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	<title>mario draghi Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Oct 2024 09:40:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mario draghi Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Ecco il Rapporto Draghi</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/ecco-il-rapporto-draghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio longo]]></category>
		<category><![CDATA[competività]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex premier ha stilato un documento sulla competitività dell&#8217;Europa Lo scorso anno il presidente della commissione Europea, Ursula Von der Leyen, chiese a Mario Draghi uno studio-rapporto sulla competitività europea, al fine di attrezzare l’Unione di fronte alle nuove sfide economiche, sociali e politiche. Il Rapporto è stato terminato prima delle elezioni europee, ma presentato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/ecco-il-rapporto-draghi/">Ecco il Rapporto Draghi</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;ex premier ha stilato un documento sulla competitività dell&#8217;Europa</em></p>
<p>Lo scorso anno il presidente della commissione Europea, Ursula Von der Leyen, chiese a Mario Draghi uno studio-rapporto sulla competitività europea, al fine di attrezzare l’Unione di fronte alle nuove sfide economiche, sociali e politiche. Il Rapporto è stato terminato prima delle elezioni europee, ma presentato solo il 9 settembre. Esso consta di circa 400 pagine e indica circa 170 obiettivi (qui sotto una nostra sintesi). È strutturato intorno a cinque punti chiave.</p>
<p>&#8211; Colmare il divario di innovazione;</p>
<p>&#8211; Combinare decarbonizzazione e competitività;</p>
<p>&#8211; Rafforzare la sicurezza e ridurre la dipendenza;</p>
<p>&#8211; Finanziamento degli investimenti;</p>
<p>&#8211; Rafforzare la governance.</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Il Rapporto delinea subito, con rapide pennellate, il quadro della situazione.</p>
<p>L’Europa ha un problema di rallentamento della crescita dall’inizio di questo secolo. Si è aperto un ampio divario nel PIL tra l’UE e gli Stati Uniti. La produttività in Europa si è ridotta. Dal 2000 il reddito disponibile reale, su base pro-capite, è cresciuto quasi il doppio negli USA rispetto all’UE. L’era della rapida crescita del commercio mondiale sembra passata, le aziende dell’UE si trovano ad affrontare sia una maggiore concorrenza sia un minore accesso ai mercati esteri. L’Europa ha perso bruscamente il suo più importante fornitore di energia, la Russia. Ed è emerso il problema della sicurezza, finora garantita dagli USA. Per la prima volta la crescita europea non sarà sostenuta dall’aumento della popolazione. Entro il 2040, si prevede che la forza lavoro si ridurrà di quasi 2 milioni di lavoratori all’anno. Dovremo fare maggiore affidamento sulla produttività per guidare la crescita.<br />
Per garantire la crescita, la decarbonizzazione e la sicurezza occorrono investimenti fino a circa 800 miliardi per anno. L’alternativa – drammatica – è dover scegliere tra una di queste opzioni: esser leader nelle nuove tecnologie oppure un faro della responsabilità climatica oppure un attore indipendente sulla scena mondiale. E non saremo in grado di finanziare il nostro modello sociale. Si tratta, dunque, di una sfida esistenziale. I valori fondamentali dell’Europa sono la prosperità, l’equità, la libertà, la pace e la democrazia in un ambiente sostenibile. L’UE esiste per garantire che gli europei possano sempre beneficiare di questi diritti fondamentali. Se l’Europa non è più in grado di fornirli ai suoi cittadini – o se deve scambiare l’uno con l’altro – avrà perso la sua ragione d’essere. L’unico modo per affrontare questa sfida è crescere e diventare più produttivi, preservando i nostri valori di equità e inclusione sociale. E l’unico modo per diventare più produttivi è che l’Europa cambi radicalmente.</p>
<p><strong>Tre aree d’intervento</strong></p>
<p><strong>Crescita e innovazione</strong>: l’Europa deve riorientare profondamente i suoi sforzi collettivi per colmare il divario di innovazione con gli Stati Uniti e la Cina. Non c’è nessuna azienda UE con una capitalizzazione di mercato superiore a 100 miliardi di euro che sia stata creata da zero negli ultimi cinquant’anni, mentre tutte le sei aziende USA con una valutazione superiore a 1.000 miliardi di euro sono state create in questo periodo. L’Europa spende meno in ricerca e innovazione (270 miliardi di euro in meno rispetto agli USA nel 2021). Solo quattro delle 50 aziende tecnologiche più importanti al mondo sono europee. In Europa non mancano idee o ambizione. L’innovazione è bloccata nella fase successiva, quella della commercializzazione. Le aziende innovative sono ostacolate in ogni fase da normative incoerenti e restrittive. Molti imprenditori europei preferiscono cercare finanziamenti sul mercato americano. Tra il 2008 e il 2021, quasi il 30% delle startup con più di 1 miliardo di dollari hanno trasferito la loro sede all’estero, la maggior parte negli USA. Tecnologia e inclusione sociale devono andare di pari passo. L’Europa dovrebbe puntare a eguagliare gli Stati Uniti in termini di innovazione, dall’altro potremmo superarli nella formazione, offrendo buoni posti di lavoro per tutti, per tutta la durata della vita.</p>
<p><strong>Decarbonizzazione e competitività</strong>: se gli ambiziosi obiettivi climatici dell’Europa saranno accompagnati da un piano coerente per raggiungerli, la decarbonizzazione sarà un’opportunità per l’Europa. Ma se non riusciamo a coordinare le nostre politiche, c’è il rischio che la decarbonizzazione sia contraria alla competitività e alla crescita. Nel medio termine, la decarbonizzazione aiuterà a spostare la produzione di energia verso fonti energetiche pulite sicure e a basso costo. Ma i combustibili fossili continueranno a svolgere un ruolo centrale nella determinazione dei prezzi dell’energia, almeno per il resto di questo decennio. Senza un piano per trasferire i benefici della decarbonizzazione agli utenti finali, i prezzi dell’energia continueranno a pesare sulla crescita. L’UE deve affrontare un possibile compromesso. Una maggiore dipendenza dalla Cina può offrire il percorso più economico ed efficiente per raggiungere i nostri obiettivi di decarbonizzazione. Ma la concorrenza statale cinese rappresenta anche una minaccia per le nostre industrie produttive di tecnologia pulita e automobilistica. La decarbonizzazione deve avvenire per il bene del nostro pianeta. Ma affinché diventi anche una fonte di crescita per l’Europa, avremo bisogno di un piano congiunto che abbracci le industrie che producono tecnologia pulita e l’industria automobilistica.</p>
<p><strong>Sicurezza e riduzione delle dipendenze</strong>: la sicurezza è un prerequisito per la crescita sostenibile. L’aumento dei rischi geopolitici aumenta l’incertezza e frena gli investimenti: questo è un rischio per la crescita e la libertà. L’Europa è particolarmente esposta. Ci affidiamo a una manciata di fornitori per le materie prime critiche, soprattutto la Cina. Dipendiamo enormemente dalle importazioni di tecnologia digitale. Se l’UE non agisce, rischiamo di essere vulnerabili. Abbiamo bisogno di una vera e propria “politica economica estera” per mantenere la nostra libertà. L’UE dovrà coordinare gli accordi commerciali preferenziali e gli investimenti diretti con le nazioni ricche di risorse, creare scorte in aree critiche selezionate e creare partnership industriali per garantire la catena di approvvigionamento di tecnologie chiave. Solo insieme possiamo creare la leva di mercato necessaria per fare tutto questo.<br />
La pace è il primo e principale obiettivo dell’Europa. Le minacce alla sicurezza sono in aumento e dobbiamo prepararci. L’UE è collettivamente il secondo Paese al mondo per spesa militare, ma questo non si riflette nella forza della nostra capacità industriale di difesa, che è troppo frammentata e che ostacola la sua capacità di produrre su scala; soffre di una mancanza di standardizzazione e interoperabilità delle attrezzature, che indebolisce la capacità dell’Europa di agire come una potenza coesa. Ad esempio, in Europa vengono prodotti dodici diversi tipi di carri armati, mentre gli Stati Uniti ne producono solo uno.</p>
<p><strong>Che cosa ostacola?</strong></p>
<p>A) All’Europa manca la concentrazione. Definiamo obiettivi comuni, ma non li sosteniamo indicando priorità chiare o dando seguito ad azioni politiche congiunte. Il nostro Mercato Unico è frammentato, con oneri normativi alle aziende. Senza un mercato dei capitali che finanzi gli investimenti, gli europei perdono l’opportunità di diventare più ricchi. Anche se le famiglie dell’UE risparmiano di più rispetto a quelle americane, la loro ricchezza è cresciuta solo di un terzo dal 2009.<br />
B) L’Europa sta sprecando le sue risorse comuni. Abbiamo una grande capacità di spesa collettiva, ma la diluiamo in molteplici strumenti nazionali e comunitari. Non favoriamo le aziende europee competitive nel settore della difesa. Tra la metà del 2022 e la metà del 2023, il 78% della spesa totale per gli acquisti è stata destinata a fornitori extra-UE, di cui il 63% negli USA. ll settore pubblico dell’UE spende in R&#038;I circa quanto gli Stati Uniti come quota del PIL, ma solo un decimo di questa spesa avviene a livello europeo.<br />
C) L’Europa non si coordina dove è importante. Le strategie industriali oggi combinano molteplici politiche (fiscali, commerciali ed economiche estere) per garantire le catene di approvvigionamento. Collegarle richiede un alto grado di coordinamento tra sforzi nazionali e comunitari. A causa del suo processo decisionale lento e disaggregato, l’UE non è in grado di produrre una risposta di questo tipo. Le decisioni vengono prese questione per questione, con molteplici veti lungo il percorso. Il risultato è un processo legislativo con un tempo medio di 19 mesi per approvare nuove leggi, dalla proposta della Commissione alla firma dell’atto adottato, senza contare la fase attuativa negli Stati membri.</p>
<p><strong>Prime considerazioni</strong>. Le proposte non sono delle aspirazioni: la maggior parte di esse sono pensate per essere attuate rapidamente. In molte aree, l’UE può ottenere molto compiendo un gran numero di passi più piccoli, ma in modo coordinato. In altre aree, è necessario un piccolo numero di passi più grandi – delegando a livello europeo compiti che possono essere svolti solo lì. In altre aree ancora, l’UE dovrebbe fare un passo indietro, applicando il principio di sussidiarietà in modo più rigoroso e riducendo l’onere normativo che impone alle aziende europee.</p>
<p>La domanda chiave che si pone è come l’UE dovrebbe finanziare i massicci investimenti che la trasformazione dell’economia comporterà. Anche con un mercato europeo dei capitali, il settore privato avrà bisogno, per gli investimenti, del sostegno del settore pubblico. Inoltre, quanto più l’UE è disposta a riformarsi per generare un aumento della produttività, tanto più aumenterà lo spazio fiscale e sarà più facile per il settore pubblico fornire questo sostegno.<br />
Dovremmo infine abbandonare l’illusione che procrastinando le scelte si possa preservare il consenso. In realtà, procrastinare ha prodotto solo una crescita più lenta, e di certo non ha ottenuto più consenso. Siamo arrivati al punto in cui, senza un’azione, dovremo compromettere il nostro benessere, il nostro ambiente o la nostra libertà.</p>
<p>1) ll punto di partenza: un nuovo paesaggio per l’Europa</p>
<p>Sono venute meno tre condizioni esterne – nel commercio, nell’energia e nella difesa – che avevano sostenuto la crescita in Europa dopo la fine della Guerra Fredda. È finita la fase della crescita ininterrotta del commercio mondiale che la globalizzazione garantiva. È finita la fase del gas naturale a buon mercato (dipendenza russa). È finita sicurezza politica, militare ed economica che un tempo l’egemonia americana garantiva.<br />
Aumentare la competitività dell’UE è dunque necessario per rilanciare la produttività e sostenere la crescita in questo mondo in continua evoluzione. La competitività non si identifica con la difesa dei “campioni nazionali” che possono soffocare la concorrenza e l’innovazione, o con l’uso della repressione salariale per abbassare i costi relativi. La competitività oggi è meno legata al costo relativo del lavoro e più all’innovazione.</p>
<p>Verso una risposta europea</p>
<p>L’Europa deve porre rimedio al rallentamento della crescita della produttività colmando il divario di innovazione (tecnologica e scientifica). In secondo luogo, l’Europa ha bisogno di un piano comune per la decarbonizzazione e la competitività. Questo piano dovrà garantire che all’ambiziosa domanda di decarbonizzazione corrisponda una leadership sulle tecnologie che la forniranno. Dovrà abbracciare le industrie che producono energia, quelle che aprono la strada alla decarbonizzazione (tecnologia pulita e industria automobilistica) e le industrie che utilizzano intensamente l’energia e che difficilmente ne potrebbero diminuire il consumo. In terzo luogo, l’Europa deve aumentare la sicurezza e ridurre le dipendenze. l’UE dovrà sviluppare una vera e propria “politica economica estera” che coordini accordi commerciali preferenziali e investimenti diretti con i Paesi ricchi di risorse, costituzione di scorte in aree critiche selezionate e creazione di partenariati industriali per garantire la catena di approvvigionamento delle tecnologie chiave.<br />
Per far ciò occorre: a) piena attuazione del Mercato unico; b) politiche industriali, commerciali e di concorrenza, che si intersecano profondamente e devono essere allineate come parte di una strategia globale; c) finanziamento delle principali aree di intervento (fabbisogno di investimenti pari a € 800 mld l’anno); d) riformare la governance dell’UE, aumentando il coordinamento e riducendo gli oneri normativi.</p>
<p>In molti settori, l’UE può ottenere importanti risultati compiendo un gran numero di piccoli passi, allineando tutte le politiche all’obiettivo comune. In altre aree, è necessario un numero ridotto di passi più ampi, delegando all’UE compiti che possono essere svolti solo a questo livello; in altri settori l’UE dovrebbe fare di meno, applicando il principio di sussidiarietà in modo più rigoroso e mostrando un maggiore “autocontrollo”. Per cominciare, si dovrebbe apportare un piccolo numero di cambiamenti istituzionali mirati e generali, senza la necessità di modificare il Trattato.</p>
<p>Salvaguardare l’inclusione sociale</p>
<p>Se l’UE deve avvicinarsi all’esempio americano in termini di crescita della produttività e di innovazione, dall’altro deve salvaguardare il suo modello di coesione sociale. Siamo in presenza della diminuzione della popolazione in età lavorativa. Lo Stato sociale europeo sarà quindi fondamentale per fornire servizi pubblici solidi, protezione sociale, alloggi, trasporti e assistenza all’infanzia durante questa transizione</p>
<p>L’UE deve garantire che un maggior numero di città e regioni possa partecipare ai settori che guideranno la crescita futura, basandosi su iniziative esistenti come Innovation Valleys Net, Zero Acceleration Valleys e Hydrogen Valleys. Ciò richiederà nuovi tipi di investimenti nella coesione e nelle riforme a livello subnazionale. In particolare, le politiche di coesione dovranno essere riorientate su settori quali l’istruzione, i trasporti, gli alloggi, la connettività digitale e la pianificazione, che possono aumentare l’attrattiva di una serie di città e regioni diverse.<br />
L’Europa dovrebbe imparare dagli errori commessi nella fase di “iperglobalizzazione” e prepararsi a un futuro in rapida evoluzione. L’idea che la globalizzazione abbia esacerbato le disuguaglianze si è infiltrata nella percezione pubblica, mentre i governi sono stati visti come indifferenti. I responsabili politici dovrebbero imparare da questa esperienza per riflettere su come la società cambierà in futuro e su come garantire che lo Stato sia percepito dalla parte dei cittadini e attento alle loro preoccupazioni. Una parte fondamentale di questo processo sarà l’emancipazione delle persone.</p>
<p>2) Colmare il divario d’innovazione</p>
<p>La sfida della produttività in Europa</p>
<p>L’Europa ha bisogno di una crescita più rapida della produttività per mantenere tassi di crescita sostenibili a fronte di una situazione demografica sfavorevole. La produttività del lavoro nell’UE era nel 1995 il 95% di quella americana, ora è sotto l’80%.<br />
Il fattore chiave dell’aumento del divario è stata la tecnologia digitale, attualmente l’Europa sembra destinata a rimanere ancora più indietro. Mentre per alcuni settori digitali probabilmente si è già “persa l’occasione”, l’Europa ha ancora l’opportunità di capitalizzare le future ondate di innovazione digitale. L’IA – e in particolare l’IA generativa – è una tecnologia in evoluzione in cui le aziende dell’UE hanno ancora l’opportunità di ritagliarsi una posizione di leadership in segmenti selezionati. L’integrazione dell’IA “verticale” nell’industria europea sarà un fattore critico per sbloccare una maggiore produttività</p>
<p>Principali ostacoli all’innovazione in Europa</p>
<p>Alla radice della posizione debole dell’Europa nella tecnologia digitale c’è una struttura industriale statica che produce un circolo vizioso di scarsi investimenti e scarsa innovazione. Non ci sono abbastanza istituzioni accademiche che raggiungono i massimi livelli di eccellenza e il percorso dall’innovazione alla commercializzazione è debole. La spesa pubblica per la ricerca e l’innovazione in Europa è carente e non è sufficientemente focalizzata sull’innovazione pionieristica. La frammentazione del mercato unico impedisce alle imprese innovative che raggiungono la fase di crescita di espandersi nell’UE, il che a sua volta riduce la domanda di finanziamenti. Le barriere normative all’espansione sono particolarmente onerose nel settore tecnologico, soprattutto per le aziende giovani la mancanza di un vero mercato unico impedisce inoltre ad un numero sufficiente di aziende nell’economia più ampia di raggiungere dimensioni sufficienti per accelerare l’adozione di tecnologie avanzate. La posizione dell’UE in altri settori innovativi come quello farmaceutico sta diminuendo a causa delle stesse sfide legate ai bassi investimenti in ricerca e innovazione e alla frammentazione normativa.</p>
<p>Un programma per affrontare il deficit di innovazione</p>
<p>a) Affrontare le debolezze dei programmi comuni di ricerca e innovazione; b) Migliore coordinamento della ricerca e innovazione pubblica tra gli Stati membri; c) Istituire e consolidare le istituzioni accademiche europee in prima linea nella ricerca globale; d) Rendere più semplice per gli “inventori diventare investitori” e facilitare l’espansione delle iniziative di successo; e) Promuovere un contesto finanziario migliore per l’innovazione dirompente, le start-up e le scale-up ; f) Ridurre i costi di diffusione dell’IA aumentando la capacità computazionale e mettendo a disposizione la sua rete di computer ad alte prestazioni; g) Promuovere il coordinamento intersettoriale e la condivisione dei dati per accelerare l’integrazione dell’IA nell’industria europea.</p>
<p>Colmare le lacune di competenze</p>
<p>L’Europa soffre di divari di competenze in tutta l’economia, rafforzati da una forza lavoro in calo.</p>
<p>Poichè l’istruzione e la formazione sono di competenza nazionale, gli investimenti dell’UE hanno prodotto risultati relativamente scarsi. L’UE dovrebbe rivedere il proprio approccio alle competenze, rendendolo più strategico, orientato al futuro e focalizzato sulle carenze emergenti di competenze.</p>
<p>3. Un piano congiunto di decarbonizzazione e competitività</p>
<p>Gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE sono anche più ambiziosi di quelli dei suoi concorrenti, creando costi aggiuntivi a breve termine per l’industria europea. L’Europa deve confrontarsi con alcune scelte fondamentali su come perseguire il suo percorso di decarbonizzazione, preservando al tempo stesso la posizione competitiva della sua industria. È improbabile che le soluzioni in bianco e nero abbiano successo nel contesto europeo. Emulare l’approccio statunitense di escludere sistematicamente la tecnologia cinese probabilmente ostacolerebbe la transizione energetica e quindi imporrebbe costi più elevati sull’economia dell’UE. Sarebbe anche più costoso per l’Europa attivare tariffe reciproche: più di un terzo del PIL manifatturiero dell’UE viene assorbito al di fuori dell’UE, rispetto a solo circa un quinto per gli Stati Uniti. Tuttavia, è improbabile che un approccio laissez-faire abbia successo in Europa data la minaccia che potrebbe rappresentare per l’occupazione, la produttività e la sicurezza economica.</p>
<p>L’Europa dovrà adottare una strategia mista che combini diversi strumenti politici e approcci per diversi settori. Sebbene l’Europa sia leader mondiale nell’innovazione delle tecnologie pulite, sta sprecando i vantaggi ottenuti nella fase iniziale a causa delle debolezze del suo ecosistema di innovazione. I trasporti possono svolgere un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell’economia dell’UE, ma se si riveleranno un’opportunità per l’Europa dipenderà dalla pianificazione. Il settore automobilistico è un esempio chiave della mancanza di pianificazione dell’UE, dell’applicazione di una politica climatica senza una politica industriale.</p>
<p>Un piano congiunto per la decarbonizzazione e la competitività</p>
<p>Il primo obiettivo chiave per il settore energetico è abbassare il costo dell’energia per gli utenti finali trasferendo i benefici della decarbonizzazione. Ciò è possibile con politiche volte a dissociare meglio il prezzo del gas naturale dall’energia pulita. Il secondo obiettivo chiave è accelerare la decarbonizzazione in modo efficiente in termini di costi, sfruttando tutte le soluzioni disponibili attraverso un approccio tecnologicamente neutro. Parallelamente, l’UE dovrebbe sviluppare la governance necessaria per una vera Unione dell’energia in modo che le decisioni e le funzioni di mercato di rilevanza transfrontaliera siano prese a livello centrale. Mentre le industrie “difficili da abbattere” trarranno beneficio dalla riduzione dei prezzi dell’energia, l’UE dovrebbe adottare un approccio pragmatico alla decarbonizzazione per mitigare i potenziali compromessi. L’Europa dovrebbe riorientare il proprio sostegno alla produzione di tecnologie pulite, focalizzando l’attenzione sulla politica commerciale per combinare decarbonizzazione e competitività, proteggere le catene di approvvigionamento, far crescere nuovi mercati. Nell’ambito della sua strategia di decarbonizzazione, l’UE dovrebbe sviluppare un piano d’azione industriale per il settore automobilistico. La strategia più ampia dell’UE verso l’integrazione transfrontaliera e modale e il trasporto sostenibile deve pianificare la competitività e non solo la coesione.</p>
<p>4. Aumentare la sicurezza e ridurre le dipendenze</p>
<p>L’Europa è vulnerabile sia alla coercizione sia alla frammentazione geo-economica. Il deterioramento delle relazioni geopolitiche crea anche nuove esigenze di spesa per la difesa e la sua industria. Diventare più indipendenti crea un “costo assicurativo” per l’Europa, ma questi costi possono essere mitigati dalla cooperazione.</p>
<p>Ridurre le vulnerabilità esterne</p>
<p>L’Europa è in ritardo nella corsa globale per garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento. Le dipendenze strategiche si estendono anche alle tecnologie cruciali per la digitalizzazione dell’economia europea. Per ridurre le sue vulnerabilità, l’UE deve sviluppare una vera “politica economica estera” basata sulla garanzia di risorse critiche. L’UE deve anche sfruttare il potenziale delle risorse nazionali attraverso l’estrazione mineraria, il riciclaggio e l’innovazione nelle fonti di materiali alternativi.</p>
<p>Per le industrie strategiche, l’UE dovrebbe perseguire una strategia coordinata per rafforzare la capacità produttiva nazionale e proteggere le principali infrastrutture di rete.</p>
<p>Rafforzare la capacità industriale per la difesa e lo spazio</p>
<p>L&#8217;industria europea della difesa è frammentata, il che ne limita le dimensioni e ostacola l&#8217;efficacia operativa sul campo; soffre anche di una mancanza di attenzione allo sviluppo tecnologico. Sia per l’industria della difesa che per quella spaziale, l’insufficiente aggregazione e coordinamento della spesa pubblica aggrava la frammentazione industriale. In assenza di una spesa comune europea, le azioni politiche per il settore della difesa devono concentrarsi sull’aggregazione della domanda e sull’integrazione delle risorse industriali di difesa. Occorre rafforzare la cooperazione e la condivisione delle risorse per la ricerca e lo sviluppo nel settore della difesa a livello dell’UE.</p>
<p>5. Finanziamento degli investimenti</p>
<p>Il fabbisogno finanziario necessario affinché l’UE raggiunga i suoi obiettivi è enorme. L’UE può soddisfare queste esigenze di investimento senza sovraccaricare le risorse dell’economia europea, ma il settore privato avrà bisogno del sostegno pubblico per finanziare il piano. Una delle ragioni principali della minore efficienza dell’intermediazione finanziaria in Europa è che i mercati dei capitali rimangono frammentati e i flussi di risparmio verso i mercati dei capitali sono inferiori. L’immagine speculare è che l’UE fa eccessivo affidamento sui finanziamenti bancari, che sono meno adatti a finanziare progetti innovativi e devono affrontare numerosi vincoli. Allo stesso tempo, il sostegno dell’UE agli investimenti sia pubblici che privati è limitato dalle dimensioni del bilancio dell’UE, dalla sua mancanza di concentrazione e da un atteggiamento troppo conservatore nei confronti del rischio. Un finanziamento congiunto degli investimenti a livello UE è necessario per massimizzare la crescita della produttività, nonché per finanziare altri beni pubblici europei</p>
<p>Per sbloccare il capitale privato, l’UE deve costruire un’autentica Unione dei mercati dei capitali (CMU).</p>
<p>Per aumentare la capacità di finanziamento del settore bancario, l’UE dovrebbe mirare a rilanciare la cartolarizzazione e completare l’Unione bancaria.</p>
<p>Il bilancio dell’UE dovrebbe essere riformato per aumentarne la focalizzazione e l’efficienza, oltre ad essere meglio sfruttato per sostenere gli investimenti privati. Infine, l’UE dovrebbe procedere verso l’emissione regolare di safe asset per consentire progetti di investimento congiunti tra gli Stati membri e per contribuire a integrare i mercati dei capitali.</p>
<p>6- Rafforzare la governance</p>
<p>Una nuova strategia industriale per l’Europa non avrà successo senza cambiamenti paralleli all’assetto istituzionale e al funzionamento dell’UE. Il rapporto raccomanda di istituire un nuovo “quadro di coordinamento della competitività” per promuovere il coordinamento a livello dell’UE nei settori prioritari, sostituendo altri strumenti di coordinamento sovrapposti. Il consolidamento dei vari meccanismi di coordinamento dell’UE dovrebbe essere accompagnato dal consolidamento delle sue priorità strategiche in termini di risorse di bilancio, con obiettivi, governance e finanziamenti ben definiti.</p>
<p>Le votazioni del Consiglio (dei Ministri) soggette a voto a maggioranza qualificata (MQ) dovrebbero essere estese a più settori, ad es. utilizzando la clausola passerelle” (con la quale il Consiglio europeo autorizza il Consiglio a votare a votare a maggioranza qualificata) oppure ricorrendo al sistema delle cooperazioni rafforzate.</p>
<p><strong>Articolo pubblicato su <a href="https://www.prealpina.it/pages/ecco-il-rapporto-draghi-352573.html">La Prealpina.it</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Antonio Longo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2024/04/antonio-longo.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/antonio-longo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Antonio Longo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Manager nella ex Banca Commerciale Italiana (Milano &#8211; Servizio Organizzazione e Divisione Banca d’Affari), sin dal Liceo (Genova), membro del Movimento Federalista Europeo (MFE), con vari ruoli a livello nazionale ed europeo: Segretario nazionale della sua rete giovanile (Gioventù Federalista Europea), Direttore del Circolo di cultura politica “Altiero Spinelli” di Milano (2007/2011), Direttore de L’Unità Europea, organo del MFE (2015/2019). Nel 2020 ha fondato la rivista online in lingua inglese The Ventotene Lighthouse, A Federalist Journal for World Citizenship www.theventotenelighthouse.eu. È co-fondatore della rivista (2023) Territori del federalismo – www.territoridelfederalismo.eu<br />
Autore di diversi saggi e articoli sul processo di unificazione europea, sotto l’aspetto politico ed economico.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/ecco-il-rapporto-draghi/">Ecco il Rapporto Draghi</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 20:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Draghi Vademecum” ha imposto, implicitamente, una nuova lingua a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama. È la lingua della prudenza competitiva o, per altro verso, della competenza prudenziale. Cioè prima di parlare, sapere di cosa e soprattutto come. Se c’è un dato evidente è che Draghi, chiamato dalla politica a fare politica, ha fatto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/">Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Draghi Vademecum” ha imposto, implicitamente, una nuova lingua a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama.</p>
<p>È la lingua della prudenza competitiva o, per altro verso, della competenza prudenziale.</p>
<p>Cioè prima di parlare, sapere di cosa e soprattutto come.</p>
<p>Se c’è un dato evidente è che Draghi, chiamato dalla politica a fare politica, ha fatto a sua volta richiamo ai contenuti per l’azione, discutibile o meno che sia, rispetto all’azione per i contenuti.</p>
<p>Su questa traccia il Draghi Vademecum potrebbe diventare anche il post-legislatura ovvero l’apice figurativo di garanzia per il Paese rispetto alle logiche europee ed internazionali.</p>
<p>E questo potrebbe avvenire a prescindere dall’ipotesi di governi tecnici dopo l’estate prossima ed anche con l’avvento della nuova legislatura nel 2023.</p>
<p>Draghi potrebbe così conciliare la necessità per il Paese di avere un profilo di caratura politico-internazionale con l’ulteriore necessità di avere al Governo una eterogeneità di competenze e rappresentanza politica quanto più larga possibile.</p>
<p>C’è uno scoglio, in vista, che occorre considerare nel panorama delle cose da valutare: un masso roccioso costituito dalla commistione calcarea ed organicamente composto da pandemia, guerra e Pnrr.</p>
<p>Allora Mario Draghi è, in <em>re ipsa</em> direbbero i giuristi, il fronte di garanzia attuale, comune e collettivo per l’intero sistema politico italiano.</p>
<p>Garanzia per almeno due motivi:</p>
<ul>
<li>il forte ascendente sul piano internazionale;</li>
<li>la determinata e ricercata inscrutabilità.</li>
</ul>
<p>Questi fattori fanno del “Draghi Vademecum” l’opportunità politica per cui i partiti oggi in maggioranza sanno bene che, senza l’anello di congiunzione dell’ex BCE, l’Italia sarebbe fuori dalle celebrazioni internazionali che contano.</p>
<p>Basti osservare come nell’incontro statunitense avuto con Biden pochi giorni fa si sia percepita la differenza sul piatto: da una parte l’esperienza militare, dall’altra parte l’esperienza dei vasi comunicanti dell’economia.</p>
<p>È su quest’ultimo passaggio che si gioca la partita che unisce, velatamente, il post-pandemia, la guerra attuale (anche valutaria) e la ripresa del Paese con il Pnrr.</p>
<p>I partiti di maggioranza, rispettivamente al Draghi Vademecum, possono operare proprio come farebbe il satellite naturale o, in altra ipotesi, artificiale.</p>
<p>La cosa che conta è essere in orbita.</p>
<p>Finché, ovviamente, i partiti non riusciranno a individuare (soprattutto per via endogena) profili che possano definirsi al livello di statisti.</p>
<p>E la speranza, almeno in questo caso, non è solo da alimentare ma da coltivare.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/">Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Marri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 17:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[federico marri]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo da tre dati di cronaca fondamentali: 1)        Fino ad oggi ci sono state più morti di COVID in Italia che nel Regno Unito in percentuale alla popolazione (2300 vs 2200 per milione di abitanti) 2)        Il Primo Ministro Spagnolo Pedro Sànchez ha dichiarato che bisognerà iniziare a cambiare l’approccio al covid, e che “dovremo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/">La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da tre dati di cronaca fondamentali:</p>
<p>1)        Fino ad oggi ci sono state più morti di COVID in Italia che nel Regno Unito in percentuale alla popolazione (2300 vs 2200 per milione di abitanti)</p>
<p>2)        Il Primo Ministro Spagnolo Pedro Sànchez ha dichiarato che bisognerà iniziare a cambiare l’approccio al covid, e che “dovremo imparare a conviverci come facciamo con tanti altri virus” (https://cadenaser.com/ser/2022/01/07/politica/1641556142_072016.html)</p>
<p>3)        In Italia, il Governo Draghi ha inserito l’obbligo vaccinale per gli Over 50 e un pacchetto labirintico di regole per tutti gli altri ambiti.</p>
<p>A sentire giornali e telegiornali italiani parrebbe che il mondo intero stia adulando la strategia italiana, e che ovunque le morti per COVID siano maggiori che qui.</p>
<p>Prima, apriamo quindi una breve parentesi sullo stato dell’ “Informazione” in Italia.</p>
<p>Questo servile oscurantismo protratto dalla stampa italiana non ha nulla di nuovo, anzi, implementa una strategia più vecchia del mondo. L’importante è comprenderne le ragioni, per potersi difendere: come ci vacciniamo di buon cuore contro il COVID, così cerchiamo di vaccinarci contro la propaganda.</p>
<p>A questo fine ci aiuterà Agricola, Generale dell’Esercito Romano, nonchè uno dei maggiori artefici della conquista della Britannia tra il 78 e l’85 D.C.</p>
<p>E perché proprio lui? Perché mentre si accingeva a conquistare la penisola britannica, Agricola riteneva che dominare anche l’Irlanda “sarebbe stato utile anche nei riguardi della Britannia, perché la presenza di armi romane ovunque avrebbe, per così dire, sottratto alla vista la libertà”. Agricola voleva che le popolazioni britanniche, intorno a loro, vedessero solo domini romani, perché la vista di popoli liberi avrebbe agito da sprone per la ribellione. Agricola, quindi, era ben consapevole che sottomettere un popolo che avesse sotto gli occhi altri popoli liberi sarebbe stato molto più difficile che sottomettere un popolo che intorno a sé vedesse solo popolazioni dominate dai romani. Quando non ci sono alternative, la realtà, per quanto amara, è sempre più facilmente digeribile.</p>
<p>L’analogia è presto evidente.</p>
<p>Quando ci viene presentato un mondo che invidia il nostro GreenPass, e quando ci viene totalmente omesso che sono perseguibili vie alternative, noi ci sentiamo rasserenati dal nostro GreenPass, ci sentiamo persino lieti di vivere in questo sicuro antro di mondo, addirittura privilegiati di poter godere del Greenpass mentre all’estero contagi e morti impazzano per le strade.</p>
<p>Ma la propaganda dice una cosa, e i dati un’altra.</p>
<p>E mentre in alcune zone del mondo si inizia a pensare ad una via alternativa al terrorismo mediatico e allo sfrenato legiferare, in Italia ci si incaponisce e intorciglia in regole sempre più astruse per far terminare la pandemia.</p>
<p>Ancora più grave, il Presidente del Consiglio Italiano dichiara tranquillamente che interviene “per salvare vite”, legittimando una forma di paternalismo indegna di una democrazia liberale. E sia chiara la differenza: il pompiere che ti salva da un incendio non è paternalista, lo Stato che ti vuole salvare la vita e ti multa se non glielo permetti, invece, sì.</p>
<p>Diceva Isaiah Berlin: “il gesto di manipolare gli uomini, di spingerli verso scopi che tu, l’illuminato riformatore sociale, vedi, e che loro potrebbero non vedere, significa negare la loro qualità di uomini, la loro essenza umana, significa trattarli come oggetti senza una propria volontà, e quindi degradarli dal rango di essere umani.”</p>
<p>Ma non è certo Mario Draghi l’eccezione: il presidente è, piuttosto, la punta dell’iceberg. E’ il Paese Italiano tutto, infatti, a sognare vividamente uno Stato che possa guidare i cittadini in luoghi prosperi, luoghi che, ovviamente, essi non sono in grado di raggiungere autonomamente a causa della loro presunta “ignoranza”.</p>
<p>In tutto ciò, mentre auspichiamo e accettiamo tranquillamente uno Stato che si arroghi il diritto di salvarci, ci illudiamo ancora che un nuovo decreto possa finalmente far finire la pandemia. In realtà, così facendo, ci tiriamo letteralmente la zappa sui piedi.</p>
<p>Prima era “l’ultimo sforzo di due settimane” per salvare il Natale, poi per salvare la Pasqua, poi per salvare l’Estate, poi per salvare il Natale dopo, poi le mascherine al chiuso, poi all’aperto, poi la prima dose, poi la seconda, poi il greenpass, poi la terza dose, poi l’obbligo vaccinale, ora le ffp2 e le classi in quarantena con 1 contagio. Ognuna di queste misure sarebbe dovuta essere l’ultimo colpo di grazia al COVID. La natura ci ha mostrato che forse è il caso di iniziare a valutare l’idea della convivenza. Grazie al cielo, ora abbiamo i vaccini, e chi è a rischio o ha paura può vaccinarsi.</p>
<p>Quando sarà chiaro che la politica non possiede la divina capacità di far terminare il covid, di eradicarlo, di spostarlo in qualche spazio lontano dell’universo, e che le restrizioni che subiremo nei prossimi mesi (anni) dipendono molto di più dall’approccio che abbiamo verso i poteri consentiti allo Stato, che non dall’effettivo stato delle terapie intensive, allora il COVID smetterà di influenzare così negativamente le nostre vite.</p>
<p>Per ora chiamiamo libertà questo stato di incertezza in cui la nostra libertà dipende dalle lune di Roberto Speranza. Perché questa è la situazione italiana: se i nostri ministri dovessero ritenere giusto perseguire la politica di “meno di 10 morti di covid al giorno”, o perché no, persino zero, avranno il potere e la giustificazione per rinchiuderci tutti in casa di nuovo. Dopotutto, è per il nostro bene. Cosa sia il nostro bene, lo decidono loro.</p>
<p>Questa classe politica, oscillante tra “smania legiferativa” e paternalismo diffuso, non si fermerà a questo decreto. E non si fermerà nemmeno qualora raggiungessimo il 100% di vaccinati.</p>
<p><strong>Questo è fondamentale comprendere: oggi non stiamo subendo restrizioni per colpa dei novax; oggi stiamo subendo restrizioni perché ci siamo messi nella posizione di delegare a Roberto Speranza i nostri destini.</strong> Anche qualora tutti si vaccinassero, ci saranno sempre, purtroppo, sfortunati casi di morte e di terapia intensiva. A fianco di ciò, ci sarà sempre qualche ministro abbastanza invaghito di bene comune o di paura da paventare restrizioni.</p>
<p>Fino a quando affideremo, e non solo affideremo, ma persino delegheremo interamente, il compito di tutela della nostra persona alla classe politica, fino a quel momento noi ci rimettiamo nelle mani dei loro disegni ed abdichiamo alla nostra autonoma e sovrana indipendenza.</p>
<p>E l’aver reso i propri diritti schiavi dei volubili disegni della classe politica, lo chiamiamo libertà.</p>
<p>A coloro che, immersi negli scenari apocalittici dei TG e di alcuni “giornali”, ritengono che senza GreenPass il suolo italiano sarebbe un grande mare rosso di sangue, ribadiamolo, perché quando tanto ripetitiva è la propaganda, così deve essere la risposta: nel Regno Unito ci sono state meno restrizioni e meno morti che qui.</p>
<p>Tacito si lamentava di essere costretto a vivere in tempi di schiavitù, mentre nei tempi passati aveva brulicato la libertà: noi forse non viviamo in tempi di servitù; certamente non viviamo nemmeno in tempi che i posteri guarderanno come ad esempi di libertà.</p>
<p>Il Governo Draghi non è la tirannia di Domiziano e non è uno dei regimi totalitari dello scorso secolo, ma non mi affretterei nemmeno a definirlo una democrazia liberale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Federico Marri" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/federico-marri-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/federico-marri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Federico Marri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato il 28/04/1999, laureando in Economia e Finanza, prossimamente Laurea Magistrale in Economia e Scienze Sociali.<br />
Ho frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, in Illinois.<br />
Sono attivo politicamente e, seguendo l&#8217;approccio di Hannah Arendt, credo che la politica debba occuparsi di allargare lo spazio di libertá degli individui.<br />
La mia frase preferita è di Benedetto Croce: &#8220;per l’autoritarismo al quale è costretto ad appigliarsi[…], per l’inevitabile inclinazione a soffocare la varietà delle tendenze, gli spontanei svolgimenti e la formazione della personalità, il socialismo incontra l’ostilità della concezione liberale.&#8221;<br />
Amo Edmund Burke.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/federico_marri?s=08" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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</svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/">La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La persuasione di Mattarella che salva la Repubblica</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-persuasione-di-mattarella-che-salva-la-repubblica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rocco Todero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 11:20:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[rocco todero]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se nei prossimi giorni il prof. Mario Draghi dovesse diventare Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana il merito sarebbe da attribuire tanto a Matteo Renzi quanto al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Non vi è dubbio, infatti, che senza l’iniziativa politica del senatore di Italia Viva il Governo guidato da Giuseppe Conte avrebbe avuto vita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Se nei prossimi giorni il prof. Mario Draghi dovesse diventare Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana il merito sarebbe da attribuire tanto a Matteo Renzi quanto al Capo dello Stato Sergio Mattarella.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Non vi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dubbio, infatti, che senza l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iniziativa politica del senatore di Italia Viva il Governo guidato da Giuseppe Conte avrebbe avuto vita facile almeno sino alla conclusione della legislatura. E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’ </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altrettanto evidente, tuttavia, come sia stata l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">interpretazione che il Capo dello Stato ha dato del proprio ruolo, di supremo garante della Costituzione e dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Unit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nazionale, ad aprire le porte al tentativo dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ex Governatore della Banca d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italia di tirare fuori il Paese dalle secche in cui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">stato imprudentemente condotto</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il Colle avrebbe potuto optare per lo scioglimento delle Camere e la celebrazione delle elezioni politiche; la scelta sarebbe stata legittima e anch</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">essa difficilmente contestabile. Nel breve volgere di due anni e mezzo il Parlamento ha sperimentato il fallimento di tutte le combinazioni che avrebbero potuto sostenere stabilmente un Esecutivo, cosicch</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">é </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la sua funzione poteva ritenersi, a ragion veduta,  esaurita.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sergio Mattarella, invece, ha colto l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">occasione dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ennesima crisi del sistema politico italiano per mostrare, ancora una volta, tutte le potenzialit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di cui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dotata l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Istituzione della Presidenza della Repubblica.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Gi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Meuccio Ruini in occasione dei lavori della Costituente ebbe modo di definire il Capo dello Stato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">magistrato di persuasione e di influenza</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">coordinatore di attivit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">capo spirituale della Repubblica</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con una </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">missione di equilibrio e di coordinamento</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">influenza decisiva di orientazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Si pensava, cio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, a una figura in grado di intervenire nei momenti di difficolt</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del sistemo politico  &#8211; istituzionale per aiutare gli attori della Costituzione a ritrovare la giusta rotta nel solco della tutela dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">interesse nazionale. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Non fu quella di Ruini l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">unica declinazione del ruolo del Presidente della Repubblica che poi si  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">concretizzata nel corso dei vari settennati, se </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vero, ad esempio, che Luigi Einaudi, conclusa la sua esperienza di inquilino del Colle, ebbe modo di affermare </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“ </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ho dato alla norma dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">articolo 95 [</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">…</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">] una interpretazione che, forse, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ù </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">larga della lettera dea Costituzione, ma che ritengo conforme al sistema voluto dal Costituente: la politica del paese spetta al governo il quale abbia la fiducia del Parlamento e non invece al presidente della Repubblica</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A descrivere con precisione tutte le potenzialit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">insite nella Presidenza della Repubblica ci ha pensato l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attuale Giudice della Corte costituzionale Giuliano Amato allorch</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">é </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha utilizzato l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">immagine della fisarmonica per far intendere come il Capo dello Stato possa essere ora semplice notaio degli svolgimenti costituzionali che si susseguono per opera di un sistema politico stabilizzato, ora </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">magistrato di persuasione e di influenza</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in grado di indicare la strada da percorrere a un sistema istituzionale bloccato.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A Sergio Mattarella va riconosciuto l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">indubbio merito di avere assunto su di s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">é </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">onere di esporre al Parlamento e all</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">opinione pubblica del Paese l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">interpretazione dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">interesse nazionale che in un dato momento storico, secondo il suo punto di vista, andava preservato con ogni sforzo possibile. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La sera in cui dal Colle </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">stata annunciata la convocazione del Prof. Draghi per l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">affidamento dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">incarico di Governo, il Capo dello Stato non si </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">limitato a individuare la figura che avrebbe potuto presiedere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un Esecutivo di alto profilo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ma ha altres</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ì </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esercitato il suo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">potere di esternazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per porre sul tavolo della riflessione comune un</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">argomentazione che egli ha ritenuto ragionevole e persuasiva almeno per ottenere l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attenzione, in prima battuta, di tutte le forze politiche e del Paese intero. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’ </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">evidente come il Parlamento possa sempre optare per la conclusione anticipata della legislatura, ma le forze politiche sarebbero costrette in questo caso a prendere pubblicamente posizione rispetto agli argomenti ragionevoli esposti dal Presidente della Repubblica e a contrapporne eventualmente di altri e pi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ù </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">validi. Alla determinazione della forse politiche di far s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ì </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che attraverso </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">auctoritas</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">apparente mancanza di numeri si arrivasse ad indire nuove elezioni, il Quirinale ha meritoriamente contrapposto la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">veritas</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di una ragione discorsiva che, per il solo fatto di essere rappresentata dal vertice dello Stato, costringe i protagonisti del circuito Governo &#8211; Parlamento a interrogarsi sulla validit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">delle diverse opzioni che la Costituzione mette in campo in questo momento.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La decisione di Mattarella di esperire il tentativo di formare un nuovo Governo, nonostante lo sgretolamento definitivo della precedente maggioranza parlamentare, rappresenta, in realt</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, il desiderio di esercitare </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">influenza decisiva di orientazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sui processi istituzionali attraverso un percorso dialogico che si avvalga di un richiamo autorevole anzich</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">é </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">autoritario. Rappresenta il tentativo di superare le frammentazioni politiche e di riaffermare l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esistenza di un interesse nazionale unitario e oggettivo che dall</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altura del Colle si scorge, evidentemente, con maggior chiarezza. E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’ </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un tentativo di arginare il populismo con la ragione. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La storia riconoscer</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à questo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">merito all</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attuale Capo dello Stato.</span></span></p>
<div dir="ltr"></div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Rocco Todero" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/rocco-todero-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/rocco-todero/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Rocco Todero</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avv. Rocco Todero, vive in Sicilia dove esercita la professione di avvocato amministrativista abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori.<br />
Collabora col quotidiano Il Foglio e studia in  particolare diritto costituzionale, diritto amministrativo, storia moderna e storia del pensiero liberale.<br />
I suoi punti di riferimento sono Cavour, Churchill, Margaret Thatcher, Mises, Hayek e Rothbard.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/RoccoTodero" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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</svg></span></a><a title="Facebook" target="_self" href="https://www.facebook.com/rocco.todero.31" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-persuasione-di-mattarella-che-salva-la-repubblica/">La persuasione di Mattarella che salva la Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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