riduzione dell’inflazione, ma ha un effetto deprimente sulla domanda di beni e servizi (e quindi sul reddito) che però è assai meno deciso di quanto si possa pensare; in effetti, il contenimento dell’inflazione ha senz’altro un beneficio in termini di potere d’acquisto per imprese e famiglie.</p>
<p>Ma, un risultato ottimale non può prescindere da un intervento pubblico di sostegno al consumo ed alle imprese. È noto che, per via dell’effetto moltiplicativo della spesa per investimenti, l’intervento sulle imprese è più efficace (a parità di risorse impiegate) di quello sulle famiglie. Pur tuttavia due motivi ci suggeriscono (almeno per quanto attiene il nostro Paese) di intervenire sulle famiglie a sostegno della domanda di beni di consumo. Il primo è che il nostro è un mercato caratterizzato da molte situazioni di monopolio, anche locali, che comporta, tra l’altro, una difficoltà di impostare politiche che vadano a beneficio di soggetti che non scaricano i loro costi d’acquisto sui consumatori, l’altro (precondizione per un intervento efficace) è quello considerare come il sistema fiscale italiano sia caratterizzato da una giungla che distribuisce più che malamente il carico fiscale tra imprese e lavoratori e, tra quest’ultimi, tra i lavoratori autonomi e dipendenti.</p>
<p>A parità di reddito, i regimi di tassazione sono, infatti, molto differenti sia nell’importo che nelle modalità di versamento dell’imposta. Rimettere ordine nel <em>caos</em> fiscale richiede, in un paese frammentato come il nostro, un profondo ripensamento dell’attuale politica fiscale ed una lunga fase di contrattazione con le <em>lobbies </em>interessate.</p>
<p>Pertanto, favorire il sostegno al consumo, in particolare quello delle famiglie a più basso reddito, e quindi con una più forte propensione al consumo, è un intervento capace di sostenere la domanda di beni e servizi e quindi di ricondurre l’economia italiana su un sentiero di crescita equilibrata. E mi pare che l’attuale manovra finanziaria del Governo in carica si muova proprio in tale direzione.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/alcune-osservazioni-sulle-scelte-di-politica-economica/">Alcune osservazioni sulle scelte di politica economica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/alcune-osservazioni-sulle-scelte-di-politica-economica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stagflazione. Ci siamo.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 15:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra russia ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[stagflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3347</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno affrontando un autunno durissimo ma, nonostante che lo stoccaggio del gas protegga (a carissimo prezzo) il Paese da eventuali shock di sistema, il costo altissimo ed altalenante dell’energia impatta inesorabilmente sui conti aziendali e, di conseguenza, ipoteca una pressoché certa prosecuzione della crescita dei prezzi al consumo, almeno ancora per tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/">Stagflazione. Ci siamo.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno affrontando un autunno durissimo ma, nonostante che lo stoccaggio del gas protegga (a carissimo prezzo) il Paese da eventuali <em>shock</em> di sistema, il costo altissimo ed altalenante dell’energia impatta inesorabilmente sui conti aziendali e, di conseguenza, ipoteca una pressoché certa prosecuzione della crescita dei prezzi al consumo, almeno ancora per tutto il 2023.</p>
<p>Dunque, sebbene le previsioni della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2022, approvata dal Consiglio dei ministri del 28 settembre 2022, prevedono per il nostro Paese un livello tendenziale del prodotto interno lordo (PIL), per l’anno in corso in aumento al 3,3%, la realtà vede un Italia in grande difficoltà. Viene il dubbio, ascoltando gli interventi dei <em>leader</em> delle organizzazioni industriali e commerciali domestiche, che la crescita del PIL sconti un’inflazione non vera; quella “<em>da prezzo delle sigarette nazionali</em>”, come si diceva già negli anni 70, periodo di inflazione a due cifre, per sottolineare come il paniere di riferimento fosse inadeguato a riflettere gli effettivi consumi e, quindi, l’inflazione del Paese reale.</p>
<p>A livello globale, dunque, la possibilità di un 2023 che si concluda con una Europa preda della stagnazione economica è sempre più concreta, peraltro, al traino, di ciò che già sta accadendo negli USA. Allora, se siamo nella recessione, quali politiche economiche dovremmo attenderci e, verificato ciò, cosa dovremmo fare se, invece, la cura ci sembrasse ancora peggiore del male da curare?</p>
<p>Per rispondere alla prima questione (ovvero, di cosa dobbiamo aspettarci) diciamo subito che esistono ricette economiche universalmente riconosciute per affrontare la stagflazione, cioè quella situazione che vede, nello stesso mercato, un aumento dei prezzi e l’economia che in termini reali non cresce. Sappiamo che in uno scenario <em>standard</em> di crescita della produzione seguita o causata da crescita della domanda, si alzano anche i prezzi e, quindi, anche l’inflazione. Esiste una relazione diretta tra crescita economica ed inflazione: l’aumento dei prezzi indica un mercato in salute ed un aumento del potere di acquisto delle famiglie.</p>
<p>Tuttavia, la situazione che ci si palesa è diversa. La guerra in Ucraina ha determinato l’aumento del costo di <em>gas</em> e petrolio, delle materie prime e della logistica ad un livello che appare sempre più insostenibile per le aziende e, dunque, alla crescita dei prezzi si accompagna una produzione che rallenta.</p>
<p>Né è un esempio evidente ciò che sta accadendo nel nostro Paese dove grandi e piccole imprese hanno visto lievitare le bollette di luce e gas del 300%, rendendo difficile, se non impossibile, portare avanti le attività.</p>
<p>Ora in Bce non manca, naturalmente, chi sostiene che la banca centrale dovrebbe fare tutto il possibile per evitare la divaricazione degli <em>spread </em>nell’area dell’euro; dall’altro la maggior parte degli economisti ritiene che, soprattutto a causa del fatto che le fonti d’inflazione sono oggi derivanti dalle condizioni dell’offerta, la politica monetaria non abbia alcuno strumento a disposizione per migliorare le <em>performance</em> economiche europee e che,  per tanto, la soluzione ottimale sarebbe quella di spingere il mondo intero verso una recessione controllata, anticipando in qualche modo gli eventi.</p>
<p>In altre parole, la Bce dovrebbe ridurre il livello della domanda aggregata in modo che quando l’offerta diminuisce non vi sia un eccesso di domanda in grado di provocare inflazione e, soprattutto, le <em>aspettative d’inflazione</em>. Insomma, una stretta monetaria!</p>
<p>Ma si è davvero capaci di controllare la recessione o, si finirà, come peraltro già accaduto in passato, nei non lontani anni Settanta, di accentuare la recessione accanto alla spinta inflattiva, spingendo la stagflazione verso livelli ancora adesso inimmaginabili.</p>
<p>In effetti, a ben vedere la questione della corsa inarrestabile del costo di gas e petrolio è legato alla guerra in Ucraina e la soluzione (a portata di mano) sembra molto più semplice: concludere con un accordo, più o meno onorevole, un salasso enorme che oltre a coinvolgere gli Usa, sta colpendo duramente l’Europa.</p>
<p>Infatti, e veniamo adesso al punto, siamo davvero certi che sia utile ridurre la domanda fino a quando non siano eleminati gli eccessi rispetto all’offerta e, osserviamo bene e riflettiamoci su questo, non è già lo schema che ha accompagnato la reazione alla crisi degli anni ’30?</p>
<p>Si è visto come sia finita … una recessione globale che ha lasciato solo lacrime e sangue ma che, inoltre, non ha scongiurato una guerra, quella iniziata nel settembre 1939 con l&#8217;attacco della Germania nazista alla Polonia e terminata, nel teatro europeo, l&#8217;8 maggio 1945 con la resa della Germania.</p>
<p>Bene, se la storia davvero ci dovesse insegnare qualche cosa, allora dovrebbe farci riflettere su come si possa (e anzi alcune volte si debba) cercare fino all’ultimo la Pace. Peraltro, sono proprio i romani che ci hanno insegnato che le guerre non si debbono iniziare se non si possono vincere o, in altri termini, che si vincono prima di combatterle, preparandole con cura.</p>
<p>Nel caso dell’Ucraina le sanzioni hanno di certo colpito la Russia, che chiuderà il 2022 con una contrazione del Pil del intorno al -3,4% (ed una previsione per il 2023 del -2,3%) ma anche Europa ed Usa non se la passano benissimo (rispettivamente, 3,1% e 1,6% sul 2022 e 0,5% e 1% per il 2023); i dati previsionali del Pil, impressionano soprattutto per l’Europa soprattutto in quanto le prospettive erano, solo nello scorso aprile, molto migliori.</p>
<p>Dunque, almeno sotto l’aspetto economico, a mio modo di vedere, la Pace va ricercata con urgenza, salvo voler gettare il mondo in una recessione globale che, stante le condizioni di partenza (inflazione da costi, spinte protezionistiche, instabilità politica, ecc) sembra avere le caratteristiche tipiche di una crisi davvero devastante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/">Stagflazione. Ci siamo.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sveglia è squillata a Karlsruhe</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 16:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[corte di giustizia europea]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[economia europea]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2239</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sentenza della Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe emessa il 5 maggio sugli acquisti di titoli di stato effettuati del 2015 dalla BCE (il famoso Quantitative Easing introdotto da Draghi anni fa), ha come ovvio un forte impatto in Germania. Ma soprattutto è una sveglia per i sogni di quegli europeisti di facciata che, da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/">La sveglia è squillata a Karlsruhe</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza della <strong>Corte Costituzionale tedesca</strong> di Karlsruhe emessa il 5 maggio sugli acquisti di titoli di stato effettuati del 2015 dalla BCE (il famoso Quantitative Easing introdotto da Draghi anni fa), ha come ovvio un forte impatto in Germania. Ma soprattutto è una sveglia per i sogni di quegli europeisti di facciata che, da decenni, vanno illudendo gli europei col dire che l’UE avrebbe una struttura costituzionale ad oggi inesistente. <span id="more-2239"></span></p>
<p>Infatti, al di là delle considerazioni di stretto ambito economico, la Corte Costituzionale tedesca ha sancito che in Germania spetta al Governo e al Parlamento verificare (sotto il definitivo giudizio che essa ne darà) se la BCE ha ben calcolato le conseguenze sul sistema degli acquisti che decide. Lo ha sancito dando alla BCE tre mesi di tempo per esplicitare il tipo di calcolo fatto e renderlo valutabile.</p>
<p>La sentenza di Karlsruhe qualche giorno dopo ha trovato una chiara conferma in un Comunicato Stampa della <strong>Corte di Giustizia UE (CURIA)</strong> . Sentendosi chiamata in causa perché accusata di non avere adeguatamente valutato la medesima materia in un giudizio del 2018, la CURIA ha proclamato di essere l’unica competente a constatare se un atto di un’istituzione dell’Unione sia contrario al diritto dell’Unione. Trascurando, in apparenza, che la critica della Corte di Karlsruhe è dal punto di vista del diritto tedesco. </p>
<p>Posto che, per un organo di un tale livello, sarebbe gravissimo non essersene resa conto, ciò testimonia un altro genere di errore. Ai massimi gradi dell’<strong>UE</strong> ci si è davvero convinti   che gli Stati membri siano obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell’UE. Solo che questo obbligo non c’è nelle decisioni costitutive assunte in tanti anni dai membri della CEE e poi dell’UE. E principalmente non c’è perché, da Maastricht (1992) in poi, si è scelta la frenesia del compiere atti analoghi a quelli fatti dagli Stati di una volta. Ai tempi in cui o le Costituzioni non c’erano proprio oppure erano concesse dalla magnanimità del Capo. Il voto dei cittadini non era previsto. Come non è stato davvero previsto nella frenesia UE dei decenni del dopo Maastricht. La sentenza di Karlsruhe ha detto basta e messo all’angolo gli europeisti di facciata.</p>
<p>‪L&#8217;UE o riprende ad essere una costruzione modellata sulla maturazione culturale dei cittadini europei e sulle loro conseguenti decisioni oppure diviene la solita ripetizione degli Stati quali sono esistiti nei secoli, quando contavano solo la forza e il potere. Il diritto europeo sovranazionale oggi non esiste, è solo un&#8217;invenzione delle elites che governano con le scorciatoie, nascondendo la realtà ai cittadini. La sentenza di Karlsruhe può servire a mettere tutti i 27 di fronte alla scelta ineludibile di cessare di fare i sudditi dediti al sogno e all&#8217;ossequio a quello che vogliono tutte le varie istituzioni elitarie che nessuno davvero elegge. ‬‬</p>
<p>Ed oggi, dopo l&#8217;evento Covid19, va preteso di adottare un criterio per cui ognuno dovrà contribuire alla libertà degli altri, in quanto le libertà sono materialmente interdipendenti seppur nella rispettiva autonomia. Per ottenere ciò occorre il tempo per far maturare la consapevolezza civile ed il lavoro politico culturale per esprimere di continuo una paziente determinazione. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/">La sveglia è squillata a Karlsruhe</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/la-sveglia-e-squillata-a-karlsruhe/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
