<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>covid19 Archivi - Einaudi Blog</title>
	<atom:link href="https://www.einaudiblog.it/tag/covid19/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/covid19/</link>
	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Jan 2022 17:49:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>covid19 Archivi - Einaudi Blog</title>
	<link>https://www.einaudiblog.it/tag/covid19/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Marri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 17:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[federico marri]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3107</guid>

					<description><![CDATA[<p>Partiamo da tre dati di cronaca fondamentali: 1)        Fino ad oggi ci sono state più morti di COVID in Italia che nel Regno Unito in percentuale alla popolazione (2300 vs 2200 per milione di abitanti) 2)        Il Primo Ministro Spagnolo Pedro Sànchez ha dichiarato che bisognerà iniziare a cambiare l’approccio al covid, e che “dovremo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/">La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da tre dati di cronaca fondamentali:</p>
<p>1)        Fino ad oggi ci sono state più morti di COVID in Italia che nel Regno Unito in percentuale alla popolazione (2300 vs 2200 per milione di abitanti)</p>
<p>2)        Il Primo Ministro Spagnolo Pedro Sànchez ha dichiarato che bisognerà iniziare a cambiare l’approccio al covid, e che “dovremo imparare a conviverci come facciamo con tanti altri virus” (https://cadenaser.com/ser/2022/01/07/politica/1641556142_072016.html)</p>
<p>3)        In Italia, il Governo Draghi ha inserito l’obbligo vaccinale per gli Over 50 e un pacchetto labirintico di regole per tutti gli altri ambiti.</p>
<p>A sentire giornali e telegiornali italiani parrebbe che il mondo intero stia adulando la strategia italiana, e che ovunque le morti per COVID siano maggiori che qui.</p>
<p>Prima, apriamo quindi una breve parentesi sullo stato dell’ “Informazione” in Italia.</p>
<p>Questo servile oscurantismo protratto dalla stampa italiana non ha nulla di nuovo, anzi, implementa una strategia più vecchia del mondo. L’importante è comprenderne le ragioni, per potersi difendere: come ci vacciniamo di buon cuore contro il COVID, così cerchiamo di vaccinarci contro la propaganda.</p>
<p>A questo fine ci aiuterà Agricola, Generale dell’Esercito Romano, nonchè uno dei maggiori artefici della conquista della Britannia tra il 78 e l’85 D.C.</p>
<p>E perché proprio lui? Perché mentre si accingeva a conquistare la penisola britannica, Agricola riteneva che dominare anche l’Irlanda “sarebbe stato utile anche nei riguardi della Britannia, perché la presenza di armi romane ovunque avrebbe, per così dire, sottratto alla vista la libertà”. Agricola voleva che le popolazioni britanniche, intorno a loro, vedessero solo domini romani, perché la vista di popoli liberi avrebbe agito da sprone per la ribellione. Agricola, quindi, era ben consapevole che sottomettere un popolo che avesse sotto gli occhi altri popoli liberi sarebbe stato molto più difficile che sottomettere un popolo che intorno a sé vedesse solo popolazioni dominate dai romani. Quando non ci sono alternative, la realtà, per quanto amara, è sempre più facilmente digeribile.</p>
<p>L’analogia è presto evidente.</p>
<p>Quando ci viene presentato un mondo che invidia il nostro GreenPass, e quando ci viene totalmente omesso che sono perseguibili vie alternative, noi ci sentiamo rasserenati dal nostro GreenPass, ci sentiamo persino lieti di vivere in questo sicuro antro di mondo, addirittura privilegiati di poter godere del Greenpass mentre all’estero contagi e morti impazzano per le strade.</p>
<p>Ma la propaganda dice una cosa, e i dati un’altra.</p>
<p>E mentre in alcune zone del mondo si inizia a pensare ad una via alternativa al terrorismo mediatico e allo sfrenato legiferare, in Italia ci si incaponisce e intorciglia in regole sempre più astruse per far terminare la pandemia.</p>
<p>Ancora più grave, il Presidente del Consiglio Italiano dichiara tranquillamente che interviene “per salvare vite”, legittimando una forma di paternalismo indegna di una democrazia liberale. E sia chiara la differenza: il pompiere che ti salva da un incendio non è paternalista, lo Stato che ti vuole salvare la vita e ti multa se non glielo permetti, invece, sì.</p>
<p>Diceva Isaiah Berlin: “il gesto di manipolare gli uomini, di spingerli verso scopi che tu, l’illuminato riformatore sociale, vedi, e che loro potrebbero non vedere, significa negare la loro qualità di uomini, la loro essenza umana, significa trattarli come oggetti senza una propria volontà, e quindi degradarli dal rango di essere umani.”</p>
<p>Ma non è certo Mario Draghi l’eccezione: il presidente è, piuttosto, la punta dell’iceberg. E’ il Paese Italiano tutto, infatti, a sognare vividamente uno Stato che possa guidare i cittadini in luoghi prosperi, luoghi che, ovviamente, essi non sono in grado di raggiungere autonomamente a causa della loro presunta “ignoranza”.</p>
<p>In tutto ciò, mentre auspichiamo e accettiamo tranquillamente uno Stato che si arroghi il diritto di salvarci, ci illudiamo ancora che un nuovo decreto possa finalmente far finire la pandemia. In realtà, così facendo, ci tiriamo letteralmente la zappa sui piedi.</p>
<p>Prima era “l’ultimo sforzo di due settimane” per salvare il Natale, poi per salvare la Pasqua, poi per salvare l’Estate, poi per salvare il Natale dopo, poi le mascherine al chiuso, poi all’aperto, poi la prima dose, poi la seconda, poi il greenpass, poi la terza dose, poi l’obbligo vaccinale, ora le ffp2 e le classi in quarantena con 1 contagio. Ognuna di queste misure sarebbe dovuta essere l’ultimo colpo di grazia al COVID. La natura ci ha mostrato che forse è il caso di iniziare a valutare l’idea della convivenza. Grazie al cielo, ora abbiamo i vaccini, e chi è a rischio o ha paura può vaccinarsi.</p>
<p>Quando sarà chiaro che la politica non possiede la divina capacità di far terminare il covid, di eradicarlo, di spostarlo in qualche spazio lontano dell’universo, e che le restrizioni che subiremo nei prossimi mesi (anni) dipendono molto di più dall’approccio che abbiamo verso i poteri consentiti allo Stato, che non dall’effettivo stato delle terapie intensive, allora il COVID smetterà di influenzare così negativamente le nostre vite.</p>
<p>Per ora chiamiamo libertà questo stato di incertezza in cui la nostra libertà dipende dalle lune di Roberto Speranza. Perché questa è la situazione italiana: se i nostri ministri dovessero ritenere giusto perseguire la politica di “meno di 10 morti di covid al giorno”, o perché no, persino zero, avranno il potere e la giustificazione per rinchiuderci tutti in casa di nuovo. Dopotutto, è per il nostro bene. Cosa sia il nostro bene, lo decidono loro.</p>
<p>Questa classe politica, oscillante tra “smania legiferativa” e paternalismo diffuso, non si fermerà a questo decreto. E non si fermerà nemmeno qualora raggiungessimo il 100% di vaccinati.</p>
<p><strong>Questo è fondamentale comprendere: oggi non stiamo subendo restrizioni per colpa dei novax; oggi stiamo subendo restrizioni perché ci siamo messi nella posizione di delegare a Roberto Speranza i nostri destini.</strong> Anche qualora tutti si vaccinassero, ci saranno sempre, purtroppo, sfortunati casi di morte e di terapia intensiva. A fianco di ciò, ci sarà sempre qualche ministro abbastanza invaghito di bene comune o di paura da paventare restrizioni.</p>
<p>Fino a quando affideremo, e non solo affideremo, ma persino delegheremo interamente, il compito di tutela della nostra persona alla classe politica, fino a quel momento noi ci rimettiamo nelle mani dei loro disegni ed abdichiamo alla nostra autonoma e sovrana indipendenza.</p>
<p>E l’aver reso i propri diritti schiavi dei volubili disegni della classe politica, lo chiamiamo libertà.</p>
<p>A coloro che, immersi negli scenari apocalittici dei TG e di alcuni “giornali”, ritengono che senza GreenPass il suolo italiano sarebbe un grande mare rosso di sangue, ribadiamolo, perché quando tanto ripetitiva è la propaganda, così deve essere la risposta: nel Regno Unito ci sono state meno restrizioni e meno morti che qui.</p>
<p>Tacito si lamentava di essere costretto a vivere in tempi di schiavitù, mentre nei tempi passati aveva brulicato la libertà: noi forse non viviamo in tempi di servitù; certamente non viviamo nemmeno in tempi che i posteri guarderanno come ad esempi di libertà.</p>
<p>Il Governo Draghi non è la tirannia di Domiziano e non è uno dei regimi totalitari dello scorso secolo, ma non mi affretterei nemmeno a definirlo una democrazia liberale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Federico Marri" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/federico-marri-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/federico-marri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Federico Marri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato il 28/04/1999, laureando in Economia e Finanza, prossimamente Laurea Magistrale in Economia e Scienze Sociali.<br />
Ho frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, in Illinois.<br />
Sono attivo politicamente e, seguendo l&#8217;approccio di Hannah Arendt, credo che la politica debba occuparsi di allargare lo spazio di libertá degli individui.<br />
La mia frase preferita è di Benedetto Croce: &#8220;per l’autoritarismo al quale è costretto ad appigliarsi[…], per l’inevitabile inclinazione a soffocare la varietà delle tendenze, gli spontanei svolgimenti e la formazione della personalità, il socialismo incontra l’ostilità della concezione liberale.&#8221;<br />
Amo Edmund Burke.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/federico_marri?s=08" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
  <path d="M 9.398 6.639 L 16.922 17.361 L 14.922 17.361 L 7.412 6.639 L 9.398 6.639 Z M 24.026 24.026 L -0.026 24.026 L -0.026 -0.026 L 24.026 -0.026 L 24.026 24.026 Z M 19.4 18.681 L 13.807 10.677 L 18.379 5.319 L 16.627 5.319 L 13.014 9.541 L 10.065 5.319 L 4.921 5.319 L 10.187 12.846 L 5.193 18.681 L 6.975 18.681 L 10.985 13.983 L 14.269 18.681 L 19.4 18.681 Z" />
</svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/">La propaganda italiana, il paternalismo di Draghi e le vie alternative</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/la-propaganda-italiana-il-paternalismo-di-draghi-e-le-vie-alternative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A lezione di Pandemia</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Donini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 20:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[claudio donini]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3052</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico. Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/">A lezione di Pandemia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Se c’è una cosa che mi ha insegnato la pandemia è come una buona parte della popolazione non sia in grado di comprendere un evento tecnico-scientifico.</div>
<div></div>
<div>Non si tratta solo di un fatto di cultura in genere, sto parlando di sapere scientifico. Perché una situazione di questa natura e cioè la gestione, il coordinamento e la esegesi del fenomeno, questo è: un evento che si può comprendere solo con gli occhiali della scienza e dove qualche base di statistica, di logica, di organizzazione fa la differenza fra essere in balia della propaganda e avere una minima autonomia di opinione cioè fra la critica e la polemica.</div>
<div></div>
<div>Se devo dire il vero mi ero intimamente convinto che l’innegabile aumento della cultura media compiuto dalla scuola negli ultimi decenni avesse contribuito ad allargare la capacità di giudizio dei singoli, rispetto almeno alle generazioni della guerra, predisponendo cioè la mente ad un utilizzo più ampio, razionale e logico dei fatti.  Mi sono invece sbagliato.</div>
<div></div>
<div>L’immagine che emerge dalla recente indagine del Censis, come anche dai social in generale e, soprattutto, dalla parentesi della pandemia, mi danno torto. Pregiudizio, chiusura mentale, negazione della realtà la fanno ancora da padrone in una parte significativa della popolazione, come nei periodi più bui della nostra storia.</div>
<div></div>
<div>Certo, rispetto a qualche decennio fa è cambiato radicalmente il contesto, sia in termini di complessità che di comunicazione. I media si sono trasformati in un gigantesco “Bar Sport” globale allargando cioè a dismisura il pubblico, con l’aggravante dell’anonimato che ha alimentato arroganza e aggressività.  Il regno incontrastato della propaganda professionale insomma, da cui è difficile difendersi e, declamare Dante in una società complessa e fortemente polarizzata non è sufficiente. Piuttosto è indispensabile capire che, se esiste una correlazione non significa che esista anche un nesso di causalità o che, singoli casi e piccoli campioni, spesso non rappresentano l’intera popolazione.</div>
<div></div>
<div>Queste sono le chiavi che ogni uomo della strada deve avere nella cassetta degli attrezzi per smontare le architetture del qualunquismo, per evitare le trappole per topi che i professionisti della propaganda disseminano volutamente nella comunicazione al fine di distorcere la realtà secondo i loro scopi personali, trappole che sono peraltro difficili da evitare senza un equipaggiamento adeguato ma che delimitano il confine fra un terrapiattista, magari laureato e un cittadino, fra una vittima e un uomo libero.</div>
<div></div>
<div>Lungi da me l’idea di denigrare o svalutare la cultura umanistica classica, ci mancherebbe, ma costruire il tetto di una casa senza avere buone fondamenta non funziona. E nelle organizzazioni complesse le fondamenta sono nella scienza.</div>
<div></div>
<div>E’ pur vero che un certo atteggiamento di sfiducia nella conoscenza non è una prerogativa solo del nostro paese ma di sicuro le materie scientifiche non sono il fiore all’occhiello dei nostri ragazzi, basti pensare che siamo agli ultimi posti in Europa per laureati in questo ambito nonostante in realtà sono proprio quelle specializzazioni ad offrire le migliori opportunità di carriera. Bene quindi l’aggiunta nel Piano nazionale resistenza e resilienza (Pnnr) di 3,5 Miliardi di euro per ricerca ed istruzione ma è altrettanto importante che la coscienza collettiva tutta si renda consapevole della importanza del tema poiché, come ebbe a dire A. Einstein, “<em>tutta la nostra scienza, commisurata alla realtà è primitiva ed infantile ma è la cosa più preziosa che abbiamo</em>”.</div>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Claudio Donini" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/09/claudio-donini-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/claudio-donini/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Claudio Donini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Da oltre trent’anni si occupa di direzione aziendale soprattutto nell’ambito Operations per multinazionali del settore beni durevoli e automotive. Ha acquisito significativa esperienza nel turnaround aziendale da procedure fallimentari, in joint venture internazionali nonché reengineering di processi organizzativi volti all’eccellenza. Laurea in Ingegneria e MBA scrive articoli di lavoro, industria, strategia, società e libri per Franco Angeli.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/">A lezione di Pandemia</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/a-lezione-di-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il potere e la libertà tra ipotalamo costituzionale e autoritarismo</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2960</guid>

					<description><![CDATA[<p>La relazione tra potere e libertà è da sempre un ammorbante necessità di decifrazione per filosofi, politologi, giuristi, ecc. Specie nell’epoca della Covid pandemia si è fatto più incessante e martellante il timore, nella collettività, che si possa giungere ad una deriva autoritaria del sistema o nel sistema. Le cose stanno, però, a raccontarci che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/">Il potere e la libertà tra ipotalamo costituzionale e autoritarismo</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La relazione tra potere e libertà è da sempre un ammorbante necessità di decifrazione per filosofi, politologi, giuristi, ecc.</p>
<p>Specie nell’epoca della Covid pandemia si è fatto più incessante e martellante il timore, nella collettività, che si possa giungere ad una deriva autoritaria del sistema o nel sistema.</p>
<p>Le cose stanno, però, a raccontarci che sistema, autorità e potere, benché condizionino la percezione dell’intera sfera di libertà, nascano comunque dalle necessità di preservazione di quest’ultima.</p>
<p>È un paradosso, questo è vero, ma su cui occorre riflettere un attimo.</p>
<p>Nasce prima il potere o l’autorità (citando una domanda con cui Don Rocco D’Ambrosio, nel suo ultimo saggio <em>Il Potere</em>, fa da incipit per la riflessione)?</p>
<p>È un po&#8217; la domanda che, ampliando lo scenario di analisi sul comune quotidiano, da secoli porta gli umani a chiedersi come sia nato il mondo, l’universo, ecc.</p>
<p>Ora, potremmo prendere spunto dal caso dell’Afghanistan per stabilire che potere e autorità non sempre coincidano. Così come la libertà non per forza si lega al concetto di giustizia sia come sistema sia come presidio in un dato ordinamento a garanzia del primo.</p>
<p>La libertà, in effetti, si presta almeno a due concetti originari nel senso che nel mondo occidentale si potrebbero assumere come: &#8211; la persona nasce libera e si organizza con altri, mediante regole, per garantirne effettivamente la percezione e la espressione (principio del riconoscimento della libertà); &#8211; occorre un ordinamento di regole per stabilire i confini della libertà reciproca finalizzata ad uno stato minimo di pace sociale (principio di imposizione della libertà).</p>
<p>Due facce della stessa medaglia che ci pongono una domanda: la libertà è un elemento positivo o negativo rispetto al potere?</p>
<p>Sul piano universale la libertà è un valore irrinunciale a prescindere dal come essa venga preservata, tutelata, garantita, presupposta o normata.</p>
<p>Il punto della domanda posta è preciso: è di natura positiva se è il riflesso delle norme fatte; negativa se è il presupposto o precondizione da cui far nascere le leggi a tutela.</p>
<p>Sicché sarebbe un po&#8217; come le declinazioni mediche: quando diciamo “positiva” significa che l’analisi della libertà è negativa nella misura in cui essa non presenta patologie di sistema o derivanti dalle storture di essa; è “negativa”, invece, quando l’esame clinico-politico-socio-giuridico ci manifesta l’esistenza di qualcosa di marcio che mina la bontà del resto ordinamentale.</p>
<p>Abbiamo tutti presente la teoria della mela. L’agente esterno (il più delle volte insetto) si insinua nel frutto proprio perché ha una bontà naturale (una sorta di “biodotico”).</p>
<p>Ecco, il complesso sistema ordinamentale è proprio paragonabile alla funzione che ha il frutto: esso attira per forza di cose il parassita, il cibante, ecc.</p>
<p>Non va però disconosciuto o sottaciuto (a seconda delle interpretazioni che ognuno può dare) il ruolo dell’insetto. Quest’ultimo rappresenta due cose: &#8211; la bontà organica del bene rispetto all’ambiente; &#8211; la disattenzione della persona umana rispetto all’inefficienza delle eventuali accortezze di protezione (reti, antiparassitari, ecc.).</p>
<p>Il parallelo rispetto alla relazione tra potere e libertà ci consente, quindi, di ragionare nell’ottica per cui se il primo può consistere nella fase nascita (del frutto), il secondo sta nel come avviene la maturazione (diventando mela).</p>
<p>È qui che noi sappiamo, per comune esperienza, che la mela prima o poi cade: ma non può cadere lontano dall’albero.</p>
<p>Allora il potere è l’albero, la libertà il frutto.</p>
<p>È dove l’eccesso di linfa non è più una dote gestibile, con relativo immagazzinamento ingolfato, che l’ipotalamo (quale importante struttura dell&#8217;<a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/encefalo.html">encefalo</a> che dirige l&#8217;attività dell&#8217;ipofisi, una “<a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/ghiandole-endocrine.html">ghiandola endocrina</a> maggiore” fondamentale alla vita e al benessere dell&#8217;essere umano) rischia di essere, così come accade in anatomia, uno dei fattori dello scatenarsi di patologie (anche neoplastiche) in politica.</p>
<p>Una delle funzioni dell’ipotalamo è mantenere l&#8217;omeostasi corporea mediante la capacità di regolazione del senso di sazietà.</p>
<p>Su questo piano giunge una riflessione che porta a chiarire come il potere (ipotalamo) che non sia capace di equilibrare le dinamiche dell’autorità non solo verso i cittadini, ma soprattutto verso sé stessa, rischia di essere la concausa se non, per certi versi, la causa primaria delle fonti di appetibilità socio-politiche.</p>
<p>Le ultime vicende del sistema giudiziario, ad esempio, insegnano molto su questo fronte: autonomia ed indipendenza non significano autoregolazione e ghettizzazione della democrazia rispetto alle logiche di affermazione del potere.</p>
<p>In Italia vige il principio di separazione (interfunzionale, si consenta il termine) che non si traduce in isolamento istituzionale.</p>
<p>Anche l’ipotalamo, quindi, deve dialogare con gli altri organi del corpo per determinare gli input necessari alla regolazione di quanto di competenza.</p>
<p>Non è però che gli altri organi, specie quelli di deliberazione originaria (ad esempio il Parlamento), possono delegare all’infinito la percezione sociale della giustizia.</p>
<p>Essa è il risultato nelle norme (principio di derivazione) e se quest’ultime sono partorite maldestramente e/o disomogeneamente il risultato è presto che tratto: il potere apre le porte all’autorità che a sua volta colma un vuoto decisionale.</p>
<p>È o non è l’autoritarismo (che non significa per forza di cose elemento negativo dell’abbassamento dei livelli di potere) un riflesso della appetibilità di un vuoto politico?</p>
<p>Stessa cosa accade alla mela che, pian piano, tende a rinsecchirsi se non riceve più linfa equilibrata proveniente dal tronco una volta insinuatosi l’insetto.</p>
<p>Come può legittimarsi la mela marcia sull’albero?</p>
<p>È vero, essa resiste, ma prima o poi cadrà.</p>
<p>Ora, la nostra democrazia ha dovere di legittimare un Parlamento pieno di linfa perché le sfide della prossima legislatura saranno delicatissime.</p>
<p>È in questo “frattempo” il vero problema.</p>
<p>Come riorganizzare un giusto rapporto di potere tra legislativo, esecutivo e giurisdizionale posto che i primi due non dipendono da scelte di competenza ma da scelte di contingenza?</p>
<p>Sapere fare le norme con un rinnovato patto costituzionale delle future forze politiche può essere un inizio?</p>
<p>Il rischio è che la magistratura, volente o nolente, dovrà farà il proprio mestiere. Per certi versi potrebbe capitare di fare, non tanto lontanamente dagli ultimi decenni, anche quello dei primi due.</p>
<p>Non basta invitare il popolo al voto durante le campagne elettorali perché il voto senza competenza (cioè discernimento) equivale a vestire di autorità qualcuno che non conosce la sua anticamera: il valore del mandato (in cui si radica il vero potere).</p>
<p>Se la linfa non è buona, figuriamoci il frutto: ben colorato, ma pronto a farsi mangiare dagli insetti invece di nutrire gli individui.</p>
<p>E legittimando un frutto apparentemente sano, dimentichiamo che il tronco è malato e prima o poi votare avrà un solo senso: quello dell’infedeltà (e questo è incostituzionale come ci ricorda l’art. 54).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/">Il potere e la libertà tra ipotalamo costituzionale e autoritarismo</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/il-potere-e-la-liberta-tra-ipotalamo-costituzionale-e-autoritarismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Cappuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 14:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[elio cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[foucalt]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[panopticon]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2925</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un bambino, il cui cervello in formazione, come ci dice il neuroscienziato Lamberto Maffei, possiede il doppio di sinapsi rispetto a quello del suo pediatra, non gradirà sentirsi dire che gli fa male mangiare tutta la nutella che vorrebbe, né comprenderà perché dovrà evitare di fare pipì quando e dove vuole, come gli dicono a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/">Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bambino, il cui cervello in formazione, come ci dice il neuroscienziato Lamberto Maffei, possiede il doppio di sinapsi rispetto a quello del suo pediatra, non gradirà sentirsi dire che gli fa male mangiare tutta la nutella che vorrebbe, né comprenderà perché dovrà evitare di fare pipì quando e dove vuole, come gli dicono a casa e gli ripeteranno all’asilo. Non bisogna scomodare il dottor Freud per prendere atto che la civiltà si fonda su un sistema di regole. Produrranno anche un certo disagio, ma rendono possibile a persone diverse di stare insieme senza necessariamente amarsi o aggredirsi. Possono anche divenire oppressive, alimentando un Super-Io tirannico che ci rende più o meno nevrotici, ma ci permettono di costruire le nostre relazioni col mondo circostante. Proseguendo ironicamente su questa linea, potremmo considerare una grande espressione di libertà acquistare, magari senza porto d’armi, delle pistole per giocare a guardia e ladri, con una carica adrenalinica che certamente non conoscevamo da bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal XVIII secolo ad oggi i vaccini hanno consentito di sconfiggere il vaiolo, la tubercolosi, la poliomielite e le politiche sanitarie dei diversi paesi, attraverso gli obblighi vaccinali, piuttosto che limitare la libertà, hanno tutelato la salute di milioni di persone. Le proteste di quanti si oppongono a questa pratica, in nome della tutela della libertà personale, si stanno esprimendo oggi tanto in piazza, quanto nel dibattito intellettuale. Vladimiro Zagrebelsky ha scritto di recente, ironizzando, che, come il Don Ferrante manzoniano, intossicato dal suo Aristotele, cercava maldestramente di applicare i sillogismi per capire qualcosa della peste di Milano del 1630, oggi si ricorre “ad altre sostanze filosofiche postmoderne” per orientarsi nel terreno incerto della pandemia. Bisognerebbe sempre aver presente, nelle polemiche di questi giorni, che le verità assolute non rientrano nell’orizzonte della ricerca scientifica, segnato, come sostiene Popper, da “congetture e confutazioni” e che gli schemi ideologici, come i toni oracolari, vanno tenuti a distanza dallo stile critico della filosofia. Dinnanzi al dilagare dell’infezione bisogna scegliere tra l’impegno degli scienziati che si stanno adoperando per trovare un antidoto al virus, con tutte le difficoltà e le contraddizioni che la ricerca incontra sul suo cammino, e le “verità” di negazionisti e teorici postmoderni del complotto biopolitico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Seguendo la chiave di lettura che colloca la situazione presente nel quadro di una egemonia biopolitica, scopriamo di essere immersi in un grande <em>Panopticon</em>, quella prigione ideata da Jeremy Bentham in cui, da una torre centrale, un secondino può osservare i detenuti senza che essi se ne rendano conto. Non avvertono infatti il fiato al collo delle guardie, che esercitano però una vigilanza assoluta e, allo stesso tempo, impercepibile. Michel Foucault ricorre a questo esempio in <em>Sorvegliare e punire</em>, per descrivere una società che tende a un controllo totale non solo nella prigione, ma, in modalità differenti, anche nella fabbrica, nella scuola, nello spazio urbano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ “efficacia” della strategia adottata dal governo cinese per contenere la pandemia attraverso un tracciamento capillare, da <em>Panopticon</em>, ha comportato gravi limitazioni della libertà, anche se non v’è dubbio che proprio queste norme restrittive hanno consentito di contenere il virus. Tali scelte sono coerenti con una concezione autoritaria, se non totalitaria, dello Stato, concezione che, se ha impedito che il contagio si allargasse, ha, nello stesso tempo, reso possibile che si producesse. E’ noto infatti che i medici cinesi sono stati “dissuasi” dal diffondere i dati riguardo ai primi casi e, che, quando è emersa la gravità della situazione, l’epidemia era già fuori controllo. Chi invoca una severità cinese nell’affrontare la situazione attuale, dimentica che, entro un quadro di istituzioni democratiche, quel focolaio iniziale non sarebbe stato tenuto nascosto e la diffusione sarebbe stata bloccata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le decisioni assunte in Italia dal potere politico, ben lontane dal modello cinese, sono sempre state concordate con la comunità scientifica. Se la ricerca si caratterizza però per essere aperta e fallibile, la politica deve dare risposte certe e, al contempo, limitare il disagio che soluzioni impopolari potrebbero provocare. I provvedimenti governativi, per il loro carattere di emergenza, hanno suscitato legittime riserve sul piano del metodo e delle procedure, ma non possono in alcun modo essere assimilati a  progetti autoritari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le epidemie hanno da sempre costituito un banco di prova per gli Stati. Foucault ha messo in luce, in <em>Nascita della clinica</em>, come la medicalizzazione di vari aspetti dell’esistenza si sia gradualmente estesa nel corso della modernità. La peste, che rappresentava il simbolo del disordine, ha avuto come corrispettivo medico e politico la disciplina, e la difesa dal contagio ha poi fornito un modello  per la prevenzione\repressione del conflitto sociale.   La città appestata prefigurò così “l’utopia della città perfettamente governata”, indicando i criteri per la progettazione di ospedali psichiatrici e prigioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto tra medicina e politica si ripropone oggi in un clima del tutto diverso rispetto al mondo descritto da Foucault, e nella collaborazione degli scienziati con i governi non si ravvisa l’affermazione di un potere biopolitico, ma un interesse per la salute pubblica. Quando questa è in gioco, una strategia coerente con le valutazioni della comunità scientifica non può che risultare efficace.</p>
<p>Le polemiche, talora pretestuose, non hanno prodotto, peraltro, anche da parte dei critici più tenaci, credibili proposte alternative rispetto alle misure adottate dal governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella recente levata di scudi contro il Green pass, i difensori di una discutibile libertà individuale si sono contrapposti a una presunta volontà politica di trasformare lo stato di emergenza in stato d’eccezione permanente.  Il Green pass costituisce in realtà una scelta pragmatica, finalizzata a estendere le vaccinazioni in vista di una disponibilità di dosi che consenta di immunizzare la quasi totalità della popolazione. L’obbligo vaccinale potrebbe essere sancito solo da una legge che, nell’attuale fase politica, sarebbe impossibile approvare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci si può chiedere, a questo punto, se la libertà individuale sia tutelata da quanti si oppongono, in modi diversi, al Green pass e all’obbligo vaccinale o da chi ritiene, invece, che una vaccinazione più diffusa e una adeguata regolamentazione della vita sociale sia la strada più breve per riacquisire la nostra autonomia. Si fa fatica a pensare che siamo vittime di un progetto di controllo biopolitico da parte di uno Stato orwelliano, come alcuni pensano, ricorrendo all’ampio repertorio della letteratura distopica. In una <em>Società chiusa</em> lo stato d’emergenza, che tende a trasformarsi in stato d’eccezione permanente, può anche evocare la città “perfettamente governata” di <em>Sorvegliare e punire</em>, ma nelle società liberali il ricorso al tracciamento tramite <em>big data</em> anima un confronto fra cittadini e forze politiche, consapevoli del rischio che l’uso incontrollato dei dati personali può rappresentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risulta singolare che le spinte libertarie provengano spesso da ambienti che, a destra come a sinistra, non sono poi stati così critici verso modelli politici illiberali, passati o presenti. Nella tradizione del costituzionalismo la difesa dell’individuo non si è mai esaurita in un ambito monadico, ma si è coniugata con gli interessi più ampi della società. All’articolo 4 della Dichiarazione dei diritti universali del 1789 si legge che “La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri”. Un individualismo che si esaurisca in forme narcisistiche o solipsistiche si colloca al di fuori della <em>Polis</em>.</p>
<p>La “libertà” di non vaccinarsi o di non accettare il Green pass si traduce in grave danno per gli altri, nel momento in cui, provocando un aumento di ricoveri nei reparti di terapia intensiva, priva di cure essenziali persone gravemente ammalate. Sottopone inoltre a seri rischi gli immunodepressi, proprio in quanto favorisce il diffondersi dell’infezione e delle varianti. Prendere atto di tutto questo e cercare di porvi ragionevolmente rimedio, non significa essere complici del potere biopolitico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I recenti provvedimenti non contraddicono dunque i principi costituzionali. L’articolo 2 della nostra Costituzione pone accanto alla difesa dei “diritti inviolabili dell’uomo”, i “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. La tutela della salute, come recita l’articolo 34, è, allo stesso tempo, “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Sabino Cassese ha rilevato che dal 1939 al 2017 sono stati disposti ben cinque obblighi vaccinali e la Corte Costituzionale si è espressa positivamente nel merito nel 2018, con una sentenza dell’attuale ministra della giustizia Marta Cartabia.</p>
<p>È evidente che nelle motivazioni dei movimenti ostili al Green pass (per non parlare di negazionisti e No-vax) è fortemente sottovalutato il nesso tra le manifestazioni della libertà individuale e le conseguenze che possono derivarne nell’ambito della convivenza sociale. In questo clima non si può non avvertire l’esigenza di richiamare il pensiero e la saggia azione politica di Luigi Einaudi, che, considerando “L’impero della legge come condizione per l’anarchia degli spiriti”, espresse nella maniera più chiara, il rapporto tra legge, libertà e responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Elio Cappuccio" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2022/10/elio-cappuccio.jpg' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/elio-cappuccio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Elio Cappuccio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È presidente del Collegio Siciliano di Filosofia. Insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vice direttore della Rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il Blog della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/">Le illiberali libertà dei No-vax e dei No-Green pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/le-illiberali-liberta-dei-no-vax-e-dei-no-green-pass/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dubbi e perplessità sul Green Pass</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Marri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 18:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[federico marri]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2895</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici. A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/">Dubbi e perplessità sul Green Pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vado dritto al punto, perché l’articolo è già lungo: il GreenPass è una misura che non mi soddisfa e che potrebbe creare più danni che benefici.</p>
<p>A questo si aggiunge la preoccupazione per il declino, lo squallore e la deriva del dibattito pubblico che, da entrambi i lati, si sta allontanando precipitosamente dai toni e dai contenuti che sarebbe auspicabile veder germogliare all’interno delle democrazie liberali.</p>
<p>Più che scrivere contro il GreenPass, infatti, mi limiterò a sottolineare le criticità delle argomentazioni più ricorrenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) “Dobbiamo introdurre il Green Pass per evitare che si sviluppino varianti”. </strong></p>
<p>In un mondo estremamente connesso e globalizzato, composto da 8 miliardi di persone, con alcuni Paesi che faticano tutt’ora ad avere accesso ai vaccini, è ingenuo ritenere che la vaccinazione di qualche milione di italiano in più possa impedire la nascita o l’arrivo di future varianti.</p>
<p>Le varianti ci sono e sono più contagiose; se ne arriveranno di nuove, lo faranno a prescindere dalle scelte dei politici italiani.</p>
<p>Certo, non è che se in alcuni Paesi i vaccini scarseggiano allora non ci vacciniamo nemmeno in Italia. Ma se si vogliono eliminare diritti e libertà per un obiettivo che si ritiene più importante (e già qui bisognerebbe stare in guardia) l’obiettivo deve essere quanto meno realizzabile. Non è questo il caso: l’arrivo di nuove varianti dipende in misura quasi completa da cosa accade nel resto del mondo, e non mi sembra opportuno introdurre divieti per traguardi che sfuggono quasi completamente al nostro controllo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2)“Chi non si vaccina è un rischio per gli altri, quindi deve pagare un prezzo per questa sua scelta” </strong>(perdere il diritto di andare in determinati luoghi o fare molto più spesso il tampone).</p>
<p>Partiamo da un assunto semplice quanto fondamentale: prima di privare gli uomini di libertà e diritti, è necessario addurre giustificazioni abbondanti, esplicite, ragionate, schiaccianti, quasi incontrovertibili; è inoltre necessario utilizzare il principio di proporzionalità e necessarietà, il rischio sopportato deve essere abbastanza elevato da giustificare le limitazioni.</p>
<p>Se si crede nello stato di diritto, non basta dire che qualcuno è un rischio. Bisogna quantificare. Perché? Perché anche andare in giro senza vaccino per l’influenza è un rischio. Persino accendere il fornello per farci il caffè è un rischio per il nostro vicino, che potrebbe rischiare di vedersi la casa incendiata.</p>
<p>Praticamente tutto ciò che facciamo è un rischio per gli altri: è proprio per questo che <strong>le risposte alle delicate domande sulle limitazioni di libertà e diritti risiedono nella quantificazione del rischio, nella probabilità e nella gravità del danno a cui esponiamo gli altri, e non possono sottostare a una vaga retorica di bene comune, interesse collettivo o rischio generale</strong> (pena il sorgere di misure colme di isterie e controsensi).</p>
<p>In questi giorni sono fioccati i parallelismi: vi è chi ha fatto notare che, così come è richiesta una patente per guidare, così dovrebbe essere richiesta una patente per poter entrare in un ristorante. In molti hanno sostenuto che volere la libertà di non vaccinarsi equivalga a volere la libertà di passare con il semaforo rosso.</p>
<p>La tiritera comune di questi giorni sbandiera a tutte vele lo slogan liberale del “la mia libertà finisce dove inizia la tua”. E ci mancherebbe, è uno dei capisaldi di ogni democrazia liberale da quando John Stuart Mill lo introdusse.</p>
<p>Ciò che tuttavia è sistematicamente omesso, per ingenuità o per malafede, è la definizione di cosa costituisca un’aggressione alla libertà altrui. Lo ripeto: se bastasse parlare di libertà che iniziano e finiscono, si potrebbe tranquillamente dire che non vaccinarsi all’influenza è un’aggressione alla libertà altrui così grave da giustificare misure restrittive per i non vaccinati. Perché ciò non avviene? Perché il rischio di contrarre l’influenza da un non vaccinato è ritenuto minore rispetto al costo delle restrizioni.</p>
<p>I professori Perotti e Boeri, in un articolo molto meno delirante, hanno paragonato i danni che un non-vaccinato provoca alla comunità a quelli che i fumatori arrecano ai cosiddetti fumatori passivi, e per i quali devono pagare un prezzo (le imposte sulle sigarette).</p>
<p>Ma tutti questi paragoni ignorano un punto fondamentale: a differenza di automobilisti e fumatori passivi, i cittadini, vaccinandosi, sono in grado di proteggersi in modo estremamente efficace dal comportamento dei non vaccinati (sembrerebbe che i vaccini riducano con efficacia che oscilla tra il 93% e il 98% ospedalizzazioni e morti).</p>
<p>E’ lecito chiedere che un guidatore abbia la patente perché è impossibile tutelarsi da un tamponamento mortale, e per gli stessi motivi si chiede che il guidatore non sia ubriaco o non passi agli incroci con il semaforo rosso. Infatti, non esiste un vaccino né per gli incidenti stradali né per gli effetti nocivi della nicotina.</p>
<p><strong>Ma esiste un vaccino per il COVID19, e funziona. </strong></p>
<p>Quanto rischia quindi un vaccinato?</p>
<p>Un vaccinato rischia molto poco in presenza di un non vaccinato, e rischia molto molto poco in presenza di un vaccinato. Abbastanza da impedire l’accesso in determinati luoghi? Io non penso.</p>
<p>Si dirà: “però vanno tutelate quelle persone che non hanno la possibilità di vaccinarsi per motivi di salute”. Senz’altro, ma fatico ancora una volta a trovare adeguata proporzionalità e quantificazione. Quante sono queste persone? Quanto rischiano se inserite in un contesto in cui sono rispettati il distanziamento e le misure di protezione? Rischiano così tanto da imporre a tutti i non vaccinati non solo le adeguate misure di protezione, ma addirittura l’impossibilità di accesso ad alcuni luoghi?</p>
<p>Ricordiamo inoltre che il vaccino non impedisce il contagio. Riduce le probabilità, ma una percentuale di rischio permane sempre.</p>
<p>Mi chiedo, quindi: non sarebbe stato sufficiente proseguire con misure di protezione e distanziamento, senza andarsi ad impelagare in questo pantano che sta provocando parecchia rabbia ed intolleranza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) “Bisogna evitare che il sistema sanitario collassi”. </strong></p>
<p>Questa è l’unica argomentazione veramente solida: se il sistema sanitario dovesse implodere, il governo Italiano rimetterebbe tutti quanti in lockdown, e non sarebbe giusto far pagare a tutti il costo delle scelte di pochi.</p>
<p>Condivisibile: futuri lockdowns devono essere scongiurati.</p>
<p>Ma che il GreenPass eviti futuri lockdowns è un’ illusione, così come lo furono le sparate del tipo “ultimo lockdown di 2 settimane per salvare il Natale”, e poi l’Estate, e poi la Pasqua, e poi chissà che altro in un susseguirsi infinito.</p>
<p>La dicotomia presentata in conferenza stampa dal Presidente Draghi “o GreenPass o Lockdown”, è semplicemente falsa.</p>
<p><strong>Il GreenPass non garantisce che non vi saranno ulteriori lockdowns. </strong>I parametri sono lì, in bella mostra: se le terapie intensive supereranno il 20%, sarà zona arancione. Tutto ciò che il GreenPass fa è limitarsi a funzionare da incentivo alla vaccinazione (da questo punto di vista i dati ne confermano il successo).</p>
<p>Se quindi pare legittimo intraprendere misure per tutelare il sistema sanitario, prima di procedere con obblighi e restrizioni bisognerebbe chiedersi: “qual è il rischio che gli ospedali collassino?”; “Quanto viene ridotto questo rischio con il GreenPass?”.</p>
<p>Senza queste doverose domande (del tutto assenti dal dibattito pubblico), sorge spontaneamente il dubbio che questo GreenPass rappresenti, più che la volontà di tutelare libertà e salute, una sorta di crociata punitiva verso i novax, una vendetta morale verso i colpevoli di “analfabetismo funzionale”.</p>
<p>E per quanto sia una sofferenza dover ancora sentire complottismi su 5G, piani di sterminio di massa, scie chimiche &amp;co., bisogna mantenersi saldi nella consapevolezza che nello stato di diritto la libertà non è condizionata né alla profondità di pensiero né al grado di cultura. <strong>L’uomo nasce libero, e la libertà deve essergli garantita per il solo fatto di essere umano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è poi un’ultima ragione, di natura pragmatica, per coltivare remore verso questa misura: ogni volta che uno strumento politico diviene d’uso comune e accettato in larga parte dalla popolazione, diventa estremamente difficile rimuoverlo.</p>
<p>Nessuno si è chiesto quanto durerà questo GreenPass, e vi è la concreta possibilità che per i prossimi 3-5 anni saremo costretti ogni 8 mesi a vaccinarci per godere di alcune libertà fondamentali, a prescindere da quanto il COVID rappresenterà un pericolo.</p>
<p>Forse stiamo disegnando una società che pretenderà in modo sempre più asfissiante prove e dimostrazioni non per imporre divieti, quanto piuttosto per concedere libertà e diritti. Così la dottrina del diritto naturale sembra traballare pericolosamente.</p>
<p>Aggiungo, tralasciando la filosofia e continuando con il pragmatismo, che esiste pure il concreto rischio che le limitazioni diventino via via più gravose (solo qualche settimana fa, prima dell’idea di Macron, era certo che il GreenPass fosse solo uno strumento per regolare i viaggi intraUE).</p>
<p>Tra i due approcci agli estremi, non fare nulla nella speranza che le vaccinazioni spontanee possano essere sufficienti a evitare nuove crisi sanitarie, o imporre l’obbligo vaccinale alle fasce d’età concretamente a rischio ospedalizzazione, si è scelta una via di mezzo che crea incertezza, danneggia l’economia e spezza in due la società, senza nemmeno riuscire a garantire l’assenza di futuri lockdowns.</p>
<p>Ma, come accennavo all’inizio, più inquietante ancora è la direzione su cui si sta incanalando il dibattito pubblico: da un lato solito complottismo mischiato a rabbia montante, dall’altro scarsa attitudine nel ponderare le proprie ragioni prima di privare di diritti e libertà gli altri.</p>
<p>Non ci attendono tempi prosperi.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Federico Marri" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/02/federico-marri-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/federico-marri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Federico Marri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato il 28/04/1999, laureando in Economia e Finanza, prossimamente Laurea Magistrale in Economia e Scienze Sociali.<br />
Ho frequentato il quarto anno di liceo negli Stati Uniti, in Illinois.<br />
Sono attivo politicamente e, seguendo l&#8217;approccio di Hannah Arendt, credo che la politica debba occuparsi di allargare lo spazio di libertá degli individui.<br />
La mia frase preferita è di Benedetto Croce: &#8220;per l’autoritarismo al quale è costretto ad appigliarsi[…], per l’inevitabile inclinazione a soffocare la varietà delle tendenze, gli spontanei svolgimenti e la formazione della personalità, il socialismo incontra l’ostilità della concezione liberale.&#8221;<br />
Amo Edmund Burke.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Twitter" target="_self" href="https://twitter.com/federico_marri?s=08" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-twitter" id="Layer_1" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24">
  <path d="M 9.398 6.639 L 16.922 17.361 L 14.922 17.361 L 7.412 6.639 L 9.398 6.639 Z M 24.026 24.026 L -0.026 24.026 L -0.026 -0.026 L 24.026 -0.026 L 24.026 24.026 Z M 19.4 18.681 L 13.807 10.677 L 18.379 5.319 L 16.627 5.319 L 13.014 9.541 L 10.065 5.319 L 4.921 5.319 L 10.187 12.846 L 5.193 18.681 L 6.975 18.681 L 10.985 13.983 L 14.269 18.681 L 19.4 18.681 Z" />
</svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/">Dubbi e perplessità sul Green Pass</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/dubbi-e-perplessita-sul-green-pass/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Effetti dei campionati europei di calcio</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/effetti-dei-campionati-europei-di-calcio/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/effetti-dei-campionati-europei-di-calcio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Giussani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 12:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[cesare giussani]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2885</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si citano spesso le esternalità; si parla dei fallimenti del mercato. Sono argomenti evocati dai nemici della libera iniziativa, spesso a sproposito, basati su pregiudizi ideologici. Voglio però parlare di un caso recente in cui le esternalità sono palesi. Sono i campionati europei di calcio che hanno creato mobilità di spettatori in Europa e, soprattutto, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/effetti-dei-campionati-europei-di-calcio/">Effetti dei campionati europei di calcio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si citano spesso le esternalità; si parla dei fallimenti del mercato. Sono argomenti evocati dai nemici della libera iniziativa, spesso a sproposito, basati su pregiudizi ideologici. Voglio però parlare di un caso recente in cui le esternalità sono palesi. Sono i campionati europei di calcio che hanno creato mobilità di spettatori in Europa e, soprattutto, assembramenti e manifestazioni anche per coloro che hanno seguito l’evento tramite il canale televisivo.<br />
Mi auguro che gli organizzatori della manifestazione abbiano tratto almeno loro adeguato profitto. Perché, dall’altra parte, le esternalità sono state pesanti. Minori in quelle nazioni i cui rappresentanti sono stati sconfitti, maggiori dove, come in Italia, si sono conseguite vittorie.<br />
Dopo le vittorie nelle eliminatorie, con diffusione del contagio tra il pubblico dei giovani,  si è arrivati alla finale. Il Presidente della Repubblica, che è una ottima persona, ha ingenuamente dato importanza alla manifestazione con la sua presenza. Dopo la conquista del trofeo  non si è potuto esimere dal ricevere i protagonisti al Quirinale; non gli è stato da meno il Presidente del Consiglio. Tutto ciò ha generato una immane gazzarra di folla a Roma, con l’autobus dei calciatori che percorreva la città tra la popolazione esultante e ammassata.<br />
Le esternalità provocate sono di diverso genere. La prima riguarda direttamente i potenziali contagi tra gli spettatori e la folla esultante attorno ai televisori o attorno ai giocatori. La seconda riguarda la diffusione, anche attraverso i commentatori, di un clima di rilassatezza circa la pandemia, quasi che la stessa passasse in secondo piano rispetto all’esultanza della festa calcistica. Chi ci crede più alla necessità di tenere le distanze? Con che autorevolezza si chiudono le discoteche? È più difficile opporsi ai no vax e a coloro che ostacolano il green pass.<br />
In questo caso dei campionati europei, il mercato ha forse raggiunto i suoi obiettivi di profitto, ma lo Stato è stato carente nella prevenzione (era meglio non fare il torneo) e nel controllo delle esternalità (i bagni di folla dovevano essere impediti).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Cesare Giussani" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2019/11/avatar-unisex-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/cesare-giussani/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cesare Giussani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>In Banca d’Italia dal 1965, prima ai Servizi di Vigilanza sulle aziende di credito, poi, da dirigente, con responsabilità di gestione delle strutture organizzative, dell’informatica e del personale; dal 1996 Segretario Generale della Banca, con responsabilità del personale, delle relazioni sindacali, dell’informatica, delle rilevazioni statistiche e ad interim della consulenza legale. Cessato dal servizio nel 2006.</p>
<p>Già rappresentante italiano dal 1989 presso l’Istituto monetario europeo (Basilea) e poi presso la Banca Centrale Europea (Francoforte) per i problemi istituzionali e l’organizzazione informatica. Inoltre rappresentante sempre a partire dal 1989 presso il G20, Banca dei Regolamenti Internazionali, come esperto informatico.</p>
<p>Autore e coautore di pubblicazioni sull’ordinamento bancario, sulle economie di scala e sugli effetti dell’informatizzazione. Ha organizzato presso la Fondazione nel gennaio 2015 il convegno sulla situazione carceraria in Italia.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/effetti-dei-campionati-europei-di-calcio/">Effetti dei campionati europei di calcio</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/effetti-dei-campionati-europei-di-calcio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[nicola iuvinale]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2859</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pfizer, Moderna, AstraZeneca, ecc. La proliferazione e l&#8217;arrivo, seppur scaglionato, sul mercato dei diversi vaccini anticovid fanno pensare alla varietà di prodotti che siamo soliti trovare in un ben fornito banco del supermercato. Come scegliere il più giusto? Senza dubbio, infatti, gli interessi che entrano in gioco intorno a questa problematica, partendo dalla salute e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/">La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pfizer, Moderna, AstraZeneca, ecc. La proliferazione e l&#8217;arrivo, seppur scaglionato, sul mercato dei diversi vaccini anticovid fanno pensare alla varietà di prodotti che siamo soliti trovare in un ben fornito banco del supermercato. Come scegliere il più giusto? Senza dubbio, infatti, gli interessi che entrano in gioco intorno a questa problematica, partendo dalla salute e arrivando a quello dei considerevoli profitti economici che la vendita del vaccino comporta, esigono che si faccia una riflessione approfondita a riguardo.</p>
<p>Tempo fa il <a href="https://www.iltempo.it/attualita/2021/01/02/news/vaccino-covid-aifa-scelta-pfizer-moderna-sanofi-nicola-magrini-ffetti-collaterali-astrazeneca-mielite-disturbi-neurologici-25738570/">quotidiano il Tempo</a>  riportò che sarebbe stata<em>“</em> <strong><em>l’Agenzia italiana del farmaco a decidere a chi dare questo o quel vaccino (AIFA)”.</em></strong> Una decisione, dunque, che esulerebbe dalla scelta personale. E se il cittadino volesse un vaccino differente rispetto a quanto deciso per lui, potrebbe richiederlo se disponibile? Il sanitario competente avrebbe l&#8217;obbligo di consigliare quello migliore? Oppure l&#8217;Aifa potrebbe <em><strong>“</strong></em><em><strong>imporre”</strong></em> la tipologia di vaccino da somministrare?</p>
<p>La questione, oggi, più che ieri, è ancorpiù importante per la problematica della seconda dose del vaccino Astrazenaca a la possibilità della vaccinazione eterologa che il Governo parrebbe ammettere.</p>
<p>Allo stato attuale, il generale diritto alla salute garantirebbe al cittadino di avere la migliore cura disponibile e, quindi, anche la possibilità di disporre del vaccino che, in base alle evidenze scientifiche, sia in grado di offrire la migliore copertura vaccinale dal Sars-Cov-2.</p>
<p>Per inquadrare con correttezza la questione, però, è necessario fare delle necessarie premesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il diritto alla salute, al trattamento terapeutico e alla migliore cura possibile. </strong></p>
<p>Il diritto alla salute trova ormai un riconoscimento universale nei Trattati internazionali e nella Costituzione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (1).</p>
<p>In base all&#8217;art. 32, comma primo della Costituzione italiana, inoltre, <em>“</em><em>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. </em></p>
<p>In quanto diritto sociale del cittadino a pretendere una serie di interventi a difesa del suo bene-salute, vi è l’obbligo dello Stato a predisporre, tramite un’organizzazione sanitaria idonea, le prestazioni positive per realizzarne il godimento effettivo e globale. L’intervento sociale si colloca in funzione della persona e della <em>“</em><em>sua sfera autodeterminativa”</em> e non coercitiva.</p>
<p><strong>Le stesse riforme sanitarie realizzate nel tempo hanno, come principi ispiratori, tra l’altro, l’universalità dei destinatari, l’uguaglianza di trattamento, il rispetto della libertà e della dignità della persona e la volontarietà dei trattamenti sanitari.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La libertà di scelta.</strong></p>
<p>L’art. 13 della Costituzione garantisce l’inviolabilità della libertà personale con riferimento anche alla libertà di salvaguardia della propria salute e della propria integrità fisica.</p>
<p>Il successivo art. 32, comma secondo, stabilisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.</p>
<p>L’art. 33 L. n. 833 del 1978 esclude, poi, la possibilità di accertamenti e di trattamenti sanitari contro la volontà del paziente (se questo è in grado di prestarlo e non ricorrono i presupposti dello stato di necessità ex art. 54 c.p.) ponendone l&#8217;obbligo a carico del sanitario, il quale, una volta richiesto dal paziente dell’esecuzione di un determinato trattamento, attraverso il suo preventivo consenso informato, decide in piena autonomia secondo la <em>lex artis</em> di accogliere la richiesta e di darvi corso.</p>
<p>Questi diritti comportano il diritto per il cittadino di accettare, rifiutare, interrompere atti od interventi a salvaguardia del proprio stato di salute, compiuti da terzi, ma contro il proprio volere (cosiddetto diritto all’autodeterminazione terapeutica) (2).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Necessità del consenso informato </strong></p>
<p>Nella legislazione ordinaria, pur mancando un referente normativo “generale”, il principio del consenso informato è enunciato in numerose leggi speciali, nel Codice di Deontologia Medica e in varie linee guida (3).</p>
<p>Anche la giurisprudenza (Corte di Cassazione sentenza n. 19212 del 2015) ha affermato che l’obbligo del consenso informato costituisce legittimazione e fondamento del trattamento sanitario senza il quale l’intervento del medico è (al di fuori dei casi di trattamento per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità) sicuramente illecito, anche quando è nell’interesse del paziente (v. Cass., 16/10/2007, n. 21748).</p>
<p>Trattasi di obbligo che attiene all’informazione circa le prevedibili conseguenze del trattamento cui il paziente viene sottoposto e, in particolare, in ordine alla possibilità che ne consegua (cfr. Cass., 13/4/2007, n. 8826; Cass., 30/7/2004, n. 14638) un aggravamento delle condizioni di salute del medesimo, al fine di porlo in condizione di consentirvi consapevolmente (v. Cass., 14/3/2006, n. 5444).</p>
<p>Il consenso libero e informato &#8211; che è volto a garantire la libertà dell’individuo e costituisce un mezzo per il migliore perseguimento dei suoi interessi, consentendogli di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico o anche di rifiutare (in tutte le fasi della vita, pure in quella terminale) la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla (v. Cass., 16/10/2007, n. 21748) &#8211; non può mai essere presunto o tacito, <strong>ma deve essere fornito espressamente, dopo avere ricevuto un’adeguata informazione, anch’essa esplicita.</strong></p>
<p><strong>Il medico ha, pertanto, il dovere di informare il paziente in ordine alla natura dell’intervento, alla portata dei possibili e probabili risultati conseguibili e delle implicazioni verificabili (v. Cass., 13/2/2015, n. 2854) e alla cura da praticare</strong> (4).</p>
<p>Il diritto al consenso informato del paziente va, però, tenuto distinto da quello del diritto fondamentale alla salute (5).</p>
<p>Il consenso informato, in pratica, attiene al diritto basilare della persona all’espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico (cfr. Corte Cost., 23/12/2008, n. 438) e, quindi, come sopra detto, alla libera e consapevole autodeterminazione del paziente (v. Cass., 6/6/2014, n. 12830), atteso che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge (anche quest’ultima non potendo, peraltro, in ogni caso, violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana: art. 32, comma 2, Cost.).</p>
<p>Il trattamento medico terapeutico ha, viceversa, riguardo alla tutela del (diverso) diritto fondamentale alla salute (art. 32, 1 co., Cost.) (v. Cass., 6/6/2014, n. 12830).</p>
<p><strong>In mancanza di consenso informato l’intervento del medico (al di fuori dei casi di trattamento sanitario per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità) è pertanto sicuramente illecito, anche quando sia nell’interesse del paziente</strong> (v. Cass., 8/10/2008, n. 24791) (6).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Correttezza dell&#8217;informazione in ambito vaccinale</strong></p>
<p>Prendendo spunto dalle l<a href="http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5092448&amp;nomeFile=Delibera_n.1067_del_25-11-2014-Allegato-A">inee guida al consenso informato nelle vaccinazioni della Regione Toscana</a>, queste prevedono che la corretta informazione è presupposto imprescindibile perché l’adesione alla vaccinazione sia ragionata e consapevole.</p>
<p>Affinché l’interessato, e/o i genitori/tutori (in caso di minori e di incapaci), possano esprimere il loro valido consenso, è quindi necessario che nel corso del colloquio pre-vaccinale &#8211; con l&#8217;ausilio di materiale informativo scritto e precedentemente fornito &#8211; siano loro offerte informazioni chiare e corrette in relazione a:</p>
<ul>
<li>benefici attesi dalla vaccinazione;</li>
<li>possibili complicanze della malattia che si intende prevenire con la vaccinazione;</li>
<li>eventuali ischi legati alla vaccinazione;</li>
<li><strong>tipologie di vaccini disponibili e loro caratteristiche<u>;</u></strong></li>
<li>consapevolezza delle resistenze alle vaccinazioni.</li>
</ul>
<p>La “regola di fondo” è, dunque, quella <strong>dell’autonomia e della responsabilità dell&#8217;operatore sanitario</strong> che, sempre con il consenso della persona assistita e /o del rappresentante legale, <strong>propone l&#8217;offerta vaccinale</strong> <strong>basandosi sullo stato delle migliori conoscenze “a disposizione”.</strong></p>
<p>Da ciò discende l’affermazione, da un lato, dell’<em>“autonomia degli operatori sanitari nelle loro scelte professionali”</em> <strong>(che devono essere informate alle più aggiornate e fondate evidenze scientifiche)</strong> e, dall’altro, di quella dell&#8217;assistito che dopo aver valutato la situazione alla luce delle motivazioni etiche, sociali e anche dell’interesse personale, <strong>aderisce in modo consapevole e libero alla proposta vaccinale. </strong></p>
<p>A tale proposito, anche l&#8217;articolo 20 del codice di deontologia medica <a href="https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2020/04/CODICE-DEONTOLOGIA-MEDICA-2014-e-aggiornamenti.pdf">(CDM 2014)</a>, approvato il 18.5.2014, dispone che: <em>“</em><em>La relazione tra medico e paziente è costituita sulla libertà di scelta e sull’individuazione e condivisione delle rispettive autonome e responsabilità. Il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura” </em>(7).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>I diritti summenzionati obbligano lo Stato a reperire sul mercato i migliori vaccini disponibili che abbiano ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per l&#8217;immissione in commercio.</p>
<p>Lo Stato avrebbe anche il dovere di garantire, se possibile, la facoltà ai cittadini “di acquistare” dietro prescrizione medica e a prezzo calmierato il vaccino (come, ad esempio, avviene per quello influenzale a pagamento per alcune categorie di persone).</p>
<p>Per quanto attiene al rapporto paziente-sanitario, allo stato dell&#8217;arte e in base alle considerazioni svolte, il sanitario, dopo aver acquisito l&#8217;anamnesi vaccinale del paziente e compiute le dovute considerazioni, deve consigliare, anche in base alle eventuali linee guida del Ministero della Sanità, dell&#8217;Aifa e dell&#8217;Ema, ecc., alle <em><strong>best practice</strong></em> <strong>e alla migliore evidenza scientifica</strong>, il tipo di vaccino più adatto, tra le diverse tipologie disponibili, tenendo conto delle specifiche caratteristiche e di quelle più adatte a ciascun assistito.</p>
<p><strong>Il diritto alla salute garantisce al cittadino il diritto di avere la migliore cura disponibile e, quindi, anche il diritto al vaccino che, in base alle evidenze scientifiche, sia in grado di offrire anche la migliore copertura vaccinale dal Sars-Cov-2.</strong></p>
<p><strong>Il sanitario, quindi, avrebbe il dovere di consigliare all&#8217;utente il “miglior” vaccino tra quelli disponibili.</strong></p>
<p><strong>Il paziente, a sua volta, ha il diritto di scelta tra i vaccini eventualmente consigliati dal sanitario.</strong></p>
<p>Ciò anche per la problematica della seconda dose del vaccino Astrazeneca e, quindi, della vaccinazione eterologa.</p>
<p>Si potrebbe anche ipotizzare che, dopo l&#8217;anamnesi del sanitario e acquisito il consenso informato, il medico rilasci una prescrizione che possa consentire all&#8217;utente di acquistare presso le farmacie, a prezzo calmierato, il vaccino consigliato, se non disponibile presso la struttura sanitaria.</p>
<p>Allo stato attuale, vista la “facoltatività” del vaccino da Covid-19, sembra piuttosto difficile, in base alla normativa vigente, che l’Aifa possa aprioristicamente “imporre” la scelta del vaccino all&#8217;utente.</p>
<p>Diverso sarebbe stato il discorso in caso di obbligatorietà vaccinale.</p>
<p>Per approfondimenti giuridici sul tema vedasi le note in calce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>La <a href="http://apps.who.int/gb/bd/PDF/bd47/EN/constitution-en.pdf">Costituzione</a> dell’<em>Organizzazione Mondiale della Sanità </em>(OMS) è stato il primo strumento internazionale a decretare il godimento del miglior stato di salute come un diritto fondamentale di ogni essere umano (&#8220;il diritto alla salute&#8221;). La Costituzione, approvata nel 1946 ed entrata in vigore nel 1948, dispone che la <em>“</em><em>sanità è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d&#8217;infermità. Il possesso del migliore stato di sanità possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano, senza distinzione di razza, di religione, d&#8217;opinioni politiche, di condizione economica o sociale. I governi sono responsabili della sanità dei loro popoli; essi possono fare fronte a questa responsabilità, unicamente prendendo le misure sanitarie e sociali adeguate”. </em>Il diritto alla salute è un diritto riconosciuto dal diritto internazionale dei diritti umani. Il diritto alla salute è riconosciuto, tra l&#8217;altro, gli artt. 1 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007 (CDFUE), che garantiscono la dignità umana e l’integrità fisica e psichica di ciascun individuo, nonché (art. 3, comma 2) il rispetto del consenso libero e informato della persona in ambito medico e biologico; l’art. 8, comma 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848 (CEDU), che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare; l’art. 24 della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 (per la quale la ratifica e l’esecuzione sono state disposte con legge 27 maggio 1991, n. 176), che tutelano la salute dei minori e garantiscono il loro accesso ai servizi medici; gli artt. 5, 6 e 9 della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina, firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997 (per la quale la ratifica e l’esecuzione sono state disposte con legge 28 marzo 2001, n. 145), il primo dei quali, in particolare, sancisce come regola generale la necessità del consenso libero e informato dell’interessato ai trattamenti sanitari. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali &#8211; ampiamente considerato come lo strumento centrale della protezione del diritto alla salute &#8211; riconosce <em>&#8220;il diritto di ogni individuo a godere del miglior stato di salute fisica e mentale”</em>. Si precisa che il diritto alla salute è sancito in numerosi trattati internazionali e regionali sui diritti umani. Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), istituito con la <a href="http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=21035&amp;completo=true">Legge del 23 dicembre 1978, n. 833</a>, nasce con il preciso scopo di assicurare quanto stabilito dalla costituzione e <strong>garantire </strong>l’accesso alle sue strutture e l’erogazione delle prestazioni di <strong>diagnosi, cura e assistenza, </strong>secondo <strong>tre principi fondamentali</strong>: u<strong>niversalità, uguaglianza ed equità.</strong></li>
<li>Ne deriva che se è sancito costituzionalmente il diritto primario ed assoluto alla salute, è anche sancito il corrispettivo diritto alla non salute. Gli articoli 2 e 13 della Costituzione, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo, ribadiscono l’inviolabilità della libertà personale. La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n°438/2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute.</li>
<li>Norme quali quella istitutiva del Servizio sanitario nazionale (L. n. 833/1978 il cui art. 33 sancisce il carattere di norma volontario degli accertamenti e dei trattamenti sanitari, nel rispetto della dignità e della libertà umana), in tema di sperimentazione clinica (D.lgs. n. 211/2003), di procreazione medicalmente assistita (L. n. 40/2004) e di attività trasfusionali e di produzione di emoderivati (L. n. 219/2005). Nel codice di deontologia medica del 2014, l’art. 35 statuisce che “<em>&#8230; Il medico non intraprende né prosegue in procedure diagnostiche e /o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato&#8230;.”.</em></li>
<li>Al riguardo si è ulteriormente precisato che l’acquisizione da parte del medico del consenso informato costituisce prestazione altra e diversa da quella dell’intervento medico richiestogli, assumendo autonoma rilevanza ai fini dell’eventuale responsabilità risarcitoria in caso di relativa mancata prestazione da parte del paziente (v. Cass., 13/2/2015, n. 2854).</li>
<li>L’autonoma rilevanza della condotta di adempimento della dovuta prestazione medica ne impone, pertanto, l’autonoma valutazione rispetto alla vicenda dell’acquisizione del consenso informato (cfr., da ultimo, Cass., 26/7/2012, n. 13214; Cass., 27/4/2010, n. 10060, e da ultimo Cass., 6/6/2014, n. 12830). Si è al riguardo precisato che, a fronte dell’allegazione di inadempimento da parte del paziente, è onere del medico provare l’adempimento dell’obbligazione di fornirgli un’informazione completa ed effettiva sul trattamento sanitario e sulle sue conseguenze (v. Cass., 9/2/2010, n. 2847), senza che sia dato presumere il rilascio del consenso informato sulla base delle qualità personali del paziente, potendo esse incidere unicamente sulle modalità dell’informazione, la quale deve sostanziarsi in spiegazioni dettagliate ed adeguate al livello culturale del paziente, con l’adozione di un linguaggio che tenga conto del suo particolare stato soggettivo e del grado delle conoscenze specifiche di cui dispone (v. Cass., 20/8/2013, n. 19920).</li>
<li>Il consenso informato va, d’altro canto, acquisito anche qualora la probabilità di verificazione dell’evento sia così scarsa da essere prossima al fortuito o, al contrario, sia così alta da renderne certo l’accadimento, in quanto solo al paziente spetta la valutazione dei rischi cui intende esporsi, sicché il professionista o la struttura sanitaria non possono omettere di fornirgli tutte le dovute informazioni (v. Cass., 19/9/2014, n. 19731). Il medico, dunque, viene meno all’obbligo di fornire idonea ed esaustiva informazione al paziente, al fine di acquisirne un valido consenso, non solo quando omette del tutto di riferirgli della natura della cura prospettata, dei relativi rischi e delle possibilità di successo, ma anche quando ne acquisisca con modalità improprie il consenso.</li>
<li>In base alle citate linee guida, una corretta informazione deve essere quindi:</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Personalizzata:</strong> adeguata, cioè, alla situazione di salute, psicologica, culturale e linguistica dell&#8217;utente e/o del rappresentante legale. L’informazione deve essere adeguata all’età, alla condizione socio culturale e alla capacità cognitiva dell&#8217;utente. Per quanto possibile, va evitato il rischio che vi sia un involontario condizionamento dell&#8217;utente legato all’asimmetria informativa (condizione in cui l&#8217;informazione non è condivisa integralmente) che vi è tra le figure sanitarie in possesso di maggiori informazioni rispetto agli assistiti/utenti.</li>
<li><strong>Comprensibile:</strong> vale a dire, espressa con linguaggio semplice e chiaro, ma non semplicistico e generico, il più possibile priva di termini tecnici, supportata anche dall’uso di fogli illustrativi. Nel caso di utilizzo di testo scritto viene raccomandato di scegliere caratteri tipografici e stili che favoriscano la lettura. In caso di utente straniero, che non comprende adeguatamente la lingua italiana, si suggerisce di ricorrere, ove possibile, al sostegno di un mediatore culturale.</li>
<li><strong>Veritiera:</strong> cioè corrispondente alle effettive condizioni di salute dell&#8217;utente, alle concrete implicazioni dell’atto clinico proposto sulla base delle evidenze scientifiche.</li>
<li><strong>Esaustiva:</strong> finalizzata a fornire le notizie inerenti l’atto sanitario proposto (vaccinazione) nell’ambito del percorso di cura intrapreso e al soddisfacimento di ogni quesito specifico posto dall&#8217;utente. In particolare, l’informazione dovrà riguardare, come previsto dall’art. 33 del CDM 2014, su:</li>
<li>stato di salute dell&#8217;utente (ovvero anamnesi vaccinale);</li>
<li>natura e scopo principale della vaccinazione;</li>
<li>probabilità di successo, benefici previsti, contestualizzati alla letteratura più recente;</li>
<li>modalità di effettuazione e, se possibile, chi eseguirà la prestazione;</li>
<li>conseguenze locali, se prevedibili, e loro modalità di risoluzione;</li>
<li>rischi ragionevolmente prevedibili (aggiornati sulla base della letteratura più recente), loro probabilità di verificarsi e di essere risolti da ulteriori trattamenti;</li>
<li>eventuali possibilità di trattamenti alternativi e loro vantaggi e rischi;</li>
<li>eventi avversi significativi, anche se rari, e loro emendabilità;</li>
<li>conseguenze sulla salute del rifiuto alla vaccinazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/">La scelta del tipo di vaccino anticovid-19 è una libera concessione del decisore politico o un primario diritto costituzionale del cittadino?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/la-scelta-del-tipo-di-vaccino-anticovid-19-e-una-libera-concessione-del-decisore-politico-o-un-primario-diritto-costituzionale-del-cittadino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Iuvinale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 14:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2826</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti pubblicazioni sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le autorità cinesi hanno ripetutamente affermato di aver fornito al mondo tutte le informazioni sulla comparsa del coronavirus. Tuttavia, le recenti </em><a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11501181"><em>pubblicazioni</em></a> <em>sui media occidentali fanno rivivere ancora una volta la versione della perdita di laboratorio. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno avviato nuove indagini, i cui risultati rischiano solo di complicare le già difficili relazioni di Pechino con l&#8217;Occidente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti dell&#8217;intelligence statunitense hanno recentemente riferito al WSJ che i dipendenti dell&#8217;Istituto di virologia di Wuhan, dove gli scienziati hanno lavorato con i coronavirus negli ultimi dieci anni, erano malati di una malattia sconosciuta già nel novembre 2019.</p>
<p>E secondo<a href="https://tass.ru/obschestvo/11511305"> <em>il Daily Caller,</em></a> la moglie di uno di loro è morta di COVID-19 nel dicembre 2019. In effetti, ciò dimostrerebbe che il coronavirus si sarebbe diffuso in tutto il mondo dal laboratorio.</p>
<p>Questa informazione è ovviamente contraria alla versione ufficiale di Pechino.</p>
<p>In Cina, affermano che le prime persone infette da COVID-19 nel paese sono apparse solo a dicembre 2019.</p>
<p>E non all&#8217;Istituto di Virologia, ma al mercato del pesce.</p>
<p>Nonostante ciò, i servizi di intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna hanno comunque avviato delle proprie indagini per individuare le cause dello scoppio della pandemia.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden <a href="https://www.wsj.com/articles/biden-calls-for-intelligence-report-on-origins-of-covid-19-11622049664"><em>ha chiesto ufficialmente all&#8217;intelligence</em></a> di <em><strong>&#8220;raddoppiare gli sforzi per raccogliere e analizzare le informazioni che porteranno a una conclusione definitiva sull&#8217;origine del coronavirus&#8221;</strong></em> e di riferirgli i risultati dell&#8217;indagine entro 90 giorni.</p>
<p>Inoltre, anche il Congresso americano sta <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11505055"><em>iniziando</em></a> anche una propria indagine.</p>
<p>Per questo, verrà creata una commissione speciale.</p>
<p>I funzionari statali stanno anche esortando il governo federale a rilasciare tutti i dati in suo possesso sul coronavirus.</p>
<p>Allo stesso tempo, repubblicani e democratici hanno <a href="https://nypost.com/2021/05/28/bipartisan-group-comes-together-for-china-covid-accountability-push/"><em>sviluppato un</em></a> disegno di legge congiunto <strong>che consentirà ai cittadini statunitensi di chiedere un risarcimento alla Repubblica Popolare Cinese per la morte di parenti a causa di COVID-19. </strong></p>
<p>Il documento è stato chiamato <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong> e, tra l&#8217;altro, prevede anche il controllo delle azioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS).</p>
<p>Tutto questo dimostrerebbe una reale possibilità che l&#8217;indagine statunitense possa dimostrare la fuga di laboratorio come l&#8217;ipotesi principale della una pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati degli esperti dell&#8217;OMS</strong></p>
<p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno, gli specialisti dell&#8217;OMS di diversi paesi hanno trascorso un mese in Cina. Durante questo periodo, sono giunti alla conclusione che la versione di una fuga di coronavirus da un laboratorio a Wuhan è la meno probabile.</p>
<p>La causa principale per l&#8217;inizio della pandemia, sarebbe la trasmissione del virus da animale ad animale e quindi all&#8217;uomo. Allo stesso tempo, però, non sono mai riusciti a trovare la variante del coronavirus in natura che si era diffusa in tutto il mondo.</p>
<p>Il tipo più vicino è stato trovato nei pipistrelli che non vivono nella regione di Wuhan.</p>
<p>Nonostante il fatto che la commissione abbia visitato sia il mercato del pesce che il laboratorio di Wuhan, <strong>i risultati dell&#8217;indagine dell&#8217;OMS hanno causato insoddisfazione in molti paesi: Australia, Stati Uniti, Unione Europea, Repubblica di Corea e Giappone.</strong> In particolare, perché i lavori della commissione sono proseguiti con notevole ritardo e senza accesso a informazioni e campioni completi a causa del comportamento ostruzionistico della Cina.</p>
<p>Gli Stati Uniti e altri paesi hanno chiesto a Pechino di condurre una seconda fase dell&#8217;indagine.</p>
<p>I principali biologi molecolari e immunologi mondiali hanno <a href="https://nauka.tass.ru/nauka/11369115"><em>chiesto lo</em></a> stesso .</p>
<p>Tuttavia, la Cina ha rifiutato di accettare nuovamente la commissione. Le autorità hanno spiegato questa decisione con il fatto che le origini del coronavirus vanno ricercate in altri Paesi (Italia compresa, e non solo in Cina.</p>
<p>In particolare, i rappresentanti della RPC, hanno chiesto di controllare i laboratori americani.</p>
<p><strong>Probabilmente sarà inevitabile la colpa della Cina</strong></p>
<p>Pechino è piuttosto nervosa per il tentativo di incolpare la Cina della causa della pandemia.</p>
<p>ll coronavirus ha già inferto un duro colpo all&#8217;immagine della Cina, ma il Paese potrebbe dover respingere una raffica di nuove accuse nel prossimo futuro.</p>
<p>Sullo sfondo di relazioni sempre più deteriorate tra Pechino e l&#8217;Occidente, il rapporto dell&#8217;intelligence statunitense potrebbe diventare un&#8217;altra ragione per gli Stati Uniti e i suoi alleati per aumentare la pressione sulla Cina e chiederle concessioni e risarcimenti.</p>
<p>Oltre alla possibilità di citare in giudizio la Cina, a Washington <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>ammettono</em></a> anche misure, come l&#8217;espulsione della PRC <a href="https://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/11509283"><em>dall&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (OMC)</em></a> per presunto occultamento di informazioni sull&#8217;origine del COVID-19.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Implicazioni legali</strong></p>
<p>Negli Stati Uniti, dallo scorso anno, si sono intentate azioni legali risarcitorie contro la Cina per la pandemia.</p>
<p>Ad esempio, nel marzo 2020, l&#8217;avvocato ed ex procuratore federale Larry Kleiman ha <a href="https://www.cbsnews.com/news/coronavirus-lawyer-larry-klayman-sues-chinese-government-over-outbreak/"><em>intentato</em></a> un&#8217;azione legale collettiva nel distretto settentrionale del Texas.</p>
<p>Nello stesso mese presso la Corte per il Distretto Meridionale della Florida è stata <a href="https://lawandcrime.com/lawsuit/china-sued-for-covering-up-coronavirus-pandemic-in-its-own-economic-self-interest/"><em>avviat</em></a>a un&#8217;azione legale collettiva da parte dei residenti di Miami-Dade e Palm Beach, nonché dalla società The Pitching Lab LLC..</p>
<p>Allo stesso tempo, però, come <a href="https://www.latimes.com/politics/story/2020-05-15/can-china-be-sued-in-the-u-s-and-forced-to-pay-for-coronavirus-losses-legal-experts-say-no"><em>sostenuto da esperti americani</em></a>, tutte queste cause sono destinate al fallimento, poiché negli Stati Uniti è in vigore il cosiddetto <em><strong>&#8220;Sovereign Immunity Act&#8221;</strong></em> del 1976 che garantisce la protezione dei paesi esteri dalla giurisdizione americana, se non si tratta di attività commerciali o terrorismo.</p>
<p>Tuttavia, il disegno di legge <strong><em>&#8220;International Outbreak Prevention Act Never Again&#8221;</em></strong>, introdotto dai legislatori americani, prevede che la Cina e il suo Governo perdano la loro immunità da procedimenti civili o penali negli Stati Uniti.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, non è ancora chiaro come le autorità americane intendano costringere la parte cinese a rispettare le proprie decisioni e come funzionerà.</p>
<p>Diverse ONG e avvocati di diversi paesi hanno anche presentato denunce contro la Cina presso organismi internazionali, in particolare la Corte penale internazionale (ICC).</p>
<p>Tuttavia, affinché l&#8217;ICC avvii un&#8217;indagine, deve essere dimostrato che la Cina abbia deliberatamente attaccato la popolazione civile.</p>
<p>Ovviamente, nessuno oggi è in grado di fornire tali prove, il che significa che la Cina non potrà essere accusata di crimini contro l&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Però, come riportato in un articolo sul </strong><a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><strong>sito dell&#8217;International Bar Association</strong></a><strong>, gli Stati hanno anche la possibilità di denunciare la Cina alla Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite o alla Corte internazionale di arbitrato dell&#8217;Aia. </strong></p>
<p>Il pretesto formale potrebbe essere il pericolo che Pechino abbia esposto la popolazione mondiale, in violazione degli obblighi internazionali.</p>
<p>Per confermare ciò, i pubblici ministeri dovranno dimostrare che la Cina non ha deliberatamente segnalato il virus all&#8217;OMS, violando così il trattato e gli obblighi imposti dall&#8217;organizzazione.</p>
<p>Finora tutte queste misure rimangono solo ipotesi.</p>
<p>La <a href="https://www.ibanet.org/article/D1B023C0-4033-4197-B68D-C11301478271#_edn7"><em>Casa Bianca ha affermato</em></a> di non avere, al momento, informazioni sufficienti per confermare o smentire la versione di laboratorio in questa fase.</p>
<p><strong>Per una migliore comprensione della situazione, resta quindi da attendere le conclusioni dell&#8217;intelligence americana.</strong></p>
<p><strong>Intanto gli USA si preparano legalmente ad agire contro la Cina e questo è già un segnale ben preciso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Nicola Iuvinale" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/05/nicola-iuvinale-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/nicola-iuvinale/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Nicola Iuvinale</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, blogger. Si occupa di diritto, economia e politica.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/">Gli USA si armano legalmente contro la Cina. Chiederanno un risarcimento alla PRC per il covid-19</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/gli-usa-si-armano-legalmente-contro-la-cina-chiederanno-un-risarcimento-alla-prc-per-il-covid-19/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 20:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[roberto speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi si è celebrato in Senato il “processo farsa” al ministro della sanità Speranza. Con la compagine di destra, compromessa con il governo, era chiaramente impossibile un voto diverso, da quello che, ha respinto le tre mozioni di sfiducia, volute da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni. Salvini intascati i 30 denari del tradimento, rappresentati dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/">Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è celebrato in Senato il “processo farsa” al ministro della sanità Speranza.</p>
<p>Con la compagine di destra, compromessa con il governo, era chiaramente impossibile un voto diverso, da quello che, ha respinto le tre mozioni di sfiducia, volute da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.</p>
<p>Salvini intascati i 30 denari del tradimento, rappresentati dalla promessa di spostamento alle 23 del coprifuoco e da qualche altro allentamento sulle misure restrittive anti Covid, si è allineato alla maggioranza.</p>
<p>Oggi addirittura sicuro di incassare il voto di fiducia, il ministro Speranza ha tuonato «In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia».</p>
<p>Ma questo non è assolutamente vero!</p>
<p>Un’epidemia ha nella politica il suo punto di riferimento, la scienza può, con i suoi studi ed i suoi dati, dare un suggerimento, ma chi decide che cosa fare o che cosa non fare, è la politica.</p>
<p>Questo infatti è il mestiere della politica, quello di decidere gli interessi della nazione.</p>
<p>Ecco perché reputo che il ministro Speranza è assolutamente uno dei responsabili politici del disastro in cui ha portato il nostro paese, naturalmente con la complicità del capo dell&#8217;ex-governo giallo rosso, Giuseppe Conte.</p>
<p>Un ministro che nella sua tronfia presunzione, invece di preoccuparsi dell’arrivo di una seconda ondata, scriveva il suo libro di come aveva sconfitto la pandemia.<br />
Solo questo fatto, così eclatante, sarebbe stato sufficiente per una persona, dotata di una briciola di onestà intellettuale, a prendere la decisione di dimettersi, per manifesta incapacità.</p>
<p>Il ministro Speranza sa perfettamente che gli oltre 120.000 morti a cui stiamo arrivando giorno dopo giorno, chiedono a gran voce giustizia, già qui in terra.</p>
<p>Perché non sono morti per disgrazia o per sfortuna, ma in buona misura anche e soprattutto a causa di una politica maldestra ed impreparata.</p>
<p>Mentre il ministro scriveva sul suo libro che attraverso la pandemia si poteva ricreare un’egemonia della sinistra, sul fronte si avvicinava la tempesta della seconda e poi della terza ondata.<br />
Una visione politicizzata frutto di anni di un bigotto senso del comunismo confuso con un impreparazione tecnica.</p>
<p>Un governo quello del ministro Speranza che non aveva un piano pandemico aggiornato e che ha lasciato morire operatori del settore sanitario scientemente, non dotandoli di procedure e di strumenti idonei di protezione personale.</p>
<p>Ma ora il ministro Speranza dice fieramente che il piano è stato aggiornato.</p>
<p>Certo, dopo lo scandalo sollevato dal programma televisivo &#8220;Non è l&#8217;arena&#8221;, sarebbe stato difficile non metterlo a posto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro oggi richiama all’unità di fronte al virus, perché nei mesi precedenti del governo Conte, la situazione era diversa, come mai allora non invocava l&#8217;unità e procedeva senza tenere in considerazione nessun suggerimento?<br />
No, non era diversa, ma oggi il ministro richiamava all’unità quel centrodestra che è caduto nella trappola tesa dalla sinistra e dal M5S.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro poi per difendersi riversa la colpa dei tagli alla sanità pubblica sui governi precedenti.</p>
<p>Ma ministro lei era già dentro in quei governi sicuramente colpevoli ma anche lei ha votato i tagli di cui oggi accusa altri, immemore, come il collega Toninelli, di quello che ha votato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora Salvini e FI chiedono una commissione d’inchiesta sul disastro nazionale della pandemia, sulla Caporetto della sanità, sulla somma di morti civili della seconda guerra mondiale eguagliata in un anno e qualche mese.</p>
<p>Mi auguro che si faccia e velocemente per portare alla luce la gestione inadatta e colpevole di una classe politica, da mandare velocemente a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pandemia non è una colpa del governo, ma la sua gestione politica sì.<br />
La politica doveva gestire la nazione per fronteggiarla, ma era impegnata a strombazzare ed a suonare pifferi per annebbiare la vista agli italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Peccato che Draghi non abbia saputo seguire l’esempio di un grande politico della romanità: Cicerone.</p>
<p>Egli inchiodò alle sue responsabilità il corrotto Catilina, di fronte al senato della repubblica romana.</p>
<p>Quanto mi sarebbe piaciuto sentire uscire dalla bocca di Draghi: «Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?».</p>
<p>Per chi non mastica il latino, tradotta letteralmente, significa «Fino a quando dunque, ministro Speranza, abuserai della nostra pazienza?».</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/">Quousque tandem abutere, Speranza, patientia nostra?</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/quousque-tandem-abutere-speranza-patientia-nostra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La pandemia nascosta</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-pandemia-nascosta/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/la-pandemia-nascosta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Vignera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 15:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe vignera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=2724</guid>

					<description><![CDATA[<p>I numeri della pandemia di Covid 19 sono davvero molto pesanti, la triste contabilità dei morti ci porta ad un numero che sta superando il numero di vittime civili del secondo conflitto mondiale. La speranza si ripone nei vaccini che sono stati messi in campo per contrastare la diffusione del morbo, con la speranza in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-pandemia-nascosta/">La pandemia nascosta</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I numeri della pandemia di Covid 19 sono davvero molto pesanti, la triste contabilità dei morti ci porta ad un numero che sta superando il numero di vittime civili del secondo conflitto mondiale.</p>
<p>La speranza si ripone nei vaccini che sono stati messi in campo per contrastare la diffusione del morbo, con la speranza in questo modo di poterne uscire fuori, se non definitivamente almeno in modo da poter ripartire con una vita più vicina alla normalità.</p>
<p>Ma accanto alla situazione epidemiologica che costantemente ci viene generosamente illustrata, ogni giorno che Dio comanda, in televisione e nei giornali, vi è una pandemia nascosta altrettanto grave e con effetti devastanti.</p>
<p>E’ la pandemia economica.</p>
<p>Un virus che sta uccidendo interi comparti dell’economia nazionale, a causa di provvedimenti governativi restrittivi, a volte addirittura illogici, e non si comprende neppure se davvero utili a fermare il contagio.</p>
<p>Una prima critica è quella che non si comprende come fa il virus a decidere di colpire solo alcune famiglie merceologiche e non altre, vedi la lettera inviata alla rubrica di Porro, dove un addetta di una merceria che deve chiudere, giustamente sottolinea il fatto che le librerie, le cartolerie o le ferramenta sono aperte.</p>
<p>Se il virus circola, circola dappertutto, come mai alcune attività sono aperte ed altre chiuse?</p>
<p>Il programma di ristori economici previsto prima dal governo Conte ed ora ampliato da Draghi è un buco nell’acqua, una goccia per chi muore di sete.<br />
Gli imprenditori hanno bisogno certo di avere dei ristori a fronte dell’imposizione forzata di chiusure alle loro attività, ma le aziende vivono con il fatturato, senza di questo la copertura dei costi fissi è impensabile.</p>
<p>Proprio questo è il motivo fondamentale per cui avremo la chiusura di centinaia di migliaia di partite IVA e con loro il licenziamento dei dipendenti.</p>
<p>Nel frattempo che il governo si avveda della situazione ed inizi a ragionare, in maniera differente, sui numeri reali della pandemia sanitaria ed economica, la fila alle porte della Caritas o di altre istituzioni si allunga di giorno in giorno.</p>
<p>Nel capitolo 12 dei Promessi Sposi si narra l’assalto ai forni della folla inferocita ed affamata, ora sicuramente non siamo a quel punto, ma fino a quando le persone potranno resistere senza lavorare?<br />
Fino a quando la pandemia economica che oggi tutti cercano di nascondere, non scoppierà con tutta la sua virulenza?</p>
<p>Prima che questo accada occorre che il governo Draghi metta in piedi, non elemosine, che non servono a nulla, ma un piano di ripresa del lavoro immediato, per permettere a chi ancora resiste di rimettere in moto i motori dell’economia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Giuseppe Vignera" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2021/03/giuseppe-vignera-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/giuseppe-vignera/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Giuseppe Vignera</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Nato a Genova il 3-1-1961, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio di Genova e il Master in gestione aziendale a tempo pieno presso Enfapi Sogea (scuola manageriale Confindustria) ha conseguito la seconda laurea in Filosofia. Dal 1997 quadro in Fca group ora Stellantis, con mansioni sia in campo marketing ma soprattutto nell&#8217;area commerciale. Attualmente zone manager per Liguria e Piemonte della rete assistenziale FCA. Da un anno Iscritto nelle fila del PLI con l’incarico di responsabile della comunicazione nazionale del partito. Scrive regolarmente su L’Opinione e sul giornale di partito Rivoluzione Liberale.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://filosofiaattiva.wordpress.com" target="_self" >filosofiaattiva.wordpress.com</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-pandemia-nascosta/">La pandemia nascosta</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.einaudiblog.it/la-pandemia-nascosta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
