<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sanità Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/sanita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/sanita/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Dec 2020 14:47:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>sanità Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/sanita/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Scuola e sanità tra pubblico e privato</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/scuola-e-sanita-tra-pubblico-e-privato/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/scuola-e-sanita-tra-pubblico-e-privato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2605</guid>

					<description><![CDATA[<p>I punti messi in evidenza dal Piano governativo per la ripresa sono in linea di massima da condividere a condizione che non nascondano un obiettivo perverso di statalismo diffuso. Qualche considerazione meritano le aree nelle quali il settore pubblico è più interessato: scuola e sanità. Scuola Secondo me la scuola deve avere tre grandi obiettivi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/scuola-e-sanita-tra-pubblico-e-privato/">Scuola e sanità tra pubblico e privato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I punti messi in evidenza dal Piano governativo per la ripresa sono in linea di massima da condividere a condizione che non nascondano un obiettivo perverso di statalismo diffuso. Qualche considerazione meritano le aree nelle quali il settore pubblico è più interessato: scuola e sanità.</p>
<ol>
<li>Scuola</li>
</ol>
<p>Secondo me la scuola deve avere tre grandi obiettivi.</p>
<p>In primo luogo deve allenare le intelligenze: perciò deve proporre agli allievi compiti di qualsivoglia disciplina, purché difficili, come si fa in palestra.</p>
<p>In secondo deve proporsi di abituare alla vita in comunità. Perciò deve insegnare il reciproco rispetto e favorire la socievolezza degli allievi. Deve fare comprendere l’ordinamento che regola le nostre società: il diritto.</p>
<p>Infine, deve fornire competenze che possano essere approfondite nel lavoro o nella ricerca.</p>
<p>Temo che l’interpretazione data ai modelli montessoriano/rodariano poco giovi al primo punto e trasformi il secondo nella creazione di bande di amiconi lamentosi. L’intervento del Piano di ripresa si dovrà rivolgere non solo al rinnovo dell’edilizia e della logistica, ma anche ai contenuti e alle modalità e tempi dell’insegnamento.</p>
<p>Pubblico o privato non mi sembrano determinanti nella scuola. Io ho frequentato solo scuole private, tranne il corso, già da laureato, in Statistica alla Sapienza.</p>
<p>2. Sanità</p>
<p>Si continua a dibattere di pubblico e privato anche nella sanità. Il problema è un altro: il governo della sanità in epidemia non può essere che centrale (magari europeo). La scellerata riforma costituzionale avvenuta col governo di Giuliano Amato (personaggio che ha anche contrastato il referendum Renzi che mirava a ridurre i danni del titolo V Cost.) rende invece difficile la gestione omogenea di fenomeni quali la pandemia.</p>
<p>È bene dire che la pandemia ha preso di sorpresa il sistema, che si orientava verso una medicina di specialisti, assistiti da tecnologia evoluta. Il Covid riporta invece indietro negli anni: richiede letti e assistenza: imporrà la creazione di un’armata di riserva di letti, medici, infermieri, assistenza territoriale, destinati ad entrare in funzione quando si diffonde il virus. Per questi servizi è ovvio che le misure sanitarie non possono essere che pubbliche, restando ai privati altre prestazioni che riguardano varie forme di cure sanitarie, anche particolarmente qualificate sotto il profilo della ricerca, che possono essere sottoposte al controllo pubblico ma non necessariamente al coordinamento centrale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/scuola-e-sanita-tra-pubblico-e-privato/">Scuola e sanità tra pubblico e privato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/scuola-e-sanita-tra-pubblico-e-privato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Obamacare e sanità Usa, cosa non va</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/obamacare-sanita-usa-cosa-non-va/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/obamacare-sanita-usa-cosa-non-va/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Berti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 16:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://3.122.244.34/?p=692</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per quale motivo in America ha vinto Trump? La narrazione di una certa stampa di sinistra ci ha raccontato la seguente storia: Trump, “il populista”, è riuscito a vincere prendendo i voti da due categorie di persone: i razzisti del Ku Klux Klan e la classe dei “white trash”, cioè dei bianchi ignoranti e obesi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obamacare-sanita-usa-cosa-non-va/">Obamacare e sanità Usa, cosa non va</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><b>Per quale motivo in America ha vinto Trump?</b></h3>
<p>La narrazione di una certa stampa di sinistra <strong>ci ha raccontato la seguente storia</strong>: Trump, “il populista”, è riuscito a vincere prendendo i voti da due categorie di persone: i razzisti del <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/11/news/il_ku_klux_klan_annuncia_una_parata_della_vittoria_per_trump-151786149/">Ku Klux Klan</a> e la classe dei “<a href="http://www.pagina99.it/2016/11/07/nancy-isenberg-white-trash-bianchi-america-stati-uniti-donald-trump-elezioni-usa-2016-8-novembre/">white trash</a>”, cioè dei bianchi ignoranti e obesi che sono stati lasciati indietro dalla globalizzazione (sono gli stessi che, quando votano per il candidato giusto, vengono chiamati “classe operaia”).</p>
<p><strong>C’è anche un importante non-detto in questa narrazione</strong>: è l’idea per cui l’amministrazione precedente, quella di Obama, aveva fatto bene all’America. Con Obama tutto andava bene, anzi benissimo. Gli americani che hanno votato per Trump, lo hanno fatto perché sono disinformati, perché sono stupidi o perché sono razzisti. È un modo molto auto-indulgente, questo, di rappresentarsi le ragioni di una sconfitta. Ed è anche una buona scusa per evitare di esaminare le ragioni più profonde che stanno alla base del successo di Trump.</p>
<p>Premetto che non ho particolari simpatie per il Partito Repubblicano, né per il programma di Trump (non mi piace la sua politica protezionista, ad esempio). <strong>Ma Trump non ha vinto solo perché è un populista.</strong> ha vinto anche perché, durante la campagna elettorale, ha saputo mettere il dito su alcuni problemi reali del Paese.</p>
<p>Consideriamo, ad esempio, ciò che viene considerato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Obama: <strong>Obamacare</strong>. Di solito, quando si vuole mostrare il successo di questa riforma si cita questo dato: grazie a Obama, ci sono oggi 83 milioni di americani in più che sono coperti da un’assicurazione medica. Questo dato è corretto, ma, come spesso accade, è nei dettagli che si nasconde il diavolo.</p>
<h3><b>Cosa non è Obamacare?</b></h3>
<p>Partiamo da un fatto: oggi <strong>gli americani spendono per l’assicurazione sanitaria</strong> di Obama più soldi che se pagassero le tasse in qualunque altro paese al mondo dove c’è un sistema sanitario pubblico, vale a dire il 18% in rapporto al PIL (in Italia spendiamo circa il 9%).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2017/08/obama.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-693 size-full" src="http://3.122.244.34/wp-content/uploads/2017/08/obama.jpg" alt="" width="480" height="362" srcset="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/08/obama.jpg 480w, https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2017/08/obama-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>In cambio di tutti questi soldi, negli Stati Uniti non c’è nulla di simile al sistema pubblico e universale che abbiamo noi.</p>
<p>Cerchiamo allora, innanzitutto, di capire cosa non è Obamacare.</p>
<p><strong>Da noi la sanità pubblica è finanziata dalle tasse di tutti</strong> (quelli che le pagano): tutti hanno accesso alle cure mediche. Tra il paziente e il medico non c’è alcun intermediario, per cui nessuno ci guadagna nulla.Anche in USA era più o meno così, fino a quando, con <strong>Nixon</strong>, non è stato introdotto il sistema delle assicurazioni.</p>
<p><strong>Questo sistema introduce un intermediario</strong> (l’assicuratore) tra il paziente e il medico, il cui scopo è quello di fare profitti. Questa cosa è, come si suol dire, <i>on the record:</i> c’è un noto <a href="https://en.wikisource.org/wiki/Transcript_of_taped_conversation_between_President_Richard_Nixon_and_John_D._Ehrlichman_(1971)_that_led_to_the_HMO_act_of_1973:">scambio tra Nixon e Ehrlichman</a> (l’allora assistente agli affari interni), nel quale quest’ultimo dice che, con il nuovo sistema, “tutti gli incentivi andranno verso una riduzione delle cure mediche, perché meno cure danno, più soldi guadagnano.”</p>
<h3><b>Come funziona il sistema Nixon?</b></h3>
<p>Lo Stato paga con i soldi dei contribuenti (cioè con le tasse) le compagnie private di assicurazione per coprire le spese mediche di <strong>due categorie di persone</strong>:</p>
<p><strong>1)</strong> gli anziani, con il programma Medicare;</p>
<p><strong>2)</strong> alcuni poveri, con il programma Medicaid.</p>
<p>Chi lavora si compra l’assicurazione tramite la propria azienda o se, se lo vuole, se la compra da sé.</p>
<p><strong>Cosa succede a chi è sprovvisto assicurazione e ha bisogno di cure?</strong></p>
<p>Se ha avuto un incidente, va in ospedale, e riceve comunque le cure necessarie. I costi per le cure vengono poi assorbiti da chi <strong>paga l’assicurazione</strong> tramite degli aumenti, oppure si trasformano in tasse, perché il governo gestisce degli ospedali pubblici finanziati dai contribuenti.</p>
<p>Se, invece, il non assicurato ha bisogno di cure per una malattia cronica (tipo insulina per curarsi il diabete), <strong>non le riceve</strong>, a meno che non abbia i soldi per pagarsele.</p>
<p>Inoltre, le compagnie di assicurazione possono negare le cure a un paziente che abbia delle <strong>“condizioni pregresse”</strong> (le famigerate <i>pre-existing conditions</i>), un’espressione talmente vaga da poter includere praticamente tutto. Un sacco di gente assicurata si è così vista negare la copertura per le spese mediche a causa delle sue condizioni pregresse.</p>
<p><strong>Ciò significa che ti tieni la malattia, o muori, oppure fai bancarotta</strong>. Tutto è più facile, però, se lavori per grosse compagnie, perché queste offrono dei piani assicurativi più vantaggiosi.</p>
<p>Questo ultimo fatto ha un certo effetto sull’economia, perché spinge la gente a lavorare per le compagnie più grosse, piuttosto che lavorare in proprio, o per piccoli gruppi emergenti. L’assicurazione, nell’era Nixon, non era obbligatoria e questo, come vedremo, è un punto fondamentale.</p>
<p>Quando Obama diventa presidente, c’erano ancora <strong>44 milioni di persone senza assicurazione</strong> (un 15% della popolazione).</p>
<p>Questo era il sistema Nixon.</p>
<p>Prima di passare a Obama, vorrei fare un piccolo ma importante inciso: <strong>il sistema Nixon non è espressione di quello che la gente chiama il “neoliberismo selvaggio”</strong>, perché nel neoliberismo selvaggio non c’è l’intermediazione sistematica delle compagnie assicurative.</p>
<p>Se uno fa un lavoro pericoloso e vuole farsi un’assicurazione medica, è libero di farsela. Ma il rapporto medico-paziente è diretto, e c’è una libera concorrenza per chi offre le migliori prestazioni a un prezzo più basso. <strong>Il sistema Nixon non è, dunque, neoliberista, ma corporativista</strong>, nel senso che è disegnato in modo tale da interferire nel libero mercato per favorire i pesci grossi a spese dei pazienti.</p>
<h3><b>Cos’è l’Obamacare?</b></h3>
<p>Veniamo adesso all’<a href="https://www.hhs.gov/healthcare/about-the-aca/index.html">Affordable Care Act</a>, meglio conosciuto come Obamacare. <strong>Lo scopo di questa riforma</strong> è quello di risolvere i problemi causati dalle assicurazioni, in particolare:</p>
<p><strong>1)</strong> dare un’assicurazione a quei 44 milioni di americani scoperti;</p>
<p><strong>2)</strong> impedire alle compagnie di discriminare in base a condizioni pregresse;</p>
<p><strong>3)</strong> espandere il Medicaid, in modo tale da coprire una porzione più vasta di poveri.</p>
<p>Queste sono le intenzioni. Ma come si realizza questo piano? Alla maniera dei socialdemocratici, cioè per mezzo di un pesante intervento statale.</p>
<h3><b>Non hai i soldi? E io ti multo!</b></h3>
<p>Ricorderete che, durante l’era Nixon, l’assicurazione non era obbligatoria. Con Obama tutti sono obbligati a comprare un’assicurazione dalle compagnie private.</p>
<p><strong>Se non te la compra il tuo datore di lavoro, te la devi comprare tu</strong>. Se non lo fai, ricevi un <i>individual mandate</i>, che comporta una multa che viene riscossa dall’IRS, l’equivalente della nostra Agenzia delle Entrate (<a href="http://www.gallup.com/poll/163280/uninsured-unaware-coverage.aspx">secondo Gallup</a>, ancora oggi, il 43% degli americani privi di assicurazione non sa di dovere dei soldi all’IRS: lo scopriranno presto, quando si troveranno alla porta un agente di riscossione).</p>
<p><strong>Una piccola nota di folklore</strong>: l’idea di multare i non assicurati, comunque, non è di Obama, ma è un invenzione di The Heritage Foundation, un’organizzazione di destra che ha ispirato anche la riforma sanitaria che il repubblicano <a href="http://www.nytimes.com/2012/02/15/health/policy/health-care-mandate-was-first-backed-by-conservatives.html?mcubz=1">Mitt Romney</a> ha implementato in Massachussets, prima di Obama.</p>
<p>È molto istruttivo vedere <a href="https://www.washingtonpost.com/news/wonk/wp/2013/10/04/the-individual-mandates-penalty-costs-more-than-you-think/?utm_term=.af56f8b1bc26">come vengono calcolate le multe</a> per coloro che non comprano l’assicurazione.</p>
<p>Il primo anno la multa minima è di<strong> 95 $</strong> (per chi guadagna meno di 9500 $ l’anno) o l’1% del reddito tassabile.</p>
<p>Il secondo diventano<strong> 325 $</strong> o il 2% sul tassabile.</p>
<p>Il terzo<strong> 695 $</strong> o il 2,5 sul tassabile.</p>
<p>Quindi, se io guadagno poco (e 9500 $ all’anno, negli Stati Uniti, è una miseria!) e non mi faccio un’assicurazione perché non posso permettermela, dopo tre anni mi trovo a dover pagare 695 $. È del tutto ragionevole pensare che, col passare del tempo, queste multe subiscano degli aumenti, come succede per tutte le sanzioni.</p>
<p>Questo fatto mette in luce <strong>il problema fondamentale della riforma Obama</strong>: si inserisce in un sistema fondamentalmente ingiusto e lo codifica, lo trasforma in un obbligo legale, costringendoti a pagare l’intermediario privato sotto la minaccia dell’agenzia delle entrate.</p>
<h3><b>Effetti collaterali (im)prevedibili</b></h3>
<p>Ma andiamo avanti: non appena la riforma Obama è entrata in vigore, il costo delle assicurazioni è <a href="http://www.chicagotribune.com/news/opinion/editorials/ct-obamacare-rates-illinois-trump-edit-0621-md-20170620-story.html">aumentato</a> notevolmente. Se prima avevi un’assicurazione, ma ora non puoi permetterti di pagare l’aumento,<strong> interviene lo Stato</strong>, che paga la parte mancante (quindi più tasse per tutti). Ed è proprio perché le compagnie sanno che lo Stato avrebbe pagato la parte mancante che hanno alzato i costi. Ops, i Democratici non c’avevano pensato!</p>
<h3><b>Come ti raddoppio il debito pubblico</b></h3>
<p>Il problema è che il governo ha qualche piccolo problema a pagare, perché durante l’amministrazione Obama il <strong>debito pubblico</strong> è <a href="http://fortune.com/2017/01/20/barack-obama-donald-trump-country-moodys/">letteralmente esploso</a>, passando da 10.000 a 20.000 miliardi di dollari (i 700 miliardi impiegati per il bailout, in confronto, sono una bazzecola). Di questi, 7.000 miliardi sono dovuti direttamente a spese che si devono ai programmi di Obama.</p>
<p>In pratica, Obamacare è un sistema che sta prosciugando soldi dalla classe media americana e al governo federale per trasferirli nelle tasche delle compagnie di assicurazione.</p>
<h3><b>Perché i costi della sanità americana sono così alti?</b></h3>
<p>Ma come mai i costi della sanità in America sono così astronomici? Perché una protesi costa 1000 volte di più di quanto costa in Francia o in Italia? Perché è questo il vero problema.</p>
<p><strong>Sostanzialmente la logica è questa</strong>: se io volessi introdurre in un paese come l’Italia un sistema simile a quello americano, avrei 2 opzioni.</p>
<p><strong>La prima</strong> è quella di obbligare la gente a fare un&#8217;assicurazione sulla salute, come si fa con le automobili. Questa soluzione, però, è difficilissima da mettere in pratica, specialmente in un paese con una tradizione liberale come l&#8217;America.</p>
<p><strong>L&#8217;altra soluzione</strong> è quella di far salire artificialmente i costi delle cure e dei farmaci, in modo tale da indurre la gente a farsi un&#8217;assicurazione, per evitare che si trovi a spendere botte di soldi a causa di un ricovero improvviso.</p>
<p><strong>Quando dico “artificialmente” intendo dire</strong>: in modo non conforme alle leggi del mercato.</p>
<p>Un&#8217;operazione del genere la può fare solo lo Stato, ed è quello che è stato fatto con Nixon. <strong>Come?</strong> Qui è la parte più interessante: prima lo Stato faceva pressione nei confronti dei fornitori privati di beni e servizi sanitari come farebbe un qualunque cliente in un regime di concorrenza: chiede il miglior servizio al minor costo possibile.</p>
<p><strong>Con Nixon lo Stato ha smesso di fare questa pressione</strong>, producendo un aumento generalizzato dei prezzi. Questa situazione ha creato un ambiente favorevole per permettere al mercato delle assicurazioni di decollare.</p>
<p>Ora, una volta che si capisce questo, ci si rende conto di quanto sia <strong>ipocrita la riforma Obama</strong>. Da un certo punto di vista, essa ha piantato un ulteriore chiodo sulla bara della sanità americana, perché ha reso possibile quello che Nixon non era riuscito a fare: rendere obbligatorie le polizze.</p>
<h3><b>Quando il tuo storytelling ti acceca</b></h3>
<p>Una parte degli elettori di sinistra (e non solo quelli americani) non sono capaci di capire le ragioni profonde per cui ha vinto Trump. Non le capiscono perché sono vittime delle loro stesse narrazioni. Danno la colpa alla stupidità degli elettori di destra e non si rendono conto che, in America, <strong>c&#8217;è un sacco di gente che è molto insoddisfatta per le cose che ha fatto Obama</strong>. E non gente ricca, ma <i>middle class</i>. E non capiscono che, quando Trump dice di voler abrogare Obamacare, un sacco di gente – ma tanta! – capisce perfettamente di cosa sta parlando.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Dario Berti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/20170101123622_dario-berti-150x150.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/dario-berti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Dario Berti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obamacare-sanita-usa-cosa-non-va/">Obamacare e sanità Usa, cosa non va</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/obamacare-sanita-usa-cosa-non-va/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
