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	<title>pandemia Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>pandemia Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>A lezione di Pandemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Donini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 20:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[claudio donini]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico. Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico.</div>
<div></div>
<div>Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e la esegesi del fenomeno, questo è: un evento che si può comprendere solo con gli occhiali della scienza e dove qualche base di statistica, di logica, di organizzazione fa la differenza fra essere in balia della propaganda e avere una minima autonomia di opinione cioè fra la critica e la polemica.</div>
<div></div>
<div>Se devo dire il vero mi ero intimamente convinto che l’innegabile aumento della cultura media compiuto dalla scuola negli ultimi decenni avesse contribuito ad allargare la capacità di giudizio dei singoli, rispetto almeno alle generazioni della guerra, predisponendo cioè la mente ad un utilizzo più ampio, razionale e logico dei fatti.  Mi sono invece sbagliato.</div>
<div></div>
<div>L’immagine che emerge dalla recente indagine del Censis, come anche dai social in generale e, soprattutto, dalla parentesi della pandemia, mi danno torto. Pregiudizio, chiusura mentale, negazione della realtà la fanno ancora da padrone in una parte significativa della popolazione, come nei periodi più bui della nostra storia.</div>
<div></div>
<div>Certo, rispetto a qualche decennio fa è cambiato radicalmente il contesto, sia in termini di complessità che di comunicazione. I media si sono trasformati in un gigantesco “Bar Sport” globale allargando cioè a dismisura il pubblico, con l’aggravante dell’anonimato che ha alimentato arroganza e aggressività.  Il regno incontrastato della propaganda professionale insomma, da cui è difficile difendersi e, declamare Dante in una società complessa e fortemente polarizzata non è sufficiente. Piuttosto è indispensabile capire che, se esiste una correlazione non significa che esista anche un nesso di causalità o che, singoli casi e piccoli campioni, spesso non rappresentano l’intera popolazione.</div>
<div></div>
<div>Queste sono le chiavi che ogni uomo della strada deve avere nella cassetta degli attrezzi per smontare le architetture del qualunquismo, per evitare le trappole per topi che i professionisti della propaganda disseminano volutamente nella comunicazione al fine di distorcere la realtà secondo i loro scopi personali, trappole che sono peraltro difficili da evitare senza un equipaggiamento adeguato ma che delimitano il confine fra un terrapiattista, magari laureato e un cittadino, fra una vittima e un uomo libero.</div>
<div></div>
<div>Lungi da me l’idea di denigrare o svalutare la cultura umanistica classica, ci mancherebbe, ma costruire il tetto di una casa senza avere buone fondamenta non funziona. E nelle organizzazioni complesse le fondamenta sono nella scienza.</div>
<div></div>
<div>E’ pur vero che un certo atteggiamento di sfiducia nella conoscenza non è una prerogativa solo del nostro paese ma di sicuro le materie scientifiche non sono il fiore all’occhiello dei nostri ragazzi, basti pensare che siamo agli ultimi posti in Europa per laureati in questo ambito nonostante in realtà sono proprio quelle specializzazioni ad offrire le migliori opportunità di carriera. Bene quindi l’aggiunta nel Piano nazionale resistenza e resilienza (Pnnr) di 3,5 Miliardi di euro per ricerca ed istruzione ma è altrettanto importante che la coscienza collettiva tutta si renda consapevole della importanza del tema poiché, come ebbe a dire A. Einstein, “<em>tutta la nostra scienza, commisurata alla realtà è primitiva ed infantile ma è la cosa più preziosa che abbiamo</em>”.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Claudio Donini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/09/claudio-donini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/claudio-donini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Claudio Donini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Da oltre trent’anni si occupa di direzione aziendale soprattutto nell’ambito Operations per multinazionali del settore beni durevoli e automotive. Ha acquisito significativa esperienza nel turnaround aziendale da procedure fallimentari, in joint venture internazionali nonché reengineering di processi organizzativi volti all’eccellenza. Laurea in Ingegneria e MBA scrive articoli di lavoro, industria, strategia, società e libri per Franco Angeli.</p>
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		<title>Il potere e la libertà tra ipotalamo costituzionale e autoritarismo</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La relazione tra potere e libertà è da sempre un ammorbante necessità di decifrazione per filosofi, politologi, giuristi, ecc. Specie nell’epoca della Covid pandemia si è fatto più incessante e martellante il timore, nella collettività, che si possa giungere ad una deriva autoritaria del sistema o nel sistema. Le cose stanno, però, a raccontarci che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La relazione tra potere e libertà è da sempre un ammorbante necessità di decifrazione per filosofi, politologi, giuristi, ecc.</p>
<p>Specie nell’epoca della Covid pandemia si è fatto più incessante e martellante il timore, nella collettività, che si possa giungere ad una deriva autoritaria del sistema o nel sistema.</p>
<p>Le cose stanno, però, a raccontarci che sistema, autorità e potere, benché condizionino la percezione dell’intera sfera di libertà, nascano comunque dalle necessità di preservazione di quest’ultima.</p>
<p>È un paradosso, questo è vero, ma su cui occorre riflettere un attimo.</p>
<p>Nasce prima il potere o l’autorità (citando una domanda con cui Don Rocco D’Ambrosio, nel suo ultimo saggio <em>Il Potere</em>, fa da incipit per la riflessione)?</p>
<p>È un po&#8217; la domanda che, ampliando lo scenario di analisi sul comune quotidiano, da secoli porta gli umani a chiedersi come sia nato il mondo, l’universo, ecc.</p>
<p>Ora, potremmo prendere spunto dal caso dell’Afghanistan per stabilire che potere e autorità non sempre coincidano. Così come la libertà non per forza si lega al concetto di giustizia sia come sistema sia come presidio in un dato ordinamento a garanzia del primo.</p>
<p>La libertà, in effetti, si presta almeno a due concetti originari nel senso che nel mondo occidentale si potrebbero assumere come: &#8211; la persona nasce libera e si organizza con altri, mediante regole, per garantirne effettivamente la percezione e la espressione (principio del riconoscimento della libertà); &#8211; occorre un ordinamento di regole per stabilire i confini della libertà reciproca finalizzata ad uno stato minimo di pace sociale (principio di imposizione della libertà).</p>
<p>Due facce della stessa medaglia che ci pongono una domanda: la libertà è un elemento positivo o negativo rispetto al potere?</p>
<p>Sul piano universale la libertà è un valore irrinunciale a prescindere dal come essa venga preservata, tutelata, garantita, presupposta o normata.</p>
<p>Il punto della domanda posta è preciso: è di natura positiva se è il riflesso delle norme fatte; negativa se è il presupposto o precondizione da cui far nascere le leggi a tutela.</p>
<p>Sicché sarebbe un po&#8217; come le declinazioni mediche: quando diciamo “positiva” significa che l’analisi della libertà è negativa nella misura in cui essa non presenta patologie di sistema o derivanti dalle storture di essa; è “negativa”, invece, quando l’esame clinico-politico-socio-giuridico ci manifesta l’esistenza di qualcosa di marcio che mina la bontà del resto ordinamentale.</p>
<p>Abbiamo tutti presente la teoria della mela. L’agente esterno (il più delle volte insetto) si insinua nel frutto proprio perché ha una bontà naturale (una sorta di “biodotico”).</p>
<p>Ecco, il complesso sistema ordinamentale è proprio paragonabile alla funzione che ha il frutto: esso attira per forza di cose il parassita, il cibante, ecc.</p>
<p>Non va però disconosciuto o sottaciuto (a seconda delle interpretazioni che ognuno può dare) il ruolo dell’insetto. Quest’ultimo rappresenta due cose: &#8211; la bontà organica del bene rispetto all’ambiente; &#8211; la disattenzione della persona umana rispetto all’inefficienza delle eventuali accortezze di protezione (reti, antiparassitari, ecc.).</p>
<p>Il parallelo rispetto alla relazione tra potere e libertà ci consente, quindi, di ragionare nell’ottica per cui se il primo può consistere nella fase nascita (del frutto), il secondo sta nel come avviene la maturazione (diventando mela).</p>
<p>È qui che noi sappiamo, per comune esperienza, che la mela prima o poi cade: ma non può cadere lontano dall’albero.</p>
<p>Allora il potere è l’albero, la libertà il frutto.</p>
<p>È dove l’eccesso di linfa non è più una dote gestibile, con relativo immagazzinamento ingolfato, che l’ipotalamo (quale importante struttura dell&#8217;<a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/encefalo.html">encefalo</a> che dirige l&#8217;attività dell&#8217;ipofisi, una “<a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/ghiandole-endocrine.html">ghiandola endocrina</a> maggiore” fondamentale alla vita e al benessere dell&#8217;essere umano) rischia di essere, così come accade in anatomia, uno dei fattori dello scatenarsi di patologie (anche neoplastiche) in politica.</p>
<p>Una delle funzioni dell’ipotalamo è mantenere l&#8217;omeostasi corporea mediante la capacità di regolazione del senso di sazietà.</p>
<p>Su questo piano giunge una riflessione che porta a chiarire come il potere (ipotalamo) che non sia capace di equilibrare le dinamiche dell’autorità non solo verso i cittadini, ma soprattutto verso sé stessa, rischia di essere la concausa se non, per certi versi, la causa primaria delle fonti di appetibilità socio-politiche.</p>
<p>Le ultime vicende del sistema giudiziario, ad esempio, insegnano molto su questo fronte: autonomia ed indipendenza non significano autoregolazione e ghettizzazione della democrazia rispetto alle logiche di affermazione del potere.</p>
<p>In Italia vige il principio di separazione (interfunzionale, si consenta il termine) che non si traduce in isolamento istituzionale.</p>
<p>Anche l’ipotalamo, quindi, deve dialogare con gli altri organi del corpo per determinare gli input necessari alla regolazione di quanto di competenza.</p>
<p>Non è però che gli altri organi, specie quelli di deliberazione originaria (ad esempio il Parlamento), possono delegare all’infinito la percezione sociale della giustizia.</p>
<p>Essa è il risultato nelle norme (principio di derivazione) e se quest’ultime sono partorite maldestramente e/o disomogeneamente il risultato è presto che tratto: il potere apre le porte all’autorità che a sua volta colma un vuoto decisionale.</p>
<p>È o non è l’autoritarismo (che non significa per forza di cose elemento negativo dell’abbassamento dei livelli di potere) un riflesso della appetibilità di un vuoto politico?</p>
<p>Stessa cosa accade alla mela che, pian piano, tende a rinsecchirsi se non riceve più linfa equilibrata proveniente dal tronco una volta insinuatosi l’insetto.</p>
<p>Come può legittimarsi la mela marcia sull’albero?</p>
<p>È vero, essa resiste, ma prima o poi cadrà.</p>
<p>Ora, la nostra democrazia ha dovere di legittimare un Parlamento pieno di linfa perché le sfide della prossima legislatura saranno delicatissime.</p>
<p>È in questo “frattempo” il vero problema.</p>
<p>Come riorganizzare un giusto rapporto di potere tra legislativo, esecutivo e giurisdizionale posto che i primi due non dipendono da scelte di competenza ma da scelte di contingenza?</p>
<p>Sapere fare le norme con un rinnovato patto costituzionale delle future forze politiche può essere un inizio?</p>
<p>Il rischio è che la magistratura, volente o nolente, dovrà farà il proprio mestiere. Per certi versi potrebbe capitare di fare, non tanto lontanamente dagli ultimi decenni, anche quello dei primi due.</p>
<p>Non basta invitare il popolo al voto durante le campagne elettorali perché il voto senza competenza (cioè discernimento) equivale a vestire di autorità qualcuno che non conosce la sua anticamera: il valore del mandato (in cui si radica il vero potere).</p>
<p>Se la linfa non è buona, figuriamoci il frutto: ben colorato, ma pronto a farsi mangiare dagli insetti invece di nutrire gli individui.</p>
<p>E legittimando un frutto apparentemente sano, dimentichiamo che il tronco è malato e prima o poi votare avrà un solo senso: quello dell’infedeltà (e questo è incostituzionale come ci ricorda l’art. 54).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/">Il potere e la libertà tra ipotalamo costituzionale e autoritarismo</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 20:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[roberto speranza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi si è celebrato in Senato il “processo farsa” al ministro della sanità Speranza. Con la compagine di destra, compromessa con il governo, era chiaramente impossibile un voto diverso, da quello che, ha respinto le tre mozioni di sfiducia, volute da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni. Salvini intascati i 30 denari del tradimento, rappresentati dalla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è celebrato in Senato il “processo farsa” al ministro della sanità Speranza.</p>
<p>Con la compagine di destra, compromessa con il governo, era chiaramente impossibile un voto diverso, da quello che, ha respinto le tre mozioni di sfiducia, volute da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.</p>
<p>Salvini intascati i 30 denari del tradimento, rappresentati dalla promessa di spostamento alle 23 del coprifuoco e da qualche altro allentamento sulle misure restrittive anti Covid, si è allineato alla maggioranza.</p>
<p>Oggi addirittura sicuro di incassare il voto di fiducia, il ministro Speranza ha tuonato «In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia».</p>
<p>Ma questo non è assolutamente vero!</p>
<p>Un’epidemia ha nella politica il suo punto di riferimento, la scienza può, con i suoi studi ed i suoi dati, dare un suggerimento, ma chi decide che cosa fare o che cosa non fare, è la politica.</p>
<p>Questo infatti è il mestiere della politica, quello di decidere gli interessi della nazione.</p>
<p>Ecco perché reputo che il ministro Speranza è assolutamente uno dei responsabili politici del disastro in cui ha portato il nostro paese, naturalmente con la complicità del capo dell&#8217;ex-governo giallo rosso, Giuseppe Conte.</p>
<p>Un ministro che nella sua tronfia presunzione, invece di preoccuparsi dell’arrivo di una seconda ondata, scriveva il suo libro di come aveva sconfitto la pandemia.<br />
Solo questo fatto, così eclatante, sarebbe stato sufficiente per una persona, dotata di una briciola di onestà intellettuale, a prendere la decisione di dimettersi, per manifesta incapacità.</p>
<p>Il ministro Speranza sa perfettamente che gli oltre 120.000 morti a cui stiamo arrivando giorno dopo giorno, chiedono a gran voce giustizia, già qui in terra.</p>
<p>Perché non sono morti per disgrazia o per sfortuna, ma in buona misura anche e soprattutto a causa di una politica maldestra ed impreparata.</p>
<p>Mentre il ministro scriveva sul suo libro che attraverso la pandemia si poteva ricreare un’egemonia della sinistra, sul fronte si avvicinava la tempesta della seconda e poi della terza ondata.<br />
Una visione politicizzata frutto di anni di un bigotto senso del comunismo confuso con un impreparazione tecnica.</p>
<p>Un governo quello del ministro Speranza che non aveva un piano pandemico aggiornato e che ha lasciato morire operatori del settore sanitario scientemente, non dotandoli di procedure e di strumenti idonei di protezione personale.</p>
<p>Ma ora il ministro Speranza dice fieramente che il piano è stato aggiornato.</p>
<p>Certo, dopo lo scandalo sollevato dal programma televisivo &#8220;Non è l&#8217;arena&#8221;, sarebbe stato difficile non metterlo a posto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro oggi richiama all’unità di fronte al virus, perché nei mesi precedenti del governo Conte, la situazione era diversa, come mai allora non invocava l&#8217;unità e procedeva senza tenere in considerazione nessun suggerimento?<br />
No, non era diversa, ma oggi il ministro richiamava all’unità quel centrodestra che è caduto nella trappola tesa dalla sinistra e dal M5S.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro poi per difendersi riversa la colpa dei tagli alla sanità pubblica sui governi precedenti.</p>
<p>Ma ministro lei era già dentro in quei governi sicuramente colpevoli ma anche lei ha votato i tagli di cui oggi accusa altri, immemore, come il collega Toninelli, di quello che ha votato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora Salvini e FI chiedono una commissione d’inchiesta sul disastro nazionale della pandemia, sulla Caporetto della sanità, sulla somma di morti civili della seconda guerra mondiale eguagliata in un anno e qualche mese.</p>
<p>Mi auguro che si faccia e velocemente per portare alla luce la gestione inadatta e colpevole di una classe politica, da mandare velocemente a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pandemia non è una colpa del governo, ma la sua gestione politica sì.<br />
La politica doveva gestire la nazione per fronteggiarla, ma era impegnata a strombazzare ed a suonare pifferi per annebbiare la vista agli italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Peccato che Draghi non abbia saputo seguire l’esempio di un grande politico della romanità: Cicerone.</p>
<p>Egli inchiodò alle sue responsabilità il corrotto Catilina, di fronte al senato della repubblica romana.</p>
<p>Quanto mi sarebbe piaciuto sentire uscire dalla bocca di Draghi: «Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?».</p>
<p>Per chi non mastica il latino, tradotta letteralmente, significa «Fino a quando dunque, ministro Speranza, abuserai della nostra pazienza?».</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/">Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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