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	<title>stagflazione Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>stagflazione Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Stagflazione. Ci siamo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 15:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno affrontando un autunno durissimo ma, nonostante che lo stoccaggio del gas protegga (a carissimo prezzo) il Paese da eventuali shock di sistema, il costo altissimo ed altalenante dell’energia impatta inesorabilmente sui conti aziendali e, di conseguenza, ipoteca una pressoché certa prosecuzione della crescita dei prezzi al consumo, almeno ancora per tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno affrontando un autunno durissimo ma, nonostante che lo stoccaggio del gas protegga (a carissimo prezzo) il Paese da eventuali <em>shock</em> di sistema, il costo altissimo ed altalenante dell’energia impatta inesorabilmente sui conti aziendali e, di conseguenza, ipoteca una pressoché certa prosecuzione della crescita dei prezzi al consumo, almeno ancora per tutto il 2023.</p>
<p>Dunque, sebbene le previsioni della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2022, approvata dal Consiglio dei ministri del 28 settembre 2022, prevedono per il nostro Paese un livello tendenziale del prodotto interno lordo (PIL), per l’anno in corso in aumento al 3,3%, la realtà vede un Italia in grande difficoltà. Viene il dubbio, ascoltando gli interventi dei <em>leader</em> delle organizzazioni industriali e commerciali domestiche, che la crescita del PIL sconti un’inflazione non vera; quella “<em>da prezzo delle sigarette nazionali</em>”, come si diceva già negli anni 70, periodo di inflazione a due cifre, per sottolineare come il paniere di riferimento fosse inadeguato a riflettere gli effettivi consumi e, quindi, l’inflazione del Paese reale.</p>
<p>A livello globale, dunque, la possibilità di un 2023 che si concluda con una Europa preda della stagnazione economica è sempre più concreta, peraltro, al traino, di ciò che già sta accadendo negli USA. Allora, se siamo nella recessione, quali politiche economiche dovremmo attenderci e, verificato ciò, cosa dovremmo fare se, invece, la cura ci sembrasse ancora peggiore del male da curare?</p>
<p>Per rispondere alla prima questione (ovvero, di cosa dobbiamo aspettarci) diciamo subito che esistono ricette economiche universalmente riconosciute per affrontare la stagflazione, cioè quella situazione che vede, nello stesso mercato, un aumento dei prezzi e l’economia che in termini reali non cresce. Sappiamo che in uno scenario <em>standard</em> di crescita della produzione seguita o causata da crescita della domanda, si alzano anche i prezzi e, quindi, anche l’inflazione. Esiste una relazione diretta tra crescita economica ed inflazione: l’aumento dei prezzi indica un mercato in salute ed un aumento del potere di acquisto delle famiglie.</p>
<p>Tuttavia, la situazione che ci si palesa è diversa. La guerra in Ucraina ha determinato l’aumento del costo di <em>gas</em> e petrolio, delle materie prime e della logistica ad un livello che appare sempre più insostenibile per le aziende e, dunque, alla crescita dei prezzi si accompagna una produzione che rallenta.</p>
<p>Né è un esempio evidente ciò che sta accadendo nel nostro Paese dove grandi e piccole imprese hanno visto lievitare le bollette di luce e gas del 300%, rendendo difficile, se non impossibile, portare avanti le attività.</p>
<p>Ora in Bce non manca, naturalmente, chi sostiene che la banca centrale dovrebbe fare tutto il possibile per evitare la divaricazione degli <em>spread </em>nell’area dell’euro; dall’altro la maggior parte degli economisti ritiene che, soprattutto a causa del fatto che le fonti d’inflazione sono oggi derivanti dalle condizioni dell’offerta, la politica monetaria non abbia alcuno strumento a disposizione per migliorare le <em>performance</em> economiche europee e che,  per tanto, la soluzione ottimale sarebbe quella di spingere il mondo intero verso una recessione controllata, anticipando in qualche modo gli eventi.</p>
<p>In altre parole, la Bce dovrebbe ridurre il livello della domanda aggregata in modo che quando l’offerta diminuisce non vi sia un eccesso di domanda in grado di provocare inflazione e, soprattutto, le <em>aspettative d’inflazione</em>. Insomma, una stretta monetaria!</p>
<p>Ma si è davvero capaci di controllare la recessione o, si finirà, come peraltro già accaduto in passato, nei non lontani anni Settanta, di accentuare la recessione accanto alla spinta inflattiva, spingendo la stagflazione verso livelli ancora adesso inimmaginabili.</p>
<p>In effetti, a ben vedere la questione della corsa inarrestabile del costo di gas e petrolio è legato alla guerra in Ucraina e la soluzione (a portata di mano) sembra molto più semplice: concludere con un accordo, più o meno onorevole, un salasso enorme che oltre a coinvolgere gli Usa, sta colpendo duramente l’Europa.</p>
<p>Infatti, e veniamo adesso al punto, siamo davvero certi che sia utile ridurre la domanda fino a quando non siano eleminati gli eccessi rispetto all’offerta e, osserviamo bene e riflettiamoci su questo, non è già lo schema che ha accompagnato la reazione alla crisi degli anni ’30?</p>
<p>Si è visto come sia finita … una recessione globale che ha lasciato solo lacrime e sangue ma che, inoltre, non ha scongiurato una guerra, quella iniziata nel settembre 1939 con l&#8217;attacco della Germania nazista alla Polonia e terminata, nel teatro europeo, l&#8217;8 maggio 1945 con la resa della Germania.</p>
<p>Bene, se la storia davvero ci dovesse insegnare qualche cosa, allora dovrebbe farci riflettere su come si possa (e anzi alcune volte si debba) cercare fino all’ultimo la Pace. Peraltro, sono proprio i romani che ci hanno insegnato che le guerre non si debbono iniziare se non si possono vincere o, in altri termini, che si vincono prima di combatterle, preparandole con cura.</p>
<p>Nel caso dell’Ucraina le sanzioni hanno di certo colpito la Russia, che chiuderà il 2022 con una contrazione del Pil del intorno al -3,4% (ed una previsione per il 2023 del -2,3%) ma anche Europa ed Usa non se la passano benissimo (rispettivamente, 3,1% e 1,6% sul 2022 e 0,5% e 1% per il 2023); i dati previsionali del Pil, impressionano soprattutto per l’Europa soprattutto in quanto le prospettive erano, solo nello scorso aprile, molto migliori.</p>
<p>Dunque, almeno sotto l’aspetto economico, a mio modo di vedere, la Pace va ricercata con urgenza, salvo voler gettare il mondo in una recessione globale che, stante le condizioni di partenza (inflazione da costi, spinte protezionistiche, instabilità politica, ecc) sembra avere le caratteristiche tipiche di una crisi davvero devastante.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/stagflazione-ci-siamo/">Stagflazione. Ci siamo.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Scomparso dai radar il base effect?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 13:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[stagflazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi appare definitivamente archiviato ciò che, invece, sembrava acquisito ancora ad inizio estate 2021, ovvero l’idea di ritenere che i prezzi avrebbero visto una fiammata transitoria per via del confronto con il lungo periodo di deflazione causato dai lockdown. Ad oltre un anno di distanza dalle prime avvisaglie di un incremento incontrollato dei prezzi, la situazione sembra radicalmente cambiata ed anche le banche centrali (e tra queste la FED) cominciano a riscontrare come il rialzo dei prezzi delle materie prime continui, senza alcun segno di rallentamento. Con essi, salgono con forza i prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Tale situazione mette in pericolo, sempre più, le prime ottimistiche previsioni di ripresa post-pandemica che vedevano in un incremento dei consumi e degli investimenti delle imprese la spinta per un consistente e duraturo incremento della domanda. In effetti, i principali indicatori macroeconomici oggi non sembrano incoraggianti ed il rallentamento della crescita economica globale è evidente. Anche l&#8217;economia cinese, che sembrava uscita dalla crisi pandemica addirittura rafforzata, sebbene continui a crescere, evidenza un passo più molto più lento del previsto. Principali colpevoli anche qui la crisi energetica, ma anche i problemi del gigante dell&#8217;immobiliare Evergrande ed i nuovi focolai di Covid dovuti alla<br />
variante Delta. A questo dato si aggiunge un fatto ancor più inquietante. La crescita, anche nei paesi dove le stime sono positive, com’è, ad esempio, per il nostro Paese, vede sul fronte del lavoro progressi molto scarsi. Il che significa che dovremmo sopportare ancora per qualche anno una forte disoccupazione.<br />
Concentrandosi sull’Italia, ad esempio, la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2021 presentata da Draghi e Franco al Parlamento, se contabilizza un livello di PIL più elevato (atteso a un +6% per l’anno in corso) vede in previsione nel 2021 l’occupazione crescere lievemente più del PIL per quanto riguarda le unità di lavoro e le ore lavorate, mentre per gli anni successivi la previsione sconta una moderata crescita della produttività. In definitiva, il numero di occupati secondo l’indagine sulle forze di lavoro salirebbe al disopra del livello pre-crisi già nel 2022, per poi registrare una vera e propria crescita. Il quadro disegnato dal NADEF dunque vede un decremento della disoccupazione solo a partire dal 2023.<br />
Ma sarà effettivamente cosi, ovvero, saranno mantenuti gli impegni sull’occupazione? Rispondo subito. E’ molto probabile di no!<br />
Infatti, come sappiamo, la combinazione di prezzi in salita ed economia che non cresce, ha un nome ben preciso in macroeconomia e prende il nome di stagflazione. L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione negli Stati Uniti ed in altre economie potrebbe essere certamente un problema in questo momento. In primo luogo, l’incremento dell’inflazione certamente intacca<br />
qualsiasi ripresa dei redditi da lavoro e, anche la redditività del capitale, vero punto di riferimento delle economie di tipo capitalistico. La redditività può essere colpita certamente dai possibili aumenti salariali indotti dalla pressione in aumento dei prezzi da un lato e dall&#8217;aumento degli interessi dall&#8217;altro.<br />
Ciò considerato, la preoccupazione maggiore è quella che proprio dalla volontà da parte della politica monetaria e, in parte, di quella fiscale, di concentrare tutte le proprie attenzioni sui livelli occupazionali &#8211; sebbene per l’Italia questo sarebbe solo a partire dal 2023 &#8211; porti ad uno stallo dell’economia. In questo senso vengono lette le recenti revisioni della politica monetaria della FED e della BCE: lasciare andare i prezzi un po’ più su in cambio di un recupero di posti di lavoro, cosi ripetendo di fatto lo stesso “errore” commesso dai banchieri centrali negli anni 70.<br />
Una scommessa che potrebbe costare dunque molto cara, costringendo le banche centrali ad un rapido, e traumatico, cambio di strategia, che porti un aumento del tasso monetario d’interesse. Tassi d’interesse in crescita che strozzerebbero la domanda, portando ad un brusco crollo degli investimenti.<br />
Insomma siamo di fronte ad un bivio, e il futuro non è affatto roseo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
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