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	<title>liberali Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>liberali Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Un auspicio sul 25 Aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 21:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giunti al 79° anniversario della Liberazione, sul tema antifascismo continua purtroppo ad essere ancora diffuso un grave errore concettuale. Larga parte del paese – più precisamente quella di sinistra, sia essa marxista, cattolica o laica – è convinta che il governo possa dirsi democratico solo se innanzitutto dichiara di essere antifascista. E’ una convinzione sbagliata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giunti al 79° anniversario della Liberazione, sul tema antifascismo continua purtroppo ad essere ancora diffuso un grave errore concettuale. Larga parte del paese – più precisamente quella di sinistra, sia essa marxista, cattolica o laica – è<br />
convinta che il governo possa dirsi democratico solo se innanzitutto dichiara di essere antifascista. E’ una convinzione sbagliata e perciò pericolosa.<br />
I liberali – che sono stati antifascisti fin da quando opposero al Manifesto del Fascismo (a firma di Gentile, Pirandello, D’Annunzio, Ungaretti, Malaparte e dal futurista Marinetti) il Manifesto degli antifascisti promosso da Croce (e poi sottoscritto tra gli altri da Einaudi, Amendola, Alvaro, Montale, Momigliano, Matilde Serao, Salvemini) – sono certi delle responsabilità del fascismo e della sua perenne inadeguatezza per governare la convivenza civile. Peraltro, in base all’esperienza storica, sono altrettanto sicuri che l’antifascismo è una condizione necessaria ma che non può mai essere sufficiente per garantire la libera convivenza dei cittadini.<br />
Per tale garanzia, ci vuole la pratica della libertà, del riconoscere la diversità di ciascun convivente, di accettare il continuo conflitto democratico tra le diverse proposte dei cittadini. Dunque occorrono l’autonomia della cultura dalla politica, l’abbandono del fideismo, il rifiuto di ogni concezione totalitaria. E’ distorcente focalizzare l’impegno solo sull’antifascismo e trascurare l’anticomunismo oppure l’avversare i movimenti politico culturali che danneggiano la libera convivenza civile.<br />
Invece atti di opposto indirizzo costellano l’attuale celebrazione del 25 aprile. A cominciare dal tentativo di strumentalizzare la celebrazione per opporsi al Governo in carica quale appartenente al filone della Repubblica Sociale. Od anche dal mettere in discussione, come sta avvenendo in varie parti d’Italia, il diritto di considerare parte integrante delle forze della Resistenza la Brigata Ebraica che ne fu sempre parte materiale (a differenza delle forze arabe palestinesi alleate dei nazisti).<br />
Od anche dall’indignarsi per le bombe su Gaza ed usare l’occasione del 25 aprile per chiedere di por fine agli accordi con le università israeliane fingendo che non esista il massacro del 7 ottobre perpetrato a freddo da Hamas.<br />
L’auspicio dei liberali sul 25 aprile è che finalmente si utilizzi questa ricorrenza non per celebrare l’antifascismo, non per attaccare il Governo, bensì per rafforzare la pratica dei principi di libertà evocati da tale data: E per togliere dal tavolo tutte le suggestioni di sogni impositivi che sono un pericolo quotidiano per il far vivere la<br />
libertà individuale del cittadino, che, attivando gli scambi tra diversi, agisce in aiuto dei più deboli ed è la premessa ineludibile della pace.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
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		<title>I liberali verificheranno solo i fatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 08:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo nato dal 25 settembre introduce in Italia due novità che sconvolgono il conformismo della prassi conservatrice di larga parte del mondo cattolico e di quello della sinistra: il capo è una donna e il governo è di destra vera. Finora la reazione di questo mondo è stata l’imbarazzata incredulità di ritrovarsi privato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo nato dal 25 settembre introduce in Italia due novità che sconvolgono il conformismo della prassi conservatrice di larga parte del mondo cattolico e di quello della sinistra: il capo è una donna e il governo è di destra vera. Finora la reazione di questo mondo è stata l’imbarazzata incredulità di ritrovarsi privato di privilegi radicati, che hanno cristallizzato lo Stato in una dimensione distante dai cittadini. Dal punto di vista liberale, sarebbe opportuno che tale reazione durasse il meno possibile, dato che non serve agli italiani e neppure ai diretti interessati. In verità, le due novità, sconvolgenti per i conformisti non liberali, sono dei passi fisiologici per i liberali, i quali sono sempre fautori della diversità individuale e del cambiamento nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diversità individuale significa  che il motore della vita sta in essa, non nella vagheggiata unità nata in un passato, che aveva una conoscenza più limitata, che riteneva l’unica risorsa fosse la forza fisica dei maschi e che perseguiva il mito dell’applicare lo scritto di un libro sacro. Per i liberali, Presidente del Consiglio uomo o donna fa lo stesso, conta la capacità di compiere le scelte giuste al momento opportuno. Per i liberali, Governo di destra o di sinistra fa lo stesso,  conta la capacità di affrontare e di risolvere i problemi concreti della convivenza. Pertanto, dal punto di vista liberale, è indispensabile verificare nei fatti le scelte politiche che il Governo di Giorgia Meloni farà davvero. Ovviamente, per i liberali, usando il metro dei provvedimenti in grado di garantire al meglio la libertà di ogni cittadino di avere i mezzi per vivere e per esprimersi. Vale a dire la libertà che valorizza in concreto la diversità dei conviventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima verifica sarà sul consolidamento dei diritti civili, che sono un cardine della libertà individuale nella convivenza tra diversi. Naturalmente intesi nel quadro del fisiologico conflitto per attuarli tra portatori di valori differenti, mai quale unica dottrina livellatrice imposta tramite i mass media e i social.</p>
<p>La seconda verifica sarà sul modo in cui l’Italia farà parte e sosterrà l’Occidente. Siccome Occidente significa praticare ovunque e sempre la libertà individuale imperniata sugli scambi, l’Italia dovrà impegnarsi per debellare la malattia di un Occidente incline a pensare la libertà come imperiale, il che è un errore in contrasto con l’impegno a battersi contro le autocrazie. La libertà imperiale non tollera diversità di  Stati e di culture, congela il fecondo espandersi della libertà individuale, blocca gli scambi ed ha uno spirito prodromico alla terza guerra mondiale contro le autocrazie. La libertà vive nel quotidiano, non sul bellicismo. Si costruisce con istituzioni scelte e manutenute dai cittadini con il pacifico conflitto democratico.</p>
<p>La terza verifica è l’UE. I liberali chiedono che si riprenda il cammino rispetto  del progetto originario di istituzioni legate al primato dei cittadini degli stati membri e non dello statalismo o del privilegiare l’elite dei funzionari. Urge la necessità di un immediato impegno condiviso dei 27 membri sui temi energetici ed economici , e in prospettiva lo sforzo per superare l’ arretratezza UE sulla mancanza di una forza militare e sul non coordinamento fiscale pur richiesto dall’euro. Temi sui quali occorre far maturare la disponibilità nei cittadini e modificare i Trattati, senza pretendere di essere uno stato unico sovranazionale.</p>
<p>La quarta verifica  è riprendere la crescita in Italia. Partendo da tre  cose. Impegnarsi a fondo in una politica energetica corrispondente alle esigenze civili del tutto trascurate finora; sfrondare la Pubblica Amministrazione  inefficiente e cristallizzata nei privilegi, riattivando il mercato nonché aiutando i bisogni dei ceti medi; deregolamentare e riformare il fisco,   al fine di incentivare la produttività del cittadino. Inoltre, nei prossimi mesi, vanno rimosse le riserve di caccia attribuite da moltissimi anni alle medesime persone dell’Alta dirigenza, inamovibili e dunque fonte di staticità operativa.</p>
<p>Per parte loro, i liberali dovranno costituire il cuore dinamico di queste quattro verifiche, senza pregiudizi e con rigore, facendo così la loro parte nel rilancio dell’Italia.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
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		<title>L’ombra lunatica di una democrazia in ostaggio</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/lombra-lunatica-di-una-democrazia-in-ostaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giannubilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2021 21:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco giannubilo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sinistra italiana dalla rivoluzione sognata alla rivoluzione possibile E’ di questi giorni un fantasmagorico gongolare della sinistra nostrana, eccitata da un insperato successo elettorale nelle appena passate consultazioni amministrative, ascrivibile soprattutto ad un accentuato astensionismo, che di certo ha interessato in modo particolare l’area di centrodestra, alla scelta di candidati forse non sempre all’altezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La sinistra italiana dalla rivoluzione sognata alla rivoluzione possibile</strong></em></p>
<p>E’ di questi giorni un fantasmagorico gongolare della sinistra nostrana, eccitata da un insperato successo elettorale nelle appena passate consultazioni amministrative, ascrivibile soprattutto ad un accentuato astensionismo, che di certo ha interessato in modo particolare l’area di centrodestra, alla scelta di candidati forse non sempre all’altezza delle situazioni, all’ondeggiare di alcune politiche, in particolar modo in tema di pandemia o di <em>green pass</em>, probabilmente non del tutto condivisibili da tanti elettori, e via dicendo. Ma, posto che non rientra nelle finalità di questo scritto indagare su tale versante, v’è che la cultura liberal-democratica, di cui la mentalità provinciale e mediocre dell’Italia contemporanea ha un disperato bisogno, continua ad essere evocata, però resta sempre minoritaria.</p>
<p>Alla flessione, peraltro anche psicologica, dell’area di centrodestra nel suo complesso, fa dunque da contraltare una sinistra compiaciuta, esultante e tracotante più che mai, una sinistra che ha descritto l’intero itinerario del Partito comunista italiano, che via via mutava soltanto la sua etichetta e il cui gradualismo, che si risolveva nella formula della togliattiana “democrazia progressiva”, mirava in realtà alla realizzazione di una radicale trasformazione sociale in una democrazia di marca leninista.  Una sinistra che, con le sue strategia di lotta, metabolizzata ormai la fine del sogno rivoluzionario in termini di rivoluzione mancata e/o di rivoluzione tradita, ha dipanato, sin dal dopoguerra, un lungo, macabro filo rosso, che in tutti questi decenni  l’ha portata subdolamente ad infiltrarsi in tutti gli ambiti del potere, del sottopotere e di tutti i suoi recessi, dello Stato e di tutti i suoi apparati &#8211; amministrativi, giudiziari, burocratici &#8211; lo specchio fedele di un’Italia in disfacimento, della cultura e della società civile. Ma, al presente, tutto ciò non le basta più! Al compimento della sua spettrale traiettoria rivoluzionaria, una vera e propria galleria degli orrori, si pone ora la pretesa del possesso delle coscienze di tutti, la realizzazione di un sogno ovvero la instaurazione di una democrazia totalitaria perfetta, che trova la sua vera ragion d’essere fondamentalmente nel marchio d’infamia apposto sulla destra, con l’incessante gracidio su presunti pericoli di rigurgiti fascisti, che nulla hanno a che vedere con l’ideologia portante dell’intero schieramento di centrodestra e interessano semmai solo alcune frange estreme di stampo sostanzialmente delinquenziale piuttosto che politico. Insomma, l’imposizione <em>ex lege</em> di un “<em>politically correct</em>” che non tollera disapprovazioni e che giustifica persino provvedimenti che minacciano di restringere sempre più la libertà di opinione, di espressione e di pensiero, contro i quali si levano delle voci, ma sempre più flebili, di spiriti liberi, purtroppo poco influenti di fronte alle schiere sempre più agguerrite di politici e di intellettuali politicamente corretti. Un “<em>politically correct</em>” che non ammette dissensi sulle scellerate politiche immigratorie tanto care alla sinistra, intrise di una subcultura assassina della democrazia liberale, terzo/quartomondista, disfattista e buonista d’accatto, una sinistra che etichetta come zombi quanti non si adeguano ad una <em>civic culture </em>egemone, che poi è quella della delegittimazione dello Stato nazionale &#8211; ma gli Stati europei esistono ancora &#8211; sovrano nei suoi confini, laico e liberale: lo Stato moderno per eccellenza, liberale e laico, lo Stato che nasce appunto con la fine delle guerre di religione e la pace di Westfalia del 1648. Ma tutto ciò, senza alcuno sforzo di intelligenza della complessa questione migratoria, viene semplicemente bollato sprezzantemente come “populismo sovranista” in nome di un vertiginoso universalismo neo-illuminista che sta distruggendo la storicità come comprensione del passato, finalizzata altresì ad una più solida progettazione dell’avvenire.</p>
<p>Ma non è tutto poiché, in uno stato di lucida follia, il politicamente corretto include nuovi trend sessuali piuttosto discutibili, edulcorate immagini di integrazione sociale o nuovi archetipi scolastici o di sviluppo evanescenti o riprese economiche spesso solo leggendarie o immagini di nuove realtà sociali da prendere a modello; ad esempio, la mitteleuropea città di Milano, una nuova “Milano da bere”, guidata da un primo cittadino ispirato da un sinistroide spirito progressista, illuminato e politicamente <em>trendy</em>, la città dove dominano, a dirla con Vittorio Feltri, pidocchietti e fighetti rossi o ex rossi ora rosa, monopattini e piste ciclabili nonché qualsiasi manifestazione postsessantottina.</p>
<p>E’ su questo terreno putrido della fatuità e della disonestà intellettuale che la sinistra, dunque, pure con le sirene ormai stonate dell’antifascismo e di un presunto pericolo fascista in agguato, solo funzionale alla sua sopravvivenza e all’innesto di un terrificante biopotere, svolge la sua azione di disgregazione del tessuto sociale. E in tutto questo pidocchiume di lacchè ora diventati padroni, ogni cosa rimane come prima! Con le rivelazioni del caso Palamara, in qualsiasi altro Paese sarebbe esploso un terremoto istituzionale che avrebbe coinvolto <em>in primis</em> buona parte della Magistratura e i suoi corifei e fiancheggiatori politici: invece nulla! Cosicché questa democrazia, già di per sé fragile e malata di un popolo pur esso malato, ora più che mai, a prescindere da risultati elettorali, è tenuta in ostaggio da una sinistra in preda ad una penosa dissociazione cognitiva, una prigionia che dura da oltre mezzo secolo ma che adesso si rivela sempre più pervasiva, pervicace e pervertita. Una democrazia su cui è scesa un’evanescente ombra lunatica, ma non per questo meno insidiosa. Una democrazia in cui anche i caduti sono diventati solo stracci senza memoria ingoiati dall’oblio!</p>
<p>E’ proprio l’ambiguità, la tenebrosità dell’attuale dimensione comunitaria ad opera di questa sinistra noumenica a produrre anomia e conflittualità, a frammentare il Paese in parti non più avverse ma nemiche, a eccitare le passioni ideologiche fra persone che non si sentono più legate da vincoli ideali comuni e dal dovere di reciproca tolleranza: da “non amici”, dunque, a veri e propri nemici!</p>
<p>Ma in siffatto cupo scenario, denso di incognite, anche il percorso politico, spirituale e intellettuale della destra è stato spesso rapsodico e frammentario. Se lo psicodramma della sinistra è stato &#8211; e lo è ancora &#8211; un pezzo essenziale del dramma di questo Paese, l’insuccesso della destra ha rappresentato, come già dicevo nel precedente scritto, non soltanto una sconfitta politica, ma anche uno smacco culturale che si identifica con l’eclissi del pensiero liberale dell’Italia repubblicana e vani sono stati i tentativi, sin dai primi passi della Repubblica, di una <em>reductio ad unicum </em>di tutte le forze di destra.</p>
<p>Oggi più che mai, dunque, a fronte della tela dilacerata di questa nazione, ad opera di una <em>clacque </em>massacratrice dello Stato nazionale, e dell’irrinunciabile valenza della democrazia liberale &#8211; atteso che i valori del liberalismo, come metodo e come dottrina della libertà, sono ormai ampiamente condivisi al di là di pur sussistenti lievi differenziazioni &#8211; si rende assolutamente indispensabile un ricompattamento di tutte i partiti e movimenti di centrodestra in una “Grande Destra” che possa efficacemente reagire al pattume, alle turpi provocazioni orchestrate dal regime e al discredito continuo che le vengono scaricati addosso in uno al convincimento, riveniente da una soggezione psicologica e culturale verso la sinistra, che il nostro ruolo debba essere quello di agnelli sacrificali.</p>
<p>Un’azione politica complessiva orientata verso un “principio di realtà” contiguo all’idea di ordine, atteso che libertà e democrazia come “punto di arrivo” di una progressione non possono sussistere senza un significativo punto di partenza che risiede appunto nel concetto di ordine. Certamente il “principio di realtà”, in special modo in una società complessa e multiforme come quella attuale, impone anche di uscire dall’ iperuranio dei “principi” per calarsi nel momento arazionale che si pone dietro il confronto con i valori alti della politica: insomma, un liberalismo realistico che riesca ad assicurare la protezione della libertà, ma non quella formale bensì quella sostanziale, a fronte dell’aggressione della sinistra volta alla conquista di tutto e di tutti, persino nelle coscienze, in uno alla richiesta di estinzione delle libertà e all’elevazione di uno Stato assoluto a Moloch inesorabile.</p>
<p>Per noi liberali, atteso che l’attività politica trova fondatamente la sua premessa nello spirito etico, ne discende che essa diviene pure il suo strumento attuativo dotato di una sua moralità, ma non una moralità come concezione governamentale tipica della sinistra, la quale sta imponendo appunto una propria etica fattuale &#8211; governativa, dionisiaca e delirante &#8211; tipica di un regime solfureo e totalitario, che esclude chiunque non si lasci avvolgere dal suo biopotere, in una crociata da “nuovi mistici”.</p>
<p>Questo “sistema democratico”, dunque, pervertito e invertito, tragico e grottesco allo stesso tempo, così pervicacemente animato da una sinistra imprigionata in un’identità irrisolta, in un’appartenenza sospesa e in sue ambiguità retoriche, disancorato dal terreno solido della <em>civitas</em> &#8211; dove nascono valori e cultura, costumi e disposizioni interiori che, secondo l’etica crociana, ingenerano il rispetto delle leggi e un’etica della responsabilità che le rende efficaci &#8211; è la morte suicida della ragione.</p>
<p>Ostaggio di questa sinistra, oscurato nella sua dimensione comunitaria e slegato dai valori liberali &#8211; che costituiscono poi i fondamenti della forma di Stato di democrazia classica occidentale, nelle sue versioni di governo monarchico o repubblicano &#8211; questo sistema democratico, pertanto, è destinato a diventare autofagico e <em>in articulo mortis </em>di questa squinternata Repubblica &#8211; nata tra equivoci e contraddizioni e finita tra invettive e lacerazioni &#8211; sarà troppo tardi per invocare quel Nestore “<em>degli achei inclita luce</em>”, troppo tardi per chiederci non solo cosa abbia fatto la politica per noi ma cosa abbiamo fatto anche noi per la politica mentre la nave trasportava il cadavere della nazione. Sarà troppo tardi per spiegarci il senso di inutilità e di frustrazione di fronte alla tragedia di questa Italia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Francesco Giannubilo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/01/francesco-giannubilo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/francesco-giannubilo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco Giannubilo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Francesco Giannubilo, laurea Scienze Politiche ed ex dirigente della P.A., si occupa di studi storico-politici dell’età contemporanea. Pubblicista su testate provinciali e su “l’Opinione delle Libertà” nazionale, dopo la ricerca “Aspetti della politica italiana 1920-1940” (2013), il saggio “DALLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA ALLA DEMOCRAZIA LIQUIDA (O LIQUEFATTA?)” (2015).</p>
<p>Ha pubblicato: “L’ITALIA CHE (NON) CAMBIA (2010), assieme di considerazioni etico &#8211; politiche sull’impossibilità del riformismo in Italia; “1848-1870 IL RISORGIMENTO INCOMPIUTO” (2011), una riflessione sullo sviluppo storico in Italia in termini di continuità con il processo risorgimentale; “1939-1940 IL MONDO CATTOLICO ALLA SUA SVOLTA?” (2012), un profilo critico sugli atteggiamenti del mondo cattolico dagli inizi del Novecento fino all’entrata in guerra dell’Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lombra-lunatica-di-una-democrazia-in-ostaggio/">L’ombra lunatica di una democrazia in ostaggio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Una truffa ai giovani e l’antidoto liberale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 13:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le elezioni del 4 marzo ci hanno consegnato</strong> uno scenario simile a quelle del 2013 ma dove questa volta a contendersi la guida del Paese vi sono la Lega e il Movimento 5 stelle; i due partiti hanno la possibilità, con molti ostacoli, di trovare una maggioranza parlamentare tale da votare una <strong>fiducia al Governo</strong> così come sancito dall’articolo 94 della Costituzione.</p>
<p><strong>La prima assemblea di Camera e Senato</strong> è convocata per il giorno 23 marzo come da pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nella data di ieri. L’ordine del giorno, quasi identico per entrambe le Camere prevede la costituzione dell&#8217;Ufficio provvisorio di Presidenza e della Giunta delle elezioni, successivamente si procederà alla proclamazione dei parlamentari. Ma la “fatica” più gravosa per i leader di partito è certamente il raggiungimento della maggioranza per l’elezione dei presidenti delle due assemblee.</p>
<p><strong>Il primo vero banco di prova per Salvini e Di Maio</strong> sarà la ricerca di uomini o donne in grado di mantenere gli equilibri non solo in Aula ma anche e soprattutto all’interno della coalizione di centro(poco)destra(tanto), non dimenticando che prioritariamente saranno questi a presentarsi dinanzi al Presidente della Repubblica per le consultazioni, come vuole la prassi costituzionale.</p>
<p><strong>Non solo come meri dati statistici</strong>, quanto di più sorprendente è accaduto all’interno di entrambe le coalizioni dove Salvini ha superato il mai indefesso Berlusconi, mentre nel centro sinistra la forte <strong>débâcle del Partito Democratico</strong>, sceso sotto la soglia del 20% non ha ottenuto grandi vantaggi dai due “principali” alleati, mi riferisco a +Europa e Civica Popolare.</p>
<p><strong>Della battaglia neo-radicale persa</strong> probabilmente ne parlerò in una ulteriore occasione, perché dopo una campagna elettorale fortemente esposta dal punto di vista mediatico, in molti, anche tra i non votanti, ci si aspettava un risultato almeno superiore alla soglia del tre per cento. Evidentemente l’elettorato non ha sentito l’esigenza di votare dei <strong>Radicali 2.0</strong>, con poco liberismo nel programma ed idee sull’immigrazione sicuramente contrarie alla maggioranza degli italiani (l’ottimo risultato della Lega è ampiamente dovuto ad una richiesta di maggiore rigore nella gestione dei flussi migratori) ma anche del ministro dell’Interno Minniti.</p>
<p><strong>I dati secondo me più allarmanti</strong> e che mi vedono anche chiamato in causa per motivi anagrafici sono le indicazioni di voto per età: il 39,3% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha votato per i 5 stelle con la percentuale che aumenta fino al 39,9% tra quelli di età 25-34. <strong>L’identikit del giovane elettore</strong> si completa con la mancanza di lavoro (41% tra i disoccupati) ed il diploma o la licenza media come titolo di istruzione. Occorre non ripetere l’atteggiamento snobistico di qualche anno fa e comprendere perché tra i 20enni e 30enni ci sia questa scelta.</p>
<p><strong>Mi dispiacerebbe anche solo pensare</strong> ad una <em>truffa</em> nei loro confronti, portata avanti giorno dopo giorno, sul blog delle stelle (sic) e nelle trasmissioni prime time (una volta tanto odiate da Grillo e Casaleggio) perché <em>il reddito di cittadinanza</em> annunciato come sussidio per i disoccupati ma mai illustrato nei suoi dettagli è stata una colossale panzana. <strong>L’assenza di opportune coperture finanziarie</strong> e il messaggio trasmesso, consistente nel pagare qualcuno che non lavora e per di più con i soldi pubblici (di tutti suona meglio?) è davvero svilente. Come se non bastasse, tale misura, decadrebbe con il terzo rifiuto di una proposta di lavoro, la truffa diventerebbe duplice: ti prometto un sussidio e anche tre proposte di lavoro!</p>
<p><strong>L’amarezza è forte</strong> quanto la manifesta necessità di offrire un’alternativa credibile anche e soprattutto all’elettorato più giovane. Aumentando la libertà economica, strozzata da una burocrazia anche fiscale, premiando il merito e riformando la giustizia civile e penale è possibile far sì che una rivoluzione davvero <strong>liberale</strong> cambi in meglio il nostro Paese scacciando i fantasmi del populismo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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