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	<title>stati uniti Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
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	<title>stati uniti Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Complottismo e antintellettualismo negli Stati Uniti nell’analisi di Richard Hofstadter</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/complottismo-e-antintellettualismo-negli-stati-uniti-nellanalisi-di-richard-hofstadter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Cappuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 21:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[elio cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Krugman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 aprile Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia nel 2008, ha tenuto, su invito del Consiglio Nazionale degli architetti, una lectio magistralis presso l’Aula Magna dell’Università di Padova sul rapporto tra architettura, economia urbana e benessere. La città ha sempre rappresentato uno spazio libero di confronto e la scelta isolazionista dell’attuale amministrazione americana, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 aprile Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia nel 2008, ha tenuto, su invito del Consiglio Nazionale degli architetti, una <em>lectio magistralis</em> presso l’Aula Magna dell’Università di Padova sul rapporto tra architettura, economia urbana e benessere. La città ha sempre rappresentato uno spazio libero di confronto e la scelta isolazionista dell’attuale amministrazione americana, ha sottolineato Krugman con lo sguardo rivolto al presente, nega le ragioni della società aperta e lo spirito della Polis. L’attacco di Donald Trump al mondo della cultura, ha aggiunto Krugman durante l’intervista alla piattaforma multimediale dell’Università di Padova, fa pensare che, in altri tempi, gli attuali governanti americani avrebbero consegnato Galilei alla Santa Inquisizione.</p>
<p>Queste considerazioni sollevano una questione emersa in varie forme nel corso della storia americana, come è stato ampiamente documentato da Richard Hofstadter nel 1962 in <em>Anti-intellectualism in American life</em>, (tradotto in italiano da Einaudi nel 1968). Il testo (Premio Pulitzer nel 1964) torna adesso in libreria con una prefazione di Tom Nichols e una introduzione di Sergio Fabbrini (R. Hofstadter, <em>L’odio per gli intellettuali in America</em>, Luiss University Press, 2025).</p>
<p>L’origine degli Stati Uniti, scriveva Hofstadter, rinvia a una <em>élite </em>in cui convergevano potere economico e qualità intellettuali, come dimostrano le figure di John Adams, Benjamin Franklin,  Alexander Hamilton, Thomas Jefferson. In seno alla stessa é<em>lite </em>emersero però delle contraddizioni ancor prima che si consolidasse il movimento democratico. La generazione che stilò la Dichiarazione d’indipendenza e la Costituzione, precisa infatti Hofstadter, redasse anche gli <em>Alien and Sedition Acts</em>, leggi, approvate nel 1798 e sostenute dall’allora Segretario di Stato Timothy Pickering. Queste leggi, che l’attuale governo americano considererebbe esemplari, prevedevano una limitazione delle richieste di cittadinanza, classificavano come nemico qualunque cittadino di una nazione in conflitto con gli Stati Uniti e contemplavano l’espulsione di quanti avessero mosso critiche al Congresso o all’esecutivo. Jefferson si oppose a queste norme e, durante la sua presidenza, riuscì ad abrogarle parzialmente.</p>
<p>Le riserve sugli intellettuali erano diffuse mentre i Padri Fondatori erano ancora in vita, come confermano gli attacchi subiti persino da George Washington e da Jefferson. Il delegato della Carolina del Sud, William Loughton Smith, lo accusò infatti, nel 1796, di essere un astruso dottrinario, del tutto inadatto a reggere lo stato. In Jefferson Smith riconosceva quel che per lui era il tratto tipico del filosofo : la “tendenza a ragionare partendo da determinati principi anziché dalla natura vera dell’uomo”. La politica richiedeva, a suo avviso, un forte carattere, non un raffinato intelletto. Lo aveva dimostrato Washington, che “non era un filosofo. Se lo fosse stato, noi non avremmo mai visto le sue grandi imprese militari”. Argomenti analoghi furono in seguito utilizzati contro John Quincy Adams, che, in una fase storica segnata dal “declino del gentleman” descritto da Hofstadter, appariva, in molti ambienti popolari, più debole rispetto all’energico Andrew Jackson.</p>
<p>Nella common school, come nelle università e nei colleges, si privilegiava l’aspetto morale e pratico su quello cognitivo. Hofstadter rileva come questo sentire fosse in qualche modo condiviso da tanti uomini colti e dallo stesso Jefferson, il quale, in una lettera del 1787 al nipote Peter Carr, scriveva  che, se discutessimo di una questione morale con un contadino e un professore, il primo potrebbe offrici la soluzione più saggia, proprio perché “non è stato fuorviato da norme artificiali”.</p>
<p>I movimenti populisti trovavano alleati tra i fondamentalisti delle diverse confessioni religiose, che scorgevano nella formazione laica e nel pensiero scientifico delle insidiose minacce nei confronti delle credenze tradizionali. La popolazione comune, che  fino al Novecento accedeva raramente alle high schools, si dimostrò ostile verso contenuti e metodi che riteneva nocivi per l’educazione dei giovani. Nonostante l’avversione dei conservatori per la teoria darwiniana, nel 1909 l’evoluzionismo fu inserito nei programmi scolastici. Dieci anni dopo, però, nel Tennessee e in altri stati, il darwinismo fu messo sotto accusa e un docente, John Scopes, fu processato per averne parlato agli studenti. La caccia alle streghe, commenta Hofstadter, avrebbe  individuato, in seguito, nemici altrettanto pericolosi nel marxismo, in Freud e in Keynes.</p>
<p>Durante la campagna elettorale del 1952, che vide contrapposti il democratico Adlai Stevenson e il repubblicano Dwight D. Eisenhower, fece la sua comparsa il termine “teste d’uovo” (<em>eggheads</em>), che il romanziere Louis Bromfield attribuì a “individui con pretese intellettuali”, a suo parere superficiali, nonostante fossero generalmente professori. Muovendo da queste premesse,  Bromfield delineava il profilo psicologico di una “testa d’uovo”, che per lui coincideva con un intellettuale <em>liberal</em>,  un soggetto “iperemotivo e femmineo nelle sue reazioni di fronte a qualsiasi problema”. Tutto ciò portava a concludere che Stevenson e i democratici non erano in grado di comprendere le esigenze delle persone comuni.</p>
<p>Per la destra la stessa ricerca scientifica poteva trasformarsi in un ostacolo in seno al Dipartimento della Difesa, dal momento che gli scienziati tendevano a sfuggire al controllo dei  militari. L’ostilità  si rivolgeva in modo indiscriminato  tanto ai professori di Harvard, quanto, agli gli intellettuali ”dalle idee contorte” che frequentavano il Dipartimento di Stato. Nella stampa conservatrice degli anni Cinquanta i <em>liberal</em> della <em>East Coast</em> erano descritti come degli snob, insofferenti verso  “la gente del grande Midwest, cioè del cuore  dell’America”.</p>
<p>La politica culturale aggressiva nei confronti delle grandi università, attuata da Trump, da J. D.Vance e dai loro collaboratori, attinge dunque a piene mani da questo arsenale complottistico-paranoico, in cui il senatore Joseph McCarthy svolse un ruolo essenziale, dichiarando, nel 1951, che  una “cospirazione di scala immensa” minacciava gli Stati Uniti. Riviveva così, scrive Hofstadter in <em>Lo stile paranoide nella politica americana </em>(1964), il tono di un manifesto del partito populista del 1895, che metteva in guardia da “una cospirazione in corso”. Sempre  nel 1951, McCarthy accusava il segretario di stato George C. Marshall di “servire la politica del Cremlino” e di aver contribuito, con il suo Piano, al declino della potenza americana. Il continuatore della crociata maccartista fu poi, commenta Hofstadter, un fabbricante di dolciumi, R. H.W.Welch Jr., che non si limitò ad accusare Marshall o  Roosevelt, ma  coinvolse lo stesso Eisenhower, definito “un agente scrupoloso e consapevole della cospirazione comunista”.</p>
<p>Il tema della cospirazione europea contro l’America non è dunque nuovo, come sottolinea Hofstadter, che, nel saggio sopra citato, riporta un articolo, pubblicato su un giornale texano nel 1855, in cui le monarchie europee e la Chiesa di Roma erano accusate di ordire una congiura antiamericana. Quando Trump dichiara che l’Europa vuole “fregare” gli Stati Uniti, ripropone,  in forma lievemente diversa, vecchie immagini della propaganda populista. Dopo la fine della guerra fredda  gli strenui sostenitori del complotto hanno dovuto individuare nuovi nemici, che hanno assunto il volto dell’Unione Europea, degli scienziati che studiano la crisi climatica o delle case farmaceutiche che producono i vaccini, contro cui si scaglia il ministro No-vax della sanità Robert Kennedy Jr. La voce critica degli intellettuali risulta allora dissonante e viene messa a tacere, per lasciare spazio al ruolo strumentale degli esperti, chiamati a dar parvenza di legittimità alle decisioni dell’istituzione che li ha nominati.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elio Cappuccio" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/10/elio-cappuccio.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elio-cappuccio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elio Cappuccio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È presidente del Collegio Siciliano di Filosofia. Insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vice direttore della Rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il Blog della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/complottismo-e-antintellettualismo-negli-stati-uniti-nellanalisi-di-richard-hofstadter/">Complottismo e antintellettualismo negli Stati Uniti nell’analisi di Richard Hofstadter</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Individualismo e democrazia in Whitman ed Emerson</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/individualismo-e-democrazia-in-whitman-ed-emerson/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elio Cappuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 16:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[elio cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[individuo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella cultura americana è sempre stata viva l’esigenza di coniugare la difesa delle libertà individuali con l’uguaglianza, come dimostrano i versi di Walt Whitman, che rappresentano la più alta espressione poetica dell’ethos democratico.  Tutto è per gli individui, scriveva in Presso la riva dell’Ontario azzurro, “tutto è per te, / nessuna condizione è interdetta, né [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella cultura americana è sempre stata viva l’esigenza di coniugare la difesa delle libertà individuali con l’uguaglianza, come dimostrano i versi di Walt Whitman, che rappresentano la più alta espressione poetica dell’<em>ethos</em> democratico.  Tutto è per gli individui, scriveva in <em>Presso la riva dell’Ontario azzurro</em>, “tutto è per te, / nessuna condizione è interdetta, né solo di Dio o di altri”. Nella democrazia Whitman riconosce “In fondo a tutto, individui”. Il patto americano, scrive, “è in senso assoluto con gli individui, / il solo governo è quello che prende nota degli individui” e l’intera concezione dell’universo converge su “di un singolo individuo – precisamente su Te “.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’identificazione whitmaniana dell’America con lo spirito democratico, condivisa da John Dewey, è stata messa in luce anche da Richard Rorty, secondo cui la democrazia era, per Whitman, una parola la cui storia “rimane ancora da scrivere, perché quella storia dev’essere ancora messa in scena”.  In questa direzione Whitman incontra la filosofia hegeliana della storia, che diviene “la temporalizzazione di ciò che Platone, e ancora Kant, cercavano di eternizzare”. Come ha evidenziato ancora Rorty, Whitman sosteneva che le opere di Hegel, intese come un “un preludio alla saga americana”, avrebbero meritato di essere “raccolte e rilegate sotto il titolo, in bella evidenza, <em>Indicazioni per l’uso del Nord America e della democrazia in essa</em>”.</p>
<p>L’interesse per Hegel non poteva condurre Whitman verso lo Stato etico, incompatibile con l’individualismo liberaldemocratico, ma saranno state alcune pagine delle <em>Lezioni sulla filosofia della storia </em>ad attirare la sua attenzione. Qui Hegel, delineando i progressi della libertà, indica, infatti, l’America come il luogo del futuro, “il paese dell’avvenire”, verso cui “si rivolgerà l’interesse della storia universale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quel che conta, per Whitman, al di sopra dei diversi sistemi filosofici, è, secondo Martha Nussbaum, “l’amore umano e la nostra capacità di esprimerlo”. Ripercorrendo un cammino che da Platone lo ha condotto a Hegel, Whitman riconosce infatti che il rapporto empatico con gli altri deve prevalere sulla riflessione teoretica e anche sulla religione.  Oltre Cristo, scrive, “il divino io vedo, \ il tenero amore dell’uomo per il suo camerata, l’attrazione dell’amico per l’amico, \ del marito e della moglie bene assortiti, dei figli e dei genitori \ della città per la città, del paese per il paese”. In questi versi, scrive Nussbaum, si esprime la volontà di Whitman di considerare la sua metafisica dell’amore come “l’autentica base della metafisica religiosa”. Nel solco della tradizione   filosofica greca e cristiana, conclude Nussbaum, Whitman cercherebbe così di creare “un cosmo alternativo, democratico, in cui alle gerarchie delle anime si sostituisce il corpo democratico degli Stati Uniti, che egli definisce un immenso poema”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo <em>corpo democratico</em> convergono le vite e le passioni dei singoli individui. Withman, come sostiene Nadia Urbinati, “estese la democrazia alla sfera del privato, alla psicologia e alla morale. Nessuno era escluso dai suoi canti, e a tutte le emozioni, i caratteri, gli stati mentali, le passioni egli concedeva <em>un voto</em>. Elencandoli, affastellandoli l’uno accanto all’altro, Withman di fatto dichiarava che tutti erano degni di uguale rispetto, gli atti eroici e virtuosi quanto quelli banali, comuni, sordidi”.</p>
<p>Nella capacità empatica del poeta di <em>vedere dentro</em>, Martha Nussbaum trova la ricchezza che l’immaginazione letteraria può offrire al mondo della politica per affrontare il disagio sociale e le diverse forme di esclusione. In <em>Il canto di me stesso</em> Whitman propone, in versi, il suo “lasciapassare della democrazia” : “ Non accetterò nulla di cui tutti non possano avere il \ corrispettivo alle stesse condizioni”, scrive, proponendosi di dare espressione alle  “molte voci a lungo silenti, \ voci dell’interminabile generazione di prigionieri e di schiavi \ voci degli ammalati, dei disperati, dei ladri, […]   voci proibite, \ voci di sessi e lussurie”.  Ecco perché può dire di sé “Io son quegli che attesta la simpatia”, e può svelare la sofferenza che il silenzio spesso nasconde.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi versi, commenta Martha Nussbaum, Whitman identifica la sua missione di poeta con la democrazia: “E’ una missione -scrive- che comporta immaginazione, immedesimazione, simpatia, voce. Il poeta è lo strumento per mezzo del quale le <em>molte voci a lungo silenti</em> degli esclusi rimuovono il velo e vengono alla luce”. Solo l’immaginazione poetica può offrire allora una visione corretta della realtà delle loro vite, divenendo “un tramite decisivo per l’uguaglianza democratica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La filosofa americana ritiene che l’immaginazione poetica di Whitman sia essenziale per la formazione di una razionalità pubblica, tanto sul piano etico-politico quanto sul piano giuridico, dal momento che “la simpatia dello spettatore imparziale, da sola, non detta alcun esito specifico in alcuna particolare causa legale”. La nozione whitmaniana di <em>giustizia poetica</em> potrebbe allora venire incontro, secondo Nussbaum, ai limiti di una concezione esclusivamente formale del diritto. Un giudice che si aprisse a questo approccio potrebbe allora, come Whitman, vedere “nei fili d’erba la pari dignità di tutti i cittadini”. Se fantasia ed empatia non avranno diritto di cittadinanza nelle aule di tribunale, prosegue Nussbaum, “le voci <em>a lungo</em> <em>silenti</em> che cercano di farsi sentire per mezzo della loro giustizia rimarranno silenti, e l’<em>alba </em>del giudizio democratico rimarrà <em>velata</em>. Se manca questa capacità, l’<em>interminabile generazione di prigionieri e di schiavi</em> continuerà a soffrire intorno a noi e avrà minori speranze di libertà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste considerazioni rinviano a un passo di Aristotele, che, nella <em>Retorica</em>, utilizza il concetto di equità per indicare una forma di giustizia “che va oltre alla legge scritta”. Essere equi, scrive il filosofo greco, “significa essere indulgenti verso i casi umani, cioè badare “non alla lettera della legge, ma allo spirito del legislatore; e non all’azione ma al proponimento, e non alla parte ma al tutto, e non a come è ora l’imputato, ma come è stato sempre e per lo più”.  Solo la capacità intuitiva ed empatica del giudice può cogliere, come ha rilevato Nussbaum, la complessità del mondo interiore del cittadino.  L’individualismo di Whitman non si pone dunque a fondamento di un culto aristocratico, ma si apre alla dimensione sociale, senza cedere ai richiami del comunitarismo, in cui il singolo rischia di annullarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È facile vivere nel mondo accettando l’opinione della moltitudine, scrive Ralph Waldo Emerson, o vivere in solitudine rimanendo coerenti con le proprie convinzioni, “ma l’uomo grande è quello che nel bel mezzo della mischia mantiene con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine”.</p>
<p>Se, per Emerson, dobbiamo renderci autonomi da ogni forma di soggezione nei confronti dell’autorità o della tradizione, dobbiamo anche essere capaci di rimettere in discussione noi stessi. Quando le nostre decisioni saranno libere, “saranno armoniche, per quanto dissimili esse possano sembrare” e, viste a distanza, mostreranno “una sola tendenza che le unisce tutte. […]  La rotta della nave migliore è una linea a zig zag di centinaia di piccole deviazioni. Guardate la sua linea da una distanza sufficiente, ed essa si raddrizzerà nella tendenza media”. Un’azione genuina si spiegherà se stessa, sostiene Emerson, mentre il conformismo “non spiegherà niente”. Insisti su te stesso, ammoniva, “non imitare mai”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa scelta di radicale autonomia richiede personalità forti, ma non Super-uomini. Nell’immagine della nave che segue una rotta a zig zag, si riconosce lo spirito critico del pensiero di Emerson, e la sua fiducia nell’individuo, che può essere libero solo in quanto il suo agire non è eterodiretto.</p>
<p>L’antidoto all’uniformità non può allora essere costituito per Emerson, come per Whitman, dal rifugio in una dimensione comunitaria pre-moderna. L’unione è perfetta, scriveva Emerson, “soltanto quando tutti gli aderenti sono isolati. È l’unione degli amici che vivono in quartieri o città diverse. Chi tenta di unirsi ad altri, scopre di essere diminuito nelle sue proporzioni; e più stretta è l’unione più egli è piccolo e pietoso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ci sono fatti sacri né profani per Emerson, che dichiara di scegliere “una ricerca senza fine, senza un passato alle spalle”. Ogni atto finale è, per lui, “solo il primo di una nuova serie, ogni legge generale soltanto un fatto particolare di qualche legge più generale che sta per dischiudersi. Perché non abbiamo esterno, non abbiamo mura che ci racchiudono, non abbiamo circonferenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste tesi di Emerson sono dunque in netto contrasto con chi, come Alasdair MacIntyre, colloca in primo piano l’appartenenza “a questo clan, a quella tribù, a questa nazione”, contrapponendosi all’individualismo che, a suo avviso, vorrebbe liberarsi dal retaggio della tradizione. Tradizione che potrebbe sopravvivere, secondo MacIntyre, solo in piccoli gruppi, simili alle comunità monastiche medioevali. Emerson vide nelle espressioni dell’associazionismo forme di <em>self-government</em>, piuttosto che segni di appartenenza o nostalgici ritorni al Medioevo. L’individualismo rappresentò per lui, come per Withman, una difesa dell’autodeterminazione dei singoli, con finalità non utilitaristiche o solipsistiche, ma inclusive.</p>
<p>.</p>
<p>Nelle democrazie, ha scritto Nadia Urbinati, “fazioni, sette, mode, conformità ci attirano a sé e ci chiedono il nostro consenso, la nostra arrendevole identificazione. La <em>fiducia in se stessi</em> presuppone una condizione di adesione e di disimpegno a un tempo, di ricettività ma anche di distacco e distanza”.  Ripensare oggi la <em>Fiducia in sé stessi </em>di Emerson può consentirci di difenderci dalle nuove forme di omologazione, nella consapevolezza che solo cittadini che possiedano la capacità di autodeterminarsi sono in grado di dar vita a quel <em>Corpo democratico </em>che animava la poesia civile  di Walt Whitman.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testi citati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Whitman, <em>Foglie d’erba</em>, trad. it., Einaudi, Torino, 1965.</p>
<p>Rorty, <em>Una sinistra per il prossimo secolo. L’eredità dei movimenti progressisti americani nel Novecento</em>, trad. it., Garzanti, Milano, 1999.</p>
<p>W. F. Hegel, <em>Lezioni sulla filosofia della storia</em>, 4 voll., trad. it. La Nuova Italia, Firenze, 1975, vol. I.</p>
<p>Nussbaum, <em>Il giudizio del poeta. Immaginazione letteraria e vita civile</em>, trad. it., Feltrinelli, Milano, 1995.</p>
<p>Id., <em>L’intelligenza delle emozioni</em>, trad. it., Il Mulino, Bologna, 2011.</p>
<p>Aristotele, <em>Retorica</em>, trad. it. in<em> Opere</em>, 4 voll., vol. IV, Laterza, Roma-Bari, 1973.</p>
<p>Urbinati, <em>L’individualismo democratico. Emerson, Dewey e la cultura politica americana</em>, Donzelli, Roma, 2009.</p>
<p>W. Emerson, <em>Saggi</em>, Boringhieri, Torino, 1962.</p>
<p>Id., <em>Il trascendentalista e altri saggi scelti</em>, Mondadori, Milano, 1989.</p>
<p>MacIntyre, <em>Dopo la virtù. Saggio di teoria morale</em>, trad. it., Armando, Roma, 2007.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elio Cappuccio" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/10/elio-cappuccio.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elio-cappuccio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elio Cappuccio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È presidente del Collegio Siciliano di Filosofia. Insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vice direttore della Rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il Blog della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/individualismo-e-democrazia-in-whitman-ed-emerson/">Individualismo e democrazia in Whitman ed Emerson</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Il ritorno dell&#8217;estremismo islamico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[maddalena pezzotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta per il primato fra la teocrazia sciita iraniana e le monarchie sunnite del Golfo Persico, alla quale si è unita la Turchia, attraversa le guerre in corso nel Medio Oriente. Entrambe le parti hanno galvanizzato, e militarizzato, l&#8217;identità religiosa, per mobilitare masse e minoranze, secondo i casi, e aumentare la propria sfera di influenza. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La lotta per il primato fra la teocrazia sciita iraniana e le monarchie sunnite del Golfo Persico, alla quale si è unita la Turchia, attraversa le guerre in corso nel Medio Oriente. Entrambe le parti hanno galvanizzato, e militarizzato, l&#8217;identità religiosa, per mobilitare masse e minoranze, secondo i casi, e aumentare la propria sfera di influenza. Le origini dello scisma rimontano agli albori dell&#8217;Islam e i due blocchi hanno sviluppato diverse interpretazioni delle scritture sacre e pratiche specifiche, sebbene siano due facce della stessa moneta e la posta sia sempre stata squisitamente politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo prolungato antagonismo ha aggravato disfunzionalità nel funzionamento degli stati, eroso capitali sociali costruiti a fatica e catalizzato estremismi consolidati e incipienti. L&#8217;intervento di Israele, al fianco delle potenze sunnite, ha complicato un teatro, in cui il programma nucleare iraniano occupa un ruolo chiave. La variabile può condurre Washington e Teheran su una rotta di collisione, con un effetto domino dal Mediterraneo orientale &#8211; Libano, Siria, Iraq, Palestina, Giordania e Libia &#8211; all&#8217;Afghanistan, e in assenza di un processo diplomatico che disinneschi le tensioni, non è azzardato ipotizzare una deriva. Basti pensare che Ebrahim Raisi, presidente dell&#8217;Iran, nel discorso all&#8217;Onu di settembre, ha decretato la fine della credibilità del sistema egemonico statunitense.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per di più, le cause che hanno determinato l&#8217;insorgenza di al-Qaeda e il sedicente stato islamico (Isis, per la sigla in inglese), e la sanguinosa stagione del terrorismo internazionale di stampo integralista che li ha accompagnati, non sono state rimosse e si è venuto diffondendo un sentimento di rivalsa. L&#8217;insediamento dei talebani a Kabul, e il caos che ne è derivato, sono un esempio concreto del rischio latente per lo stato di diritto e l&#8217;accesso a libertà essenziali. Gli sciiti Hazara sono stati vittime di una depurazione da istituzioni e amministrazione; espulsi da case e città, hanno visto i loro beni confiscati. Lo stato islamico Khorasan è, inoltre, autore di azioni dinamitarde a moschee sciite in Afghanistan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cambio di direzione negli affari esteri di Joe Biden, dettato dalle sfide generate dalla Cina in altri punti nevralgici dello scacchiere geopolitico, lascia un vuoto a beneficio di rivalità settarie che hanno dimostrato di saper proiettare minacce globali. Il disimpegno degli Stati Uniti si produce, peró, in un quadro in cui la Russia ha guadagnato spazio e prestigio, si è imposto un esecutivo dalla linea dura in Iran, e la galassia sunnita ha perso fiducia in Washington. Senza un rinnovato accordo con Teheran, gli Stati Uniti potrebbero, dunque, ritrovarsi di nuovo risucchiati dal vortice medio orientale, nonostante la risoluzione di chiamarsi fuori con il recente ritiro delle truppe dall&#8217;Afghanistan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fallimento di Barack Obama, nella rimozione dell&#8217;alawita-sciita Assad al-Bashar in Siria e il negoziato sul nucleare con l’Iran, ha installato dubbi nell&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e altri alleati sunniti, in svantaggio nelle guerre per procura contro l&#8217;Iran, in Iraq, Siria e Yemen, sulla lealtà statunitense e incrementato l&#8217;instabilità regionale. Il tentativo di Donald Trump di restaurarne la fiducia, con la campagna di massima pressione economica su Teheran e l&#8217;eliminazione di comandanti delle milizie sciite, non ha fermato l&#8217;<em>escalation. </em>Offensive a petroliere nel Golfo e basi aeree americane in Iraq, hanno portato Stati Uniti e Iran sul bordo di uno scontro diretto. L&#8217;Iran è un attore più assertivo che nel passato: vicino a ottenere la bomba nucleare, rappresenta una garanzia per quanti ne cercano appoggio e protezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>D&#8217;altro canto, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno foraggiato fazioni armate sunnite, in forma continua e sostenuta, permettendo la costituzione e l&#8217;espansione dell&#8217;Isis, e la concrezione della sua utopia violenta di restaurazione del califfato islamico, in posizione antisciita, e antiumana. Quest&#8217;ultimo, sconfitto, in Iraq e Siria, da una coalizione tattica, formata da Russia, Stati Uniti e Iran, si è ricompattato, perpetrando atrocità nel continente africano, e costituendo un pericolo non solo per l&#8217;Iran, ma per l&#8217;Europa e gli Stati Uniti, come dimostra un piano intercettato, del gruppo somalo al Shabab, per un attacco sul suolo americano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro totalitarismo incede da quella che fu la sede del califfato islamico fino al 1924, ovvero la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, auto dichiarato erede dell&#8217;impero ottomano e presunto modello democratico per il mondo arabo. Sostenitore, all&#8217;indomani della Primavera Araba, della corsa alle poltrone della Fratellanza Musulmana, finanziata dal Qatar, Erdogan si è guadagnato l&#8217;inimicizia di Riyadh e Abu Dhabi nella competizione per la difesa della causa sunnita in Iraq, Libano e Afghanistan, peraltro ottenendo risultati di maggiore evidenza dei rivali, che si sono visti costretti al ritiro da alcuni scenari. Una moltiplicazione di contraddizioni in una intricata partita transnazionale, scandita da affermazioni precarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I punti nodali sono l&#8217;Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. L&#8217;apatia, registrata alle ultime elezioni irachene, ha giocato a favore di figure politiche estremiste, ma lo <em>status quo</em> è di debole tenuta, tra pressioni dal Golfo Persico e dall&#8217;Iran, e il tentativo di assassinio del primo ministro, Muqtada al-Sadr, dimostra la presenza di intenzioni destabilizzatrici. Il destino della Siria è legato a quello dell&#8217;Iraq, con l&#8217;elemento di imprevedibilità della Turchia. Lo stato nello stato, costituito da Hezbollah, e la costante intimidazione missilistica di Israele, scatenano, in Libano, un parossismo di violenza. Gli Houthi, con il sostegno dell&#8217;Iran, hanno dato scacco alla coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, in difesa del governo sunnita, in uno Yemen diviso da sette locali e ingerenze straniere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, l&#8217;elemento di traino del fondamentalismo, oggi, è l&#8217;Emirato Islamico dell&#8217;Afghanistan. L&#8217;avanzata dei talebani ha sollevato l&#8217;ammirazione dei jihadisti che ne hanno celebrato la perseveranza ventennale e la metodologia di infiltrazione nei gangli della gestione pubblica e costruzione di legittimità nella vita delle comunità. Al-Qaeda nel Sahel, India e Yemen, ha dichiarato che si sarebbe segnato un cammino oggettivo di trionfo in altri contesti. I talebani, sin dall&#8217;inizio, hanno compreso la necessità di una strategia a livello locale, impiantando consigli provinciali e municipali, che hanno costituito la spina dorsale dell&#8217;insorgenza, risolvendo problemi delle persone, in sostituzione al governo e in contrapposizione ai suoi comportamenti corruttivi e predatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Stati Uniti, invece, si sono concentrati su azioni rapide in risposta ad atti mirati – esplosioni, rapimenti e uccisioni -, non prestando sufficiente attenzione all&#8217;abilità dimostrata di posizionarsi nel tessuto sociale e dar forma a un&#8217;organizzazione ibrida tra un gruppo terroristico e un partito politico, con capacità di fornire risposte a esigenze sociali. Gli jihaidisti di Hayat Tahrir al-Sham nel nord della Siria e affiliati di al-Qaeda nel Mali, sull&#8217;onda del successo afghano, stanno intraprendendo relazioni diplomatiche con villaggi e destinando risorse per attività di ordine proselitista, fra cui sussidi per il costo di alimenti ed energia elettrica e migliorie ai servizi sanitari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunità internazionale si trova ostaggio dei talebani. La presa del potere è stata totale e, per deliberata volontà, si trovano in controllo dell&#8217;esecutivo, la camera legislativa, l&#8217;organo giudiziale, le forze di sicurezza, i servizi di intelligenza, la polizia e l&#8217;esercito. Non devono rispondere a nessuna <em>constituency</em> o governare per consenso. L&#8217;unica possibilità, per scongiurare un disastro economico e umanitario, e in ultima istanza uno scontro civile, dipende dal loro operato, ma affinché questo sia efficace, allo stesso modo dell&#8217;esecutivo anteriore, devono ricorrere a una significativa infusione di denaro liquido e assistenza per lo sviluppo. Un miliardo di dollari è in arrivo dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>L&#8217;esperienza insegna che compagini di matrice eversiva, trovandosi a carico dell’amministrazione di territori, diluiscono la spinta ideologica nel pragmatismo legato alle esigenze della realtà quotidiana. D’altro canto, queste non divengono automaticamente meno radicali nel trascorso del tempo ed, essendo soggette a sollecitazioni del nocciolo duro, nel loro agire non sempre prevalgono posizioni moderate. Malgrado ciò, la responsabilità di accompagnare l’evoluzione progressiva dei talebani in espressione politica non può essere evasa, e le sanzioni, che si rendano opportune, dovranno essere calibrate con il fine di non danneggiare la popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo dialogo, sospeso dal 2001, sulla base della falsa percezione di vittoria assoluta da parte degli Stati Uniti, va lanciato con carattere di urgenza, per affrontare i bisogni presenti e futuri della cittadinanza, e senza remore di legittimare un nemico, con il quale non si può evitare di confrontarsi. Un avversario che potrebbe non essere affidabile, che continuerà a esercitare provocazioni e mantenere posizioni distanti dalla logica dei diritti umani, ma che per questa esatta ragione deve essere condotto a un tavolo negoziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-ritorno-dellestremismo-islamico/">Il ritorno dell&#8217;estremismo islamico</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Scomparso dai radar il base effect?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Franza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 13:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[enea franza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi appare definitivamente archiviato ciò che, invece, sembrava acquisito ancora ad inizio estate 2021, ovvero l’idea di ritenere che i prezzi avrebbero visto una fiammata transitoria per via del confronto con il lungo periodo di deflazione causato dai lockdown. Ad oltre un anno di distanza dalle prime avvisaglie di un incremento incontrollato dei prezzi, la situazione sembra radicalmente cambiata ed anche le banche centrali (e tra queste la FED) cominciano a riscontrare come il rialzo dei prezzi delle materie prime continui, senza alcun segno di rallentamento. Con essi, salgono con forza i prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Tale situazione mette in pericolo, sempre più, le prime ottimistiche previsioni di ripresa post-pandemica che vedevano in un incremento dei consumi e degli investimenti delle imprese la spinta per un consistente e duraturo incremento della domanda. In effetti, i principali indicatori macroeconomici oggi non sembrano incoraggianti ed il rallentamento della crescita economica globale è evidente. Anche l&#8217;economia cinese, che sembrava uscita dalla crisi pandemica addirittura rafforzata, sebbene continui a crescere, evidenza un passo più molto più lento del previsto. Principali colpevoli anche qui la crisi energetica, ma anche i problemi del gigante dell&#8217;immobiliare Evergrande ed i nuovi focolai di Covid dovuti alla<br />
variante Delta. A questo dato si aggiunge un fatto ancor più inquietante. La crescita, anche nei paesi dove le stime sono positive, com’è, ad esempio, per il nostro Paese, vede sul fronte del lavoro progressi molto scarsi. Il che significa che dovremmo sopportare ancora per qualche anno una forte disoccupazione.<br />
Concentrandosi sull’Italia, ad esempio, la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2021 presentata da Draghi e Franco al Parlamento, se contabilizza un livello di PIL più elevato (atteso a un +6% per l’anno in corso) vede in previsione nel 2021 l’occupazione crescere lievemente più del PIL per quanto riguarda le unità di lavoro e le ore lavorate, mentre per gli anni successivi la previsione sconta una moderata crescita della produttività. In definitiva, il numero di occupati secondo l’indagine sulle forze di lavoro salirebbe al disopra del livello pre-crisi già nel 2022, per poi registrare una vera e propria crescita. Il quadro disegnato dal NADEF dunque vede un decremento della disoccupazione solo a partire dal 2023.<br />
Ma sarà effettivamente cosi, ovvero, saranno mantenuti gli impegni sull’occupazione? Rispondo subito. E’ molto probabile di no!<br />
Infatti, come sappiamo, la combinazione di prezzi in salita ed economia che non cresce, ha un nome ben preciso in macroeconomia e prende il nome di stagflazione. L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione negli Stati Uniti ed in altre economie potrebbe essere certamente un problema in questo momento. In primo luogo, l’incremento dell’inflazione certamente intacca<br />
qualsiasi ripresa dei redditi da lavoro e, anche la redditività del capitale, vero punto di riferimento delle economie di tipo capitalistico. La redditività può essere colpita certamente dai possibili aumenti salariali indotti dalla pressione in aumento dei prezzi da un lato e dall&#8217;aumento degli interessi dall&#8217;altro.<br />
Ciò considerato, la preoccupazione maggiore è quella che proprio dalla volontà da parte della politica monetaria e, in parte, di quella fiscale, di concentrare tutte le proprie attenzioni sui livelli occupazionali &#8211; sebbene per l’Italia questo sarebbe solo a partire dal 2023 &#8211; porti ad uno stallo dell’economia. In questo senso vengono lette le recenti revisioni della politica monetaria della FED e della BCE: lasciare andare i prezzi un po’ più su in cambio di un recupero di posti di lavoro, cosi ripetendo di fatto lo stesso “errore” commesso dai banchieri centrali negli anni 70.<br />
Una scommessa che potrebbe costare dunque molto cara, costringendo le banche centrali ad un rapido, e traumatico, cambio di strategia, che porti un aumento del tasso monetario d’interesse. Tassi d’interesse in crescita che strozzerebbero la domanda, portando ad un brusco crollo degli investimenti.<br />
Insomma siamo di fronte ad un bivio, e il futuro non è affatto roseo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Enea Franza" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/04/enea-franza-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/enea-franza/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Enea Franza</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dal 2016 dirigente Responsabile Ufficio Consumer Protection e dal 2012 a tutt’oggi, Responsabile Ufficio Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob.</p>
<p>Membro del Comitato Tecnico Scientifico della ”Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma-Capitale”, via San Nicola da Tolentino, 45, 00187 Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Einaudi-Onlus”, Via della Conciliazione, 10 –  Roma;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico “’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – UCID”,  Via delle Coppelle,35 Roma</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della “Fondazione Vittime del Fisco” – Milano;</p>
<p>Membro del Comitato Scientifico della rivista scientifica “Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR” – Caos- Editoriale – Roma.</p>
<p>Docente di “Economia e finanza etica” – Dipartimento Economia presso la Delegazione italiana dell’”Università Internazionale per la Pace – ONU (Costa Rica), via Nomentana n.54 – Roma;</p>
<p>Docente di Economia Politica – Dipartimento di Criminologia” dell’”Università Popolare Federiciana – UniFedericiana”;</p>
<p>Docente a contratto e Direttore scientifico per i Master di I livello in “Economia e diritto degli intermediari Finanziari” (edizioni 2016-2017, 2018-2019) presso “Università degli Studi Niccolò Cusano – Unicusano”, via Don Gnocchi, 1- Roma;</p>
<p>Docente di “Economia e finanza”, nonché membro del Senato accademico dell”’Università Cattolica Joseph Pulitzer di Budapest” dal 2018.</p>
<p>Cavaliere di Merito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;</p>
<p>Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio</p>
<p>Per una biografia più dettagliata vi invitiamo a visitare il sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/profilo/enea-franza/">Fondazione Luigi Einaudi</a></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/scomparso-dai-radar-il-base-effect/">Scomparso dai radar il base effect?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La Turchia e l’occidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2021 16:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[imper ottomano]]></category>
		<category><![CDATA[maddalena pezzotti]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2995</guid>

					<description><![CDATA[<p>La forza del complesso militare-industriale della Turchia, e il disimpegno degli americani dal Medio Oriente, ne hanno facilitato il posizionamento assertivo nel teatro nei conflitti regionali. Questa autosufficienza ha sostenuto le ambizioni geopolitiche del paese in Iraq, Libia e Siria, e permesso sia l’estensione delle operazioni navali nel Mediterraneo, sia l’istallazione di basi in Qatar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-turchia-e-loccidente/">La Turchia e l’occidente</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La forza del complesso militare-industriale della Turchia, e il disimpegno degli americani dal Medio Oriente, ne hanno facilitato il posizionamento assertivo nel teatro nei conflitti regionali. Questa autosufficienza ha sostenuto le ambizioni geopolitiche del paese in Iraq, Libia e Siria, e permesso sia l’estensione delle operazioni navali nel Mediterraneo, sia l’istallazione di basi in Qatar e Somalia. I droni turchi hanno assicurato la vittoria decisiva dell’Armenia in Nagorno-Karabakh. Solo la Russia è riuscita a giocare un ruolo di deterrente. Nonostante la Turchia sia parte dell’Organizzazione del Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord (Nato), il Cremlino è stato il referente per ogni intervento su scala internazionale e ha definito i limiti del dispiegamento della sua zona di influenza, spesso frustrandone le aspettative, come nel Caucaso.</p>
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<p>L’alleanza di quasi settant’anni con gli Stati Uniti si è venuta deteriorando con la perdita della fiducia reciproca. Erdogan ha, quindi, sfruttato ogni opportunità generata dal confronto fra Washington e Mosca per ricavarsi campo fra i grandi poteri globali. Questo è è un cambio di orientamento nodale. Nelle ultime due decadi, la Turchia ha perso molto del suo interesse nella Nato o l’annessione all’Unione Europea. Da campione dell’islamismo moderno, ed esempio della capacità di attrazione dell’ordine liberale, in un clima di crescente sospetto per i <em>partner</em> della Nato, rivendica ora un’autonomia strategica, mettendo in questione i valori dell’occidente.</p>
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<p>Da un lato, Ankara considera un tradimento l’appoggio degli Stati Uniti all’esercito curdo in Siria e l’asilo offerto al clerico Fethullah Gulen, considerato uno degli ideatori intellettuali e politici del fallito colpo di stato del 2016. In aperta opposizione alla Nato, ha acquistato tecnologia bellica dalla Russia e sta lavorando con questa su importanti progetti infrastrutturali, tra cui gasdotti e il primo reattore nucleare. Di recente, si è avvicinata a Pechino, alla ricerca di investimenti e provigioni del vaccino contro il Covid-19, prodotto dalla compagnia cinese Sinovac. Dall’altro, gli americani hanno trasferito <em>assets</em> strategici fuori dal paese ed espanso la cooperazione per la difesa con la Grecia e alcuni dei rivali turchi nel Golfo Persico, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.</p>
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<p>La precedente amministrazione democratica aveva aspirato, senza riuscirvi, a creare un modello di <em>partnership</em> con la Turchia. Enormi sono, infatti, i rischi che risiedono nel trattarla come un nemico assoluto e spingerla verso avversari degli americani come l’Iran, la Russia o la Cina. Di conseguenza, sebbene le due immediate fonti di tensione, costituite dall’equipaggiamento militare dalla Russia e l’invasione turca del nord della Siria, abbiano accumulato risentimento, vanno affrontate in modo da preservare la possibilità di migliori relazioni nel futuro, ripulendo il terreno da alcune mistificazioni.</p>
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<p>Per esempio, Erdogan ha giustificato il ricorso ai missili di difesa aerea russi S-400 con il falso argomento del rifiuto di Barack Obama di vendergli i Patriot, quando questi, nel 2013, gli erano stati messi a disposizione, senza costo attraverso la Nato, sul confine sud, pur in assenza di una minaccia reale dalla Siria; e una posteriore trattiva era andata a vuoto, per eccesive pretese turche su prezzo e trasferimento di tecnologia. Tra l’altro, il Pentagono aveva informato sull’incompatibilità dei due sistemi, considerato che il sofisticato radar russo, potenziato da un algoritmo di intelligenza artificiale, è in grado di rilevare informazioni sui caccia F-35, mettendo a repentaglio gli investimenti statunitensi, ragione per la quale Donald Trump non ha autorizzato la vendita alla Turchia della loro versione avanzata.</p>
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<p>Per altri versi, gli Stati Uniti non possono pretendere di non conoscere le motivazioni che hanno condotto all’incursione della Turchia in Siria e di non averne potuto prevedere o evitare le sequele, fra le quali un rafforzamento della posizione di Iran e Russia nel paese e le negozziazioni di pace, e un’alleanza dei curdi con il presidente Bashar al-Assad, per il cui rovesciamento erano intervenuti. La veemente opposizione turca all’Unità di Protezione Popolare (Ypg), la fazione armata sirio-curda che ha combattuto al fianco degli americani nella lotta contro il sedicente stato islamico, era chiara sin dall’inizio, dovuto ai suoi legami con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), che sia Ankara sia Washington annoverano nella lista dei gruppi terroristici. Malgrado ciò, gli Stati Uniti avevano bisogno di entrambi e i turchi vennero utilizzati nello scacchiere anti-russo.</p>
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<p>Nel prolungato <em>status quo</em>, durato dal termine della seconda guerra mondiale, la società turca ha subito profonde mutazioni e l’<em>élite</em> laica è stata rimpiazzata da elementi fondamentalisti religiosi e nazionalisti. In questo modo, il paese è rientrato nel gioco dell’isolamento e i sodalizi tattici, che avevano contraddistinto l’impero ottomano, verso la fine del diciannovesimo secolo, e il primo periodo della repubblica. Nel tentativo di allontanare il declino, i sultani si erano affiancati a svariate nazioni straniere, dalla corona austro-ungarica, alla Russia, passando per il Regno Unito, e terminando con la Germania nella prima guerra mondiale. Negli anni 20 e 30, la repubblica turca venne supportata dal governo bolscevico, e nonostante l’imparzialità mantenuta nel corso del secondo conflitto, oscillò fra la Germania nazista e il Regno Unito per ottenere aiuti militari, esportare crediti, e accedere ad altre forme di sostegno finanziario da entrambi.</p>
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<p>Erdogan persegue la medesima tattica, cercando di ottenere vantaggi da potenze diverse, senza schierarsi con nessuna. Questa manovra ha richiesto una revisione storica, accompagnata da una campagna mediatica, che si avvale anche di contenuti televisivi di stampo popolare, e ha imposto l’idea dell’ipotetica unicità e il presunto destino protagonico, di un paese erede di un impero, concepito come l’antesignano di un nuovo ordine, giusto nel governo, e più equanime con i propri soggetti di quanto non lo siano stati i colonialismi occidentali. Una narrazione che va in direzione contraria all’interpretazione del padre della nazione, Kemal Ataturk, il quale vedeva negli ottomani un apparato retrogrado e inefficiente, incapace di tenere il passo con la civiltà contemporanea.</p>
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<p>La nuova politica estera turca ha preso forma in un contesto policentrico e atomizzato, dove si è incuneata nei vuoti, generando spazi di decisione, talvolta di contrasto e, pertanto, imprevisti livelli di influenza e potere. Nel 2019, in Libia, Erdogan intravide un’opportunità, impensabile solo qualche anno prima, e si mosse con rapidità. Il <em>premier</em> provvisorio, avvallato dalla comunità internazionale, bussò alla porta di tutte le capitali importanti, cercando aiuto per arrestare l’avanzata del generale Khalifa Haftar su Tripoli, ma nessuno volle o seppe intervenire, incluso il pachiderma europeo. La Turchia mise fine all’offensiva con un investimento contenuto e un importante ricavo in beni tangibili e intangibili.</p>
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<p>Come spesso accade nella storia, questa partita, in cui Erdogan è celebrato come lo statista del secolo, capace di tenere testa ai grandi capi di stato, da Angela Merkel a Trump e Vladimir Putin, e l’affermazione della Turchia in Iraq, Libia, Siria e nel Caucaso, viene misurata sulle orme ottomane, è giocata da una fragile condizione domestica ed è funzionale alla sopravvivenza politica. La Turchia affronta una severa crisi economica, accompagnata da inflazione e alti indici di disoccupazione, con fuga di capitali e impoverimento della gente comune. Per la prima volta in decenni, gli economisti temono uno scompenso nella bilancia dei pagamenti e la base degli elettori del Partito della Giustizia e lo Sviluppo (Akp) si va assottigliando al punto che meno del 30 per cento degli intervistati in un sondaggio di aprile ha dichiarato di continuare a sostenerlo.</p>
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<p>Anche se analisti stranieri sono convinti che Erdogan rimarrà al potere, in maniera ininterrotta e indefinita, e che una transizione democratica non sia fattibile, per una massa critica di turchi, le limitazioni alla libertà di opinione, la persecuzione di esponenti curdi, e altre forme esistenti di repressione civile e politica, non assicurano che Erdogan e l’Akp vincano le elezioni previste nel 2023. La significativa inflessione del Akp nei risultati delle amministrative dell’anno scorso, così come la nascita di partiti guidati da precedenti alleati, lasciano immaginare la possibilità di un futuro sotto una leadership diversa.</p>
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<p>Inoltre, molti cittadini non credono che Erdogan sia in definitiva riuscito a rendere la Turchia di nuovo grande con la sua, pur ambiziosa, agenda internazionale. A dispetto del nazionalismo populista, e dei <em>media</em> a favore del governo, si sta levando un sentimento negativo rispetto alla perdita di senso di talune posizioni estreme e l’isolamento che pesa sul benessere economico e la qualità della vita, che sembrerebbero replicare proprio quegli errori che costarono la caduta dell’impero ottomano.</p>
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<p>Tuttavia, la cultura nazionale è dominata da una folta schiera di politici, burocrati, giornalisti e studiosi, apertamente scettici riguardo all’allineamento con l’occidente e una politica estera indipendente è destinata a perdurare. Questa mentalità sarà difficilmente ribaltata da un’alternanza o da una rinvigorita alleanza atlantica. Un ipotetico successore di Erdogan potrebbe riparare il dialogo con l’Unione Europea, normalizzare i rapporti con l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, e gettare le basi per una proficua relazione con i paesi vicini e con i poteri mondiali, ma è alquanto improbabile che vada contro la corrente nazionalista e assuma una posizione pro-liberale senza riserve.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-turchia-e-loccidente/">La Turchia e l’occidente</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
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		<category><![CDATA[moneta virtuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di creare un dollaro o euro digitale, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia &#160; Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre i responsabili delle politiche finanziarie statunitensi ed europee stanno appena iniziando a studiare e discutere la possibilità di <a href="https://financialservices.house.gov/calendar/eventsingle.aspx?EventID=408111">creare un dollaro o euro digitale</a>, la Cina è nel pieno sviluppo per la digitalizzazione della sua intera economia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente saggio del &#8220;Lawfare Institute&#8221; di Yaya J. Fanusie (ex analista della CIA ed attualmente membro anziano aggiunto presso il Center for a New American Security e Chief Strategist di Cryptocurrency AML Strategies) e Emily Jin (assistente presso il Center for a New American Security &#8211; CNAS), ci racconta lo stato dell&#8217;arte e le prospettive future della moneta digitale di stato cinese.</p>
<p>Per diversi anni, la digitalizzazione dell&#8217;economia è stata solo un argomento di discussione del Partito Comunista Cinese (PCC); ora sta diventando una realtà.</p>
<p>A luglio, la banca centrale cinese, la <a href="https://www.boc.cn/en/"><strong>People&#8217;s Bank of China</strong></a> (PBOC) ha pubblicato un <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>paper</strong></a> che illustra i progressi nello sviluppo della sua valuta digitale, nota come &#8220;eCNY&#8221; o renminbi digitale.</p>
<p>Non solo.</p>
<p>Ci rivela, anche, come il PCC stia introducendo la nuova tecnologia finanziaria (<a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/sezione-fintech"><strong>fintech</strong></a>) in tutta l&#8217;enorme economia cinese.</p>
<p>Le società finanziarie e tecnologiche cinesi stanno innovando, costruendo nuove applicazioni sull&#8217;architettura eCNY del Governo per effettuare transazioni finanziarie più rapide e dinamiche.</p>
<p>Esaminando la<a href="https://www.chinabankingnews.com/2019/08/23/chinese-central-bank-releases-fintech-development-plan-for-2019-2021/"><strong> strategia fintech nazionale</strong></a> del PCC, dicono gli esperti, si nota di come il settore privato stia lavorando per rendere il denaro cinese<a href="https://www.uscc.gov/sites/default/files/2021-04/Yaya_Fanusie_Testimony.pdf"><strong> più intelligente</strong></a>.</p>
<p>Principalmente è una questione interna, ma è altamente probabile che tale politica si ripercuota anche in quella estera, dato che la Cina sta spingendo il resto del mondo a seguire il suo percorso tecnologico.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attenzione di Pechino per il fintech è una mossa geopolitica, in una gara mondiale nella quale vincerà la nazione che avrà i &#8220;big data&#8221; migliori. </em></strong></p>
<p>E se l&#8217;economia digitale globale dovesse evolversi, come inevitabile nel seguire l&#8217;innovazione tecnologica della Cina, ciò darà al PCC molto più potere contrattuale nel commercio internazionale.</p>
<p><strong><em>Per gli esperti è una questione di sicurezza nazionale degli Stati Uniti,</em></strong> perché i progressi della Cina nel renminbi digitale riguarderebbero più l&#8217;ambizione di Pechino nello sfruttare i dati, che il potenziamento della propria valuta.</p>
<p>Mentre le discussioni della politica degli Stati Uniti (e quella europea) sulla tecnologia e sui dati tendono a concentrarsi in modo mirato sulla questione <strong><em>della protezione della privacy</em></strong>, <strong><em>il PCC vede e sfrutta i dati come un vero e proprio pilastro dell&#8217;infrastruttura nazionale.</em></strong></p>
<p><strong><em>Il presidente Xi Jinping</em></strong> ha definito, nel 2017, i dati <em><strong>&#8220;un nuovo fattore di produzione, una risorsa fondamentale e strategica&#8230;necessaria per costruire un&#8217;economia digitale&#8221;</strong></em>.</p>
<p><strong><em>Per la Cina questi dati non sono il nuovo petrolio, ma la nuova elettricità. </em></strong></p>
<p><strong><em>Il PCC sta incanalando la politica interna attraverso il controllo dei dati.</em></strong></p>
<p>Il Governo cinese mira alle informazioni digitali per alimentare l&#8217;infrastruttura e le applicazioni che regolano la vita quotidiana, consentendo allo Stato anche il loro uso per fini politici ed economici.</p>
<p>Gli autori sostengono che, <em><strong>&#8220;sebbene alcuni politici statunitensi si rendano conto che l&#8217;innovazione dei dati della Cina potrebbe minacciare la competitività degli Stati Uniti, lo stato non ha articolato alcuna visione su come dovrebbe essere la competitività degli USA in un&#8217;economia basata sui dati digitali&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong><em>Lo stesso, potremmo aggiungere noi per l&#8217;UE.</em></strong></p>
<p>Nel frattempo, però, il progetto &#8220;renminbi digitale&#8221; è la strategia nazionale cinese per l&#8217;acquisizione dei dati.</p>
<p>Sebbene un renminbi digitale non possa, nel breve termine, competere direttamente con il dollaro USA stabile e più attraente a livello globale, la funzionalità di questo nuovo sistema di moneta digitale cinese potrebbe spingere l&#8217;innovazione, guidata da Pechino, <strong><em>all&#8217;interno del sistema finanziario globale.</em></strong></p>
<p>La strategia economica a lungo termine della Cina include la creazione <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>di un punto</strong></a> di riferimento nelle tecnologie emergenti che nessun Paese, nemmeno gli Stati Uniti, sta dominando.</p>
<p>Con la Cina che intensifica quotidianamente i suoi progetti fintech pilota, mentre sta contemporaneamente guadagnando sempre più influenza nel <a href="https://www.ccpwatch.org/single-post/2018/11/27/The-Right-to-Speak-Discourse-and-Chinese-Power"><strong>plasmare il discorso politico internazionale</strong></a>, Pechino potrebbe finire per decidere unilateralmente le regole delle nuove pratiche finanziarie globali e vedere, così, anche le proprie tecnologie adottate a livello internazionale.</p>
<p>Ciò renderebbe il &#8220;fintech&#8221; cinese più importante per il commercio globale e, quindi, darebbe al Governo di Pechino una maggiore leva internazionale.</p>
<p><strong><em>L&#8217;attività fintech cinese si sta evolvendo, quindi, rapidamente. </em></strong></p>
<p>Sostiene il rapporto, che l&#8217;unico modo per il Governo degli Stati Uniti di contrastare questa minaccia a lungo termine è quella agire immediatamente per garantire che l&#8217;innovazione cinese non sia l&#8217;unica, mentre le aziende di tutto il mondo esplorano nuove capacità tecniche nel settore finanziario.</p>
<p><strong><em>Il mercato cinese ha avuto pagamenti digitali e mobili per anni, ma un renminbi digitale è uno sviluppo nettamente diverso. </em></strong></p>
<p>Consente agli utenti di detenere direttamente un asset digitale emesso dalla banca centrale e trasferibile tra diverse piattaforme bancarie e di pagamento.</p>
<p>Negli Stati Uniti, sarebbe, ad esempio, come usare un account Venmo per inviare dollari all&#8217;account CashApp o PayPal o Zelle di un&#8217;altra persona; cosa attualmente non possibile.</p>
<p>L&#8217;eCNY è ancora nella fase pilota, ma si è passati ad una strategia di progettazione e implementazione del prodotto per l&#8217;intero settore finanziario cinese.</p>
<p>Come avevamo riferito in un <a href="https://gabrieleiuvinale.wixsite.com/website/post/la-cina-e-la-futura-criptovaluta-nazionale-ovvero-il-cashback-italico-e-il-tozzo-di-pane"><strong>precedente articolo</strong></a>, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il PCC ha <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>offerto</strong></a> a cittadini selezionati casualmente piccole quantità di <a href="https://www.cnbc.com/2021/06/02/china-digital-currency-beijing-to-hand-out-6point2-million-in-trial.html"><strong>eCNY gratuiti</strong></a> da spendere con i commercianti online o tramite portafogli di smartphone in esborsi pilota facilitati attraverso banche statali in alcune grandi città.</p>
<p>Ora, <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>dozzine</strong></a> di banche urbane e rurali più piccole, nonché società di pagamento, stanno avviando progetti <a href="https://www.chinabankingnews.com/2021/06/29/the-2-5-tiers-of-chinas-digital-renminbi-explained/"><strong>pilota</strong></a> per supportare l&#8217;utilizzo di eCNY. Queste istituzioni più piccole hanno <a href="https://www.ledgerinsights.com/china-bank-compensation-distributing-digital-yuan-cbdc/"><strong>meno capitale e infrastrutture tecniche</strong></a> per operare per conto della banca centrale, ma i loro clienti tendono ad essere le <a href="https://www.cebnet.com.cn/20210625/102757044.html"><strong>piccole e medie imprese</strong></a> e le persone comuni; cioè quelli che dovranno adottare la nuova valuta digitale.</p>
<p>Alla <a href="http://www.pbc.gov.cn/en/3688110/3688172/4157443/4293696/2021071614584691871.pdf"><strong>fine di giugno</strong></a>, circa 21 milioni di persone e 4 milioni di aziende disponevano di portafogli eCNY e avevano effettuato circa 71 milioni di transazioni per un totale di 5,3 miliardi di dollari in renminbi digitale. I numeri sono ancora piccoli rispetto all&#8217;intera economia, ma offrono al Governo cinese dati &#8220;reali&#8221;, concreti.</p>
<p>Finora, la maggior parte dei Paesi che studiano modi per digitalizzare la propria valuta stanno, invece, producendo solo <a href="https://www.atlanticcouncil.org/cbdctracker/"><strong>documenti di ricerca </strong></a>e teorie, mentre la Cina ha già dati del mondo reale da studiare, forniti da milioni di aziende e consumatori.</p>
<p>Il progetto pilota eCNY si sta espandendo sempre più per supportare le esigenze pratiche dei pagamenti quotidiani. Ad esempio, più di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>100 stazioni</strong></a> di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/13201231.html"><strong>servizio</strong></a> a Shanghai ora accettano il renminbi digitale. Altri comuni offrono <a href="https://decrypt.co/45254/digital-yuan-rolls-out-for-use-in-shenzhen-gas-stations"><strong>servizi simili</strong></a>.</p>
<p>La più antica e grande compagnia di taxi di Shanghai ha installato il software eCNY <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/05173443.html"><strong>su 6.000</strong></a> auto alimentate a energia alternativa. La provincia del Sichuan sta sperimentando il pagamento di <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/12104755.html"><strong>sussidi per la casa</strong></a> in renminbi digitale. Molte città stanno integrando il pagamento eCNY nei loro <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/10174211.html"><strong>sistemi di trasporto pubblico</strong></a>, consentendo ai passeggeri di acquistare biglietti per metropolitana e autobus tramite le app eCNY.</p>
<p>Il gigante tecnologico cinese Huawei ha recentemente ottenuto una <a href="https://www.pymnts.com/news/mobile-commerce/2021/chinese-conglomerate-huawei-gains-mobile-payments-license-by-buying-xunlian/"><strong>licenza per il servizio di pagamento</strong></a> e sta aggiungendo un <a href="https://www.shine.cn/news/in-focus/2104137356/"><strong>sistema di portafoglio digitale in renminbi</strong></a> in uno dei suoi modelli di telefoni cellulari. Una società cinese di software di pagamento sta realizzando interfacce digitali in renminbi per catene di supermercati e prevede di lanciare <a href="https://www.mpaypass.com.cn/news/202108/09102717.html"><strong>un braccialetto indossabile</strong></a> per consentire transazioni eCNY. Una banca sta sviluppando una varietà di <a href="https://www.nfcw.com/whats-new-in-payments/chinese-banks-unveil-cbdc-hardware-prototypes-for-multiple-use-cases/"><strong>portafogli hardware in</strong></a> modo che le persone possano spendere i propri fondi digitali senza alcuna connessione a Internet.</p>
<p>Dal 2020 le aziende cinesi statali e private hanno depositato<a href="https://forkast.news/headlines/digital-yuan-patent-applications-rise/"><strong> 271 brevetti</strong></a> relativi al renminbi digitale.</p>
<p>Il PCC non sta solo distribuendo moneta elettronica ai cittadini; sta supervisionando un<a href="https://www.aspistrategist.org.au/chinas-digital-renminbi-initiative-is-a-network-not-a-currency/"><strong> ecosistema di renminbi digitale in crescita</strong></a>.</p>
<p>La programmabilità dell&#8217;eCNY sarà probabilmente la sua innovazione più importante. Supporterà transazioni business-to-business più intelligenti.</p>
<p>I resoconti della stampa cinese, però, sono vaghi sulla complessità delle operazioni che stanno dietro queste transazioni, ma ad ogni passaggio, il pagamento sarebbe verificato ai fini della tassazione.</p>
<p>Non è chiaro se il processo riporterebbe automaticamente i dati alle autorità fiscali, ma dato l&#8217;obiettivo del PCC di sviluppare un database governativo nazionale di <a href="https://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Fanusie%20Senate%20Testimony%20-%20BSN%20-Fintech-July%202021%20FINAL.pdf"><strong>transazioni digitali</strong></a>, sembra probabile che queste informazioni andrebbero <strong><em>direttamente al Governo</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Questa innovazione, dunque, rafforzerà l&#8217;</em></strong><a href="https://www.cnas.org/publications/reports/chinas-digital-currency"><strong><em>autoritarismo digitale</em></strong></a> <strong><em>del PCC.</em></strong></p>
<p>Inoltre, alla fine del 2020, Baowu ha anche sviluppato una <a href="http://www.csteelnews.com/xwzx/jrrd/202108/t20210809_53332.html"><strong>piattaforma di finanza commerciale</strong></a> basata su blockchain che consente alle imprese di effettuare pagamenti transfrontalieri tramite lettere di credito.</p>
<p>Questi strumenti sono emessi e applicati dalle banche, ma una lettera di credito basata su eCNY in esecuzione su una piattaforma di finanziamento commerciale cinese complicherebbe, probabilmente, i processi bancari tradizionali.</p>
<p><strong><em>Non solo la piattaforma stessa sarebbe gestita in Cina, ma i dati relativi alle transazioni eCNY sarebbero messi a disposizione direttamente al Governo cinese. </em></strong></p>
<p>E questi accordi potrebbero anche eludere i controlli degli stati, basati, invero, su lettere di credito convenzionali attraverso gli attuali processi bancari.</p>
<p><strong><em>Il renminbi digitale è il gioco del PCC per raccogliere ogni bit di dati finanziari per aggregarli, analizzarli e sfruttarli per costruire un apparato economico e politico più forte. L&#8217;obiettivo è che il denaro sia più intelligente per creare uno Stato più &#8220;intelligente&#8221;, un PCC più potente. </em></strong></p>
<p>Man mano che l&#8217;economia mondiale diventa più digitalizzata, l&#8217;innovazione passerà attraverso l&#8217;interpretazione dei dati aggregati, così da ottenere anche un vantaggio nella competizione economica globale.</p>
<p><strong><em>Il PCC ha compreso l&#8217;importanza di questo calcolo economico.</em></strong></p>
<p><strong><em>È probabile che il Governo di Pechino trasferisca informazioni di dati esteri e nazionali alle aziende cinesi per offrire loro vantaggi competitivi. </em></strong></p>
<p>La maggior parte dei paesi che studiano modi per digitalizzare le proprie economie dovrebbero dettare le regole nello sviluppo di standard tecnologici e politici <strong><em>che rafforzano l&#8217;innovazione economica e la prosperità senza promuovere l&#8217;autoritarismo. </em></strong></p>
<p><strong><em>Altrimenti, il mondo potrebbe evolversi in un&#8217;economia digitale con le caratteristiche del Partito Comunista Cinese.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-moneta-intelligente-della-cina/">La &#8220;moneta intelligente&#8221; della Cina</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 14:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[partito comunista cinese]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saggio di un ex membro del Partito Comunista Cinese ci fornisce lo sguardo storico, con gli occhi di un insider, del punto di vista di Pechino sulle relazioni con gli Stati Uniti &#160; L&#8217;Hoover Institution dell&#8217;Università di Stanford è un think tank di politica pubblica statunitense di rilevanza mondiale; la direttrice del gruppo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/">Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il saggio di un ex membro del Partito Comunista Cinese ci fornisce lo sguardo storico, con gli occhi di un insider, del punto di vista di Pechino sulle relazioni con gli Stati Uniti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.hoover.org/about">L&#8217;Hoover Institution</a> dell&#8217;Università di Stanford è un <em>think tank</em> di politica pubblica statunitense di rilevanza mondiale; la direttrice del gruppo di ricerca è <a href="https://youtu.be/XDHcXPD1eNk">Condoleezza Rice</a>.</p>
<p>Il progetto dell&#8217;Hoover Institution <a href="https://www.hoover.org/research-teams/chinas-global-sharp-power-project"><em>on China&#8217;s Global Sharp Power</em></a> ha pubblicato un nuovo <a href="https://www.hoover.org/research/china-us-relations-eyes-chinese-communist-party-insiders-perspective-zhong-gong-yan-zhong">saggio</a> di Cai Xia, dissidente ed ex professore alla Central Party School del Partito Comunista Cinese (PCC), che rappresenta un resoconto, di un insider, della visione storica del mondo del PCC e rivela l&#8217;attuale prospettiva dei leader di Pechino riguardo le loro relazioni con gli Stati Uniti.</p>
<p>Cai ripercorre la storia recente delle relazioni USA-Cina, a partire dalla politica di impegno avviata dagli storici incontri del presidente Richard Nixon con il presidente Mao Zedong e il premier Zhou Enlai nel 1972; attraverso le politiche riformiste di Deng Xiaoping degli anni &#8217;80; <strong>all&#8217;attuale convinzione del PCC sotto Xi Jinping nella sua inevitabile ascesa sugli Stati Uniti.</strong></p>
<p>L&#8217;autore descrive come la politica di impegno americana fosse basata sulla convinzione di Nixon che se la Cina non fosse stata integrata nella comunità mondiale, sarebbe diventata una minaccia a lungo termine per la sicurezza globale. Inoltre, legami più stretti con la Cina avrebbero rafforzato la posizione geostrategica dell&#8217;America nella competizione della Guerra Fredda con l&#8217;Unione Sovietica. Nixon e i suoi successori sostenevano, anche, che l&#8217;esposizione all&#8217;Occidente avrebbe potuto aiutare a produrre la liberalizzazione politica, economica e sociale in Cina.</p>
<p><strong>Tuttavia, Cai precisa che i leader del PCC hanno avuto una visione diversa e hanno sempre nascosto le loro intenzioni. </strong></p>
<p>Deng Xiaoping ha solo allentato la politica estera della Cina allo scopo di ricostruire la sua economia. Dopo la mortale repressione delle proteste di Tiananmen nel 1989 e il crollo dell&#8217;Unione Sovietica, spiega che il PCC ha riformulato la sua strategia interna e internazionale.</p>
<p>Consapevole che alla Cina mancava la capacità di incontrare gli Stati Uniti su un piano di parità, Deng ha articolato la dottrina del &#8220;<em>nascondere la nostra capacità e aspettare il nostro tempo&#8221; (taoguang yanghui)</em>, che i leader del PCC hanno generalmente attuato fino alle Olimpiadi di Pechino del 2008.</p>
<p>L&#8217;ex membro del PCC sostiene che quando il presidente Xi Jinping ha preso il potere nel 2012, i sentimenti ultranazionalisti stavano iniziando a diffondersi all&#8217;interno del partito.</p>
<p>Xi ha sfruttato questo fervore consolidando il potere e proiettando la sua visione del mondo aggressiva, autoritaria e arrogante.</p>
<p><strong>Questo atteggiamento, unito all&#8217;insicurezza di fondo sul futuro della sua legittimità politica, ha portato il PCC a commettere gravi violazioni dei diritti umani come il genocidio dei musulmani uiguri nello Xinjiang e ad aumentare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, nel Mar Cinese Orientale e lo stretto di Taiwan.</strong></p>
<p>Il PCC, spiega Cai, è passato all&#8217;offensiva anche attraverso una pervasiva propaganda e operazioni di influenza dirette a università, media, finanza e altre istituzioni negli Stati Uniti e in altre democrazie mondiali.</p>
<p><strong>La diplomazia di Pechino è diventata, addirittura, più conflittuale, in particolare durante la pandemia di COVID-19, quando ha accusato gli Stati Uniti di responsabilità per la diffusione del virus.</strong></p>
<p><strong>Cai Xia precisa ai politici statunitensi che le relazioni con la Cina sarebbero, in gran parte, destinate ad essere definite dallo stallo e dal confronto perché il Partito Comunista Cinese è per natura totalitario, belligerante, imprevedibile e non disposto a seguire le norme di un ordine democratico basato su regole.</strong></p>
<p>Allo stesso tempo, conclude, che il regime del PCC è una <em>&#8220;tigre di carta&#8221;</em> anche se vorrebbe considerarsi un <em>&#8220;drago affamato&#8221;</em>.</p>
<p>Le sue vulnerabilità includerebbero un modello economico insostenibile e alti livelli di debito; un sistema di proprietà a doppio binario incompatibile tra il mercato e lo Stato; l&#8217;allargamento delle disparità sociali; la corruzione continua; e le feroci lotte intestine per la successione al potere politico supremo.</p>
<p><strong>I leader statunitensi dovrebbero quindi, per lo storico, essere preparati alla disintegrazione del PCC.</strong></p>
<p><strong>Ciò significa continuare a sostenere la società civile cinese e i riformatori all&#8217;interno del partito in modo da realizzare la pacifica trasformazione democratica della Cina.</strong></p>
<p><em>&#8220;Il saggio di Cai è di grande importanza storica e politica&#8221;</em>, afferma Larry Diamond, membro anziano di Hoover, presidente del progetto sul potere globale della Cina.</p>
<p><em>“Per la prima volta, abbiamo una figura importante all&#8217;interno del sistema del Partito Comunista Cinese che conferma coraggiosamente ciò che molti studiosi statunitensi della Cina hanno recentemente sostenuto: i leader del PCC non hanno mai visto l&#8217;impegno cooperativo con gli Stati Uniti come qualcosa di più di una tattica temporanea per consentire loro di accumulare la forza per perseguire il dominio regionale e globale”. </em></p>
<p><em>La Cina di oggi è un regime neo-totalitario incline alla </em><em>&#8220;soppressione interna e all&#8217;espansione esterna&#8221;, sostiene Cai, </em><strong><em>e gli Stati Uniti devono non solo resistere al suo cattivo comportamento, ma sostenere elementi della società civile cinese che cercano un cambiamento democratico&#8221;</em></strong><strong>.</strong></p>
<p><strong><em>Qui si può rivedere </em></strong><a href="https://www.wsj.com/video/series/main-street-mcgurn/wsj-opinion-was-milton-friedman-wrong-on-china/CE59E9E2-52B8-464D-A171-B055738ACE37"><strong><em>la famosa intervista di Milton Friedman circa la sua opinione sulla Cina.</em></strong></a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-partito-comunista-cinese-e-la-sua-prospettiva-futura-sulle-relazioni-con-gli-usa/">Il Partito Comunista Cinese e la sua prospettiva futura sulle relazioni con gli USA</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Obiettivi della Nato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 19:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovo difficile condividere l’esultanza dimostrata dai nostri quotidiani a proposito della comune dichiarazione in sede Nato su Russia e Cina. Non è chiaro per quale motivo noi dobbiamo considerare con ostilità i rapporti con questi due stati. La Russia è una modesta potenza sul piano economico ed un gigante su quello militare. Ma non credo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/">Obiettivi della Nato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo difficile condividere l’esultanza dimostrata dai nostri quotidiani a proposito della comune dichiarazione in sede Nato su Russia e Cina. Non è chiaro per quale motivo noi dobbiamo considerare con ostilità i rapporti con questi due stati.<br />
La Russia è una modesta potenza sul piano economico ed un gigante su quello militare. Ma non credo che neanche lontanamente i russi possano pensare di muovere guerra all’Italia.<br />
La Cina è una grande potenza economica e lo sarà anche sul piano militare. Rappresenta un mercato importante, ma anche essa certamente non ha ambizioni militari nei confronti del nostro paese.<br />
A noi interessa la situazione nel Mediterraneo che improvvide iniziative americane e francesi, volte ad esportare la democrazia, hanno gettato nel caos del terrorismo.<br />
Non mi sembra che la Nato abbia preso posizioni al riguardo e, anzi, un paese Nato opera militarmente in autonomia in quest’area, incurante dei nostri interessi.<br />
Si dirà che le intese con Biden riguardano il contrasto alle interferenze politiche e informatiche poste in essere dai due stati “nemici”.<br />
A questo punto si può ricordare che ai tempi dell’Unione Sovietica noi abbiamo avuto in casa un partito che si richiamava alle strategie di quel paese; ma anche i partiti di governo subivano interferenze americane; allora andava tutto bene e ora no?<br />
Se poi alla Nato si vuol dare un significato più politico oltre che difensivo, allora temo che ciò significhi un addio ai bei sogni di unità europea. Inutile pensare a strutture comunitarie che si sovrappongano a linee strategiche, commerciali, difensive già coordinate in sede Nato. È una scelta; le aggregazioni si fanno attorno a un leader.<br />
Noi non abbiamo voluto un leader europeo: poteva essere l’ottima ed equilibrata Merkel; così invece dell’Europa Unita abbiamo la Nato, con un leader americano, che certamente è meno sensibile ai nostri interessi.<br />
Non gabellerei tutto con la difesa della democrazia, ogni paese essendo libero, in funzione della sua cultura e della sua storia, di scegliere il regime che preferisce. Il regime confuciano della Cina ha radici storiche indiscutibili.<br />
Se proprio vogliamo lasciare un margine di giustificazione alla politica condotta, lo possiamo trovare nel campo della cybersicurezza, dove la guerra commerciale può portare a gravi scorrettezze e dove il contributo degli Stati Uniti può essere in campo tecnologico davvero determinante. Ma allora questo obiettivo di sicurezza informatica va enunciato chiaramente e va chiarito che i nemici possiamo anche averli in casa nell’area del terrorismo o della contestazione al sistema.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/obiettivi-della-nato/">Obiettivi della Nato</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 14:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti pubblicazioni sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti </em><a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11501181"><em>pubblicazioni</em></a> <em>sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già difficili relazioni di Pechino con l&#8217;Occidente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti dell&#8217;intelligence statunitense hanno recentemente riferito al WSJ che i dipendenti dell&#8217;Istituto di virologia di Wuhan, dove gli scienziati hanno lavorato con i coronavirus negli ultimi dieci anni, erano malati di una malattia sconosciuta già nel novembre 2019.</p>
<p>E secondo<a href="https://tass.ru/obschestvo/11511305"> <em>il Daily Caller,</em></a> la moglie di uno di loro è morta di COVID-19 nel dicembre 2019. In effetti, ciò dimostrerebbe che il coronavirus si sarebbe diffuso in tutto il mondo dal laboratorio.</p>
<p>Questa informazione è ovviamente contraria alla versione ufficiale di Pechino.</p>
<p>In Cina, affermano che le prime persone infette da COVID-19 nel paese sono apparse solo a dicembre 2019.</p>
<p>E non all&#8217;Istituto di Virologia, ma al mercato del pesce.</p>
<p>Nonostante ciò, i servizi di intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna hanno comunque avviato delle proprie indagini per individuare le cause dello scoppio della pandemia.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden <a href="https://www.wsj.com/articles/biden-calls-for-intelligence-report-on-origins-of-covid-19-11622049664"><em>ha chiesto ufficialmente all&#8217;intelligence</em></a> di <em><strong>&#8220;raddoppiare gli sforzi per raccogliere e analizzare le informazioni che porteranno a una conclusione definitiva sull&#8217;origine del coronavirus&#8221;</strong></em> e di riferirgli i risultati dell&#8217;indagine entro 90 giorni.</p>
<p>Inoltre, anche il Congresso americano sta <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11505055"><em>iniziando</em></a> anche una propria indagine.</p>
<p>Per questo, verrà creata una commissione speciale.</p>
<p>I funzionari statali stanno anche esortando il governo federale a rilasciare tutti i dati in suo possesso sul coronavirus.</p>
<p>Allo stesso tempo, repubblicani e democratici hanno <a href="https://nypost.com/2021/05/28/bipartisan-group-comes-together-for-china-covid-accountability-push/"><em>sviluppato un</em></a> disegno di legge congiunto <strong>che consentirà ai cittadini statunitensi di chiedere un risarcimento alla Repubblica Popolare Cinese per la morte di parenti a causa di COVID-19. </strong></p>
<p>Il documento è stato chiamato <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong> e, tra l&#8217;altro, prevede anche il controllo delle azioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS).</p>
<p>Tutto questo dimostrerebbe una reale possibilità che l&#8217;indagine statunitense possa dimostrare la fuga di laboratorio come l&#8217;ipotesi principale della una pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati degli esperti dell&#8217;OMS</strong></p>
<p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno, gli specialisti dell&#8217;OMS di diversi paesi hanno trascorso un mese in Cina. Durante questo periodo, sono giunti alla conclusione che la versione di una fuga di coronavirus da un laboratorio a Wuhan è la meno probabile.</p>
<p>La causa principale per l&#8217;inizio della pandemia, sarebbe la trasmissione del virus da animale ad animale e quindi all&#8217;uomo. Allo stesso tempo, però, non sono mai riusciti a trovare la variante del coronavirus in natura che si era diffusa in tutto il mondo.</p>
<p>Il tipo più vicino è stato trovato nei pipistrelli che non vivono nella regione di Wuhan.</p>
<p>Nonostante il fatto che la commissione abbia visitato sia il mercato del pesce che il laboratorio di Wuhan, <strong>i risultati dell&#8217;indagine dell&#8217;OMS hanno causato insoddisfazione in molti paesi: Australia, Stati Uniti, Unione Europea, Repubblica di Corea e Giappone.</strong> In particolare, perché i lavori della commissione sono proseguiti con notevole ritardo e senza accesso a informazioni e campioni completi a causa del comportamento ostruzionistico della Cina.</p>
<p>Gli Stati Uniti e altri paesi hanno chiesto a Pechino di condurre una seconda fase dell&#8217;indagine.</p>
<p>I principali biologi molecolari e immunologi mondiali hanno <a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11369115"><em>chiesto lo</em></a> stesso .</p>
<p>Tuttavia, la Cina ha rifiutato di accettare nuovamente la commissione. Le autorità hanno spiegato questa decisione con il fatto che le origini del coronavirus vanno ricercate in altri Paesi (Italia compresa, e non solo in Cina.</p>
<p>In particolare, i rappresentanti della RPC, hanno chiesto di controllare i laboratori americani.</p>
<p><strong>Probabilmente sarà inevitabile la colpa della Cina</strong></p>
<p>Pechino è piuttosto nervosa per il tentativo di incolpare la Cina della causa della pandemia.</p>
<p>ll coronavirus ha già inferto un duro colpo all&#8217;immagine della Cina, ma il Paese potrebbe dover respingere una raffica di nuove accuse nel prossimo futuro.</p>
<p>Sullo sfondo di relazioni sempre più deteriorate tra Pechino e l&#8217;Occidente, il rapporto dell&#8217;intelligence statunitense potrebbe diventare un&#8217;altra ragione per gli Stati Uniti e i suoi alleati per aumentare la pressione sulla Cina e chiederle concessioni e risarcimenti.</p>
<p>Oltre alla possibilità di citare in giudizio la Cina, a Washington <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>ammettono</em></a> anche misure, come l&#8217;espulsione della PRC <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>dall&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (OMC)</em></a> per presunto occultamento di informazioni sull&#8217;origine del COVID-19.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Implicazioni legali</strong></p>
<p>Negli Stati Uniti, dallo scorso anno, si sono intentate azioni legali risarcitorie contro la Cina per la pandemia.</p>
<p>Ad esempio, nel marzo 2020, l&#8217;avvocato ed ex procuratore federale Larry Kleiman ha <a href="https://www.cbsnews.com/news/coronavirus-lawyer-larry-klayman-sues-chinese-government-over-outbreak/"><em>intentato</em></a> un&#8217;azione legale collettiva nel distretto settentrionale del Texas.</p>
<p>Nello stesso mese presso la Corte per il Distretto Meridionale della Florida è stata <a href="https://lawandcrime.com/lawsuit/china-sued-for-covering-up-coronavirus-pandemic-in-its-own-economic-self-interest/"><em>avviat</em></a>a un&#8217;azione legale collettiva da parte dei residenti di Miami-Dade e Palm Beach, nonché dalla società The Pitching Lab LLC..</p>
<p>Allo stesso tempo, però, come <a href="https://www.latimes.com/politics/story/2020-05-15/can-china-be-sued-in-the-u-s-and-forced-to-pay-for-coronavirus-losses-legal-experts-say-no"><em>sostenuto da esperti americani</em></a>, tutte queste cause sono destinate al fallimento, poiché negli Stati Uniti è in vigore il cosiddetto <em><strong>&#8220;Sovereign Immunity Act&#8221;</strong></em> del 1976 che garantisce la protezione dei paesi esteri dalla giurisdizione americana, se non si tratta di attività commerciali o terrorismo.</p>
<p>Tuttavia, il disegno di legge <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong>, introdotto dai legislatori americani, prevede che la Cina e il suo Governo perdano la loro immunità da procedimenti civili o penali negli Stati Uniti.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, non è ancora chiaro come le autorità americane intendano costringere la parte cinese a rispettare le proprie decisioni e come funzionerà.</p>
<p>Diverse ONG e avvocati di diversi paesi hanno anche presentato denunce contro la Cina presso organismi internazionali, in particolare la Corte penale internazionale (ICC).</p>
<p>Tuttavia, affinché l&#8217;ICC avvii un&#8217;indagine, deve essere dimostrato che la Cina abbia deliberatamente attaccato la popolazione civile.</p>
<p>Ovviamente, nessuno oggi è in grado di fornire tali prove, il che significa che la Cina non potrà essere accusata di crimini contro l&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Però, come riportato in un articolo sul </strong><a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><strong>sito dell&#8217;International Bar Association</strong></a><strong>, gli Stati hanno anche la possibilità di denunciare la Cina alla Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite o alla Corte internazionale di arbitrato dell&#8217;Aia. </strong></p>
<p>Il pretesto formale potrebbe essere il pericolo che Pechino abbia esposto la popolazione mondiale, in violazione degli obblighi internazionali.</p>
<p>Per confermare ciò, i pubblici ministeri dovranno dimostrare che la Cina non ha deliberatamente segnalato il virus all&#8217;OMS, violando così il trattato e gli obblighi imposti dall&#8217;organizzazione.</p>
<p>Finora tutte queste misure rimangono solo ipotesi.</p>
<p>La <a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><em>Casa Bianca ha affermato</em></a> di non avere, al momento, informazioni sufficienti per confermare o smentire la versione di laboratorio in questa fase.</p>
<p><strong>Per una migliore comprensione della situazione, resta quindi da attendere le conclusioni dell&#8217;intelligence americana.</strong></p>
<p><strong>Intanto gli USA si preparano legalmente ad agire contro la Cina e questo è già un segnale ben preciso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 May 2021 08:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro fra i ministri degli esteri cinese, Wang Yi, e russo, Sergey Lavrov, dello scorso marzo è stato tutto tranne un gesto retorico. La dichiarazione unificata alla stampa ha voluto presentare una visione alternativa per la governance del mondo e mettere in chiaro che un ordine globale con gli Stati Uniti in posizione egemonica non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lasse-sino-russo-una-spina-nel-fianco-per-gli-stati-uniti/">L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro fra i ministri degli esteri cinese, Wang Yi, e russo, Sergey Lavrov, dello scorso marzo è stato tutto tranne un gesto retorico. La dichiarazione unificata alla stampa ha voluto presentare una visione alternativa per la <em>governance</em> del mondo e mettere in chiaro che un ordine globale con gli Stati Uniti in posizione egemonica non è quanto auspicato dalle due potenze e le loro rispettive sfere di influenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo deciso avvicinamento sarà critico per Washington negli anni a venire, in quanto ne dividerà attenzione e risorse. Infatti, questa convergenza di opportunità e integrazione di capacità, implicano sfide, che seppur diverse, assumono dimensioni superiori alla somma delle loro parti. Gli avvenimenti delle ultime settimane &#8211; il più grande spiegamento di truppe russe sul confine ucraino dall’annessione della Crimea nel 2014, e le simulazioni cinesi di incursioni anfibie e aree a Taiwan con l’intensità maggiore degli ultimi 25 anni -, hanno rivelato che l’intesa non solo ha rinvigorito i piani militari di Cina e Russia, ma che i rapporti con questi paesi, anche se su teatri separati, non potranno essere gestiti senza calcolare le ripercussioni su uno o l’altro fronte o contraccolpi che la rafforzerebbero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se Pechino potrà aumentare l’arsenale militare grazie alla tecnologia russa, in ciò Mosca troverà un’importante complemento agli sforzi per limitare l’ingerenza statunitense. Russia e Cina hanno condotto esercitazioni militari e navali coordinate, di una grande complessità, nell’Indo-Pacifico e, con l’Iran, nell’Oceano Indiano. Tale concorso, nel lungo termine, permetterà a entrambe di innovare in campo bellico con preponderante rapidità rispetto agli Stati Uniti. I benefici per la Russia sul piano economico, e quello della mitigazione degli effetti delle sanzioni europee e statunitensi, sono altrettanto rilevanti. Con la Cina come mercato finanziario e per quelle esportazioni che la Russia non può collocare nelle nazioni allineate con gli Stati Uniti, si discute di sostituire il dollaro, e i sistemi di pagamento controllati dall’Occidente, nelle transazioni. La riduzione della centralità di Washington finirebbe per annullare l’efficacia dei suoi strumenti di coercizione economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sebbene sia difficile prevedere quale tattica verrà adottata per rallentare lo spostamento della Russia verso la Cina, o cercare di ridefinire la traettoria sino-russa, è certo che l’impegno dell’amministrazione Biden per il multilateralismo, e il ristabilimento di un’ampia base di alleanze, per contrarrestarne l’avanzata, non saranno sufficienti. Si dovrà, piuttosto, essere convincenti nel dimostrare che qualche grado di cooperazione produrrebbe vantaggi. É anche probabile che si verifichino tentativi di capitalizzare nel merito di alcuni punti deboli nella relazione, o interessi contrastati, per esempio in Bielorussia e in Iran, e sperare di contribuire a generare frizioni e una conseguente inflessione nella fiducia reciproca.</p>
<p>Nell’Artico, dove sia la Russia sia gli Stati Uniti stanno cercando di neutralizzare il ruolo di attori extra regionali, fra cui la Cina, potrebbe crearsi l’occasione per un rinnovato dialogo; o ancora, nel contesto del commercio di armi russe in India e Vietnam, stati che hanno in corso dispute territoriali con la Cina. Il congresso degli Stati Uniti, nel 2017, ha approvato misure per renderne difficile o impossibile l’acquisto, ma chissà che l’ago della bilancia non cambi direzione. Washington potrebbe anche intraprendere il cammino della dissuasione, spingendo il tasto dell’ambizione di Mosca, la cui autonomia rischia di essere minata da un’eventuale subordinazione finanziera ed economica alla Cina. C’è solo da sperare che gli Stati Uniti non decidano di alzare la posta della tensione militare con atti dimostrativi e provocatori, con alto potenziale di azzardo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Maddalena Pezzotti" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/06/maddalena-pezzotti.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/maddalena-pezzotti/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Maddalena Pezzotti</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Esperta internazionale in inclusione sociale, diversità culturale, equità e sviluppo, con un&#8217;ampia esperienza sul campo, in diverse aree geostrategiche, e in contesti di emergenza, conflitto e post-conflitto. In qualità di funzionaria senior delle Nazioni Unite, ha diretto interventi multidimensionali, fra gli altri, negli scenari del Chiapas, il Guatemala, il Kosovo e la Libia. Con l&#8217;incarico di manager alla Banca Interamericana di Sviluppo a Washington DC, ha gestito operazioni in ventisei stati membri, includendo realtà complesse come il Brasile, la Colombia e Haiti. Ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) negli Stati Uniti, con specializzazione in knowledge management e knowledge for development. Senior Fellow dell&#8217;Università Nazionale Interculturale dell&#8217;Amazzonia in Perù, svolge attività di ricerca e docenza in teoria e politica della conoscenza, applicata allo sviluppo socioeconomico. Analista di politica estera per testate giornalistiche. Responsabile degli affari esteri ed europei dell&#8217;associazione di cultura politica Liberi Cittadini. Membro del comitato scientifico della Fondazione Einaudi, area relazioni internazionali. Ha impartito conferenze, e lezioni accademiche, in venti paesi del mondo, su migrazioni, protezione dei rifugiati, parità di genere, questioni etniche, diritti umani, pace, sviluppo, cooperazione, e buon governo. Autrice di libri e manuali pubblicati dall&#8217;Onu. Scrive il blog di geopolitica &#8220;Il Toro e la Bambina&#8221;.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.iltoroelabambina.it/" target="_self" >www.iltoroelabambina.it/</a></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_self" href="https://facebook.com/www.iltoroelabambina.it/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x="-.3" y=".3" width="500" height="500" fill="#3b5998" /><polygon class="st1" points="499.7 292.6 499.7 500.3 331.4 500.3 219.8 388.7 221.6 385.3 223.7 308.6 178.3 264.9 219.7 233.9 249.7 138.6 321.1 113.9" /><path class="st2" d="M219.8,388.7V264.9h-41.5v-49.2h41.5V177c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H295  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a><a title="Instagram" target="_self" href="https://www.instagram.com/iltoroelabambina/" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-instagram" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><rect class="st0" x=".7" y="-.2" width="500" height="500" fill="#405de6" /><polygon class="st1" points="500.7 300.6 500.7 499.8 302.3 499.8 143 339.3 143 192.3 152.2 165.3 167 151.2 200 143.3 270 138.3 350.5 150" /><path class="st2" d="m250.7 188.2c-34.1 0-61.6 27.5-61.6 61.6s27.5 61.6 61.6 61.6 61.6-27.5 61.6-61.6-27.5-61.6-61.6-61.6zm0 101.6c-22 0-40-17.9-40-40s17.9-40 40-40 40 17.9 40 40-17.9 40-40 40zm78.5-104.1c0 8-6.4 14.4-14.4 14.4s-14.4-6.4-14.4-14.4c0-7.9 6.4-14.4 14.4-14.4 7.9 0.1 14.4 6.5 14.4 14.4zm40.7 14.6c-0.9-19.2-5.3-36.3-19.4-50.3-14-14-31.1-18.4-50.3-19.4-19.8-1.1-79.2-1.1-99.1 0-19.2 0.9-36.2 5.3-50.3 19.3s-18.4 31.1-19.4 50.3c-1.1 19.8-1.1 79.2 0 99.1 0.9 19.2 5.3 36.3 19.4 50.3s31.1 18.4 50.3 19.4c19.8 1.1 79.2 1.1 99.1 0 19.2-0.9 36.3-5.3 50.3-19.4 14-14 18.4-31.1 19.4-50.3 1.2-19.8 1.2-79.2 0-99zm-25.6 120.3c-4.2 10.5-12.3 18.6-22.8 22.8-15.8 6.3-53.3 4.8-70.8 4.8s-55 1.4-70.8-4.8c-10.5-4.2-18.6-12.3-22.8-22.8-6.3-15.8-4.8-53.3-4.8-70.8s-1.4-55 4.8-70.8c4.2-10.5 12.3-18.6 22.8-22.8 15.8-6.3 53.3-4.8 70.8-4.8s55-1.4 70.8 4.8c10.5 4.2 18.6 12.3 22.8 22.8 6.3 15.8 4.8 53.3 4.8 70.8s1.5 55-4.8 70.8z" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/lasse-sino-russo-una-spina-nel-fianco-per-gli-stati-uniti/">L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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