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	<title>Jacopo D&#039;Andreamatteo, Autore presso Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>Jacopo D&#039;Andreamatteo, Autore presso Einaudi Blog</title>
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		<title>La rimozione del video di Antonio Martino. Alcune utili informazioni per farsi un&#8217;opinione.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 21:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha provocato certamente tanto clamore la notizia diffusa dalla Fondazione Luigi Einaudi, per voce del suo Presidente Benedetto, circa la sospensione per sette giorni dell’account Youtube della fondazione e la contestuale rimozione di un video estratto della lezione tenuta da Antonio Martino l’anno scorso. Ma andiamo con ordine, perché leggo alcuni ragionamenti certamente rispettabili ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-rimozione-del-video-di-antonio-martino-alcune-utili-informazioni-per-farsi-unopinione/">La rimozione del video di Antonio Martino. Alcune utili informazioni per farsi un&#8217;opinione.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha provocato certamente tanto clamore la <a href="https://twitter.com/fleinaudi/status/1638433510082985985?s=20" target="_blank" rel="noopener">notizia diffusa dalla Fondazione Luigi Einaudi</a>, <a href="https://twitter.com/fleinaudi/status/1637867638905790478?s=20" target="_blank" rel="noopener">per voce del suo Presidente Benedetto</a>, circa la sospensione per sette giorni dell’account Youtube della fondazione e la contestuale rimozione di un video estratto della lezione tenuta da Antonio Martino l’anno scorso.</p>
<p>Ma andiamo con ordine, perché leggo alcuni ragionamenti certamente rispettabili ma frutto di notizie e dati incompleti, anche con un pizzico di malizia.</p>
<p>Il 24 febbraio 2022, quindi pochi giorni prima della sua scomparsa avvenuta il 5 marzo, il prof. Antonio Martino, paladino del liberalismo italiano e inequivocabilmente amato e rispettato da tutti i liberali e non solo, tiene la prima lezione della Scuola di Liberalismo dal titolo “Cenni sul futuro del liberalismo in Italia”, introdotta dal Direttore Scientifico della Fondazione prof.ssa Emma Galli e dalla Responsabile della Scuola di Liberalismo dott.ssa Ottavia Munari.</p>
<p>Nel suo stile provocatorio e certamente autenticamente libertario, che io personalmente apprezzo e non ho mai nascosto, ha ipnotizzato gli ascoltatori raccontando dei suoi incontri con Milton Friedman e altri aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita accademica e politica.</p>
<p>Sul finire della lezione ha esposto chiaramente &#8211; e senza che nessuno lo interrompesse &#8211; le sue critiche legittime e rispettabilissime sulla gestione.</p>
<p>Alcuni iscritti alla scuola hanno altrettanto liberamente e legittimamente criticato alcune affermazioni del prof. Martino all’interno della chat integrata nel software della videoconferenza utilizzato per la trasmissione della lezione. C’è stato l’intervento di chi moderava la lezione che ha precisato come nella diversità di opinioni anche non condivise ci debba essere sempre il rispetto. Mi dispiace per chi si meraviglia ma nella casa dei liberali certe abitudini rimangono.</p>
<p>E poi veniamo a giorni più recenti e al 22 dicembre quando la lezione viene integralmente caricata sul noto portale di streaming.</p>
<p>Qualche mese dopo, precisamente il 3 marzo, viene realizzato un estratto video della lezione, anche questo caricato su Youtube. Poi tre giorni fa la notizia inattesa della rimozione di quest’ultimo video e la sospensione dell’account.</p>
<p>Ad essere rimosso è stato l’estratto e non la lezione integrale – <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-di-liberalismo-2022-antonio-martino-cenni-sul-futuro-del-liberalismo-in-italia/" target="_blank" rel="noopener">tutt’ora disponibile</a> &#8211; ed è il fatto più assurdo di questa storia. L’ottusa scelta di eliminare un video per presunte violazioni delle &#8220;<a href="https://www.youtube.com/intl/ALL_it/howyoutubeworks/policies/overview/">norme e linee guida</a>&#8221; non mi stupisce ma se come credo il video sia stato eliminato in conseguenza di una segnalazione la vicenda è preoccupante perché pone ogni utente al rischio di una segnalazione mossa da chi non rispetta la libertà di espressione e da chi certamente non ha visto il video integrale della lezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>I membri individuali italiani Alde desiderano la nascita di un&#8217;area liberaldemocratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 12:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervisto Diana Severati quando le pagine web dei maggiori quotidiani non forniscono buone prospettive all&#8217;area liberaldemocratica ma lei che è la coordinatrice italiana dei membri individuali di Alde, unico partito europeo che consente anche l&#8217;iscrizione individuale, e si spende da anni in iniziative per aggregare i soggetti politici di ispirazione liberale, non pare essere sorpresa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervisto Diana Severati quando le pagine web dei maggiori quotidiani non forniscono buone prospettive all&#8217;area liberaldemocratica ma lei che è la coordinatrice italiana dei membri individuali di Alde, unico partito europeo che consente anche l&#8217;iscrizione individuale, e si spende da anni in iniziative per aggregare i soggetti politici di ispirazione liberale, non pare essere sorpresa da tali notizie.</p>
<p><strong>Qual è il rapporto tra i membri individuali e il partito Alde, i primi riescono davvero ad incidere nelle scelte politiche di un partito che in Europa è davvero importante?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">ALDE è l&#8217;unico partito europeo a prevedere la possibilità di adesione a titolo individuale. Il programma nasce nel 2011 su iniziativa di Graham Watson (Libdem, UK) per diffondere i valori liberaldemocratici e consentire anche a chi non aveva un partito di riferimento in area nel proprio Paese di dare il proprio contributo a livello europeo attraverso la possibilità di presentare risoluzioni al congresso e anche di partecipare al Congresso e al Council meeting in qualità di delegato attraverso il processo elettivo interno. La possibilità di incidere sarebbe maggiore se la collaborazione con i partiti membri nei Paesi laddove ci sono soggetti presenti fosse effettiva e in particolare i coordinatori fossero parte degli organi dirigenti degli stessi in modo da includere maggiormente i membri nelle scelte politiche nazionali, con una proiezione europea. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Nel 2017 il congresso ALDE svoltosi ad Amsterdam ha approvato una risoluzione che prevedeva, oltre all&#8217;inserimento del logo ALDE e del riferimento al manifesto sul materiale promozionale dei partiti membri, anche la promozione della possibilità di aderire ad ALDE come membri individuali e reciprocamente da parte dei membri individuali la promozione delle iscrizioni ai partiti nazionali membri di ALDE. Ad oggi quanto richiesto attraverso questa risoluzione non ha trovato applicazione.</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Da quanti anni sei iscritta come membro individuale di Alde? </strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono iscritta da circa 7 anni.</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E quali sono le tue prospettive e aspettative dopo sette anni di militanza?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Io penso che le potenzialità non siano pienamente sfruttate, manca un riconoscimento del ruolo dei membri individuali che dovrebbe essere anche quello di facilitare la nascita di soggetti liberali nei propri Paesi.</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In Italia vi sono centinaia di iscritti ad Alde IM, numeri superiori rispetto ad altri Paesi europei con una rappresentanza parlamentare liberale, anche in sede europea. Come credi che ciò sia spiegabile?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Negli scorsi anni i numeri erano maggiori perché non c&#8217;erano partiti italiani membri e la membership individuale era vista come unico strumento per dare un contributo in area liberale.</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dal 2 al 4 giugno si è svolto il congresso di Alde Party a Dublino e una delegazione di Individual Members era presente, ho letto alcuni post ma potrebbe spiegare le iniziative più importanti intraprese?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Dal 2 al 4 giugno a Dublino di è svolto il congresso ALDE Party ed anche il Council meeting nella giornata del 2 giugno. Io ero delegata per i membri Individuali al Council meeting mentre al congresso i delegati erano Sarah Zickler e Maté Bozóky. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il Council meeting ha discusso e votato sulle questioni legislative e finanziarie interne nonché sull&#8217;approvazione delle domande di adesione: Sluga Narodu Ucraina), il partito di Zelensky e Lelo, (Georgia) come membri di pieno diritto; Girghi (Georgia) come membro associato mentre Centar (Croazia) e Iniciativa Liberal (Portugallo) sono passati da membri associati a membri di pieno diritto.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il congresso infine ha votato e adottato le risoluzioni che sono raccolte qui: </span></i><a href="https://www.aldeparty.eu/tags/congress_dublin_june_2022?utm_campaign=final_alde_congress_2022&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=aldeparty"><i><span style="font-weight: 400;">https://www.aldeparty.eu/tags/congress_dublin_june_2022utm_campaign=final_alde_congress_2022&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=aldeparty</span></i></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una legislatura parlamentare è oramai terminata e nonostante molti si considerano &#8220;liberali&#8221; non sono arrivate a compimento le iniziative più importanti in materia economica che avrebbero liberalizzato alcuni settori (spiagge e taxi), è così difficile affrontare determinati temi o secondo lei ci sono altre spiegazioni?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">In Italia non esiste un centrodestra liberale ma una destra sovranista, ora è evidente. Il partito, Forza Italia, che si presentava come componente liberale del centrodestra ha preferito fare il passaggio di consegna alla Lega. Ha vinto il ricatto delle corporazioni dei tassisti e dei balneari, da sempre feudo di voti dei sovranisti nostrani. </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Non si può inoltre non annoverare tra i nemici delle riforme in senso liberale il Movimento 5 Stelle di Conte.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Manca la rappresentazione di un&#8217;area autenticamente liberale e ciò è dovuto all&#8217;anomalia tutta italiana del bipopulismo che da trent&#8217;anni caratterizza la scena politica del nostro Paese.</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un augurio per la prossima legislatura?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Le previsioni, rebus sic stantibus, pronosticano la quasi sicura maggioranza del centrodestra. Personalmente auspico che ci possa essere un ridimensionamento attraverso la rappresentazione di un fronte liberale, riformista e repubblicano che può nascere solo superando le attuali frammentazioni in area.</span></i></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>Non si sconfigge così la pirateria su Telegram. Intervista al prof. Zanero</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/non-si-sconfigge-cosi-la-pirateria-su-telegram-intervista-al-prof-zanero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 18:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’indomani delle notizie in merito al sequestro di alcuni canali presenti sull’applicazione per smartphone denominata “Telegram”, rei di aver diffuso, in spregio alla legge sul diritto d’autore, quotidiani e periodici, riviste di ogni genere e libri, la Procura di Bari ha ipotizzato i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/non-si-sconfigge-cosi-la-pirateria-su-telegram-intervista-al-prof-zanero/">Non si sconfigge così la pirateria su Telegram. Intervista al prof. Zanero</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’indomani delle notizie in merito al sequestro di alcuni canali presenti sull’applicazione per smartphone denominata “Telegram”, rei di aver diffuso, in spregio alla legge sul diritto d’autore, quotidiani e periodici, riviste di ogni genere e libri, la Procura di Bari ha ipotizzato i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul <strong>diritto d’autore</strong>.</p>
<p>Per approfondire la materia nella quale gli investigatori baresi stanno facendo sicuramente da precursori, in quanto la normativa italiana in materia è sicuramente insufficiente a delimitare i confini di questi “nuovi” reati, ho posto alcune domande al <strong>Prof. Stefano Zanero</strong>, docente del Politecnico di Milano.<span id="more-2259"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qualche giorno fa, a seguito della richiesta della Procura di Bari, è stato disposto il sequestro preventivo di alcuni canali Telegram che diffondevano copie “pirata” di quotidiani e riviste, è la prima volta che accade qualcosa di simile in Italia e ha meravigliato anche la collaborazione della Società (con sede a Dubai) che ha immediatamente disposto la cancellazione dei 20 canali, come giudica tale mossa della Procura?</strong></p>
<p>Posto che è abbastanza difficile anche solo definire come si possa realizzare tecnicamente il &#8220;sequestro&#8221; di un canale Telegram (che infatti sono stati cancellati, non sequestrati), non sono certo in grado di commentare da un punto di vista legale. Devo però osservare che raramente, nella storia complicata dell&#8217;evoluzione tecnologica e della reazione dei possessori di diritti digitali (dalla musica ai film ai contenuti informativi) la repressione ha sortito qualche effetto. Quei canali rinasceranno, magari su un altro strumento, o forse persino sullo stesso.</p>
<p>L&#8217;unico modo sensato di risolvere alla radice il problema (e non spetta alla Magistratura, che sicuramente è intervenuta coi mezzi che il diritto dispone, ma ai detentori dei diritti) è di fornire metodi altrettanto immediati e a bassissimo costo per ottenere contenuti di qualità.</p>
<p>La pirateria musicale è stata stroncata non dalle leggi ma da Spotify. La pirateria audiovideo più da Hulu e Netflix che da tutte le operazioni antiplagio. L&#8217;editoria dovrebbe, forse, muoversi nella direzione di trovare nuove forme di disseminazione digitale.ù</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Professore lei non appartiene alla schiera dei difensori di Telegram e del software da qualcuno ritenuto insuperabile e quindi baluardo della libera e segreta corrispondenza, corretto?</strong></p>
<p>No, decisamente no. Telegram non è un software particolarmente sicuro, anzi. Non protegge le chat mediante la crittografia cosiddetta end-to-end, cosa che invece fanno praticamente tutti i suoi competitor (come ad esempio Whatsapp). Crittografia end-to-end è un modo complicato per dire una cosa semplice: nelle app più sicure, i nostri messaggi vengono &#8220;imbustati&#8221; e protetti sul telefono, e possono essere &#8220;sbustati&#8221; solo sul telefono del<br />
destinatario. In questo modo il postino, il sistema di messaggistica, non ne viene a sapere nulla.<br />
Su Telegram, invece, i messaggi vengono &#8220;sbustati&#8221; ed archiviati sul server. Per questo appena ci colleghiamo anche da un nuovo PC o cellulare ci ritroviamo tutta la cronologia, che è comodo. Ma vuole anche dire che chiunque può estrarre i nostri messaggi dal server. Questo su app più protette come Whatsapp non può avvenire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali app di messaggistica, se ne esiste alcuna, assicura segretezza ed impedisce a spioni o hacker di carpire messaggi e audio?</strong></p>
<p>&#8220;Assicura&#8221; è un termine che nella sicurezza informatica non si può usare, si ragiona in termini di livello di protezione, che non è mai &#8220;totale&#8221; e non può proprio esserlo. Le applicazioni più sicure e più private sono Signal (che mi sentirei di consigliare) e Wickr. Ma la stessa famosissima Whatsapp ha un ottimo livello di protezione dei messaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nel recente passato, anche la Fondazione Luigi Einaudi ha criticato duramente il c.d. Trojan di Stato, introdotto con l’ultima riforma in materia di intercettazioni, è in grado di dirci quali possano essere le conseguenze per un cittadino, incappato come tanti da innocente nelle maglie della giustizia?</strong></p>
<p>Sono sempre stato un fiero oppositore dell&#8217;uso di trojan come fonti di prova. Ritengo dovrebbero essere esclusivamente strumenti investigativi, e solo per reati gravi e perimetri delimitati, a causa del rischio sia dal punto di vista democratico, che dal punto di vista delle garanzie processuali. Non esiste scenario in cui possa essere garantita la genuinità della prova con uno strumento così invasivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È il caso di istituire un “ministero del digitale” che coordini tutta la macchina della P.A., piccoli Comuni inclusi, al fine di erogare i servizi digitali in modo non scoordinato, come avvenuto anche recentemente con la carta di identità elettronica?</strong></p>
<p>Se da un punto di vista logico mi sembrerebbe una buona idea, penso che le varie centralizzazioni (a cominciare da AgID nelle sue varie reincarnazioni, ma anche il recente esperimento del team Digitale che pure tante cose positive ha portato) abbiano dimostrato che è molto difficile dal centro pilotare la periferia. Penso che serva un&#8217;azione diffusa, altrimenti come già altre volte in passato mancherà il volano di trasmissione alla periferia di questi impulsi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>Un pensiero per Walter Mazzitti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 16:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi se n&#8217;è andato un nostro amico, un amico del Presidente Giuseppe Benedetto, un amico della Fondazione Luigi Einaudi. Per me, suo conterraneo, che non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente ma ho avuto quello di leggerlo, anche qui con i suoi contributi ad Einaudiblog, come altrove, riconoscendo la sua grande conoscenza e competenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi se n&#8217;è andato <strong>un nostro amico</strong>, un amico del Presidente <strong>Giuseppe Benedetto</strong>, un amico della <strong>Fondazione Luigi Einaudi</strong>. Per me, suo conterraneo, che non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente ma ho avuto quello di leggerlo, anche qui con i suoi contributi ad <strong>Einaudiblog</strong>, come altrove, riconoscendo la sua grande conoscenza e competenza del diritto dell&#8217;ambiente e non solo.<span id="more-2231"></span></p>
<p>Ha servito fino all&#8217;ultimo le istituzioni pubbliche, giacché dal 2008 era Consigliere giuridico per i settori acqua, energia e ambiente presso il Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.<br />
Di non minore importanza l&#8217;attività politica all&#8217;interno della regione Abruzzo e della città di <strong>Teramo</strong>, intrecciatasi con quella di un altro conterraneo, Marco Pannella.<br />
In questo blog lasceremo a disposizione il suo <a href="https://www.einaudiblog.it/venezia/">ultimo contributo</a>, dedicato alla costruzione del Mose nella laguna di Venezia, con il quale ci aveva portato a riflettere di quanto fosse importante la tutela dell&#8217;ambiente, senza perciò cadere nell&#8217;ambientalismo ideologico, potenzialmente più dannoso di quanto lo possa essere una politica meno attenta ai temi ambientali.<br />
<strong>La Fondazione Luigi Einaudi Onlus non dimenticherà mai l&#8217;amico Walter Mazzitti.</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>Marco Pannella: il ricordo di due amici</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/marco-pannella-il-ricordo-di-due-amici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 15:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 90 anni dalla nascita di Marco Pannella, indimenticabile politico italiano, decido di contattare due personaggi, entrambi legati da un passato e da un’amicizia con il leader radicale. Ricardo Chiavaroli, consigliere regionale abruzzese dal 2008 al 2014 ma non solo, militante radicale sin dal 1987 e vicinissimo a Pannella anche negli ultimi tristi giorni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A 90 anni dalla nascita di Marco Pannella</strong>, indimenticabile politico italiano, decido di contattare due personaggi, entrambi legati da un passato e da un’amicizia con il leader radicale. <strong>Ricardo Chiavaroli</strong>, consigliere regionale abruzzese dal 2008 al 2014 ma non solo, militante <strong>radicale</strong> sin dal 1987 e vicinissimo a Pannella anche negli ultimi tristi giorni di vita. <strong>Giuseppe Benedetto</strong>, presidente della Fondazione Luigi Einaudi ma anche ex consigliere ed assessore regionale in Abruzzo, sempre e solo nel <strong>P.L.I.</strong><span id="more-2183"></span></p>
<p>Chiavaroli mi racconta subito come da giovane radicale, nel 1989 era in Piazza della Rinascita a <strong>Pescara</strong>, intento a completare l’installazione del palco che di lì a poco avrebbe ospitato Marco Pannella, in uno di quei discorsi-fiume primo repubblicani, “<em>Non avevo mai parlato da solo con Pannella, ad un certo punto lo vedo arrivare, mi si avvicina e mi dice “Ciao, sono Marco” e con la sua enorme mano stringe la mia; ero emozionato e non ho potuto dire altro che “lo so”. Da quel giorno però non ci siamo più allontanati.”</em><br />
Benedetto all’epoca conosceva già Marco Pannella e l’anno dopo le elezioni europee, nelle quali il Partito Liberale, il Partito Repubblicano e il Partito Radicale costituirono la c.d. <strong>“Lista Laica”</strong>, ottenendo il 4,40% dei voti e 4 seggi al Parlamento di Bruxelles, condivise l’emiciclo de L’Aquila proprio con Giacinto Marco detto Marco Pannella, eletto consigliere regionale nel maggio 1990, in Abruzzo, nel collegio natio di Teramo.<br />
Ed è curioso come anche qui i ricordi inizino con un comizio in centro a Pescara: “<em>Quando durante un suo affollato comizio in Piazza Salotto (nomignolo dato dai pescaresi a Piazza della Rinascita), mi vedeva passare, mi appellava con nome e cognome per un bonario sfottò, chiedendomi cosa stesse facendo Altissimo (<strong>Renato Altissimo </strong></em>n.d.r.<em>) allora Segretario del P.L.I. Con il risultato di far girare tutta la piazza verso di me. Era il suo modo affettuoso di dimostrarti attenzione e, in qualche modo, anche stima</em>&#8220;. Continuando a parlare dell’esperienza al consiglio regionale e del rapporto anche personale con Pannella, Benedetto non ha dubbi sul legame non solo politico ma anche personale: “<em>Mi sentivo sicuramente più vicino a lui che a qualunque altro Consigliere Regionale nonostante Io fossi assessore e quindi al governo regionale e lui all’opposizione. In quei mesi ci siamo frequentati costantemente. Credo che fossi l’unico con cui si accompagnava a pranzo e cena, a L’Aquila o a Pescara.</em>” Poi si lascia sfuggire un ricordo simpatico, anche lontano dal modo duro e combattivo del politico: “<em>Si lamentava con gli amici ristoratori che all’epoca cominciavano a seguire la nouvelle cousine e le relative mini porzioni. Lo faceva a modo suo, tuonando nel suo dialetto abruzzese e chiedendo maxi porzioni dei suoi amati spaghetti alla chitarra.</em>”<br />
Anche <strong>Ricardo Chiavaroli</strong> racconta quanto amasse la pasta: “<em>Guai se allo Sporting o altrove qualcuno gli serviva un piatto di pasta che non fosse De Cecco!</em>” Ma non era solo il cibo e il suo amato sarto teatino Pio Marinucci a non fargli dimenticare le strade abruzzesi e in special modo quelle teramane: “<em>Un legame profondo, viscerale, di amore a tutto tondo. Teramo città di origine e nascita, dove sviluppa un legame fecondo con la famiglia (in particolare con la madre franco-svizzera) lo sfollamento a Pescara per sfuggire alla guerra, le prime percezioni delle violenze e della negazione dei diritti e del diritto, hanno contribuito a farne un uomo ‘transnazionale’ che però sempre, in ogni occasione, non dimenticava di ricordare il suo &lt;&lt;essere un mulo abruzzese&gt;&gt;</em>. <em>Trovava sempre un&#8217;occasione, con maggiore intensità negli ultimi anni, per tornare con Sergio Rovasio (storico collaboratore di Marco Pannella) nel suo Abruzzo, nella sua Teramo. Tutta la sua politica era vissuta anche corporalmente, e quindi anche il legame con l’Abruzzo lo viveva fisicamente, doveva respirare l’aria locale</em>.”<br />
Ma quando comprendo che gli aneddoti pannelliani sono tanti e, non sarebbero sufficienti le pagine di un libro, chiedo a Chiavaroli un ricordo simpatico dell’uomo e del politico e un episodio che invece vorrebbe cancellare dalla mente e dalla storia: “<em>Una delle cose che imparai da lui fu la forza del dialogo nonviolento con il presunto ‘nemico’ e, perché no, del sorriso; una mattina mentre eravamo in un hotel a Pescara ad un certo punto lui chiamò un tale Francesco per fargli gli auguri di compleanno e concluse la telefonata dicendogli &lt;&lt;oh, comunque non vedo l’ora di portarti le arance in carcere!&gt;&gt;</em>. <em>Solo a fine telefonata capii che stava parlando con Francesco Cossiga</em>.&#8221;<br />
&#8220;<em>Non cancellerei invece nulla</em>, &#8211; prosegue <strong>Chiavaroli</strong> &#8211; <em>nemmeno i momenti del suo dileggio, subito in diverse occasioni. Ma vorrei, questo sì, che finalmente comprendessimo tutti quanti l’enorme riconoscenza che dobbiamo ad una persona &#8211; paradossalmente a volte incomprensibile &#8211; e che Giovanni Negri ha definito egregiamente come &#8220;l’illuminato”</em>.&#8221;<br />
Anche <strong>Giuseppe Benedetto</strong> non ha dubbi, quando finiamo a parlare della scissione che subì il Partito Liberale Italiano nel 1955, proprio per opera di Marco Pannella e di tutta la corrente che faceva capo a Mario Pannunzio e alla linea de Il Mondo (Scalfari): &#8220;<em>A quell’epoca Pannella era un giovanissimo diciottenne. È vero che seguì quella dolorosa scissione del P.L.I., ma solo anni dopo divenne il leader che poi è sempre stato. Un uomo unico, che come pochi altri oggi manca all’Italia</em>.&#8221;<br />
Continuerei a fare domande ad entrambi, quando chiedo a <strong>Chiavaroli</strong> quali fossero gli atteggiamenti nella vita privata, quelli che solo i collaboratori più stretti possono svelare ricevo la conferma di come e quanto il politico abruzzese fosse autentico, nel bene e nel male “P<em>er lui non esisteva una simile distinzione. Era sempre &#8211; in pubblico come in privato &#8211; geniale, travolgente, buono, e pure con tanti difetti personali e politici che a volte lo rendevano insopportabile ma che non nascondeva mai. Non è un caso che fu lui a coniare e a praticare ogni istante il concetto per il quale “<strong>il personale è politico</strong></em>”.&#8221;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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		<title>Una truffa ai giovani e l’antidoto liberale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 13:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le elezioni del 4 marzo ci hanno consegnato uno scenario simile a quelle del 2013 ma dove questa volta a contendersi la guida del Paese vi sono la Lega e il Movimento 5 stelle; i due partiti hanno la possibilità, con molti ostacoli, di trovare una maggioranza parlamentare tale da votare una fiducia al Governo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le elezioni del 4 marzo ci hanno consegnato</strong> uno scenario simile a quelle del 2013 ma dove questa volta a contendersi la guida del Paese vi sono la Lega e il Movimento 5 stelle; i due partiti hanno la possibilità, con molti ostacoli, di trovare una maggioranza parlamentare tale da votare una <strong>fiducia al Governo</strong> così come sancito dall’articolo 94 della Costituzione.</p>
<p><strong>La prima assemblea di Camera e Senato</strong> è convocata per il giorno 23 marzo come da pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nella data di ieri. L’ordine del giorno, quasi identico per entrambe le Camere prevede la costituzione dell&#8217;Ufficio provvisorio di Presidenza e della Giunta delle elezioni, successivamente si procederà alla proclamazione dei parlamentari. Ma la “fatica” più gravosa per i leader di partito è certamente il raggiungimento della maggioranza per l’elezione dei presidenti delle due assemblee.</p>
<p><strong>Il primo vero banco di prova per Salvini e Di Maio</strong> sarà la ricerca di uomini o donne in grado di mantenere gli equilibri non solo in Aula ma anche e soprattutto all’interno della coalizione di centro(poco)destra(tanto), non dimenticando che prioritariamente saranno questi a presentarsi dinanzi al Presidente della Repubblica per le consultazioni, come vuole la prassi costituzionale.</p>
<p><strong>Non solo come meri dati statistici</strong>, quanto di più sorprendente è accaduto all’interno di entrambe le coalizioni dove Salvini ha superato il mai indefesso Berlusconi, mentre nel centro sinistra la forte <strong>débâcle del Partito Democratico</strong>, sceso sotto la soglia del 20% non ha ottenuto grandi vantaggi dai due “principali” alleati, mi riferisco a +Europa e Civica Popolare.</p>
<p><strong>Della battaglia neo-radicale persa</strong> probabilmente ne parlerò in una ulteriore occasione, perché dopo una campagna elettorale fortemente esposta dal punto di vista mediatico, in molti, anche tra i non votanti, ci si aspettava un risultato almeno superiore alla soglia del tre per cento. Evidentemente l’elettorato non ha sentito l’esigenza di votare dei <strong>Radicali 2.0</strong>, con poco liberismo nel programma ed idee sull’immigrazione sicuramente contrarie alla maggioranza degli italiani (l’ottimo risultato della Lega è ampiamente dovuto ad una richiesta di maggiore rigore nella gestione dei flussi migratori) ma anche del ministro dell’Interno Minniti.</p>
<p><strong>I dati secondo me più allarmanti</strong> e che mi vedono anche chiamato in causa per motivi anagrafici sono le indicazioni di voto per età: il 39,3% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha votato per i 5 stelle con la percentuale che aumenta fino al 39,9% tra quelli di età 25-34. <strong>L’identikit del giovane elettore</strong> si completa con la mancanza di lavoro (41% tra i disoccupati) ed il diploma o la licenza media come titolo di istruzione. Occorre non ripetere l’atteggiamento snobistico di qualche anno fa e comprendere perché tra i 20enni e 30enni ci sia questa scelta.</p>
<p><strong>Mi dispiacerebbe anche solo pensare</strong> ad una <em>truffa</em> nei loro confronti, portata avanti giorno dopo giorno, sul blog delle stelle (sic) e nelle trasmissioni prime time (una volta tanto odiate da Grillo e Casaleggio) perché <em>il reddito di cittadinanza</em> annunciato come sussidio per i disoccupati ma mai illustrato nei suoi dettagli è stata una colossale panzana. <strong>L’assenza di opportune coperture finanziarie</strong> e il messaggio trasmesso, consistente nel pagare qualcuno che non lavora e per di più con i soldi pubblici (di tutti suona meglio?) è davvero svilente. Come se non bastasse, tale misura, decadrebbe con il terzo rifiuto di una proposta di lavoro, la truffa diventerebbe duplice: ti prometto un sussidio e anche tre proposte di lavoro!</p>
<p><strong>L’amarezza è forte</strong> quanto la manifesta necessità di offrire un’alternativa credibile anche e soprattutto all’elettorato più giovane. Aumentando la libertà economica, strozzata da una burocrazia anche fiscale, premiando il merito e riformando la giustizia civile e penale è possibile far sì che una rivoluzione davvero <strong>liberale</strong> cambi in meglio il nostro Paese scacciando i fantasmi del populismo.</p>
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		<title>L&#8217;accesso alla politica? Un problema per la democrazia&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo D'Andreamatteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 15:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver superato indenni la bulimia mediatica dovuta alle cronache e alle consecutive polemiche riguardanti la composizione delle liste possiamo finalmente voltare pagina. D’altra parte noi semplici elettori ce li ritroveremo da candidati a parlamentari avendo barrato il nome del candidato al collegio uninominale; ci fidiamo ciecamente del partito (per chi ne ha ancora uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo aver superato indenni la bulimia mediatica</strong> dovuta alle cronache e alle consecutive polemiche riguardanti la composizione delle liste possiamo finalmente voltare pagina. D’altra parte noi semplici elettori ce li ritroveremo da candidati a parlamentari avendo barrato il nome del candidato al collegio uninominale; ci fidiamo ciecamente del partito (per chi ne ha ancora uno di riferimento).</p>
<p><strong>Voltando pagina si ritorna anche al medesimo argomento</strong> di qualche pagina addietro del libro chiamato “politica italiana”: la selezione di una classe dirigente dei partiti prima e delle istituzioni repubblicane dopo.</p>
<p><strong>La crisi democratica colpisce tutti i partiti</strong>, perché nonostante il <strong>Partito Democratico</strong> abbia previsto le primarie fin dalla sua nascita c’è molto che non funziona in un sistema di selezione dei candidati facilmente manipolabile e molto spesso balzato ai “dis-onori” della cronaca per la partecipazione inaspettata e numerosa anche della comunità cinese (ne sono nate facili ironie).</p>
<p>Nell’opposta parte politica, leggasi <strong>Forza Italia</strong> in primis, in passato sono nate piccole e timide discussioni di chi ha proposto e proponeva l’introduzione delle primarie per la scelta dei candidati alle elezioni comunali e regionali e soprattutto per trovare un sostituto a Berlusconi, ma sappiamo tutti come è andata a finire. Discussioni sopite e amici come prima.</p>
<p><strong>Il Movimento 5 Stelle ne ha fatto un baluardo</strong> della propria proposta di rinnovamento <em>tout court </em>ma alla chiusura del termine di votazione online delle ultime “parlamentarie” abbiamo visto e letto come invece sia accaduto di tutto: tanti iscritti al movimento/blog hanno lamentato una lentezza dei server che ha causato serie difficoltà se non addirittura l’impedimento nell’esprimere le preferenze.</p>
<p><strong>Per alcuni candidati,</strong> sempre del Movimento non è stato possibile nemmeno partecipare alla selezione poiché esclusi senza alcuna ragione credibile, mentre altri si sono ritrovati candidati senza averlo neanche richiesto.</p>
<p><strong>Dell’assenza parziale o totale di democrazia</strong> all’interno della creatura di Beppe Grillo non sono il primo a parlarne e non sarò l’ultimo ma la considero un’occasione persa. Persa perché poteva essere un <em>quid</em> in più per risollevare il livello di credibilità, sinceramente molto molto basso del movimento grillino, oltre alla reale possibilità di selezionare al meglio tra le fila dei propri simpatizzanti, chi davvero conosce il territorio e si spende per esso.</p>
<p><strong>Credo fermamente nei congressi e nelle primarie</strong>, i primi atti ad eleggere i rappresentanti nazionali e territoriali del partito e le seconde per consentire agli iscritti-attivisti di esprimere la propria preferenza per un candidato di riferimento.</p>
<p><strong>Spesso i miei interlocutori tirano fuori lo scandalo</strong> della compravendita di tessere e di voti che annacquerebbe i congressi, all’incirca il medesimo discorso utilizzato per opporsi ad una legge elettorale che preveda il voto di preferenza.</p>
<p>Il pretesto di un futuro ed ipotetico reato penale a scapito della rappresentanza politica.</p>
<p><strong>Ed eccoci alla pagina di partenza</strong>, liste di candidati compilate da cerchie ristrette composte dai leader di partito, se il nome c’è la speranza ulteriore è quella di un collegio sicuro, meglio se <em>blindato</em>, di selezione della classe dirigente se ne riparlerà alle prossime elezioni, quindi molto presto.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Jacopo D&#039;Andreamatteo" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-dandreamatteo-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/jacopo-d-andreamatteo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Jacopo D&#039;Andreamatteo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Curatore Einaudiblog.it &#8211; Responsabile Social Media della Fondazione Luigi Einaudi</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.jacopodandreamatteo.it" target="_self" >www.jacopodandreamatteo.it</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/jdandreamatteo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
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