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	<title>vaccino Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2021 18:02:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>vaccino Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Dubbi e perplessità sul Green Pass</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Marri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 18:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[federico marri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici. A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/">Dubbi e perplessità sul Green Pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici.</p>
<p>A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e dai contenuti che sarebbe auspicabile veder germogliare all’interno delle democrazie liberali.</p>
<p>Più che scrivere contro il GreenPass, infatti, mi limiterò a sottolineare le criticità delle argomentazioni più ricorrenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) “Dobbiamo introdurre il Green Pass per evitare che si sviluppino varianti”. </strong></p>
<p>In un mondo estremamente connesso e globalizzato, composto da 8 miliardi di persone, con alcuni Paesi che faticano tutt’ora ad avere accesso ai vaccini, è ingenuo ritenere che la vaccinazione di qualche milione di italiano in più possa impedire la nascita o l’arrivo di future varianti.</p>
<p>Le varianti ci sono e sono più contagiose; se ne arriveranno di nuove, lo faranno a prescindere dalle scelte dei politici italiani.</p>
<p>Certo, non è che se in alcuni Paesi i vaccini scarseggiano allora non ci vacciniamo nemmeno in Italia. Ma se si vogliono eliminare diritti e libertà per un obiettivo che si ritiene più importante (e già qui bisognerebbe stare in guardia) l’obiettivo deve essere quanto meno realizzabile. Non è questo il caso: l’arrivo di nuove varianti dipende in misura quasi completa da cosa accade nel resto del mondo, e non mi sembra opportuno introdurre divieti per traguardi che sfuggono quasi completamente al nostro controllo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2)“Chi non si vaccina è un rischio per gli altri, quindi deve pagare un prezzo per questa sua scelta” </strong>(perdere il diritto di andare in determinati luoghi o fare molto più spesso il tampone).</p>
<p>Partiamo da un assunto semplice quanto fondamentale: prima di privare gli uomini di libertà e diritti, è necessario addurre giustificazioni abbondanti, esplicite, ragionate, schiaccianti, quasi incontrovertibili; è inoltre necessario utilizzare il principio di proporzionalità e necessarietà, il rischio sopportato deve essere abbastanza elevato da giustificare le limitazioni.</p>
<p>Se si crede nello stato di diritto, non basta dire che qualcuno è un rischio. Bisogna quantificare. Perché? Perché anche andare in giro senza vaccino per l’influenza è un rischio. Persino accendere il fornello per farci il caffè è un rischio per il nostro vicino, che potrebbe rischiare di vedersi la casa incendiata.</p>
<p>Praticamente tutto ciò che facciamo è un rischio per gli altri: è proprio per questo che <strong>le risposte alle delicate domande sulle limitazioni di libertà e diritti risiedono nella quantificazione del rischio, nella probabilità e nella gravità del danno a cui esponiamo gli altri, e non possono sottostare a una vaga retorica di bene comune, interesse collettivo o rischio generale</strong> (pena il sorgere di misure colme di isterie e controsensi).</p>
<p>In questi giorni sono fioccati i parallelismi: vi è chi ha fatto notare che, così come è richiesta una patente per guidare, così dovrebbe essere richiesta una patente per poter entrare in un ristorante. In molti hanno sostenuto che volere la libertà di non vaccinarsi equivalga a volere la libertà di passare con il semaforo rosso.</p>
<p>La tiritera comune di questi giorni sbandiera a tutte vele lo slogan liberale del “la mia libertà finisce dove inizia la tua”. E ci mancherebbe, è uno dei capisaldi di ogni democrazia liberale da quando John Stuart Mill lo introdusse.</p>
<p>Ciò che tuttavia è sistematicamente omesso, per ingenuità o per malafede, è la definizione di cosa costituisca un’aggressione alla libertà altrui. Lo ripeto: se bastasse parlare di libertà che iniziano e finiscono, si potrebbe tranquillamente dire che non vaccinarsi all’influenza è un’aggressione alla libertà altrui così grave da giustificare misure restrittive per i non vaccinati. Perché ciò non avviene? Perché il rischio di contrarre l’influenza da un non vaccinato è ritenuto minore rispetto al costo delle restrizioni.</p>
<p>I professori Perotti e Boeri, in un articolo molto meno delirante, hanno paragonato i danni che un non-vaccinato provoca alla comunità a quelli che i fumatori arrecano ai cosiddetti fumatori passivi, e per i quali devono pagare un prezzo (le imposte sulle sigarette).</p>
<p>Ma tutti questi paragoni ignorano un punto fondamentale: a differenza di automobilisti e fumatori passivi, i cittadini, vaccinandosi, sono in grado di proteggersi in modo estremamente efficace dal comportamento dei non vaccinati (sembrerebbe che i vaccini riducano con efficacia che oscilla tra il 93% e il 98% ospedalizzazioni e morti).</p>
<p>E’ lecito chiedere che un guidatore abbia la patente perché è impossibile tutelarsi da un tamponamento mortale, e per gli stessi motivi si chiede che il guidatore non sia ubriaco o non passi agli incroci con il semaforo rosso. Infatti, non esiste un vaccino né per gli incidenti stradali né per gli effetti nocivi della nicotina.</p>
<p><strong>Ma esiste un vaccino per il COVID19, e funziona. </strong></p>
<p>Quanto rischia quindi un vaccinato?</p>
<p>Un vaccinato rischia molto poco in presenza di un non vaccinato, e rischia molto molto poco in presenza di un vaccinato. Abbastanza da impedire l’accesso in determinati luoghi? Io non penso.</p>
<p>Si dirà: “però vanno tutelate quelle persone che non hanno la possibilità di vaccinarsi per motivi di salute”. Senz’altro, ma fatico ancora una volta a trovare adeguata proporzionalità e quantificazione. Quante sono queste persone? Quanto rischiano se inserite in un contesto in cui sono rispettati il distanziamento e le misure di protezione? Rischiano così tanto da imporre a tutti i non vaccinati non solo le adeguate misure di protezione, ma addirittura l’impossibilità di accesso ad alcuni luoghi?</p>
<p>Ricordiamo inoltre che il vaccino non impedisce il contagio. Riduce le probabilità, ma una percentuale di rischio permane sempre.</p>
<p>Mi chiedo, quindi: non sarebbe stato sufficiente proseguire con misure di protezione e distanziamento, senza andarsi ad impelagare in questo pantano che sta provocando parecchia rabbia ed intolleranza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) “Bisogna evitare che il sistema sanitario collassi”. </strong></p>
<p>Questa è l’unica argomentazione veramente solida: se il sistema sanitario dovesse implodere, il governo Italiano rimetterebbe tutti quanti in lockdown, e non sarebbe giusto far pagare a tutti il costo delle scelte di pochi.</p>
<p>Condivisibile: futuri lockdowns devono essere scongiurati.</p>
<p>Ma che il GreenPass eviti futuri lockdowns è un’ illusione, così come lo furono le sparate del tipo “ultimo lockdown di 2 settimane per salvare il Natale”, e poi l’Estate, e poi la Pasqua, e poi chissà che altro in un susseguirsi infinito.</p>
<p>La dicotomia presentata in conferenza stampa dal Presidente Draghi “o GreenPass o Lockdown”, è semplicemente falsa.</p>
<p><strong>Il GreenPass non garantisce che non vi saranno ulteriori lockdowns. </strong>I parametri sono lì, in bella mostra: se le terapie intensive supereranno il 20%, sarà zona arancione. Tutto ciò che il GreenPass fa è limitarsi a funzionare da incentivo alla vaccinazione (da questo punto di vista i dati ne confermano il successo).</p>
<p>Se quindi pare legittimo intraprendere misure per tutelare il sistema sanitario, prima di procedere con obblighi e restrizioni bisognerebbe chiedersi: “qual è il rischio che gli ospedali collassino?”; “Quanto viene ridotto questo rischio con il GreenPass?”.</p>
<p>Senza queste doverose domande (del tutto assenti dal dibattito pubblico), sorge spontaneamente il dubbio che questo GreenPass rappresenti, più che la volontà di tutelare libertà e salute, una sorta di crociata punitiva verso i novax, una vendetta morale verso i colpevoli di “analfabetismo funzionale”.</p>
<p>E per quanto sia una sofferenza dover ancora sentire complottismi su 5G, piani di sterminio di massa, scie chimiche &amp;co., bisogna mantenersi saldi nella consapevolezza che nello stato di diritto la libertà non è condizionata né alla profondità di pensiero né al grado di cultura. <strong>L’uomo nasce libero, e la libertà deve essergli garantita per il solo fatto di essere umano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è poi un’ultima ragione, di natura pragmatica, per coltivare remore verso questa misura: ogni volta che uno strumento politico diviene d’uso comune e accettato in larga parte dalla popolazione, diventa estremamente difficile rimuoverlo.</p>
<p>Nessuno si è chiesto quanto durerà questo GreenPass, e vi è la concreta possibilità che per i prossimi 3-5 anni saremo costretti ogni 8 mesi a vaccinarci per godere di alcune libertà fondamentali, a prescindere da quanto il COVID rappresenterà un pericolo.</p>
<p>Forse stiamo disegnando una società che pretenderà in modo sempre più asfissiante prove e dimostrazioni non per imporre divieti, quanto piuttosto per concedere libertà e diritti. Così la dottrina del diritto naturale sembra traballare pericolosamente.</p>
<p>Aggiungo, tralasciando la filosofia e continuando con il pragmatismo, che esiste pure il concreto rischio che le limitazioni diventino via via più gravose (solo qualche settimana fa, prima dell’idea di Macron, era certo che il GreenPass fosse solo uno strumento per regolare i viaggi intraUE).</p>
<p>Tra i due approcci agli estremi, non fare nulla nella speranza che le vaccinazioni spontanee possano essere sufficienti a evitare nuove crisi sanitarie, o imporre l’obbligo vaccinale alle fasce d’età concretamente a rischio ospedalizzazione, si è scelta una via di mezzo che crea incertezza, danneggia l’economia e spezza in due la società, senza nemmeno riuscire a garantire l’assenza di futuri lockdowns.</p>
<p>Ma, come accennavo all’inizio, più inquietante ancora è la direzione su cui si sta incanalando il dibattito pubblico: da un lato solito complottismo mischiato a rabbia montante, dall’altro scarsa attitudine nel ponderare le proprie ragioni prima di privare di diritti e libertà gli altri.</p>
<p>Non ci attendono tempi prosperi.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Federico Marri" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/federico-marri-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/federico-marri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Federico Marri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato il 28/04/1999, laureando in Economia e Finanza, prossimamente Laurea Magistrale in Economia e Scienze Sociali.<br />
Ho frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, in Illinois.<br />
Sono attivo politicamente e, seguendo l&#8217;approccio di Hannah Arendt, credo che la politica debba occuparsi di allargare lo spazio di libertá degli individui.<br />
La mia frase preferita è di Benedetto Croce: &#8220;per l’autoritarismo al quale è costretto ad appigliarsi[…], per l’inevitabile inclinazione a soffocare la varietà delle tendenze, gli spontanei svolgimenti e la formazione della personalità, il socialismo incontra l’ostilità della concezione liberale.&#8221;<br />
Amo Edmund Burke.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/federico_marri?s=08" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pfizer, Moderna, AstraZeneca, ecc. La proliferazione e l&#8217;arrivo, seppur scaglionato, sul mercato dei diversi vaccini anticovid fanno pensare alla varietà di prodotti che siamo soliti trovare in un ben fornito banco del supermercato. Come scegliere il più giusto? Senza dubbio, infatti, gli interessi che entrano in gioco intorno a questa problematica, partendo dalla salute e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/">La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pfizer, Moderna, AstraZeneca, ecc. La proliferazione e l&#8217;arrivo, seppur scaglionato, sul mercato dei diversi vaccini anticovid fanno pensare alla varietà di prodotti che siamo soliti trovare in un ben fornito banco del supermercato. Come scegliere il più giusto? Senza dubbio, infatti, gli interessi che entrano in gioco intorno a questa problematica, partendo dalla salute e arrivando a quello dei considerevoli profitti economici che la vendita del vaccino comporta, esigono che si faccia una riflessione approfondita a riguardo.</p>
<p>Tempo fa il <a href="https://www.iltempo.it/attualita/2021/01/02/news/vaccino-covid-aifa-scelta-pfizer-moderna-sanofi-nicola-magrini-ffetti-collaterali-astrazeneca-mielite-disturbi-neurologici-25738570/">quotidiano il Tempo</a>  riportò che sarebbe stata<em>“</em> <strong><em>l’Agenzia italiana del farmaco a decidere a chi dare questo o quel vaccino (AIFA)”.</em></strong> Una decisione, dunque, che esulerebbe dalla scelta personale. E se il cittadino volesse un vaccino differente rispetto a quanto deciso per lui, potrebbe richiederlo se disponibile? Il sanitario competente avrebbe l&#8217;obbligo di consigliare quello migliore? Oppure l&#8217;Aifa potrebbe <em><strong>“</strong></em><em><strong>imporre”</strong></em> la tipologia di vaccino da somministrare?</p>
<p>La questione, oggi, più che ieri, è ancorpiù importante per la problematica della seconda dose del vaccino Astrazenaca a la possibilità della vaccinazione eterologa che il Governo parrebbe ammettere.</p>
<p>Allo stato attuale, il generale diritto alla salute garantirebbe al cittadino di avere la migliore cura disponibile e, quindi, anche la possibilità di disporre del vaccino che, in base alle evidenze scientifiche, sia in grado di offrire la migliore copertura vaccinale dal Sars-Cov-2.</p>
<p>Per inquadrare con correttezza la questione, però, è necessario fare delle necessarie premesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il diritto alla salute, al trattamento terapeutico e alla migliore cura possibile. </strong></p>
<p>Il diritto alla salute trova ormai un riconoscimento universale nei Trattati internazionali e nella Costituzione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (1).</p>
<p>In base all&#8217;art. 32, comma primo della Costituzione italiana, inoltre, <em>“</em><em>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. </em></p>
<p>In quanto diritto sociale del cittadino a pretendere una serie di interventi a difesa del suo bene-salute, vi è l’obbligo dello Stato a predisporre, tramite un’organizzazione sanitaria idonea, le prestazioni positive per realizzarne il godimento effettivo e globale. L’intervento sociale si colloca in funzione della persona e della <em>“</em><em>sua sfera autodeterminativa”</em> e non coercitiva.</p>
<p><strong>Le stesse riforme sanitarie realizzate nel tempo hanno, come principi ispiratori, tra l’altro, l’universalità dei destinatari, l’uguaglianza di trattamento, il rispetto della libertà e della dignità della persona e la volontarietà dei trattamenti sanitari.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La libertà di scelta.</strong></p>
<p>L’art. 13 della Costituzione garantisce l’inviolabilità della libertà personale con riferimento anche alla libertà di salvaguardia della propria salute e della propria integrità fisica.</p>
<p>Il successivo art. 32, comma secondo, stabilisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.</p>
<p>L’art. 33 L. n. 833 del 1978 esclude, poi, la possibilità di accertamenti e di trattamenti sanitari contro la volontà del paziente (se questo è in grado di prestarlo e non ricorrono i presupposti dello stato di necessità ex art. 54 c.p.) ponendone l&#8217;obbligo a carico del sanitario, il quale, una volta richiesto dal paziente dell’esecuzione di un determinato trattamento, attraverso il suo preventivo consenso informato, decide in piena autonomia secondo la <em>lex artis</em> di accogliere la richiesta e di darvi corso.</p>
<p>Questi diritti comportano il diritto per il cittadino di accettare, rifiutare, interrompere atti od interventi a salvaguardia del proprio stato di salute, compiuti da terzi, ma contro il proprio volere (cosiddetto diritto all’autodeterminazione terapeutica) (2).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Necessità del consenso informato </strong></p>
<p>Nella legislazione ordinaria, pur mancando un referente normativo “generale”, il principio del consenso informato è enunciato in numerose leggi speciali, nel Codice di Deontologia Medica e in varie linee guida (3).</p>
<p>Anche la giurisprudenza (Corte di Cassazione sentenza n. 19212 del 2015) ha affermato che l’obbligo del consenso informato costituisce legittimazione e fondamento del trattamento sanitario senza il quale l’intervento del medico è (al di fuori dei casi di trattamento per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità) sicuramente illecito, anche quando è nell’interesse del paziente (v. Cass., 16/10/2007, n. 21748).</p>
<p>Trattasi di obbligo che attiene all’informazione circa le prevedibili conseguenze del trattamento cui il paziente viene sottoposto e, in particolare, in ordine alla possibilità che ne consegua (cfr. Cass., 13/4/2007, n. 8826; Cass., 30/7/2004, n. 14638) un aggravamento delle condizioni di salute del medesimo, al fine di porlo in condizione di consentirvi consapevolmente (v. Cass., 14/3/2006, n. 5444).</p>
<p>Il consenso libero e informato &#8211; che è volto a garantire la libertà dell’individuo e costituisce un mezzo per il migliore perseguimento dei suoi interessi, consentendogli di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico o anche di rifiutare (in tutte le fasi della vita, pure in quella terminale) la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla (v. Cass., 16/10/2007, n. 21748) &#8211; non può mai essere presunto o tacito, <strong>ma deve essere fornito espressamente, dopo avere ricevuto un’adeguata informazione, anch’essa esplicita.</strong></p>
<p><strong>Il medico ha, pertanto, il dovere di informare il paziente in ordine alla natura dell’intervento, alla portata dei possibili e probabili risultati conseguibili e delle implicazioni verificabili (v. Cass., 13/2/2015, n. 2854) e alla cura da praticare</strong> (4).</p>
<p>Il diritto al consenso informato del paziente va, però, tenuto distinto da quello del diritto fondamentale alla salute (5).</p>
<p>Il consenso informato, in pratica, attiene al diritto basilare della persona all’espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico (cfr. Corte Cost., 23/12/2008, n. 438) e, quindi, come sopra detto, alla libera e consapevole autodeterminazione del paziente (v. Cass., 6/6/2014, n. 12830), atteso che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge (anche quest’ultima non potendo, peraltro, in ogni caso, violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana: art. 32, comma 2, Cost.).</p>
<p>Il trattamento medico terapeutico ha, viceversa, riguardo alla tutela del (diverso) diritto fondamentale alla salute (art. 32, 1 co., Cost.) (v. Cass., 6/6/2014, n. 12830).</p>
<p><strong>In mancanza di consenso informato l’intervento del medico (al di fuori dei casi di trattamento sanitario per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità) è pertanto sicuramente illecito, anche quando sia nell’interesse del paziente</strong> (v. Cass., 8/10/2008, n. 24791) (6).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Correttezza dell&#8217;informazione in ambito vaccinale</strong></p>
<p>Prendendo spunto dalle l<a href="http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5092448&amp;nomeFile=Delibera_n.1067_del_25-11-2014-Allegato-A">inee guida al consenso informato nelle vaccinazioni della Regione Toscana</a>, queste prevedono che la corretta informazione è presupposto imprescindibile perché l’adesione alla vaccinazione sia ragionata e consapevole.</p>
<p>Affinché l’interessato, e/o i genitori/tutori (in caso di minori e di incapaci), possano esprimere il loro valido consenso, è quindi necessario che nel corso del colloquio pre-vaccinale &#8211; con l&#8217;ausilio di materiale informativo scritto e precedentemente fornito &#8211; siano loro offerte informazioni chiare e corrette in relazione a:</p>
<ul>
<li>benefici attesi dalla vaccinazione;</li>
<li>possibili complicanze della malattia che si intende prevenire con la vaccinazione;</li>
<li>eventuali ischi legati alla vaccinazione;</li>
<li><strong>tipologie di vaccini disponibili e loro caratteristiche<u>;</u></strong></li>
<li>consapevolezza delle resistenze alle vaccinazioni.</li>
</ul>
<p>La “regola di fondo” è, dunque, quella <strong>dell’autonomia e della responsabilità dell&#8217;operatore sanitario</strong> che, sempre con il consenso della persona assistita e /o del rappresentante legale, <strong>propone l&#8217;offerta vaccinale</strong> <strong>basandosi sullo stato delle migliori conoscenze “a disposizione”.</strong></p>
<p>Da ciò discende l’affermazione, da un lato, dell’<em>“autonomia degli operatori sanitari nelle loro scelte professionali”</em> <strong>(che devono essere informate alle più aggiornate e fondate evidenze scientifiche)</strong> e, dall’altro, di quella dell&#8217;assistito che dopo aver valutato la situazione alla luce delle motivazioni etiche, sociali e anche dell’interesse personale, <strong>aderisce in modo consapevole e libero alla proposta vaccinale. </strong></p>
<p>A tale proposito, anche l&#8217;articolo 20 del codice di deontologia medica <a href="https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2020/04/CODICE-DEONTOLOGIA-MEDICA-2014-e-aggiornamenti.pdf">(CDM 2014)</a>, approvato il 18.5.2014, dispone che: <em>“</em><em>La relazione tra medico e paziente è costituita sulla libertà di scelta e sull’individuazione e condivisione delle rispettive autonome e responsabilità. Il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura” </em>(7).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>I diritti summenzionati obbligano lo Stato a reperire sul mercato i migliori vaccini disponibili che abbiano ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per l&#8217;immissione in commercio.</p>
<p>Lo Stato avrebbe anche il dovere di garantire, se possibile, la facoltà ai cittadini “di acquistare” dietro prescrizione medica e a prezzo calmierato il vaccino (come, ad esempio, avviene per quello influenzale a pagamento per alcune categorie di persone).</p>
<p>Per quanto attiene al rapporto paziente-sanitario, allo stato dell&#8217;arte e in base alle considerazioni svolte, il sanitario, dopo aver acquisito l&#8217;anamnesi vaccinale del paziente e compiute le dovute considerazioni, deve consigliare, anche in base alle eventuali linee guida del Ministero della Sanità, dell&#8217;Aifa e dell&#8217;Ema, ecc., alle <em><strong>best practice</strong></em> <strong>e alla migliore evidenza scientifica</strong>, il tipo di vaccino più adatto, tra le diverse tipologie disponibili, tenendo conto delle specifiche caratteristiche e di quelle più adatte a ciascun assistito.</p>
<p><strong>Il diritto alla salute garantisce al cittadino il diritto di avere la migliore cura disponibile e, quindi, anche il diritto al vaccino che, in base alle evidenze scientifiche, sia in grado di offrire anche la migliore copertura vaccinale dal Sars-Cov-2.</strong></p>
<p><strong>Il sanitario, quindi, avrebbe il dovere di consigliare all&#8217;utente il “miglior” vaccino tra quelli disponibili.</strong></p>
<p><strong>Il paziente, a sua volta, ha il diritto di scelta tra i vaccini eventualmente consigliati dal sanitario.</strong></p>
<p>Ciò anche per la problematica della seconda dose del vaccino Astrazeneca e, quindi, della vaccinazione eterologa.</p>
<p>Si potrebbe anche ipotizzare che, dopo l&#8217;anamnesi del sanitario e acquisito il consenso informato, il medico rilasci una prescrizione che possa consentire all&#8217;utente di acquistare presso le farmacie, a prezzo calmierato, il vaccino consigliato, se non disponibile presso la struttura sanitaria.</p>
<p>Allo stato attuale, vista la “facoltatività” del vaccino da Covid-19, sembra piuttosto difficile, in base alla normativa vigente, che l’Aifa possa aprioristicamente “imporre” la scelta del vaccino all&#8217;utente.</p>
<p>Diverso sarebbe stato il discorso in caso di obbligatorietà vaccinale.</p>
<p>Per approfondimenti giuridici sul tema vedasi le note in calce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>La <a href="http://apps.who.int/gb/bd/PDF/bd47/EN/constitution-en.pdf">Costituzione</a> dell’<em>Organizzazione Mondiale della Sanità </em>(OMS) è stato il primo strumento internazionale a decretare il godimento del miglior stato di salute come un diritto fondamentale di ogni essere umano (&#8220;il diritto alla salute&#8221;). La Costituzione, approvata nel 1946 ed entrata in vigore nel 1948, dispone che la <em>“</em><em>sanità è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d&#8217;infermità. Il possesso del migliore stato di sanità possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano, senza distinzione di razza, di religione, d&#8217;opinioni politiche, di condizione economica o sociale. I governi sono responsabili della sanità dei loro popoli; essi possono fare fronte a questa responsabilità, unicamente prendendo le misure sanitarie e sociali adeguate”. </em>Il diritto alla salute è un diritto riconosciuto dal diritto internazionale dei diritti umani. Il diritto alla salute è riconosciuto, tra l&#8217;altro, gli artt. 1 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007 (CDFUE), che garantiscono la dignità umana e l’integrità fisica e psichica di ciascun individuo, nonché (art. 3, comma 2) il rispetto del consenso libero e informato della persona in ambito medico e biologico; l’art. 8, comma 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848 (CEDU), che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare; l’art. 24 della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 (per la quale la ratifica e l’esecuzione sono state disposte con legge 27 maggio 1991, n. 176), che tutelano la salute dei minori e garantiscono il loro accesso ai servizi medici; gli artt. 5, 6 e 9 della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina, firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997 (per la quale la ratifica e l’esecuzione sono state disposte con legge 28 marzo 2001, n. 145), il primo dei quali, in particolare, sancisce come regola generale la necessità del consenso libero e informato dell’interessato ai trattamenti sanitari. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali &#8211; ampiamente considerato come lo strumento centrale della protezione del diritto alla salute &#8211; riconosce <em>&#8220;il diritto di ogni individuo a godere del miglior stato di salute fisica e mentale”</em>. Si precisa che il diritto alla salute è sancito in numerosi trattati internazionali e regionali sui diritti umani. Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), istituito con la <a href="http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=21035&amp;completo=true">Legge del 23 dicembre 1978, n. 833</a>, nasce con il preciso scopo di assicurare quanto stabilito dalla costituzione e <strong>garantire </strong>l’accesso alle sue strutture e l’erogazione delle prestazioni di <strong>diagnosi, cura e assistenza, </strong>secondo <strong>tre principi fondamentali</strong>: u<strong>niversalità, uguaglianza ed equità.</strong></li>
<li>Ne deriva che se è sancito costituzionalmente il diritto primario ed assoluto alla salute, è anche sancito il corrispettivo diritto alla non salute. Gli articoli 2 e 13 della Costituzione, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo, ribadiscono l’inviolabilità della libertà personale. La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n°438/2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute.</li>
<li>Norme quali quella istitutiva del Servizio sanitario nazionale (L. n. 833/1978 il cui art. 33 sancisce il carattere di norma volontario degli accertamenti e dei trattamenti sanitari, nel rispetto della dignità e della libertà umana), in tema di sperimentazione clinica (D.lgs. n. 211/2003), di procreazione medicalmente assistita (L. n. 40/2004) e di attività trasfusionali e di produzione di emoderivati (L. n. 219/2005). Nel codice di deontologia medica del 2014, l’art. 35 statuisce che “<em>&#8230; Il medico non intraprende né prosegue in procedure diagnostiche e /o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato&#8230;.”.</em></li>
<li>Al riguardo si è ulteriormente precisato che l’acquisizione da parte del medico del consenso informato costituisce prestazione altra e diversa da quella dell’intervento medico richiestogli, assumendo autonoma rilevanza ai fini dell’eventuale responsabilità risarcitoria in caso di relativa mancata prestazione da parte del paziente (v. Cass., 13/2/2015, n. 2854).</li>
<li>L’autonoma rilevanza della condotta di adempimento della dovuta prestazione medica ne impone, pertanto, l’autonoma valutazione rispetto alla vicenda dell’acquisizione del consenso informato (cfr., da ultimo, Cass., 26/7/2012, n. 13214; Cass., 27/4/2010, n. 10060, e da ultimo Cass., 6/6/2014, n. 12830). Si è al riguardo precisato che, a fronte dell’allegazione di inadempimento da parte del paziente, è onere del medico provare l’adempimento dell’obbligazione di fornirgli un’informazione completa ed effettiva sul trattamento sanitario e sulle sue conseguenze (v. Cass., 9/2/2010, n. 2847), senza che sia dato presumere il rilascio del consenso informato sulla base delle qualità personali del paziente, potendo esse incidere unicamente sulle modalità dell’informazione, la quale deve sostanziarsi in spiegazioni dettagliate ed adeguate al livello culturale del paziente, con l’adozione di un linguaggio che tenga conto del suo particolare stato soggettivo e del grado delle conoscenze specifiche di cui dispone (v. Cass., 20/8/2013, n. 19920).</li>
<li>Il consenso informato va, d’altro canto, acquisito anche qualora la probabilità di verificazione dell’evento sia così scarsa da essere prossima al fortuito o, al contrario, sia così alta da renderne certo l’accadimento, in quanto solo al paziente spetta la valutazione dei rischi cui intende esporsi, sicché il professionista o la struttura sanitaria non possono omettere di fornirgli tutte le dovute informazioni (v. Cass., 19/9/2014, n. 19731). Il medico, dunque, viene meno all’obbligo di fornire idonea ed esaustiva informazione al paziente, al fine di acquisirne un valido consenso, non solo quando omette del tutto di riferirgli della natura della cura prospettata, dei relativi rischi e delle possibilità di successo, ma anche quando ne acquisisca con modalità improprie il consenso.</li>
<li>In base alle citate linee guida, una corretta informazione deve essere quindi:</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Personalizzata:</strong> adeguata, cioè, alla situazione di salute, psicologica, culturale e linguistica dell&#8217;utente e/o del rappresentante legale. L’informazione deve essere adeguata all’età, alla condizione socio culturale e alla capacità cognitiva dell&#8217;utente. Per quanto possibile, va evitato il rischio che vi sia un involontario condizionamento dell&#8217;utente legato all’asimmetria informativa (condizione in cui l&#8217;informazione non è condivisa integralmente) che vi è tra le figure sanitarie in possesso di maggiori informazioni rispetto agli assistiti/utenti.</li>
<li><strong>Comprensibile:</strong> vale a dire, espressa con linguaggio semplice e chiaro, ma non semplicistico e generico, il più possibile priva di termini tecnici, supportata anche dall’uso di fogli illustrativi. Nel caso di utilizzo di testo scritto viene raccomandato di scegliere caratteri tipografici e stili che favoriscano la lettura. In caso di utente straniero, che non comprende adeguatamente la lingua italiana, si suggerisce di ricorrere, ove possibile, al sostegno di un mediatore culturale.</li>
<li><strong>Veritiera:</strong> cioè corrispondente alle effettive condizioni di salute dell&#8217;utente, alle concrete implicazioni dell’atto clinico proposto sulla base delle evidenze scientifiche.</li>
<li><strong>Esaustiva:</strong> finalizzata a fornire le notizie inerenti l’atto sanitario proposto (vaccinazione) nell’ambito del percorso di cura intrapreso e al soddisfacimento di ogni quesito specifico posto dall&#8217;utente. In particolare, l’informazione dovrà riguardare, come previsto dall’art. 33 del CDM 2014, su:</li>
<li>stato di salute dell&#8217;utente (ovvero anamnesi vaccinale);</li>
<li>natura e scopo principale della vaccinazione;</li>
<li>probabilità di successo, benefici previsti, contestualizzati alla letteratura più recente;</li>
<li>modalità di effettuazione e, se possibile, chi eseguirà la prestazione;</li>
<li>conseguenze locali, se prevedibili, e loro modalità di risoluzione;</li>
<li>rischi ragionevolmente prevedibili (aggiornati sulla base della letteratura più recente), loro probabilità di verificarsi e di essere risolti da ulteriori trattamenti;</li>
<li>eventuali possibilità di trattamenti alternativi e loro vantaggi e rischi;</li>
<li>eventi avversi significativi, anche se rari, e loro emendabilità;</li>
<li>conseguenze sulla salute del rifiuto alla vaccinazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/">La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Svegliati Italia, non esiste un vaccino per tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Annetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 23:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano annetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evanescenza del piano vaccinale, tale da far addirittura dubitare dell&#8217;esistenza del medesimo, e l&#8217;osceno balletto sulle riaperture scolastiche ci regalano gli ennesimi disastri del casaliniano Modello Italia. Nessuna sorpresa; da mesi è dolorosamente evidente a chiunque &#8211; con la non lodevole eccezione dei sempre meno tifosi e dei sempre troppi beneficiati &#8211; l&#8217;incapacità di affrontare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evanescenza del piano vaccinale, tale da far addirittura dubitare dell&#8217;esistenza del medesimo, e l&#8217;osceno balletto sulle riaperture scolastiche ci regalano gli ennesimi disastri del casaliniano Modello Italia.</p>
<p>Nessuna sorpresa; da mesi è dolorosamente evidente a chiunque &#8211; con la non lodevole eccezione dei sempre meno tifosi e dei sempre troppi beneficiati &#8211; l&#8217;incapacità di affrontare l&#8217;emergenza in modo serio.</p>
<p>Non si contassero a migliaia i morti potremmo già archiviare questa surreale stagione ad espediente scenico di un qualche Bavaglino.</p>
<p>Però a ben vedere, al netto del disastro sanitario ed economico, la drammatica situazione che stiamo vivendo qualcosa può insegnarci.</p>
<p>Siamo alfine giunti alla dichiarazione di fallimento dell&#8217;Italia dei mille orticelli clientelari. Siamo insomma al definitivo default, ahinoi a spese nostre, di quell&#8217;indigeribile coacervo fatto di politici per mancanza di mestiere, di commissari amici degli amici, di consorziate e di municipalizzate eterno buen retiro per schiere di trombati, di corpi intermedi sempre ben pasciuti, di monopoli vari ed avariati.</p>
<p>Fate caso ai responsabili in servizio permanente effettivo, a quelli che &#8220;gli altri stanno pure peggio&#8221;, a quelli che &#8220;non è tempo di cercare responsabilità&#8221;; la greppia non è mai troppo lontana.</p>
<p>Si vedano in proposito le reazioni social alla proposta del &#8220;nostro&#8221; Davide Giacalone  finalizzata ad impedire che l&#8217;inefficienza di Stato continui a far marcire nei frigoriferi le, già pesantemente insufficienti, dosi di vaccino disponibili. Se si gratta, sotto la patina di un ideologismo da discount, spunta sempre un capoufficio da vellicare.</p>
<p>Svegliati Italia, perché per questa malattia fatta di poteri nazionali, locali e intermediari sociali esclusivamente intenti alla cura del proprio orticello (quando non esclusivamente del proprio tornaconto personale) non esiste vaccino.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Massimiliano Annetta" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/massimiliano-annetta-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/massimiliano-annetta/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Massimiliano Annetta</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Penalista, abilitato al patrocinio dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, dà vita nel 2004 allo studio che porta il suo nome, incentrando la propria attività professionale esclusivamente nel campo del diritto penale, ulteriormente specializzandosi poi nelle tematiche del diritto penale dell’impresa.<br />
L’esercizio della professione non gli impedisce di continuare l’attività universitaria: conseguito il dottorato di ricerca, è stato per oltre dieci anni docente di diritto penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli studi di Firenze.<br />
È docente a contratto di Diritto delle Prove Penali e Criminologia presso l’Università Mercatorum di Roma e Direttore e Coordinatore del Master Universitario di I livello in Anticorruzione: un nuovo modello di etica pubblica. Risposte ordinamentali e nuovi protagonisti presso la Link Campus University di Roma.<br />
Accanto alle molteplici pubblicazioni scientifiche, si segnalano numerosi convegni che lo vedono come relatore.<br />
È inserito nella rete “Penalnet” della Commissione Europea (elenco europeo degli avvocati penalisti abilitati a patrocinare dinanzi alle Corti dell’Unione Europea).<br />
E’ stato fiduciario in materia penale, su tutto il territorio nazionale, del SIULP (Sindacato Unitario Lavoratori di polizia) ed è oggi il coordinatore del Dipartimento Affari Legali della UIL Sicurezza.<br />
È il responsabile dell’Ufficio Legale di USIP – International Police Sports Union – Police Games Milano 2019.</p>
<p>Attualmente insegna Diritto Processuale Penale presso l&#8217;Università IUL.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.annettaeassociati.it/" target="_self" >www.annettaeassociati.it/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/svegliati-italia-non-esiste-un-vaccino-per-tutto/">Svegliati Italia, non esiste un vaccino per tutto</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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