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	<title>intelligenza artificiale Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>intelligenza artificiale Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Sul rapporto tra intelligenza artificiale e convivenza umana</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/sul-rapporto-tra-intelligenza-artificiale-e-convivenza-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello Morelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 15:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[raffaello morelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo svolgo una rapida riflessione su un dibattito che circola parecchio ed in termini assai confusi: lo sviluppo prorompente dell’Intelligenza Artificiale costituisce una minaccia concreta per il primato della vita umana? Inizio da qualcosa di ovvio per un liberale. I cambiamenti indotti dall’IA sono essi stessi un prodotto dell’attività umana non in grado [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo svolgo una rapida riflessione su un dibattito che circola parecchio ed in termini assai confusi: lo sviluppo prorompente dell’Intelligenza Artificiale costituisce una minaccia concreta per il primato della vita umana?</p>
<p>Inizio da qualcosa di ovvio per un liberale. I cambiamenti indotti dall’IA sono essi stessi un prodotto dell’attività umana non in grado di riprodurre davvero la vita e quindi non possono essere una minaccia se non per i conservatori in quanto tali ostili  ai cambiamenti (ma anche i non liberali finiscono sulla medesima linea). Di fatti l’IA si configura finora solo come un meccanismo capace di elaborare dati in quantità enormi e a velocità inarrivabili dagli umani (con la tecnologia LLM, <em>large language models</em>), però senza mai esercitare sui dati  quello spirito critico che degli umani è la comprovata caratteristica evolutiva determinante. Appunto, l’IA non riproduce davvero la vita.</p>
<p>Detto in pillola, la ragione consiste nel come  l’IA è strutturata. Dispone esclusivamente di meccanismi logici e soprattutto  di dati, inseriti gli uni e gli altri dagli umani. E della vita omette un aspetto decisivo, che il neuroscienziato portoghese Antonio Damasio ha esposto  in un libretto uscito tre anni fa negli USA e tradotto da circa un anno presso l’editrice Adelphi: “Sentire e conoscere”. Sostiene che l’intera storia umana dimostra come non sia possibile, per il nostro corpo, arrivare a conoscere (cosa che, come ho scritto ripetutamente, deriva dall’osservare con lo spirito critico individuale) se prima non  sente il proprio interno e il mondo esterno. Di fatti l’universo del sentire è stato una “<em>precedente manifestazione storica di intelligenza….una sorta di passaggio intermedio per l’intelligenza superiore….. uno strumento nello sviluppo della graduale autonomia conquistata da noi esseri umani”. </em>Invece, al momento attuale, nell’IA non vi è traccia di una simile capacità di sentire (per di più non è la sola, manca anche qualsiasi riferimento al desiderio, un’altra capacità cardine del vivere,  come ha ricordato da poco il saggista Paolo Giordano).</p>
<p>Fin qui la tesi di Damasio è suffragata dall’andamento storico. Poi l’autore esprime una convinzione: che sia possibile trovare un rimedio costruendo robot in grado di sentire attraverso “<em>il dargli un corpo che per conservarsi richieda regolamenti e aggiustamenti</em>” ; insomma nella robotica “<em>dobbiamo aggiungere alla robustezza un certo grado di vulnerabilità</em>”. Ora, tale convinzione è del tutto legittima, oltre che affascinante, ma resta al semplice stadio di ipotesi tutta da verificare (lo stesso dicasi per il non occuparsi del desiderio). E siccome pare chiaro che i tempi di queste innovative ricerche saranno lunghissimi  – di certo al di là di un orizzonte umano prevedibile oggi – mi pare non valga la pena di arrovellarsi sugli scenari della concorrenza tra IA e vita reale,  che non si  sa se e come potrebbero aprirsi. Riassumendo, non esiste alcuna concreta minaccia da parte dell’IA sul primato della vita umana.</p>
<p>Peraltro, visto che sto trattando l’argomento rapporti tra IA e vita umana, non voglio trascurare un altro aspetto già evidente. Cioè  che, anche senza esercitare un primato, l’IA induce nella nostra quotidianità dei profondi cambiamenti. Al momento sono operanti due tipi, ma altri potrebbero attivarsi nel prossimo futuro.  Intanto i due cambiamenti sono le enormi e velocissime capacità di calcolo dell’IA che hanno già introdotto grandi novità nel maneggiare la mole di dati di cui disponiamo. Novità sempre più visibili, le quali hanno avviato senza clamore modifiche nei rapporti del nostro convivere e addirittura vanno innescando  il secondo genere di effetti percepibili in un domani non lontano.</p>
<p>Da appena più di un anno, un’applicazione dell’IA fatta dalla società OpenAI ha prodotto un software  (chiamato ChatGPT) capace di simulare le conversazioni umane, a voce o scritte, dando a chi lo adopera la possibilità di interagire con i mezzi digitali come se fossero una persona reale.<strong> </strong>Tale software si è rivelato una vera bomba.  In pochi mesi  il nuovo algoritmo è stato addestrato partendo dagli archivi esistenti presso le reti di informazione giornalistica. Ora è sufficiente fare domande e ChatGPT risponde ricorrendo ai testi degli archivi. E’ chiamata IA generativa.  Proprio l’estrema velocità del software, ha fatto però capire in alcune settimane che si stava creando un nuovo grave problema nella convivenza: quello del diritto d’autore sui testi usati. Infatti è naturale che il proprietario dell’algoritmo guadagni per  il merito di averlo creato, ma non è accettabile che assorba anche il merito degli autori dei testi trattati dall’algoritmo. Detto altrimenti, le risposte fornite dal software ChatGPT non sono frutto esclusivo del suo funzionamento quale IA,  siccome inglobano pure la qualità di chi ha scritto i testi ed è titolare del relativo diritto di autore.  Da sottolineare inoltre che un simile ragionamento non si applica solo ai testi giornalistici ma vale per qualunque testo in qualsiasi settore e per  ogni collaborazione.</p>
<p>In pratica, approfondire il tema IA smantella il mito illiberale della presunta gratuità di internet. E’ gratuito (visto che i costi delle trasmissioni hanno un’altra copertura) il reciproco semplice contattarsi, mentre non sono gratuiti moltissimi dei contenuti usati nei contatti, che hanno un loro valore autonomo incomprimibile in ogni rapporto di libertà. Concetti che i liberali non possono eludere. Per di più, il problema ora descritto con ChatGPT  tende ad ampliarsi parecchio, dato che le società che ne dispongono si stanno ingegnando per personalizzarlo con l’agganciarlo ai gusti e alle abitudini degli utenti. In tal modo i produttori legheranno l’IA direttamente al dispositivo in uso, facendone un assistente personalizzato per ciascuno.</p>
<p>Basta soffermarsi su questo aspetto molto curato da diverse grosse imprese e da una serie di Stati (con investimenti economici impressionanti), per capire che presto si porranno tanti problemi di formazione e di sicurezza specie privata. Di formazione nel senso che è sempre più urgente mettere in grado ogni cittadino di capire come funzionano e cosa significano le tecnologie che lui utilizza. Il che accelera il tramonto della concezione dell’istruzione limitata al precedere la vita adulta. Perché per evitare che l’IA ci trasformi in suo strumento, è indispensabile che l’istruzione accompagni la vita senza interruzione. E problemi di sicurezza specie privata, nel senso che  è sempre più urgente rendere ogni cittadino consapevole della necessità di essere estremamente attento al dotare di continuo le proprie attività di una protezione dei dati privati il più possibile impenetrabile dagli estranei, inclusi i gestori dei sistemi di sicurezza. Il che attribuisce una dimensione nuova alla pratica del proprio ambito privato.  Confermandolo come il fattore decisivo di distinzione della convivenza occidentale in termini non religiosi e non ideologici.</p>
<p>Appunto sui due problemi, la formazione e la sicurezza, verte il Regolamento varato  i primi di dicembre ‘23 in sede UE, d’intesa tra Commissione, Parlamento e Consiglio d’Europa, denominato IA Act, al termine di un dibattito quasi triennale. Questo è stato solo il punto di partenza (dovranno seguire approvazioni formali e  Gazzetta Ufficiale UE, si spera entro la conclusione della legislatura), poi verrà  l’entrata in vigore dal 2026 e nel 2029 i produttori dovranno adeguarsi. In ogni caso l’IA Act   affronta il problema per la prima volta al mondo. Le intenzioni sono ottime, il risultato più  incerto.</p>
<p>Le ottime intenzioni stanno nel voler analizzare e classificare l’uso dell’IA in base al rischio per i suoi utenti, per poi valutare i  diversi livelli necessari di maggiore o minore regolamentazione. I rischi inaccettabili sono la manipolazione comportamentale e cognitiva delle persone, la classificazione sociale in base al livello socio-economico e alle caratteristiche personali, i sistemi di identificazione biometrica in tempo reale  a distanza. I rischi alti emergeranno dall’esame delle specifiche modalità di funzionamento  dell’IA  in determinati settori quali istruzione, gestione dei lavoratori, servizi privati essenziali, servizi pubblici, forze dell’ordine, asilo e controllo delle frontiere, applicazione  della legge.  In generale l’IA generativa dovrà funzionare in modo  trasparente (cominciando dal dichiararsi presente quando lo è e dal rendere noti i diritti di autore usati per addestrarsi) e non potrà creare mai  contenuti illegali. Infine  l’IA dovrà lasciar libero  l’utente di continuare o meno ad adoperarla</p>
<p>L’incertezza sul risultato dell’IA Act  non consiste tanto nelle preoccupazioni di chi diffida del cambiamento e teme le regole che lo favoriscono, siccome pensa che porre qualunque  limite al mercato sia un onere per quanti lavorano e producono, soprattutto quando i limiti vengono posti per la prima volta (persona assimilabile a chi vorrebbe affievolire  anche il diritto di autore, senza rendersi conto che farlo comprimerebbe i contributi individuali al convivere). L’incertezza vera circa il risultato dell’IA Act  nasce dall’aver scorto, dissimulata nel suo processo di genesi, l’idea che questo regolamento UE possa  essere una regola definitiva per risolvere i portati dell’usare l’IA. Ma ciò è estremamente improbabile. Come ogni prodotto umano, anche l’IA è soggetta a continui revisioni e adattamenti, che rendono assai problematico predeterminarne un sistema di controllo fisso (cosa che è bene ricordi  anche il G7 a presidenza italiana, che ha già sul tavolo il tema IA).</p>
<p>Il fulcro del problema sta sul fatto che aver introdotto l’IA generativa avvia nella convivenza umana un ulteriore cambiamento epocale:   muta capacità e velocità di computare e quindi il modo  di produrre. Allora si dice che tale innovazione minaccerebbe i posti di lavoro umani.  Ma è una diceria sbagliata. Occorre almeno  delimitare,   solo quelli concepiti nella chiave rigida del ripetersi di un’organizzazione tradizionale del lavoro restia ad evolversi e a riflettere sul modo di procedere. Nella storia, l’umanità si è sempre sforzata  di migliorare le condizioni produttive innovandole e sostituendo via via la fatica fisica (ancor più netta è forse  l’innovazione dell’IA). Il fatto è che solo quando l’umano che si organizza prevale sull’organizzazione, la riflessione sulle procedure produttive è fisiologica per apprezzare i vantaggi, spesso assai consistenti, del nuovo modo di produrre. Il quale abbassa sì il numero di lavoratori necessari in quello   specifico compito,  però contestualmente da spazio a nuove opportunità di impiegare la forza lavoro in attività perfino impensabili fuori dell’IA.</p>
<p>Dunque, chi si preoccupa dell’avvento dell’IA (specie le elites) non lo fa perché l’IA riduce i posti di lavoro, bensì perché l’IA smantella gli assetti tradizionali di una società incline alla staticità. E’ questa la prospettiva che non accetta chi sostiene dl volere il bene comune ma in realtà vuol conservare così come sono i ruoli e i privilegi esistenti negli assetti in corso.  In pratica si ingegna per rifiutare la realtà della vita che  procede. L’opposto del comportarsi da liberali. Per tutto ciò, è indispensabile non cercare di bloccare l’IA, bensì proseguire costantemente l’impegno a valutarne l’impatto, in particolare in tema di trasformazioni nel campo del lavoro. E ciò confligge con la pretesa di un sistema di controllo  fisso.</p>
<p>Concludendo, l’IA non avrà il primato sull’umanità quanto meno ancora assai a lungo. Eppure, anche così, riflettere sull’IA  porta  l’attenzione  sui carattere essenziale del convivere umano. Affrontare le sfide del tempo tramite l’evoluzione. Il che significa non cedere mai all’antica illusione di sognare l’eterno e di prevedere il futuro, pensando di avere sempre le risposte per tutte le domande. Saggiamente, lo scrittore israeliano  Etwar Keret ammonisce che l’IA dovrebbe tener conto dell’esserci domande alle quali dare una risposta definitiva e unica sarebbe riduttivo e impoverente. Perché la strada nella vita può  derivare  solo dal confrontarsi, in base ai risultati nel tempo, della miriade di iniziative degli individui conviventi in istituzioni costruite  sulle libertà individuali, sulle diversità di ognuno e sulla tolleranza tra tutti.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/05/Morelli-e1475170558755.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/raffaello-morelli/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Raffaello Morelli</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nel corso dei decenni, ha svolto e scritto migliaia di interventi pubblici  ed articoli, ed è pure autore, da solo o quale coordinatore di gruppi più ampi,  di numerose pubblicazioni a carattere politico culturale, infine si è anche impegnato nella direzione de La Nuova Frontiera editrice, che, per un quarto di secolo, ha diffuso periodici e  volumi su tematiche liberali, e successivamente, in altre iniziative analoghe, tra cul la rivista Libro Aperto. Quanto si volumi più organici da lui curati, vi sono  “Cultura e politica  nell’impegno dei goliardi  indipendenti”  scritto insieme a Giuliano Urbani (1963), “43 tesi per una Presenza Liberale” (1968) redatto per il dibattito congressuale PLI,   “Il dissenso liberale è l’infaticabile  costruttore del sistema delle garanzie” (1970), molti documenti  del PLI in vista di Congressi , in particolare  “La Società aperta” (1986) che divenne parte integrante dello Statuto prima del PLI  e dopo della Federazione dei Liberali, relazioni introduttive alle Assemblee Nazionali FDL, il discorso introduttivo del Convegno  “La ricerca, un progetto per l’Italia” (2003) e negli anni più recenti  tre volumi, “Lo sguardo lungo” 2011 (manuale su vicende storiche, ragioni concettuali e prospettive attuali del separatismo Stato religioni),  “Le domande ultime e il conoscere nella convivenza” del 2012 , e infine “Per introdurre il tempo fisico nella logica della matematica e nelle strutture istituzionali” del 2016, gli ultimi due volumi inerenti radici e significato della metodologia politica individuale come strumento cardine nella convivenza tra diversi.</p>
<p><span>Ed inoltre ha pubblicato nel 2019 “Progetto per la Formazione delle Libertà” e  nel 2022  “Un’esperienza istruttiva”. In generale i suoi scritti ed interventi si trovano sul sito  </span><a target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.losguardolungo.it/biblioteca/&amp;source=gmail&amp;ust=1708787447634000&amp;usg=AOvVaw3Nn8N0xsxgMhrKu6ppwr2v">www.losguardolungo.it/biblioteca/</a></p>
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		<title>La direttiva della politica economica cinese e l&#8217;impatto dell&#8217;A.I.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-direttiva-della-politica-economica-cinese-e-limpatto-della-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 16:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, nel presiedere l’undicesima sessione di studio del gruppo dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, appositamente costituita per la promozione dello sviluppo di alta qualità, ha impresso la linea direttiva della politica economica cinese per gli anni a venire. L&#8217;espressione “sviluppo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, nel presiedere l’undicesima sessione di studio del gruppo dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, appositamente costituita per la promozione dello sviluppo di alta qualità, ha impresso la linea direttiva della politica economica cinese per gli anni a venire.</p>
<p>L&#8217;espressione “sviluppo di alta qualità” è sorta in occasione della discussione sulla Agenda 2030 e, come è noto, prende in considerazione le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – quella economica, sociale ed ecologica – con l’obiettivo di porre fine alla povertà, di lottare contro l&#8217;ineguaglianza e d’affrontare i cambiamenti climatici. Nella logica di Xi, essa è interpretata nella costruzione accelerata di un moderno sistema economico, che promuova l’autonomia tecnico-scientifica, attraverso l’innalzamento del livello generale dell’istruzione, della scienza e della tecnologia. Centrale è la “cura dei talenti”, che sono di fatto il motore di questa “rivoluzione”. Solo questo salto culturale, nella logica del Leader massimo, potrà permettere l’aumento della produttività necessario per affrontare e vincere la sfida globale.</p>
<p>La dichiarazione d’intenti appare invero una riedizione della rivoluzione culturale già lanciata nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Popolare_Cinese">Repubblica Popolare Cinese</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1966">1966</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mao_Zedong">Mao Zedong</a> quando la sua direzione fu posta in discussione a causa del fallimento della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica_economica">politica economica</a> da lui ideata e pianificata nel cosiddetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_balzo_in_avanti">grande balzo in avanti</a>. Tuttavia, certamente, al momento nessuno sembra mettere seriamente in discussione Xi, ma il rallentamento dell’economia cinese ed il vacillare di colossi privati (nonché l’insofferenza di molti di loro sulle ingerenze del PCC) può costituire un serio ostacolo al potere assoluto del Leader che, invece, può trovare una nuova linfa attraverso una riaffermazione anche ideologica del predominio del pubblico sul privato.</p>
<p>Ma oltre a tale considerazione, le analisi di Xi potrebbero, invero, essere la reinterpretazione, in un contesto nuovo caratterizzato dagli scenari aperti dalla rivoluzione tecnologica innestata dalla intelligenza artificiale, della tradizionale correlazione tra aumento della produttività e diffusione tecnologica. In effetti, la misura tradizionale della produttività ed in particolare di quella del lavoro, che misura l&#8217;efficienza con cui si impiegano le risorse umane nel processo di produzione, lascerebbe il posto ad una analisi che punta lo sguardo sui fattori produttivi, inserendo anche quelli riproduttivi, a partire dal tempo di vita e di miglioramento generale della qualità della vita. Emergerebbe, secondo tale lettura, uno sguardo interdisciplinare, capace di cogliere tutte le sfaccettature di un fenomeno complesso e di una ri-politicizzazione del “potere sovrano”, inteso come nuovo protagonismo delle istituzioni politiche nel dirigere, anziché assecondare, i mutamenti tecnologici.</p>
<p>Come noto, infatti, il dibattito in corso sul tema della IA si dirama in due branche quello concernete il<strong> </strong>rapporto tecnologia – jobs,  che si sofferma sull’impatto dell’IA sui salari, sulla domanda di lavoro e sulla creazione di nuovi mestieri  e che vede una scuola di pessimisti confrontarsi con un nutrito gruppo di  studiosi convinto dei benefici in termini di produttività della IA, e quello che si concentra sull’aspetto tecnologia – work, ovvero, che analizza le implicazioni dell’IA per autonomia e qualità del lavoro.</p>
<p>Ebbene sembrerebbe che Xi voglia decisamente indirizzare il gruppo di studio dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC verso l’analisi e l’individuazione delle soluzioni di intervento pubblico, atteso che, da quanto è dato capire, il governo cinese ritiene più tangibili gli effetti dell’IA sulla compressione di domanda e retribuzione del lavoro. In quanto tecnologia di automazione, infatti, l’AI sarebbe intrinsecamente capace di espandere l’insieme delle funzioni interne al processo di produzione eseguite dal capitale anziché dal lavoro ed in tal modo attuerebbe un progressivo ma costante effetto sostituzione non più sul lavoro manuale ma anche su quote importanti di quello cognitivo legato a mansioni ripetitive.</p>
<p>Ora il citato effetto sostituzione attiverebbe una spirale di riduzione dell’offerta di lavoro e di abbassamento dei salari, a cui seguirebbe anche una crisi nell’accesso ai consumi. L’aumento di produttività coinciderebbe, pertanto, con un disaccoppiamento tra l’accumulazione di capitale e l’aumento della redditività del lavoro.</p>
<p>A bene vedere, il passaggio ad una economia <em>capital intensive</em> a scapito di quella ad alto assorbimento di lavoro, sembrerebbe trovare conferma isolando l’esperienza del settore manifatturiero degli ultimi anni. In effetti, circa 50 anni fa, la più importante azienda manifatturiera produceva autovetture ed era la <em>General Motors</em>; essa generava, prima del tracollo degli anni 80, circa 50 miliardi di profitti ogni anno ed impiegava oltre 800.000 persone. Oggi, la più importante azienda manifatturiera è la Apple e produce sistemi operativi, smartphone, computer e dispositivi multimediali, generando circa 100 miliardi di profitto impiegando nel 2020, circa 137.000 dipendenti a tempo pieno.</p>
<p>Ciò premesso, se questa interpretazione coglie l’indirizzo di Xi, la “politica della conoscenza” appare la chiave che consentirebbe di governare il negativo effetto strutturale in quanto alla forza lavoro verrebbe assegnato il ruolo di dirigere il processo tecnologico. Pur non condividendo l’analisi negativa sul ruolo dell’IA, c’è da dare atto, tuttavia, di un dibattito che viene calato nella realtà politica e che trova materia di discussione in una assemblea pubblica (quella del PCC, partito che nel 2022 contava oltre 98 milioni di membri). Di una discussione del genere non c’è traccia, invece, nelle mature democrazie occidentali, dove la politica si riduce spesso a leader che si rincorrono tra <em>hashtag</em> e dichiarazioni virali, che dopo aver occupato l’agenda mediatica, lasciano poco o nulla; i dibattiti sul futuro dei popoli restano, invece, prerogativa di élite economico-culturali, gestite spesso da interessi lobbistici esclusi al confronto democratico.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-direttiva-della-politica-economica-cinese-e-limpatto-della-i/">La direttiva della politica economica cinese e l&#8217;impatto dell&#8217;A.I.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>L&#8217;aumento del valore di mercato di AI, VR e AR entro il 2030: il ruolo dell’economia nel decennio digitale</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/laumento-del-valore-di-mercato-di-ai-vr-e-ar-entro-il-2030-il-ruolo-delleconomia-nel-decennio/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/laumento-del-valore-di-mercato-di-ai-vr-e-ar-entro-il-2030-il-ruolo-delleconomia-nel-decennio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Casolaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 16:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stretta connessione tra la realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale (AI) ha portato alla più recente considerazione che, entro il 2030, l&#8217;economia potrebbe convergere nella direzione delle competenze digitali. È quello che afferma L&#8217;Institute for the Future, stimando che, dal 2020, la percentuale dell&#8217;economia digitale aumenterà fino a sette volte entro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/laumento-del-valore-di-mercato-di-ai-vr-e-ar-entro-il-2030-il-ruolo-delleconomia-nel-decennio/">L&#8217;aumento del valore di mercato di AI, VR e AR entro il 2030: il ruolo dell’economia nel decennio digitale</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La stretta connessione tra la realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale (AI) ha portato alla più recente considerazione che, entro il 2030, l&#8217;economia potrebbe convergere nella direzione delle competenze digitali.</p>
<p>È quello che afferma L&#8217;Institute for the Future, stimando che, dal 2020, la percentuale dell&#8217;economia digitale aumenterà fino a sette volte entro il 2030. Numeri come il 6% di utilizzo della VR toccheranno picchi del 50% e non solo: il dato più eclatante è che nel commercio digitale delle AR (per intenderci, il metaverso) e delle AI verranno investiti in meno di dieci anni ben 1,8 trilioni di dollari.</p>
<p>Lo stesso Osservatorio metaverso di Ipsos, nato nel 2022 con lo scopo di divulgare notizie che riguardano la realtà aumentata del metaverso e in particolare l&#8217;approccio degli italiani verso questo tipo di AR, ha stimato per il 56% degli intervistati un interesse verso l&#8217;acquisizione di nuove competenze. Se consideriamo l&#8217;andamento dei settori nel 2021, tutti i settori del mercato digitale hanno riscontrato un andamento in crescita, grazie alla ripresa degli investimenti e alla crescente esigenza di adeguare i processi e i servizi ai nuovi modelli operativi.</p>
<p>Il settore bancario, ad esempio, ha segnato una ripresa degli investimenti in beni e servizi digitali che si è tradotta in una crescita dell’8,2% della spesa, per un valore di 8,64 miliardi di euro. L&#8217;obiettivo è, entro il 2030, quello di potenziare l&#8217;economia digitale, adattando il mercato alle forme più fruibili di realtà virtuale.</p>
<p>Il punto è che il mondo viene da sempre considerato come un contenitore dove si scambiano beni e servizi tra le diverse economie, ecco perché le maggiori perplessità nascono attorno al fatto che questo contenitore possa mutare drasticamente servizi erogati e valute (basti pensare ai meta-coin). Negli ultimi anni, infatti, lo scambio di beni e servizi è sempre più superato dall’interconnessione di informazioni e di conoscenze, sia incorporate nei beni e servizi sia svincolate da queste.</p>
<p>Il mercato dei servizi digitali ha assunto una crescente importanza non solo rispetto a quello dei prodotti e dei semilavorati, ma anche ai servizi più globalizzati come quelli di tipo finanziario. Se la caratteristica principale di questo mercato è la sua fluidità, tanto da rappresentare il 50% del commercio internazionale di servizi, resta da capire se questa transizione digitale sarà in grado di arginare anche la sua dispersione.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Carlotta Casolaro" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2023/02/carlotta-casolaro.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/carlotta-casolaro/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Carlotta Casolaro</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nata e cresciuta a Foggia, dopo aver studiato scienze giuridiche si è dedicata negli anni a collaborazioni con svariate testate giornalistiche come Insider Italia, TPI (The Post Internazionale) e Alley Oop de Il Sole 24 Ore. Crede fortemente nel potere delle parole e dell&#8217;impatto comunicativo di esse che genera informazione, responsabilità e soprattutto scambio culturale. La sua missione è decifrare le regole della comunicazione per arginare le differenze sociali in materia di diritto.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/laumento-del-valore-di-mercato-di-ai-vr-e-ar-entro-il-2030-il-ruolo-delleconomia-nel-decennio/">L&#8217;aumento del valore di mercato di AI, VR e AR entro il 2030: il ruolo dell’economia nel decennio digitale</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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