<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cina Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/cina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/cina/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Mar 2024 13:55:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>cina Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/cina/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La direttiva della politica economica cinese e l&#8217;impatto dell&#8217;A.I.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-direttiva-della-politica-economica-cinese-e-limpatto-della-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 16:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, nel presiedere l’undicesima sessione di studio del gruppo dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, appositamente costituita per la promozione dello sviluppo di alta qualità, ha impresso la linea direttiva della politica economica cinese per gli anni a venire. L&#8217;espressione “sviluppo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-direttiva-della-politica-economica-cinese-e-limpatto-della-i/">La direttiva della politica economica cinese e l&#8217;impatto dell&#8217;A.I.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, nel presiedere l’undicesima sessione di studio del gruppo dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, appositamente costituita per la promozione dello sviluppo di alta qualità, ha impresso la linea direttiva della politica economica cinese per gli anni a venire.</p>
<p>L&#8217;espressione “sviluppo di alta qualità” è sorta in occasione della discussione sulla Agenda 2030 e, come è noto, prende in considerazione le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – quella economica, sociale ed ecologica – con l’obiettivo di porre fine alla povertà, di lottare contro l&#8217;ineguaglianza e d’affrontare i cambiamenti climatici. Nella logica di Xi, essa è interpretata nella costruzione accelerata di un moderno sistema economico, che promuova l’autonomia tecnico-scientifica, attraverso l’innalzamento del livello generale dell’istruzione, della scienza e della tecnologia. Centrale è la “cura dei talenti”, che sono di fatto il motore di questa “rivoluzione”. Solo questo salto culturale, nella logica del Leader massimo, potrà permettere l’aumento della produttività necessario per affrontare e vincere la sfida globale.</p>
<p>La dichiarazione d’intenti appare invero una riedizione della rivoluzione culturale già lanciata nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Popolare_Cinese">Repubblica Popolare Cinese</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1966">1966</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mao_Zedong">Mao Zedong</a> quando la sua direzione fu posta in discussione a causa del fallimento della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica_economica">politica economica</a> da lui ideata e pianificata nel cosiddetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_balzo_in_avanti">grande balzo in avanti</a>. Tuttavia, certamente, al momento nessuno sembra mettere seriamente in discussione Xi, ma il rallentamento dell’economia cinese ed il vacillare di colossi privati (nonché l’insofferenza di molti di loro sulle ingerenze del PCC) può costituire un serio ostacolo al potere assoluto del Leader che, invece, può trovare una nuova linfa attraverso una riaffermazione anche ideologica del predominio del pubblico sul privato.</p>
<p>Ma oltre a tale considerazione, le analisi di Xi potrebbero, invero, essere la reinterpretazione, in un contesto nuovo caratterizzato dagli scenari aperti dalla rivoluzione tecnologica innestata dalla intelligenza artificiale, della tradizionale correlazione tra aumento della produttività e diffusione tecnologica. In effetti, la misura tradizionale della produttività ed in particolare di quella del lavoro, che misura l&#8217;efficienza con cui si impiegano le risorse umane nel processo di produzione, lascerebbe il posto ad una analisi che punta lo sguardo sui fattori produttivi, inserendo anche quelli riproduttivi, a partire dal tempo di vita e di miglioramento generale della qualità della vita. Emergerebbe, secondo tale lettura, uno sguardo interdisciplinare, capace di cogliere tutte le sfaccettature di un fenomeno complesso e di una ri-politicizzazione del “potere sovrano”, inteso come nuovo protagonismo delle istituzioni politiche nel dirigere, anziché assecondare, i mutamenti tecnologici.</p>
<p>Come noto, infatti, il dibattito in corso sul tema della IA si dirama in due branche quello concernete il<strong> </strong>rapporto tecnologia – jobs,  che si sofferma sull’impatto dell’IA sui salari, sulla domanda di lavoro e sulla creazione di nuovi mestieri  e che vede una scuola di pessimisti confrontarsi con un nutrito gruppo di  studiosi convinto dei benefici in termini di produttività della IA, e quello che si concentra sull’aspetto tecnologia – work, ovvero, che analizza le implicazioni dell’IA per autonomia e qualità del lavoro.</p>
<p>Ebbene sembrerebbe che Xi voglia decisamente indirizzare il gruppo di studio dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC verso l’analisi e l’individuazione delle soluzioni di intervento pubblico, atteso che, da quanto è dato capire, il governo cinese ritiene più tangibili gli effetti dell’IA sulla compressione di domanda e retribuzione del lavoro. In quanto tecnologia di automazione, infatti, l’AI sarebbe intrinsecamente capace di espandere l’insieme delle funzioni interne al processo di produzione eseguite dal capitale anziché dal lavoro ed in tal modo attuerebbe un progressivo ma costante effetto sostituzione non più sul lavoro manuale ma anche su quote importanti di quello cognitivo legato a mansioni ripetitive.</p>
<p>Ora il citato effetto sostituzione attiverebbe una spirale di riduzione dell’offerta di lavoro e di abbassamento dei salari, a cui seguirebbe anche una crisi nell’accesso ai consumi. L’aumento di produttività coinciderebbe, pertanto, con un disaccoppiamento tra l’accumulazione di capitale e l’aumento della redditività del lavoro.</p>
<p>A bene vedere, il passaggio ad una economia <em>capital intensive</em> a scapito di quella ad alto assorbimento di lavoro, sembrerebbe trovare conferma isolando l’esperienza del settore manifatturiero degli ultimi anni. In effetti, circa 50 anni fa, la più importante azienda manifatturiera produceva autovetture ed era la <em>General Motors</em>; essa generava, prima del tracollo degli anni 80, circa 50 miliardi di profitti ogni anno ed impiegava oltre 800.000 persone. Oggi, la più importante azienda manifatturiera è la Apple e produce sistemi operativi, smartphone, computer e dispositivi multimediali, generando circa 100 miliardi di profitto impiegando nel 2020, circa 137.000 dipendenti a tempo pieno.</p>
<p>Ciò premesso, se questa interpretazione coglie l’indirizzo di Xi, la “politica della conoscenza” appare la chiave che consentirebbe di governare il negativo effetto strutturale in quanto alla forza lavoro verrebbe assegnato il ruolo di dirigere il processo tecnologico. Pur non condividendo l’analisi negativa sul ruolo dell’IA, c’è da dare atto, tuttavia, di un dibattito che viene calato nella realtà politica e che trova materia di discussione in una assemblea pubblica (quella del PCC, partito che nel 2022 contava oltre 98 milioni di membri). Di una discussione del genere non c’è traccia, invece, nelle mature democrazie occidentali, dove la politica si riduce spesso a leader che si rincorrono tra <em>hashtag</em> e dichiarazioni virali, che dopo aver occupato l’agenda mediatica, lasciano poco o nulla; i dibattiti sul futuro dei popoli restano, invece, prerogativa di élite economico-culturali, gestite spesso da interessi lobbistici esclusi al confronto democratico.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-direttiva-della-politica-economica-cinese-e-limpatto-della-i/">La direttiva della politica economica cinese e l&#8217;impatto dell&#8217;A.I.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra in Ucraina e nuovo ordine mondiale:  Asia Centrale, Cina e il ruolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-mondiale-asia-centrale-cina-e-il-ruolo-dellorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shanghai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Pennisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 20:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[laura pennisi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Com’è ormai noto ai molti da quell’infausto 24 febbraio 2022, nel momento in cui la Russia innescò la miccia a seguito della sua “operazione speciale”, l’ordine mondiale ha iniziato a mostrare tangibili segni di cambiamento. Un’occasione più unica che rara per quelle potenze emergenti che da qualche tempo ormai cercavano un posto al sole.  A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-mondiale-asia-centrale-cina-e-il-ruolo-dellorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shanghai/">Guerra in Ucraina e nuovo ordine mondiale:  Asia Centrale, Cina e il ruolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Com’è ormai noto ai molti da quell’infausto 24 febbraio 2022, nel momento in cui la Russia innescò la miccia a seguito della sua “operazione speciale”, l’ordine mondiale ha iniziato a mostrare tangibili segni di cambiamento. Un’occasione più unica che rara per quelle potenze emergenti che da qualche tempo ormai cercavano un posto al sole.  A cominciare dalla Turchia, con la sua strategica opera di mediazione per la questione dello sblocco del grano ucraino, passando per il Brasile, il cui il neo-rieletto presidente Lula si sta ultimamente adoperando nella ricerca di una risoluzione, fino ad arrivare al gigante cinese, il reale protagonista della scena mondiale attuale. La necessaria uscita di scena della Russia dagli affari economici europei, con conseguenza più evidente il blocco delle importazioni di gas e l’impegno militare dell’Unione Europea in Ucraina, anche soprattutto a seguito delle pressioni USA, ha determinato un necessario riorientamento delle politiche estere di quest’ultima evidenziandone le già esistenti e profonde spaccature interne.</p>
<p>Con l’improvvisa uscita di scena di Mosca, le sempre più stringenti politiche climatiche adottate dall’Unione e il riconoscimento che la Cina è uno dei maggiori partner commerciali della stessa, se non il maggiore in assoluto soprattutto in ambito di transizione energetica, hanno spinto l’UE a delle risposte subitanee che hanno evidenziato la necessità di dare priorità alla cooperazione economica ponendo in secondo piano le divergenze ideologiche. Ecco quindi la visita improvvisa del Presidente francese Macron accompagnato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in Cina per rinsaldare i rapporti, con le conseguenti dichiarazioni del primo che hanno a dir poco indispettito gli USA. L’Unione sa bene che la forza manifatturiera interna della Cina è rilevante, il che può contribuire a ridurre i tempi e i costi necessari per far avanzare la transizione energetica tanto caldeggiata dall&#8217;Europa. Pechino, di fatto, mantiene una posizione di rilievo nelle catene industriali di componenti e attrezzature per la produzione di energia solare ed eolica e nelle esportazioni verso l’UE di moduli fotovoltaici. L’Europa necessita dunque della Cina, e la Cina lo sa.</p>
<p>Tuttavia, non è soltanto l’Europa il maggiore focus commerciale di Pechino. Già da tempo, e più precisamente dal 2013, l’Asia Centrale è stata investita dall’uragano One Belt One Road (OBOR), altrimenti detta Nuova Via della Seta, con innumerevoli progetti che hanno contribuito al rafforzamento della presenza cinese sul posto. Anche per l’Asia Centrale, tuttavia, la presenza cinese ha rappresentato una ghiotta occasione per svincolarsi, almeno in parte, dall’onnipresente presenza russa. In tal senso, la guerra in Ucraina è stata un catalizzatore di situazioni preesistenti. Nessuna delle cinque nazioni dell&#8217;Asia centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan, Kirghizistan) ha, infatti, sostenuto l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e ha aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia. Un’indiretta dichiarazione di allontanamento dal gigante russo, anche se, secondo i dati ufficiali, i rapporti economici con Mosca sembrerebbero essere ancora più fiorenti. <a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a> Ma non solo l’Asia Centrale, anche paesi con l’Iran e il Pakistan possono trarre enorme beneficio dalla trasformazione dell’ordine mondiale con una Cina in posizione più egemonica che sembrerebbe tendere una mano d’aiuto a questi paesi tradizionalmente bistrattati dall’occidente a causa delle loro violazioni in svariati ambiti cui Pechino sarebbe più disposta a fare orecchio da mercante.</p>
<p>Ed è qui che entra in gioco l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.</p>
<p>Fondata nel 1996 come “Gruppo dei cinque” (Kazakistan, Cina, Russia, Tagikistan, Kirghizistan), l’organizzazione aveva come scopo principale il rafforzamento militare nelle aree interessate soprattutto a seguito della caduta dell’URSS. Nel 2001, dopo un incontro tenutosi a Shanghai, aderì anche l’Uzbekistan e fu firmato il trattato che modificò l’organizzazione, transformandola nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). I sei paesi aderenti espressero la volontà di ampliare gli ambiti operativi ben oltre quello militare, includendo maggiore cooperazione a livello economico. Tale idea fu rafforzata dalla proposta dell’allora primo ministro cinese Wen Jiabao di formare un’area di libero scambio economica, una mossa astuta necessaria per gettare le basi del futuro ambizioso progetto dell’OBOR.</p>
<p>Anche l’ambito energetico fu ampiamente considerato dall’organizzazione in virtù delle ingenti risorse energetiche dei paesi dell’Asia Centrale, oltre che della Russia. Non a caso, il quadro multilaterale SCO ha mirato e mira essenzialmente a un triplice scopo: ottenere l&#8217;accesso (per la Cina) a una regione di vitale importanza strategica per la Russia senza tuttavia inimicarsi l&#8217;egemone regionale, accrescere le relazioni economiche e creare una piattaforma di cooperazione regionale che vada oltre le più ristrette relazioni sino-russe per controbilanciare il lavoro di organizzazioni come l&#8217;Unione Europea, la NATO e potenze egemoniche come gli Stati Uniti.<a href="#_edn2" name="_ednref2">[ii]</a> Il rafforzamento dei legami con l’Asia Centrale è stato poi incrementato con interventi di carattere culturale di cosiddetto soft power cinese, grazie ai numerosi istituti Confucio sparsi per la regione allo scopo di diffondere la lingua e la cultura del paese.</p>
<p>Da sottolineare, inoltre, che alcuni paesi, e tra loro alcuni con evidente importanza strategica, si sono visti assegnare lo status di osservatore. Si tratta di Mongolia, Afghanistan, Bielorussia, Pakistan, India e Iran. Anche gli Stati Uniti richiesero nel 2006 l’assegnazione del suddetto status, richiesta rigettata, ufficialmente, sulla base del principio di non contiguità territoriale e, sostanzialmente, per diminuire la già pesante presenza manifestata attraverso numerose basi militari sparse in Asia Centrale per contrastare il terrorismo islamico in Afghanistan. Dati i precedenti negativi tra alcuni di questi paesi e l’ordine mondiale basato sulla tradizionale supremazia occidentale (vedi tribolate relazioni Iran e USA), la SCO rappresenta chiaramente un’ottima occasione per i paesi “tartassati” dall’occidente per potersi alleare e rinsaldare le loro relazioni contro il blocco occidentale.</p>
<p>Con la Russia impegnata nella guerra in Ucraina e sempre più bisognosa di alleati non occidentali, la SCO si sta aprendo strada. Prova lampante, l’ultimo meeting tenutosi a Goa in India il 4 e 5 maggio. Il ministro degli Esteri cinese Qin Gang ha inviato dei segnali (forse volutamente) ambigui sulla crescente rivalità geopolitica della Cina con gli Stati Uniti. Secondo le sue dichiarazioni riportate dal servizio stampa del ministero degli Esteri, il ministro ha detto che &#8220;la guerra fredda è in ripresa&#8221; ma anche che &#8220;l&#8217;egemonismo e la politica di potere sono in aumento&#8221;. Riferendosi chiaramente agli Stati Uniti, ha continuato esortando i suoi colleghi della SCO a “sostenersi risolutamente a vicenda nella difesa degli interessi di sovranità, sicurezza e sviluppo, e contrastare l&#8217;interferenza di forze esterne negli affari regionali e l&#8217;istigazione delle rivoluzioni colorate”. Tuttavia, la dichiarazione più interessante riguarda il nuovo ruolo che la SCO deve assumere per “contribuire allo sviluppo dell&#8217;ordine internazionale in una direzione più giusta e ragionevole”. <a href="#_edn3" name="_ednref3">[iii]</a> In tal senso, l’annuncio di accelerate procedure d’inclusione di Iran e Bielorussia nell’organizzazione assume una rilevanza non certamente di esclusivo carattere economico. Del resto, le travagliate relazioni tra gli USA e l’Iran sono ben note così come il rapporto di totale dipendenza della Bielorussia da Mosca. Non è una coincidenza che il 25 maggio Mosca e Minsk abbiano firmato un accordo per formalizzare il dispiegamento di missili nucleari tattici russi sul territorio bielorusso suscitando le ire dell’Ucraina e successive tensioni con l’occidente.</p>
<p>Inoltre, le spaccature in seno ai singoli stati membri dell’Unione Europea riguardo alla gestione della guerra in Ucraina, alle sanzioni imposte alla Russia e ai rapporti economici da tenere con la Cina stessa sono ben chiare a una Pechino sempre più a capo della SCO. Il caso del primo ministro ungherese Orbán ne è un buon esempio. Durante il Forum Economico tenutosi a Doha, il premier ungherese ha affermato esplicitamente che «l&#8217;Ucraina non ha alcuna possibilità di vincere la guerra».<a href="#_edn4" name="_ednref4">[iv]</a> Del resto, Budapest è l’unico paese dell’unione che continua apertamente ad avere rapporti commerciali con la Russia per il rifornimento di gas e petrolio, a non avere aderito alle sanzioni e a non aver fornito aiuti militari a Kiev. Un bel cavallo di troia dunque per l’Europa (e gli USA) e un’occasione per la Cina anche per allontanare ulteriormente gli USA dall’Asia Centrale, già interessata, come detto in precedenza, dalla presenza di basi militari impegnate nella lotta contro il terrorismo in Afghanistan.</p>
<p>Per quanto riguarda poi le relazioni con la Russia, la Cina non ha mai nascosto la sua posizione ambigua. Se da una parte ha sempre sostenuto il concetto d’integrità territoriale dell’Ucraina, dall’altro ha supportato l’occupazione russa sostenendo che il carattere provocativo dei movimenti espansionisti della NATO verso est, nonostante non abbia mai inviato attrezzature militari a Mosca e non abbia mai riconosciuto l’annessione della Crimea nel 2014. Del resto, se è vero che l’Europa ha bisogno della Cina è anche vero il contrario. <em>Do ut des. </em>Ma in questo momento, la partita più interessante per Pechino sembra si stia giocando in Asia Centrale. Quest’ultima, tuttavia, non sembra disposta ad accettare le ingerenze in parte evidenti di Pechino in maniera passiva. Se l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO), la risposta della Russia e dell’Asia Centrale alla NATO, non ha mostrato negli anni l’efficienza che avrebbe dovuto, l’Unione Economica Eurasiatica (EAEU) sembra essere ultimamente più presente.</p>
<p>La cosa più interessante è che il Kazakistan sta puntando a un rilancio sostanziale dell’organizzazione e dei rapporti tra i paesi coinvolti. Durante una riunione del Consiglio economico eurasiatico del 25 maggio a Mosca, il presidente kazaco Kassym-Jomart Tokayev ha invitato gli Stati membri dell&#8217;Unione Economica Eurasiatica a rendere più efficace la traiettoria di sviluppo dell&#8217;unione.<a href="#_edn5" name="_ednref5">[v]</a> Un possibile doppia lettura per questa dichiarazione. La prima, un desiderio di disciplinare maggiormente le relazioni economiche con una Russia che se sembra essere più bisognosa dei vicini dell’Asia Centrale (dove si potrebbe leggere anche un possibile ribaltamento dei ruoli da predatore a preda, se vogliamo), ma anche la volontà di non dare troppa mano libera alla Cina nei propri territori. In effetti, Tokayev ha dichiarato che nelle attuali condizioni geoeconomiche, l&#8217;unione dovrebbe raggiungere il suo pieno potenziale in modo più efficiente formando un mercato unico senza barriere, fornendo un transito senza ostacoli di merci verso paesi terzi. Quasi un contraltare alle dichiarazioni di qualche giorno prima del ministro degli Esteri cinese Qin Gang sul ruolo della SCO.</p>
<p>Del resto, la posizione geografica centrale di questi cinque stati rende centrale anche il loro ruolo all’interno della SCO, inizialmente programmata come uno spazio per gestire le differenze tra Cina e Russia nell’ambito di un quadro istituzionalizzato. Tale quadro fornisce ai cinque paesi sia maggiori rassicurazioni sulla loro sostanziale presenza nell’organizzazione sia uno spazio politico più ampio per coordinare i propri interessi nei confronti delle grandi potenze fornendo loro, almeno formalmente, la possibilità di partecipare alla cooperazione con le maggiori potenze regionali. In tal senso, i cinque stati potrebbero adempiere la funzione di bilanciatori tra Oriente e Occidente, sfidando l&#8217;interpretazione della SCO come blocco antioccidentale<a href="#_edn6" name="_ednref6">[vi]</a>.</p>
<p>SCO sì, dunque, ma con una certa misura. Ed è sempre Tokayev a sottolinearlo durante il meeting quando ha invitato i partecipanti non solo a rafforzare l&#8217;interazione economica e commerciale con la SCO, ma anche con l&#8217;Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), il Mercato comune meridionale (Mercosur) in America Latina e altre alleanze internazionali e regionali. È fondamentale, inoltre, secondo il presidente kazaco, concludere gli accordi di zona di libero scambio con Egitto, India, Indonesia, Israele ed Emirati Arabi Uniti (EAU).</p>
<p>La Cina è dunque benvenuta in Asia Centrale dal cui petrolio, unitamente a quello russo, dipende in larga parte, ma è necessario porre dei paletti. Un messaggio che Pechino ha diligentemente recepito formulando in chiave più ideologica che economica l’obiettivo del rafforzamento della SCO per non alimentari timori presso i suoi vicini. Almeno per il momento, infatti, l’enfasi della Cina è posta sul totale fallimento degli USA e delle ideologie occidentali sia economiche sia politiche, e sull’opportunità, se non necessità, di assumere il ruolo di protettore della pace in un ordine mondiale al momento in via di sfaldamento. Del resto, perché preoccuparsi? Il dragone ha ormai i piedi ben saldi in Asia Centrale grazie al massiccio progetto dell’OBOR e agli altrettanto massicci (e discutibili) sistemi di prestiti che hanno già incatenato i cinque paesi, e non solo quelli, al sempre sorridente vicino. Senza dubbio, la maniera più sottile per prendere parte al Grande Gioco per l’Asia Centrale</p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a>Umarov, T. 2022. Russia and Central Asia: Never Closer, or Drifting Apart? Carnegie Endowment for International Peace. Disponibile su <a href="https://carnegieendowment.org/politika/88698">https://carnegieendowment.org/politika/88698</a> Ultimo accesso 30\05\2023.</p>
<p><a href="#_ednref2" name="_edn2">[ii]</a>Prantl, J. 2013. The Shanghai Cooperation Organization: Legitimacy through (Self-) Legitimation? Oxford Academic. Disponibile su <a href="https://academic.oup.com/book/6559/chapter/150512900">https://academic.oup.com/book/6559/chapter/150512900</a> accesso 29\05\2023.</p>
<p><a href="#_ednref3" name="_edn3">[iii]</a>China-Central Asia bulletin. 2023. Central Asia: Beijing bracing for summit-o-rama. Eurasianet. Disponibile su <a href="https://eurasianet.org/central-asia-beijing-bracing-for-summit-o-rama">https://eurasianet.org/central-asia-beijing-bracing-for-summit-o-rama</a> Ultimo accesso 30\05\2023.</p>
<p><a href="#_ednref4" name="_edn4">[iv]</a>Corriere del Ticino. 2023. Perché Viktor Orbán ha detto che l&#8217;Ucraina non può vincere la guerra? Disponibile su <a href="https://www.cdt.ch/news/mondo/perche-viktor-orban-ha-detto-che-lucraina-non-puo-vincere-la-guerra-318024">https://www.cdt.ch/news/mondo/perche-viktor-orban-ha-detto-che-lucraina-non-puo-vincere-la-guerra-318024</a> Ultimo accesso 30\05\2023.</p>
<p><a href="#_ednref5" name="_edn5">[v]</a> Omirgazy, D. 2023. President Tokayev Urges EAEU Member States to Unlock Union’s Economic Potential. The Astana Times. Disponibile su <a href="https://astanatimes.com/2023/05/president-tokayev-urges-eaeu-member-states-to-unlock-unions-economic-potential/">https://astanatimes.com/2023/05/president-tokayev-urges-eaeu-member-states-to-unlock-unions-economic-potential/</a> Ultimo accesso 31\05\2023.</p>
<p><a href="#_ednref6" name="_edn6">[vi]</a> Maksutov, R. 2006.  The Shanghai Cooperation Organization: A Central Asian Perspective. SIPRI Project Paper.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Laura Pennisi" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/08/laura-pennisi.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/laura-pennisi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Laura Pennisi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista specializzata in studi sulla Russia, sul Caucaso, sull’Asia Centrale e sulla Grecia Moderna. Attualmente, svolge ricerche sulla propaganda russa attraverso i media. Vive a Malmö, in Svezia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-mondiale-asia-centrale-cina-e-il-ruolo-dellorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shanghai/">Guerra in Ucraina e nuovo ordine mondiale:  Asia Centrale, Cina e il ruolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritorno dell&#8217;estremismo islamico</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[maddalena pezzotti]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[sciiti]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3065</guid>

					<description><![CDATA[<p>La lotta per il primato fra la teocrazia sciita iraniana e le monarchie sunnite del Golfo Persico, alla quale si è unita la Turchia, attraversa le guerre in corso nel Medio Oriente. Entrambe le parti hanno galvanizzato, e militarizzato, l&#8217;identità religiosa, per mobilitare masse e minoranze, secondo i casi, e aumentare la propria sfera di influenza. Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/">Il ritorno dell&#8217;estremismo islamico</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La lotta per il primato fra la teocrazia sciita iraniana e le monarchie sunnite del Golfo Persico, alla quale si è unita la Turchia, attraversa le guerre in corso nel Medio Oriente. Entrambe le parti hanno galvanizzato, e militarizzato, l&#8217;identità religiosa, per mobilitare masse e minoranze, secondo i casi, e aumentare la propria sfera di influenza. Le origini dello scisma rimontano agli albori dell&#8217;Islam e i due blocchi hanno sviluppato diverse interpretazioni delle scritture sacre e pratiche specifiche, sebbene siano due facce della stessa moneta e la posta sia sempre stata squisitamente politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo prolungato antagonismo ha aggravato disfunzionalità nel funzionamento degli stati, eroso capitali sociali costruiti a fatica e catalizzato estremismi consolidati e incipienti. L&#8217;intervento di Israele, al fianco delle potenze sunnite, ha complicato un teatro, in cui il programma nucleare iraniano occupa un ruolo chiave. La variabile può condurre Washington e Teheran su una rotta di collisione, con un effetto domino dal Mediterraneo orientale &#8211; Libano, Siria, Iraq, Palestina, Giordania e Libia &#8211; all&#8217;Afghanistan, e in assenza di un processo diplomatico che disinneschi le tensioni, non è azzardato ipotizzare una deriva. Basti pensare che Ebrahim Raisi, presidente dell&#8217;Iran, nel discorso all&#8217;Onu di settembre, ha decretato la fine della credibilità del sistema egemonico statunitense.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per di più, le cause che hanno determinato l&#8217;insorgenza di al-Qaeda e il sedicente stato islamico (Isis, per la sigla in inglese), e la sanguinosa stagione del terrorismo internazionale di stampo integralista che li ha accompagnati, non sono state rimosse e si è venuto diffondendo un sentimento di rivalsa. L&#8217;insediamento dei talebani a Kabul, e il caos che ne è derivato, sono un esempio concreto del rischio latente per lo stato di diritto e l&#8217;accesso a libertà essenziali. Gli sciiti Hazara sono stati vittime di una depurazione da istituzioni e amministrazione; espulsi da case e città, hanno visto i loro beni confiscati. Lo stato islamico Khorasan è, inoltre, autore di azioni dinamitarde a moschee sciite in Afghanistan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cambio di direzione negli affari esteri di Joe Biden, dettato dalle sfide generate dalla Cina in altri punti nevralgici dello scacchiere geopolitico, lascia un vuoto a beneficio di rivalità settarie che hanno dimostrato di saper proiettare minacce globali. Il disimpegno degli Stati Uniti si produce, peró, in un quadro in cui la Russia ha guadagnato spazio e prestigio, si è imposto un esecutivo dalla linea dura in Iran, e la galassia sunnita ha perso fiducia in Washington. Senza un rinnovato accordo con Teheran, gli Stati Uniti potrebbero, dunque, ritrovarsi di nuovo risucchiati dal vortice medio orientale, nonostante la risoluzione di chiamarsi fuori con il recente ritiro delle truppe dall&#8217;Afghanistan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fallimento di Barack Obama, nella rimozione dell&#8217;alawita-sciita Assad al-Bashar in Siria e il negoziato sul nucleare con l’Iran, ha installato dubbi nell&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e altri alleati sunniti, in svantaggio nelle guerre per procura contro l&#8217;Iran, in Iraq, Siria e Yemen, sulla lealtà statunitense e incrementato l&#8217;instabilità regionale. Il tentativo di Donald Trump di restaurarne la fiducia, con la campagna di massima pressione economica su Teheran e l&#8217;eliminazione di comandanti delle milizie sciite, non ha fermato l&#8217;<em>escalation. </em>Offensive a petroliere nel Golfo e basi aeree americane in Iraq, hanno portato Stati Uniti e Iran sul bordo di uno scontro diretto. L&#8217;Iran è un attore più assertivo che nel passato: vicino a ottenere la bomba nucleare, rappresenta una garanzia per quanti ne cercano appoggio e protezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>D&#8217;altro canto, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno foraggiato fazioni armate sunnite, in forma continua e sostenuta, permettendo la costituzione e l&#8217;espansione dell&#8217;Isis, e la concrezione della sua utopia violenta di restaurazione del califfato islamico, in posizione antisciita, e antiumana. Quest&#8217;ultimo, sconfitto, in Iraq e Siria, da una coalizione tattica, formata da Russia, Stati Uniti e Iran, si è ricompattato, perpetrando atrocità nel continente africano, e costituendo un pericolo non solo per l&#8217;Iran, ma per l&#8217;Europa e gli Stati Uniti, come dimostra un piano intercettato, del gruppo somalo al Shabab, per un attacco sul suolo americano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro totalitarismo incede da quella che fu la sede del califfato islamico fino al 1924, ovvero la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, auto dichiarato erede dell&#8217;impero ottomano e presunto modello democratico per il mondo arabo. Sostenitore, all&#8217;indomani della Primavera Araba, della corsa alle poltrone della Fratellanza Musulmana, finanziata dal Qatar, Erdogan si è guadagnato l&#8217;inimicizia di Riyadh e Abu Dhabi nella competizione per la difesa della causa sunnita in Iraq, Libano e Afghanistan, peraltro ottenendo risultati di maggiore evidenza dei rivali, che si sono visti costretti al ritiro da alcuni scenari. Una moltiplicazione di contraddizioni in una intricata partita transnazionale, scandita da affermazioni precarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I punti nodali sono l&#8217;Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. L&#8217;apatia, registrata alle ultime elezioni irachene, ha giocato a favore di figure politiche estremiste, ma lo <em>status quo</em> è di debole tenuta, tra pressioni dal Golfo Persico e dall&#8217;Iran, e il tentativo di assassinio del primo ministro, Muqtada al-Sadr, dimostra la presenza di intenzioni destabilizzatrici. Il destino della Siria è legato a quello dell&#8217;Iraq, con l&#8217;elemento di imprevedibilità della Turchia. Lo stato nello stato, costituito da Hezbollah, e la costante intimidazione missilistica di Israele, scatenano, in Libano, un parossismo di violenza. Gli Houthi, con il sostegno dell&#8217;Iran, hanno dato scacco alla coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, in difesa del governo sunnita, in uno Yemen diviso da sette locali e ingerenze straniere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, l&#8217;elemento di traino del fondamentalismo, oggi, è l&#8217;Emirato Islamico dell&#8217;Afghanistan. L&#8217;avanzata dei talebani ha sollevato l&#8217;ammirazione dei jihadisti che ne hanno celebrato la perseveranza ventennale e la metodologia di infiltrazione nei gangli della gestione pubblica e costruzione di legittimità nella vita delle comunità. Al-Qaeda nel Sahel, India e Yemen, ha dichiarato che si sarebbe segnato un cammino oggettivo di trionfo in altri contesti. I talebani, sin dall&#8217;inizio, hanno compreso la necessità di una strategia a livello locale, impiantando consigli provinciali e municipali, che hanno costituito la spina dorsale dell&#8217;insorgenza, risolvendo problemi delle persone, in sostituzione al governo e in contrapposizione ai suoi comportamenti corruttivi e predatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Stati Uniti, invece, si sono concentrati su azioni rapide in risposta ad atti mirati – esplosioni, rapimenti e uccisioni -, non prestando sufficiente attenzione all&#8217;abilità dimostrata di posizionarsi nel tessuto sociale e dar forma a un&#8217;organizzazione ibrida tra un gruppo terroristico e un partito politico, con capacità di fornire risposte a esigenze sociali. Gli jihaidisti di Hayat Tahrir al-Sham nel nord della Siria e affiliati di al-Qaeda nel Mali, sull&#8217;onda del successo afghano, stanno intraprendendo relazioni diplomatiche con villaggi e destinando risorse per attività di ordine proselitista, fra cui sussidi per il costo di alimenti ed energia elettrica e migliorie ai servizi sanitari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunità internazionale si trova ostaggio dei talebani. La presa del potere è stata totale e, per deliberata volontà, si trovano in controllo dell&#8217;esecutivo, la camera legislativa, l&#8217;organo giudiziale, le forze di sicurezza, i servizi di intelligenza, la polizia e l&#8217;esercito. Non devono rispondere a nessuna <em>constituency</em> o governare per consenso. L&#8217;unica possibilità, per scongiurare un disastro economico e umanitario, e in ultima istanza uno scontro civile, dipende dal loro operato, ma affinché questo sia efficace, allo stesso modo dell&#8217;esecutivo anteriore, devono ricorrere a una significativa infusione di denaro liquido e assistenza per lo sviluppo. Un miliardo di dollari è in arrivo dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>L&#8217;esperienza insegna che compagini di matrice eversiva, trovandosi a carico dell’amministrazione di territori, diluiscono la spinta ideologica nel pragmatismo legato alle esigenze della realtà quotidiana. D’altro canto, queste non divengono automaticamente meno radicali nel trascorso del tempo ed, essendo soggette a sollecitazioni del nocciolo duro, nel loro agire non sempre prevalgono posizioni moderate. Malgrado ciò, la responsabilità di accompagnare l’evoluzione progressiva dei talebani in espressione politica non può essere evasa, e le sanzioni, che si rendano opportune, dovranno essere calibrate con il fine di non danneggiare la popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo dialogo, sospeso dal 2001, sulla base della falsa percezione di vittoria assoluta da parte degli Stati Uniti, va lanciato con carattere di urgenza, per affrontare i bisogni presenti e futuri della cittadinanza, e senza remore di legittimare un nemico, con il quale non si può evitare di confrontarsi. Un avversario che potrebbe non essere affidabile, che continuerà a esercitare provocazioni e mantenere posizioni distanti dalla logica dei diritti umani, ma che per questa esatta ragione deve essere condotto a un tavolo negoziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/">Il ritorno dell&#8217;estremismo islamico</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scomparso dai radar il base effect?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 13:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[stagflazione]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3000</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi appare definitivamente archiviato ciò che, invece, sembrava acquisito ancora ad inizio estate 2021, ovvero l’idea di ritenere che i prezzi avrebbero visto una fiammata transitoria per via del confronto con il lungo periodo di deflazione causato dai lockdown. Ad oltre un anno di distanza dalle prime avvisaglie di un incremento incontrollato dei prezzi, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/">Scomparso dai radar il base effect?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi appare definitivamente archiviato ciò che, invece, sembrava acquisito ancora ad inizio estate 2021, ovvero l’idea di ritenere che i prezzi avrebbero visto una fiammata transitoria per via del confronto con il lungo periodo di deflazione causato dai lockdown. Ad oltre un anno di distanza dalle prime avvisaglie di un incremento incontrollato dei prezzi, la situazione sembra radicalmente cambiata ed anche le banche centrali (e tra queste la FED) cominciano a riscontrare come il rialzo dei prezzi delle materie prime continui, senza alcun segno di rallentamento. Con essi, salgono con forza i prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Tale situazione mette in pericolo, sempre più, le prime ottimistiche previsioni di ripresa post-pandemica che vedevano in un incremento dei consumi e degli investimenti delle imprese la spinta per un consistente e duraturo incremento della domanda. In effetti, i principali indicatori macroeconomici oggi non sembrano incoraggianti ed il rallentamento della crescita economica globale è evidente. Anche l&#8217;economia cinese, che sembrava uscita dalla crisi pandemica addirittura rafforzata, sebbene continui a crescere, evidenza un passo più molto più lento del previsto. Principali colpevoli anche qui la crisi energetica, ma anche i problemi del gigante dell&#8217;immobiliare Evergrande ed i nuovi focolai di Covid dovuti alla<br />
variante Delta. A questo dato si aggiunge un fatto ancor più inquietante. La crescita, anche nei paesi dove le stime sono positive, com’è, ad esempio, per il nostro Paese, vede sul fronte del lavoro progressi molto scarsi. Il che significa che dovremmo sopportare ancora per qualche anno una forte disoccupazione.<br />
Concentrandosi sull’Italia, ad esempio, la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2021 presentata da Draghi e Franco al Parlamento, se contabilizza un livello di PIL più elevato (atteso a un +6% per l’anno in corso) vede in previsione nel 2021 l’occupazione crescere lievemente più del PIL per quanto riguarda le unità di lavoro e le ore lavorate, mentre per gli anni successivi la previsione sconta una moderata crescita della produttività. In definitiva, il numero di occupati secondo l’indagine sulle forze di lavoro salirebbe al disopra del livello pre-crisi già nel 2022, per poi registrare una vera e propria crescita. Il quadro disegnato dal NADEF dunque vede un decremento della disoccupazione solo a partire dal 2023.<br />
Ma sarà effettivamente cosi, ovvero, saranno mantenuti gli impegni sull’occupazione? Rispondo subito. E’ molto probabile di no!<br />
Infatti, come sappiamo, la combinazione di prezzi in salita ed economia che non cresce, ha un nome ben preciso in macroeconomia e prende il nome di stagflazione. L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione negli Stati Uniti ed in altre economie potrebbe essere certamente un problema in questo momento. In primo luogo, l’incremento dell’inflazione certamente intacca<br />
qualsiasi ripresa dei redditi da lavoro e, anche la redditività del capitale, vero punto di riferimento delle economie di tipo capitalistico. La redditività può essere colpita certamente dai possibili aumenti salariali indotti dalla pressione in aumento dei prezzi da un lato e dall&#8217;aumento degli interessi dall&#8217;altro.<br />
Ciò considerato, la preoccupazione maggiore è quella che proprio dalla volontà da parte della politica monetaria e, in parte, di quella fiscale, di concentrare tutte le proprie attenzioni sui livelli occupazionali &#8211; sebbene per l’Italia questo sarebbe solo a partire dal 2023 &#8211; porti ad uno stallo dell’economia. In questo senso vengono lette le recenti revisioni della politica monetaria della FED e della BCE: lasciare andare i prezzi un po’ più su in cambio di un recupero di posti di lavoro, cosi ripetendo di fatto lo stesso “errore” commesso dai banchieri centrali negli anni 70.<br />
Una scommessa che potrebbe costare dunque molto cara, costringendo le banche centrali ad un rapido, e traumatico, cambio di strategia, che porti un aumento del tasso monetario d’interesse. Tassi d’interesse in crescita che strozzerebbero la domanda, portando ad un brusco crollo degli investimenti.<br />
Insomma siamo di fronte ad un bivio, e il futuro non è affatto roseo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/">Scomparso dai radar il base effect?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[moneta virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2962</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di creare un dollaro o euro digitale, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia &#160; Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/">La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di <a href="https://financialservices.house.gov/calendar/eventsingle.aspx?EventID=408111">creare un dollaro o euro digitale</a>, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente membro anziano aggiunto presso il Center for a New American Security e Chief Strategist di Cryptocurrency AML Strategies) e Emily Jin (assistente presso il Center for a New American Security &#8211; CNAS), ci racconta lo stato dell&#8217;arte e le prospettive future della moneta digitale di stato cinese.</p>
<p>Per diversi anni, la digitalizzazione dell&#8217;economia è stata solo un argomento di discussione del Partito Comunista Cinese (PCC); ora sta diventando una realtà.</p>
<p>A luglio, la banca centrale cinese, la <a href="https://www.boc.cn/en/"><strong>People&#8217;s Bank of China</strong></a> (PBOC) ha pubblicato un <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>paper</strong></a> che illustra i progressi nello sviluppo della sua valuta digitale, nota come &#8220;eCNY&#8221; o renminbi digitale.</p>
<p>Non solo.</p>
<p>Ci rivela, anche, come il PCC stia introducendo la nuova tecnologia finanziaria (<a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/sezione-fintech"><strong>fintech</strong></a>) in tutta l&#8217;enorme economia cinese.</p>
<p>Le società finanziarie e tecnologiche cinesi stanno innovando, costruendo nuove applicazioni sull&#8217;architettura eCNY del Governo per effettuare transazioni finanziarie più rapide e dinamiche.</p>
<p>Esaminando la<a href="https://www.chinabankingnews.com/2019/08/23/chinese-central-bank-releases-fintech-development-plan-for-2019-2021/"><strong> strategia fintech nazionale</strong></a> del PCC, dicono gli esperti, si nota di come il settore privato stia lavorando per rendere il denaro cinese<a href="https://www.uscc.gov/sites/default/files/2021-04/Yaya_Fanusie_Testimony.pdf"><strong> più intelligente</strong></a>.</p>
<p>Principalmente è una questione interna, ma è altamente probabile che tale politica si ripercuota anche in quella estera, dato che la Cina sta spingendo il resto del mondo a seguire il suo percorso tecnologico.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attenzione di Pechino per il fintech è una mossa geopolitica, in una gara mondiale nella quale vincerà la nazione che avrà i &#8220;big data&#8221; migliori. </em></strong></p>
<p>E se l&#8217;economia digitale globale dovesse evolversi, come inevitabile nel seguire l&#8217;innovazione tecnologica della Cina, ciò darà al PCC molto più potere contrattuale nel commercio internazionale.</p>
<p><strong><em>Per gli esperti è una questione di sicurezza nazionale degli Stati Uniti,</em></strong> perché i progressi della Cina nel renminbi digitale riguarderebbero più l&#8217;ambizione di Pechino nello sfruttare i dati, che il potenziamento della propria valuta.</p>
<p>Mentre le discussioni della politica degli Stati Uniti (e quella europea) sulla tecnologia e sui dati tendono a concentrarsi in modo mirato sulla questione <strong><em>della protezione della privacy</em></strong>, <strong><em>il PCC vede e sfrutta i dati come un vero e proprio pilastro dell&#8217;infrastruttura nazionale.</em></strong></p>
<p><strong><em>Il presidente Xi Jinping</em></strong> ha definito, nel 2017, i dati <em><strong>&#8220;un nuovo fattore di produzione, una risorsa fondamentale e strategica&#8230;necessaria per costruire un&#8217;economia digitale&#8221;</strong></em>.</p>
<p><strong><em>Per la Cina questi dati non sono il nuovo petrolio, ma la nuova elettricità. </em></strong></p>
<p><strong><em>Il PCC sta incanalando la politica interna attraverso il controllo dei dati.</em></strong></p>
<p>Il Governo cinese mira alle informazioni digitali per alimentare l&#8217;infrastruttura e le applicazioni che regolano la vita quotidiana, consentendo allo Stato anche il loro uso per fini politici ed economici.</p>
<p>Gli autori sostengono che, <em><strong>&#8220;sebbene alcuni politici statunitensi si rendano conto che l&#8217;innovazione dei dati della Cina potrebbe minacciare la competitività degli Stati Uniti, lo stato non ha articolato alcuna visione su come dovrebbe essere la competitività degli USA in un&#8217;economia basata sui dati digitali&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong><em>Lo stesso, potremmo aggiungere noi per l&#8217;UE.</em></strong></p>
<p>Nel frattempo, però, il progetto &#8220;renminbi digitale&#8221; è la strategia nazionale cinese per l&#8217;acquisizione dei dati.</p>
<p>Sebbene un renminbi digitale non possa, nel breve termine, competere direttamente con il dollaro USA stabile e più attraente a livello globale, la funzionalità di questo nuovo sistema di moneta digitale cinese potrebbe spingere l&#8217;innovazione, guidata da Pechino, <strong><em>all&#8217;interno del sistema finanziario globale.</em></strong></p>
<p>La strategia economica a lungo termine della Cina include la creazione <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>di un punto</strong></a> di riferimento nelle tecnologie emergenti che nessun Paese, nemmeno gli Stati Uniti, sta dominando.</p>
<p>Con la Cina che intensifica quotidianamente i suoi progetti fintech pilota, mentre sta contemporaneamente guadagnando sempre più influenza nel <a href="https://www.ccpwatch.org/single-post/2018/11/27/The-Right-to-Speak-Discourse-and-Chinese-Power"><strong>plasmare il discorso politico internazionale</strong></a>, Pechino potrebbe finire per decidere unilateralmente le regole delle nuove pratiche finanziarie globali e vedere, così, anche le proprie tecnologie adottate a livello internazionale.</p>
<p>Ciò renderebbe il &#8220;fintech&#8221; cinese più importante per il commercio globale e, quindi, darebbe al Governo di Pechino una maggiore leva internazionale.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attività fintech cinese si sta evolvendo, quindi, rapidamente. </em></strong></p>
<p>Sostiene il rapporto, che l&#8217;unico modo per il Governo degli Stati Uniti di contrastare questa minaccia a lungo termine è quella agire immediatamente per garantire che l&#8217;innovazione cinese non sia l&#8217;unica, mentre le aziende di tutto il mondo esplorano nuove capacità tecniche nel settore finanziario.</p>
<p><strong><em>Il mercato cinese ha avuto pagamenti digitali e mobili per anni, ma un renminbi digitale è uno sviluppo nettamente diverso. </em></strong></p>
<p>Consente agli utenti di detenere direttamente un asset digitale emesso dalla banca centrale e trasferibile tra diverse piattaforme bancarie e di pagamento.</p>
<p>Negli Stati Uniti, sarebbe, ad esempio, come usare un account Venmo per inviare dollari all&#8217;account CashApp o PayPal o Zelle di un&#8217;altra persona; cosa attualmente non possibile.</p>
<p>L&#8217;eCNY è ancora nella fase pilota, ma si è passati ad una strategia di progettazione e implementazione del prodotto per l&#8217;intero settore finanziario cinese.</p>
<p>Come avevamo riferito in un <a href="https://gabrieleiuvinale.wixsite.com/website/post/la-cina-e-la-futura-criptovaluta-nazionale-ovvero-il-cashback-italico-e-il-tozzo-di-pane"><strong>precedente articolo</strong></a>, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il PCC ha <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>offerto</strong></a> a cittadini selezionati casualmente piccole quantità di <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>eCNY gratuiti</strong></a> da spendere con i commercianti online o tramite portafogli di smartphone in esborsi pilota facilitati attraverso banche statali in alcune grandi città.</p>
<p>Ora, <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>dozzine</strong></a> di banche urbane e rurali più piccole, nonché società di pagamento, stanno avviando progetti <a href="https://www.chinabankingnews.com/2021/06/29/the-2-5-tiers-of-chinas-digital-renminbi-explained/"><strong>pilota</strong></a> per supportare l&#8217;utilizzo di eCNY. Queste istituzioni più piccole hanno <a href="https://www.ledgerinsights.com/china-bank-compensation-distributing-digital-yuan-cbdc/"><strong>meno capitale e infrastrutture tecniche</strong></a> per operare per conto della banca centrale, ma i loro clienti tendono ad essere le <a href="https://www.cebnet.com.cn/20210625/102757044.html"><strong>piccole e medie imprese</strong></a> e le persone comuni; cioè quelli che dovranno adottare la nuova valuta digitale.</p>
<p>Alla <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>fine di giugno</strong></a>, circa 21 milioni di persone e 4 milioni di aziende disponevano di portafogli eCNY e avevano effettuato circa 71 milioni di transazioni per un totale di 5,3 miliardi di dollari in renminbi digitale. I numeri sono ancora piccoli rispetto all&#8217;intera economia, ma offrono al Governo cinese dati &#8220;reali&#8221;, concreti.</p>
<p>Finora, la maggior parte dei Paesi che studiano modi per digitalizzare la propria valuta stanno, invece, producendo solo <a href="https://www.atlanticcouncil.org/cbdctracker/"><strong>documenti di ricerca </strong></a>e teorie, mentre la Cina ha già dati del mondo reale da studiare, forniti da milioni di aziende e consumatori.</p>
<p>Il progetto pilota eCNY si sta espandendo sempre più per supportare le esigenze pratiche dei pagamenti quotidiani. Ad esempio, più di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>100 stazioni</strong></a> di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>servizio</strong></a> a Shanghai ora accettano il renminbi digitale. Altri comuni offrono <a href="https://decrypt.co/45254/digital-yuan-rolls-out-for-use-in-shenzhen-gas-stations"><strong>servizi simili</strong></a>.</p>
<p>La più antica e grande compagnia di taxi di Shanghai ha installato il software eCNY <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/05173443.html"><strong>su 6.000</strong></a> auto alimentate a energia alternativa. La provincia del Sichuan sta sperimentando il pagamento di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/12104755.html"><strong>sussidi per la casa</strong></a> in renminbi digitale. Molte città stanno integrando il pagamento eCNY nei loro <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/10174211.html"><strong>sistemi di trasporto pubblico</strong></a>, consentendo ai passeggeri di acquistare biglietti per metropolitana e autobus tramite le app eCNY.</p>
<p>Il gigante tecnologico cinese Huawei ha recentemente ottenuto una <a href="https://www.pymnts.com/news/mobile-commerce/2021/chinese-conglomerate-huawei-gains-mobile-payments-license-by-buying-xunlian/"><strong>licenza per il servizio di pagamento</strong></a> e sta aggiungendo un <a href="https://www.shine.cn/news/in-focus/2104137356/"><strong>sistema di portafoglio digitale in renminbi</strong></a> in uno dei suoi modelli di telefoni cellulari. Una società cinese di software di pagamento sta realizzando interfacce digitali in renminbi per catene di supermercati e prevede di lanciare <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/09102717.html"><strong>un braccialetto indossabile</strong></a> per consentire transazioni eCNY. Una banca sta sviluppando una varietà di <a href="https://www.nfcw.com/whats-new-in-payments/chinese-banks-unveil-cbdc-hardware-prototypes-for-multiple-use-cases/"><strong>portafogli hardware in</strong></a> modo che le persone possano spendere i propri fondi digitali senza alcuna connessione a Internet.</p>
<p>Dal 2020 le aziende cinesi statali e private hanno depositato<a href="https://forkast.news/headlines/digital-yuan-patent-applications-rise/"><strong> 271 brevetti</strong></a> relativi al renminbi digitale.</p>
<p>Il PCC non sta solo distribuendo moneta elettronica ai cittadini; sta supervisionando un<a href="https://www.aspistrategist.org.au/chinas-digital-renminbi-initiative-is-a-network-not-a-currency/"><strong> ecosistema di renminbi digitale in crescita</strong></a>.</p>
<p>La programmabilità dell&#8217;eCNY sarà probabilmente la sua innovazione più importante. Supporterà transazioni business-to-business più intelligenti.</p>
<p>I resoconti della stampa cinese, però, sono vaghi sulla complessità delle operazioni che stanno dietro queste transazioni, ma ad ogni passaggio, il pagamento sarebbe verificato ai fini della tassazione.</p>
<p>Non è chiaro se il processo riporterebbe automaticamente i dati alle autorità fiscali, ma dato l&#8217;obiettivo del PCC di sviluppare un database governativo nazionale di <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>transazioni digitali</strong></a>, sembra probabile che queste informazioni andrebbero <strong><em>direttamente al Governo</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Questa innovazione, dunque, rafforzerà l&#8217;</em></strong><a href="https://www.cnas.org/publications/reports/chinas-digital-currency"><strong><em>autoritarismo digitale</em></strong></a> <strong><em>del PCC.</em></strong></p>
<p>Inoltre, alla fine del 2020, Baowu ha anche sviluppato una <a href="http://www.csteelnews.com/xwzx/jrrd/202108/t20210809_53332.html"><strong>piattaforma di finanza commerciale</strong></a> basata su blockchain che consente alle imprese di effettuare pagamenti transfrontalieri tramite lettere di credito.</p>
<p>Questi strumenti sono emessi e applicati dalle banche, ma una lettera di credito basata su eCNY in esecuzione su una piattaforma di finanziamento commerciale cinese complicherebbe, probabilmente, i processi bancari tradizionali.</p>
<p><strong><em>Non solo la piattaforma stessa sarebbe gestita in Cina, ma i dati relativi alle transazioni eCNY sarebbero messi a disposizione direttamente al Governo cinese. </em></strong></p>
<p>E questi accordi potrebbero anche eludere i controlli degli stati, basati, invero, su lettere di credito convenzionali attraverso gli attuali processi bancari.</p>
<p><strong><em>Il renminbi digitale è il gioco del PCC per raccogliere ogni bit di dati finanziari per aggregarli, analizzarli e sfruttarli per costruire un apparato economico e politico più forte. L&#8217;obiettivo è che il denaro sia più intelligente per creare uno Stato più &#8220;intelligente&#8221;, un PCC più potente. </em></strong></p>
<p>Man mano che l&#8217;economia mondiale diventa più digitalizzata, l&#8217;innovazione passerà attraverso l&#8217;interpretazione dei dati aggregati, così da ottenere anche un vantaggio nella competizione economica globale.</p>
<p><strong><em>Il PCC ha compreso l&#8217;importanza di questo calcolo economico.</em></strong></p>
<p><strong><em>È probabile che il Governo di Pechino trasferisca informazioni di dati esteri e nazionali alle aziende cinesi per offrire loro vantaggi competitivi. </em></strong></p>
<p>La maggior parte dei paesi che studiano modi per digitalizzare le proprie economie dovrebbero dettare le regole nello sviluppo di standard tecnologici e politici <strong><em>che rafforzano l&#8217;innovazione economica e la prosperità senza promuovere l&#8217;autoritarismo. </em></strong></p>
<p><strong><em>Altrimenti, il mondo potrebbe evolversi in un&#8217;economia digitale con le caratteristiche del Partito Comunista Cinese.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/">La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luci e ombre. La Cina a 20 anni dall&#8217;adesione all&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/luci-e-ombre-la-cina-a-20-anni-dalladesione-allorganizzazione-mondiale-del-commercio/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/luci-e-ombre-la-cina-a-20-anni-dalladesione-allorganizzazione-mondiale-del-commercio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 20:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[omc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2910</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo due decenni dall&#8217;adesione al WTO la Cina non rispetta ancora una vasta gamma di impegni e responsabilità, a scapito sia dei suoi partner commerciali che del sistema economico internazionale e rappresenta una minaccia fondamentale per l&#8217;ordine economico internazionale liberale e la comunità globale &#160; Un recente rapporto dell&#8217;ITF &#8220;Fondazione per la tecnologia dell&#8217;informazione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/luci-e-ombre-la-cina-a-20-anni-dalladesione-allorganizzazione-mondiale-del-commercio/">Luci e ombre. La Cina a 20 anni dall&#8217;adesione all&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo due decenni dall&#8217;adesione al WTO la Cina non rispetta ancora una vasta gamma di impegni e responsabilità, a scapito sia dei suoi partner commerciali che del sistema economico internazionale e rappresenta una minaccia fondamentale per l&#8217;ordine economico internazionale liberale e la comunità globale</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente rapporto dell&#8217;<a href="https://itif.org/about">ITF &#8220;Fondazione per la tecnologia dell&#8217;informazione e l&#8217;innovazione&#8221;</a> con sede a Washington, a firma del vicepresidente J. Ezell, evidenzia i comportamenti negativi tenuti dalla Cina nel WTO e offre una chiave di lettura per l&#8217;occidente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Premesse</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Il modello economico cinese guidato dallo stato, fortemente esasperato da pratiche di innovazione mercantiliste, è in netto contrasto con i principi fondamentali dell&#8217;OMC </strong>volti a perseguire politiche orientate al mercato basate sulla non discriminazione, rispetto nazionale e reciprocità;</li>
<li><strong>la Cina non è riuscita a rispettare numerosi impegni dell&#8217;OMC </strong>su questioni come le sovvenzioni industriali, la protezione della proprietà intellettuale straniera, la forzatura di joint venture e il trasferimento di tecnologia e l&#8217;accesso al mercato alle industrie dei servizi;</li>
<li>il comportamento della Cina nei confronti dell&#8217;OMC e dei suoi partner commerciali è quello <em>&#8220;di una nazione che sapeva cosa doveva promettere per entrare nell&#8217;organizzazione, ma le sue azioni successive hanno dimostrato che non intendeva mantenere quelle promesse&#8221;</em>;</li>
<li>decenni di gioco nel sistema commerciale globale e il mancato rispetto degli impegni dell&#8217;OMC <strong>hanno permesso alla Cina di accumulare enormi eccedenze commerciali e riserve di valuta estera, che utilizza per perseguire obiettivi di politica interna ed estera;</strong></li>
<li>è tempo che le nazioni che la pensano allo stesso modo si uniscano per insistere con forza affinché la Cina adempia pienamente e immediatamente a tutti i suoi impegni nell&#8217;OMC e, più in generale, per contestare le strategie mercantilistiche innovative della Cina.</li>
</ul>
<h3><strong>Due decenni di false promesse</strong></h3>
<p>Mentre la Cina si avvicina al suo ventesimo anno di appartenenza all&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (OMC), aderendo originariamente all&#8217;organizzazione l&#8217;11 dicembre 2001, l&#8217;autore evidenzia di come non sia stata mai così lontana dall&#8217;attenersi fedelmente agli ideali e ai principi fondamentali dell&#8217;organizzazione e ai suoi obblighi e impegni fondamentali.</p>
<p>L&#8217;adesione all&#8217;OMC comporta il diritto di godere di un accesso preferenziale ai mercati di altre nazioni, ma anche responsabilità.</p>
<p><strong>In particolare, impegna le nazioni a sostenere e perseguire &#8220;politiche aperte e orientate al mercato&#8221; in conformità con i principi fondamentali di &#8220;non discriminazione, accesso al mercato, reciprocità ed equità&#8221;.</strong></p>
<p>Lo studio evidenzia di come la Cina ha sfruttato appieno i suoi diritti all&#8217;OMC, ma ha anche in gran parte ignorato le responsabilità e gli impegni attraverso il suo abbraccio del capitalismo diretto dallo stato basato su un mercantilismo aggressivo dell&#8217;innovazione.</p>
<p><strong>Questo mercantilismo nega alle imprese straniere l&#8217;accesso ai mercati cinesi in termini di reciprocità; distorce i mercati globali, anche per i beni a tecnologia avanzata; e priva le nazioni dei benefici che credevano di ricevere concedendo alla Cina l&#8217;adesione alla comunità delle nazioni commerciali.</strong></p>
<p>In questo rapporto vengono evidenziate anche le regole commerciali a cui non si attiene.</p>
<p><strong>Vengono elencati 12 esempi, tra i più importanti, che dimostrerebbero la continua nolontà della Cina di rispettare i suoi impegni:</strong></p>
<ul>
<li>rifiuto dei principi di orientamento al mercato dell&#8217;OMC;</li>
<li>pianificazione industriale statale che sfida le norme dell&#8217;OMC;</li>
<li>prevalenza continua e preferenze per le imprese di Stato;</li>
<li>massicci sussidi industriali che spesso portano a sovraccapacità;</li>
<li>mancata comunicazione tempestiva e trasparente delle sovvenzioni;</li>
<li>trasferimento forzato di tecnologia e requisiti di joint venture;</li>
<li>mancato rispetto dei diritti di PI stranieri;</li>
<li>abuso delle norme antitrust;</li>
<li>standard tecnologici discriminatori;</li>
<li>mancata apertura reciproca degli appalti pubblici;</li>
<li>continuo uso di restrizioni di accesso al mercato dei servizi;</li>
<li>uso ritorsivo di rimedi commerciali.</li>
</ul>
<p>Il punto essenziale è che queste politiche rappresenterebbero, intese collettivamente, lo sforzo concertato del Partito Comunista Cinese (PCC) per realizzare il suo marchio di capitalismo guidato dallo stato con una pesante dose di mercantilismo dell&#8217;innovazione.</p>
<p><strong>Per l&#8217;autore, la Cina non dovrebbe essere considerata un porto libero e libertario.</strong></p>
<p>Ciò che è in discussione è la portata complessiva di queste politiche e, soprattutto, perché violano lo spirito e la lettera dell&#8217;OMC.</p>
<p>Il rapporto descrive anche i benefici economici che la Cina avrebbe in parte accumulato non rispettando i suoi impegni in seno all&#8217;OMC.</p>
<p>Ezell offre, infine, raccomandazioni per i responsabili politici degli Stati Uniti e delle nazioni che la pensano allo stesso modo, per affrontare la continua sfida commerciale della Cina.</p>
<p>&#8220;Quasi 20 anni dopo, è evidente più che mai la Cina si rifiuta di accettare lo spirito e i principi fondamentali dell&#8217;OMC, che sono radicati nei principi di orientamento al mercato, stato di diritto, non discriminazione, accesso al mercato, reciprocità, equità e trasparenza&#8221;.</p>
<p>Per Ezel, la Cina non sta rispettando le regole specificamente progettate per rendere questi principi una realtà e ha continuamente deviato, ritardato o ignorato la maggior parte dei suoi obblighi in seno all&#8217;OMC.</p>
<p>La Cina si è quindi avvantaggiata dei suoi diritti all&#8217;OMC, ma non delle sue responsabilità.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ampia gamma di pratiche mercantilistiche della Cina è stata progettata per potenziare le imprese cinesi, in particolare nelle industrie ad alta tecnologia, e per proteggerle nei mercati interni protetti in modo che possano crescere, raggiungere la scala e competere nei mercati di terzi&#8221;.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Soluzioni</strong></h3>
<h3><strong>Una gigantesca sfida globale</strong></h3>
<p>Sommariamente, per Ezell, le raccomandazioni includono le seguenti misure, principalmente rivolte agli USA ma che dovrebbero coinvolgere altri Stati:</p>
<ul>
<li>sviluppare una &#8220;Bill of Particulars&#8221; completa contro la Cina;</li>
<li>revocare le relazioni commerciali normali permanenti della Cina (PNTR) e rinegoziare i programmi di accesso al mercato dell&#8217;OMC per i beni e i servizi cinesi;</li>
<li>perseguire la Cina presso l&#8217;OMC;</li>
<li>insistere affinché la Cina estenda ad altre nazioni le disposizioni dell&#8217;accordo di fase uno tra Stati Uniti e Cina;</li>
<li>rafforzare la disciplina delle sovvenzioni presso l&#8217;OMC;</li>
<li>creare un&#8217;Organizzazione del Trattato dell&#8217;Alleanza delle Democrazie (DATO) per il commercio;</li>
<li>formare un&#8217;alleanza strategica globale per la catena di approvvigionamento (GSSCA);</li>
<li>gli Stati Uniti dovrebbero aderire alla Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership (CPTPP) e perseguire accordi di libero scambio (ALS) con nazioni che la pensano allo stesso modo;</li>
<li>l&#8217;Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) dovrebbe avviare autonomamente più cause contro la Cina e prima dell&#8217;OMC;</li>
<li>aumentare l&#8217;attenzione su tecnologia, innovazione e proprietà intellettuale (PI) nella politica commerciale degli Stati Uniti.</li>
</ul>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p><strong><em>Per Ezell, oggi, la Cina è piuttosto lontana dall&#8217;essere un&#8217;economia di mercato o dall&#8217;abbracciare i principi e lo spirito fondamentali, per non parlare delle regole specifiche, dell&#8217;OMC. </em></strong></p>
<p>Mentre la Cina ha mostrato una certa liberalizzazione economica e apertura del mercato nel primo decennio dopo la sua adesione all&#8217;OMC, <strong>dall&#8217;arrivo del presidente Xi Jinping, queste riforme sono state ribaltate. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;aggressivo mercantilismo innovativo della Cina ha danneggiato le economie di altre nazioni, le loro imprese high-tech e lo stesso sistema di innovazione globale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l&#8217;autore, é tempo che le nazioni che la pensano allo stesso modo e orientate al mercato riconoscano l&#8217;intera portata del ripudio da parte della Cina dei principi fondamentali dell&#8217;ordine economico internazionale liberale e affrontino il suo continuo diniego al rispetto dei suoi impegni nel WTO. La situazione richiede necessariamente un intervento su più fronti.</p>
<p><strong><em>&#8220;Una Cina che rispetta fedelmente le regole dell&#8217;OMC e si evolve verso un&#8217;economia basata sul mercato potrebbe rappresentare un attore globale responsabile il cui comportamento crea risultati vantaggiosi per tutti a vantaggio della società globale. </em></strong></p>
<p><em><strong>Una Cina, invece, che continua sulla strada attuale rappresenta, una concreta minaccia fondamentale per l&#8217;ordine economico internazionale liberale e la comunità globale&#8221;.</strong></em></p>
<p><a href="https://manage.wix.com/dashboard/3c038924-bc75-4741-82ed-7da04f0d6d37/blog/610ba985711e130016b64fd0/edit">LEGGI E SCARICA IL RAPPORTO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/luci-e-ombre-la-cina-a-20-anni-dalladesione-allorganizzazione-mondiale-del-commercio/">Luci e ombre. La Cina a 20 anni dall&#8217;adesione all&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/luci-e-ombre-la-cina-a-20-anni-dalladesione-allorganizzazione-mondiale-del-commercio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 14:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[partito comunista cinese]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2871</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il saggio di un ex membro del Partito Comunista Cinese ci fornisce lo sguardo storico, con gli occhi di un insider, del punto di vista di Pechino sulle relazioni con gli Stati Uniti &#160; L&#8217;Hoover Institution dell&#8217;Università di Stanford è un think tank di politica pubblica statunitense di rilevanza mondiale; la direttrice del gruppo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/">Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il saggio di un ex membro del Partito Comunista Cinese ci fornisce lo sguardo storico, con gli occhi di un insider, del punto di vista di Pechino sulle relazioni con gli Stati Uniti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.hoover.org/about">L&#8217;Hoover Institution</a> dell&#8217;Università di Stanford è un <em>think tank</em> di politica pubblica statunitense di rilevanza mondiale; la direttrice del gruppo di ricerca è <a href="https://youtu.be/XDHcXPD1eNk">Condoleezza Rice</a>.</p>
<p>Il progetto dell&#8217;Hoover Institution <a href="https://www.hoover.org/research-teams/chinas-global-sharp-power-project"><em>on China&#8217;s Global Sharp Power</em></a> ha pubblicato un nuovo <a href="https://www.hoover.org/research/china-us-relations-eyes-chinese-communist-party-insiders-perspective-zhong-gong-yan-zhong">saggio</a> di Cai Xia, dissidente ed ex professore alla Central Party School del Partito Comunista Cinese (PCC), che rappresenta un resoconto, di un insider, della visione storica del mondo del PCC e rivela l&#8217;attuale prospettiva dei leader di Pechino riguardo le loro relazioni con gli Stati Uniti.</p>
<p>Cai ripercorre la storia recente delle relazioni USA-Cina, a partire dalla politica di impegno avviata dagli storici incontri del presidente Richard Nixon con il presidente Mao Zedong e il premier Zhou Enlai nel 1972; attraverso le politiche riformiste di Deng Xiaoping degli anni &#8217;80; <strong>all&#8217;attuale convinzione del PCC sotto Xi Jinping nella sua inevitabile ascesa sugli Stati Uniti.</strong></p>
<p>L&#8217;autore descrive come la politica di impegno americana fosse basata sulla convinzione di Nixon che se la Cina non fosse stata integrata nella comunità mondiale, sarebbe diventata una minaccia a lungo termine per la sicurezza globale. Inoltre, legami più stretti con la Cina avrebbero rafforzato la posizione geostrategica dell&#8217;America nella competizione della Guerra Fredda con l&#8217;Unione Sovietica. Nixon e i suoi successori sostenevano, anche, che l&#8217;esposizione all&#8217;Occidente avrebbe potuto aiutare a produrre la liberalizzazione politica, economica e sociale in Cina.</p>
<p><strong>Tuttavia, Cai precisa che i leader del PCC hanno avuto una visione diversa e hanno sempre nascosto le loro intenzioni. </strong></p>
<p>Deng Xiaoping ha solo allentato la politica estera della Cina allo scopo di ricostruire la sua economia. Dopo la mortale repressione delle proteste di Tiananmen nel 1989 e il crollo dell&#8217;Unione Sovietica, spiega che il PCC ha riformulato la sua strategia interna e internazionale.</p>
<p>Consapevole che alla Cina mancava la capacità di incontrare gli Stati Uniti su un piano di parità, Deng ha articolato la dottrina del &#8220;<em>nascondere la nostra capacità e aspettare il nostro tempo&#8221; (taoguang yanghui)</em>, che i leader del PCC hanno generalmente attuato fino alle Olimpiadi di Pechino del 2008.</p>
<p>L&#8217;ex membro del PCC sostiene che quando il presidente Xi Jinping ha preso il potere nel 2012, i sentimenti ultranazionalisti stavano iniziando a diffondersi all&#8217;interno del partito.</p>
<p>Xi ha sfruttato questo fervore consolidando il potere e proiettando la sua visione del mondo aggressiva, autoritaria e arrogante.</p>
<p><strong>Questo atteggiamento, unito all&#8217;insicurezza di fondo sul futuro della sua legittimità politica, ha portato il PCC a commettere gravi violazioni dei diritti umani come il genocidio dei musulmani uiguri nello Xinjiang e ad aumentare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, nel Mar Cinese Orientale e lo stretto di Taiwan.</strong></p>
<p>Il PCC, spiega Cai, è passato all&#8217;offensiva anche attraverso una pervasiva propaganda e operazioni di influenza dirette a università, media, finanza e altre istituzioni negli Stati Uniti e in altre democrazie mondiali.</p>
<p><strong>La diplomazia di Pechino è diventata, addirittura, più conflittuale, in particolare durante la pandemia di COVID-19, quando ha accusato gli Stati Uniti di responsabilità per la diffusione del virus.</strong></p>
<p><strong>Cai Xia precisa ai politici statunitensi che le relazioni con la Cina sarebbero, in gran parte, destinate ad essere definite dallo stallo e dal confronto perché il Partito Comunista Cinese è per natura totalitario, belligerante, imprevedibile e non disposto a seguire le norme di un ordine democratico basato su regole.</strong></p>
<p>Allo stesso tempo, conclude, che il regime del PCC è una <em>&#8220;tigre di carta&#8221;</em> anche se vorrebbe considerarsi un <em>&#8220;drago affamato&#8221;</em>.</p>
<p>Le sue vulnerabilità includerebbero un modello economico insostenibile e alti livelli di debito; un sistema di proprietà a doppio binario incompatibile tra il mercato e lo Stato; l&#8217;allargamento delle disparità sociali; la corruzione continua; e le feroci lotte intestine per la successione al potere politico supremo.</p>
<p><strong>I leader statunitensi dovrebbero quindi, per lo storico, essere preparati alla disintegrazione del PCC.</strong></p>
<p><strong>Ciò significa continuare a sostenere la società civile cinese e i riformatori all&#8217;interno del partito in modo da realizzare la pacifica trasformazione democratica della Cina.</strong></p>
<p><em>&#8220;Il saggio di Cai è di grande importanza storica e politica&#8221;</em>, afferma Larry Diamond, membro anziano di Hoover, presidente del progetto sul potere globale della Cina.</p>
<p><em>“Per la prima volta, abbiamo una figura importante all&#8217;interno del sistema del Partito Comunista Cinese che conferma coraggiosamente ciò che molti studiosi statunitensi della Cina hanno recentemente sostenuto: i leader del PCC non hanno mai visto l&#8217;impegno cooperativo con gli Stati Uniti come qualcosa di più di una tattica temporanea per consentire loro di accumulare la forza per perseguire il dominio regionale e globale”. </em></p>
<p><em>La Cina di oggi è un regime neo-totalitario incline alla </em><em>&#8220;soppressione interna e all&#8217;espansione esterna&#8221;, sostiene Cai, </em><strong><em>e gli Stati Uniti devono non solo resistere al suo cattivo comportamento, ma sostenere elementi della società civile cinese che cercano un cambiamento democratico&#8221;</em></strong><strong>.</strong></p>
<p><strong><em>Qui si può rivedere </em></strong><a href="https://www.wsj.com/video/series/main-street-mcgurn/wsj-opinion-was-milton-friedman-wrong-on-china/CE59E9E2-52B8-464D-A171-B055738ACE37"><strong><em>la famosa intervista di Milton Friedman circa la sua opinione sulla Cina.</em></strong></a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/">Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Obiettivi della Nato</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 19:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trovo difficile condividere l’esultanza dimostrata dai nostri quotidiani a proposito della comune dichiarazione in sede Nato su Russia e Cina. Non è chiaro per quale motivo noi dobbiamo considerare con ostilità i rapporti con questi due stati. La Russia è una modesta potenza sul piano economico ed un gigante su quello militare. Ma non credo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/">Obiettivi della Nato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo difficile condividere l’esultanza dimostrata dai nostri quotidiani a proposito della comune dichiarazione in sede Nato su Russia e Cina. Non è chiaro per quale motivo noi dobbiamo considerare con ostilità i rapporti con questi due stati.<br />
La Russia è una modesta potenza sul piano economico ed un gigante su quello militare. Ma non credo che neanche lontanamente i russi possano pensare di muovere guerra all’Italia.<br />
La Cina è una grande potenza economica e lo sarà anche sul piano militare. Rappresenta un mercato importante, ma anche essa certamente non ha ambizioni militari nei confronti del nostro paese.<br />
A noi interessa la situazione nel Mediterraneo che improvvide iniziative americane e francesi, volte ad esportare la democrazia, hanno gettato nel caos del terrorismo.<br />
Non mi sembra che la Nato abbia preso posizioni al riguardo e, anzi, un paese Nato opera militarmente in autonomia in quest’area, incurante dei nostri interessi.<br />
Si dirà che le intese con Biden riguardano il contrasto alle interferenze politiche e informatiche poste in essere dai due stati “nemici”.<br />
A questo punto si può ricordare che ai tempi dell’Unione Sovietica noi abbiamo avuto in casa un partito che si richiamava alle strategie di quel paese; ma anche i partiti di governo subivano interferenze americane; allora andava tutto bene e ora no?<br />
Se poi alla Nato si vuol dare un significato più politico oltre che difensivo, allora temo che ciò significhi un addio ai bei sogni di unità europea. Inutile pensare a strutture comunitarie che si sovrappongano a linee strategiche, commerciali, difensive già coordinate in sede Nato. È una scelta; le aggregazioni si fanno attorno a un leader.<br />
Noi non abbiamo voluto un leader europeo: poteva essere l’ottima ed equilibrata Merkel; così invece dell’Europa Unita abbiamo la Nato, con un leader americano, che certamente è meno sensibile ai nostri interessi.<br />
Non gabellerei tutto con la difesa della democrazia, ogni paese essendo libero, in funzione della sua cultura e della sua storia, di scegliere il regime che preferisce. Il regime confuciano della Cina ha radici storiche indiscutibili.<br />
Se proprio vogliamo lasciare un margine di giustificazione alla politica condotta, lo possiamo trovare nel campo della cybersicurezza, dove la guerra commerciale può portare a gravi scorrettezze e dove il contributo degli Stati Uniti può essere in campo tecnologico davvero determinante. Ma allora questo obiettivo di sicurezza informatica va enunciato chiaramente e va chiarito che i nemici possiamo anche averli in casa nell’area del terrorismo o della contestazione al sistema.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/">Obiettivi della Nato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>USA-UE vs Cina: la guerra fredda è già iniziata</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 13:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[honk kong]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica popolare cinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2842</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alle recenti sanzioni adottate dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea, la Repubblica Popolare Cinese reagisce con contromisure. Le nuove disposizioni &#8220;ritorsive&#8221; sono entrate in vigore il 10 giugno, giorno antecedente l&#8217;inizio del G7 &#160; Non tarda ad arrivare la risposta della Repubblica Popolare Cinese alle recenti sanzioni applicate da Stati Uniti ed Unione Europea. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/">USA-UE vs Cina: la guerra fredda è già iniziata</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alle recenti sanzioni adottate dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea, la Repubblica Popolare Cinese reagisce con contromisure. Le nuove disposizioni &#8220;ritorsive&#8221; sono entrate in vigore il 10 giugno, giorno antecedente l&#8217;inizio del G7</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non tarda ad arrivare la risposta della Repubblica Popolare Cinese alle recenti sanzioni applicate da Stati Uniti ed Unione Europea.</p>
<p>Il 10 giugno scorso, infatti, <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>alla 29a riunione del Comitato permanente del XIII Congresso nazionale del popolo</strong></a> (Assemblea nazionale del popolo &#8211; Anp) è stata adottata una legge (composta da 16 articoli), immediatamente esecutiva, quale reazione ai provvedimenti statunitensi ed europei in materia di commercio, tecnologia, Hong Kong e Xinjiang.</p>
<p>In particolare, la legge prevede:</p>
<ul>
<li>che lo Stato cinese può decidere di includere in una <em>&#8220;black list&#8221;</em> persone ed organizzazioni che, direttamente o indirettamente, partecipano alla formulazione, decisione, attuazione di misure discriminatorie che interferiscono nei suoi affari interni (Articolo 4);</li>
<li>che oltre alle persone ed organizzazioni direttamente inserite nella &#8220;<em>black list&#8221;,</em> le misure potranno essere adottate anche nei confronti di (Articolo 5):</li>
</ul>
<ol>
<li>coniugi e parenti stretti delle persone elencate nella &#8220;<em>black list&#8221;;</em></li>
<li>dirigenti o titolari effettivi di organizzazioni incluse nella &#8220;<em>black list&#8221;</em></li>
<li>organizzazioni in cui le persone incluse nell&#8217;elenco della &#8220;<em>black list&#8221;</em> fungono da alti dirigenti;</li>
<li>organizzazioni che sono effettivamente controllate o hanno partecipato alla costituzione e al funzionamento delle associazioni inserite nella &#8220;<em>black list&#8221;.</em></li>
</ol>
<ul>
<li>la possibilità di adottare, nei confronti di persone e organizzazioni citate, le seguenti misure:</li>
</ul>
<ol>
<li>rifiutare visti di ingresso, annullare visti già rilasciati o provvedimenti di espulsione;</li>
<li>sequestrare e/o congelare beni mobili, beni immobili e altri vari tipi di beni all&#8217;interno del territorio cinese, riconducibili ai soggetti di cui sopra;</li>
<li>proibire o limitare transazioni, la cooperazione e altre attività ritenute rilevanti con organizzazioni e/o persone all&#8217;interno del territorio dello Stato cinese;</li>
<li>altre misure necessarie (non specificate e quindi liberamente valutabili casi per caso).</li>
</ol>
<ul>
<li>che laddove organizzazioni e individui violino le disposizioni della presente legge o le misure adottate nei loro confronti e ledano i diritti e gli interessi legittimi di cittadini e organizzazioni cinesi, questi ultimi possono intentare azioni legali presso il Tribunale del popolo, chiedendo loro di fermare la violazione e richiedere un risarcimento danni (Articolo 12);</li>
<li>che oltre a quanto previsto dal presente provvedimento, leggi pertinenti, regolamenti amministrativi e regolamenti dipartimentali, si possono prevedere l&#8217;adozione di altre contromisure necessarie per atti che mettono in pericolo la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina (Articolo 13);</li>
<li>che chi non esegue e/o non supporta l&#8217;attuazione delle contromisure, deve essere indagato per responsabilità legale (Articolo 14).</li>
</ul>
<p>Pechino estenderà la legge ad Hong Kong?</p>
<p>In un <a href="https://asiatimes.com/2021/06/chinas-anti-sanctions-law-puts-hong-kong-on-edge/"><strong>articolo di Asia Times</strong></a><u>,</u> Feilong, professore associato presso la Law School dell&#8217;Università di Beihang a Pechino e direttore dell&#8217;Associazione cinese degli studi di Hong Kong e Macau, ha detto a NowTV che Hong Kong dovrebbe impegnarsi ad attuare la <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>legge</strong></a> inserendola nell&#8217;allegato III della Legge fondamentale o istituendo una legge pertinente a livello nazionale.</p>
<p>Il commentatore politico Shi Shan ha affermato che Hong Kong perderebbe il suo valore come centro finanziario per la Cina se le banche fossero costrette a scegliere tra lasciare la città o tagliare le loro attività legate al dollaro USA.</p>
<p>Una nuova guerra fredda, quindi, è iniziata. E la tensione tra il blocco atlantico e &#8220;l&#8217;Impero cinese&#8221; sta, giorno dopo giorno, salendo velocemente. All&#8217;orizzonte, il prossimo G20 di luglio nel quale i rappresentanti delle superpotenze potranno guardarsi, fisicamente, negli occhi. Ed in quella sede, tra l&#8217;altro, si dovrà anche tentare di convincere la Cina a dire sì alla tassa minima globale del 15% proposta da Biden. Raggiungere il consenso di Paesi che rappresentano l&#8217;80% del PIL mondiale. E per i &#8220;piccoli&#8221; come Olanda, Ungheria ed Irlanda non resterà altra strada che accettare. Alla fine della giostra, sarà una grande manovra di propaganda politica. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>La legge cinese è consultabile <a href="http://www.npc.gov.cn/npc/c30834/202106/d4a714d5813c4ad2ac54a5f0f78a5270.shtml"><strong>qui.</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Gabriele Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/gabriele-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/gabriele-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Gabriele Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/">USA-UE vs Cina: la guerra fredda è già iniziata</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/usa-ue-vs-cina-la-guerra-fredda-e-gia-iniziata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 14:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2826</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti pubblicazioni sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti </em><a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11501181"><em>pubblicazioni</em></a> <em>sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già difficili relazioni di Pechino con l&#8217;Occidente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti dell&#8217;intelligence statunitense hanno recentemente riferito al WSJ che i dipendenti dell&#8217;Istituto di virologia di Wuhan, dove gli scienziati hanno lavorato con i coronavirus negli ultimi dieci anni, erano malati di una malattia sconosciuta già nel novembre 2019.</p>
<p>E secondo<a href="https://tass.ru/obschestvo/11511305"> <em>il Daily Caller,</em></a> la moglie di uno di loro è morta di COVID-19 nel dicembre 2019. In effetti, ciò dimostrerebbe che il coronavirus si sarebbe diffuso in tutto il mondo dal laboratorio.</p>
<p>Questa informazione è ovviamente contraria alla versione ufficiale di Pechino.</p>
<p>In Cina, affermano che le prime persone infette da COVID-19 nel paese sono apparse solo a dicembre 2019.</p>
<p>E non all&#8217;Istituto di Virologia, ma al mercato del pesce.</p>
<p>Nonostante ciò, i servizi di intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna hanno comunque avviato delle proprie indagini per individuare le cause dello scoppio della pandemia.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden <a href="https://www.wsj.com/articles/biden-calls-for-intelligence-report-on-origins-of-covid-19-11622049664"><em>ha chiesto ufficialmente all&#8217;intelligence</em></a> di <em><strong>&#8220;raddoppiare gli sforzi per raccogliere e analizzare le informazioni che porteranno a una conclusione definitiva sull&#8217;origine del coronavirus&#8221;</strong></em> e di riferirgli i risultati dell&#8217;indagine entro 90 giorni.</p>
<p>Inoltre, anche il Congresso americano sta <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11505055"><em>iniziando</em></a> anche una propria indagine.</p>
<p>Per questo, verrà creata una commissione speciale.</p>
<p>I funzionari statali stanno anche esortando il governo federale a rilasciare tutti i dati in suo possesso sul coronavirus.</p>
<p>Allo stesso tempo, repubblicani e democratici hanno <a href="https://nypost.com/2021/05/28/bipartisan-group-comes-together-for-china-covid-accountability-push/"><em>sviluppato un</em></a> disegno di legge congiunto <strong>che consentirà ai cittadini statunitensi di chiedere un risarcimento alla Repubblica Popolare Cinese per la morte di parenti a causa di COVID-19. </strong></p>
<p>Il documento è stato chiamato <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong> e, tra l&#8217;altro, prevede anche il controllo delle azioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS).</p>
<p>Tutto questo dimostrerebbe una reale possibilità che l&#8217;indagine statunitense possa dimostrare la fuga di laboratorio come l&#8217;ipotesi principale della una pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati degli esperti dell&#8217;OMS</strong></p>
<p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno, gli specialisti dell&#8217;OMS di diversi paesi hanno trascorso un mese in Cina. Durante questo periodo, sono giunti alla conclusione che la versione di una fuga di coronavirus da un laboratorio a Wuhan è la meno probabile.</p>
<p>La causa principale per l&#8217;inizio della pandemia, sarebbe la trasmissione del virus da animale ad animale e quindi all&#8217;uomo. Allo stesso tempo, però, non sono mai riusciti a trovare la variante del coronavirus in natura che si era diffusa in tutto il mondo.</p>
<p>Il tipo più vicino è stato trovato nei pipistrelli che non vivono nella regione di Wuhan.</p>
<p>Nonostante il fatto che la commissione abbia visitato sia il mercato del pesce che il laboratorio di Wuhan, <strong>i risultati dell&#8217;indagine dell&#8217;OMS hanno causato insoddisfazione in molti paesi: Australia, Stati Uniti, Unione Europea, Repubblica di Corea e Giappone.</strong> In particolare, perché i lavori della commissione sono proseguiti con notevole ritardo e senza accesso a informazioni e campioni completi a causa del comportamento ostruzionistico della Cina.</p>
<p>Gli Stati Uniti e altri paesi hanno chiesto a Pechino di condurre una seconda fase dell&#8217;indagine.</p>
<p>I principali biologi molecolari e immunologi mondiali hanno <a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11369115"><em>chiesto lo</em></a> stesso .</p>
<p>Tuttavia, la Cina ha rifiutato di accettare nuovamente la commissione. Le autorità hanno spiegato questa decisione con il fatto che le origini del coronavirus vanno ricercate in altri Paesi (Italia compresa, e non solo in Cina.</p>
<p>In particolare, i rappresentanti della RPC, hanno chiesto di controllare i laboratori americani.</p>
<p><strong>Probabilmente sarà inevitabile la colpa della Cina</strong></p>
<p>Pechino è piuttosto nervosa per il tentativo di incolpare la Cina della causa della pandemia.</p>
<p>ll coronavirus ha già inferto un duro colpo all&#8217;immagine della Cina, ma il Paese potrebbe dover respingere una raffica di nuove accuse nel prossimo futuro.</p>
<p>Sullo sfondo di relazioni sempre più deteriorate tra Pechino e l&#8217;Occidente, il rapporto dell&#8217;intelligence statunitense potrebbe diventare un&#8217;altra ragione per gli Stati Uniti e i suoi alleati per aumentare la pressione sulla Cina e chiederle concessioni e risarcimenti.</p>
<p>Oltre alla possibilità di citare in giudizio la Cina, a Washington <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>ammettono</em></a> anche misure, come l&#8217;espulsione della PRC <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>dall&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (OMC)</em></a> per presunto occultamento di informazioni sull&#8217;origine del COVID-19.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Implicazioni legali</strong></p>
<p>Negli Stati Uniti, dallo scorso anno, si sono intentate azioni legali risarcitorie contro la Cina per la pandemia.</p>
<p>Ad esempio, nel marzo 2020, l&#8217;avvocato ed ex procuratore federale Larry Kleiman ha <a href="https://www.cbsnews.com/news/coronavirus-lawyer-larry-klayman-sues-chinese-government-over-outbreak/"><em>intentato</em></a> un&#8217;azione legale collettiva nel distretto settentrionale del Texas.</p>
<p>Nello stesso mese presso la Corte per il Distretto Meridionale della Florida è stata <a href="https://lawandcrime.com/lawsuit/china-sued-for-covering-up-coronavirus-pandemic-in-its-own-economic-self-interest/"><em>avviat</em></a>a un&#8217;azione legale collettiva da parte dei residenti di Miami-Dade e Palm Beach, nonché dalla società The Pitching Lab LLC..</p>
<p>Allo stesso tempo, però, come <a href="https://www.latimes.com/politics/story/2020-05-15/can-china-be-sued-in-the-u-s-and-forced-to-pay-for-coronavirus-losses-legal-experts-say-no"><em>sostenuto da esperti americani</em></a>, tutte queste cause sono destinate al fallimento, poiché negli Stati Uniti è in vigore il cosiddetto <em><strong>&#8220;Sovereign Immunity Act&#8221;</strong></em> del 1976 che garantisce la protezione dei paesi esteri dalla giurisdizione americana, se non si tratta di attività commerciali o terrorismo.</p>
<p>Tuttavia, il disegno di legge <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong>, introdotto dai legislatori americani, prevede che la Cina e il suo Governo perdano la loro immunità da procedimenti civili o penali negli Stati Uniti.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, non è ancora chiaro come le autorità americane intendano costringere la parte cinese a rispettare le proprie decisioni e come funzionerà.</p>
<p>Diverse ONG e avvocati di diversi paesi hanno anche presentato denunce contro la Cina presso organismi internazionali, in particolare la Corte penale internazionale (ICC).</p>
<p>Tuttavia, affinché l&#8217;ICC avvii un&#8217;indagine, deve essere dimostrato che la Cina abbia deliberatamente attaccato la popolazione civile.</p>
<p>Ovviamente, nessuno oggi è in grado di fornire tali prove, il che significa che la Cina non potrà essere accusata di crimini contro l&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Però, come riportato in un articolo sul </strong><a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><strong>sito dell&#8217;International Bar Association</strong></a><strong>, gli Stati hanno anche la possibilità di denunciare la Cina alla Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite o alla Corte internazionale di arbitrato dell&#8217;Aia. </strong></p>
<p>Il pretesto formale potrebbe essere il pericolo che Pechino abbia esposto la popolazione mondiale, in violazione degli obblighi internazionali.</p>
<p>Per confermare ciò, i pubblici ministeri dovranno dimostrare che la Cina non ha deliberatamente segnalato il virus all&#8217;OMS, violando così il trattato e gli obblighi imposti dall&#8217;organizzazione.</p>
<p>Finora tutte queste misure rimangono solo ipotesi.</p>
<p>La <a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><em>Casa Bianca ha affermato</em></a> di non avere, al momento, informazioni sufficienti per confermare o smentire la versione di laboratorio in questa fase.</p>
<p><strong>Per una migliore comprensione della situazione, resta quindi da attendere le conclusioni dell&#8217;intelligence americana.</strong></p>
<p><strong>Intanto gli USA si preparano legalmente ad agire contro la Cina e questo è già un segnale ben preciso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
