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	<title>carcere Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>carcere Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Siamo più khomeinisti degli ayatollah?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 21:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme circa la possibile diffusione del COVID-19 nelle carceri. Le condizioni di vita nelle carceri, dove molte persone vivono ristrette in spazi limitati ed a stretto contatto per lunghi periodi di tempo, aumentano il pericolo di diffusione della malattia all’interno ed all’esterno degli istituti (essendo impensabile escludere in toto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme circa la possibile diffusione del COVID-19 nelle carceri.</p>
<p>Le condizioni di vita nelle carceri, dove molte persone vivono ristrette in spazi limitati ed a stretto contatto per lunghi periodi di tempo, aumentano il pericolo di diffusione della malattia all’interno ed all’esterno degli istituti (essendo impensabile escludere in toto i contatti tra il carcere e l’ambiente esterno).<span id="more-2099"></span></p>
<p>La difficoltà di rispettare accuratamente le norme igienico-sanitarie, l’impossibilità di mantenere il distanziamento, la carenza dei dispositivi di prevenzione personale, la condivisione degli ambienti, favoriscono la diffusione e l’amplificazione della malattia.</p>
<p>Tra la popolazione ristretta è, inoltre, alto il numero delle persone maggiormente esposte al rischio di gravi conseguenze in caso di contagio: anziani, soggetti afflitti da malattie pregresse, persone immunodepresse.</p>
<p>Le carceri sono, pertanto, delle bombe epidemiologiche.</p>
<p>L’emergenza è mondiale e sta portando le autorità delle Nazioni maggiormente colpite a prendere provvedimenti volti a diminuire le presenze nelle carceri, seguendo le indicazioni suggerite dall’OMS ma anche dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti e dal Sottocomitato ONU per la prevenzione della tortura.</p>
<p>Misure in tal senso sono state adottate o sono in discussione in Iran, Francia, Spagna, U.S.A., India. In Italia la risposta del Governo è al momento tardiva ed insufficiente.</p>
<p>La situazione degli istituti penitenziari italiani è ancor più critica in quanto segnata dal cronico sovraffollamento. Prima dell’esplosione dell’emergenza COVID-19 il numero di detenuti era pari a circa 61.000 mentre la capienza regolamentare era di circa 51.000 posti (ma i posti effettivamente disponibili erano circa 47.000); in data 30.03.20 i detenuti sono 57.590 (secondo il bollettino quotidiano del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale).</p>
<p>Tale perdurante situazione di sovraffollamento (a cui si aggiunge la carenza di temponi e di dispositivi di protezione) aumenta notevolmente il rischio di diffusione del contagio (rendendo impossibile il rispetto del distanziamento ed ancora più difficile l’attuazione delle regole igienico-sanitarie) ed inoltre impedisce di approntare gli spazi idonei per l’isolamento dei contagiati e la quarantena delle persone entrate in contatto con i contagiati.</p>
<p>Il Governo è intervenuto con il D.L. 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”) prevedendo, all’art. 124, licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà ed introducendo, all’art. 123, disposizioni in materia di detenzione domiciliare, in deroga a quanto stabilito dalla legge 26 novembre 2010, n. 199.</p>
<p>In particolare, è stata prevista la possibilità di eseguire in regime di detenzione domiciliare le pene non superiori ai 18 mesi. Non possono accedere a tale misura alcune categorie di detenuti tra i quali, ad esempio, i soggetti condannati per alcune tipologie di reati (reati gravi, quali terrorismo e criminalità organizzata, ma anche maltrattamenti contro familiari e conviventi e stalking) ed i detenuti nei cui confronti sia redatto rapporto disciplinare in quanto coinvolti nei disordini e nelle sommosse a far data dal 7 marzo 2020.</p>
<p>La norma prevede, tranne che per i condannati minorenni e per i condannati la cui pena da eseguire non è a superiore a sei mesi, la procedura di controllo mediante mezzi elettronici (il braccialetto elettronico).</p>
<p>Non vi è alcun automatismo in quanto il magistrato di sorveglianza può non adottare il provvedimento qualora ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura.</p>
<p>La conclamata mancanza di braccialetti elettronici, le numerose eccezioni previste ed i tempi richiesti dalla procedura rendono di difficile applicazione la misura prevista che pertanto è inidonea a risolvere l’emergenza in atto.</p>
<p>Critiche in tal senso sono giunte dal C.S.M., dall’A.N.M., dal Garante nazionale dei detenuti e dai Garanti territoriali, dall’Accademia (in particolare dall’Associazione Italiana Dei Professori Di Diritto Penale), dall’U.C.P.I., da numerose associazioni che si occupano di carcere.</p>
<p>Il Ministro Bonafede ha riferito in Parlamento che le misure potrebbero riguardare 6.000 detenuti, stima ottimistica che non risolverebbe comunque il sovraffollamento. Secondo il provvedimento attuativo del D.L., i braccialetti disponibili sono al momento 920 e per arrivare ai 5.000 previsti serviranno alcuni mesi.</p>
<p>Intanto la situazione resta grave ed il rischio di propagazione del contagio in carcere è sempre altissimo.</p>
<p>Il Governo ed il Parlamento (ad esempio in sede di conversione del D.L.) dovrebbero ascoltare le proposte giunte da più parti (Magistratura, Avvocatura, Accademia) ed adottare misure coraggiose ed incisive per diminuire drasticamente e rapidamente la popolazione carceraria: introdurre una liberazione anticipata speciale; aumentare il limite di pena detentiva eseguibile presso il domicilio escludendo l’obbligo del braccialetto elettronico; differire l’emissione dell’ordine di esecuzione delle condanne fino a quattro anni; ricondurre la carcerazione preventiva ad extrema ratio.</p>
<p>Una volta superata l’emergenza sarà necessario affrontare la condizione delle carceri onde evitare il ripetersi di situazioni drammatiche.</p>
<p>Il sovraffollamento carcerario è tristemente noto da anni (nel 2013 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per i trattamenti inumani patiti dai detenuti a causa del sovraffollamento) eppure la politica ha ignorato o negato il problema. La riforma dell’ordinamento penitenziario, nata dai lavori degli Stati generali dell’esecuzione penale, che avrebbe anche incentivato le misure alternative, è stata affossata per calcoli politici.</p>
<p>I principi costituzionali, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27 della Costituzione), e convenzionali, che vietano le pene ed i trattamenti inumani e degradanti (art. 3 CEDU), sono disattesi da tempo.</p>
<p>Oggi i detenuti, gli agenti penitenziari, il personale e gli operatori sono esposti ad un rischio altissimo. Ciò che i cinici non considerano è che l’esplosione dei contagi in carcere aumenterebbe i contagi anche fuori da quelle mura e che il S.S.N. non sarebbe in grado di affrontare un’emergenza nell’emergenza.</p>
<p>Lo Stato ha il dovere di garantire il diritto alla salute dei detenuti che non possono essere trattati come rifiuti della società. I detenuti sono padri, madri, figli, figlie, fratelli, sorelle, esposti ancor più di noi a questo nuovo comune pericolo. Non dimentichiamoli e non abbandoniamoli.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/8AA66643-8D83-4E73-932E-3A52337DD936.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-galati/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Galati</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/siamo-piu-khomeinisti-degli-ayatollah/">Siamo più khomeinisti degli ayatollah?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Carcere, tornare alla Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 21:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>24.07.2019. Roma. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Casa Circondariale Rebibbia “Raffaele Cinotti” ed ha cenato presso il ristorante realizzato all’interno dell’Istituto Penitenziario. 25.07.2019. Roma. L’Associazione Antigone ha presentato il proprio rapporto di metà anno sulle carceri italiane. Due notizie importanti, seppure passate in sordina, che devono essere lette in correlazione. Dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>24.07.2019. Roma. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Casa Circondariale Rebibbia “Raffaele Cinotti” ed ha cenato presso il ristorante realizzato all’interno dell’Istituto Penitenziario.</p>
<p>25.07.2019. Roma. L’Associazione Antigone ha presentato il proprio rapporto di metà anno sulle carceri italiane.</p>
<p>Due notizie importanti, seppure passate in sordina, che devono essere lette in correlazione.</p>
<p>Dal rapporto di Antigone emerge la condizione drammatica in cui versano le persone ristrette.</p>
<p><span id="more-1877"></span></p>
<p>Il dato più preoccupante riguarda il perdurante stato di sovraffollamento che rende ulteriormente ed ingiustamente gravosa la condizione dei ristretti: &lt;&lt;<em>Al 30 giugno 2019 i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unità e di 1.763 nell’ultimo anno. Il tasso di sovraffollamento è pari al 119,8%, ossia il più alto nell’area dell’Unione Europea</em>&gt;&gt;.</p>
<p>La percentuale di persone presenti in carcere in attesa di condanna definitiva, e quindi presunte innocenti, si è attestata, in leggero calo rispetto allo scorso anno, al 31,5%, a fronte di una media europea del 21%.</p>
<p>Il sovraffollamento rende le condizioni della detenzione prossime al limite del senso di umanità.</p>
<p>Il problema non è certo nuovo, si ripropone puntualmente ogni anno ma nessun intervento sistematico è stato adottato. Anzi, la riforma dell’ordinamento penitenziario, frutto del lavoro degli Stati generali, è stata svuotata e depotenziata. La condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per i trattamenti inumani e degradanti subiti dai detenuti a causa del sovraffollamento non è bastata a scuotere il legislatore.</p>
<p>L’unica risposta fornita dalla politica, che tende a negare e minimizzare il problema, è la proposta di costruire nuovi istituti. Come ben argomenta il rapporto di Antigone, non è questa la soluzione al problema: i tempi sarebbero troppo lunghi, non rispondendo all’emergenza in corso, ed i costi sarebbero eccessivi.</p>
<p>Sarebbe molto più utile, invece, come suggerisce il rapporto, incentivare le misure alternative alla detenzione, che hanno anche il merito di abbassare la probabilità di recidiva, e ricondurre la custodia cautelare in carcere a strumento eccezionale cui ricorrere come extrema ratio.</p>
<p>Peccato che il clima politico vada in senso contrario. Proprio la parte della riforma dell’ordinamento penitenziario che avrebbe facilitato l’accesso alle misure alternative è stata affossata. Il legislatore ha addirittura esteso i casi di applicazione del regime ostativo alla concessione delle misure alternative. Il dato ancora più preoccupante è la montante campagna di opinione, fomentata da politici e mass media, contro la concessione delle misure alternative, in nome della fantomatica “certezza della pena”, e delle misure cautelari diverse dalla custodia in carcere. Si è diffusa la falsa convinzione della detenzione carceraria come unica pena in nome di slogan raccapriccianti quali “marcire in galera” e “gettare la chiave”.</p>
<p>In un tale momento storico appare ancora più significativo il gesto del Presidente Mattarella che segue la meritoria iniziativa dei Giudici della Corte Costituzionale che hanno visitato numerosi istituti della Penisola. Il valore simbolico del gesto delle istituzioni di garanzia della Costituzione è stato quello di portare la Carta fondamentale tra le mura delle carceri e di porre l’attenzione sulle condizioni dei detenuti. E’ giunta l’ora di rispettare ed applicare in pieno il dettame originario dei Padri costituenti, molti dei quali avevano subito sulla propria pelle la condizione delle carceri fasciste, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.</p>
<p>Il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona è il fondamento di uno Stato liberale. Le condizioni dei reclusi in Italia non sono degne di un paese liberale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/8AA66643-8D83-4E73-932E-3A52337DD936.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-galati/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Galati</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/carcere-tornare-alla-costituzione/">Carcere, tornare alla Costituzione</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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