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	<title>angelo lucarella Archivi - Einaudi Blog</title>
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	<description>Il blog della Fondazione Luigi Einaudi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Aug 2025 22:10:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>angelo lucarella Archivi - Einaudi Blog</title>
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		<title>Palestina tra &#8220;dem(o)icidio&#8221; o &#8220;genocidio&#8221; e la proposta della Lega Araba</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/palestina-tra-demoicidio-o-genocidio-e-la-proposta-della-lega-araba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 22:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta della Lega Araba ha una ragione di senso. I palestinesi hanno diritto ad avere uno Stato che possano sentire casa. È quanto riconosciuto a livello internazionale già da anni. Tuttavia, avere &#8220;diritto ad uno Stato&#8221; e nascere come &#8220;stato di Diritto&#8221; sono due cose nette e separate per quanto possano congiungersi successivamente. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/palestina-tra-demoicidio-o-genocidio-e-la-proposta-della-lega-araba/">Palestina tra &#8220;dem(o)icidio&#8221; o &#8220;genocidio&#8221; e la proposta della Lega Araba</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta della Lega Araba ha una ragione di senso.</p>
<p>I palestinesi hanno diritto ad avere uno Stato che possano sentire casa.</p>
<p>È quanto riconosciuto a livello internazionale già da anni.</p>
<p>Tuttavia, avere &#8220;diritto ad uno Stato&#8221; e nascere come &#8220;stato di Diritto&#8221; sono due cose nette e separate per quanto possano congiungersi successivamente.</p>
<p>Il secondo è un processo che implica il riconoscimento non dello Stato in quanto tale, ma di un nucleo di potere transitorio che pacifichi i territori (vittime di Hamas e della sproporzionata risposta israeliana) aprendo alla vita democratica.</p>
<p>C&#8217;è quindi un problema di fondo da risolvere: chi fa lo Stato?</p>
<p>Parallelamente al fondamentalismo pronunciato e messo in pratica da Hamas (nello statuto vuole la cancellazione di Israele) c&#8217;è anche quello ebraico.</p>
<p>Un fondamentalismo che, ad esempio, nulla c&#8217;entra con il sionismo: il primo è religioso e si argomenta nelle dispute di tale natura; il secondo è l&#8217;idea di avere una terra nel mondo per gli ebrei (stessa cosa che è riconosciuta ai palestinesi).</p>
<p>La rappresentazione del come fondamentalismo e sionismo non siano la stessa cosa possiamo cavarla dai coloni: il sionismo, storicamente, compra le terre (vedasi il progetto di Sion prima della nascita di Israele).</p>
<p>Pertanto i coloni sono illegittimi (illeciti per il diritto eventualmente applicabile &#8211; in Italia il reato è invasione di terreni ed edifici) come affermato dall&#8217;Unione Europea e da altre organizzazioni internazionali.</p>
<p>Pertanto ebrei e palestinesi hanno un destino comune: vivere in pace nella terra che da secoli entrambi condividono di fatto.</p>
<p>Il 7 ottobre provocato da Hamas è la goccia che ha fatto traboccare il vaso allo stesso modo di come la politica israeliana ha condotto un &#8220;demoicidio&#8221; o &#8220;demicidio&#8221; (uccisione di popolo che differisce da genocidio poiché mancherebbe l&#8217;elemento razziale).</p>
<p>Finalmente, quindi, l&#8217;intervento del mondo arabo: d&#8217;altronde il problema Hamas è fiorito all&#8217;interno delle logiche di prevalenza tra sciiti e sunniti (di cui Hamas era ed è l&#8217;unica sunnita ad essere supportata da sciiti come l&#8217;Iran).</p>
<p>La situazione si sta evolvendo.</p>
<p>Un po&#8217; troppo tardi, ma meglio tardi che mai.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/palestina-tra-demoicidio-o-genocidio-e-la-proposta-della-lega-araba/">Palestina tra &#8220;dem(o)icidio&#8221; o &#8220;genocidio&#8221; e la proposta della Lega Araba</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Muore anche il bipolarismo della seconda repubblica</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/muore-anche-il-bipolarismo-della-seconda-repubblica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 19:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[bipolarismo]]></category>
		<category><![CDATA[seconda repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la morte di Berlusconi, muore anche il bipolarismo inteso e maturato nella seconda repubblica. Tutti i partiti (tranne Fratelli d’Italia e Partito Democratico) vorranno contare con poco e meglio. Al centro nascerà, per forza di cose, una grande area che includerà liberali, democratici, cattolici, riformisti. La forma e la formula potrebbero dipendere da diversi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/muore-anche-il-bipolarismo-della-seconda-repubblica/">Muore anche il bipolarismo della seconda repubblica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la morte di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/berlusconi?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZWy5fFMDu6kr8kzOGq9_kuIkyZDYL1TcX2Gx8kW2EuDemaATnDPEO9v-dAUkoyHcgvbITCM8kYuOvGzO-hoO6ID9TRoZBLsITVmM7-h1Q_oRlk9j0dtkMkTd65_ojxQWGEsuz4nE-woFsipSwfXOopgzIrwsza6ckR8uwsLboV8HOyDduz8KbwqHqh8XxxdBMo&amp;__tn__=*NK-R">Berlusconi</a>, muore anche il bipolarismo inteso e maturato nella seconda repubblica.</p>
<p>Tutti i partiti (tranne Fratelli d’Italia e Partito Democratico) vorranno contare con poco e meglio.</p>
<p>Al centro nascerà, per forza di cose, una grande area che includerà liberali, democratici, cattolici, riformisti. La forma e la formula potrebbero dipendere da diversi fattori: in primis la non rinuncia alla singola storia politica.</p>
<p>Se ciò non dovesse accadere, potrebbe aprirsi una strada inesplorata per il Paese: il rafforzamento maggioritarista di Fratelli d’Italia da una parte e, tra circa due legislature, la fusione tra Pd e Movimento 5 stelle.</p>
<p>Il risultato?</p>
<p>Non più un sistema di alternanza da bipolarismo, ma da bipartitismo di fatto ed all’americana.</p>
<p>Nel mentre, la presenza in Parlamento di forze non a trazione maggioritarista implicherà insistenza per ottenere una nuova legge elettorale che mantenga vive le minoranze.</p>
<p>È una giusta rivendicazione quest’ultima data la nostra Costituzione.</p>
<p>Il punto è però un altro: da qui alle elezioni Europee c’è un anno di tempo circa e Forza Italia, senza Berlusconi, è senza dubbio un’altra cosa.</p>
<p>Cosicché ci sarà una necessità endogeno-politica di alcuni partiti a voler ripristinare un sistema proporzionale puro, ipotizzando, con soglia di sbarramento al 3%.</p>
<p>Salvo la questione del premierato che andrà discussa su un altro piano di riforme (cioè costituzionali) non è da escludersi che anche il Partito democratico, pur di non cedere all’unione col Movimento 5 stelle in caso di futuro sistema a bipartitismo, dovrà ancor di più parlare a sinistra lasciando liberi i cattolico-rifomisti di cercare altra casa.</p>
<p>La strada che porterebbe verso il ritorno di Draghi sulla scena politica nazionale è sottotraccia ma già intuibile.</p>
<p>Dalla morte di Silvio Berlusconi, protagonista degli ultimi decenni della vita politica italiana, inizia un’altra storia del Paese.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/muore-anche-il-bipolarismo-della-seconda-repubblica/">Muore anche il bipolarismo della seconda repubblica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Le convergenze parallele e le  omogeneità valoriali in politica</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/le-convergenze-parallele-e-le-omogeneita-valoriali-in-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 22:18:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[prima repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aldo Moro, stando a quanto la storia della prima Repubblica ci ha consegnato, ebbe a considerare le c.d. “convergenze stabili” (o parallele secondo alcuni scritti) come strumento per consentire l’uscita dallo stallo politico al fine di costruire maggioranze di governo indirizzate a condividere un percorso di riforme su più anni. È quel che, in buona [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-convergenze-parallele-e-le-omogeneita-valoriali-in-politica/">Le convergenze parallele e le  omogeneità valoriali in politica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aldo Moro, stando a quanto la storia della prima Repubblica ci ha consegnato, ebbe a considerare le c.d. “convergenze stabili” (o parallele secondo alcuni scritti) come strumento per consentire l’uscita dallo stallo politico al fine di costruire maggioranze di governo indirizzate a condividere un percorso di riforme su più anni.</p>
<p>È quel che, in buona sostanza, si manifestava poi nel verso di una sorta di “compromesso storico” tra Democrazia Cristiana e Partito comunista italiano con l’unica esclusione, morotealmente parlando, dell’incidenza di quel totalitarismo di cui l’esperienza sovietico- comunista si faceva simbolo ideologico.</p>
<p>Le convergenze di cui Moro ebbe a teorizzare la funzione, poi, furono considerate in chiave parallela nel senso stretto di immaginare un treno su due binari: appunto la democrazia (il treno) e i due binari (i partiti del compromesso).</p>
<p>Pur qualcuno la formula delle “convergenze” rappresentava un ossimoro: secondo la geometria euclidea due rette parallele mai possono convergere. Eppure quella delle convergenze morotee non è rimasta inapplicata nel tempo successivo ed anche dopo la morte dell’ex Presidente del Consiglio italiano.</p>
<p>D’altronde, concettualmente, si parla di convergenze ogni qualvolta si debba indicare che due partiti convergono su alcuni punti pur mantenendo una sostanziale distanza nella linea politica.</p>
<p>Ma le convergenze parallele a cui gli analisti degli anni sessanta facevano richiamo attribuendone la teorizzazione ad Aldo Moro, prevedeva un elemento consolidante in più: l’accordo stabile nel tempo storicizzandolo (da qui la funzione ideale del “compromesso storico”).</p>
<p>Naufragata la prima Repubblica, il sistema elettorale fu poi modificato in ottica di richiamo maggioritario affinché fosse consentita una più decisa stabilità di attuazione delle politiche da parte dei vincitori delle elezioni. Il sistema elettorale nuovo, c.d. <em>Mattarellum, </em>mantenne una decina d’anni.</p>
<p>Il tema delle convergenze morotee, pur velatamente, è stato il più applicato (consapevolmente o meno) da parte delle forze politiche pur senza la stabilizzazione storica delle alleanze: un accenno fu quello di Romano Prodi che, tuttavia, coniugò nel Partito Democratico due (o più) anime politiche di cui i maggiori interpreti furono i Democratici di Sinistra e la Margherita. Atro tentativo lo portò avanti Silvio Berlusconi quando lanciò il Polo delle libertà che poi ri-nomenclò Casa delle Libertà fino a suscitare la nascita di un partito contraltare del PD prodiano: il Popolo della Libertà unendo Forza Italia e Alleanza Nazionale.</p>
<p>Entrambe le esperienze hanno sì basato la costituzione di esse sulla strada della storicizzazione del rapporto di alleanza, ma con un limite: invece della convergenza hanno usato lo strumento a rovescio ovvero il far confluire idee politiche differenti in un “contenitore omologante”.</p>
<p>Il tempo ha portato a raccontarci come il Popolo delle Libertà sia imploso dopo qualche anno; il Partito Democratico, tra alti e bassi, resiste ancora, ma non è da escludersi possa giungere alla medesima conclusione e che alla lunga diventi un “contenitore intermezzo” tra la sinistra comunista, il Movimento 5 Stelle e un’area nuova (che farebbe eco alla Margherita di Rutelli, ma che ha strutturazione nettamente diversa): il Terzo Polo.</p>
<p>Ad oggi, quindi, se noi badiamo al come l’arco politico-parlamentare si presenti otterremmo (e otteniamo) che: la sinistra (o almeno le battaglie storiche) è rappresentata dal Movimento 5 Stelle, mentre guardando verso posizioni leggermente più moderate, pur saldamente nel centrosinistra (filo-progressista con quote democristiane), c’è il Partito democratico. Su quest’ultimo passaggio però va considera l’ascesa di Elly Schlein che sembrerebbe voler riaffermare i temi su cui, invece, il partito di Giuseppe Conte si sta consolidando da qualche anno.</p>
<p>Al centro della politica italiana parrebbe esser nata una conformazione politica, per ora in senso federativo, costituita da Italia Viva di Matteo Renzi, Azione di Carlo Calenda e i moderati orfani di un centrismo (quasi) puro.</p>
<p>Oltre confine centrista, c’è Forza Italia con qualche quota democristiana di quel che rappresenta l’UDC (e si precisa “qualche” perché buona parte dei democristiani conservatori sono da un’altra parte ovvero in quota meloniana: Fratelli d’Italia).</p>
<p>Allora, la lezione di Aldo Moro torna utile ai giorni nostri per una attualizzazione diversificata: non più convergenze parallele, ma aree per omogeneità valoriali.</p>
<p>Quindi dall’immagine dei binari paralleli si passa agli anelli di congiunzione: una idea potrebbe darla la simbologia degli anelli delle Olimpiadi.</p>
<p>È il caso, perciò, di affermare che il bipolarismo rischia di non trovare effettività quando occorre formare i governi; piuttosto esso è un fenomeno funzionale al momento elettorale perché, in ragione del principio di alternanza e di contrapposizione democratica, occorre che vi sia un gioco di diversità programmatica.</p>
<p>Se, però, facciamo uno sforzo di intuizione, il voto è destinato a cambiare nel tempo e, quindi, è deducibile come le forze politiche non possono rimanere statiche nel come nate (che non significa rinunciare alla propria essenza costitutiva) rispetto alle sfide sovranazionali e nazionali. Ciò significa che i partiti stessi, salvo quelli tendenti a posizionamenti polarizzanti, saranno sempre più obbligati a dialogare tra loro pur in genetica diversità politica. Una “esperienza tipo” può ricondursi al Governo di Mario Draghi.</p>
<p>Questo ragionamento porta, inevitabilmente, a comprendere che i partiti non polarizzanti (ad esempio quelli includenti le storie liberaldemocratiche, cattoliche, popolari, ecc.) saranno posti per forza di cose in una posizione di “legamizzazione” (si consenta lo sforzo terminologico) per formare i governi stando all’impianto costituzionale vigente; infatti, cosa diversa potrebbe accadere nell’ipotesi di stravolgimento costituzionale ove mai indirizzato ad istituire un sistema presidenziale o semipresidenziale.</p>
<p>La doverosità del legame governativo impone ed imporrà che determinati partiti faranno i conti con la compatibilità valoriale: una sorta di verifica per cui, al fine di ottenere come risultato le convergenze di cui Aldo Moro parlava decenni fa, interagiscano per formare governi stabili coloro che riconoscono il principio in base al quale alcune culture politiche possono dialogare senza delegittimarsi, ma anellarsi vicendevolmente a seconda delle esigenze politiche del Paese.</p>
<p>È questa la questione di fondo: per ottenere convergenze parallele, lo spazio politico vedrà crescere aree valoriali omogenee (non omologanti).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/le-convergenze-parallele-e-le-omogeneita-valoriali-in-politica/">Le convergenze parallele e le  omogeneità valoriali in politica</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>I comizi con “IO” e il finale del “NON” voto.  Il “neo” linguaggio della democrazia.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/i-comizi-con-io-e-il-finale-del-non-voto-il-neo-linguaggio-della-democrazia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 17:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[cicerone]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cicerone ci ricorda le quattro virtù che l’espressione deve possedere (virtutes elocutionis): aptum (appropriatezza), puritas (correttezza lessicale e grammaticale), perspicuitas (chiarezza) e ornatus (eleganza). Se guardiamo indietro nel tempo, specie nella prima repubblica, una regola non scritta in politica era evitare il più possibile l’utilizzo della parola “Io” durante un comizio. Regola non scritta che diventava divieto assoluto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/i-comizi-con-io-e-il-finale-del-non-voto-il-neo-linguaggio-della-democrazia/">I comizi con “IO” e il finale del “NON” voto.  Il “neo” linguaggio della democrazia.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cicerone ci ricorda le quattro virtù che l’espressione deve possedere (<em>virtutes elocutionis</em>): <em>aptum </em>(appropriatezza), <em>puritas</em> (correttezza lessicale e grammaticale), <em>perspicuitas</em> (chiarezza) e <em>ornatus</em> (eleganza).</p>
<p>Se guardiamo indietro nel tempo, specie nella prima repubblica, una regola non scritta in politica era evitare il più possibile l’utilizzo della parola “Io” durante un comizio. Regola non scritta che diventava divieto assoluto per l’attacco del discorso da offrire alla popolazione accorsa all’ascolto comiziale.</p>
<p>Pare assurdo pensare come questo modo di comportarsi politicamente, oggi costituisce invece uno dei principi cardine della comunicazione efficace.</p>
<p>A ben vedere si tratta di qualcosa che dai tempi di Cicerone (ma anche nel mondo socratico) si trascina sino alla contemporaneità. Si specifica la parola: si trascina.</p>
<p>Il motivo sta nell’evoluzione della lingua pubblica, non quella corrente (sono concetti differenti), dettata dall’approssimata educazione alla politica.</p>
<p>Senza sfociare nell’empirismo, è percepibile come (generazionalmente parlando) sia cambiata e mutata la qualità di <em>elocutio</em> della massa degli attori politici soprattutto: palpabile tutto ciò da quando i partiti hanno abdicato alla funzione formativa della classe dirigente, all’educazione civica dei sostenitori, all’essere d’ammirevole contenitore di sapere per chi volesse chiedere lumi circa qualcosa.</p>
<p>L’esempio classico che viene in mente è quando al termine dei comizi, Aldo Moro veniva avvicinato dalla folla non solo per una stretta di mano ma soprattutto per chiedere di “quel problema” che ci può dire Onorevole? Si creavano così le interazioni politico-cittadine il cui linguaggio del comiziante doveva esser forbito ma puntare a trasmettere un concetto semplice; cosa che, invece, la contemporaneità ci consegna in segno discutibile: la democrazia si sta abituando al banalismo del “non dire” cioè “all’IO sono come TE”.</p>
<p>Questo processo d’immedesimazione tra politico e cittadino è dannoso per due motivi: il primo perché non genera ammirazione tra il delegante (chi vota) e il delegato (chi si impegna a rappresentare); il secondo perché il politico, in quanto presumibilmente più industriato alla risoluzione dei problemi che il cittadino non può solo, deve aggiudicarsi la stima quale elemento durevole del rapporto elettorale.</p>
<p>La volatilità dei partiti, l’aleatorietà delle maggioranze, l’incertezza dell’impegno politico delle persone ha generato lo scemare dei processi di stima che sono relazioni necessarie sociologicamente per il fine elettorale stesso.</p>
<p>Il risultato di questa falla del linguaggio è il come si sia giunti a legittimare e considerare attendibile un impianto politico basato sul monovocabolismo: il memorabile “vaffa”.</p>
<p>Il pensiero, se vaffalogico, non è più tale, ma diventa la predizione politica del “NON voto” nella misura in cui esso ha rappresentato e rappresenta proprio quel distacco voraginoso tra chi va sul palco e chi dal palco trae consapevolezza per andare a votare.</p>
<p>Il retroterra di quest’ultimo passaggio consiste nel fatto che quando nessuno più va ai comizi (social a parte), quando nessuno più si affaccia in una sede di partito, quando nessuno più chiede conto alla politica di quel determinato problema, ma solamente si sfoga su di essa come se fosse ad un incontro di boxe, allora, non ha perso il linguaggio, ma hanno perso le relazioni umane.</p>
<p>D&#8217;altronde il linguaggio, anche in politica, è o non è funzionale se esistono le relazioni? Gli elettori di oggi sono affamati di ascolto? La politica di oggi è affamata di persuasione?</p>
<p>Sono domande complementari perché essere politicamente affamati è cosa diversa dall’aver fame politica. Nel primo caso la parola buona è il perno, nel secondo caso subentra la corruzione mentale: cioè il monovocabolismo docent.</p>
<p>Torna utile, su questo concetto, Cicerore (<em>De Oratore</em> 3, 14, 53):</p>
<p><em>“Quale oratore suscita un brivido negli uomini? </em></p>
<p><em>Quale oratore è osservato con ammirato stupore? </em></p>
<p><em>Quale oratore strappa grida di ammirazione? </em></p>
<p><em>Quale oratore è ritenuto un dio tra gli uomini? </em></p>
<p><em>L’oratore i cui discorsi sono chiari, ordinati, copiosi, splendidi sia per contenuto sia per forma; l’oratore che anche nella prosa crea un ritmo quasi poetico: questo è lo stile che io chiamo ornato.</em></p>
<p><em>L’oratore che pronuncia la sua orazione adeguandosi all’importanza dei fatti e delle persone merita lode per quel genere di dote che io chiamo convenienza e congruenza”.</em></p>
<p>Ecco, che democrazia siamo diventati per aver ammirato un Vaffa?</p>
<p>L’immedesimazione politica ha ucciso il linguaggio della democrazia, nella democrazia, per la democrazia. Toccando così la pancia del popolo.</p>
<p>Per questo, una volta, i partiti avevano il ruolo cosciente e consapevole (che dovrebbero avere tuttora come vuole la Costituzione) di dover addolcire il malessere, di dover disinnescare le micce repulsive nella società fungendo da figure di traduzione tra il bisogno e il normabile.</p>
<p>Perché quando le norme diventano l’oggetto del bisogno stesso possiamo stare certi che la corsa elettorale non è più a chi ha il programma migliore e davvero fattibile, ma a chi la spara più grossa.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
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		<title>Aggressori e Risvegliati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 15:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[donbass]]></category>
		<category><![CDATA[minsk]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Della questione russo-ucraina sappiamo che c’è un aggressore e un Paese aggredito. La violazione degli accordi internazionali è sotto gli occhi di tutti; specie l’art. 2, co. 4, dello Statuto delle Nazioni Unite: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/aggressori-e-risvegliati/">Aggressori e Risvegliati</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Della questione russo-ucraina sappiamo che c’è un aggressore e un Paese aggredito.<br />
La violazione degli accordi internazionali è sotto gli occhi di tutti; specie l’art. 2, co. 4, dello Statuto delle Nazioni Unite: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”.<br />
Assodato questo fatto, occorre studiare un altro aspetto della vicenda: il non rispetto degli accordi di Minsk del 2015 da parte ucraina nella misura in cui non è stato definito il procedimento costituzionale teso a concedere maggiore autonomia alle regioni del Donbass interessate dall’intesa siglata davanti a Lukashenko.<br />
Ovviamente le due falle politiche rappresentate non possono esser messe sullo stesso piano: la prima è una violazione non solo giuridica ma anche dei diritti umani; la seconda è una violazione di un trattato bilaterale che manifesta, però, una debolezza di esercizio della sovranità affermata. In una ricerca scientifica del GEODI (Centro di ricerca di geopolitica e diritto pubblico comparato)<br />
dell’Università degli studi internazionali di Roma, a maggio scorso, si è posta l’attenzione proprio su questo elemento psico-costituzionale della vicenda: se un soggetto non è in grado di rispettare un accordo politico internazionale rischia, implicitamente, che qualcuno si insinui dove è incerta la fermezza decisionale.<br />
La questione del Donbass è, quindi, il derivato di questa prospettazione in cui la politica ucraina degli ultimi anni pre-guerra è rimasta incriccata sul da farsi. Il rovescio della medaglia è stato<br />
l’aumento della volontà separatista di quella fascia di territorio peraltro alimentate, sotto certi aspetti, dalle rispettive Costituzioni sia russa (art. 12) che Ucraina (artt. 5 e 7).<br />
C’è un contraccolpo che la Russia, forse, non aveva considerato dall’inizio: il risveglio ucraino.<br />
Cosa che sta spingendo il Paese di Zelensky a contrastare sul campo (e non solo) ogni inferenza russa dettata, appunto, dalla originaria debolezza di sovranità descritta.<br />
Il risveglio, a volte, è più importante della libertà perché senza il primo non ci può essere la seconda.<br />
Quando si aggredisce, invece, la propria Costituzione ha già fallito. Oppure no, quest’ultima non c’entra. Forse occorre pregare anche per il risveglio dei russi.<br />
Perché nessuno vuole la guerra se non chi vuol morire ingannato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/aggressori-e-risvegliati/">Aggressori e Risvegliati</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Comunisti, Fascisti e Nazisti fuori dall’Europa. Decisione e necessità politica.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/comunisti-fascisti-e-nazisti-fuori-dalleuropa-decisione-e-necessita-politica/</link>
					<comments>https://www.einaudiblog.it/comunisti-fascisti-e-nazisti-fuori-dalleuropa-decisione-e-necessita-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2022 15:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.einaudiblog.it/?p=3307</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare della decisione del Parlamento Europeo del 19 settembre del 2019[1]? Si tratta di una decisione politica di portata storica: condanna unanime a livello comunitario di quel che sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo. Il tratto è chiaro: non solo rafforzare l’importanza della memoria per il futuro dell&#8217;Europa, ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/comunisti-fascisti-e-nazisti-fuori-dalleuropa-decisione-e-necessita-politica/">Comunisti, Fascisti e Nazisti fuori dall’Europa. Decisione e necessità politica.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare della decisione del Parlamento Europeo del 19 settembre del 2019<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>?</p>
<p>Si tratta di una decisione politica di portata storica: condanna unanime a livello comunitario di quel che sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo.</p>
<p>Il tratto è chiaro: non solo rafforzare l’importanza della memoria per il futuro dell&#8217;Europa, ma soprattutto eradicare i fenomeni totalitaristici partendo da un riconoscimento quasi continentale.</p>
<p>La risoluzione, infatti, inizia con una presa d’atto solenne <em>“visti i principi universali dei diritti umani e i principi fondamentali dell&#8217;Unione europea in quanto comunità basata su valori comuni” </em>nonché<em> “vista la Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo delle Nazioni Unite adottata il 10 dicembre 1948”.</em></p>
<p>Una premessa che non lascia ombre di dubbio su ciò che contraddistingue l’identità europea come spazio di libertà e democrazia anti-totalitaristico.</p>
<p>D’altronde il passaggio sul perché occorra una risoluzione comunitaria è esplicativo di come l’Unione Europa in sé voglia spronare (perché la risoluzione è atto politico a vincolatività debole<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>) gli Stati membri a darsi da fare per rendere gli ordinamenti interni effettivamente denocciolati da qualsivoglia nomenclatura o reviviscenza di matrice comunista e nazi-fascista.</p>
<p>Mentre in Italia esiste una legge contro la ricostituzione dei partiti nazisti/fascisti (c.d. Legge Scelba<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> n. 645/1952 e successive modifiche), non c’è ancora una normazione apposita per quelli di radice comunista.</p>
<p>È questa una lacuna politico-giuridica che il nostro sistema ordinamentale si porta dietro dai tempi della Costituente e della Carta costituzionale<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> stessa che pur non enunciando, espressamente, l’anticomunismo ne ha perimetrato la sua fuoriuscita programmatica e programmata nei principi fondamentali. Ciò al contrario della disposizione transitoria in ordine al fascismo: <em>“XII. È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista”.</em></p>
<p>Il perché risiede in una triplice valutazione:</p>
<ul>
<li>primo perché i comunisti italiani erano legatissimi (se non quasi sottoposti) al comunismo sovietico stalinista uscito vincitore dalla Seconda guerra mondiale;</li>
<li>secondo perché i comunisti, dietro la vittoria bellica, si vollero intestare unanimemente la liberazione del Paese dai fascisti e dai nazisti;</li>
<li>terzo per una ragione di risultato in quanto tale ovvero che rimasero dalla parte dei vincitori.</li>
</ul>
<p>La verità è, però, che l’Italia è stata liberata dagli Alleati e dalla coraggiosa attività dei partigiani nonché dei resistenti tutti i quali non erano connotabili come omogeneamente comunisti o di sinistra. Erano semplicemente patrioti, persone che tenevano alla rinascita del Paese sotto un nuovo cappello di Stato: libero e democratico.</p>
<p>Che poi a questa “liberazione del Paese” possono aver partecipato anche comunisti filo-sovietici ben venga, ma si dia atto e per assodato che le ragioni di quest’ultimi erano ben altre ideologicamente: sostituire un regime con un altro. Dal fascismo al comunismo.</p>
<p>Ed è stato grazie, appunto, al fronte di liberazione ed agli Alleati che l’Italia ha conseguito il risultato di una Costituzione e di una Repubblica democratica (non socialista o comunista &#8211; vedasi la Cina).</p>
<p>Allora, cerchiamo con serietà di affermare che oltre al fascismo ed al nazismo dobbiamo impegnarci come Paese a scremare definitivamente richiami totalitaristici e partecipazioni alla vita del Paese di dette cellule aggregative di filo-sovietismo 4.0.</p>
<p>Si faccia una legge o una modifica costituzionale che conclami il rifiuto dei totalitarismi ideologici e storici.</p>
<p>E basti leggere un altro passo della risoluzione europea del 2019 per comprendere il grande passo in avanti che sul piano sovranazionale si sta compiendo con non poco sforzo: <em>“dopo la sconfitta del regime nazista e la fine della Seconda guerra mondiale, alcuni paesi europei sono riusciti a procedere alla ricostruzione e a intraprendere un processo di riconciliazione, mentre per mezzo secolo altri paesi europei sono rimasti assoggettati a dittature, alcuni dei quali direttamente occupati dall&#8217;Unione sovietica o soggetti alla sua influenza, e hanno continuato a essere privati della libertà,</em></p>
<p><em>della sovranità, della dignità, dei diritti umani e dello sviluppo socioeconomico”.</em></p>
<p>Ma è la ferma condanna tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie all&#8217;interno dell&#8217;Unione (come il nazismo e lo stalinismo) l’elemento essenziale della decisione politica assunta a livello comunitario.</p>
<p>Ciò stando a significare che quando qualcuno nelle piazze, online, ecc. chiede ai cittadini di sostenere una lotta comunista o di firmare per consentire di presentare una lista elettorale “falce e martello”, ecc. ci si soffermi e si pensi bene; sareste complici di un’attività che, seppure non illecita ad oggi (salvo altra interpretazione giuridica), è pur sempre un fare contro Costituzione.</p>
<p>Sapete il motivo?</p>
<p>Perché <em>“L’Italia è una Repubblica democratica” </em>(art.1 Cost.).</p>
<p>Concetto, quest’ultimo, che non significa semplicemente “tutti possono partecipare”, ma che tutti possono e devono farlo (se si pensa anche all’art. 4, co. 2, Cost.) se si riconoscono, per rovescio della medaglia, nell’antifascismo, nell’antinazismo e nell’anticomunismo.</p>
<p>Tre ideologie condannate dalla storia ed al livello europeo. Cioè da tutti coloro a cui piacciono libertà, eguaglianza e democrazia.</p>
<p>Non basta, quindi, uno statuto (ci si riferisce ai movimenti ed ai partiti politici) in cui si dichiari di volere la democrazia se la propria base ideologica, l’attivismo che ne deriva e la propaganda che se ne fa, indirizzano al fine di volerla controllare, occupare, egemonizzare per sottrarla al giusto, logico e necessario principio di alternanza politica in una dimensione pluralistica.</p>
<p>Come avrebbe detto il saggio Berlinguer, non si può volere che un solo partito abbia il 51% dei voti del Paese: finirebbe la democrazia.</p>
<p><em>Per aspersa ad astra. </em></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.questionegiustizia.it/articolo/la-risoluzione-del-parlamento-europeo-del-19-sette_23-09-2019.php">https://www.questionegiustizia.it/articolo/la-risoluzione-del-parlamento-europeo-del-19-sette_23-09-2019.php</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1952-06-23&amp;atto.codiceRedazionale=052U0645&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=26879b29-7b8e-48c1-9470-80b7952dc7a3&amp;tabID=0.8572127959541542&amp;title=lbl.dettaglioAtto">https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1952-06-23&amp;atto.codiceRedazionale=052U0645&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=26879b29-7b8e-48c1-9470-80b7952dc7a3&amp;tabID=0.8572127959541542&amp;title=lbl.dettaglioAtto</a></p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://www.quirinale.it/allegati_statici/costituzione/costituzione.pdf">https://www.quirinale.it/allegati_statici/costituzione/costituzione.pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/comunisti-fascisti-e-nazisti-fuori-dalleuropa-decisione-e-necessita-politica/">Comunisti, Fascisti e Nazisti fuori dall’Europa. Decisione e necessità politica.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 20:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Draghi Vademecum” ha imposto, implicitamente, una nuova lingua a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama. È la lingua della prudenza competitiva o, per altro verso, della competenza prudenziale. Cioè prima di parlare, sapere di cosa e soprattutto come. Se c’è un dato evidente è che Draghi, chiamato dalla politica a fare politica, ha fatto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/">Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Draghi Vademecum” ha imposto, implicitamente, una nuova lingua a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama.</p>
<p>È la lingua della prudenza competitiva o, per altro verso, della competenza prudenziale.</p>
<p>Cioè prima di parlare, sapere di cosa e soprattutto come.</p>
<p>Se c’è un dato evidente è che Draghi, chiamato dalla politica a fare politica, ha fatto a sua volta richiamo ai contenuti per l’azione, discutibile o meno che sia, rispetto all’azione per i contenuti.</p>
<p>Su questa traccia il Draghi Vademecum potrebbe diventare anche il post-legislatura ovvero l’apice figurativo di garanzia per il Paese rispetto alle logiche europee ed internazionali.</p>
<p>E questo potrebbe avvenire a prescindere dall’ipotesi di governi tecnici dopo l’estate prossima ed anche con l’avvento della nuova legislatura nel 2023.</p>
<p>Draghi potrebbe così conciliare la necessità per il Paese di avere un profilo di caratura politico-internazionale con l’ulteriore necessità di avere al Governo una eterogeneità di competenze e rappresentanza politica quanto più larga possibile.</p>
<p>C’è uno scoglio, in vista, che occorre considerare nel panorama delle cose da valutare: un masso roccioso costituito dalla commistione calcarea ed organicamente composto da pandemia, guerra e Pnrr.</p>
<p>Allora Mario Draghi è, in <em>re ipsa</em> direbbero i giuristi, il fronte di garanzia attuale, comune e collettivo per l’intero sistema politico italiano.</p>
<p>Garanzia per almeno due motivi:</p>
<ul>
<li>il forte ascendente sul piano internazionale;</li>
<li>la determinata e ricercata inscrutabilità.</li>
</ul>
<p>Questi fattori fanno del “Draghi Vademecum” l’opportunità politica per cui i partiti oggi in maggioranza sanno bene che, senza l’anello di congiunzione dell’ex BCE, l’Italia sarebbe fuori dalle celebrazioni internazionali che contano.</p>
<p>Basti osservare come nell’incontro statunitense avuto con Biden pochi giorni fa si sia percepita la differenza sul piatto: da una parte l’esperienza militare, dall’altra parte l’esperienza dei vasi comunicanti dell’economia.</p>
<p>È su quest’ultimo passaggio che si gioca la partita che unisce, velatamente, il post-pandemia, la guerra attuale (anche valutaria) e la ripresa del Paese con il Pnrr.</p>
<p>I partiti di maggioranza, rispettivamente al Draghi Vademecum, possono operare proprio come farebbe il satellite naturale o, in altra ipotesi, artificiale.</p>
<p>La cosa che conta è essere in orbita.</p>
<p>Finché, ovviamente, i partiti non riusciranno a individuare (soprattutto per via endogena) profili che possano definirsi al livello di statisti.</p>
<p>E la speranza, almeno in questo caso, non è solo da alimentare ma da coltivare.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/pandemia-guerra-pnrr-e-il-ruolo-dei-satelliti-in-politica-e-non/">Pandemia, guerra, Pnrr e il ruolo dei satelliti (in politica e non)</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>Aldo Moro e il dolore del Paese dopo 44 anni. “La politica dell’attenzione”</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/aldo-moro-e-il-dolore-del-paese-dopo-44-anni-la-politica-dellattenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 12:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[brigate rosse]]></category>
		<category><![CDATA[strategia dell'attenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro: fu Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Rapito e assassinato dalle Brigate Rosse, appunto, prima del suo ritrovamento in Via Caetani a Roma. Nato nel 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Padre costituente, docente universitario e fondatore del partito della Democrazia cristiana di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/aldo-moro-e-il-dolore-del-paese-dopo-44-anni-la-politica-dellattenzione/">Aldo Moro e il dolore del Paese dopo 44 anni. “La politica dell’attenzione”</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo di Aldo Moro: fu Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Rapito e assassinato dalle Brigate Rosse, appunto, prima del suo ritrovamento in Via Caetani a Roma.<br />
Nato nel 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Padre costituente, docente universitario e fondatore del partito della Democrazia cristiana di cui è stato anche presidente.<br />
A 44 anni dalla scomparsa dell’illustre Moro ci si deve domandare se il nostro Paese oltre ad esser rimasto orfano di un padre della Repubblica (in senso costituzionale), sia rimasto altresì orfano di un padre politico a prescindere dal connotato partitico espresso in vita.<br />
La domanda, in buona sostanza, si indirizza su un piano di trasversalità nel senso più orizzontale della dignità dei c.d. partiti e della coscienza politica (a prescindere se maturata o meno) di ognuno di noi.<br />
Non a caso si usa il termine trasversalità per tradurre meglio il concetto per cui Aldo Moro è di tutti, di tutto il Paese, di tutte le culture politiche (socialisti, liberali, ecc.).<br />
Tra le tante massime, discorsi, ragionamenti e scelte di Moro ci sono tre aneddoti che ricordare oggi, con dovuto rispetto, sarebbero la rappresentazione pratica di come esista un seme della “riqualificazione” politica, laddove, con quest’ultima parola si vuole ispirare al tema della partecipazione al processo democratico con l’attenzione dell’appassionato e, al contempo, del caritatevole.<br />
Riqualificare, invece del “rinnovare” (termine abusato nel tempo per suscitare clamore elettorale), è in sé un vero e proprio principio-fine di quell’aspetto continuamente e ciclicamente programmatico a cui deve attendere la politica se davvero si tiene conto del ruolo costituzionale dei partiti.<br />
L’insegnamento profondo, umano e di filosofia politica, che Moro ci ha donato con la sua testimonianza porta, quindi, un frutto che ritroviamo nell’art. 49 della Costituzione. “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”; questo recita l’articolo della nostra Carta fondamentale in questione.<br />
Attore principale: il cittadino, la persona. Ha diritto di associarsi liberamente. In cosa? In partiti. Elemento strutturale ed imprescindibile della partecipazione. Perché? Perché seppure il partito è “una parte” deve tendere all’universale e cioè a quanto più largamente condivisibile con le altre parti. Con che metodo?<br />
Concorrendo in maniera democratica. È qualcosa di incredibile questo principio perché implica che la politica debba essere vigile, sensibile, attenta al popolo e a come si esprime verso quest’ultimo.<br />
L’idea di Moro, solcando il terreno dell’articolo 49 su riportato, era proprio su quel binario dell’attenzione.<br />
Egli non si preoccupava, però, di fare attenzione a sé stesso. D’altronde il rapimento ad opera delle Brigate Rosse avvenne per l’eccessivo senso di normalità di Moro. Un senso profondo di parità con il prossimo che lo portò a sognare un Paese quanto più orientato ai Governi strutturali (cioè quelli che, pur nelle diversità e nelle differenze, rasserenano il Paese).<br />
È così che in un celebre discorso durante il primo congresso della Democrazia cristiana pugliese, il 15 giugno 1969 a Bari, illustrò quale fosse l’idea della riqualificazione politica, costante e ciclica, mediante la strategia dell’attenzione: opera dell’Uomo politico che include ascolto e soprattutto silenzio. Riflessione.<br />
Cos’è, allora, la strategia dell’attenzione?</p>
<p>È “ispirazione” che, stando alle parole del discorso nel sessantanove, tende ad inventare un nuovo rapporto con la società. Il seme moroteo, d’altronde, fu questo: “dobbiamo inventare un nuovo collegamento umano, dobbiamo trovare delle soluzioni tecniche ai grandi problemi di giustizia per il Mezzogiorno, di giustizia per le categorie sociali che sono ai margini ancora; dobbiamo trovare soluzioni, ma dobbiamo trovare soprattutto un modo di collegamento umano, creare una fiducia per stabilire con un equilibrio nuovo tra sociale e politico, un nuovo equilibrio politico, un novo assetto della società italiana”.<br />
Come far crescere la pianta dell’attenzione?<br />
Tre momenti di innaffiamento: consapevolezza difronte alla realtà sociale e politica nel suo complesso; rinuncia ad una posizione passiva e cioè alla difesa pure e semplice del potere; prontezza a cogliere i segni dei tempi.<br />
Ecco perché, per Moro, la “vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie”; una libertà che per validarsi dinanzi alla vita reale ha bisogno di rifarsi alla partecipazione.<br />
Quella che solo la dignità di partiti in costante ricerca di riqualificazione può concorrere a costruire allontanando i populismi e rinfrescando l’essenza popolare.<br />
La democrazia non è sinonimo di debolezza benché, spesso, si voglia indebolirla come accaduto, ad esempio, con l’uccisione del grande Aldo Moro.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/aldo-moro-e-il-dolore-del-paese-dopo-44-anni-la-politica-dellattenzione/">Aldo Moro e il dolore del Paese dopo 44 anni. “La politica dell’attenzione”</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<title>20 luglio 1946: il sabato dell’esempio agli italiani. Quella Politica che partorì la Costituzione.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/20-luglio-1946-il-sabato-dellesempio-agli-italiani-quella-politica-che-partori-la-costituzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 11:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea costituente]]></category>
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		<category><![CDATA[luigi einaudi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima adunanza plenaria dei Costituenti fu svolta di sabato mattina. Il presidente provvisorio Giovanni Porzio, già deputato nel Regno d’Italia, diede avvio ai lavori alle ore 10:15. Fu una seduta solenne, senza perdite di tempo. Il verbale è di poche pagine[1], ma significative. Un’altezza di pensiero non comune a cui si unisce lo spessore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/20-luglio-1946-il-sabato-dellesempio-agli-italiani-quella-politica-che-partori-la-costituzione/">20 luglio 1946: il sabato dell’esempio agli italiani. Quella Politica che partorì la Costituzione.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prima adunanza plenaria dei Costituenti fu svolta di sabato mattina.</p>
<p>Il presidente provvisorio Giovanni Porzio, già deputato nel Regno d’Italia, diede avvio ai lavori alle ore 10:15.</p>
<p>Fu una seduta solenne, senza perdite di tempo. Il verbale è di poche pagine<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, ma significative. Un’altezza di pensiero non comune a cui si unisce lo spessore della concezione del “lavoro”.</p>
<p>Quel termine lavoro che, concettualisticamente parlando, si andrà poi ad inserire nel famoso primo articolo della futura Carta fondamentale dell’Italia repubblicana.</p>
<p>Porzio fu assistito per i lavori da Nilde Jotti (la più giovane dei presenti). Un uomo e una donna quindi. Quasi un segno del destino che preludeva a quel principio di parità ed eguaglianza tanto caro alla dimensione democratica che si stava andando a costruire.</p>
<p>Aleggiava in quell’aula del sabato mattina un profumo di serietà unito alla sobrietà religiosamente percepibile tra i Costituenti della commissione (i famosi 75 membri).</p>
<p>Allora si procedette al voto.</p>
<p>Tra i votanti Moro, Einaudi, Pertini, Molè, Lina Merlin, ecc.</p>
<p>Meuccio Ruini diventò presidente; anch’egli ex deputato del Regno d’Italia.</p>
<p>Dagli atti dell’assemblea costituente di questo importante sabato mattina del 46 emerge il senso profondo del “tempo nel tempo”.</p>
<p>Gli italiani aspettavano una Costituzione e il Presidente Ruini ebbe a comprendere bene la funzione del lavoro, di quel lavoro, in quel momento storico.</p>
<p>“L’abnegazione e la dedizione ricostruiscono il Paese” era il <em>leitmotiv</em> alla base.</p>
<p>Nessun proclama, nessun discorso. Solo l’invito a lavorare.</p>
<p>Basti leggere il rapporto sommario della seduta: il <em>“Presidente non intende pronunciare un discorso d’insediamento, anche perché vuole con l’esempio mostrare che qui non si devono fare discorsi, ma soltanto osservazioni e proposte concrete”.</em></p>
<p>Certamente questo passaggio, calandoci idealmente per un attimo nell’atmosfera del tempo e del luogo, ci fa immaginare come chi stesse stenografando il verbale fosse tenuto a riassumere la centralità di ciò che si stesse dicendo.</p>
<p>Ecco che il “tempo nel tempo” renderebbe, perfettamente, il come ci fosse una sensibilità determinata tra i Costituenti: il senso del dovere verso il lavoro. Non il contrario (cioè il lavoro come elemento del dovere).</p>
<p>Fu così che Ruini decise, per l’elezione avvenuta, di non ringraziare alcuno dei Colleghi della commissione costituente sebbene ne avesse molta voglia.</p>
<p>Il motivo è così di spessore intellettuale ed umano che si può comprendere bene solo leggendo, esattamente, le parole sempre del verbale di quella mattina di sabato del 46.</p>
<p>Riporta la stenografia che il Presidente <em>“comprende che questo lavoro, non solo per lui ma per tutti implica assenza di vacanze. Lavorerà molto e l’unico impegno che prende è che farà lavorare molto anche i colleghi, perché per esaurire il lavoro non si hanno che tre mesi, in quanto entro il 20 ottobre dovrà esser preparato il progetto di Costituzione”. </em></p>
<p>È da qui che si coglie un ulteriore elemento di congiunzione tra l’alto senso di responsabilità e il dovere dell’esempio nell’accezione più intrisa di serietà possibile: il rispetto del lavoro nel tempo (a prescindere dalla data di scadenza) in cui occorre espletarlo.</p>
<p>Non a caso il Presidente Ruini non interviene con un discorso e con un ringraziamento, ma nell’auto-negarsi l’uno e l’altro indica la strada di una dimensione volta all’eguaglianza, all’impegno comune, alla laboriosità senza risparmio: rispettare la fiducia dei quasi 25 milioni di italiani giunti poco prima al voto Costituente<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> era univocamente il diktat.</p>
<p>Cosa sarebbe successo se i Costituenti non avessero rispettato quanto emerso da quel famoso 2 giugno?</p>
<p>Ruini ebbe l’intuizione di non parlare, di non ringraziare. Proprio per dare un segnale forte pur nell’equilibrio, nella sobrietà, nell’estremo contegno. Con la sfida di unire tutti i Costituenti in un’opera ardua ma con il sentimento di ripagare, ben presto, la fiducia degli italiani, appunto, con il lavoro.</p>
<p>Già, la fiducia. Che termine stupendo. Etimologicamente (dal latino <em>fidere<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><strong>[3]</strong></a></em>) implica avere fede, credenza e speranza verso qualcuno.</p>
<p>La fiducia come si conquista d’altronde? Con il riconoscimento del valore.</p>
<p>Allora tornano forti e attuali le parole di un illustre manager italiano come Sergio Marchionne. Quando la Fiat era in grave perdita egli si chiedeva perché mai si andasse diffusamente in vacanza ad agosto esclamando <em>“in ferie da cosa<a href="#_ftn4" name="_ftnref4"><strong>[4]</strong></a>”</em>?</p>
<p>Dobbiamo far ripartire il Paese prima di tutto dall’abnegazione. Perciò serve Politica più che mai. E siamo tutti noi. Non serve additare i partiti.</p>
<p>Pensiamo alla sfida della ripartenza come ad una proiezione della ricostruzione del Paese.</p>
<p>Come se si dovesse fare per la prima volta la Costituzione perché<em> “se non vi si riuscisse, si darebbe un pessimo esempio”</em> ai cittadini e alle generazioni del futuro.</p>
<p>Ri-Costituiamo, allora, il valore del tempo del lavoro nel tempo del dovere.</p>
<p>Non è un proclama, ma la dignità della società sulle orme di quei giganti del 20 luglio 1946.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Commissione/sed001/sed001nc.pdf">http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Commissione/sed001/sed001nc.pdf</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.settantesimo.governo.it/it/approfondimenti/l-assemblea-costituente/">https://www.settantesimo.governo.it/it/approfondimenti/l-assemblea-costituente/</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.etimo.it/?term=fiducia">https://www.etimo.it/?term=fiducia</a></p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://video.corriere.it/marchionne-mese-agosto-sono-tutti-ferie-ma-ferie-cosa/67611e54-9a13-11e8-b29e-fbb2c6c2bbaf">https://video.corriere.it/marchionne-mese-agosto-sono-tutti-ferie-ma-ferie-cosa/67611e54-9a13-11e8-b29e-fbb2c6c2bbaf</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/20-luglio-1946-il-sabato-dellesempio-agli-italiani-quella-politica-che-partori-la-costituzione/">20 luglio 1946: il sabato dell’esempio agli italiani. Quella Politica che partorì la Costituzione.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</title>
		<link>https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Lucarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 15:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo lucarella]]></category>
		<category><![CDATA[antonio gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[palmiro togliatti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordiamo tutti quel che nel nostro Paese si è verificato mesi fa? Un fatto alquanto deplorevole: il libro autobiografico di Giorgia Meloni, edito Rizzoli, esposto con l’immagine di copertina a testa in giù. Fatto accaduto, stando a quanto riportato dalle più importanti testate nazionali italiane, in una libreria della rinomata “La Feltrinelli”. Quanto accaduto ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/">La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo tutti quel che nel nostro Paese si è verificato mesi fa?</p>
<p>Un fatto alquanto deplorevole: il libro autobiografico di Giorgia Meloni, edito Rizzoli, esposto con l’immagine di copertina a testa in giù.</p>
<p>Fatto accaduto, stando a quanto riportato dalle più importanti testate nazionali italiane, in una libreria della rinomata “La Feltrinelli”.</p>
<p>Quanto accaduto ci porta a riflettere, necessariamente, almeno su due fronti: il primo Costituzionale, il secondo socio-educativo.</p>
<p>Ora, preliminarmente, va chiarita una cosa: gli esseri umani sono tutti liberi così com’è il pensiero di ognuno.</p>
<p>Posto per assodato questo elemento inviolabile ricavabile non solo dalla nostra Costituzione (art. 21), ma anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (artt.18 e 19) nonché della Convezione europea dei diritti dell’Uomo (artt. 9 e 10), quale messaggio sociale si genera silenziando o restando indifferenti rispetto ad un gesto del genere (come riportato dal Corriere della Sera il 28 maggio scorso) senza che vi sia alcuna scusa, sanzione o quantomeno, minimamente, condanna morale?</p>
<p>Devastante!</p>
<p>Soprattutto perché si amplia la fetta di un totale disorientamento concettuale e culturale molto pericoloso: Giorgia Meloni è leader di una forza politica sì di destra, ma non fascista.</p>
<p>Diversamente sarebbe un partito da assoggettarsi alla normativa vigente come si dovrebbe per tutte quelle realtà politiche non ispirate alle dinamiche democratiche: cosa su cui, oggettivamente, c’è ancora un grande lavoro da fare attese le lacune di sistema.</p>
<p>Comunismo e fascismo hanno entrambi (la storia ce lo racconta) segnato l’umanità nel profondo: mai dovremmo dimenticare quanto, ancora oggi, gridano le anime nel ricordo di tutti i morti nei<em> gulag</em> sovietici e nei campi di concentramento hitleriani.</p>
<p>Proprio per costruire una nuova società i padri e le madri della Costituente vollero lasciare l’impronta indelebile della libertà sulle generazioni future. Come?</p>
<p>Anzitutto enunciandola nell’art. 21 della Cost. tra i c.d. “DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI” con ciò implicando un rapporto in radice bilaterale per l’individuo: il diritto di esprimersi, non per forza verbalmente ma anche in gesti, non deve ledere la sfera di libertà altrui ovvero mortificarla e, quindi, violarla.</p>
<p>È il senso comune al dovere di reciprocità alla base di quel che fu il patto sociale posto nell’intimo profondo della nostra Costituzione: dove da sinistra a destra si volle fortemente stare insieme rifiutando gli schemi dell’esperienza fascista.</p>
<p>Un dato storico importante ed imprescindibile è, anche simbolicamente parlando, l’atto di riconciliazione più significativo: proprio Togliatti, storico dirigente del Partito Comunista italiano, si prodigò a dare effettività al c.d. “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari” (entrato poi in vigore il 22 giugno 1946).</p>
<p>La morale di tutto ciò cosa ci può ancora insegnare nel 2022?</p>
<p>Che sia le parole sia i gesti hanno, sempre, un significato ed un riflesso decisivo sulla crescita o meno di una nazione sotto il profilo socio-culturale.</p>
<p>Quel che è accaduto con l’esposizione a testa in giù del libro di Giorgia Meloni non è che qualcosa, in buona sostanza, riferibile alla non conoscenza: il superamento storico delle nefandezze comuniste e fasciste, in quanto portatrici ideologiche della loro stessa degenerazione, è rappresentato proprio dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Non attualizzare, anche con i gesti umani quotidiani, il rispetto dell’altrui pensiero (come diritto-dovere) significa non riconoscersi nella pienezza del dettato Costituzionale.</p>
<p>Il ché è di per sé indice di gravità poiché è in quell’apparente gesto di ludica estemporaneità che si palesa il “mal di testa” del presunto responsabile del fatto accaduto nella libreria Feltrinelli.</p>
<p>Rovesciare a testa in giù l’immagine di copertina di libro per protesta civile è un conto, idealizzare una fantomatica resistenza nel 2021, con ormai il 2022 iniziato, è indice di superficialità: motore nell’indifferenza e dell’indifferenza.</p>
<p>A prescindere dal libro di Giorgia Meloni in questione, che si tratti di autori di sinistra (che non significa per forza comunisti che si riconoscono nelle nefandezze degenerative) o di destra (che non significa per forza di cose che si riconoscono nelle scelleratezze causate dal fascismo) non è dirimente.</p>
<p>Quando il gesto di un intellettuale (ammesso che chi abbia commesso il fatto sia effettivamente tal responsabile) si decontestualizza rispetto alla maturità temporale ed alle conquiste civili della società in cui vive ci si trova davanti a dover definire quale incidenza abbia nel processo educativo nazionale che, si ricordi, passa anche attraverso i gesti e la testimonianza sul campo.</p>
<p>Non si può sfruttare, seppure inconsciamente od indirettamente, la democrazia a danno della classe non intellettuale la quale va garantita e tutelata nella sua legittima aspirazione ad avere, nell’ambito nazionale, una sacrosanta offerta pluralistica di pensiero.</p>
<p>Lo affermava Gramsci, un grande ed illustre comunista, il quale già teorizzava ad inizio secolo scorso la c.d. <em>“progressiva estinzione del pensiero, politico e non”</em> proprio perché legata al rischio degenerativo a cui la classe degli intellettuali può portare senza rendersene conto fino ad auto-condursi all’estraneità rispetto ai tempi che corrono.</p>
<p>Antonio Gramsci, il quale morì per la libertà di pensiero, disse appunto in merito (sempre tenuto conto del momento storico di vita) che <em>“Tutta la classe colta, con la sua attività intellettuale, è staccata dal popolo nazione, non perché il popolo nazione non abbia dimostrato e non dimostri di interessarsi a questa attività…</em> <em>ma perché l’elemento intellettuale indigeno è più straniero degli stranieri di fronte al popolo nazione”.</em></p>
<p>Penserebbe Gramsci, allora, che nel 2022 ci vorrebbe un minimo di pensiero contestualizzato prima di porre in essere un gesto che ha comunque una portata sociale, soprattutto, sul piano culturale ed educativo?</p>
<p>L’intellettualismo disorientato è pericoloso perché può insinuare che il pensiero non sia uguale e non abbia la stessa dignità d’esistenza.</p>
<p>Invece, cari italiani, siamo tutti uguali. A testa alta.</p>
<p>Ricordiamocelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img data-del="avatar" alt="Angelo Lucarella" src='https://www.einaudiblog.it/wp-content/uploads/2020/10/angelo-lucarella-150x150.png' class='avatar pp-user-avatar avatar-100 photo ' height='100' width='100'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.einaudiblog.it/author/angelo-lucarella/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Angelo Lucarella</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Avvocato, saggista, già vice presidente coord. della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
Delegato italiano (under 40) al G20 Amburgo 2022 industria, imprese e sviluppo economico organizzato da compagini industriali/imprese dei Paesi partecipanti con Ministero economia tedesco.</p>
<p>Docente aggiunto a.c. in Diritto tributario dell&#8217;impresa e Diritto processuale tributario &#8211; Dipartimento Economia, Management, Istituzioni presso l&#8217;Università degli studi di Napoli Federico II.<br />
Componente di cattedra in &#8220;Diritto e spazio pubblico&#8221; &#8211; Facoltà di Scienze Politiche presso Università degli studi internazionali di Roma.<br />
Componente del tavolo di esperti per gli studi sul “reddito universale” &#8211; Dipartimento di Scienze Politiche Università internazionale per la Pace dell&#8217;ONU (sede di Roma).<br />
Direttore del Dipartimento di studi politici, costituzionali e tributari &#8211; Università Federiciana popolare.</p>
<p>Consigliere della &#8220;Commissione Etica ed Affari Legali&#8221; in seno al Comitato tecnico legale della Federazione Italiana E-Sports.<br />
Componente del comitato scientifico della rivista @Filodiritto per l&#8217;area &#8220;socio-politica&#8221;.<br />
Founder di @COLTURAZIONE</p>
<p>Pubblicazioni principali:<br />
&#8211; &#8220;Opere edilizie su suolo privato e suolo pubblico. Sanzioni penali e profili costituzionali&#8221; (Altalex editore, 2016);<br />
&#8211; &#8220;I sistemi elettorali in Italia: profili evolutivi e critici&#8221; (Pubblicazioni Italiane, 2018 &#8211; testo in collettanea);<br />
&#8211; &#8220;L&#8217;inedito politico costituzionale del contratto di governo&#8221; (Aracne editrice, 2019);<br />
&#8211; &#8220;Dal contratto di governo al governo da contatto&#8221; (Aracne editrice, 2020);<br />
&#8211; &#8220;Nessuno può definirci. A futura memoria (il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul D.d.l. Zan&#8221; (Aracne editrice, 2021 &#8211; testo coautoriale);<br />
&#8211; &#8220;Amore e Politica. Discorso sulla Costituzione e sulla Dignità dell&#8217;Uomo&#8221; (Aracne editrice, 2021);<br />
&#8211; &#8220;Draghi Vademecum. La fine del governo da contatto. Le sfide del Paese tra dinamiche politiche e districamenti sul fronte costituzionale&#8221; (Aracne editrice, 2022).</p>
<p>Ultima ricerca scientifica &#8211; &#8220;La guerra nella Costituzione ucraina&#8221; &#8211; pubblicata su Alexis del GEODI (Centro di ricerca di Geopolitica e Diritto Comparato dell&#8217;Università degli studi internazionali di Roma).</p>
<p>Scrive in borderò per Italia Oggi e La Ragione ed è autore su La Voce di New York (columnist), Il Riformista, Affari italiani (editoriali), Formiche, Il Sole 24 Ore, Filodiritto (curatore della rubrica Mondovisione), Cercasi un Fine e sul blog di Fondazione Luigi Einaudi.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.einaudiblog.it/la-liberta-di-pensiero-e-inviolabile-costituzione-scritta-insieme/">La libertà di pensiero è inviolabile. Costituzione scritta insieme.</a> proviene da <a href="https://www.einaudiblog.it">Einaudi Blog</a>.</p>
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