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	<title>referendum Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>referendum Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>La separazione delle carriere? È il completamento del processo accusatorio</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-separazione-delle-carriere-e-il-completamento-del-processo-accusatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Marini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 21:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Nordio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il tono garbato, gli argomenti colti, la semplicità del linguaggio con cui solitamente replica alle bordate degli avversari, Carlo Nordio, Ministro della giustizia, ha redatto un agevole pamphlet che illustra la riforma costituzionale della separazione delle carriere (Carlo Nordio, “Una nuova giustizia”, Guerini e associati, € 16,00) che sarà sottoposta a referendum i prossimi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il tono garbato, gli argomenti colti, la semplicità del linguaggio con cui solitamente replica alle bordate degli avversari, Carlo Nordio, Ministro della giustizia, ha redatto un agevole pamphlet che illustra la riforma costituzionale della separazione delle carriere (Carlo Nordio, “Una nuova giustizia”, Guerini e associati, € 16,00) che sarà sottoposta a referendum i prossimi 22 e 23 marzo.</p>
<p>Nella prima parte (“Alla base della riforma”) Nordio inquadra il contesto storico-giuridico, fino alla riforma del processo penale voluta dal compianto giurista, il socialista Giuliano Vassalli, che volle imprimergli un&#8217;impronta liberale: “Non più un&#8217;inquisizione scritta e segreta, ma un confronto pubblico e orale tra accusa e difesa” ove “la prova si sarebbe formata in questa dialettica paritaria, davanti a un giudice terzo e imparziale”. Ma come può  esistere questo giudice terzo e imparziale “se esso appartiene alla stessa famiglia dei Pm, entra in ruolo con lo stesso concorso, può &#8211; sia pure in misura limitata – trasferirsi da una funzione all&#8217;altra, e soprattutto milita nelle stesse correnti dando, chiedendo e ottenendo i voti per spartirsi le influenze nell&#8217;ambito del Csm?” E&#8217; la contraddizione che la riforma costituzionale votata a novembre 2025 intende superare, essa non è altro che “il completamento del processo accusatorio” &#8211; come ha affermato Augusto Barbera, Presidente emerito della Corte costituzionale.</p>
<p>L&#8217;Autore non può evitare di occuparsi di quello scandalo Palamara che ha scoperchiato il vaso di Pandora, squadernando ciò che da tempo era apparso chiaro: “(&#8230;) è un fatto storico &#8211; rispondeva Palamara a Giovanni Minoli nell&#8217;intervista del 21 novembre scorso per “Il mix delle 23” su Radio 1 Rai &#8211; che nel 2008, dopo la caduta del governo Prodi, c&#8217;è una schiacciante maggioranza di centro-destra e l&#8217;Anm, in quel periodo da me presieduta, svolge una sorta di ruolo di opposizione politica, anche perché quella del Partito Democratico all&#8217;epoca era piuttosto flebile e di fatto l&#8217;Anm copre il sistema”. Altro che imparzialità della magistratura. Così suona beffardo, oltre che contrario all&#8217;evidenza, il primo rimprovero alla riforma riprodotto nello slogan del manifesto “Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum vota no”. L&#8217;art. 104 della legge di riforma costituzionale è incontrovertibile: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. Non c&#8217;è altro da aggiungere. Chi desideri un raffronto tra Costituzione e riforma costituzionale, può consultare la tabella al link: <a href="https://www.misterlex.it/doc/separazione-carriere-tabella-modifiche">https://www.misterlex.it/doc/separazione-carriere-tabella-modifiche</a>.</p>
<p>Quanto invece all&#8217;approfondimento tematico, è nella parte seconda che l&#8217;Autore passa in rassegna i contenuti della riforma: non solo l&#8217;istituzione dei due Csm ma anche il sorteggio dei loro componenti (autentico fattore di scardinamento delle logiche correntizie) e l&#8217;istituzione dell&#8217;Alta Corte disciplinare (necessitata dal fatto che “nell&#8217;attuale Csm esiste una sezione disciplinare che è formata in maggioranza da persone elette da quelli che un domani saranno giudicati”). Nella terza e ultima parte sono infine confutate le principali argomentazioni che il fronte del “No” propone a sostegno della bocciatura della riforma.</p>
<p>Ciò che obiettivamente emerge anche dal pamphlet è il fatto che quella della separazione delle carriere non è né la riforma del governo, né del centro-destra. E&#8217; qualcosa di ben più ampio respiro perché, appunto, proviene da lontano e perché raccoglie molti consensi anche a sinistra, per lo più tra coloro che hanno mantenuto l&#8217;aggancio ad una impostazione politico-giuridica garantista e, comunque, di stampo riformista; una impostazione sempre più distinta dalle voci che tentano le scorciatoie demagogiche e che, obiettivamente sacrificata nel Pd e più a proprio agio nei ranghi delle formazioni di Calenda e di Renzi, è stata protagonista del convegno fiorentino di qualche settimana fa cui hanno preso parte, tra gli altri, Augusto Barbera, Anna Paola Concia, Stefano Ceccanti, Carlo Fusaro, Raffaella Paita, Claudio Petruccioli, Pina Picierno, Enrico Morando. A quest&#8217;ultimo, in particolare, si deve una affermazione schietta e definitiva: “il referendum si tiene su una riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti (&#8230;). Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su questo. Non riesco a vedere, in questa riforma, l’ombra dell’autoritarismo, della degenerazione autoritaria, dell’aggressione alla Costituzione” (Elisa Calessi, “Enrico Morando, l&#8217;ex-Pd contro Landini e i Dem: “Ma quale regime, votate Sì!”, “Libero Quotidiano”, 11 gennaio 2026).  Slogan come “la Costituzione non si tocca”, l&#8217;invocazione del “tradimento” della Costituzione, appaiono espressione di un malinteso conservatorismo in cui aleggia una visione quasi totemica del diritto positivo.</p>
<p>Tendere più compiutamente alla imparzialità del giudice, emancipare i magistrati dalla stretta delle correnti senza intenti punitivi verso le toghe: queste sono le ragioni per cui la separazione delle carriere raccoglie non pochi consensi anche all&#8217;interno della magistratura. Non gioverà alla maturazione di consapevoli convincimenti il tentativo di alterare il dibattito/confronto, trasformando l&#8217;appuntamento referendario in un voto pro o contro il governo. Sono passati decenni in attesa di questo treno e ora che è in arrivo alla stazione, l&#8217;opportunità data ad ogni cittadino di salirvi o di lasciarlo partire non può, non deve essere sciupata.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Paolo Marini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/paolo-marini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/paolo-marini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Paolo Marini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate. Avvocato civilista e consulente di imprese, ha inoltre al suo attivo pubblicazioni e contributi in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-separazione-delle-carriere-e-il-completamento-del-processo-accusatorio/">La separazione delle carriere? È il completamento del processo accusatorio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Il referendum sulla giustizia</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/il-referendum-sulla-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 14:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[raffaello morelli]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[separazione delle carriere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel periodo del prossimo fine ottobre, sarà approvato al Senato in quarta lettura il disegno di legge sulla giustizia comprendente la separazione delle carriere. Quindi diverrà una legge di riforma Costituzionale con tre aspetti principali. Primo: all’inizio carriera i magistrati dovranno fare la scelta irrevocabile di quale tipo di carriera vorranno fare, giudicante oppure requirente. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo del prossimo fine ottobre, sarà approvato al Senato in quarta lettura il disegno di legge sulla giustizia comprendente la separazione delle carriere. Quindi diverrà una legge di riforma Costituzionale con tre aspetti principali. Primo: all’inizio carriera i magistrati dovranno fare la scelta irrevocabile di quale tipo di carriera vorranno fare, giudicante oppure requirente. Secondo: i Consigli Superiori della Magistratura diverranno due, uno per i giudici e uno per i PM. Terzo: i membri del CSM saranno nominati mediante estrazione a sorte tra magistrati, docenti universitari, avvocati e altri professionisti selezionati dal Parlamento. Dal momento che l’approvazione della legge non avverrà con una maggioranza dei due terzi, sarà possibile sottoporla a referendum confermativo ex art.138 della Costituzione. E siccome maggioranza e opposizione hanno da tempo dichiarato di volere che i cittadini si pronuncino al riguardo, tale referendum confermativo vi terrà certamente a primavera 2026.</p>
<p>Al Congresso dei Socialisti Europei ad Amsterdam nello ultimo fine settimana, la Segretaria del PD Schlein ha di fatto iniziato la campagna elettorale dichiarando che “libertà e democrazia sono a rischio con l’estrema destra al governo”. Dichiarazione che non è altro se non l’ufficializzazione al massimo livello di quanto vanno dicendo vari esponenti del PD. I capigruppo al Senato Boccia (“il referendum sulla giustizia deve fermare la Meloni che vuole i pieni poteri”)  e la capogruppo alla Camera Braga (“la riforma della giustizia è un colpo alla Costituzione nata dalla lotta antifascista”) . Ma anche la responsabile giustizia Serracchiani (“è un attacco diretto alla nostra democrazia”).</p>
<p>L’ufficializzazione della Schlein sancisce perciò quale sarà il tema portante della campagna PD contro la riforma costituzionale della giustizia. Non una critica tecnica ai contenuti della riforma del tutto legittima, forse anche per distinguersi dall’opposizione corporativa da sempre fatta dall’Associazione Magistrati; ma una critica globale all’azione del governo bollata come lesiva dell’ordinamento democratico.</p>
<p>Va detto subito con chiarezza che si tratta di una svolta pericolosa per la correttezza e l’efficacia del dibattito politico italiano. Specie per chi è liberale nei comportamenti e quindi non a parole, è scorretto un dibattito in cui una parte sostiene senza alcuna prova concreta che è violata la democrazia in caso vinca l’avversario.</p>
<p>Le disfunzioni della giustizia emergono quotidianamente e negarle nega l’esperienza. Dunque una riforma è indispensabile. E del resto è lo stesso spirito della Costituzione a suggerire che le leggi devono misurarsi con i risultati ed adeguarsi alla realtà (poiché la Costituzione non è un libro sacro intangibile). Per questo anche la riforma della giustizia va discussa nel merito costituzionale, senza impantanarsi nei tecnicismi, senza remore dovute a chi l’ha fatta e senza essere frenati dal preoccuparsi di rispettare i privilegi di cui hanno finito per godere coloro che la amministrano. Tenendo oltretutto conto che la separazione delle carriere è uno strumento diffuso negli altri paesi democratici.</p>
<p>Ora, queste rapide considerazioni dovrebbero essere di per sé sufficienti ad inquadrare il dibattito referendario in un normale confronto tra tesi contrapposte. Se invece il PD intende trasformare il dibattito referendario in una sorta di giudizio epocale sulla democrazia, compie un atto inefficace (perché annulla il confronto di merito sull’ordinamento della magistratura) e al tempo stesso scorretto (perché rifiuta il nucleo democratico che consiste appunto nell’evitare di dar ragione sempre ad una stessa parte).</p>
<p>Per di più va osservato che è un azzardo per i conviventi lo spostare di continuo il confronto politico fuori delle questioni di merito per portarlo sui supposti pericoli corsi dai meccanismi democratici. Perché qualora nel merito i cittadini concordino con le scelte in materia fatte dal Governo – il che nella fattispecie è probabile –, tale scelta si trasforma secondo il PD in approvazione di quel supposto atto antidemocratico, determinando una situazione anticamera della guerra civile.</p>
<p>Insomma, il PD, dopo tre anni, non ha ancora metabolizzato una sconfitta elettorale di cui non riesce a capacitarsi. Ed evoca troppo spesso insussistenti pericoli per la libertà e per la democrazia, invece di applicarsi a costruire una concreta alternativa al governo Meloni, fatta di proposte concrete e non di formule mediatiche, che piaccia ai cittadini, non solo alla numerosa stampa amica e alle correnti interne.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-referendum-sulla-giustizia/">Il referendum sulla giustizia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Riflessioni di un uomo qualunque</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/riflessioni-di-un-uomo-qualunque/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Alfredo Arcidiacono]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2020 20:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non siamo alla rivolta politica, nemmeno alla riforma. Non credo che togliere rappresentanti a noi, al popolo, agli italiani (anche quelli che vivono, lavorano, sudano in Italia anche se sono nati da altre parti) sia la scelta migliore. Specie ora, la pandemia da Covid19 ci ha infatti mostrato tutte le particolarità, le sfaccettature, i punti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo alla rivolta politica, nemmeno alla riforma. Non credo che togliere rappresentanti a noi, al popolo, agli italiani (anche quelli che vivono, lavorano, sudano in Italia anche se sono nati da altre parti) sia la scelta migliore. Specie ora, la pandemia da Covid19 ci ha infatti mostrato tutte le particolarità, le sfaccettature, i punti deboli ma anche quelli forti delle Regioni, non solo le Amministrazioni regionali ma le regioni intese come territorio, persone che vivono problemi diversi da chi vive anche solo a poche centinaia di chilometri di distanza.</p>
<p>Credo che un semplice “sconto”, un taglio di costo di un organo così importante come il Parlamento non sia una vera soluzione. I problemi si risolvono affrontandoli, sviscerandoli e trovando vie nuove, compromessi perché le norme non vadano a pesare su fasce deboli, applicando norme corrette, eque ed equilibrate.</p>
<p>D’altronde le aziende quando vogliono raggiungere obiettivi importanti non assumono i dirigenti che costano meno ma quelli che possono in qualche modo garantire il risultato, che abbiano un bagaglio culturale e le capacità utili perché il loro aiuto entri in sinergia con lo scopo aziendale. Per di più le aziende, belle sane e forti nei momenti deboli cercano di essere forti, di serrare le fila e sfruttare quindi il momento a proprio favore così da spuntare nuove posizioni di mercato.</p>
<p>In Parlamento sembra che accada l’esatto contrario, si tagliano costi e rappresentanza. Nei momenti difficili si rende la vita più difficile, si applicano tasse e si fanno i tagli. Poi, appena qualcuno se ne rende conto, si annunciano nuovi servizi che, in realtà, erano i servizi di prima, quelli tagliati. Sono sicuro che ognuno ha davanti ai propri occhi tutta una serie di esempi.</p>
<p>Mi chiedo anche se la politica, quella dall’accezione più ampia legata alla “polis”, al senso di comunità, non abbia perso completamente il contatto con la realtà.</p>
<p>Una cosa sono i politici, i rappresentanti, gli attori della scena politica che, come credo abbiamo visto già tutti, che non hanno solo perso il contatto con le persone ma anche con la politica stessa.</p>
<p>Un’altra cosa dovrebbe essere invece la politica fatta di sistemi, di partiti, di gruppi, di pensatori, quella cosa grande e importante che ci immaginiamo un po’ tutti. Che ci immaginavamo, forse.</p>
<p>Anche la politica, il sistema, ha perso il contatto con le persone, con i problemi, con la fatica quotidiana. Lo diciamo già da tempo ma, mai come in questo periodo, il distacco si è fatto più evidente. Non solo per il fatto che la politica (non i politici) dice un po’ tutto e il contrario di tutto ma perché soluzioni e problemi vengono messi sul tavolo degli scambi in malo modo, un po’ a prenderci tutti per scemi.</p>
<p>Credo che l’espressione di questo referendum non abbia un riflesso diretto sull’andamento politico del Paese. Potrebbe forse, in parte, risentirne da lontano. Non è tanto il primo soffio del vento del cambiamento. O forse sì, un cambiamento in cui le persone, stanche di essere non rappresentate o mal rappresentate, cercano di far capire il proprio malcontento. E l’arma forte e vincente non sarà certo l’astensionismo perché questo referendum (molto stranamente anche se conforme alle leggi) non ha un quorum. Ci sarà un risultato anche se si esprimerà solo il dieci percento della popolazione. Una situazione un po’ critica visto che, di fatto, c’è in ballo la nostra rappresentanza nella unica e più importante assemblea pubblica di questo paese.</p>
<p>L’unica alternativa è la totale assenza di quella voce con un taglio drastico di senatori che avvicinerebbe questo Paese al baratro, verso ulteriore instabilità. Fino a che non arriverà qualcuno, uno che vorrà prendere il comando. Ma questa è storia già purtroppo vista.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Marco Alfredo Arcidiacono" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/09/marco-alfredo-arcidiacono-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/marco-alfredo-arcidiacono/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Marco Alfredo Arcidiacono</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Infermiere presso l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, professore a contratto del Corso di Laurea in Infermieristica a Parma. Presidente dell&#8217;associazione culturale virtuale &#8220;La Casa delle idee Parma&#8221;.</p>
<p>È membro dell&#8217;Associazione Italiana Infermieri Area Oncologica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/riflessioni-di-un-uomo-qualunque/">Riflessioni di un uomo qualunque</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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